Ciao a tutti,
descrivo (ad uso e consumo di tutti quelli che ci vorranno provare) il
percorso che ho effettuato domenica scorsa con la mia MTB.
Partenza da Civago, uno dei posti più isolati e selvaggi dell'appennino
settentrionale, a mille metri di quota. Da Civago si seguono le indicazioni
per 'Case Civago', frazione di sei case del paesino, e quindi si va verso
Ronco Frapane. Sempre su asfalto si ignora la successiva deviazione (via
Ronfrapane, appunto) e si segue via Gigli, arrivando a un bivio con
l'inequivoca indicazione "Rifugio Segheria - Abetina Reale". Dopo pochi Km
comincia una sterrata piuttosto polverosa (in questi giorni di siccità)
che, in 8.5 Km quasi completamente all'ombra di un fitto bosco di faggi,
porta alla sbarra del Rio Lama.
La sterrata è in pendenza moderata, le mie mediocri capacità di grimpeur mi
hanno permesso di effettuare tutto il tratto in salita senza mai mettere il
pignone del 30, ma la sua lunghezza può far desistere i meno allenati alla
sofferenza (soprattutto il soprasella, se non sedete su una full suspended,
è il primo a chiedere giustizia...).
Gli ultimi due Km sono comunque in leggera discesa, finita la quale
(proprio in corrispondenza del Rio Lama) si perviene a un bivio con le
indicazioni Rifugio Segheria (sinistra, 20' a piedi) e Rifugio Battisti
(destra, 50' a piedi).
Ovviamente si prende a destra, la strada continua con pendenza lievemente
aumentata e con fondo un po' più tecnico, e ben presto si arriva oltre il
limite del bosco (la mia prima volta, esperienza indimenticabile) e si
spazia con lo sguardo su tutta la cresta del Cusna (c'è ancora neve nei
canaloni!!), il Monte Prado e, una volta in cima al valico, bellissima
vista su tutte le Alpi Apuane. Da qui al rifugio Battisti è una sgambatina
di cinque minuti, finita la quale si può approfittare della gelida acqua
che sgorga proprio sotto al piccolo rifugio CAI. Il ritorno avviene per la
medesima strada, ma conviene fare una visita al frequentatissimo rifugio
Segheria: da non perdere il risotto ai funghi, la rosticciana e soprattutto
la crostata con i frutti di bosco.
A questo punto, se siete degli irriducibili del single-track, potete
scendere a Civago per il CAI 605 (credo) che, con alcuni pezzi da bici a
fianco e altri molto tecnici (la pietraia finale, se non si ha una bella
forcella, impone la sosta ogni 20 metri)
ritorna a Case Civago.
Fatemi sapere
Ciao
Maurizio