Grazie fin d'ora.
--
Luisella
Non si vede bene che col cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi. (Il Piccolo Principe)
>Un'amica mi chiede la ricetta in oggetto ma, non amando io i liquori,
>non ne ho nessuna.
>In Google se ne trovano moltissime e non saprei scegliere; qualcuno ne
>ha una collaudata e affidabile?
>
>Grazie fin d'ora.
Il problema del mirto e' come trattare le bacche. Primo: devono essere
mature. Un mio amico sardo le coglie, mi pare nel cagliaritano, a
inizio inverno. Si mettono in infusione: un litro d'alcool, un chilo
di bacche. Dopo 40 giorni, scoli. A questo punto delle bacche puoi
fare tre cose:
1) le centrifughi
2) le passi al torchio
3) le fai scolare per bene e le butti
Quando abbiamo usato la centrifuga, e' venuto un liquore allappante
come un caco acerbo: di buon sapore ma *assolutamente imbevibile*. Il
problema e' che le centrifughe in realta' sono una grattugina fine,
per cui non spremi soltanto le bacche ma le triti portandoti dentro
quantita' di tannino decisamente sgradevole.
Il sistema del torchio funziona nettamente meglio, a patto di usarlo
molto delicatamente. Sinceramente, alla fine finisci sempre per
esagerare. Se riusciro' ad avere un po 'di voce in capitolo, mi
piacerebbe evitare, ma si sa: introdurre cambiamenti nelle ricette
delle nonne e' gia' difficile per chiunque, figuriamoci convincere un
sardo a modificare la millennaria ricetta di famiglia, specie dopo che
s'e' comprato il torchio nuovo... :)
Ora ti rimane da decidere quanta acqua e quanto zucchero. Dipende
molto da quanto volume d'alcool aromatizzato ottieni. Io lo faccio ad
occhio e calcolo 1 litro d'acqua per litro d'alcool. In questo litro
sciolgo 400-500 gr. di zucchero e poi mescolo. Come gradazione siamo
nei dintorni dei 35%, piu' o meno.
Possono darsi tre cose:
1) non e' dolce a sufficienza: basta aggiungere zucchero e aspettare
un paio di giorni che si sciolga completamente
2) e' troppo "forte" in termini di sapore di mirto: prepari acqua,
alcool puro e zucchero in proporzioni uguali a quelle del mirto e poi
diluisci.
3) e' troppo tannico: chiudilo bene e dimenticatelo per un paio d'anni
in cantina: i tannini tendono ad ammorbidirsi col tempo.
--
Ciao, | R: Perche' incasina l'ordine con cui si legge un messaggio
Speck | D: Perche' quotare sotto da' cosi' fastidio?
| R: Quotare sotto.
| D: Qual e' la cosa piu' seccante su usenet e in e-mail?
> Il problema del mirto e' come trattare le bacche. [...]
Ti ringrazio e giro subito le dettagliate informazioni all'amica,
ovviamnete citando la fonte :-)
Scusami se mi intrometto speck. La maturazione non ha uno standard, lo scorso
anno erano preonte a inizi gennaio; in queso momento le piante stanno facendo
addirittura la seocnda foritura.
Si mettono in infusione: un litro d'alcool, un chilo
> di bacche. Dopo 40 giorni, scoli. A questo punto delle bacche puoi
> fare tre cose:
> 1) le centrifughi
> 2) le passi al torchio
> 3) le fai scolare per bene e le butti
> Quando abbiamo usato la centrifuga, e' venuto un liquore allappante
> come un caco acerbo: di buon sapore ma *assolutamente imbevibile*. Il
> problema e' che le centrifughe in realta' sono una grattugina fine,
> per cui non spremi soltanto le bacche ma le triti portandoti dentro
> quantita' di tannino decisamente sgradevole.
> Il sistema del torchio funziona nettamente meglio, a patto di usarlo
> molto delicatamente. Sinceramente, alla fine finisci sempre per
> esagerare. Se riusciro' ad avere un po 'di voce in capitolo, mi
> piacerebbe evitare, ma si sa: introdurre cambiamenti nelle ricette
> delle nonne e' gia' difficile per chiunque, figuriamoci convincere un
> sardo a modificare la millennaria ricetta di famiglia, specie dopo che
> s'e' comprato il torchio nuovo... :)
L'uso di qualsiasi intervento diverso dallo scolare semplicemente, lo sconsiglio
vivamente. Non aumenta il liquido in maniera tale da giustificare il massacro
delle bacche e in più estrae tutte le sostanze e i tannini che a noi non servono
assolutamente, anzi. E per rispondere ad una cosa detta poco più giù, i tannini
non scompaiono dopo un paio d'anni, ma è il liquore che, diventato tutta una
ciofeca, li confonde e li copre e basta.
Se mi permetti dò una ricetta collaudata che ho inviato anche a ziab lo scorso
anno.
Anzi faccio un copiaincolla.
- 1/4 di litro di bacche (ovvero un recipiente da liquidi da un quarto riempito
di bacche)
- 1/2 l di alcool
- 350 g di zucchero
- 400 cl di acqua
Metti le bacche in un recipiente di vetro (almeno da 3/4 di litro) con
la metà dell'alcool e lasciale macerare per 8 o 10 (meglio) giorni,
agitando (al solito) almeno due volte al giorno.
Aggiungere la parte di alcool rimanente, mescolare e filtrare, evitando
(come è invalso ormai l'uso) di strizzare o torchiare le bacche; così
facendo si estraggono le parti peggiori e meno aromatiche dalle bacche).
Preparare lo sciroppo con l'acqua e lo zucchero, filtrare quando è
freddo ed unirlo al macerato di bacche.
