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Restauro Mosin Nagant

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Maurizio C.

unread,
Sep 9, 2003, 5:15:14 PM9/9/03
to
Ho acquistato un Mosin Nagant 91/30 del 1930 con il receiver ottagonale.
I legni sono in uno stato decente nella parte posteriore mentre nella parte
anteriore necessitano
di una sistemata.
Vorrei provare ad eliminare (ed eventualmente rifare) la sola laccatura (?)
superficiale
in modo da mantenere il bel colore (rossiccio ne' troppo chiaro ne' troppo
scuro).
Qualcuno ha provato a fare qualcosa di simile?
Ho letto il thread riguardante l' olio d tung ma ho l'impressione che
scurirebbe un poco
troppo.
E' meglio l' olio di lino?
Come si puo' ricreare la laccatura?
E' possibile aggiustare (senza rovinare) lo scatto in modo che sia meno
duro?
Grazie.
Maurizio C.


Rage Hard

unread,
Sep 9, 2003, 5:39:40 PM9/9/03
to
"Maurizio C." <cndmrzT...@portalis.it> ha scritto nel messaggio

> Ho acquistato un Mosin Nagant 91/30 del 1930 con il receiver ottagonale.

Bello... :-)

> I legni sono in uno stato decente nella parte posteriore mentre nella
parte
> anteriore necessitano
> di una sistemata.

[...]


> Ho letto il thread riguardante l' olio d tung ma ho l'impressione che
> scurirebbe un poco
> troppo.
> E' meglio l' olio di lino?
> Come si puo' ricreare la laccatura?

In attesa che ti risponda Gualbo, che per i Mosin Nagant č un vero pozzo di
sapere, ti dico solo che la finitura dei MN era a gommalacca, per cui penso
che i vari tipi di olii da te citati non servano.

--
Yours Truly, Raoul felice possessore di un MN PU :-)


LMB

unread,
Sep 10, 2003, 5:43:38 AM9/10/03
to
> E' meglio l' olio di lino?
No, i mosin.nagant erano trattati a gomma lacca


> Come si puo' ricreare la laccatura?

si, la gamma lacca si vende in colorificio a scaglie da sciogliere in alcol
(ma qualche coloraio la propone già diluita)
Si leva la vecchia laccatura e si applica a tampone.

vedi per esempio:
http://www.arteantiquaria.it/TECNICHE/lucidatu.htm


gualbo

unread,
Sep 10, 2003, 9:02:02 AM9/10/03
to
Come altri ti hanno risposto i nagant (russi) erano finiti a gommalacca,
variamente applicata, a pennello o a tampone, comunque rozzamente..,.
Quelli finlandesi con una vernice la cui natura non è chiara neanche ai veri
guru della materia o non finiti affatto per i calci di rimpiazzo
Visto che mi pare che hai un russo ti posso dire che la gommalacca era
spesso, ma non sempre, mischiata a colorante, (puoi usare i coloranti in
polvere per legno) ed è per questa ragione che gran parte dei calci appaiono
di colore rossiccio, mentre sarebbero giallastri essendo di faggio o
betulla.
per rifare i piani di scatto e quindi renderlo un po' meno duro se hai
manualità lo puoi fare, ma ti consiglio di rivolgerti ad un armaiolo.
Ricorda comunque che il 99% dei fucili russi che ci sono in giro sono il
frutto di riarsenalizzazioni postbelliche, è per questo che appaiono
intonsi.
Interessante un 91/30 proprio del 1930.. il primo anno di produzione!!!
Gualbo

"Maurizio C." <cndmrzT...@portalis.it> ha scritto nel messaggio

news:bjlfl8$kgpi5$1...@ID-129468.news.uni-berlin.de...

gualbo

unread,
Sep 10, 2003, 9:03:49 AM9/10/03
to

"LMB" <ellee...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:enC7b.39935$hE5.1...@news1.tin.it...
Lucio, ok, ma il link che hai suggerito è un po' troppo raffinato per
laccatura di un nagant russo.
quelli, soprattutto in fase di riarsenalizzazione, facevano una passata
grossolana di vernice alla gommalacca, spesso a fucile già montato, anche
senza togliere la finitura precedente, sbrodolando la meccanica da tutte le
parti, e di certo non la lucidavano...
Gualbo


