Sapete che non bevo. Di fatto psicologicamente sono sempre stato
lontano dal tavernello, non solo in tavola ma anche per cucinare.
Da più parti nel corso del tempo ho letto che non deve considerarsi
vino, che fa notoriamente schifo, ecc. ecc.
Io non lo uso e quindi ignoro.
Però sono finito per caso sul sito del produttore http://www.tavernello.it/index.asp
e lì c'è scritta una serie di cose:
- loro lo chiamano vino
- hanno una rintracciabilità della singola confezione che fa invidia
- hanno certificazioni di qualità ISO di tutta la filiera
- adottano una politica ambientale notevole
perchè esso è il diavolo?
(risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
ale
> as Wrote:
>
>> Post vietato per lcr, non vorrei che gli venisse un colpo apoplettico.
>>
>> Sapete che non bevo. Di fatto psicologicamente sono sempre stato
>> lontano dal tavernello, non solo in tavola ma anche per cucinare.
>>
>> Da pi� parti nel corso del tempo ho letto che non deve considerarsi
>> vino, che fa notoriamente schifo, ecc. ecc.
>>
>> Io non lo uso e quindi ignoro.
>>
>> Per� sono finito per caso sul sito del produttore http://www.tavernello.it/index.asp
>> e l� c'� scritta una serie di cose:
>>
>> - loro lo chiamano vino
>> - hanno una rintracciabilit� della singola confezione che fa invidia
>> - hanno certificazioni di qualit� ISO di tutta la filiera
>> - adottano una politica ambientale notevole
>>
>> perch� esso � il diavolo?
>> (risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
>
> Pekke' fa' kaka a spruzzo
Ma il successo di Tavernello non ti invita a riflettere? (cit.)
--
File della firma non trovato
>>> perch� esso � il diavolo?
>>> (risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
>> Pekke' fa' kaka a spruzzo
> Ma il successo di Tavernello non ti invita a riflettere? (cit.)
Qua si scherza su tutto ma non sul vino (cit.)
--
Vilco
Think pink, drink ros�
in vino peritas
cbf
>> perch� esso � il diavolo?
>> (risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
>
> Pekke' fa' kaka a spruzzo
>
quo
>perch� esso � il diavolo?
>(risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
Questa � una domanda che da tempo avevo in animo di fare io.
Detto ci� non l'ho mai bevuto e non mi sento attirato a provarlo; molto
probabilmente per una mera questione psicologica.
Se vino non fosse, perch� nessuno li ha mai denunciati?
Quindi � vino! Certamente non invecchiato, certamente non di uve pregiate,
ma certamente vino.
Dov'�, appunto, come dici tu, l'inghippo?!
Buona giornata
Gi
--
Per chi avesse necessit� di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
e sulla fica
> >perchè esso è il diavolo?
> >(risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
>
> Questa è una domanda che da tempo avevo in animo di fare io.
> Detto ciò non l'ho mai bevuto e non mi sento attirato a provarlo; molto
> probabilmente per una mera questione psicologica.
> Se vino non fosse, perché nessuno li ha mai denunciati?
> Quindi è vino! Certamente non invecchiato, certamente non di uve pregiate,
> ma certamente vino.
> Dov'è, appunto, come dici tu, l'inghippo?!
Riflettevo anche sui prezzi del chianti sfuso all'ettolitro venduti a
poco meno di 1 euro/litro come segnalava Vilco nell'altro post.
ale
Se lo bevi lo comprendi. Parlo per il gusto, il sapore. Mica ho fatto
analisi chimiche
E' una cosa triste, ma non per il cartone. Se proprio proprio non c'è
altro si può anche bere, così come si può mangiare la pasta barilla.
Penso di aver bevuto anche di peggio.
Ma non avete una vineria/bottiglieria/spaccio per alcolizzati vicino
casa? Il loro peggior vino sarà ambrosia al confronto.
