Grace
> si potrebbe
> approfondire questo discorso (se non Š proprio OT) citando qualche fonte?
>
Gli ingredienti non dovrebbero essere scritti sull'etichetta?
--
ciao
TT
> In un precedente thread si è parlato di crema di cioccolato e alcuni
> di voi hanno sostenuto che la Lindt (marca di cui mi sono sempre
> fidata) utilizza i grassi idrogenati tra gli ingredienti della sua
> cioccolata...si potrebbe approfondire questo discorso (se non è
> proprio OT) citando qualche fonte? Perchè se è così non la compro
> più...
La fonte è l'etichetta della suddetta (10% di nocciole e grassi idrogenati
ai primissimi posti)
Purtroppo l'ho buttata via, altrimenti te la postavo
--
Amy
Il coccodrillo come fa, non c'è nessuno che lo sa.
Si dice mangi troppo, non metta mai il cappotto,
che con i denti punga, che molto spesso pianga,
però quando è tranquillo come fa sto coccodrillo....
l'ho comprata ultimamente per fare un dolce al cioccolato ma non ho fatto
caso agli ingredienti...in genere comunque compro la Novi ma pensavo che la
Lindt fosse migliore...allora non la comprerò più.
Ciao
Grace
Scusami se mi facico gli affari tuoi ma perchè non dovresti comprarla più?
anche se usano un ingrediente che non è "tipico" che problema c'è? sul fatto
che abbia un ottimo sapore non si discute, quindi?
Paura per la salute?
Beh, anche immergendo una fetta sottile di polistirolo in una botte di
cosiddetti "aromi naturali" otterrai un ottimo sapore...
> Paura per la salute?
Evitare di farsi del male più di quanto già non succeda quotidianamente con
aerosol di smog e schifezze varie?
Scusa tu se me li faccio io, gli affari tuoi.
Gli ingredienti possono essere buoni o cattivi, le sfumature lasciamole
perdere.
I grassi vegetali idrogenati certo non appartengono al primo gruppo. E
su questo spero sarai d'accordo pure tu. Non vedo quindi come biasimare chi
scelga di non volerli.
La ''tipicità'' è quella che fa la differenza fra un prodotto
globalizzato (o massificato, se preferisci) ed uno artigianale.
Quanto al fatto che non se ne discuta se ha un ottimo sapore, senza
offesa, ma sei di fuori come un balcone. Se vuoi ti posso fare una lista di
aromi naturali che servono a conferire ''ottimi sapori'' ai cibi in
commercio, dai trucioli dell'albero australiano che ha un ''ottimo sapore di
fragolina di bosco'' al fungo che conferisce un ''ottimo sapor di nocciola''
passando per l'idrocarburo che la maggioranza delle persone mangia credendo
sia '' dell'ottimo tartufo''.
Quanto alla salute non credo che l'aria di una grande città possa far
peggio di un grasso idrogenato, ma magari il secondo è più facile da
eliminare dalla nostra vita, non credi?
ciao
claudio
--
www.tortapistocchi.it
>... che problema c'č? sul fatto che abbia un ottimo sapore non si discute,
Si discute, si discute. L'ottimo sapore lo ha perso per strada e se
non te ne sei accorto hai un problema di sensibilita' alle papille
gustative; non e' che per caso sei fumatore?
--
Gianmaria
>approfondire questo discorso (se non è proprio OT) citando qualche fonte?
Basta leggere l'etichetta :-)
Joe
--
"Non ci sono regole nella vita , vivere e' sufficientemente
complicato da non consentirne il rispetto" (cit.).
>Il giorno Wed, 05 May 2004 18:20:08 GMT, "Kalasnico"
><Dariospa...@spam.eliminami.tin.it> ha scritto:
>
>>... che problema c'è? sul fatto che abbia un ottimo sapore non si discute,
>
>Si discute, si discute. L'ottimo sapore lo ha perso per strada e se
>non te ne sei accorto hai un problema di sensibilita' alle papille
>gustative; non e' che per caso sei fumatore?
Per poter dire che non ha lo stesso sapore di una volta, o che ce l'ha
peggiore di un'altra marca, devi avere un termine di paragone.
Se mangi solo Lindt, non puoi sapere quanto buono (o cattivo) è. Anche
se non sei fumatore.
Sul fatto che però la Lindt sia scaduta nell'industriale non ci piove.
Che si salvano sono IMHO la Villars e la Sprüngli.
Ciao Boiler
abitando vicino la Svizzera quando ho voglia di cioccolato vado a
comprarmela al Migros. Frey č la marca che compro sempre (devo perň vedere
se ne esistono altre)
:-p
Lady Bug
Frey č la marca della Migros, la trovi solo lě. E non č niente male!
Ciao Boiler
>In un precedente thread si è parlato di crema di cioccolato e alcuni di voi
>hanno sostenuto che la Lindt (marca di cui mi sono sempre fidata) utilizza i
>grassi idrogenati tra gli ingredienti della sua cioccolata...
Curiosità:
perche in un cioccolato con 70% di cacao, nell'etichetta c'è scritto
che " è possibile vi siano tracce di latte , nocciole ......" ?
Gli ingredienti di un cioccolato al 70% sono:
cacao, burro di cacao, zucchero, lecitina di soia, vaniglia.
P.S: l'etichetta sopracitata e della LINDT.
NRG
>
> Curiosità:
> perche in un cioccolato con 70% di cacao, nell'etichetta c'è scritto
> che " è possibile vi siano tracce di latte , nocciole ......" ?
> Gli ingredienti di un cioccolato al 70% sono:
> cacao, burro di cacao, zucchero, lecitina di soia, vaniglia.
> P.S: l'etichetta sopracitata e della LINDT.
>
Per evitare di essere citati in giudizio se una persona allergica alle
nocciole ingerisce quella tavoletta di cioccolata. Idem per il latte
(anche se l´allergia non e´ forse cosi´grave come quella alle nocciole).
L´allergia alle nocciole e similia (arachidi, noci, ecc.) e´ forse la
peggiore che esista, spesso purtroppo con esito letale :-(
Esiste anche la richiesta che tali avvertenze vengano stampate con
caratteri piu´grandi di quelli attualmente in uso, per evitare incidenti
(l´anno scorso qui in Svezia una ragazzina allergica e´morta per aver
ingerito della cioccolata con tale avvertenza in caratteri microscopici).
Ciao,
Anna MCM
>
>Per evitare di essere citati in giudizio se una persona allergica alle
>nocciole ingerisce quella tavoletta di cioccolata. Idem per il latte
>(anche se l´allergia non e´ forse cosi´grave come quella alle nocciole).
