dipende dal calibro e dalla cartuccia, direi 40-50 m (già in ricaduta...)
per precauzione cmq le leggi impongono, prima di sparare, una distanza 3
volte superiore (150 metri) se si spara verso una casa o una strada. Se
queste sono alle spalle 50 metri.
rossella
"rossella" <ask...@millenniumdogs.net> ha scritto nel messaggio
news:49038e41$0$1094$4faf...@reader1.news.tin.it...
> direi 40-50 m (già in ricaduta...) per precauzione cmq le leggi impongono,
> prima di sparare, una distanza 3 volte superiore (150 metri) se si spara
> verso una casa o una strada.
mi stavo giusto chiedendo se i 150 metri fossero una distanza di
sicurezza (lo sono)
Avevo sopravvalutato la gittata di quel tipo di armi .
>Se queste sono alle spalle 50 metri.
veramente io ho capito che (oltre ad altri enne divieti di cui all'art 22
della L157 11/2/1992):
- Vige comunque il divieto di "esercizio venatorio " nel raggio di 100 mt
" dalle le civili abitazioni
- vige il divieto di "sparare" da distanza inferiore ai mt 150 se si
spara in direzione delle case .
Non so se la normativa regionale può ridurre questi limiti ( ma non
credo ) .
grazie
Madame
Distanze dalle case. La caccia è vietata per una distanza di 100 metri
da case, fabbriche, edifici adibiti a posto di lavoro. E' vietato
sparare in direzione degli stessi da distanza inferiore di 150 metri.
Distanze da strade e ferrovie. La caccia è vietata per una distanza di
50 metri dalle strade (comprese quelle comunali non asfaltate) e dalle
ferrovie. E' vietato sparare in direzione di esse da distanza inferiore
a 150 metri.
Distanze da mezzi agricoli. La caccia è vietata a una distanza inferiore
di 100 metri da macchine agricole in funzione.
Distanze da animali domestici. La caccia nei fondi con presenza di
bestiame è consentita solo ad una distanza superiore a metri 100 dalla
mandria, dal gregge o dal branco.
sono 100 metri con i fabbricati alle spalle e 50 con le strade
ovviamente parlando di munizioni spezzate
saluti
Zappi ha scritto:
> sono 100 metri con i fabbricati alle spalle e 50 con le strade
> ovviamente parlando di munizioni spezzate 150 metri sono piu che sufficienti mentre se si usa una
> carabina credo che i limiti di legge siano diversi
>
> saluti
"Danidane" <dani...@people.it> ha scritto nel messaggio
news:49040850$0$40315$4faf...@reader5.news.tin.it...
> Rossella, perchč dai delle nozioni che ci verrebbero ritorte contro?
> Quindi non dare informazioni al nemico.
ma che ccceeentra il nemico .
( ho detto che "qui" non intendo parlare di caccia in senso etico ,
restiamo sulle armi e il loro LECITO uso ai sensi di legge )
Tanto il "nemico " deve attenersi alla legge pure lui .
Volevo solo capire se la legge č "idonea " a salvaguardare la vita e
la sicurezza
"almeno"delle persone .
Pare di no , visto che le armi si sono evolute un bel po' dall'11/2/1992.
(soprattutto per i famosi 50 mt da strade e ferrovie . )
Tutto qui
ciao
Madame
ps: minervini , fatti una camomilla .. .
--
http://digilander.libero.it/giampingjack
http://giampingjack.blogspot.com
Beh se uno ruba tacchini è furto ed ha poco a che fare con la caccia mi
sembra :-)
Non serve essere cacciatori per farlo...
Per il resto posso anche darti ragione, girerebbero pure a me se qualcuno
entrasse a casa mia per
catturare un animale sulla mia proprietà, ma al momento la legge dice
questo. Giusta o sbagliata che sia va rispettata
Ciao
Sandro
Ti do' ragione mi sono espresso male, intendevo come proprietà chiaramente
un posto non recintato ma comunque non pubblico
> Nel giardino, come nell'aia, non si può cacciare perchè aia e giardino
> si trovano ovviamente a meno di cento metri dalle abitazioni, ed in
> queste zone la caccia è interdetta.
Sempre che uno non abbia un giardino di 300x300 metri non recintato...
> Tu dici che in questo caso non si tratta di "cacciatori" ma di
> "ladri".
> Vero... ma sono ladri che entrano ARMATI in una proprietà privata
> nella quale non possono entrare (reato), sparano (reato) e quando
> qualcuno dice che se trova un ladro armato dentro il suo giardino si
> difende usando un mezzo proporzionale a quello del ladro... c'è
> qualche vecchio rimbambito che risponde che gli farà togliere il PDA!
