Da oggi 1° Aprile 2011 pare sia in vigore una Circolare a livello
Nazionale che di fatto obbliga richiedere licenza IMPORT/EXPORT negli
scambi da/per la Serenissima (sino a ieri) Repubblica di San Marino!
Questo mi è stato comunicato stamattina da RIMINI, provincia confinante!
Purtroppo anche un conoscente di RAVENNA mi ha comunicato la stessa
cosa... Sino ad oggi erano "chiacchere da bar" con qualche questura
orientata alla richiesta licenza "import", oggi pare che la questione
abbia questo triste epilogo che porta inevitabilmente al
ridimensionamento (chiusura?) delle armerie sammarinesi...
Qualcuno può cortesemente fornire ulteriori riscontri al riguardo?
>Purtroppo non è un pesce d'aprile... :-(
>Da oggi 1° Aprile 2011 pare ...
visto la data ... vogliamo il numero della circolare ;-)
Marco
557/PAS.10176(1) del 29 MAR 2011
IL CAPO DELLA POLIZIA MANGANELLI
"Azoto" ha scritto nel messaggio news:
>> visto la data ... vogliamo il numero della circolare ;-)
>557/PAS.10176(1) del 29 MAR 2011
>IL CAPO DELLA POLIZIA MANGANELLI
e sappiamo anche la fonte :
http://www.ilbraccoitaliano.net/forum/showthread.php?p=580606
Che si siano messi a fare un falso simile lo dubito (rischiano una bella
denuncia),
vedremo gli sviluppi ...
Marco
Fidati, io non avrei avrei interesse alcuno a divulgare certe
informazioni, se fossero false... :-(
E' buona purtroppo... http://www.titanarms.sm/legge.php
Bella soluzione. Così vengono incriminati armeria (che essendo di San Marino
se ne fotte) per importazione illegale e traffico d'armi (nel momento in
cui le porta anche per un metro nel territorio italiano) e il cliente (che
se ne fotte meno) per traffico d'armi importate illegalmente.
Saluti.
Ciao
brus
Ma come diavolo fai, se solo qui in Francia a 30Km da casa mia il 9 parà
è permesso !!! Mentre da loro il .308 e l'8x57 è quasi vietato !!
L'Europa è unita a tavola, per il resto è tutto come e peggio di prima !!
:-) e chi ha detto che l'arma deve provenire da S.marino? Basta che tutte le
armerie facciano con le dovute autorizzazioni una specie di
armeria/magazzino in Italia, appena fuori dal confine Sammarinese, e
consegnare lě (proveniente da Bignami o Nuova Jager, o da chi č
l'importatore) l'arma che il cliente desidera. L'arma non entra neanche a
S.marino. Ne resta totalmente fuori.
Oppure possono organizzare un servizio di consegna a domicilio, di armi
provenienti direttamente dall'importatore italiano.
Lo credo bene..a questo punto, vien quasi da rimpiangere i bei tempi
passati....:-) Comunque l'idea di Danidane è meritevole di approfondimento.
Le armerie potrebbero aprire ( sempre che netrovino interesse a vendere) un
negozio fuori dogana, in territorio Italiano, con tutte le autorizzazioni di
una normale armeria. Addirittura, potrebbe essere gestito in società, nel
quale ognuno vende la roba sua...
Ripeto, forse vale la pena di approfondire...
Ciao
dodi
> Qualcuno può cortesemente fornire ulteriori riscontri al riguardo?
Sono stato a san Marino proprio oggi pomeriggio per appurare lo stato delle
cose, la circolare l'ho letta, attenzione che alcune armerie mentono
(sapendo di mentire) dicendo che per le polveri e i reintegri di munizioni
la circolare non dice nulla, è una menzogna per tentare di vendere qualcosa,
se si viene fermati alla dogana c'è l'importazione illegale anche per le
polveri e le cartucce a munizione spezzata, cmq le armerie erano già vuote,
Ceccoli che di solito si fatica ad arrivare al bancone aveva 5 clienti di
numero, la voce ha volato velocissima!
Considerato che i dipendenti delle armerie grosse (Ceccoli sono in 11) sono
tutti italiani frontalieri se le cose non cambiano avremo presto nuovi
disoccupati.
Devo dire che gli armieri sono ferocemente incavolati e si danno la colpa a
vicenda, se non capiscono che devono essere uniti e chiedere un'intervento
del loro governo per un accordo con l'italia che preveda una corretta
comunicazione non c'è scampo! (per loro)
Per noi il problema è solo l'acquisto presso armerie italiane, il problema
che per motivi di normative e di burocrazia difficilemente una armeria
Italiana potrà gestire un assortimento di polveri come hanno sul titano!