>L´allergia alle nocciole e similia (arachidi, noci, ecc.) e´ forse la
>peggiore che esista, spesso purtroppo con esito letale :-(
>Esiste anche la richiesta che tali avvertenze vengano stampate con
>caratteri piu´grandi di quelli attualmente in uso, per evitare incidenti
>(l´anno scorso qui in Svezia una ragazzina allergica e´morta per aver
>ingerito della cioccolata con tale avvertenza in caratteri microscopici).
>
>Ciao,
>
>Anna MCM
Scusa ma cosa centrano le nocciole con il cioccolato fondente ??
Ciao
NRG wrote:
>
> Scusa ma cosa centrano le nocciole con il cioccolato fondente ??
>
Nulla, ma ne possono rimanere tracce nei macchinari per la lavorazione
delle tavolette. Fai conto che lo stesso macchinario sia usato prima per
la cioccolata alle nocciole e poi per il fondente. Per quanto venga
ripulito, delle minime tracce ne possono rimanere (e ne basta veramente
poco per un attacco allergico).
Non potendo garantire al 100% che la tavoletta non contenga nocciole, di
qui la dicitura.
Ciao,
Anna MCM
>
>
Questo potrebbe essere vero se la Lindt fosse un artigiano ma
un'industria a catene produttive ben divere, ho visitato la Valrhona
che č molto piu "piccola" della Lindt, la catena produttiva e
separata.
>CUT
>aromi naturali
Gli "aromi" quando sono definiti "naturali" in etichetta non sono
sintetizzati chimicamente, quando in etichetta trovi solo "aromi" č
sottinteso che si tratti di quelli artificiali.
Emanuele (figlio) e Chiara (mamma)
Dato che č lui Il padrone del computer...
ed il puzzone (Jocker)
>On Wed, 5 May 2004 21:18:29 +0200, "C.Pistocchi"
><c.pistocchiolč@trident.nettuno.olč.it> wrote:
>
>>CUT
>>aromi naturali
>
>Gli "aromi" quando sono definiti "naturali" in etichetta non sono
>sintetizzati chimicamente, quando in etichetta trovi solo "aromi" č
>sottinteso che si tratti di quelli artificiali.
Scusa se mi permetto:
"l'attuale legislazione purtroppo racchiude nella denominazione di
"aromi naturali" sia quelli estratti dai vegetali sia quelli ottenuti
per sintesi chimica, ma che riproducono esattamente quelli naturali"
Tratto da "Sai cosa mangi?" di Andrea Gargano
Ciao
NRG
Anch'io la so cosi', e mi piacerebbe approfondire... chi ne sa dii piu'?
:-)
--
http://www.gennarino.org
http://www.corvetto.splinder.it
Meglio muri' sazio 'ca campa' a dijuno
icq 325215944
> "NRG"
>> Scusa se mi permetto:
>> "l'attuale legislazione purtroppo racchiude nella denominazione di
>> "aromi naturali" sia quelli estratti dai vegetali sia quelli ottenuti
>> per sintesi chimica, ma che riproducono esattamente quelli naturali"
>
> Anch'io la so cosi', e mi piacerebbe approfondire... chi ne sa dii
> piu'? :-)
Avete ragione.
Purtroppo si possono definire "naturali" anche gli aromi che chimicamente
sono identici a quelli che si trovano realmente in natura.
Fra l'altro nella dicitura "aromi" ci può praticamente essere di tutto. Uno
degli aromi più comune e presente praticamente in tutte le preparazioni
industriali è il Balsamo del Perù: si tratta di una resina al sapore di
limone forte e speziato (insomma, il sapore delle caramelle al limone) che
viene utilizzato al posto appunto del limone che spesso in cottura cambia
sapore e che è abbastanza instabile per la conservazione. Quindi quando in
una crostatina industriale al limone trovate "aromi naturali" non è detto
che ci sia limone, o solo limone, ma probabilmente conterrà anche questo
Balsamo del Perù. Ora basta pensare a quante volte nelle preparazioni
dolciarie mettiamo una grattatina di buccia di limone per immaginare la
diffusione di questa resina (che fra l'altro, debitamene trattata, serve
anche come "contenitore" per tutti gli aromi artificiali e ha un effetto
antisettico e antiparassitario, molto utile nella conservazione).
ciao
> e se
> non te ne sei accorto hai un problema di sensibilita' alle papille
> gustative; non e' che per caso sei fumatore?
>
O gianmaria ,ma sempre con sti poveri fumatori ce l'hai?
Mado' fusse che fusse quasi mi offendo:))))
Antonella
OHOOOOOOOOOO!!!
Ho le allucinazioni da astinenza di chianina...;-)))
Argghhh maledetta Licia Granello che dŕ informazioni non corrette!!!!
Sai che pensavo che tale stortura non fosse ammessa in Italia, sapevo
dell'Inghilterra, ma dell'Italia proprio no! Ed ora che si fa? Sarebbe
da rivolgersi ad un'associazione di consumatori!
> Argghhh maledetta Licia Granello che dà informazioni non corrette!!!!
> Sai che pensavo che tale stortura non fosse ammessa in Italia, sapevo
> dell'Inghilterra, ma dell'Italia proprio no! Ed ora che si fa? Sarebbe
> da rivolgersi ad un'associazione di consumatori!
Già fatto e senza alcun effetto.
C'era stata anche una proposta in Europa per mettere la dicitura
"attenzione, in soggetti predisposti può causare reazioni allergiche" in
tutti i prodotti con conservanti e aromi o profumi artificiali/iso-naturali
(visto che sono responsabili di tantissime allergie), ma non è passata al
parlamento europeo.
L'unico modo per essere certi di non assumerne è consumare prodotti per la
prima infanzia, in cui ne è vietato l'impiego.
Insomma, biscottini plasmon o aromi artificiosi :)
Perchè se nella filiera c'è un cialtrone che non pulisce bene tutti i
macchinari il fondente si potrebbe contaminare con residui di lavorazioni
precedenti. E come qualcuno ha detto, se sei allergico son problemi. Allora
per pararsi il sedere... basta scrivere come hai letto.
Circa la considerazione su artigiani e grande industria, le cose sono
esattamente al contrario di come si pensi. A me non costa nulla sanificare
con alcool puro ogni attrezzo prima di usarlo (ci metto due minuti e spendo
30 cent in alcool), in un processo industriale invece ci possono essere
talmente tante variabili (mole dei macchinari, poca professionalità, tempi
di produzione etc) che alla fine la cosa più ''furba'' è quella
dell'avvertimento che citavi. Costa meno, e i costi (nell'industria) sono
mooolto importanti. Più dell'immagine, a volte.