> :-)
E l'intenzione dove la mettiamo ?
Il ladro entra in casa tua per rubare, il cacciatore no di sicuro.
E non dirmi che le due situazione sono difficilmente distinguibili per
cortesia...
Comunque visto l'andazzo della discussione e di quelle precedenti vi saluto
e chiudo qua...
Ciao
Sandro
Come dici tu la legge va rispettata, nel bene o nel male, ma almeno per
COERENZA che venga detto che questa schifosa legge(del periodo fascista)
esiste SOLO in italia.
Qui tutti si lamentano delle varie anomalie italiane in fatto di leggi sulle
armi per poi dimenticarsi per convenienza di parte di questa GROSSA anomalia
tutta italiana!!!
Ciao
grazie per il vecchio rimbambito, comunque tra sparare per difesa e
sparare per principio c'č una lieve differenza :)
Ciao
Quoto in toto!
Ciao
Sandro
> (150 metri) se si spara verso una casa o una strada. Se queste sono alle
> spalle 50 metri.
Tu devi essere uno dei cacciatori che spara vicino a casa mia :)
> Distanze da animali domestici. La caccia nei fondi con presenza di
> bestiame è consentita solo ad una distanza superiore a metri 100 dalla
> mandria, dal gregge o dal branco.
Se uno ha il pollaio conta?
Questo è ben diverso da:
> IW2GNB ha scritto (in altro topic):
> Morale: se vedo una persona che entra in casa mia armata io sparo a vista e
> molto francamente mi sento di consigliare tutte le persone non sprovvedute
> di fare altrettanto a meno di non auspicare la fine del martire
>
>
> mi stavo giusto chiedendo se i 150 metri fossero una distanza di
> sicurezza (lo sono)
> Avevo sopravvalutato la gittata di quel tipo di armi .
>
però se io vedo un tipo che mira nella mia direzione da 150 metri non mi
sento così sicuro e se spara, ancor meno!
sarà ma mi sembran pochi
--
teseopippero<AT>postele.zzn.com
God saves, but Buddha makes incremental backups
ma vedi.. pensava che fossero di piů ;-)
Rossella
***nah... vicino alle case non ci vado proprio.... ho litigato con uno
l'anno scorso perchè non ho sparato alla fagiana che inseguiva da due
giorni... cioè stava volando in un giardino... e lui perchè non hai sparato?
emm la casa...ah sì hai ragione... e nelle successive due ore... ecco però
quella fagiana là erano due giorni :-)
Rossella
non sono pochi, ma è IMPERATIVO non sparare se a quella distanza c'è una
persona o un animale.
"mauro minervini" <mauromine...@virgilio.it> ha scritto nel messaggio
news:49057ea8$0$41659$4faf...@reader4.news.tin.it...
> Comunque i risultati della sua primordiale attività neuronica (chiamala
> come ti pare, ma definirla "pensiero" mi sembra veramente buonismo)
hai mai pensato di entrare nel mondo dello spettacolo ? sei comico lo sai ?
> sono tutti esclusivamente tendenti alla delegittimazione della caccia.
.. pure della pesca , degli allevamenti, delle pellicce , degli zoo , dei
circhi con animali , della vivisezione , ecc.
Tutti tendenti alla delegittimazione dello sfruttamento animale .
Ma mi pare che questo non rilevi su questo ng.
IO non ne parlo ,perchè continui a parlarne TU ?
Sarà mica che sei uno SPACCACOGLIONI ?? anzi, un signor BARONE
SPACCACOGLIONI ?
Fatti in là, pedala (come dice Talete) minervini, c'hai l'alito
pesante.
Madame
"Mammolo Joyce" <nom...@nomail.nomail> ha scritto nel messaggio
news:rv4bg45v7miec0t18...@4ax.com...
> ATTENTION WHORE ALL'OPERA, OFFENDE SOLO SE' STESSA, NON ALIMENTATELA,
> GRAZIE
benissimo , se riesci a non far rispondere il minervini con la solita
provocazione da giullare hai già raggiunto un risultato .
Madame
Allora....Caccia vietata!!!!
:-)))
:-))))
dai, includi anche la detenzione illegittima degli animali domestici, tenuti
prigionieri dai propri padroni.
Lasciamoli tutti liberi di andarsene dove gli pare.......
anzi, non ci avevo pensato.....scacciamo i LORO padroni dalle LORO case e
lasciamoci gli animali.
