Il 22/12/2011 16.41, Mammo ha scritto:
> Ok, in realtà sul newsgroup hobby.fai da te ho iniziato un tread per
> "autocostruirmi" uno scioglitore: vediamo cosa ne esce e se davvero si
> può fare qualcosa di preciso.
Per uso casalingo lasciati dire che lo sbatto (tempo e soldi, in
relazione ai risultati) non vale la pena. La miglior cosa resta
temperare il cioccolato a mano con la spatola.
> Il problema che più mi colpisce è che per mantenere la finestra di
> temperatura debbo stare piuttosto attento ed avere buona pazienza il
> che....richiede tanto tempo!
> Per fare i 2kg di cioccolato che dicevo all'inizio ci ho messo (in
> tutto) tutta la mattina e parte del pomeriggio: la maggior parte del
> tempo è dedicata a verificare la temperatura invece che a predisporre
> il "ripieno".
Il "trucco" sta nello sviluppare un minimo di sensibilita' per vedere ad
occhio se sei in tempera o no. Questo lo vedi dalla fluidita' e
dall'aspetto del cioccolato. Basta temperare (con successo) il
cioccolato a mano per 4-5 volte per farci l'occhio. Una volta che hai
l'occhio diventa abbastanza facile capire quando devi riscaldare il
cioccolato e quando smettere di riscaldarlo. Per riscaldarlo basta un
phon (asciugacapelli) qualsiasi, ovviamente pulito per bene prima di
usarlo. Metti la bocca del phon a circa 20cm sopra il cioccolato,
mescoli (ne' piano ne' veloce) con la spatola di silicone tenuta
inclinata a 45° e cercando di non incorporare aria.
Se lavori cosi' impieghi meno di 10 minuti (di lavoro a mano senza
considerare il tempo in microonde) per temperare il cioccolato a mano, e
poi riscaldi il cioccolato circa 1 minuto ogni 15 minuti.
La cosa importante e' lavorare con un quantitativo decente di
cioccolato. Se nella ciotola resti con meno di 700-800 grammi di
cioccolato allora diventi scemo a tenerlo in tempera, perche' da un lato
si raffredda troppo in fretta, dall'altro fai prestissimo a scaldarlo
troppo col phon e perdere la tempera. Insomma, devi mettere in
preventivo di finire il lavoro con circa 800g di cioccolato nella
ciotola, senno' butti tanto di quel tempo che meta' basta. Il cioccolato
che avanza lo riutilizzi la volta successiva (se non passa un anno),
oppure lo usi per mousse/creme/altro.
Altra cosa importante se sei agli inizi e' usare sempre lo stesso
prodotto (stessa marca e stesso tipo), questo per avere dei punti di
riferimento rispetto alle volte precedenti, dato che la fluidita' del
cioccolato varia da prodotto a prodotto, ed il sapersi adattare e' una
cosa che impari dopo aver fatto un po' di mano.
> Guardando i filmati dei cioccolatieri su Youtube mi viene "rabbia"
> poichè quelli saltano completamente tutta la fase per me lunghissima
> del temperaggio che viene eseguito dalla macchina in modo perfetto.
> Pur senza avere l'ambizione di diventare un "maestro cioccolatiere"
> vorrei limitare per quanto possibile i tempi delle operazioni ed il
> rischio di insuccesso del temperaggio.
La temperatrice semplifica di molto la vita, ma onestamente quando
faccio praline a casa (quindi a mano, con attrezzatura minima e senza
stampi) la tempera del cioccolato (temperaggio e mantenimento) e'
l'ultima cosa che mi preoccupa come cura, difficolta' e tempo.
> Considera che la mia difficoltà è quella di mantenere la temperatura
> mentre riempio, uno dopo l'altro, 5 stampi. ( riempio il primo, tolgo
> la cioccolata in eccesso che cade sul marmo e si raffredda, la rimetto
> a bagnomaria per riportarla al giusto grado di calore e rincomincio da
> capo)
Ci perdi quintali di tempo perche' usi un metodo sbagliato.
