google. c'e' tutto.
...Se l'avessi trovata, non avrei chiesto, l'unica info è 120-135db di uno
sparo generico, io stavo cercando qualcosa di più specifico riguardante le
pistole e soprattutto le diverse differenze in base al calibro...
??
sicuro di aver cercato?
http://www.freehearingtest.com/hia_gunfirenoise.shtml
Cordialità
G.G.
Se non erro ogni 4 db raddoppia l'intensità sonora...
Ciao
Giovanni
no, è ogni 3
la scala dell'intensità sonora è logaritmica, tra due suoni la intensità è
rispettivamente 100 e 110 dB il secondo viene percepito come 100 volte più
intenso.
ciao,
Piero
...ringrazio tutti per il supporto...
...ogni 3 (leggermente arrotondato)... Da qui capisco tutto, avevo l'erronea
convinzione che la scala decibel fosse lineare...
A quanto pare la differenza è minima anche tra un 25 ACP (6,35 Br.) ed un 45
Long Colt.
Il terribile 25 ACP, poi produrrebbe 3,5 decibel in più di una cartuccia
cal. 12 sparata in canna di 710 mm....!
Mah! ... Mi pare molto strana questa scaletta.
Cordialità
G.G.
senza contare che cercare di silenziare un proiettile che di suo è
supersonico è un'emerita str....
ciao,
Piero
sono scale logaritmiche, ricordatelo.
tutto giusto, però dimentichi una cosa.
una riduzione di 30-35 dB potrebbe avvicinare molto l'intensità dello sparo
a quella del rumore di fondo dell'ambiente rendendo, in particolari
condizioni e situazioni, non immediatamente localizzabile il punto da cui si
spara.
altra cosa è pensare di sentire un "plop" nel silenzio totale ...
ciao,
Piero
ciao,
Piero
Tutto sommato no, Gianluca. La mia 950 in 6,35, che tu ben conosci, fà un
baccano d'inferno, stridulo ed abbastanza fastidioso, quando spari. Nella
senzazione provocata dallo sparo, al di là di quello che dice il fonometro
parlando di db, un colpo di 44 Mag. o di 300 Win.mag. producono effetti
fisici, ben diversi in chi "ascolta" rispetto ad una cartuccetta 6,35 o
7,65. Credo che a questo punto entrino in gioco e la o le frequenze, ma
sopratutto la quantità di gas prodotti dall'esplosione. Come non saprei
dirlo, e tanto meno matematicamente, ma a livello d'intuito mi sembra
così...
Ciao
dodi
> Credo che a questo punto entrino in gioco e la o le frequenze, ma
> sopratutto la quantità di gas prodotti dall'esplosione. Come non saprei
> dirlo, e tanto meno matematicamente, ma a livello d'intuito mi sembra
> così...
Secondo me le frequenze sono molto importanti
La massima sensibilità dell'orecchio la si ha per frequenze comprese tra 1 e
3 kHz
ciao,
Piero
Infatti pur confermando che non conosco bene il fatto "sonoro", credevo che
esso fosse legato alla quantità di gas ed alla pressione nel punto di sbocco
dalla canna, al vivo di volata.
Ora, una 25 ACP/6,35 Br come sappiamo impiega circa 0,07/0,08 grammi di
polvere e la sua pressione non è elevatissima alla bocca essendo mediamente
solo di 1000 bar in culatta (normativa CIP 1200 bar max).
Anche ammesso che alla bocca abbia un livello pressorio leggermente
superiore ad un calibro 12, questo impiega circa 20/22 volte la quantità di
polvere usata dalla cartuccina e se andiamo su un 12/76 la proporzione
passa a 30 volte.
Oltretutto il 25 ACP/6,35 avrebbe nella scaletta vista 3,5 decibel in più
del calibro 12...!
Ritorno a dire ... mah!
Magari sarà un fatto di frequenza, tuttavia mi pare strano, ... ad orecchio
il 12 sembra più rumoroso.
Cordialità
G.G.
> Pure le Filippine non sono state da meno... combattendo i Giapponesi
> con gli Slam Bangs fatti demolendo le tubazioni dei bagni...
Se ne hai l'occasione, guarda la pistola sull'ultima pagina di
"Japanese Hand Guns", un libro americano degli anni settanta :-)
C'č la foto di una pistola fatta in casa in Giappone quando l'invasione
era alle porte.
Credimi... non ho mai visto niente di piů arraffazzonato :-)
> Comunque basta pensare che tutte le automobili fino agli anni '30
> avevano la struttura in legno.... e ci facevano i Gran Premi!
Ad un amico hanno consegnato la Morgan, una bellissima auto fatta a
mano in Inghilterra e con il telaio in legno, attesa per molto tempo.
E' fatta su misura, e con le specifiche richieste dall'acquirente.
Non parliamo degli anni trenta, ma del 2008 :-)
Beh, se è per questo, Max, l'aereo con cui mi sono brevettato, nel '73, era
un Macchi MB 308, il famoso Macchino, fatto in legno e tela. Aveva
prestazioni di tutto rispetto, superiori a quelle di molte berline moderne.
Ci si faceva anche la vite. Non era consigliabilissimo, però...:-))
Il legno, se ben utilizzato, trattato e di essenza adatta al tipo di
impiego, è un materiale eccellente. Robusto, elastico se serve, leggero,
pressochè eterno. Ford, per la sua modello "T", si fece fare delle casse su
suo disegno per trasportare motore ed altri particolari. Beh, le utilizzava
poi come telaio, a costo praticamente zero.:-))
Ciao
dodi
> Beh, se è per questo, Max, l'aereo con cui mi sono brevettato, nel '73,
> era un Macchi MB 308, il famoso Macchino, fatto in legno e tela. Aveva
> prestazioni di tutto rispetto, superiori a quelle di molte berline
> moderne. Ci si faceva anche la vite. Non era consigliabilissimo,
> però...:-))
Non fare lo spiritoso :-)
Se il macchino del quale parli è l'I-PINI, ci ho volato diverse volte :-)
E se non ricordo male, il motore del macchino era fissato alla
fusoliera con quattro prigionieri da 6 :-)
Mentre con l'I-EKOR, l'Oscar P66 dello stesso aeroclub, ho saltato nel
1978 per prendere il brevetto civile (non avevo ancora fatto il
militare) :-)
Era l'I-BIOE, ex matricola militare. Ho volato molto con l'I-PINI, che era
un po' ballerino, perchè un tantinello svergolato...:-))
Nel 308, l'ala era fissata alla fusoliera con 6 bulloncini da 8, forati
internamente. Inutile dire che ognuno di questi era certificato, il che
avrebbe dovuto essere una buona garanzia per chi ci volava. Ed in effetti
non ho notizie di cedimenti di questi elementi. Nel Macchino collaborava con
il longherone alare, anche il rivestimento in legno compensato, e durante le
viti, se guardavi l'ala, assumeva un aspetto, come dire, un po'
strano...:-))) Comunque ,grande aereo, non facilissimo ma sicuro.
dodi
--
Saluti a tutti
Mauro
WWW.radicaebaionette.net
le belle armi in rete
In effetti si, era quella parte che, attaccata al telaio vero e proprio se
non erro, costituiva il fondo piatto, che era anche indice dell'altezza da
terra, a seconda di come si consumava lo scalino in legno ivi ricavato, e
che poteva dare luogo anche a squalifica, come successe a Schumi nel '94 in
Belgio. Almeno cosě mi sembra di ricordare.
Ciao
dodi