Il 05/04/2012 21:53, Teo Favaro ha scritto:
> Rispondo meglio nei prossimi giorni quando ho tempo, fra poco devo uscire.
Riprendo.
Allora, prima di tutto consiglio la visione di questo documento della
Arsia Toscana:
http://www.arsia.toscana.it/vstore/pdf/quad8-99%5B1%5D.pdf
purtroppo hanno soppresso l'ente e non e' piu' possibile ordinare le
loro pubblicazioni, ma la maggioranza sono disponibili in pdf.
Suggerisco di navigare un po' nel loro catalogo:
http://www.arsia.toscana.it/vstore/
hanno un sacco di materiale interessante, uno dei piu' belli era il
libro su piante e fiori spontanei commestibili.
Per chi ha paura del botulino, a pagina 48 c'e' un piccolo elenco
storico dei casi negli anni '90. Siamo nell'ordine di grandezza delle
morti per fulmini:
http://www.iss.it/pres/prim/cont.php?id=763&lang=1&tipo=6
A pagina 49 sono spiegate le condizioni da attuare per inibire le spore
botuliniche.
Una e' il contenuto di zuccheri, se e' superiore al 50% e' sufficiente.
Nel caso di marmellate e confetture vanno ricordate due cose: la frutta
contiene gia' zuccheri di suo; durante la cottura si ha una riduzione di
peso piu' o meno notevole (evaporazione). Se si parte con proporzione
1:2 (1 parte di zucchero, 2 di frutta) si e' a posto. Si puo' anche
scendere nel caso di frutta con polpa molto liquida (dato che per
raggiungere la cottura si dovra' far evaporare un sacco di liquidi).
Un'altra e' la temperatura. Bastano 5 minuti ad 85°C (e meno ancora a
temperature superiori). La marmellata va invasettata quando e' sopra i
105°C. Il contatto coi vasetti va scendere un po' la temperatura, ma si
resta ben sopra gli 85°C. Nel tempo in cui si versa la marmellata, si
prende il tappo e si chiude, tutto il vetro a contatto con la marmellata
raggiunge la temperatura della stessa. Resta quindi da fare in modo che
succeda anche per la parte superiore (quegli 1-2cm non a contatto con la
marmellata ed il tappo). Per questo bisogna girare sottosopra i vasetti.
5 minuti e' un tempo arbitrario, non cambia praticamente nulla se sono 2
o 20. A patto di non mettersi ad invasettare la marmellata in mezzo ad
un ghiacciaio, da quando si chiudono i vasetti il contenuto resta a
temperatura superiore agli 85°C per piu' di 5 minuti (ne basterebbero
meno perche' 5 minuti sono per temperatura costante ad 85°C, ma si parte
da temperatura superiore).
Quindi il metodo basilare di invasettamento marmellate e' piu' che
sufficiente per limitare al massimo i rischi. Ma come dicevo, eliminare
al 100% i rischi e' impossibile per qualsiasi cosa.
Tornando ai casi accertati di botulino, bisogna anche tener conto che
buona parte di quelli sono dovuti a persone incoscienti che hanno
preparato conserve senza seguire un minimo di precauzioni e linee guida.
Quindi il rischio reale per chi segue queste precauzioni e' ancora piu'
basso. Se uno si fa paranoie per il botulino nelle marmellate, allora
deve farsele per praticamente tutte le azioni che compie durante il giorno.
Bisogna poi ricordarsi che non sempre tutto va perfetto. Ci sono casi in
cui vasi o tappi sono difettosi, oppure si sono chiusi male, o altro. Se
il tappo si e' alzato, lanciare tutto. Se si apre il tappo e si sentono
odori strani, lanciare tutto. Se c'e' presenza di muffa, meglio lanciare
tutto per sicurezza (ma su questo si potrebbe anche discuterci sopra).
Ora qualche considerazione sul lato gustativo e non sanitario.
La marmellata e piu' buona tanto piu' il suo gusto ricorda quello della
frutta di partenza. Personalmente non mi piace il risultato che si
ottiene con fruttapec e simili, quindi li escludo dal discorso.
Se uno fa varie prove, e' facile notare che piu' tempo si cuoce la
marmellata, piu' il suo gusto si allontana da quello originario (sa piu'
di frutta cotta e meno di frutta fresca, piuttosto intuitivo).
Quindi, a meno che uno apprezzi maggiormente il gusto della frutta cotta
rispetto a quello della frutta fresca, l'obiettivo durante la
preparazione di marmellate e' quello di diminuire al massimo i tempi di
cottura. Avevo gia' fatto questo discorso mesi fa per le marmellate di
agrumi:
http://groups.google.com/group/it.hobby.cucina/browse_thread/thread/12fe63bc9c776880/
I fattori che incidono sui tempi di cottura sono principalmente due: la
quantita' di calore fornito (dalla fiamma, dalla piastra ad induzione,
da quello che si usa); la superficie a contatto con l'aria. Quindi la
scelta migliore e' cuocere la marmellata sul fuoco piu' grande che si ha
e messo al massimo, o su piastra induzione al massimo. Serve una pentola
adatta, ossia con un fondo degno di questo nome e non una pentola di
carta velina, per evitare di bruciare la marmellata. Poi tra tutte le
pentole di questo tipo di cui si e' forniti va scelta quella col
diametro piu' grande (e bordi sufficientemente alti, ricordiamoci che
quasi tutte le marmellate fanno schiuma durante la cottura), questo
perche' ha una maggiore superficie a contatto con l'aria (quindi
maggiore scambio ed evaporazione piu' rapida). Per favorire
l'evaporazione e' vivamente consigliato accendere al massimo
l'aspiratore della cappa della cucina e lavorare in ambiente con un buon
ricircolo di aria (aprire un po' le finestre anche in inverno).
Un altro fattore e' la quantita' di marmellata che si sta cuocendo. Un
conto e' cuocere 1kg di prodotto, un altro 5kg di prodotto. Il primo
cuoce molto prima. Quindi meglio fare 5 giri da 1kg, che 1 giro da 5kg.
Per quanto riguarda dosi, metodo e via dicendo, cambia tutto da frutto a
frutto, dal risultato che si vuole ottenere, dall'uso che si deve fare
della marmellata.