> Se lo bevi lo comprendi. Parlo per il gusto, il sapore. Mica ho fatto
> analisi chimiche
Sicuramente lo proverò a questo punto, almeno per cucinare perchè
tanto a berlo a me il vino dà i brividi e basta.
Al limite avrò buttato via 1 euro
> E' una cosa triste, ma non per il cartone. Se proprio proprio non c'è
> altro si può anche bere, così come si può mangiare la pasta barilla.
> Penso di aver bevuto anche di peggio.
guarda, segnalo questo link:
http://tinyurl.com/yalpkzy
"Dal 2002 al 2007 Alessandro Pipero è il sommelier del ristorante
Antonello Colonna di Labico. Nel 2005 è il “Miglior sommelier
d’Italia” per la guida Ristoranti d’Italia dell’Espresso. Nel 2007
insieme a Simona Giordani ha aperto il ristorante Pipero ad Albano
Laziale. Curiosità: in carta ha il Tavernello (si, proprio quel
Tavernello) a 1 euro."
Io non lo conosco sto Pipero, ma magari qualcuno che si interessa di
vino si.
> Ma non avete una vineria/bottiglieria/spaccio per alcolizzati vicino
> casa? Il loro peggior vino sarà ambrosia al confronto.
Chiedevo per curiosità, mica per altro. Se la discussione si
sviluppasse sensatamente non mi dispiacerebbe (senza tanti flames).
Perchè il chianti a 1 euro si ed il tavernello ad 1 euro no?
Per esempio, io non sono riuscito a trovare su google prove
degustative di esperti in merito a questo vino. Qualcuno ne ha?
ale
> perch� esso � il diavolo?
> (risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
Non � il diavolo � semplicemente un vino commerciale.
Come tutti i vini commerciali � fatto di tagli, mescoli e piccoli
aggiustamenti per rispondere a un certo standard scelto dall'azienda.
Cosa lo differenzia da un Santa Cristina (giusto per scegliere un
commerciale di prestigiosa azienda) ? Non certo la procedura generale
con cui viene prodotto, entrambi subiscono tagli, analisi e eventuali
aggiunte di componenti mancanti (Acido citrico, tartarico, solfiti,
etc.). La differenza � nel tipo di risultato che si vuole ottenere, che
costringe a partire da materie prime diverse. Il tavernello (ma anche
gli equivalenti gaiosello e non mi ricordo l'altro) � essenzialmente un
vino dei piani (quindi vigne di forte produzione con costi industriali
bassi) di scarso corpo e gradazione a cui vengono aggiunti altri vini
pi� "nobili" in piccole quantit� per arrivare allo standard.
Un Santa Cristina deve comunque avere un corpo e certi aromi pertanto la
miscelazione avviene prevalentemente all'interno di vini pi� pregiati.
Entrambi una volta costruiti (e anche prima nella realizzazione dei vini
che li compongono) si prendono tutte le cure tipiche di una grande
cantina, con le varie aggiunte necessarie alla loro stabilizzazione o le
lavorazioni di filtraggio, ossigenazione o quant'altro risulti
necessario per arrivare agli standard decisi da produttore.
Il risultato appartiene a due categorie diverse, con standard diversi e
target diversi, oltre che prezzi assolutamente diversi ...ma comunque
due vini costruiti in cantina da grandi chimici enologi.
Un vino vero (che costituisce la materia di partenza per qualsiasi vino
anche commerciale) � un vino che risente molto della posizione della
vigna in cui � prodotto, del grado di maturazione alla raccolta
dell'uva, della stagione che l'annata ha avuto,della salubrit� dell'uva
nell'anno, dell'ambiente di vinificazione, dei recipienti usati, degli
errori o dell'abilit� del cantiniere. Insomma � un vino che da podere a
podere, e da anno a anno � diverso; e certe volte presenta anche difetti
di stabilit� o retrogusti non perfetti.
--
"Scusate, non mi lego a questa schiera: morr� pecora nera!"
> Chiedevo per curiosit�, mica per altro. Se la discussione si
> sviluppasse sensatamente non mi dispiacerebbe (senza tanti flames).