Detto questo, ben vengano i grandi gruppi, ma attenti... leggete sempre
tutto..
ciao
claudio
Premesso che non č affatto cosi, vorrei allora chiedere un altra cosa.
Trovate giusto che siccome una particolare cosa esiste in natura la si
possa definire (per legge) come una cosa ''naturale''?
Se voglio fare un mlione di confezioni di caramelle alla fragola, dovrei
essere obbligato a scrivere sull'etichetta di queste caramelle quante
fragole (fresche, o surgelate, o disidratate, o concentrate, ma comunque
fragole ''vere'') ho usato per x grammi di prodotto. Invece posso usare un
''aroma naturale'' (in questo caso un prodotto che dia un forte sapore di
fragola). Chi legge la parola aroma naturale č, per ovvi motivi, propenso a
pensare che si sia di fronte a qualcosa di ''naturale'', quindi di genuino.
E invece č una balla colossale... in quelle caramelle se ci avessi messo
davvero le fragole avrei speso dieci volte quello che ho speso usando il
famoso ''aroma naturale''. In questo caso ricavato dai famosi trucioli fatti
dalla corteccia di quell'albero Australiano che con le opportune lavorazioni
danno una pasta concentrata dall'intensissimo sapor di fragola, che si usa
in proporzioni 1 a 5.000 (costa poco, si trova tutto l'anno, non contiene
acqua, e... alla gente piace pure...)
CAPITO cosa intendo con questo stupidissimo esempio? Siamo all'assurdo
che si possono fare caramelle alla fragola senza usare le fragole. Questo č
davvero grave, che lo si consenta.
Chi deve tutelare il consumatore? Il legislatore che firma quelle leggi
con cui autorizza l'uso degli ''aromi naturali''? L'associazione di
consumatori? Le corti di giustizia? Nostro Signore?
Sai chi deve tutelare il consumatore secondo me? Lo stesso consumatore.
Cominciamo a leggere davvero le etichette. Mettete una lente di
ingrandimento in borse perň, perchč le scrivono molto in piccolo queste
cose. Vedrete che se tutti quegli alimenti che contengono schifezze
cominciassero a rimanere sugli scaffali, a scadere e quindi ad esser
restituite ai produttori, alla fine la smetterebbero. Hai voglia a
guadagnarci di piů, se nessuno te le compra o chiudi o cambi modo di
lavorare.
Ho anche sentito dire che si..., perň..., dai..., ma insomma..., del
resto la gente chiede prodotti a basso costo..., siamo tanti..., per sfamare
tutti..., si deve aumentare la produzione..., etc etc...
Ma dove sta scritto? Davvero stiamo meglio oggi di quando i biscotti li
facevano i fornai invece dei finanzieri?
A voi la risposta ;-))) io la mia la conosco da tempo...
ciao
claudio
> Per evitare di essere citati in giudizio se una persona allergica alle
> nocciole ingerisce quella tavoletta di cioccolata. Idem per il latte
> (anche se l´allergia non e´ forse cosi´grave come quella alle
> nocciole). L´allergia alle nocciole e similia (arachidi, noci, ecc.)
> e´ forse la peggiore che esista, spesso purtroppo con esito letale :-(
> Esiste anche la richiesta che tali avvertenze vengano stampate con
> caratteri piu´grandi di quelli attualmente in uso, per evitare
> incidenti (l´anno scorso qui in Svezia una ragazzina allergica
> e´morta per aver ingerito della cioccolata con tale avvertenza in
> caratteri microscopici).
Allora perchè continuano a scrivere "oli vegetali" senza specificare se ci
sia olio di arachidi o meno?
Da allergica alle arachidi (fra le altre cose) non posso assolutamente
mangiare nulla che contenga la famosa dicitura " oli vegetali", cioè il 90%
dei prodotti sullo scaffale del supermercato.
Non che abbia nostalgia delle patatine PAI (che non sanno di patate
fritte...ma allora cosa sono?), però è una gran bella limitazione.
La dizione "aromi naturali" secondo la legge non fa riferimento all'origine
d sintesi o meno degli ingredienti, ma al fatto che la molecola termini con
un gruppo -OH, o qualcosa del genere. Ci si riferisce cioe' alla
composizione chimica del prodotto, quand'anche esso fosse ottenuto
distillando copertoni usati.
Paolo
> Vedrete che se tutti quegli alimenti che contengono schifezze
> cominciassero a rimanere sugli scaffali, a scadere e quindi ad esser
> restituite ai produttori, alla fine la smetterebbero.
Parole sante. Se leggi un po' il newsgroup ti accorgerai pero' che la
gente ci va pazza per quelle schifezze e si offendono pure a morte se
gli tocchi la nutella.
--
Marina
http://members.xoom.virgilio.it/bonta_mia/
Al cuor non si comanda.
'O stommaco che ce vuo' dicere?
Tempo fa ho comperato le barrette Kellogs ai frutti rossi (si lo so fan
schifo, non skukkiaiatemi troppo forte!) dove i frutti rossi son presenti a
pezzi....mi aspettavo gusto di cereale e poco gusto di frutta
disidratata...ho trovato un fortissimo gusto di "fragola" che copriva ogni
possibile altro gusto (e i lamponi? i ribes???) :-((
Silvia
E' un fatto che la legislazione (compresa quella europea) tuteli più le
ditte produttrici che non i consumatori. Basti pensare alla lotta serrata
per mantenere il nome su prodotti nostrani (vedi il parmigiano). Idem per la
bibita con foto di arancia succosa in etichetta, e che non contiene nemmeno
un grammo di succo d'arancia, ma solo acqua, zucchero e "aromi".
> Sai chi deve tutelare il consumatore secondo me? Lo stesso consumatore.
Appunto: aiutati che Dio t'aiuta. Ma è ben triste rilevare che l'interesse è
orientato solo alla produzione, e non alla qualità dei prodotti (qualità
vera, non ISO 9000).
> Ho anche sentito dire che si..., però..., dai..., ma insomma..., del
> resto la gente chiede prodotti a basso costo..., siamo tanti..., per
sfamare
> tutti..., si deve aumentare la produzione..., etc etc...
> Ma dove sta scritto? Davvero stiamo meglio oggi di quando i biscotti li
> facevano i fornai invece dei finanzieri?