Propongo inoltre di vietare la professione medica, chiudiamo l'industria
farmaceutica, che determina uno sterminio oltraggioso di bacilli e virus
variii....pore bestie, ci sono anche loro!!!
Ce l'hanno tutti con loro solo perchè sono piccoli e neri.......
:-(((
ciao
danidane
"Danidane" <dani...@people.it> ha scritto nel messaggio
news:4905de99$0$1081$4faf...@reader1.news.tin.it...
> >madame wrote
>> Tutti tendenti alla delegittimazione dello sfruttamento animale .
> :-))))
> dai, includi anche
sarò sintetica .
http://fotografandolavitablog.blogspot.com/2008/09/che-cos-lo-specismo_03.html
Credevo che su questo ng si parlasse di armi , invece vedo che vi piace
un sacco parlare i caccia e diritti degli animali.
Madame
Conosco "padroni" di animali che meriterebbero effetivamente questo, farei
passare un po di tempo nelle condizioni in cui tengono i loro amichetti
animali tanto bellini e tanto carini quando sono dei batuffolini di pelo!
Sempre che alla prima noia non li vadano a smarrire da quelche parte!!
Quindi sulla detenzione illegittima di animali non ci scherzerei:-)
Dal pesce rosso all'alano!!
ciao
Rusty
***pensa che quando usavo il 28 caricava 17 (!!!) grammi di piombo, vedevi
la nuvoletta fare 15 metri e poi puff scendevano i pallini di botto :-)
> Secondo Rossella a 40-50 metri i pallini sono in ricaduta, mentre i
> signori della Remington, con fucili che sono in vendita sul mercato
> italiano e che hanno caratteristiche analoghe ai Beretta ed ai Benelli
> di generazione recente, sparano al bersaglio a 50 metri, ed i pallini
> sono tutto fuorchè in ricaduta, usando oltretutto cartucce magnum da
> soli 75 millimetri, e quindi lontane dalle massime prestazioni
> possibili!
>
***a parte il discorso dei piccoli calibri che a me piacciono cmq come
linea, utilizzo, peso... io credo anche nella sportività della caccia...
cioè c'è gente... e l'ho conosciuta sul serio... che va a starne in riserva
con un automatico (!!!! che tollero a malapena per al migratoria) e cartucce
con 50 grammi di piombo.. fa tu...
rossella
trattandosi di tiro a munizione spezzata (la distanza di 150 mt riguarda
quest'ipotesi) a 150 metri non si tira, perché é assolutamente
inutile!:-))))))
Mi sa che ti ho fregato!:-)
--
Saluti
Mauro
www.radicaebaionette.net
LE BELLE ARMI IN RETE
Bravuomo, le ho detto di chiedere permesso prima di uscire a fare colazione)
"Danidane" <dani...@people.it> ha scritto nel messaggio
news:4905dd1a$0$1082$4faf...@reader1.news.tin.it...
>
>> non sono pochi, ma è IMPERATIVO non sparare se a quella distanza c'è una
No, non mi hai fregato. cito: "è IMPERATIVO non sparare se a quella distanza
" , quindi è implicito che non si può neppure a distanze inferiori...... e
quindi..... "caccia vietata" :-)
va beh, ma non trasformiamo un battuta in una discussione
letterario-lessical-ortografico-sintattica.
Poi è ovvio che parlavi di animali non sparabili....ma la battuta l'ho fatta
lo stesso.
A proposito, Madame rientra tra le specie sparabili o non sparabili?
ciao
danidane
:-)
Ma io mi diverto!!!!!!
ciao
danidane
Ma vaaaaa.
Lo so anche io........
ma io volevo solo trollare un pò il troll di turno.
é divertente.
Così mi rovini tutto se ti butti sul serio.
Magari divento troll anche io.
:-))))
ciao
danidane
> non sono pochi, ma è IMPERATIVO non sparare se a quella distanza c'è
> una persona o un animale.
>
mauro, per te è una cosa assodata e sicuramente ti viene in automatico di
non puntare neppure il fucile
tuttavia credo anche io che una buona percentuale di cacciatori si trovino
molto in basso nella scala evolutiva (non si spiegherebbero altrimenti gli
incidenti che occorrono ogni anno), quindi con il munizionamento
disponibile oggi è mia umilissima opinione che 150 metri siano pochini,
quantomeno se dalla parte sbagliata della canna ci sono io!
Le armi da fuoco, come le automobili, i coltelli, gli attrezzi rurali, i
prodotti chimici, e migliaia di altre cose, sono pericolose.
