Il 15/09/2014 10:59, MadSharker ha scritto:
> "Mardot" <
marco.dot...@TOGLIMI.tin.it> ha scritto nel messaggio
> news:lv66p5$701$1...@virtdiesel.mng.cu.mi.it...
>>
>> Credo anch'io che il motivo sia quello, del resto se non c'e' domanda,
>> sicuramente non c'e' offerta.
>
> Siamo poi cosᅵ tanto sicuri che la domanda abbia veicolato l'offerta e non
> viceversa? Non ᅵ che magari la gente si ᅵ abituata a quello che il mercato,
> ultimamente sempre piᅵ dominato dalle multinazionali, ha imposto?
>
>
Guarda, io ho lavorato per 15 anni per una multinazionale (tedesca) che
come clienti aveva molte altre multinazionali. Non ho mai visto una
multinazionale fare da "driver" di mercato all'inizio. Per contro, una
volta fiutato il business, ci si buttano a capofitto sfruttando tutto
cio' che e' sfruttabile, provando a modificare la preferenza media e, a
quel punto, tentare di diventare "driver" di mercato.
Nel food ci sono multinazionali del pollo, del cheese, ecc.... e
chiaramente una volta che diventano "driver" di mercato provano a
standardizzare il gusto per poter vendere sempre piu', ma questo e' un
meccanismo che si avvita su se stesso. Se tu sei amante del pollo
ruspante, quale motivo potrebbe spingerti a comperare un pollo Tyson Foods?
Il prezzo? Non direi, ci sono rosticcerie piu' economiche.
Il gusto? Puo' essere, dipende dalle abitudini domestiche.
Chi ha la cultura piu' radicata dovrebbe essere tra quelli piu' immuni,
ma ormai pare che anche Paesi storicamente culinari come Italia e
Francia stiano cadendo in questo vortice.
Per me il problema si annida sempre e solo in basso, tra chi sceglie. Le
multinazionali potrebbero mettere sul mercato cio' che vogliono, ma se
io mi compero il petto di pollo in polleria, e ci faccio le scaloppine
come piacciono a me, loro si possono fottere alla grandissima.