Il 20/02/2012 12:08, seppX ha scritto:
> Analisi molto interessante. In effetti io, avendo quasi sempre usato forni
> elettrici (tranne una volta, in una cucina dove ho dato una mano a
> preparare
> una cena per 130 persone, un forno professionale stravecchio, niente di
> che,
> ma abbiamo cotto una decina di teglie di lasagne al forno
> contemporaneamente),
> ho sempre pensato che quello a gas fosse migliore, pero' in effetti mi fai
> pensare.
Desidero ri-precisare che quanto ho scritto vale per forni "consumer",
cioè per uso domestico e non professionale. Giusto per capirsi.
E sempre per intendersi al meglio, le mie considerazioni sono svolte "a
parità di prezzo". Cioè comparando un forno da 2.000 euro elettrico con
uno da 2.000 euro a gas. E comunque senza prendere in considerazione i
prodotti al di sotto di una fascia minima di prezzo, direi intorno ai
1.500-2.000 euro (ma non sono aggiornato sui prezzi). Insomma, non il
forno che viene "regalato" con la cucina componibile da 2.999 euro...
> Da aggiungere pero' che un forno a gas, anche il piu' piccolo, sviluppa,
> se
> non sbaglio, qualcosa come 6 kW, contro i 2 o poco piu' di uno elettrico.
C'è forno e forno. Il mio ha un dato di "targa" di 3,6 kW. Che sono il
consumo massimo possibile. Io, pur avendo un contratto da 3 kW, non ho
il distacco per il superamento della potenza massima, anche se ci sono
luci accese, tv, radio, pc, ecc. Diciamo che il "firmware" del forno (i
programmi scritti nella sua memoria elettronica) probabilmente tiene
conto dei tempi di tolleranza impostati nel contatore elettronico.
> Il
> vantaggio della maggior potenza lo hai nella cottura di piu' pietanze
> contemporaneamente e nel raggiungimento, e mantenimento, della temperatura
> di
> esercizio.
> Per alcuni impasti (es. pizza) la maggior potenza da' degli indubbi
> vantaggi.
Noi ci cuociamo il pane... oltre alla pizza. Di solito tre teglie di
pagnotte alla volta. Forno stipato, insomma.
Il forno in questione ha due resistenze (di grill) interne al vano
cottura (in alto), una dietro la ventola, una sotto la base, una per
parte ai lati. Per un totale di 5 o 6 diversi punti di calore (a seconda
di come consideriamo i due grill). Che vengono utilizzati in modo assai
variegato, usando alcune sonde termometriche interne e la sonda per gli
arrosti (opzionale). A seconda del programma di cottura avremo calore
intenso, ventilato, concentrato in basso, in alto, ecc. ecc.
Non so come sono i forni miele adesso (il link ve l'ho messo), ma questo
che ho io, si comporta egregiamente.
Ha sostituito un dignitoso White Westinghouse che era presente nella
cucina Schiffini, quando la comprammo (1988). Cambiare forno e vedere
calare sensibilmente le bollette della luce è stato tutt'uno. Anzi: è
capitato di essere assenti per ferie e non notare differenze
significative nei consumi. Come detto, sui 5-10 euro a bimestre.
... ach, qvesti tedesken! :)