Hai ragione sul fatto che il consumatore accorto evita certi prodotti, e ne
favorisce altri. Solo che il dato di fatto incontrovertibile è che il
consumo è fortemente orientato (e uso un blandissimo eufemismo) dal
marketing pubblicitario. Quindi, a fronte di una minoranza agguerrita (vedi
questo NG) e consapevole, esiste la massa dei consumatori che si precoccupa
di spendere poco (e dagli torto, con sti chiari di luna), e di spendere per
il prodotto pubblicizzato (perchè si fa meno fatica che a pensare, e scusa
se sono cattivo).
> A voi la risposta ;-))) io la mia la conosco da tempo...
> ciao
> claudio
>
Ciao, e saluti ai pesci luna ;-)) (un'altra volta ti racconto della corvina
innamorata di me).
Andrea
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
>daniel (Pennac, ovvio) incidendo il monitor con uno stilo, scrisse:
>
>> Argghhh maledetta Licia Granello che dà informazioni non corrette!!!!
>> Sai che pensavo che tale stortura non fosse ammessa in Italia, sapevo
>> dell'Inghilterra, ma dell'Italia proprio no! Ed ora che si fa? Sarebbe
>> da rivolgersi ad un'associazione di consumatori!
>
>Già fatto e senza alcun effetto.
>C'era stata anche una proposta in Europa per mettere la dicitura
>"attenzione, in soggetti predisposti può causare reazioni allergiche" in
>tutti i prodotti con conservanti e aromi o profumi artificiali/iso-naturali
>(visto che sono responsabili di tantissime allergie), ma non è passata al
>parlamento europeo.
>L'unico modo per essere certi di non assumerne è consumare prodotti per la
>prima infanzia, in cui ne è vietato l'impiego.
>
>Insomma, biscottini plasmon o aromi artificiosi :)
Ti racconto una cosa curiosa, durante la gravidanza riuscivo a
"sentire" gli aromi artificiali ed i conservanti (misteri della
gravidanza o autosuggetstione?) avevo dovuto bandire di tutto perchè
mi dava nausea e mal di testa!!!!
Emanuele (figlio) e Chiara (mamma)
Dato che è lui Il padrone del computer...
ed il puzzone (Jocker)
>Da allergica alle arachidi (fra le altre cose) non posso assolutamente
>mangiare nulla che contenga la famosa dicitura " oli vegetali", cioč il 90%
>dei prodotti sullo scaffale del supermercato.
>....perň č una gran bella limitazione.
Non e' una limitazione. E' molto, molto, molto meglio per te, per le
tue papille gustative, per il tuo benessere ecc...
Io fino a 10-12 anni fa mi cibavo quasi esclusivamente di fonzies e
nutella; scopertomi allergico agli oli vegetali, ai conservanti e ai
coloranti mi si e' aperto un meraviglioso mondo di sapori, che prima
praticamente rifiutavo.
> Sai chi deve tutelare il consumatore secondo me? Lo stesso consumatore.
Parole sacrosantissime, da scrivere a caratteri cubitali dappertutto.
>cose. Vedrete che se tutti quegli alimenti che contengono schifezze
>cominciassero a rimanere sugli scaffali, a scadere e quindi ad esser
Questa e' pero' (purtroppo) utopia. La massa ormai preferisce quei
gusti a quelli naturali. Io, detto alla francese, penso che se uno
vuole mangiare merda sono stracazzacci suoi :-))
> Questa e' pero' (purtroppo) utopia. La massa ormai preferisce quei
> gusti a quelli naturali. Io, detto alla francese, penso che se uno
> vuole mangiare merda sono stracazzacci suoi :-))
Perfettamente d'accordo. Tanto anche se ripeti e dimostri mille volte le
solite cose alla gente non vengono dubbi, anzi sembra che si convincano
ancora di più che quello che mangiano (merda) è l'unico cibo possibile.
l
>composizione chimica del prodotto, quand'anche esso fosse ottenuto
>distillando copertoni usati.
Ti riferisci al limonene per il limoncello industriale?
--
Gianmaria
Paolo
Triste ma vero. ;-)
ciao
claudio
Se ben pubblicizzata si potrebbe vendere davvero anche l'aria... e non
parlo di quella delle ricariche ;-))
> Ciao, e saluti ai pesci luna ;-)) (un'altra volta ti racconto della
corvina
> innamorata di me).
Mare e buona tavola... allora sei del Club anche tu ;_))
ciao
claudio
Qui pullula (anche se a parte la Ranablu e quella merendera della.fede, non
si posta ma si lurka molto). Ad ogni modo, come esponente di spicco del team
Strafoghete & Dive vuoi che manchi da questo NG?
Libero sub in libero mare,
> Perchè se nella filiera c'è un cialtrone che non pulisce bene tutti i
>macchinari il fondente si potrebbe contaminare con residui di lavorazioni
Io credo di no, Non posso concepire che la Lindt abbia 1-2
temperatrici e le usi a rotazione per le varie lavorazioni
(bianco-latte-fondente)!!
> Circa la considerazione su artigiani e grande industria, le cose sono
>esattamente al contrario di come si pensi. A me non costa nulla sanificare
>con alcool puro ogni attrezzo prima di usarlo (ci metto due minuti e spendo
>30 cent in alcool),
....Okkio che l'alcol non disinfetta..l'acool fissa...
in un processo industriale invece ci possono essere
>talmente tante variabili (mole dei macchinari, poca professionalità, tempi
>di produzione etc) che alla fine la cosa più ''furba'' è quella
>dell'avvertimento che citavi.
le grandi aziende lavorano con strumenti che il piccolo/medio
artigiano non puo permettersi, camere sterili, cutter vacum, controlli
campione con laboratorio analisi annesso ecc., quindi torniamo alla
domanda iniziale: perche ci potrebbero essere tracce ...
A casa mia questa si chiama contaminazione incrociata, che puo
avvenire solo se non si osservano le normative HACCP, e in una grande
industria non puo' avvenire...
Ciao
NRG
Non è cosi semplice, la contaminazione può avvenire in maniere diverse.
. Nella molitura della massa, nel concaggio, nel temperaggio, nello
stampaggio, nel confezionamento, sui nastri, etc... più grande l'ambiente,
maggiori i rischi (legge di Murphy).
> ....Okkio che l'alcol non disinfetta..l'acool fissa...
Io lavoro solo con inox, deterso, asciugato a fuoco e una volta
raffreddato lucidato con alcool puro. La superficie, disinfettata, la
procedura serve solo come garanzia per la ciliachia. Lo so che non la si
richiede, ma ci piace farlo esattamente come faceva il nonno, e non c'è
analista che mi possa convincere della non validità del sistema ;-))
> le grandi aziende lavorano con strumenti che il piccolo/medio
> artigiano non puo permettersi, camere sterili, cutter vacum, controlli
> campione con laboratorio analisi annesso ecc., quindi torniamo alla
> domanda iniziale: perche ci potrebbero essere tracce ...