Se si vuol fare un discorso disinteressato, onesto, e non falsato da
interessi celati, su ogni cosa potenzialmente pericolosa possiamo dire che
sta nel buonsenso della gente, far sì di tenere un atteggiamento che eviti
il pericolo.
Visto che so dove vuoi andare a parare, ti posso già dire che è
infinitamente più pericoloso camminare lungo una strada o una via, a piedi,
in bicicletta, in motorino o in auto, piuttosto che camminare per boschi e
campagne a caccia aperta.
Sulla prima muoiono centinaia di pedoni all'anno tra i boschi forse una
mezza dozzina di persone l'anno, delle quali forse l'1% a causa di incidenti
di caccia.
I 150 metri da te indicati sono una distanza giusta che assicura una
eccellente protezione dai pallini da caccia ma sostanzialmente pone rimedio
ad un problema inesistente, perchè ancor prima, chi spara lo deve fare
SEMPRE in una direzione in cui non ci siano persone, case, mezzi e animali
domestici e su una linea di tiro che gli lasci ampia visuale.
Questa è la realtà.
Per cartucce a palla e pallettoni, non esistono grossi problemi, perchè il
loro uso è molto saltuario e previsto e consentito solo in cacce speciali di
limitata diffusione e soprattutto in ambienti in cui il terreno montuoso o
collinare è un autentico parapalle naturale, oppure in ampie zone aperte.
I pallettoni e la palla, non sono usati in pianura per cacciare fagiani e
lepri, infatti nessuno in queste zone ne è mai stato ucciso o ferito
casualmente.
Molti calendari venatori in un ulteriore eccesso di zelo, vietano comunque
la detenzione di palle e pallettoni per la caccia comune, lasciandole
permesse solo per il cinghiale (palla) ed usi difensivi o cacce particolari
in zone vallive agli acquatici (pallettoni).
>>Se queste sono alle spalle 50 metri.
>
> veramente io ho capito che (oltre ad altri enne divieti di cui all'art
> 22 della L157 11/2/1992):
> - Vige comunque il divieto di "esercizio venatorio " nel raggio di 100
> mt " dalle le civili abitazioni
> - vige il divieto di "sparare" da distanza inferiore ai mt 150 se si
> spara in direzione delle case .
>
Esatto.
> Non so se la normativa regionale può ridurre questi limiti ( ma non
> credo ) .
Per quale motivo, lo dovrebbe fare visto che il pericolo da te supposto non
c'è?
Un pericolo è reale e preoccupante se dimostra con i fatti che ha creato
frequenti sistematici danni, se i danni non ci sono, evidentemente non è un
pericolo.
L'acido muriatico è pericoloso se bevuto o versato sulla cute o sugli occhi,
non possiamo però pretendere una legge che ne vieti la detenzione ai
baristi, perchè questi lo usano per pulire il bagno o i pavimenti non per
fare bevande o per gettarlo sui clienti.
Cordialità
G.G.
> disponibile oggi è mia umilissima opinione che 150 metri siano pochini,
> quantomeno se dalla parte sbagliata della canna ci sono io!
>
Sempre con moltissima umiltà, cerchiamo di essere obbiettivi e schietti,
come siamo sempre stati su questo luogo di discussione.
La caccia a pallini, non porta pericoli se la distanza dei 150 metri è
rispettata, infatti dopo un secolo di caccia, i casi di ferimenti sono tanto
saltuari e puntiformi che confermano la regola della casualità e non della
continuità.
In questo senso è molto più pericoloso per te lungo una strada un conducente
di auto che si china a raccogliere un cd, di quanto lo possa essere un
cacciatore che spara a pallini ad un fagiano nella tua direzione da 150
metri.
Oltretutto quel cacciatore non lo farà se non in caso di distrazione,
proprio come il conducente che raccoglie il CD, ... però il primo non ti
ammazza di certo, l'altro ti stira come una canottiera.
Guardiamo quanti sono gli incidenti di caccia in un anno, quelli veri, non
quelli presunti tali, e ci renderemo conto che si sta cercando faziosamente
di creare una farsa.
Cordialità
G.G.
Questo non c'entra proprio nulla.
Ti garantisco che in un tranquillo bossolo da 12/65 in cartone con cariche
adeguate si sviluppano le stesse prestazioni di un 12/70 in plastica, e se
te lo dico io mi puoi credere.
> Adesso tanti fucili (Beretta e Benelli ne fanno un motivo di vanto)
> accettano le cartucce super magnum magnum da 89 millimetri, e quindi
> si è passati dai 24 grammi di piombo delle cartucce del nonno e del
> babbo lunghe 65 millimetri, ai 64-66 grammi delle attuali super magnum
> lunghe 89 millimetri.