> Perch� il chianti a 1 euro si ed il tavernello ad 1 euro no?
>
> Per esempio, io non sono riuscito a trovare su google prove
> degustative di esperti in merito a questo vino. Qualcuno ne ha?
Forse e' la stessa risposta per entrambe el domande: la forma mentis
italiana.Vogliamo el cose di una volta come la volta, e siamo decisamente
restii a molti cambiamenti.
Piu' che altrove, in Italia continuiamo a dire di no al miglior tipo di
tappo al mondo, quello a vite, solamente per questioni di abitudini e di
immagine: il rito dello stappare, l'immagine, il calore del material
esughero, etc. Non solo, tipi di tappo diversi vengono automaticamente
associati a vini da poco, a quei "pistoni" da 5 litri nel piano piu' basso
dello scaffale del supermercato, con prezzi al litro inferiori all'euro.
Allo stesso modo, sempre in Italia, siamo diffidenti nei confronti di una
confezione del vino che non sia la classica bottiglia in vetro.
Accadde lo stesso con lambrusco in lattina (Giacobazzy, my wine) negli anni
'80: diffidenza e fine dell'esperimento.
Il tavernello quindi ha come primo "difetto" quello di non circolare in
bottiglia di vetro con tappo di sughero. Non e' poco.
E poi c'e' il prezzo, che essendo basso lo fa associare ancora di piu' al
vinazzo nei suddetti "pistoni" da 5 litri, perdipiu' posti *in basso* nello
scaffale. Quindi, a non pochi consumatori, il tavernello suscita diffidenza
(pe rla confezione non tipicamente da vino) e un po' di compassione (vino da
poco).
IMHO sono questi due i motivi per cui non trovi recensino del tavernello,
perche' nel mondo del vino qui in Italia ce la tiriamo. Forse troppo, forse
no, ma ce la tiriamo, idem in francia. Quando in USA usci' il "Two buck
chuck", ovverosia il vino industriale da due dollari, le degustazioni delle
varie riviste e associazioni fioccarono. Altra mentalita', frutto di una
cultura del vino molto piu' giovane e sicuramente piu' aperta di quella che
c'e' in Italia e Francia. Che del resto non si puo' condannare fino in
fondo: c'e' una cultura, dietro al vino, non sempre si puo' spendere una
cultura come ci pare, e c'e' anche un'atmosfera, quasi magica, a formare un
quadro che con un cartone di tavernello al centro non funzionerebbe, cosi'
come non funzionerebbe con una lattina di lambrusco giocobazzi. Mentre con
un vino in bottiglia di vetro, e con tappo di sughero, funziona.
Becero marketing? Settarismo? Fascino dell'antico? Liberi di pensare, e di
bere, quel che preferite.
Poi ovviamente c'e' consumatore e consumatore, dal qualunquista al
raffinato, da quello che "il vino non deve costare piu' di 3 euro a
bottiglia" (sono tantissimi) a quello che "sotto i 10 non stappo nemmeno"
(sono meno dei precedenti, ma non proprio pochi) a quelli che amano pescare
bottiglie da ogni angolo degli scaffali, del market come dell'enoteca come
direttamente dal produttore, e altri consumatori ancora. E' ovvio che alcuni
di questi incontreranno il tavernello piu' frequentemente di altri, quelli
che vanno solo per enoteche e cantine non lo incroceranno mai mentre chi il
vino se lo compra quasi tutto nella GDO lo incontrera' spesso.
Mi state facendo venire voglia di stapparne...
Ciao,
> - loro lo chiamano vino
> - hanno una rintracciabilità della singola confezione che fa invidia
> - hanno certificazioni di qualità ISO di tutta la filiera
> - adottano una politica ambientale notevole
>
> perchè esso è il diavolo?
Posso risponderti quel che ci diceva il prof al corso di enologia,
anni fa: in effetti il tavernello (e tutti i vini industriali del tipo)
e' un ottimo vino. Pulito, sano, privo di difetti e prodotto in maniera
corretta e costante ogni anno. Il problema e' che dal punto di vista
organolettico non vale una cippa. ;-)
Saluti,
--
Gianfranco Bertozzi
Linux User #183585
> perchè esso è il diavolo?
