On Wednesday, December 7, 2016 at 6:10:17 PM UTC+1, Mardot wrote:
> Tra quelle certe, c'e' che un cinghiale allevato in cattività risulta
> essere una specia di maiale nero, tant'e' che li si chiama porcastri.
E bon, su questo non ci sono discussioni. Allevandoli in cattività c'`e anche da dire che sicuramente la progenie sopravvive di più, e quindi certi caratteri riescono a raggiungere l'età adulta e riprodursi. In qualche generazione sicuramente si vedono delle differenze.
Però, ritornando allo stato totalmente selvatico, dovrebbero regredire: certi nuovi nati con caratteristiche non consone alla sopravvivenza dovrebbero non farcela a sopravvivere, e quindi ri-livellare il tutto.
> Altrettanto certo e' il cambiamento di questi animali, che esiste solo
> da quando questi cinghiali allevati in cattività sono stati usati per il
> ripopolamento.
Il mio dubbio è quanto sia misurabile la cosa, il gusto è ingannato da fattori non organolettici più di quello che pensiamo. A meno che adesso non spaccino per sparati cinghiali semi-bradi. Il che non mi dispiacerebbe per nulla, visto che mi disturba l'idea di gente armata che gira per i boschi.
> Di altrettanto certo c'e' che l'alimentazione disponibile nel bosco non
> e' cambiata, al limite e' cambiata in peggio, infatti era molto piu
> semplice trovare roba buona (castagne, frutti, ecc...) una volta,
> rispetto ad ora.
Però ci sono sempre campi da vandalizzare.
> Sarebbe come dire che l'uomo non cambierebbe (in meglio o in peggio non
> importa in questo esempio) se a partire da oggi, per i prossimi 30 anni,
> tutti i nuovi nati dalla nascita fino al giorno dell'accoppiamento
> mangiassero un cibo che, fino a oggi, nessun umano ha mai mangiato.
Per l'uomo, 30 anni sono una generazione e mezza. La risposta è "no". Se i figli di questi umani procreassero e i figli fossero cresciuti nelle nostre condizioni, i loro figli non avrebbero differenze in pratica, rispetto a noi.
I cinghiali sicuramente hanno più generazioni, ma quello che penso sia successo è che i cinghiali di allevamento avevano una storia di cattività molto più lunga di 30 anni, e di conseguenza con differenze più forti
> Credo che tirando in ballo un po' di statistica, un po' di calcolo
> combinatorio, associato a qualche altro fattore che conosco meno,
> verrebbe fuori che quasi sicuramente una condotta del genere cambierebbe
> anche radicalmente i caratteri principali della specie umana, su una
> finestra temporale di quel tipo, 30 anni appunto.
Tiriali pure in ballo la statistica ed il calcolo combinatorio, perchè a spanne secondo me non bastano 30 anni, ma potrei sbagliarmi :)
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Elwood (Peter S.)