Sulla gittata questo non ha alcun influenza.
Tu con 66 grammi mandi semplicemente più pallini sul bersaglio ma non cambi
affatto la loro efficacia terminale in penetrazione, energia e portata.
Una cartuccia cal. 12 a 24 grammi, munizione sviluppata solo negli anni '90
per il tiro al piattello e mai vista in circolazione prima di tale data,
sviluppa una vuzero molto più elevata rispetto ad una 66 grammi, quindi il
singolo pallino di questa modesta cartuccina ha una maggior portata di
quello lanciato dalla carica supermagnum.
Ora visto che i pallini di diametro medio e minimo non ci interessano,
perchè perdono la loro lesività ben prima dei 150 metri quello che conta è
l'effetto del singolo pallino di grosso diametro e questo paradossalmente lo
carichi maggiormente di energia proprio con la elevata vuzero della
grammatura minore.
> Se la gittata indicata ha un senso per i calibri che usa attualmente
> Rossella (e per i suoi caricamenti non esasperati legati ad un fisico
> minuto che mal si armonizzerebbe con l'utilizzo di munizioni con 66
> grammi di piombo), bisogna per forza considerare che la gittata è
> molto superiore a quella indicata.
> Secondo Rossella a 40-50 metri i pallini sono in ricaduta, mentre i
> signori della Remington, con fucili che sono in vendita sul mercato
> italiano e che hanno caratteristiche analoghe ai Beretta ed ai Benelli
> di generazione recente, sparano al bersaglio a 50 metri, ed i pallini
> sono tutto fuorchè in ricaduta, usando oltretutto cartucce magnum da
> soli 75 millimetri, e quindi lontane dalle massime prestazioni
> possibili!
Se spari con pallini n. 11-12-13, ha ragione Rossella, a 50 metri, ti puoi
mettere bello dritto, in attesa di una rosata che sarà una pioggia di
innocui pallini privi di penetrazione pericolosa.
Diverso il discorso se spari con pallini n. 3-4-5 che a 50 metri sono ancora
pericolosi (ma non mortali), infatti il limite oggetto della discussione non
è di 50 ma di 150 metri.
> Ovviamente con delle 89 millimetri, e con caricamenti che utilizzino
> pallettoni più pesanti, la distanza alla quale un fucile è pericoloso
> è un multiplo di quella indicata dai regolamenti, che sono stati
> scritti quando le munizioni erano molto meno "toste" di oggi.
Le munizioni da 89 mm. c'entrano come i cavoli a merenda.
Le munizioni a pallini non sono oggi affatto più pericolose di 30 anni fa,
la legge 968 che mise il limite dei 150 metri è del 27/12/1977.
> La rivista Armi e tiro ha sul suo sito la "prova" fatta ad un fucile
> Remington che, utilizzando munizioni commerciali da 75 mm. (3") a 50
> metri realizza una "ottima rosata", smentendo clamorosamente l'ipotesi
> che a 40-50 metri i pallini siano già in ricaduta.
Questo era vero anche 30/40 anni fa.
Il pallino n. 4 è pericoloso oltre i 50 metri, infatti il limite è di 150
metri.
> Se usi delle munizioni con palle di diametro elevato, con una
> munizione super magnum da 89 millimetri, e fai partire un colpo con
> un'inclinazione di 45 gradi, vedi se VERAMENTE la portata è di 50
> metri!
Portata non vuol dire pericolosità, la pericolosità sottintende una capacità
di penetrazione e cessione dinamica che il pallino in caduta non ha più.
> Se da 50 metri tiri contro una persona, la stecchisci" sul posto, e lo
> dimostrano gli stessi depliant di remington, Benelli e Beretta.
Se parliamo di effetti reali e non di mera casualità, con una cartuccia a
palla è vero quanto dici, ma con pallini da caccia non stecchisci nessuno,
la puoi solo ferire.
> Una volta si potevano scegliere un sacco di calibri (e nei fucili a
> munizionamento spezzato, più basso è il numero e più grossa è la
> munizione).
> In Italia il calibro da caccia più "grande" utilizzabile è il 12ga., e
> restano esclusi il calibro 10ga., l'8ga. ecc.
> Le aziende si sono adeguate alla continua richiesa di calibri più
> lesivi, e non potendo aumentare il diametro della munizione (il .12ga
> è il calibro per canna liscia più grande utilizzabile, per la legge
> italiana) hanno aumentato la lunghezza della munizione e
> conseguentemente la quantità di polvere (e di piombo!).