> (risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
Molte grazie a tutti per tutte le risposte, penso di avere le idee più
chiare in merito.
Quindi a tutti gli effetti è vino (mi ero fatto l'erronea idea che non
lo fosse).
Comunque lo proverò in cottura e vediamo che effetto mi fa (riferirò).
Possibili candidate per il sacrificio saranno:
- salsiccia luganega in casseruola sfumata al vino rosso (tavernello
rosso in questo caso)
- risotto alla milanese (userò un tavernello bianco)
ale
> Posso risponderti quel che ci diceva il prof al corso di enologia,
> anni fa: in effetti il tavernello (e tutti i vini industriali del tipo)
> e' un ottimo vino. Pulito, sano, privo di difetti e prodotto in maniera
> corretta e costante ogni anno. Il problema e' che dal punto di vista
> organolettico non vale una cippa. ;-)
Grazie davvero per il contributo. Mi rimane il dubbio del sommelier
Pipero che lo ha in carta dei vini. Mi chiedo perchè lo faccia...
Forse un semplice segnale "bizzarro" per attirare un po' di attenzione
su di se?
E con cosa lo potrà abbinare?
ale
>perch� esso � il diavolo?
non e' il diavolo ma non sa di nulla. Posso fare benissimo a meno di
bere vino ma se lo bevo deve essere buono. Altrimenti tanto vale bere
acqua
marilus
> da quello che "il vino non deve costare piu' di 3 euro a
> bottiglia" (sono tantissimi) a quello che "sotto i 10 non stappo nemmeno"
A me, in cucina ma anche in altri settori, sono proprio gli estremisti
che fanno pensare.
Una volta avevo letto una bella definizione di gourmet, ovvero di una
persona che ama osare ed è sempre in caccia di sapori nuovi, di piatti
nuovi, di nuove esperienze culinarie, che lascia da parte qualsiasi
preconcetto e prova.
L'originale era scritto meglio, ma l'idea era questa.
Torno a battere il chiodo su abbinamento cibo e bevanda, e trovo che
in tutta la ristorazione se proponi qualcosa che non sia vino si grida
allo scandalo.
Questo lo giudico un estremismo, per esempio.
ale
> al limite ci puoi sfumare i soffritti
> ma li finisce.
Spè Luca, da te questa non la accetto :-)
se mi riconosci il gusto del succo di mela in brik in un pezzo di
carne al bbq piuttosto che il succo di mela fresco, non puoi venirmi
ora a dire che il tavernello si può usare per i soffritti.
Se mi dici che non lo usi manco per quello e mai lo userai nella tua
vita, allora, coerentemente, ti seguo.
ale
> non e' il diavolo ma non sa di nulla. Posso fare benissimo a meno di
> bere vino ma se lo bevo deve essere buono. Altrimenti tanto vale bere
> acqua
Mhà, come detto lo proverò, ma "sa di nulla" non la trovo corretta
come descrizione oggettiva. Saprà di tavernello probabilmente.
ale
> Torno a battere il chiodo su abbinamento cibo e bevanda, e trovo che
> in tutta la ristorazione se proponi qualcosa che non sia vino si grida
> allo scandalo.
>
> Questo lo giudico un estremismo, per esempio.
Dipende da dove vai, in Giappone gli abbinamenti classici sono con i vari
sake, in altri paesi c'e' la birra...
Oggi in Italia ci sono sempre piu' locali che propongono birra accanto al
vino, o addirittura al posto del vino. Giusto in questi giorni un locale di
queste parti propone abbinamenti cibo birra con le birre di microbirrificio
americane, e un'altra birreria che ha in carta un bel po' sia di vini che di
birre, per certi piatti propone proprio le birre, come le lambic con lo
stinco.