Io poi che uso molto la polvere nera è un vero disastro, le armerie italiane
non essendo attrezzate per fare magazzino di esplosivi (la polvere nera lo
è) possone tenere pochi chili ( mi sembra non più di 5) e
l'approvvigionamento diventerà difficile (se non ricordo male per ogni kilo
di polvere nera devono rinunciare a N chili di polvere infume)
CMQ per ora il giochino del monte Titano si è guastato!
ciao
Rusty
Guarda, mi sembrava talmente assurdo che finchè non mi sono pienamente
ricordato in che paese stiamo vivendo preferivo l'ipotesi primo
aprile.
San Marino vende con le stesse regole italiane, ovvero pda valido e
comunicazione di vendita alla questura, oltre a comprare da
importatori italiani che vendono chiaramente armi bancate...percui
inutile accanirsi, oltretutto rovinando titolari di armerie e commessi
da un giorno all'altro.
Ora, tanto per iniziare vorrei anche capire come dobbiamo considerare
le armi già vendute (tante, TANTISSIME!!), come dobbiamo considerare
chi le ha precedentemente comprate, e tutti i vari carabinieri,
polizziotti, questori che hanno accettato le denunce di queste armi e
che probabilmente le hanno già comprate anche loro, come noi in
assoluta buona fede.
Comprare armi a San Marino è sempre stato esplicitamente consentito da
tutte le questure che conosco, solo usando un pda.
Francamente sono stanco di essere in balia del primo che si alza male
dal letto e si mette a stravolgere in un'istante cose che funzionano
in una certa maniera da un'eternità.
Appena me lo posso permettere me ne vado in un luogo esotico con un
clima temperato, una casetta sulla spiaggia e nessun rimpianto.
>> Per le armerie di S.M. non è cambiato nulla, se uno vuole comprare da
>> loro richiede la licenza di importazione e va lo stesso ad >acquistare da
>> loro, diciamo che gli acquirenti la volevano facile !!
Non più di 3 armi all'anno, devi andare li scegliare l'arma prendere giù i
dati, recarti al tuo commissariato fare la richiesta d'importazione e poi
tornare li a prenderla, già i margini di risparmio non erano più quelli di
una volta...
poi non parliamo di tutti i casini che possono sorgere in caso di defetto
dell'arma, devi recarti in uno stato estero per fare valere la garanzia,
quindi...licenza di esportazione?
Non parliamo di eventuali permute, anche li vendita all'estero, quindi
licenza di esportazione ed annessi e connessi, se poi è arma antica rischi
di dovere chieder al'autorizzazione alla sopraintendenza dei beni
culturali!!
Le armerie di san marino hanno ricevuto una batosta che rischiano la
chiusura, fidati di uno che vive a 20 minuti di macchina dal monte titano!
poi non parliamo di povere e cartucce, più le prime che le seconde, tu
chiederesti al licenza di importazione per un chilo di N140?
Ricordo che l'assortimento e la scelta di polveri che trovi lassù
difficilemte la riscontri in Italia, poi hai a disposizione varie armerie
molto fornite di accessoristica varia vicine fra loro, in un'ora hai passato
4 o 5 negozi molto ben forniti!
Nella città italiane che circondano la repubblica le armerie sono poche e
sono dei caccia e pesca, dove trovi un completo assortimento di canne e
mulinelli, ma 4 o 5 fucili calibro 12 e poco altro, per non parlare di
polveri da ricarica!
Per chi vive vicino a san marino, diciamo un raggio di 60-100Km ormai aveva
una sola scelta pratica, andare lassù!
ciao
Rusty
>
>> Ma il gioco era proprio questo, se acquistavi dentro S.Marino non eri
>> tenuto a pagare dazi, dogane e balzelli, come provi a >uscire e vendere
>> sul territorio Italiano, oltre a iva, tasse, ecc.. devi anche sottostare
>> alle aliquote come azienda che lavora sul >territorio. Per me ha ragione
>> Brus, qualche azienda si č rotta le scatole e ha spinto il Ministero
secondo me c'č stato un accordo tra i due stati...
viste le rotture di palle che la GdF negli ultimi tempi dava alle ditte
sammarinesi che perň avevano il maggior carico clienti in italia... si č
detto: l'italia vuole limitare al massimo la circolazione di armi nel suo
territorio... gli armieri sammarinesi sono nove (se non sbaglio)... se
chiudono loro poca roba... se chiudono le altre ditte addio contanti!!! le
famose pedine sacrificabili in tempo di pace!!! č fantascienza? puň darsi..
se ora perň terminano i controlli sulle merci e sulle auto di lusso appena
dopo il confine da parte della nostra GdF non ci sono andato lontano!!
ciao
B.