> Ha inciso il fatto che non ci sono più i cacciatori di una volta, che
> erano capaci di andare a caccia con munizioni adeguate alla preda.
Sbagliato.
I grossi calibri erano utili per le cacce in zone vallive dove si sparava
sul branco posato in acqua ed avere più pallini significava fermare più
prede, che allora erano la cena ed il pranzo di alcuni giorni.
Nella caccia sportiva di oggi un cal. 8 tra l'altro non spalleggiabile con
facilità da tutti non avrebbe senso, infatti è scomparso.
> Adesso per andare a sparare ad un cinghialeto si utilizzano calibri
> che hanno a malapena senso nelle cacce africane.
> La maggior parte dei "big five" uccisi nei safari africani, sono stati
> uccisi con calibri di gran lunga meno performanti di quelli che
> qualunque cacciatore utilizza per andare a cacciare un cinghialetto di
> 30 chili!
>
Sai almeno quali sono gli animali compresi nei Big Five e quali sono i
calibri elettivi per questi?
> Se scarichi questo depliant:
> http://www.benelli-armi.com/Images/Image.asp?ID=1609&Scarica=yes
> vedi da sola la notevole varietà di munizionamento utilizzata
> nell'attività venatoria.
> Quando è stata scritta la legge, le munizioni più performanti non
> esistevano.
Non è assolutamente vero, le magnum di elevata potenza esistevano già da
diversi anni prima.
> Anche perchè si pensava che il rinculo proibitivo di munizioni così
> potenti le avrebbe comunque estromesse dal mercato.
> L'utilizzo di tecnologie che consentono di ammortizzare il rinculo (il
> fucile del depliant è un "Benelli confort" dotato di queste
> tecnologie) hanno reso possibile l'utilizzo di munizioni che non solo
> non esistevano, ma erano impensabili.
Non è affatto vero, allora il rinculo di una magnum a 57 grammi era
ugualmente ammortizzato da un fucile di maggior peso, le armi attuali con
assorbimento passivo del rinculo ti permettono di portare un'arma di uguale
potenza ma più leggera, tutto qui..
> Adesso ci sono, e bisognerebbe tenerne conto!
Bisognerebbe soprattutto parlare di ciò che si conosce bene.
> Sullo stesso depliant vedi dei colpi sparati a 50 metri che
> raggiungono il bersaglio colpendo il centro.
> Ma per legge uno può sparare verso una strada, mantenendo i 50 metri
> come "distanza di sicurezza". Se sulla strada passa qualcuno, quel
> "qualcuno" è già morto.
> Quest'anno il primo giorno di apertura (in deroga!) nelle Marche un
> cacciatore ha sparato in direzione del suo vicino di capanno, e ad
> oltre 40 metri l'ha stecchito.
> Era l'apertura alla migratoria, quindi escludo che utilizzasse
> pallettoni o comunque munizioni "toste", ma ad oltre 40 metri l'ha
> stecchito lo stesso.
Probabilmente alcuni pallini al collo, emorragia ed una gran sfortuna di chi
è stato colpito, pur se 40 metri sono una distanza veramente breve.
> Se l'altro fosse stato a 50 metri non sarebbe cambiato nulla.
Una ipotesi non la puoi fare se non conosci la materia; un pallino del n.
4-5 passando da 40 a 50 metri perde molta energia e penetrazione, certo che
se sei sfortunatissimo, un pallino anche con poca energia che ti entra in
una cavità auricolare forse ti potrebbe stecchire anche a 60 metri.
> Purtroppo con le munizioni attuali i 50 metri dalla strada NON bastano
> come distanza di sicurezza.
Infatti se spari verso la strada devi tenere 150 metri!
> E' stato abbondantemente dimostralo l'anno scorso quando un
> cacciatore, sparando in direzione di una strada statale (non una
> qualunque, la Statale 16 Adriatica, quella che corre lungo la costa
> adriatica d'Italia!) ha colpito un venditore di piadine (è Romagna!)
> che si trovava dentro il suo "negozio su ruote" ad un centinaio di
> metri dal punto in cui il cacciatore ha sparato, ferendolo gravemente
> e provocandogli danni permanenti ad un occhio.
>
Se il colpo fosse stato sparato da 150 metri, non sarebbe accaduto.
>>- Vige comunque il divieto di "esercizio venatorio " nel raggio di 100
>>mt
>>" dalle le civili abitazioni
>
> Assolutamente vero... ma i cacciatori se ne dimenticano, pare! :-(
Su questa tua ipotesi non ci puoi basare una campagna denigratoria generale
e gratuita contro la caccia, infarcita di imprecisioni e palesi
dimostrazioni che non conosci affatto la balistica dell'arma liscia. :-))
Cordialità
G.G.