Comunque e' vero che nella maggior parte delle occasioni e' proprio come
dici tu, si propone vino e basta. Non e' che si grida allo scandalo se uno
chiede o propone birra (per fare un esempio), semplicemente quasi mai
qualcuno chiede o propone birra.
Piu' che un estremismo io vedo la situazione attuale come una questione
culturale: mentre in Italia il vino e' presente su quasi ogni tavola da
secoli, la birra e' di diffusione molto piu' limitata e ha avuto un vero
boom solo negli ultimi decenni, boom che IMHO la portera' a superare il vino
per volumi consumati, ma ci vuole tempo.
> perchè esso è il diavolo?
Non e' il diavolo, ma sta al vino "vero" esattamente come il pancarre'
nei sacchetti che trovi al supermercato sta al pane che compri dal
fornaio.
--
G.
>Mh�, come detto lo prover�, ma "sa di nulla" non la trovo corretta
>come descrizione oggettiva. Sapr� di tavernello probabilmente.
non ti e' mai capitato rispetto a un cibo o a una bevanda di dire non
sa di nulla? Soggettivamente, ovvio
marilus
> >Mhà, come detto lo proverò, ma "sa di nulla" non la trovo corretta
> >come descrizione oggettiva. Saprà di tavernello probabilmente.
>
> non ti e' mai capitato rispetto a un cibo o a una bevanda di dire non
> sa di nulla? Soggettivamente, ovvio
Scusami, era una battuta per lcr :P
Non te la prendere oggi ho una giornata incasinata.
ale
> Ma va là va là :). Chettefrega. Magna bevi e godi, e no sta piantar
> ciodi. Per dire: fà un po' come vuoi.
err... non era una missione. Si sta qui per chiacchierare, anche del
più e delmeno che ruota intorno alla cucina.
> Vedo che c'è sempre chi
> pasteggia a coca cola, chi brinda con vini scaduti imbevibili, roba
> veramente orrenda, ed e' contenta. Ma sono amici lo stesso, mica li
> prendo a sassate (anche se lo meriterebbero :)).
> Ci sono gli estremisti? Boh, io vado per la mia strada,
> tranquillamente.
> Testimoniando l'esempio, più che sbraitando, additando, inorridendo.
> Col tempo qualcuno si incuriosisce, ti chiede, ecc ecc e magari scopre
> qualcosa di diverso e più buono.
Figurati, io sono per il massimo della libertà soprattutto in cucina.
Sai cosa mi piacerebbe? proseguire la discussione per esempio su cose
come:
alcol succulenza tannino untuosità.
E vedere se occorre per forza abbinare un vino per raggiungere certi
equilibri.
E dopo vedere se occorre per forza utilizzare una bevanda alcolica
quando non trovare certi equilibri sapidi-acidi-quello ceh vuoi
direttamente nel piatto.
ale
> E dopo vedere se occorre per forza utilizzare una bevanda alcolica
> quando non trovare certi equilibri sapidi-acidi-quello ceh vuoi
> direttamente nel piatto.
Secondo me un buon piatto te lo gusti anche solo con acqua, � un fattore
culturale che ci spinge "all'abbinamento", fattore rimarcato e
potenziato dall'attuale marketing.
Senza nulla togliere al piacere di un buon vino.
Ho appena comprato un libello sui tacos (cucina spagnola). Le ricette
del libello prevedono tantissimo l'uso dello sherry http://it.wikipedia.org/wiki/Sherry
. Questo per dire che si tratta di pratica diffusa. Sui perche' e
percome del vino usato come ingrediente di cottura lascerei la parola
ai più esperti. Di mio direi che aggiunge acidità e sapori che non
riesci a dare con altri ingredienti (ovvio:)).
Untuosità/succulenza: imho non mi pare incida (però parlo
dell'utilizzo di vino bianco, magari prosecco, che da ste bande è
prevalente). Sul ruolo dei tannini passo, mi pare na cosa complessa
http://it.wikipedia.org/wiki/Tannino .
e no, eh :). Non scherziamo. Pane e salame e bevi acqua? Minimo na
birretta ma meglio un cabernet, un raboso, un malbek, na roba strong
insomma.
dammi un buon salame, stagionato al punto giusto, con quelli aromi di
cantina .....e stai sicuro che lo mangio anche con l'acqua di sorgente.