NOTA 1: se ti piacciono i liquori molto secchi puoi stare ancora un po'
indietro di zucchero, anche se così non è particolarmente dolce. Se
seguirai la nota 2 ti sarà facile trovare il giusto equilibrio
dose-zucchero.
NOTA 2: su consiglio (seguito) di un'amica. Moltiplicando le dosi base,
conviene separare il liquido dalle bacche, ma non mescolarlo allo
sciroppo. Perchè nel caso (malaugurato e bizzarro) che non si consumi il
liquore in pochi mesi, una volta preparato diventa torbido e poco bello
da vedere (è pur sempre un liquore homemade) pur conservando
perfettamente il sapore.
Quindi, una volta pronta la base, si può portare a termine la
preparazione volta per volta, secondo le proprie esigenze sia di
zucchero (dopo la prima prova) che di quantità di liquore.
--
Signo' pruteggi gli ricc, ca gli pover s'arangia da sul.
(proverbio ferentinate)
Prego, madame! Io povero piemontese, con amici sardi, che il mirto ha
cercato inutilmente di farselo crescere sul balcone. :)
>Metti le bacche in un recipiente di vetro (almeno da 3/4 di litro) con
>la metà dell'alcool e lasciale macerare per 8 o 10 (meglio) giorni,
>agitando (al solito) almeno due volte al giorno.
Solo 10 giorni? In casa o fuori? Presumo in casa, dove fa piu' caldo.
>Aggiungere la parte di alcool rimanente, mescolare e filtrare, evitando
>(come è invalso ormai l'uso) di strizzare o torchiare le bacche; così
>facendo si estraggono le parti peggiori e meno aromatiche dalle bacche).
Sono assolutamente d'accordo.
>NOTA 1: se ti piacciono i liquori molto secchi puoi stare ancora un po'
>indietro di zucchero, anche se così non è particolarmente dolce. Se
>seguirai la nota 2 ti sarà facile trovare il giusto equilibrio
>dose-zucchero.
Io ne uso poco piu' della meta'... Ma riconosco di avere gusti un po'
fuori media, su infusi di questo tipo. Mio parere: meglio partire
bassi e aggiungere.
Domandina 1: hai mai provato a mettere le bacche in infusione in
alcool e sciroppo gia' mescolati?
Domandina 2: non so dove ho letto che il mirto bianco si fa con le
bacche verdi non mature. Io invece sapevo che il mirto bianco e'
proprio un altro tipo di mirto, molto meno comune di quello "scuro".
Domandina 3: c'e' chi insiste ad usare le foglie. Secondo me danno un
ulteriore componente amara di cui si fa a meno. Che ne dici?
> Prego, madame! Io povero piemontese, con amici sardi, che il mirto ha
> cercato inutilmente di farselo crescere sul balcone. :)
:-)
> Solo 10 giorni? In casa o fuori? Presumo in casa, dove fa piu' caldo.
>
In casa, certo. Se le bacche le ciapi su al momento giusto non servono più
giorni di quanti siano citati.
> Sono assolutamente d'accordo.
>
:-)
> Io ne uso poco piu' della meta'... Ma riconosco di avere gusti un po'
> fuori media, su infusi di questo tipo. Mio parere: meglio partire
> bassi e aggiungere.
>
Anche a me piace sul secco, altrimenti ho sempre la sensazione di bere uno
sciroppo per la tosse. Infatti aggiungo di variare, però il mio particolarmente
dolce si riferisce essenzialmente alla media delle ricette che ho avuto da
sperimentar e questa è quella che alla fine ho trovato migliore.
>
> Domandina 1: hai mai provato a mettere le bacche in infusione in
> alcool e sciroppo gia' mescolati?
>
No, perchè secondo me l'alcol per lavorare bene deve stare da solo. Però posso
anche sbagliare. :-)
> Domandina 2: non so dove ho letto che il mirto bianco si fa con le
> bacche verdi non mature. Io invece sapevo che il mirto bianco e'
> proprio un altro tipo di mirto, molto meno comune di quello "scuro".
>
Il mirto bianco "è" bianco. Anzi ha un colore che somiglia un po' all'albume
dell'uovo sodo non freschissimo. L'informazione che hai è esatta. Nel giardino
ho due piante spontanee di mirto bianco, una fortuna che non sai vista la
rarità. In tutto Poggio dei pini, un centro residenziale di circa 650 ettari
dove abito, le piante nelle pur vaste zone lasciate a verde, si contano sulle
dita di due mani. Hanno una crescita lentissima e fanno poche bacche, le piante
sono molto più delicate e risentono di qualsiasi shock climatico. Le ultime
bacche che ho visto sulle mie piante risalgono a tre anni fa. Immagina in questa
situaizone quanto verrebbe a costare un litro di liquore, tenendo conto
oltretutto della difficoltà della raccolta. Quello incolore che furbescamente
viene venduto come bianco, in realtà è fatto con le foglie.
La versione della cosa che sia fatto con bacche immature, ti lascio immaginare
come possa essere vera, vista la quantità di tannini che conterrebbero.
Probabilmente quest'anno useranno bei coloranti e foglie a nastro, perchè col
maltempo che c'è stato non so come sarà la prodizione delle piante.
> Domandina 3: c'e' chi insiste ad usare le foglie. Secondo me danno un
> ulteriore componente amara di cui si fa a meno. Che ne dici?
>
Mai usate, è un utilizzo stupido. Soprattutto se uno fa il liquore per sè. Ma è
pur vero che io non ho bisogno di andare a cercarlo, ho tantissime piante e la
maggior parte sono più alte di me.