hai mai assaggiato il vieuex Lille o il piu' blando maroilles?
il primo e' una roba indescrivibile.
ed io sono un appsssionato ed estimatore di formaggi, ma per
questi .... altro che sottovuoto
:-)
Io i formaggi che apro dal sottovuoto li tengo negli strofinacci di
cotone, i canovacci o i tovaglioli, se sono formaggi non freschi e non
stagionati.
Ad esempio, ho appena aperto un pezzo di Puzzone preso a Pozza la
settimana scorsa, l'ho arrotolato in un tovagliolo e ieri sera, dopo una
settimana, era ancora perfetto. Sebbene il Puzzone sia un formaggio che,
una volta aperto, "cammina" parecchio rispetto ad altri. Stesso dicasi
per formaggi dalla pasta analoga tipo il Raschera o alcuni tipi di
Fontina di alpeggio.
Se sono piu' freschi li tengo nella scatola dei formaggi ben chiusa.
Se sono piu' stagionati li metto nei sacchetti di carta che si usano per
il pane.
Il mio frigo lo tengo a 7 gradi, non c'e' paragone con i formaggi che
tengo in cantina quando sono in campagna, ma e' comunque un frigo non
molto secco (non e' no-frost) e il fatto di tenerlo a 7 gradi aiuta un po'.
--
Mardot
Premesso che n� io n� mia moglie abbiamo la sensibilit� delle papille
gustative di Lucatimmy, e lo dico senza ironia alcuna,
quando acquisto un formaggio in confezione abbastanza grande, lo porziono in
pezzi di circa 200 gr. che metto immediatamente sottovuoto nei sacchetti.
Conservato in frigorifero a 3-4 gradi anche per 1 mese o due le
caratteristiche organolettiche si mantengono senza problema alcuno.
--
Giampaolo Natali
--
Mardot
>> Non vi e' mai capitato che il formaggio sottovuoto sudi? A me si,
>> specialmente con formaggi poco alveolati, e questo "sudore" non mi
>> piace, cambia la consistenza superficiale e pure il sapore, imho.
> E che sara' mai.
Beh, insomma, e' abbastanza fastidioso, forse piu' che il formaggio
leggermente asciutto a causa della normale stagionatura che prosegue in
assenza di sottovuoto.
> D'altronde gia' una forma, quando
> l'hai tagliata, dopo un po' (non so, diciamo anche un'ora dopo e piu'
> passa
> il tempo piu' l'effetto diventa percettibile) perde, e neanche poco
> (vabbe',
> dipende dal formaggio, io posso dire di averlo sperimentato con l'Asiago e
> altri formaggi prodotti in loco), non e' piu' come fosse appena aperta.
In questo caso il tipo di formaggio detta il tempo, come hai gia' detto
tu, ad esempio formaggi come la Tuma, il Testun, il Raschera, la Fontina
e tutti i simili, si mantengono molto bene anche a forma tagliata.
> I
> profumi e i sapori di un pezzo di formaggio di una forma appena aperta
> (magari da uno che se ne intende, e magari che ti dice che si tratta di
> una
> produzione particolare, eccezionale :) ) li provi solo li', in quei
> momenti.
> Tocca rassegnarsi, il momento topico della massima bonta' dura poco. Fra
> gli
> stratagemmi che mettono una pezza a questo "degrado" organolettico c'e' il
> sottovuoto. Posto che una perdita organolettica c'e, almeno stabilizzi la
> situazione, la rendi durevole.
Il mio approccio al formaggio e' un po' diverso, cerco di apprezzarlo
"in corsa". TI faccio alcuni esempi:
Robiola di Roccaverano
Molti la comprano stagionata, perche' gli piace di piu'. Io la prendo
fatta il giorno stesso o il giorno prima, gocciola ancora, e da quel
momento me la gusto fresca e bagnata, poi dopo qualche giorno asciuga e
raggiunge la perfezione tra densita', gusto e profumo, poi decido se
toglierla dal frigo e farla asciugare al limite di ottenere un formaggio
da sbriciolo, oppure di lasciarla in frigo e al chiuso e ottenere una
crema strepitosa, racchiusa dalla sua pelle raggrinzita, al limite
dell'orgasmo.