> A casa mia questa si chiama contaminazione incrociata, che puo
> avvenire solo se non si osservano le normative HACCP, e in una grande
> industria non puo' avvenire...
Non dovrebbe avvenire. Se dici ''non può avvenire'' è fuorviante ;-)
La benedetta Haccp... mah, io rimango del parere che chi lavorava bene anche
prima del suo avvento adesso si è solo complicato la vita con qualche kilo
di carte... Certo, magari ad alcuni ha anche fatto scuola, ma ha soprattutto
fatto la gioia di laboratori, analisti, medici etc (per carità, giusto che
lavorino tutti... )
Poi però si viene a sapere che un consorzio (anche importante come quello di
un famosissimo formaggio) che si è venuto a trovare di fronte ad un grosso
problema sanitario su una determinata partita di forme, invece di
distruggere il tutto lo ha rietichettato cambiandogli origine, denominazione
e scadenza e lo ha immesso (o ci ha provato) in grande distribuzione. Gli è
andata male perchè i Nas (informati dalla solita telefonata anonima) sono
piombati sui furgoni prima che la merce partisse. E ora si beccano tutto il
penale che gli spetta... Quello che fa ridere è che nelle carte non solo
erano in regola, erano persino zelanti oltre il dovuto...
Ma qui siamo OT.
Converrai che la dicitura cui trae origine il 3D serve più che altro a
pararsi il sedere contro ogni evenienza. E se un colosso come quello sente
questa necessità...
ciao
claudio
>> composizione chimica del prodotto, quand'anche esso fosse ottenuto
>> distillando copertoni usati.
>
> Ti riferisci al limonene per il limoncello industriale?
quanto lo odio...quanto...
ci fanno anche le attraenti bottigliette di "succo di limone", il the al
limone ecc ecc ecc
>> Insomma, biscottini plasmon o aromi artificiosi :)
>
> Ti racconto una cosa curiosa, durante la gravidanza riuscivo a
> "sentire" gli aromi artificiali ed i conservanti (misteri della
> gravidanza o autosuggetstione?) avevo dovuto bandire di tutto perchè
> mi dava nausea e mal di testa!!!!
Non mi stupisce per niente, io ho imparato a fare lo stesso anche senza
gravidanza (questione di sopravvivenza)
Cmq il sapore si sente eccome.
> Trovate giusto che siccome una particolare cosa esiste in natura
> la si possa definire (per legge) come una cosa ''naturale''?
Concordo in tutto, ma soprattutto mi chiedo: perchè non specificare quali
aromi si stanno mettendo? Invece di "aromi" non potrebbero scrivere "resina
di... corteccia di... sudore di..."
Insomma, avrò il diritto di sapere cosa mangio?
E per finire suddetti aromi stanno anche nelle medicine (vi giuro, sciroppi
e affini) quindi, in un modo o in un altro ci tocca mangiarli per forza.
>> Da allergica alle arachidi (fra le altre cose) non posso
>> assolutamente mangiare nulla che contenga la famosa dicitura " oli
>> vegetali
> Non e' una limitazione. E' molto, molto, molto meglio per te, per le
> tue papille gustative, per il tuo benessere ecc...
Ma a volte andare in un ristorante può essere un problema, ad esempio
> Io fino a 10-12 anni fa mi cibavo quasi esclusivamente di fonzies
mai mangiati, così come non ho mai mangiato puff, patatine (ma anche coca
cola e altre bibite, estatè...) e similis.
Giorni fa al cinema mi è venuta la curiosità di assaggiare una cipster
(pensavo che una sola non mi avrebbe fatto nulla, invece poi sono stata
malissimo :( ) e con stupore ho notato che *non* sa assolutamente di patata!
Anzi, non avrei mai indovinato che poteva contenere patate...secondo me
aveva sapore di polistirolo dolciastro e salato insieme...terribile, non mi
sono persa molto.
>e nutella;
sai invece che la nutella in piccolissime dosi (non ho mai esagerato perchè
mi incolla la lingua al palato) non mi ha mai fatto male? Non so come sia
possibile e non sto dicendo che sia il massimo della bontà, per carità.
Fatto sta che non mi fa venire orticaria o peggio...in effetti è strano
(forse ci mettono l'olio delle macchine, altro che grassi vegetali) :)
> scopertomi allergico agli oli vegetali, ai conservanti e ai
> coloranti mi si e' aperto un meraviglioso mondo di sapori, che prima
> praticamente rifiutavo.
Sì vabbè, ma non c'è bisogno di farsi di cortisone ogni volta che ci si
distrae, uffa.
Certo che ne avresti il diritto, ma se ci fosse scritto davvero ''aroma
menta, fatto con saugella putrida, graminacea spontanea macerata con ossido
di zinco e carbonato di sodio'' (note di fantasia, ndr) col cavolo che
compreresti la schifezza. A poco servirebbe il fatto che magari ti piace
pure. Dal momento che sai che è schifezza non la vuoi. Invece se io ti
scrivo xxx naturale... ecco che il cervello registra qualcosa di positivo.
> E per finire suddetti aromi stanno anche nelle medicine (vi giuro,
sciroppi
> e affini) quindi, in un modo o in un altro ci tocca mangiarli per forza.
Ecco, questo mi consola davvero ancor meno!! Se non la smetti di
divulgare simili notizie, per ritorsione, ti racconto come fanno a
fabbricare il gelato! Ovvia!! ;-))
ciao
claudio
>
>"Amy" <non_scriv...@enemmenoaltrove.invalid> ha scritto
>> Concordo in tutto, ma soprattutto mi chiedo: perchč non specificare quali
...
> Ecco, questo mi consola davvero ancor meno!! Se non la smetti di
>divulgare simili notizie, per ritorsione, ti racconto come fanno a
>fabbricare il gelato! Ovvia!! ;-))
A 'sto punto ti tocca! ;-)
(sempre se ti va)
Grazie
Ciao
Luca
P.S. Scusa la faccia tosta, ma sono curioso come una "saugella
putrida" :-)
Leggo da un sito
"Una norma del 1973 consentiva "l'impiego di sostanze aromatizzanti
naturali... e costituenti di sostanze aromatizzanti, estratti, isolati
dalle medesime o riprodotti per sintesi chimica". Ora, grazie al D.lgs.