:-)
>perch� esso � il diavolo?
Perche' certe procedure e certificazioni sono condizione necessaria ma non
suficiente per produrre prodotti di qualita'. E' uno dei grandi
fraintendimenti, ad esempio, sull'ISO 9000. Avere un sistema certificato
vuol dire che hai il totale controllo die processi aziendali, non che i tuoi
prodotti sono buoni. Per assurdo se tu ti proponi produrre merda e
pianifichi e gestisci il processo correttamente, tu avrai sempre e
immancabilmente la stessa merda.
ciao
andrea
Ti dò il salame buono, un litro di ottima acqua di sorgente fresca e
pura, ma anche una boccia di cabernet, una di raboso, una di
merlottino e una birrozza fresca a tua scelta (le ho tutte). Cosa ti
verso nel bicchiere? :)
> Perche' certe procedure e certificazioni sono condizione necessaria ma non
> suficiente per produrre prodotti di qualita'. E' uno dei grandi
> fraintendimenti, ad esempio, sull'ISO 9000. Avere un sistema certificato
> vuol dire che hai il totale controllo die processi aziendali, non che i tuoi
> prodotti sono buoni.
esatto
> Per assurdo se tu ti proponi produrre merda e
> pianifichi e gestisci il processo correttamente, tu avrai sempre e
> immancabilmente la stessa merda.
>
certificata iso 9000
--
massimo
> > E dopo vedere se occorre per forza utilizzare una bevanda alcolica
> > quando non trovare certi equilibri sapidi-acidi-quello ceh vuoi
> > direttamente nel piatto.
>
> Secondo me un buon piatto te lo gusti anche solo con acqua, è un fattore
> culturale che ci spinge "all'abbinamento", fattore rimarcato e
> potenziato dall'attuale marketing.
ecco che ci stiamo arrivando.
> Senza nulla togliere al piacere di un buon vino.
Assolutamente, non è il mio campo, neanche hobbistico.
ale
> Ti d� il salame buono, un litro di ottima acqua di sorgente fresca e
> pura, ma anche una boccia di cabernet, una di raboso, una di
> merlottino e una birrozza fresca a tua scelta (le ho tutte). Cosa ti
> verso nel bicchiere? :)
Cos� non vale :-p
> Ho appena comprato un libello sui tacos (cucina spagnola). Le ricette
> del libello prevedono tantissimo l'uso dello sherryhttp://it.wikipedia.org/wiki/Sherry
> . Questo per dire che si tratta di pratica diffusa. Sui perche' e
> percome del vino usato come ingrediente di cottura lascerei la parola
> ai più esperti.
Non mi sono spiegato bene, scusami. Intendevo dire non in cottura ma
in accompagnamento a tavola con il piatto.
> Di mio direi che aggiunge acidità e sapori che non
> riesci a dare con altri ingredienti (ovvio:)).
> Untuosità/succulenza: imho non mi pare incida (però parlo
> dell'utilizzo di vino bianco, magari prosecco, che da ste bande è
> prevalente). Sul ruolo dei tannini passo, mi pare na cosa complessahttp://it.wikipedia.org/wiki/Tannino.
Mi piacerebbe un intervento di lcr, che i corsi li ha fatti davvero,
sul ruolo di alcol e tannini nel palato.
ale
> Dipende da dove vai, in Giappone gli abbinamenti classici sono con i vari
> sake, in altri paesi c'e' la birra...
In altri ci sono infusi di erbe, in altri ancora succhi di frutta.
> Piu' che un estremismo io vedo la situazione attuale come una questione
> culturale: mentre in Italia il vino e' presente su quasi ogni tavola da
> secoli, la birra e' di diffusione molto piu' limitata e ha avuto un vero
> boom solo negli ultimi decenni, boom che IMHO la portera' a superare il vino
> per volumi consumati, ma ci vuole tempo.