>>
>> Per le armerie di S.M. non č cambiato nulla, se uno vuole comprare da
>> loro richiede la licenza di importazione e va lo stesso ad acquistare da
>> loro, diciamo che gli acquirenti la volevano facile !!
bruno.. a questo punto se DEVO fare il balletto delle carte per la licenza
importazione da san marino allora la faccio per gli USA e invece del norinco
mi accatto un Oly pure a meno prezzo!!!!
ciao
B.
Alla dogana ti fanno il pieno di tasse, poi sicuro che non le devi
anche bancare?
Ciao.
> Alla dogana ti fanno il pieno di tasse, poi sicuro che non le devi
> anche bancare?
sicuramente... ma vuoi mettere? ;-)
ciao
B.
le rogne i sammarinesi se le sono tutte cercate e con impegno, news a
riguardo ce ne sono parecchie. da un lato mi dispiace perche' adesso
avro' problemi a rifornirmi ma da altri lati neanche un po'. anzi,
visto che non sono UE vedrei bene i controlli polizia/dogana alla
frontiera. sono stato estero? bene, privilegi ma anche rogne. per
troppo tempo hanno goduto di troppi privilegi.
saluti, davide
>le rogne i sammarinesi se le sono tutte cercate e con impegno, news a
>riguardo ce ne sono parecchie. da un lato mi dispiace perche' adesso
>avro' problemi a rifornirmi ma da altri lati neanche un po'. anzi,
>visto che non sono UE vedrei bene i controlli polizia/dogana alla
>frontiera. sono stato estero? bene, privilegi ma anche rogne. per
>troppo tempo hanno goduto di troppi privilegi.
mi son spiegato male... le rotture di palle erano tutte DOVUTE!! e ci
mancherebbe...
ciao
B.
>le rogne i sammarinesi se le sono tutte cercate e con impegno, news a
>riguardo ce ne sono parecchie. da un lato mi dispiace perche' adesso
>avro' problemi a rifornirmi ma da altri lati neanche un po'. anzi,
>visto che non sono UE vedrei bene i controlli polizia/dogana alla
>frontiera. sono stato estero? bene, privilegi ma anche rogne. per
>troppo tempo hanno goduto di troppi privilegi.
>saluti, davide
Ci sarebbe l'accordo del 1939 di libero scambio di merci fra i due stati e
ancor di piů, vengo ora dalla caserma dei CC, mi ha citato un accordo con la
provincia di Forlě (questura) proprio sulla compravendita di armi,
ovviamente la circolare annullerebbe questo particolare accordo fra rsm e le
questure limitrofe, ma secondo gli amici CC č un fuoco di paglia destinato a
spegnersi.
ciao
Tecnicamente non è questione di mentire sapendo di mentire, bensì
UFFICIALMENTE le armerie sammarinesi ancora non ne sanno nulla di questa
italica disposizione, infatti, l'iter che ne deve seguire passa per
l'Ambasciata Italiana che deve altresì comunicare agli Esteri di San
Marino (1° Ministro) il quale dovrebbe fare emanare Circolare
dispositiva da parte del Comando Gendarmeria che, in qualche maniera,
norma questa nuova situazione...
Prima di oggi, politicamente, nessuno sapeva con certezza di questa
interpretazione Ministeriale, giunta peraltro alquanto a sorpresa:
http://www.libertas.sm/cont/news/altra-restrizione-su-san-marino-armerie-kaput/43433/1.html
In pratica quella Circolare, per ora, in San Marino è carta da cu..
stodire a futura memoria e come l'italico possessore di pda possa essere
ufficialmente avvisato di questo modus operandi non è certamente
relegato ad un newgroup di appasionati, il tutto IMHO :-|
Nutria, chi ti ha detto che non sono UE?
S.marino ha anche la nostra moneta, e la conia come tutti gli stati
UE....................
Bravo, provaci come ci ho provato io assieme ad altri quattro, poi mi
racconti........
:-)
> S.marino ha anche la nostra moneta, e la conia come tutti gli stati UE ...
se e' per questo, usa la lira italiana ma non era mica italia.
coniano monete, non banconote e non sono UE.
saluti, davide
Ma quale PASTICCIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Due di loro hanno semplicemente accettato obtorto collo di pagare una
tangente di 250 euro allo spedizioniere della dogana di malpensa per il
trasporto dell'arma fino all'ufficio postale di Malpensa (5 Km), il chè ha
portato il costo totale dellarma a circa 1500 euro.