25/1/1992, n.107, sono chiamati "naturali" anche gli aromi "estratti con
solventi" e ogni sostanza ottenuta "per sintesi chimica" anche "NON
identica chimicamente a una sostanza naturalmente presente". Di bene in
meglio."
Ora, ci vorrebbe qualcuno che possa recuperare il testo del decreto
legge per conferma, però vi voglio dire che non fa nessunissima
differenza se la sostanza è stata sintetizzata dai copertoni usati o
dalla sostanza rara e preziosa secreta dalle ghiandole del castoro
uzbeko. La molecola quella è e quella rimane, e nessuno può avvertire
nessuna differenza tra una molecola di sintesi e una estratta da qualche
vegetale (o animale, volendo), che la contiene (perchè non ce ne sono
:P). E la prima non è piu' dannosa della seconda.
Ciao,
Alessandro
>PMF wrote:
>> La dizione "aromi naturali" secondo la legge non fa riferimento all'origine
>> d sintesi o meno degli ingredienti, ma al fatto che la molecola termini con
...
>Ora, ci vorrebbe qualcuno che possa recuperare il testo del decreto
>legge per conferma, però vi voglio dire che non fa nessunissima
>differenza se la sostanza è stata sintetizzata dai copertoni usati o
>dalla sostanza rara e preziosa secreta dalle ghiandole del castoro
>uzbeko. La molecola quella è e quella rimane, e nessuno può avvertire
>nessuna differenza tra una molecola di sintesi e una estratta da qualche
>vegetale (o animale, volendo), che la contiene (perchè non ce ne sono
>:P). E la prima non è piu' dannosa della seconda.
Verissimo. Ma il problema è il grado di purezza (garantita, non quella
scritta sulla pubblicità del produttore) della molecola ottenuta e la
tossicità delle impurezze residue.
A causa delle mie limitate conoscenze in materia, non sono poi in
grado di capire se si intende "formula chimica" o "struttura
molecolare" che, soprattutto nella biologia, hanno dimostrato di non
essere proprio la stessa cosa (proteina prionica insegna). :-(
Nel dubbio, spero che "l'originale" sia meglio (Intendiamoci. Non sono
uno di quelli che dice "naturale = sano e non tossico". Anzi! )
Ciao
Luca
Sì, ma se sono allergica alla saugella putrida e nessuno lo specifica , io
sono costretta a non consumare nulla che abbia la scritta "aromi" visto che
fra gli aromi ci potrebbe essere anche lei.
>> E per finire suddetti aromi stanno anche nelle medicine (vi giuro,
>> sciroppi e affini) quindi, in un modo o in un altro ci tocca
>> mangiarli per forza.
>
> Ecco, questo mi consola davvero ancor meno!! Se non la smetti di
> divulgare simili notizie, per ritorsione, ti racconto come fanno a
> fabbricare il gelato! Ovvia!! ;-))
Dai, spara.
(a proposito, anche in gelateria artigianale posso mangiare solo il gelato
alle creme -cioccolato, in genere, o al massimo nocciola- visto che tutto il
resto, soprattutto la frutta, contiene di tutto di più)
> O gianmaria ,ma sempre con sti poveri fumatori ce l'hai?
UEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE ma CIAO!
--
ciao, Bruna
ICQ 48577068
chi ha buon senso ne usi
Beh, a me piace quindi non mi faccio troppi problemi sugli ingredienti!
LINDT THE BEST!
> Grace
Tia
> > la cioccolata mi piace mi fa stare bene altro non mi interessa troppo
ciao
Tia, Flo, Six, mirellacorzani2004, luporosso44... avete comperato il vostro
pc in multiproprietą per caso? ;-)
--
Lisa
- A tavola e nell'alcova si invita una volta sola -
Emh... in veritą siamo ad un corso di Internet... Ciao!
> --
> Lisa
> - A tavola e nell'alcova si invita una volta sola -
>
--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Che una volta deterso, lavato e sciacquato il contenitore lo si pone sul
fuoco e lo si riscalda ben bene (prendila con le molle, io uso un
contenitore che ha un fondo inox di 4 centimetri ed una parete di quasi un
centimetro. Non lo farei con la pentola di casa...). La temperatura supera
abbondantemente i 150°.
> Quello che si usa per i liquori?
Quello. Ma attenzione che è altamente infiammabile, quindi recipiente al
massimo tiepido, niente fiamme libere e usando solo un panno carta imbevuto,
bottiglia tappata e lontana.
ciao
claudio
Scherzo, se parliamo di gelato industriale, a parte i grassi vegetali
idrogenati, le margarine, e l'aria sparata ad alta pressione per gonfiare
l'impasto, non c'č poi tanto male... ;-)))
ciao
claudio
Beh, non č che se ne usino litri... ne basta un velo...
> Quando ho comprato l'affettatrice mi hanno raccomandato di pulirla con
> l'alcool denaturato che tanto evapora... e' una scemata?
> A me non piaceva molto l'idea cosi' la pulisco con quegli spray
> marsiglia che sgrassano molto (poi risciacquo naturalmente).
Non userei l'alcool, lascia un alone maleodorante ecome giustamente
diceva NRG non sanifica (depone il fatto che non č piů neanche usato come
disinfettante, ricordi che una volta prima delle iniezioni...?). Userei uno
sgrassante e poi un detergente (scegline uno di tuo gradimento, ce ne sono
decine). Risciacquo si ma solo con acqua e amuchina, e poi un panno carta
pulito a ripassare il tutto. Si registrano spesso casi di contaminazione
dovuti a pratiche di risciacquo errate che ''sporcano'' nuovamente le
superfici-utensili. Diffida dei detergenti che dicono non aver bisogno di
risciacquo, sono sicuramente pericolosi per la salute... Sembrano pratiche
lunghe, ma una volta sovraimparate diventano naturali e non pesano affatto.
ciao
claudio
Semplice... Quintalate di grassi della peggior specie.
> Questa e' pero' (purtroppo) utopia. La massa ormai preferisce quei
> gusti a quelli naturali. Io, detto alla francese, penso che se uno
> vuole mangiare merda sono stracazzacci suoi :-))
Esatto.
Personalmente non consumo nulla che contenga aromi artificiali o
pseudonaturali, semplicemente perchè non consumo prodotti industriali (sughi
imbarattolati a parte, ma questa è una perversione consapevole).
Tutti i prodotti che si trovano sugli scaffali dei supermercati mi lasciano
assolutamente indifferente, sono cose inutili.
