Il giorno giovedì 27 marzo 2014 16:53:32 UTC+1, Fatina_degli_Elfi ha scritto:
> Il 27/03/2014 13:36, estate ha scritto:
>
> Affronti un argomento molto, ma molto delicato.
>Partiamo dalle linee generali: la torta
>
> è molto alta, tipo un panettone alto, solitamente infornata in uno
>
> stampo di alluminio svasato in alto (come la sorella salata), oppure in
>
> uno stampo da panettone (solo per i 'turisti' nelle pasticcerie). La
>
> pasta è lievemente umida all'interno, ben lievitata, poco dolce,
>
> arricchita a volte con canditi misti oppure canditi ed uvetta,
canditi e uvetta non ce li ho mai messi e non ce li voglio.
>
> pochissimo anice (mai in semi, quasi sempre liquoretto aromatico),
Se non ricordo male, io diluivo Un bel po') l' anisetta, e mettevo anche la buccia grattata di un limone e di un' arancia. Ma la mia "pizza", lette le tue considerazioni, somiglia solo vagamente alla tua. La mia è/ era molto più rustica, e infatti ha come base olio e farina, con poco zucchero, forse per questo, aprendola, risultava leggermente umida (ma non mezza cruda!).
>
> La pizza pasquale dolce di Orvieto è il non plus ultra, la considero il
>
> dolce lievitato più buono che mai in tanti anni mi sia capitato di
>
> mangiare, ma deve essere fatta a regola d'arte e trovare la ricetta
>
> giusta, quella tradizionale, è ancora più difficile che vincere il
>
> classico terno al lotto
>
> oppure organizzare un volo sulla Luna, o ancora essere miracolati. E'
>
> quasi impossibile, ma
>
> noi crediamo ai miracoli, malgrado tutto. E' una pasta molto lievitata
>
> (tre giorni di lenta lievitazione con pasta madre), poco dolce, molto
>
> (ma veramente molto) aromatica, impasto non umido all'interno ma direi
>
> piuttosto tendente al secco.
Così più secca somiglia alla pizza "di Viterbo", ma penso che sia più raffinata.
>Le tre pizze
>
> si somigliano poco al gusto, la ternana e la perugina somigliano molto
>
> di più alle altre pizze pasquali che si usa infornare nel Lazio
Vero, infatti qui nel Lazio si vende molto la "pizza di Terni", intesa come "pizza di Pasqua". E' buona, ma anonima, e, in fondo in fondo, ci ho sempre sentito un certo non so che di farina, come fosse male amalgamata.
>
> La ricetta? di questa non l'ho, la cerco da tanti anni, chissà se mai
>
> riuscerò a trovarla.
Allora, se non la sai nemmeno tu, mi toccherà rifarmi ai miei ricordi... :-(
>
> Ne offre una discreta, ma non originale, intepretazione Paola Lazzari,
>
> ricetta poi ripresa da Anice & Cannella, la trovi qui:
>
>
http://aniceecannella.blogspot.it/2009/03/pizza-di-pasqua-dolce-o-pizza.html
>
> Somiglia a quella orvietana, ma non è ancora lei.
OK :-(
> Che dirti? se la vuoi gustare, quella doc di Orvieto, devi acquistarla
>
> in alcune pasticcerie
>
> 'vecchie' del centro storico, altrimenti nisba.
M' è andata male... :-(
Ritorno alla mia pizza di pasqua del Lazio, con l' olio, l' anisetta diluita e la buccia d' arancia. Non che sia male, ma mi ricordo di aver mangiato "pizze" più delicate e aromatiche.
Ciao. :-)
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Estate