Io non ho accettato, visto che avevamo fatto una spedizione a rate proprio
per vedere cosa succedeva durante il trasporto, e l'arma è rimasta nelgli
States assieme a quella di un altro amico che voleva acquistarla.
Ti rendi conto? 250 euro di TANGENTE per potere avere la disponibilità
dell'arma che hai già acquistato, e portartela al di là della
dogana!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Adesso sono contento di non avere accettato. Avrò lo stesso un AR15 e lo
pagherò quello che è sensato pagare.
INFATTI NON PREVALE, interpreta quanto espresso dall'accordo dicendo che
valeva per le merci normali (per cosi dire) e non le armi, le munizioni
e gli esplosivi, che non sono "merci normali) .!!
Sembra che ci sarà un referendum per l'entrata nella UE!
ciao
> Tecnicamente non è questione di mentire sapendo di mentire, bensì
> UFFICIALMENTE le armerie sammarinesi ancora non ne sanno nulla di questa
> italica disposizione, infatti, l'iter che ne deve seguire passa per
> l'Ambasciata Italiana che deve altresì comunicare agli Esteri di San
> Marino (1° Ministro) il quale dovrebbe fare emanare Circolare dispositiva
> da parte del Comando Gendarmeria che, in qualche maniera, norma questa
> nuova situazione...
Peccato che detta circolare fosse in mano a TUTTE le armerie che ho
visitato, tanto che una di esse ci ha gentilmente fotocopiato il documento,
e dire che parla di armi ma non menziona le polveri è una bugia, perche
parla di armi, munizioni, e materiali esplodenti (questi ultimi li ho citati
a memoria nella terminologia, ma si è discusso anche sulla questione di lana
caprina che le polveri sono propellenti e non esplosivi)
>
> Prima di oggi, politicamente, nessuno sapeva con certezza di questa
> interpretazione Ministeriale, giunta peraltro alquanto a sorpresa:
> http://www.libertas.sm/cont/news/altra-restrizione-su-san-marino-armerie-kaput/43433/1.html
>
> In pratica quella Circolare, per ora, in San Marino è carta da cu..
> stodire a futura memoria e come l'italico possessore di pda possa essere
> ufficialmente avvisato di questo modus operandi non è certamente relegato
> ad un newgroup di appasionati, il tutto IMHO :-|
Infatti saresti avvisato dalla questura che all'atto della denuncia
dell'acquisto può agire in due modi, se sono gentili ti dicono di riportare
subito l'arma in repubblica, se sono fiscali ti denunciano per importazione
illegale di arma da fuoco, ecco come lo verresti a sapere!
ciao
Rusty
Anche questa è da sfatare, gli euro di San Marino vengono in realtà
coniati dalla zecca di Roma, non li stampano lì...altrimenti prova a
dire dove hanno la zecca in quei 50mq di stato.
Ciao.
Questo paio di marroni!
La più vecchia armeria sammarinese è stata fondata nel 1901, e vendeva
macchine da cucire e fucili, ed è ancora in attività (ma non vende più
le macchine da cucire).
Dal 1901 ad oggi ha venduto a sammarinesi e ad italiani per 110 anni,
ed ha venduto armi anche agli ufficiali che andavano a combattere sul
Carso, che dovevano comprare le armi a proprie spese.
Adesso vieni fuori tu, alla sèguita del giudice pensionato, a spiegare
che per 110 anni hanno sempre sbagliato e che l'interpretazione
corretta della legge (che non c'è!) è un'altra!
Ma mi spieghi cosa ti rode?
Già da tempo ti sei buttato su San Marino come un avvoltoio su un
agnello moribondo, e mi chiedo che ragione c'era di continuare a
ciurlare nel manico.
Ti dava fastidio che qualcuno pagasse la polvere meno di te?
Che comprasse le Glock a 100 euro in meno?
Non riesco a capire le ragioni di questo stupido accanimento,
soprattutto considerando che San Marino vendeva armi e polveri agli
italiani molti decenni prima che tu nascessi, e sono convinto che lo
farà anche molti decenni dopo.
Se non l'hai ancora capito, perchè pare che le cose vadano spiegate più
volte, non è che San Marino ha cominciato a vendere le armi agli
italiani nel 1939 perchè c'era stato il "trattato di amicizia".
Il trattato in questione non faceva altro che confermare quello che era
SEMPRE stato.
Ci sono voluti 110 anni, ed un bel po' di ignoranti(alcuni presenti
compresi), per combinare lo scempio al quale oggi assistiamo.
Lo so che è tempo sprecato, ma provo lo stesso a cercare di spiegarti
le ragioni del libero commercio di polvere nera tra Italia e San Marino.
