daniele
ciao,
Giacomo
Ciao,
mia madre che ha gestito con la famiglia per tantissimi anni un forno dove
facevano anche quintalate di dolci, ha sempre usato cremor tartaro e
bicarbonato al posto dei lieviti per dolci che esistono in commercio già
predisposti.
Mi pare che fossero 11 gr. di bicarbonato e 13 di cremor tartaro ma
meglioche me ne accerti,,,,,,,,,,sai data l'ora non è il caso che glielo
chieda ora. Domani, ops, oggi ma più tardi me ne accerterò e posterò la
reale quantità.
Io le ho sempre sentito dire che le dosi dei lieviti in commercio
erano,,,,,,,scarsette,,,,,,,,,,
I loro dolci erano fenomenali!!!!!!!
Sempre cose della tradizione: ciambella, torta di tagliatelle, torta
margherita o a cioccolato, pani dolci semplici o con uvetta ecc. ma
veramente buoni!!!!
laura
Paolo
http://www.hi-net.it/marziali/
ciao e grazie
daniele
Paolo
Daniele, ho interpellato mia madre, lei per un chilo di farina usava 17 gr.
di bicarbonato e 23 di cremor tartaro.
Mi dice, però, che bisogna aggiungere il composto ottenuto, ben mescolato e
su cui viene fatta passare la lama di un coltello piatta per verificare non
ci siano grumi, quando il liquido che è previsto per il dolce che fai è già
amalgamato all'impasto: insomma il lievito non si deve bagnare altrimenti
perde forza. (ambasciator non porta pena: io sono negata con i dolci
:-))!!!!!)
ciao
laura
>oki. allora cerchiamo di razionalizzare il problema:
>a. secondo il noto principio del "migliore" andrebbe verificato
>sperimentalmente il rislutato delle tue lavorazioni...
>b. vero, probabilmente come fornaio professionale utilizzi prodotti
>differenti da quelli che abiamo a disposizione noi in cucina, magari
>comprensivi di qualche additivo che puo' ingenerare allergie
>c. il tuo barattolone di backing powder, che composizione denuncia?
>sai, io sono un accanito topo da etichette. svelaci, svelaci.
>d. il principio lievitante, come ti si diceva, e' sostanzialmente cremor
>tartaro(bitartrato di sodio? capuani sara' sicuramente piu'
>preciso)+bicarbonato, poco piu', poco meno. nulal vieta, immagino, che
> ..........
Buongiorno a tutti! Sono nuovo, mi chiamo Salvatore e scrivo dalla pr.
di Napoli. Vi sto seguendo da qualche settimana e devo dire che non fa
poi tanto male leggere tutte queste belle ricette ..... quando si e'
in dieta!
Non conosco molte ricette ma qualcosina di chimica credo proprio di
si. Il prodotto che usa il nostro amico fornaio non dovrebbe essere
altro che del volgare bicarbonato di sodio in polvere.
Il cremore di tartaro e' un lievito chimico molto piu' complesso,
nella formula di struttura, del bicarbonato di sodio che non puo'
assolutamente essere considerato meno naturale del cremore, o del sale
da cucina. Riguardo al fatto che il cremore non provoca allegie
perche' di origine biologica devo dire che la cosa e' alquanto
risibile: non c'entra niente, si e' sensibili ad una determinata
sostanza indipendentemente dalla sua origine o dal procedimento usato
per produrla.
Il fatto che il bicarbonato di sodio e' definito lievito chimico non
deve assolutamente far spaventare. E' un sale un pochino piu'
complesso del sale da cucina, niente di piu'. Anche il cremore e' un
lievito chimico, e il fatto che puo' essere ricavato dalla feccia
dell'uva, cioe' da un residuo vegetale, non lo rende affatto
"naturale". L'aggettivo "chimico" e' utilizzato per distinguere questi
sali dai "lieviti naturali", che presentano, a livello microbiologico,
organismi viventi (lievito di birra, impasto fermentato di acqua e
farina, ....).
Una importante proprieta' ottica delle soluzioni di cremore fu
scoperta da un grande biologo e chimico francese: Pasteur. Questa
gloria francese, da vero francese, amava il vino, anzi lo studio' a
fondo e questo gli permise di scoprire le proprieta' ottiche delle
soluzioni del sale sodico (o potassico) ammonico dell'acido tartarico
(cremore).
Non sto ad annoiarvi troppo. Riporto solo le formule:
NaCl cloruro di sodio (sale da cucina)
Na(O-COOH) bicarbonato di sodio
NaOOC(CHOH)2-COO(NH4) cremore
Arrivederci a presto, magari con qualche ricetta dettata da mia mamma.
>Buongiorno a tutti! Sono nuovo, mi chiamo Salvatore e scrivo dalla pr.
>di Napoli.
Ciao Salvatore, e benvenuto; peccato... per pochi giorni ti sei
mancato il raduno ad Atripalda (AV)....
Grazie per l'ottima divulgazione; che fai, lavori proprio sui lieviti?
--
Marco Cucinato
Via Giovio 32
I-22040 Alzate Brianza (CO)
Italy
+39-031.630.330
>
>Ciao Salvatore, e benvenuto; peccato... per pochi giorni ti sei
>mancato il raduno ad Atripalda (AV)....
>
Peccato! Ci saranno sicuramente delle altre occasioni di incontro (e
spero di non essere ancora sotto il ferreo regime dietetico attuale).
>Grazie per l'ottima divulgazione; che fai, lavori proprio sui lieviti?
Non proprio; mi interesso dei processi dell'industria alimentare.
Ciao. A presto.
Salvatore
> Non conosco molte ricette ma qualcosina di chimica credo proprio di
> si. Il prodotto che usa il nostro amico fornaio non dovrebbe essere
> altro che del volgare bicarbonato di sodio in polvere.
Se e' "baking powder" non e' bicarbonato -- quello si chiama
"baking soda". La "baking powder" e' una miscela: quella che ho
in casa io (la piu' classica da queste parti) e' composta da
bicarbonato di sodio, "acid sodium pyrophosphate" (pirofosfato
acido di sodio?) e farina di grano. Quindi non contiene cremor
tartaro, ma bicarbonato e un altro sale di sodio. E qui finisce
la mia scienza...
Ciao,
Anna