Se poi la maggior parte delle persone acquista quella roba, trovo giusto che
l'industria sia libera di riempire i suoi prodotti con qualunque sostanza
(possibilmente non troppo tossica). I consumatori sono a loro volta
assolutamente liberi di scegliere, e chi opta per l'acquisto di prodotti
confezionati deve essere pronto ad accettarne la qualità.
Se il mondo è pieno di gente che acquista quattro salti in padella solo
perchè è stata rincoglionita a suon di spot pubblicitari non è un mio
problema.
C'è però il problema della disinformazione: ho letto poco fa un post di un
tipo che chiedeva consigli su come cucinare della "pasta al tartufo".
Probabilmente credeva di avere fra le mani una pasta con dentro del tartufo
pregiato (rotfl), mentre invece *sicuramente* era in possesso di un impasto
condito con idrocarburi tossici.
L'unica soluzione è prepararsi autonomamente il proprio cibo, ed è una
tendenza che seguo sempre di più anche per quanto riguarda gli alimenti
conservati, i formaggi, i salumi. Non vedo perchè delegare ad altri la
produzione di quanto mangerò io. L'industria alimentare è un'aberrazione, e
se non si è disposti a dedicare il giusto tempo alla propria alimentazione
allora si accetti senza tante storie ciò che l'industria offre.
--
Paolo S./ c'est bon , c'est normal, c'est italien :o) *
"mais attend que les premiers vents d'automne pointent, avec
un bonne pluie glacée et une lumière grise, le coq n'en sera que
meilleur...."
> Emh... in verità siamo ad un corso di Internet... Ciao!
ehmmmm se questi sono i risultati.. darei un cazzotto al docente :-)
io pure :-)
E perché non dovrebbe? E' oggettivamente più cremoso (chissà perché...!),
inoltre la maggior parte delle persone se ne frega altamente dell'etichetta
in quanto non sa interpretarla. Per molti i grassi vegetali sono una cosa
che non rappresenta alcuna minaccia alla salute, anzi c'è l'idea distorta
che siano meglio del colesterolemico burro!!!
Semplicemente perché il 99% delle persone ha purtroppo ben altro a cui
pensare che non ad autoprodursi salumi, formaggi, ecc. con tutto ciò che
richiede a livello di tempi, strumenti, spazi e materia prima.
Personalmente ritengo che la tutela del consumatore sia una cosa troppo
importante per lasciarla alla semplice capacità critica dell'acquirente,
spesso del tutto assente (e magari neanche per sua colpa). Si dice di
leggere sempre l'etichetta, ma quanti sono veramente capaci di interpretare
i dati riportati? In genere solo gli appassionati di alimentazione e pochi
altri...
Quindi, se l'enologia è costretta a seguire regole ferree in fase di
produzione (spesso assurde come il divieto dell'aggiunta di zuccheri),
perché nel campo alimentare non è possibile mettere al bando tutta una serie
di porcherie, prime fra tutte le sostanze idrogenate e quegli aromi che di
"naturale" non hanno un bel niente?
L'industria alimentare inculca una sorta di ipnosi di massa: tuo figlio
assaggia una maionese straricca di sapori che non si sa da che fonte
provengano, ma che riempiono bene il palato, poi ne fai una in casa e lui ti
dice che gli fa schifo perché non sa di nulla e non ha la stessa
consistenza. E prova poi a parlargli di prodotti genuini e altre simili
amenità...
Per forza! Ti dimentichi che č "fatto con latte fresco!"
Rotfl!
> Semplicemente perché il 99% delle persone ha purtroppo ben altro a cui
> pensare che non ad autoprodursi salumi, formaggi, ecc.
E' un problema loro, non certo mio.
> Si dice di
> leggere sempre l'etichetta
L'etichetta di cosa?
Le uniche "etichette" che leggo sono i certificati di filiera che trovo ad
esempio in macelleria. Quali altre etichette dovrei leggere?
> perché nel campo alimentare non č possibile mettere al bando tutta una
serie
> di porcherie, prime fra tutte le sostanze idrogenate e quegli aromi che di
> "naturale" non hanno un bel niente?
E' possibilissimo "mettere al bando" tali prodotti. Basta non acquistarli.
P.
> Protestare serve
No. Se si accetta di delegare ad altri la preparazione degli alimenti si
deve accettare anche il fatto di ritrovarsi nel piatto prodotti di bassa
qualità.
L'alternativa c'è ed è perfettamente praticabile.
> ho letto che la Monsanto
Cos'è la Monsanto?
P.
>non trovo: piuttosto e' ridicolo credere che la natura sia buona per
>definizione.
clap, clap, clap! E' la piu' grande mistificazione di questo secolo:
naturale, biologico= buono
transgenico, chimico=cattivo
--
marilus
>clap, clap, clap! E' la piu' grande mistificazione di questo secolo:
>naturale, biologico= buono
>transgenico, chimico=cattivo
gia' ma credo che ormai si e' talmente inserito nel dna delle perone
questo binomio da esser quasi impossibile da scalzare...
Laura C.
Url per le ricerche in archivio di IHC:
www.tinyurl.com/1e5e
Ho anche io il Blog, non si puo' scappare da certe epidemie...
http://rame.splinder.it/
>me lo consigliavano per sgrassare piu' che per disinfettare.
e' un ottimo sgrassante infatti, secondo me il migliore. E' meglio non
usare l'alcol denaturato pero', che e' denaturato proprio perche'
vengono aggiunte delle sostanze per evitare che venga bevuto e che poi
lasciano aloni. Prova a vedere se in farmacia l'alcool etilico al 95%
costa meno di quello per liquori. Altrimenti alcol denaturato e
risciacquo a fondo.
Gli sgrassanti spray secondo me sono deleteri. Contengono diverse
altre sostanze come profumi, additivi vari che non fanno bene ad
inalarli e che sicuramente penetrano negli interstizi e poi te li
ritrovi nel cibo
>Gia', inoltre sugli stracci che si usano di solito in cucina possono
>formarsi muffe e batteri.
non esageriamo! Per formarsi muffe devi lasciarli umidi e
appallottolati per diversi giorni. Se si lavano regolarmente va piu'
che bene a meno di non soffrire di allergie particolari. La pulizia
esagerata, in casa non nei ristoranti o nei negozi alimentari, fa si'
che le allergie ed intolleranze aumentino
>Uso la candeggina per disinfettarli, l'amuchina non e' che candeggina
>diluita, vero?
l'amuchina non e' altro che candeggina al 10% piu' la solita quantita'
di inutili eccipienti vari
--
marilus
>gia' ma credo che ormai si e' talmente inserito nel dna delle perone
>questo binomio da esser quasi impossibile da scalzare...
penso anch'io, non sai quante volte mi sono trovata a discutere con
persone assolutamente incopetenti ma sicurissime del fatto loro.