La polvere nera sammarinese "Serenissima", che veniva confezionata in
fiaschi di vetro, era prodotta utilizzando materie prime che venivano
dall'Italia, con esclusione del solo salnitro che veniva probabilmente
prodotto in loco.
Il carbone di legna arrivava dall'appennino romagnolo al confine con la
Toscana, e lo zolfo dalle miniere marchigiane di Perticara, di
proprietà dei Conti Albani.
I polverifici del riminese (e cerca di non dimenticare che quella è la
zona di valentissimi armaioli ottocenteschi) erano solo due, uno a San
Marino e l'altro a San Leo.
Già allora la polvere veniva venduta in Italia ai sammarinesi, ed a San
Marino agli italiani.
Per fortuna oggi sei arrivato tu a spiegare che era tutto sbagliato!!!!!
roberto
Gualbo, a parte che non ho citato nessuno e quindi non vedo chi mi dovrebbe
querelare, se vuoi posso tranquillamente correggere i termini,
trasformandoli, in giusto e meritato compenso dei servigi resi agli
importatori.............
I termini legali appropriati non so quali siano, quel che è certo è che
quando ti arriva l'arma all'aeroporto, o paghi, o l'arma torna da dove è
venuta.
Ovviamente, in tribunale però il malcapitato verrebbe assolto. Infatti
nessuno è tenuto a sapere il contenuto delle circolari ministeriali,
contrariamente alle leggi dello stato, e tutti fino a marzo acquistavano
senza conseguenze armi in quel luogo.
Sono veramente spiacente che adesso si possa acquistare un'arma simile
senza potere fornire allo spedizioniere i meritati compensi del suo duro
lavoro.
Questo si chiama parlare chiaro!
A volte sembra la storia della volpe e dell'uva!
E qualcuno sospetta la mano di alcune grosse armerie italiane dietro il
provvedimento. forse non è vero, ma a pensare male si fa peccato ma spesso
ci si azzecca (cit)
Cmq quoto il tuo post, per me che abito a poco più di venti minuti di
macchiana da RSM è un problema!
ciao
Rusty
> Cmq quoto il tuo post, per me che abito a poco piů di venti minuti di
> macchiana da RSM č un problema!
anche per chi abita a 200 k come me...
ciao
B.
Sinceramente non ho compreso la domanda di John Deere ("che ti rode?")
se non dopo aver letto quel che scrivi altrove, ovvero:
Cito: "Il dado è tratto; questa volta non ci sono contestazioni
possibili, è stata messa la parola fine alla possibilità di importare
armi e munizioni dallo stato di S.Marino senza munirsi di una benchè
minima licenza di importazione. Non ci aspettiamo ricorsi o
ripensamenti, questo capitolo è giunto alla sua conclusione
definitiva."
Cosa "ti roda" non mi intriga, ma in quelle righe non posso che
leggere compiacimento per una situazione che personalmente mi auguro
non sia assolutamente definitiva, che ha pesantissime ripercussioni
sui pochi lavoratori che ne sono colpiti in negativo, e pochi o punti
vantaggi per quei molti lavoratori a cui si cercherà di far credere
che così tutti i loro problemi sono risolti.
Non so chi, in questo momento, abbia necessità di accattivarsi le
simpatie di una categoria che soffre la crisi forse più di altre,
manco ci fossero delle elezioni in vista, e non intendo fare analisi
dietrologiche al riguardo.
Ma il mio nome è stato associato al tuo nella co-moderazione di IHAM,
e ritengo quindi doveroso chiarire che non condivido assolutamente il
tuo punto di vista.
Saluti.
Che a S.Marino qualcuno potesse acquistare con certi vantaggi (specialmente
chi abita nelle vicinanze) è indubbio ma il problema non è questo ma quello
se in precedenza si sia voluto chiudere un occhio eludendo la legge o no e
ora si sia detto basta. Il Giudice Mori di cui non discuto la competenza è
del parere che ci si comportasse in maniera illegale e che San Marino sia a
tutti gli effetti uno stato estero per cui dovrebbero valere le stesse
regole usate per gli altri stati esteri. Uno che abita vicino alla Svizzera
per acquistare le armi in questo paese (e là il risparmio è ben più corposo
vedasi i K 31 e i 1911 venduti a circa 100 euro) deve rassegnarsi alla
trafila burocratica prevista ed alla limitazione dei 3 acquisti annui, non
vedo perché per altri stati esteri dovrebbe essere diverso.