Raschera
Idem come sopra. La compro fresca da Pietro, ai 2300m della sua malga
dietro al Mondole', in cambio gli do' qualche bottiglia di vino, torta
di nocciole e pane fresco. La porto a casa e avvolgo il pezzo nello
strofinaccio da cucina. Poi inizio a consumare il prodotto avendo cura
di farlo respirare, se sono gia' a ottobre esce dal frigo e rimane fuori
all'aperto, in una cassetta di legno.
Per altri formaggi adotto le stesse tecniche, che mi hanno insegnato i
pastori che erano costretti ad adottarle a causa della mancanza di
tecnologia.
Il risultato e' che mangi formaggi che si evolvono e non si rovinano,
che maturano, senza deviare dalla loro natura principale.
Apprezzo molto questo mio modo di gestire il formaggio, probabilmente
molti puristi non saranno d'accordo, ma io preferisco gestire la
naturale maturazione tenendo conto che vivendo al mare devo avere
qualche accortezza. Certo, se voglio mangiare un formaggio al suo
massimo e solo al suo massimo come prevede il suo disciplinare ecc...,
ne acquisto 100g e lo mangio appena possibile, possibilmente un'ora dopo
che l'ho acquistato, oppure ne acquisto un kg e gli altri 900 me li
gestisco come sopra, preferisco.
--
Mardot
> molti puristi non saranno d'accordo, ma io preferisco gestire la
> naturale maturazione tenendo conto che vivendo al mare devo avere
> qualche accortezza.
Ecco, questo l'ho sentito dire varie volte per le zone di mare. Anni fa una
gentile salumiera di Montpellier ci spiego' che la salinita' non permette di
stagionare piu' di tanto i formaggi e per quel motivo i formaggi locali
erano tutti giovani, e non solo i caprini. Che cavolo gli fa questa
benedetta salinita' nell'aria, ai formaggi? Li fa scoppiare? Li fa
asciugare? L'opposto? Mai saputo...
--
ViLco
Let the liquor do the thinking
Ho fatto un corso in Ammerega che si chiama "Pragmatic Approach" :-)
--
Mardot
> come fai a capire i gradi del
> frigo??
li imposto dal termostato che il frigo ha al suo interno, c'e'
l'indicazione della temperatura, da 1 a 7 gradi, e due tastini per
alzare o abbassare il setpoint
> corrispondono ai numerini del termostato?
nel mio caso si', ma non e' sempre cosi', ad esempio molti frigoriferi
hanno dei numeri che indicano una scala su cui puoi far lavorare il
frigo, ma senza riferimento ai gradi, una specie di gradazione tra i min
e il max, ma con i gradi che non sono impostabili a priori, ma sono una
conseguenza diretta ddel regime di funzionamento del frigo
> in base a cosa si imposta
> la temperatura, c'ᅵ una relazione con il clima della stanza??
> grazie e scusa l'intervento
dipende, ci sono frigoriferi che regolano la temperatura in loop aperto
e altri che la regolano in loop chiuso
il mio la regola in loop chiuso, il che significa che indipendentemente
dalla temperatura esterna lui cerca di inseguire la temperatura interna
impostata, a costo di far girare in continuo il motore nel caso lo
posassi nel deserto, oppure di non accenderlo mai nel caso lo mettessi
al polo nord
ce ne sono altri che hanno preimpostati dei valori "normali" di
funzionamento, tipo 20 gradi esterni, e su quelli calcolano il regime di
funzionamento del motore, chiaramente non e' un sistema esatto di
regolazione, ma per un frigo puo' anche andare bene
--
Mardot
> Apprezzo molto questo mio modo di gestire il formaggio, probabilmente
> molti puristi non saranno d'accordo, ma io preferisco gestire la
> naturale maturazione tenendo conto che vivendo al mare devo avere
> qualche accortezza. Certo, se voglio mangiare un formaggio al suo
> massimo e solo al suo massimo come prevede il suo disciplinare ecc...,
> ne acquisto 100g e lo mangio appena possibile, possibilmente un'ora dopo
> che l'ho acquistato, oppure ne acquisto un kg e gli altri 900 me li
> gestisco come sopra, preferisco.