Si parla spesso di "educazione del gusto", ma poi ci si impantana in
direzioni stra-tradizionali come appunto abbinamento vino-cibo.
Effettivamente la questione culturale ha il suo peso, prendi per
esempio quella considerata da alcuni come eresia di marinare un pezzo
di carne nella cocacola.
Trovo risibile (ma è una mia opinione, come quelle che esprimo di
solito) l'inamidamento di alcune posizioni, magari che si pensa siano
apertissime sul provare cucina "sperimentale", ma poi restie ad uscire
davvero dai canoni tradizionali del gusto.
ale
>
> Ma il successo di Tavernello non ti invita a riflettere? (cit.)
>
S�, riflettere sul fatto che c'� tanta gente che per risparmiare beve
pure acqua sporca.
Da friulana mi vien male solo a sentirlo nominare.
Ho lavorato alcuni anni nel controllo qualit� di una cantina, la
rintracciabilit� non � cos� impossibile, loro la spacciano meglio... chi
fa buon vino pensa a divulgare la qualit�.
Fra
> contenitore molto furbo: esterno in cartone interno in una sacca
> plastica/allumino dotata di una valvola particolare: mentre spillavi il
> vino la sacca si afflosciava senza far entrare l'aria. In questo modo il
> vino è totalmente a riparo dal contatto con luce ed ossigeno che sono
> esiziali alla sua vita. Il Claret in questione non era neanche male
si chiama bag-in-a-box, lo usano anche diversi produttori italiani, ma
di solito lo vendono in cantina, non sono mai riusciti a lanciarlo
davvero.
--
massimo
Scusami eh, perch� un fragolino ci starebbe male? E un sangue di giuda?
Non mi dire poi che non ci stapperesti una bottiglia di barbaresco, ah....
che libidine.
Se solo penso al mio men� di domani, svengo :-(((
Gi
--
Per chi avesse necessit� di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Eh, attenzione, c'� fornaio e fornaio; trovare oggi un fornaio degno di tale
insegna...
Cordialit�
> Eh, attenzione, c'ᅵ fornaio e fornaio; trovare oggi un fornaio degno di tale
> insegna...
>
> Cordialitᅵ
> Gi
vero! la maggior parte del pane fatto dai fornai di bo sa di disel...
Ciao,
> Forse un semplice segnale "bizzarro" per attirare un po' di attenzione
> su di se?
La vedo molto possibile. :-)
> E con cosa lo potrà abbinare?
Del tavernello ricordo pochissimo, non e' che lo abbia bevuto
recentemente. Cosi' a memoria, direi che non ci starebbe male una
scatoletta di simmenthal. Ma bisognerebbe chiedere direttamente al
sommelier... ;-)
Saluti,
--
Gianfranco Bertozzi
Linux User #183585
quoto.
Resta il fatto che se tu inserisci nella ricerca il lotto del cartone, ti da
la carta di identit� del vino e dell' "associato" che poi � lo
"strangolato".
e questo fa il suo effetto sul target (acquirente).
>
>> Per assurdo se tu ti proponi produrre merda e
>> pianifichi e gestisci il processo correttamente, tu avrai sempre e
>> immancabilmente la stessa merda.
>>
> certificata iso 9000
ah, b�, allora!
--
�
> bisognerebbe chiedere direttamente al
> sommelier... ;-)
ti sto immaginando nella situazione.
:D
>
>
> Saluti,
--
�
lo puoi capire da te senza troppi sforzi: prodotto molto economico
sempre uguale.
>
> Mi state facendo venire voglia di stapparne...
Come ben sai stappo di tutto e uno di quelli che bevo molto
frequentemente a casa mi costa meno di 5 euro a bottiglia, e molti di
quelli che lo bevono poi me ne chiedono qualche cartone. Ma dal
tavernello o simili è distante anni luce, è un vino biologico serio.