Se per caso la Repubblica del Titano liberalizzasse le droghe così dette
leggere per il trattato esistente si potrebbe recarvicisi e fare
rifornimento? Non credo proprio. Ci sono merci e merci. E le armi in Italia
sono soggette a restrizioni particolari. Se così non fosse grazie alla
libera circolazione delle merci con questo stato si potrebbero acquistare
armi e munizioni in 9 para (l' sono legali in Italia no).
Dubito che gli armieri locali cadessero dalle nuvole leggendo la famigerata
circolare perché erano anni che alcune questure pretendevano la richiesta di
importazione e quindi almeno per quegli acquirenti la dovrebbero avere vista
e quindi avrebbero dovuto porsi il problema come mai ricevo un tale
documento se è inutile. Già si leggevano loro comunicati attestanti la
legalità della cosa che lasciavano intravedere l'arrivo del temporale. Non
potevano attivarsi attraverso la via diplomatica per raggiungere il loro
scopo senza aspettare il fatto compiuto? O dubitando della giustezza della
loro interpretazione si accontentavano di lasciare le cose come stavano
confidando nella disorganizzazione del nostro paese in cui tutte le
decisioni vengono rimandate all'infinito?
Come dice il Giudice Mori si siedano attorno ad un tavolo e risolvano la
questione (sempre che lo vogliano fare).
Saluti.
MI DISPIACE MA (SE PUR MI SONO ESPRESSO MALE) NON C'E' AFFATTO
COMPIACIMENTO VISTO CHE SE ACQUISTATE IN IATALI, IN USA O A S.M. A ME
NON ME NE VIENE NULLA........ C'E' UN FRAINTENDIMENTO, MA VA BENE,
PURCHE' SE NE PARLI E SE NE LEGGA.
Cos'è, sei anche piccolo e nero, e con mezzo guscio d'uovo in testa?
Per favore, invece di urlare, rileggi quel che ho scritto, e,
soprattutto, quel che tu hai scritto, e come lo hai scritto: gronda
gongolanti "ve l'avevo detto" da tutte le sillabe.
Siamo all'apologia del Tafazzi?
A riguardo di Mori, so cosa sostiene da anni, ed io, che di leggi ne
so nulla, non vi riconosco il Mori che sottolineava l'incongruenza del
significato letterale di "22 l.r." col considerare tali munizioni come
destinate alle armi corte.
Come non lo riconosco quando raffigura due diplomatici all'osteria.
Ciao.
Più che altro quello che mi puzza è che dopo più di 60 di "uso" (e gli
usi fanno legge anche se non scritta), si sveglia uno e sproloquia di
armi, nemmeno fosse a capo della commissione apposita. Le uniche due
obiezioni che mi vengono è che nel doversi adeguare alle direttive CEE
l'Italia abbia dovuto ripensare i suoi rapporti con SM, ma non avrebbe
dovuto farlo il capo della Polizia, semmai il Ministero. Secondo, non so
come funzioni l'import di armi in SM, ma mentre la circolare non fa una
grinza di logica con armi non italiane, come ci si dovrebbe però
comportare con armi italiane comperate da SM e vendute ad italiani?
> Che a S.Marino qualcuno potesse acquistare con certi vantaggi
> (specialmente chi abita nelle vicinanze) è indubbio ma il problema non
> è questo ma quello se in precedenza si sia voluto chiudere un occhio
> eludendo la legge o no e ora si sia detto basta.
Speravo di essere stato chiaro.
Una legge non c'è mai stata, perchè non serviva.
Gli italiani hanno comprato da sempre a San Marino, ed i sammarinesi
hanno comprato da sempre in Italia.
Non c'è MAI stato un momento nel quale non fosse garantito il TOTALE
interscambio economico.
Successe solo per una settimana all'inizio degli anni sessanta, quando
l'Italia mise i carrarmati alla frontiera. Ma non era per problemi di
armi, ma solo perchè il partito comunista sammarinese aveva vinto le
elezioni e stava costruendo un casinò.
L'amicizia con San Marino risale addirittura ad una fase preunitaria,
quando la Repubblica del Sasso dava asilo ed ospitalità ai carbonari.
Svariati sammarinesi molto noti discendono da partecipanti a moti
anti-vaticani che, per evitare la "vicinanza" con Mastro Titta, dopo il
1848 si sono stabiliti sul Titano.
> Il Giudice Mori di cui non discuto la competenza è del parere che ci si
> comportasse in maniera illegale e che San Marino sia a tutti gli
> effetti uno stato estero per cui dovrebbero valere le stesse regole
> usate per gli altri stati esteri.
L'ex giudice Mori è l'unico a pensarlo, evidentemente. A parte un paio
di burocrati del Mininterno che non godono più del favore dei potenti.