Pazienza, tanto prima o poi dovranno capirlo...
--
marilus
Discorso un tantinello egoistico, non ti sembra? Non viviamo tutti in una
cascina di campagna...
> E' possibilissimo "mettere al bando" tali prodotti. Basta non acquistarli.
E crepare di fame o nutrirsi solo (e forse) di pasta, poca carne e
insalate... Dico forse perché di fatto non sai con cosa vengono alimentati
gli animali o quali diserbanti e fitofarmaci vengono usati per migliorare
l'aspetto della bella verdurina. Altro che etichette sui prodotti di
filiera...
naturale, biologico, non velenoso = cattivo?
> transgenico, chimico=cattivo
grassi idrogenati = chimico = buono?
Poi, voglio dire: non siete proprio voi ad andare contro i prodotti
industriali zeppi di sostanze chimiche di sintesi? Confesso che a volte
faccio proprio fatica a seguirvi...
> naturale, biologico, non velenoso = cattivo?
guarda che il fatto che naturale biologico non sia sinonimo di buono
non vuol nemmeno dire che sia il suo opposto. ed il fatto stesso che
tu dica non velenoso e' gia' una figura retorica ma non so bene
quale... che le cose non biologiche siano velenose e' tutto da
dimostrare.
>grassi idrogenati = chimico = buono?
nessuno lo ha mai detto... non e' una conseguenza logica
dell'affermazione precedente.
>Poi, voglio dire: non siete proprio voi ad andare contro i prodotti
>industriali zeppi di sostanze chimiche di sintesi? Confesso che a volte
>faccio proprio fatica a seguirvi...
siamo multisfaccettati... infatti contemporaneamente siamo anche
(parlo per la maggiornanza credo) contro il biologico inteso nel senso
di comprare solo ed unicamente la vedura certificata bio.
Personalmente poi la evito come la peste, tranne in caso di emergenza.
> naturale, biologico, non velenoso = cattivo?
>grassi idrogenati = chimico = buono?
non ho detto questo. Volevo semplicemente rimarcare che le
generalizzazioni sono molto dannose oltre che sbagliate. Non tutto
quello che e' naturale e' buono cosi' come non tutto quello che e'
chimico e' cattivo. Bisogna distinguere e non farsi attrarre da quelli
che ormai sono diventati degli slogan di moda
>Poi, voglio dire: non siete proprio voi ad andare contro i prodotti
>industriali zeppi di sostanze chimiche di sintesi? Confesso che a volte
>faccio proprio fatica a seguirvi...
scusa ma io non sono voi...
--
marilus
Ah, ok... Perché dai discorsi fatti sembrava trasparire che l'alimento
frutto di sintesi fosse migliore o pari a quello naturale...
> siamo multisfaccettati...
Beh, a volte spiegarsi in maniera più estesa migliora parecchio la resa
comunicativa...
> infatti contemporaneamente siamo anche
> (parlo per la maggiornanza credo) contro il biologico inteso nel senso
> di comprare solo ed unicamente la vedura certificata bio.
Beh, dipende da tanti fattori, primo fra tutti dalle modalità di
certificazione. Sinceramente trovo assurde cose come le banane bio prodotte
chissà dove: come fanno a garantirne la qualità bio del processo produttivo
in un paese straniero che ha norme totalmente diverse dalle nostre?
Altro discorso è sulla verdura locale: preferisco un qualcosa di magari più
bruttino, ma decisamente più gustoso e privo di pesticidi piuttosto che
un'insalata bellissima e carica di veleni, non credi?
Poi, indubbiamente, ci sono sempre le eccezioni, le furberie e gli imbrogli,
ma fare diventare alcuni casi sporadici una norma, mi sembra un tantino
esagerato...
Pienamente d'accordo con te.
> scusa ma io non sono voi...
Hai ragione, scusami tu. E' che intendevo rivolgermi a tutti quelli che, su
certi argomenti, la pensano in maniera simile.
Sano, soprattutto!!! :-/
> Discorso un tantinello egoistico, non ti sembra?
No.
> Non viviamo tutti in una
> cascina di campagna...
Neppure io.
> E crepare di fame o nutrirsi solo (e forse) di pasta, poca carne e
> insalate... Dico forse perché di fatto non sai con cosa vengono alimentati
> gli animali o quali diserbanti e fitofarmaci vengono usati per migliorare
> l'aspetto della bella verdurina.
Io mi riferivo ai prodotti confezionati industriali. Non è un discorso
salutistico, ma soltanto relativo alla qualità organolettica degli alimenti.
Che poi una verdura possa presentare tracce di fitofarmaci o le carni
possano contenere estrogeni cerco di evitarlo rivolgendomi a produttori
certificati, o comunque di cui ho una conoscenza diretta. Ma comunque non è
il primo dei miei pensieri: ciò che veramente mi interessa è il *sapore*.
I prodotti industriali, per chi abbia un minimo di capacità di distinguere
fra l'aroma intrinseco di un alimento e il corrispondente aroma di sintesi,
sono da ritenersi mediamente di cattiva qualità.
> Altro che etichette sui prodotti di
> filiera...
Boh, se non altro c'è qualche garanzia in più. Le carni bovine che consumo
sono corredate di papiri chilometrici che ne narrano le eroiche gesta dalla
nascita alla vendita al dettaglio, il nome dell'allevatore e il luogo di
nascita. E quando ho tempo frequento una macelleria con annesso macello,
situata in montagna, che vende carni di animali allevati in loco al pascolo.
Insomma, magari occorre "faticare" un po' per trovare materie prime di
qualità, ma ci si riesce.
Se invece lo sforzo massimo che si riesce a fare è di entrare in un
supermercato ed acquistare un risotto in busta, allora non è il caso di
lamentarsi se l'industria ne approfitta.
Se in tivvù ti dicono che il segreto dei grandi ristoranti è il dado per
brodo a base di glutammato e tu ci credi ("tu" in generale) allora ti meriti
tutti gli additivi e aromi sintetici possibili.
P.
> Assolutamente no, pretendo di delegare e pretendo che chi e'
> delegato faccia bene il suo lavoro.
Nessuno ti obbliga ad acquistare qualcosa. Se lo fai, significa che accetti
il prodotto che ti viene offerto.
> Se ci mettono schifezze in cio'
> che producono da me non vedono una lira.
appunto
P.