>


LMB

unread,
Sep 10, 2003, 10:16:14 AM9/10/03
to

> >
> >
> Lucio, ok, ma il link che hai suggerito è un po' troppo raffinato per
> laccatura di un nagant russo.

verissimo, era solo per far capire il tipo di prodotto e come si usa, tanto
la gommalacca senza la manualità dovuta all'esperienza (tante prove ed
infiniti smoccolamenti con esaurimento di tutti i santi del calendario)
viene sempre una porcata ! e dunque alla fine lo standard va vene per il
nagant.
ciao
L.


Maurizio C.

unread,
Sep 10, 2003, 3:53:30 PM9/10/03
to

Ringrazio tutti per le indicazioni.
Appena ho tempo provero' a cimentarmi con la gommalacca
(magari prima faccio qualche esperimento!!!).
Saluti.
Maurizio C.


LMB

unread,
Sep 10, 2003, 5:30:37 PM9/10/03
to

"Maurizio C." <cndmrzT...@portalis.it> ha scritto nel messaggio
news:bjnv7s$l8ojc$1...@ID-129468.news.uni-berlin.de...

farai la mia fine ... ho sistemato il calcio del mosin di un amico, appunto
senza esagerare nella lucidatura ma con un buon risultato e mi son ritrovato
a rilaccare un cassettone di mia madre ... sembra una scemata ma si fa una
fatica da bestie ed alla fine hai il braccio indolenzito e la mano
rattrappita.


Maurizio C.

unread,
Sep 13, 2003, 3:43:02 PM9/13/03
to
Qualcuno mi sa' consigliare un sistema che permetta di togliere
la gommalacca senza rovinare i legni ed anche lasciare intatti i
marchi sul calcio (ce ne sono tanti).
Come viene il lavoro semplicemente passando la gommalacca
sulle parti da sistemare senza sverniciare tutto?
Saluti.
Maurizio C.


gualbo

unread,
Sep 14, 2003, 6:34:34 AM9/14/03
to
ci vuole dell'alcool, possibilemente a 94°, venduto in ferramenta.
Va comunque bene anche quello normale,
La gommalacca è solubile in alcool.
Gualbo (che non capisce niente di chimica e spera di non aver usato termini
sbagliati..)

"Maurizio C." <cndmrzT...@portalis.it> ha scritto nel messaggio
news:bjvro5$nue7h$1...@ID-129468.news.uni-berlin.de...

LMB

unread,
Sep 14, 2003, 5:04:45 PM9/14/03
to

"gualbo" <gualboto...@libero.it> ha scritto nel messaggio
news:_uX8b.316873$lK4.9...@twister1.libero.it...

> ci vuole dell'alcool, possibilemente a 94°, venduto in ferramenta.
> Va comunque bene anche quello normale,
> La gommalacca è solubile in alcool.

per forrtuna la gommalacca è più facile da levare che mettere, qualche
passata di alcool e va via. Direi di usare uno straccetto di cotone in modo
da fare un lavoro più efficace, nota che va rigirato e cambiato quando ormai
è impregnato della gomma vecchia, che appena l'alcool asciuga comincia ad
indurire.
Alla fine vedrai che appena il legno asciuga è facile capire dove c'è ancora
gommalacca da togliere. (dato che la davano malamente è normale che ci siano
colature e spessori diversi)
Inevitabilmente il legno alla fine apparirà "peloso". Va rilucidato con
paglia di ferro 0000 (4 zeri) oppure con la fibra 3M per legno. Poi
spolverato con un panno di cotone pulito dopodiché si può ricominciare a
dare la gommalacca a tampone oppure se vuoi rifarla proprio alla russa col
pennello in modo da avere un lavoro più rozzo.