E forse deriva dal fatto di non conoscere la storia.
D'altra parte giorni fa stavano per fare presidente della Telecom uno
che era convinto che a Waterloo avesse vinto Napoleone, e questo
dimostra oltre ogni dubbio che conoscere la storia è inutile!
> Uno che abita vicino alla Svizzera per acquistare le armi in questo
> paese (e là il risparmio è ben più corposo vedasi i K 31 e i 1911
> venduti a circa 100 euro) deve rassegnarsi alla trafila burocratica
> prevista ed alla limitazione dei 3 acquisti annui, non vedo perché per
> altri stati esteri dovrebbe essere diverso.
La Svizzera e l'Italia non hanno mai avuto un rapporto così stretto
come Italia e San Marino.
Magari dovresti considerare che San Marino vende le sigarette dei
Monopoli di Stato italiani, ha sempre usato come valuta la lira
italiana, e l'unica compagnia telefonica che opera è la Telecom.
Insomma... niente a che vedere con i più freddi rapporti Italia-Svizzera
> Se per caso la Repubblica del Titano liberalizzasse le droghe così
> dette leggere per il trattato esistente si potrebbe recarvicisi e fare
> rifornimento? Non credo proprio. Ci sono merci e merci. E le armi in
> Italia sono soggette a restrizioni particolari. Se così non fosse
> grazie alla libera circolazione delle merci con questo stato si
> potrebbero acquistare armi e munizioni in 9 para (l' sono legali in
> Italia no).
Mi pare doveroso farti notare che gli italiani vanno abitualmente in
Svizzera a fare rifornimento di carburante, a comprare cioccolata, a
fumare marijuana (eh, sì, in Svizzera la fumano!) ed anche ad
importarne i semi.
Scusa se è poco :-)
E' stata una scelta svizzera quella di non accettare il reciproco
riconoscimento dei banchi di prova, e questo costringe ad una "trafila"
quando si importano armi dalla Svizzera.
Continuo comunque a preferire di gran lunga le SIG con i banchi
svizzeri alle Beretta con i banchi italiani :-)
Peraltro, ora che il Banco di Gardone NON è più una struttura pubblica
controllata dal ministero, ma è diventato una (sovra)struttura privata
che risponde solo alla CCIAA di Brescia, mi chiedo cosa si aspetti ad
eliminare tutte le norme relative alla bancatura.
Riguardo al 9 para, mi duole segnalarti che è in vendita anche in
Italia, ed ho un revolver della Smith Wesson camerato in tale calibro.
E non credo comunque che la ricarica del 9x19 possa impensierire chi
ricarica il 9x21 :-)
> Dubito che gli armieri locali cadessero dalle nuvole leggendo la
> famigerata circolare perché erano anni che alcune questure pretendevano
> la richiesta di importazione e quindi almeno per quegli acquirenti la
> dovrebbero avere vista e quindi avrebbero dovuto porsi il problema come
> mai ricevo un tale documento se è inutile.
Non ho capito questo passaggio....
Alcune questure, molto poche, pretendevano la richiesta di
importazione, ma solo da un anno o poco più.
E già il tribunale si era pronunciato (vedi sentenza di Pescara, a
dimostrazione del fatto che Mori è una voce fuori dal coro!)
confermando che a San Marino si poteva acquistare esattamente come in
Italia.
> Già si leggevano loro comunicati attestanti la legalità della cosa che
> lasciavano intravedere l'arrivo del temporale. Non potevano attivarsi
> attraverso la via diplomatica per raggiungere il loro scopo senza
> aspettare il fatto compiuto?
Avranno avuto le loro buone ragioni, e comunque il "temporale" era
assolutamente inaspettato, e persino l'Ambasciata Italiana a San Marino
è "caduta dalle nuvole".
Anche perchè, contrariamente a quello che c'è scritto sulla circolare,
non è stata assolutamente interpellata, e non ha neppure ricevuto la
circolare, pur essendo in indirizzo!
E' stato un ennesimo tentativo di legiferare da parte di un organo (la
Polizia di Stato) che non ha alcun potere per farlo.
La si è spacciata per "circolare interpretativa", ma di fatto ci si è
limitati a riportare i pareri (discutibilissimi!) dell'ex "direttore
del catalogo" (ora presidente di una federazione che si occupa di tiro
a lunga distanza) e di un burocrate del Mininterno che proprio in
questi giorni cerca di essere eletto come outsider (quasi
autonominatosi!) alla carica di presidente di una nota associazione di
categoria.