Se usi gli stampi devi fare cosi':
1- prendere uno stampo;
2- riempire tutti gli alveoli di cioccolato temperato con un mestolo
(questione di 10 secondi);
3- lisciare la superficie dello stampo con la spatola di acciaio
apposita, tenendo lo stampo inclinato di massimo 20°;
4- tenere lo stampo orizzontale per far raffreddare un minimo il
cioccolato e quindi creare una camicia con uno spessore sufficiente;
5- girare velocemente sottosopra lo stampo tenendolo sopra la ciotola
col cioccolato temperato, facendo colare il cioccolato fluido sulla
ciotola (il grosso del cioccolato deve colare sulla ciotola, non sul marmo);
6- prendere lo stampo, appoggiarlo (sempre con gli alveoli verso il
basso) su due spessori (i due spessori devono appoggiare sui lati dello
stampo senza toccare gli alveoli) facendo colare il poco cioccolato che
rimane in eccesso. Qui conviene appoggiare tutto su carta forno;
7- quando il cioccolato delle camicie comincia a cristallizzare
(mantiene la forma ma e' ancora un po' morbido) prendi lo stampo e lisci
la superficie con la spatola di acciaio per pareggiare la base delle
praline.
Le parti di cioccolato che sta cristallizzando, ossia il minimo che cola
sulla carta forno quando fai riposare lo stampo sottosopra (punto 6), e
gli spuntoni che elimini (punto 7) non devi MAI riversarli nella ciotola
di cioccolato temperato, perche' stanno gia' cristallizzando. Portare il
cioccolato gia' cristallizzato (o in fase di cristallizzazione) in fase
di tempera (e senza superare la stessa) e' una tragedia, perche' devi
scaldarlo con molta cautela e mettendoci una barca di tempo. Quel
cioccolato ti rompe solo le palle per continuare a lavorare a mano,
quindi lo metti in una ciotola a parte, e lo tieni come "scarto"
(cioccolato da riutilizzare la prossima volta, non e' assolutamente uno
scarto da buttare, e' cioccolato normale che pero' ora non ti torna
minimamente utile).
Per questo devi lavorare con una buona quantita' di cioccolato nella
ciotola.
Se poi lavori ad esaurimento (ossia cercare di usare tutto il cioccolato
temperato), allora impazzisci di brutto, butti via ore di lavoro per nulla.
Altra cosa importante che immagino tenderai a sbagliare: le praline
stampate vanno chiuse dopo che il ripieno si e' cristallizzato,
altrimenti corri grossi rischi che poi si crepino. Questo e' un altro
motivo per cui dico che e' meglio imparare a temperare il cioccolato a
mano e lavorarlo correttamente. Perdi mooolto meno tempo a lavorare la
quantita' corretta di cioccolato, aspettare i tempi corretti e magari
temperare due giri di cioccolato, che temperare una sola volta il
cioccolato e lavorarlo come hai descritto. Tipo che ci metti meta' tempo.
Tutte queste cose sono spiegate nei dettagli (e molto meglio) nel libro
che ti ho suggerito. Ah, ho guardato per curiosita', se lo prendi da
amazon.co.uk lo paghi 30 euro e non 40. Come rapporto qualita'/prezzo e'
uno dei migliori libri di pasticceria esistenti.
> Mi informerò meglio sulla tecnica con il microonde che non ho usato se
> non per piccolissime cose e mai per temperare.
Il microonde devi usarlo solamente per sciogliere il cioccolato, non per
temperarlo. Il bagnomaria devi dimenticartelo.
> Una curiosità: ma il "cioccolato bianco", come si scioglie?
> Alcune volte ho comprato delle tavolette (tipo il vecchio GALAK) ma
> non sono riuscito a scioglierlo nè a bagnomaria, nè nel microonde e
> neppure aggiungendo del latte per far arrivare meglio il calore! L'ho
> sempre bruciato ma mai sciolto!
Lo sciogli come il fondente, ma restando a temperature inferiori.
Per prima cosa compra cioccolato bianco che abbia solo burro di cacao
(leggi la lista di ingredienti e se vedi scritto "grassi vegetali"
allora lascialo sullo scaffale). Per seconda cosa evita assolutamente di
scioglierlo su fuoco diretto o a bagnomaria. Sul fuoco diretto stai un
attimo a bruciarlo. A bagnomaria basta un minimo di vapore per rassodarlo.
Per sciogliere il cioccolato usa il microonde a 350W e sei a posto.
ciao, teo