PS
Qualcuno sa perché usavano questa finitura che secondo me è delicata per un
oggetto destinato a lavorare all'esterno ed a essere maltrattato?


Rage Hard

unread,
Sep 15, 2003, 3:59:18 PM9/15/03
to
"LMB" <ellee...@libero.it> ha scritto nel messaggio
[Si parla di finiture a gommalacca]

> per forrtuna la gommalacca è più facile da levare che mettere, qualche
> passata di alcool e va via. Direi di usare uno straccetto di cotone in
modo
> da fare un lavoro più efficace, nota che va rigirato e cambiato quando
ormai
> è impregnato della gomma vecchia, che appena l'alcool asciuga comincia ad
> indurire.


Se volete qualche informazione in più su come fare una finitura "alla russa"
sui Mosin Nagant, vi consiglio una visita al sito di Marco Fausto

http://www.fausto.cc

;,(

Raoul


tersite

unread,
Sep 16, 2003, 12:23:24 PM9/16/03
to
LMB <ellee...@libero.it> wrote:

> Qualcuno sa perché usavano questa finitura che secondo me č delicata

> per un
> oggetto destinato a lavorare all'esterno ed a essere maltrattato?

senza dubbio e' molto meno rustica di una buona impregnata a olio di
lino o di tung, infatti nessuno si sognerebbe di finire a gommalacca un
mobile da cucina (sai che mazzo a ripassarla tutte le volte che parte
uno schizzo d'acqua...).

Sono i misteri imperscrutabili delle organizzazioni militari, dai quali
nessuna forza armata riesce a essere immune.
Magari avevano sempre fatto cosi', oppure qualche pezzo grosso aveva un
genero che importava gommalacca e allora... :-)

ciau
marco
--
... e qualcuno dirą che c'č un modo migliore.

Maurizio C.

unread,
Sep 21, 2003, 2:44:39 AM9/21/03
to
Ho iniziato il lavoro e per adesso sembra vada tutto bene
(finora ho tolto la vecchia gommalacca ed ho dato una mano di olio di lino).
Ho visto che ci sono delle tracce di ruggine sugli anelli metallici che si
trovano
al temine dei legni (in sintesi quei pezzettini metallici attaccati ai legni
vicino
all' attaco della baionetta).
Vi volevo chiedere se vi e' un sistema per brunirli in modo serio oppure se
e' meglio verniciarli (con cosa eventualmente).
Grazie.
Maurizio C.


tersite

unread,
Sep 22, 2003, 9:09:09 AM9/22/03
to
Maurizio C. <cndmrzT...@portalis.it> wrote:

La regola generale del restauro č sempre di intervenire nel modo meno
invasivo e sempre con metodi reversibili, di modo che si possa tornare
alla condizione originaria, quindi se non si puo' salvare la finitura
originale, bisogna rifarla con le stesse lavorazioni e materiali, ma per
la brunitura la situazione e' particolare.

Rifare una brunitura incide abbastanza sulla superficie del metallo, e'
un lavoro IMHO invasivo che su una ex ordinanza non va fatto (se e'
stato fatto nell'arsenale cui l'arma apparteneva, e' un intervento che
fa parte della storia dell'arma quando ancora non era ancora una "ex",
se viene fatto successivamente e' un taroccamento, che agli occhi
dell'appassionato esperto svilisce l'arma).
Trattandosi di una ex ordinanza, io toglierei la ruggine e lascerei
cosi', al limite (e solo a fine preventivo) si potrebbe dare una
toccatina di brunitore a freddo, che volendo viene via con una
spazzolina d'ottone o vetroresina e un po' di pazienza.

O perlomeno io la penso cosi', vedere in perfetto ordine un fucile che
chissa' quante volte e' stato al fronte, fa l'effetto di una signora
novantacinquenne col seno rifatto, c'e' qualcosa che stona.
I segni della storia hanno il loro senso, bene hanno fatto i berlinesi a
lasciare i segni delle pallottole nei muri del reichstadt e dell'isola
dei musei.

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