> Come ben sai stappo di tutto e uno di quelli che bevo molto
> frequentemente a casa mi costa meno di 5 euro a bottiglia, e molti di
> quelli che lo bevono poi me ne chiedono qualche cartone. Ma dal
> tavernello o simili è distante anni luce, è un vino biologico serio.
Parli del vino "senza polverine"?
ale
>> perch� esso � il diavolo?
>> (risposte circostanziate per favore, sono un ignorante in materia)
> lo puoi capire da te senza troppi sforzi: prodotto molto economico
> sempre uguale.
Quello che mi preoccupa sono le cantine enormi, quelle da vari milioni di
bottiglie all'anno, che si permettono di chiedere anche piu' di 5 euro per i
loro vini. Che a conti fatti sono prodotti industriali tout-court come il
tavernello, fatti non con uve proprie ma con uve comprate.
Quelli si che si fanno le budella d'oro, e' come se il Tavernello si
vendesse a 5 euro al brik. Mah
--
Vilco
Think pink, drink ros�
e senza i manici di ombrello , come una volta mi disse un produttore di
vino...
> Oggi in Italia ci sono sempre piu' locali che propongono birra accanto al
> vino, o addirittura al posto del vino. Giusto in questi giorni un locale di
> queste parti propone abbinamenti cibo birra con le birre di microbirrificio
> americane, e un'altra birreria che ha in carta un bel po' sia di vini che di
> birre, per certi piatti propone proprio le birre, come le lambic con lo
> stinco.
Io per molti piatti al peperoncino propongo come accompagnamento un
bel bicchierone di latte.
Mi piace osare. Sarò un gourmet? :-)
Ciao
Ale
Ed è un peccato, dato che è un sistema ottimo per il consumo di vino non
da invecchiamento, economico e decisamente più efficiente delle
bottiglie. Comunque viene usato da qualche ristorante/trattoria che
serve il vino sfuso (nel taglio da 20 litri), e ne sono molto soddisfatti.
Ma a quali estremisti ti riferisci? Non stai esagerando?
>
> Una volta avevo letto una bella definizione di gourmet, ovvero di una
> persona che ama osare ed è sempre in caccia di sapori nuovi, di piatti
> nuovi, di nuove esperienze culinarie, che lascia da parte qualsiasi
> preconcetto e prova.
Certo, ma che abbiano senso...
>
> L'originale era scritto meglio, ma l'idea era questa.
>
> Torno a battere il chiodo su abbinamento cibo e bevanda, e trovo che
> in tutta la ristorazione se proponi qualcosa che non sia vino si grida
> allo scandalo.
Si grida allo scandalo?... Non esageriamo, se si tratta di proposte
sensate nessuno urla o strepita. Soprattutto se fuori italia a me capita
spesso di pasteggiare con bevande che non sono vino.
> sensate nessuno urla o strepita. Soprattutto se fuori italia a me capita
> spesso di pasteggiare con bevande che non sono vino.
Ifix tchen tchen!
Saluti.
Luciano
Gli estremismi sono esagerati di per loro. Era un commento.
Nel caso specifico alla frase di Vilco
> > Una volta avevo letto una bella definizione di gourmet, ovvero di una
> > persona che ama osare ed è sempre in caccia di sapori nuovi, di piatti
> > nuovi, di nuove esperienze culinarie, che lascia da parte qualsiasi
> > preconcetto e prova.
>
> Certo, ma che abbiano senso...
Bhè, mai detto che non debbano avere senso.
> > Torno a battere il chiodo su abbinamento cibo e bevanda, e trovo che
> > in tutta la ristorazione se proponi qualcosa che non sia vino si grida
> > allo scandalo.
>
> Si grida allo scandalo?... Non esageriamo, se si tratta di proposte
> sensate nessuno urla o strepita. Soprattutto se fuori italia a me capita
> spesso di pasteggiare con bevande che non sono vino.
Non parlavo di te in particolare. Non puoi dire, però, che mediamente
l'idea non sia neanche presa in considerazione.
ale