Massimo, non prendiamoci in giro.
Tutti gli ultraottantenni son o più o meno cardiopatici, questo non vuole
afffatto dire che sono invalidi e moribondi, ma solo che magari prendono una
pastiglia per l'aritmia o la pressione.
Un viaggio in auto con aria condizionata e alcune soste non ti fa morire uno
di questi ottantenni.
Una perquisizione che ora si sospetta sia stata stata eseguita con metodi e
spirito non proprio corretti, praticati da guardie che sono venute da te
palesemente per trovare il motivo di verbalizzarti, possono far crepare
anche una persona sana.
Chi sta dall'altra parte logicamente si incazza nel vedere il suo governo e
la sua magistratura che mandano persone della fazione anticaccia a
controllare i cacciatori cercando il più banale motivo per fare i propri
interessi di parte.
La verità che tu non vuoi vedere è che in Puglia, ne parlavo con un amico
ieri, le cose da quel fatto sono molto cambiate.
Le direttive attuali sui controlli hanno sottolineato che si vanno a
verificare persone civili ed oneste e non delinquenti comuni.
L'agente che ha causato la morte del tipo, perchè è stata la sua azione a
causare la morte, non credo passerà bei momenti essendo sotto inchiesta e
con un morto sulla coscienza
> Quest'anno il giorno dell'apertura (in deroga, come sempre!) nella mia
> provincia (una piccola provincia!) ci sono stati due morti.
> Uno si è sparato da solo, scivolando mentre "andava verso il capanno",
> e vorrei capire per quale cazzo di ragione aveva il fucile carico e
> senza sicura, visto che la caccia si poteva praticare solo in
> appostamento, e lui era ad un chilometro!
> Il secondo ha sparato al tizio del capanno vicino, che è rimasto
> stecchito. Come un fringillide di passo.
>
> Adesso puoi anche tentare di raccontarmi che Gesù Cristo è morto dal
> freddo!
>
Posso solo raccontarti che non sapendo nei dettagli cosa sia accaduto,
prevedo che quel tipo potesse portare l'arma carica per un abuso, del resto
l'incidente di caccia è sempre possibile avvenga quanto ogni altro
incidente, infatti ne avvengono alcuni ogni anno.
Nell'altro caso, ti rammento che la distanza tra due capanni è di 150 metri,
quindi non so come sia potuto accadere.
> Dimenticavo.... l'anno scorso l'episodio più cruento è stato il tizio,
> munito di regolare porto di fucile per uso caccia, che, a caccia DI
> FRODO, in GIORNATA DI SILENZIO VENATORIO e DOPO IL TRAMONTO, ha
> sparato al compagno di battuta (lluminato dalla torcia montata sul
> fucile) e centrandolo senza esitazione con un .30-06.
> A praticare la caccia di frodo erano in cinque, e l'associazione
> venatoria alla quale questi galantuomini erano iscritti, non solo non
> ha condannato il comportamento di cacciare di frodo, ma ha chiesto
> comprensione per queste "persone già provate dalla perdita di un caro
> amico".
Di quanto detto dall'associazione venatoria, non mi interessa nulla, mi
interesserebbe invece sapere con più precisione come sono accaduti questi
fatti, perchè passare dalla caccia al piano di controllo, per te magari è
ininfluente, ma per le regole e le leggi che regolano le due attività c'è
molta differenza.
> Insomma... dopo la difesa d'ufficio del bracconaggio da parte delle
> associazioni venatorie... ci manca solo l'elogio dello stesso! :-(
Non credo affatto a questa storia, il bracconaggio è delinquenza e come tale
è sempre stato considerato e trattato, chi uccide di bracconaggio ruba a
tutti, anche ai caciatori stessi.
Cordialità
G.G.
:-)
ma sapete quanta gente si sfascia ogni domenica sui campi da calcio o sulle
piste da sci? perň non se ne parla...
Rossella
--
http://digilander.libero.it/giampingjack
http://giampingjack.blogspot.com
Garolini Gianluca wrote:
> è
> infinitamente più pericoloso camminare lungo una strada o una via, a piedi,
> in bicicletta, in motorino o in auto, piuttosto che camminare per boschi e
> campagne a caccia aperta.
Vista l'incidenza statistica degli incidenti di caccia, direi che è
assai più pericoloso vaccinarsi o mangiare.
Non porre limiti alle altrui capacità! (o incapacità)
:-)
ciao
danidane
> Infatti il paragone non era tra il 12/65 ed il 12/70, ma tra il 12/65
> ed il 12/89.
