DM_pll ha scritto:
CUT
>... ma in generale la pasta messa a lievitare raggiunge un massimo e poi
> torna indietro
Esatto
> oppure c'� altro?
> Graz!
C'e' anche altro, ma alla fine della fiera questa e' la cosa piu'
importante. Agendo su quantita' di lievito (di birra o pasta madre,
ovviamente, il lievito chimico e' un'altra cosa), tempo e temperatura
dell'impasto il tuo obiettivo e' avere il massimo (vabbe', all'incirca,
decidi tu quando ti va bene) della lievitazione quando usi l'impasto. Se
l'impasto e' "passato" teoricamente dovresti reimpastarlo con un altro po'
di farina e acqua, senno' lo usi com'e' e fine della storia, non muore
nessuno. La prossima volta farai maggiore attenzione.
Se decidi di reimpastare, l'importante e' non far superare all'impasto la
temperatura di 37 gradi. Se la superi il lievito muore, quindi la
lievitazione non ripartirebbe (in questo caso estremo puoi ancora salvare
il
tuo impasto aggiungendo altro lievito di birra, ma insomma cerchiamo di
evitare ste cose estreme, piu' che altro perche' alla fine il sapore ne
risentirebbe, nel senso che il tuo prodotto saprebbe un po' troppo di
lievito).
A proposito di temperature: avete presente quando dicono "sciogliere il
lievito di birra in poca acqua tiepida"?. Si, ok, ma tiepida quanto?
Ecco, io conosco e uso questa regola (copioincollo una cosa che mi sono
salvato da un sito che non ricordo):
Per avere il miglior risultato quando si lievita un impasto con il lievito
di birra, dal numero fisso *60* (che quindi e' una costante), si sottrae
la
temperatura della farina in gradi centigradi, poi si sottrae la
temperatura
in gradi centigradi dell'ambiente, e il risultato che si ottiene � quello
della temperatura che l'acqua deve avere per fare l'impasto.
Esempio in inverno:
60 (numero fisso) - 18 (temperatura in gradi centigradi della farina) - 20
(temperatura in gradi centigradi ambiente) = 22 gradi, temperatura in
gradi
centigradi che deve essere usata per l'acqua che si usa nell'impasto.
In estate questi dati possono variare in questo modo:
60 (numero fisso) - 25 (gradi della farina) - 28 (temperatura ambiente) =
7�
temperatura che deve essere usata per l'acqua che si usa nell'impasto.
Da questi esempi, ne consegue che � molto ampia la gamma di temperature da
usare per l'acqua negli impasti a seconda delle condizioni ambientali.
Inoltre, nei panifici industriali dove le impastatrici in lavorazione a
lungo surriscaldano gli impasti , si usa acqua ghiacciata in periodo
estivo.
Per usi domestici � sufficiente mettere la farina nel frigorifero per
ottenere migliori risultati senza usare acqua molto fredda. Conoscendo
questa semplice regola poi, si pu� variare come meglio si crede, tenendo
sempre conto che: poco lievito e lunghe lievitazioni danno sempre migliori
risultati.
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