>
Concordo, se il formaggio evolvesse come deve a me andrebbe bene. Il
fatto è che nel mio frigo, pur avendo provato le varie modalità di
conservazione (pellicola, strofinacci umidi o meno, scatole varie etc)
mi sembra che sia sempre peggiorato.
E' la stessa cosa che accade nel frigo di mia suocera, un no-frost di
nuova generazione della GE, la roba e' bella asciutta e si conserva
bene, ma i formaggi li devasta.
Puo' essere che sia dovuto proprio alla troppa secchezza dell'atmosfera
interna?
--
Mardot
> Concordo, se il formaggio evolvesse come deve a me andrebbe bene. Il
> fatto è che nel mio frigo, pur avendo provato le varie modalità di
> conservazione (pellicola, strofinacci umidi o meno, scatole varie etc)
> mi sembra che sia sempre peggiorato.
Il casino è che servirebbero tante celle frigo per quante tipologie
(duri, molli, così così) differenti di formaggi conservi. Quello è il
vero problema.
E fai una fatica ad applicarlo!!! O sbaglio? ;-)
Era solo un corso di perfezionamento...
--
Mardot
http://www.orved.it/ scegliere tra quelle non professionali. o una
macchina pro a barra non a campana. Troppo ingombranti e costose. La
mia macchgina sottovuoto casalinga in usa e' questa http://www.foodsaver.com/Index.aspx
e tra gli accessori ha una scatolotta di plastica trasparente e
pesante per fare le marinate e conservare i formaggi. quando ho
formaggi delicati e molli tipo tuma bosinia, boscaiola, petit
marcelin, etc. etc. e' perfetta. I formaggi a pasta dura li metto
sottovuoto in busta. Premesso che non e' come averli freschi di taglio
rimangono favvero buonissimi per tempi biblici. Ma tipo anche due
anni...
Thank you my friend.
> Il 12/09/2011 15.24, Tykos ha scritto:
>
>> Il san nicolò mai provato, ma non credo ci sia un caseificio a pozza. forse
>> era roba di qualche isolato, tipo la malga mezzaselva che non vende più.
>
> era lei... :-(
>
> ci passavo spesso quando mi andavo a spazzolare le pareti dei Monzoni
o quando, il primo/ultimo giorno di ferie, si va alle cascate a poltrire al
sole :)
Purtroppo non vendono più direttamente, forse si puo' provare al negozio di
formaggi fornitissimo in paese a pozza...
Malghe rimaste dove bere latte e mangiare panna: Contrin, Secine.
> sempre a Pozza ho acquistato anche due formaggi, tipo tome, di un Maso
> di cui non ricordo il nome (dovrei guardare la confezione), uno un po'
> piu' stagionato e uno meno, quello piu' stagionato sapeva addirittura di
> porcini secchi, uno spettacolo della natura
YEAH! :)
Michele
> forse si puo' provare al negozio di
> formaggi fornitissimo in paese a pozza...
credo che tra qualche anno mi daranno una quota azionaria... ;-)
> Malghe rimaste dove bere latte e mangiare panna: Contrin
abbiamo fatto le vcanze assieme per anni e non lo abbiamo mai saputo!? :-D
ultima visita alla Contrin, sabato 3 agosto 2011 ;-)
--
Mardot
> Negli anni che frequenti la montagna, quante volte ti è capitato di
> trovare vipere?
Nei tratti privi di vegetazione, che non partono sempre dalla stessa
altitudine, ad esempio in Trentino a 1800m ci sono ancora gli abeti,
mentre in Piemonte ci sono gia' i pascoli e le rocce, mai. Anche se so
che ce ne sono delle specie che oltrepassano i 2000m, ma non le ho mai
viste.
Invece in basso, tra i 1000m e i 1500m, ne ho viste qualcuna, molte piu'
biscie, ma anche qualche vipera, diciamo una trentina in ventanni per
dare dei numeri, l'ultima questa estate nel bel mezzo di un sentiero.
Vero che normalmente scappano al primo rumore, ma non so perchè pensavo
fosse più frequente (forse dovuto a mia paura)