Giulio Andreotti diceva che "a pensar male si fa peccato, ma ci si
prende quasi sempre"
Ed il Tribunale di Pescara (con "TRIBUNALE" scritto davanti) aveva già
detto che si poteva, mandando assolto un tale che aveva acquistato armi
a San Marino.
Non mi risulta che i pareri di Mori costituiscano un orientamento
giurisprudenziale.
Una sentenza invece sì.
Tu continui a parlare in legalese, lingua a mio parere assolutamente avulsa
dalla realtà.
Io invece parlo della sostanza delle cose.
La sostanza è che uno acquista l'arma, e poi è COSTRETTO ad avvalersi di
servizi non richiesti, in quanto io, come ben sai, assieme a tutti voi,
sarei andato personalmente all'aeroporto appunto per ritirare il pacco e
portarlo a Gradone (spesa prevista 5 euro all'ufficio postale di Malpensa).
Magari a te che stai distante la cosa risultava addirittura conveniente, ma
a me no.
Poi la cosa che mi fa girare vorticosamente gli zebedei è proprio questa
arroganza per la quale o tu fai quello che ti dicono e paghi, oppure
rinunci.
Forse faccio qualcosa di illegale, dopo avere già ricevuto la licenza di
importazione, ad eseguire personalmente le pratiche per regolarizzare
l'arma? penso assolutamente niente. Invece no, ci sono dei regolamenti,
creati da qualche funzionario abituato a pratiche commerciali svolte da
ditte a cui va bene questa prassi, che le fa diventare una procedura
assoluta, come se fosse la stessa cosa importare UNA arma o duecento. Sembra
molto un atteggiamento punitivo, perchè non hai seguito i canali normali di
acquisto di un'arma...non trovi?
Tu consideri legittima la tariffa? Ebbene dimmi che possibilità avevamo di
fare scelte alternative.
Certo dal punto di vista legale, è tutto in regola. Anche se ti fatturavano
10.000 euro anzichè 250.
ma quante cose sono in regola dal punto di vista legale, ma assolutamente
ingiuste da quello pratico?
Questa è una di quelle.
Ed io sono stato costretto, dopo un anno di peripezie e di spese, a
rinunciare all'acquisto a causa di questa burocrazia ottusa, per non
sottostare a dei diktat che mi portava la spesa ben oltre quello che io
intendevo spendere, oltretutto in modo inatteso ed imprevedibile. Il costo
del trasporto era risaputo, l'IVA anche, la tassa di importazione pure, ma
che obbligatoriamente tu non possa toccare la tua arma e riceverla
all'aeroporto, quando l'ufficio postale stesso diceva il contrario, perchè
se ne DEVE occupare uno spedizioniere autorizzato, mi pare......una
procedura discutibile. E molto comoda per lo spedizioniere che così può
fare il prezzo che più gli aggrada (sempre tutto legale ovviamente).
..... cut
>ma non avrebbe dovuto farlo il capo della Polizia, semmai il Ministero.
>.... cut
la circolare, visto che alcune questure pretendevano l'importazione ed altre
Questure no, serve a dare chiarimenti e disposizioni in merito a queste
ultime per uniformarsi all'operato delle prime!!! quindi ci sta che la firmi
Manganelli...
ciao
B.
Concludo anche io. Forse le tue disponibilità economiche ti hanno fatto
passare sopra queste quisquilie, ma io avevo un budget ben preciso che non
potevo superare, altrimenti manco mi affannavo a fare tutti quei giri.
L'altro mio amico addirittura non penso che possa neppure pià prendere
un'arma del genere, nonostante la desideri da anni, e nonostante che adesso
siano disponibili i Norinco a meno di mille euro. Adesso ha altre priorità.
Quando 250 euro sono quasi il guadagno di una settimana di lavoro, forse dà
un pò fastidio vederseli sfilare di tasca da un passacarte in cinque minuti.
> Di una cosa sono xcerto, che il dott. Manganelli non uno sprovveduto.
> E nemmeno uno che si piega facilmente ai voleri di un qualsiasi
> padrone. In altre parole, secondo me, la circolare non stata ispirata
> da poteri politici o economici, ma - come ha ben fatto notare Bear -
> risponde alle domande di alcune questure. Perch queste domande proprio
> ora? e perch questa risposta?
> Perch in atto - da anni ormai - un'involuzione giuridica
> antiliberale (rectius sovietizzante) per cui lo Stato pretende di
> regolare la vita dei cittadini fin nei pi piccoli particolari.
In italia son tutti socialisti, che siano di dx di sx del nord o del
sud dell'est o dell'ovest
Sono io "L'altro amico" e purtroppo confermo quanto scritto da Danidane :(
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