> Non è esattamente la stessa cosa.
E' la stessa cosa se si parla di lesività del singolo pallino.
>>Sulla gittata questo non ha alcun influenza.
>
> Cavolo.... ma allora stai dicendo che quelli delle Clever sono dei
> bugiardi quando scrivono:
> "L'ultima nata di casa Clever per fucili camerati in 89 mm. La
> possente carica da 66 gr. riesce ad essere portata a bersaglio con
> velocità di tutto rispetto e grazie alla borra e le polveri impiegate
> senza risultare eccessivamente punitiva sulla spalla del cacciatore,
> prolungando la gittata di 25 mt."
> http://www.clevervr.com/caccia.html
> "prolungando la gittata" in italiano ha un significato chiaro.
>
Vedi Massimo, non ci si improvvisa esperti di balistica dell'arma liscia.
I concetti di portata pericolosa per l'essere umano e di portata efficace
sulla selvaggina sono due cose molto distinte.
La portata intesa da Clever ed altri non è legata all'energia sul pallino,
ma alla distanza alla quale si riescono a collocare i 5 pallini classici che
garantiscono l'abbattimento, sulla preda con sufficiente velocità residua.
Poichè il piombo medio grosso è penalizzato da una rarefazione della rosata,
se una normale cartuccia da 67 o 70 mm. (36 gr.) del 4 a 40 metri non
garantisce più i classici 5 pallini sul colombaccio o alzavola di turno, una
magnum 76 (50-53 gr.) porta tale distanza alcuni metri oltre, ed una 12/89
con 66 grammi porta i 5 pallini sulla silohuette del bersaglio fino a 15
metri oltre lo standard (i 25 metri se li sognano).
>>Tu con 66 grammi mandi semplicemente più pallini sul bersaglio ma non
>>cambi
>>affatto la loro efficacia terminale in penetrazione, energia e portata.
>
> A parte che cambio la dimensione della rosata, e non è cosa da poco.
Massimo la rosata resta tale se non cambi la strozzatura, è una matematica
certezza! :-)
> Ma i signori della Clever (vedi sopra) la pensano diversamente, pare.
> Riguardo alla dimensione della rosata e della sua inflenza, mi pare
> doveroso citare:
> "Ciò significa che se si spara verso un selvatico con pallini di 2,5
> mm e dietro di esso, a 180 metri di distanza, vi è una persona, questa
> può essere colpita anche se si trova spostata di 40 metri rispetto
> alla linea di tiro!"
> http://www.earmi.it/balistica/rosata.htm
>
Con pallini di 2,5 mm. (n. 7) a 180 metri arriveranno pochissimi pallini
ormai privi di velocità e pressochè innocui.
> Se poi insisti sul fatto che una magnum non ha una portata superiore,
> chiamo "come testimone" l'Editoriale Olimpia:
> "il fucile magnum e le cartucce magnum servono per sparare dosi molto
> pesanti di piombo, atte al tiro a grandi distanze"
> "la cartuccia magnum presenta caratteristiche esasperate rispetto alla
> pesante, utilizzando una carica di piombo ancora superiore, perciò è
> destinata all'uso specifico e saltuario, spesso limitato alla
> necessità di sparare molto lontano"
> (Antonio Granelli, "polveri, dosi e cartucce", 2a ed.)
>
Certo nel senso di mettere più pallini sul bersaglio, non di avere più
penetrazione ed energia residua.
> Il noto articolista Massimo Vallini, direttore di una nota rivista di
> settore, nel suo articolo "potenza sotto controllo" definisce la
> munizione super magnum da 89 millimetri come "ideale per la caccia al
> tacchino o alle oche a LUNGHISSIMA distanza".
>
Certo, stesso motivo, molti pallini e quindi più possibilità di attingere
l'animale con i classici 5 pallini, non più potenza sul singolo pallino.
Tieni presente che al tacchino ed alle oche non si spara oltre i 60 metri,
neppure col 12/89.
>>Se spari con pallini n. 11-12-13, ha ragione Rossella, a 50 metri, ti puoi
>>mettere bello dritto, in attesa di una rosata che sarà una pioggia di
>>innocui pallini privi di penetrazione pericolosa.
>>Diverso il discorso se spari con pallini n. 3-4-5 che a 50 metri sono
>>ancora
>>pericolosi (ma non mortali), infatti il limite oggetto della discussione
>>non
>>è di 50 ma di 150 metri.
>
> I dati che ho sotto mano sono quelli di un pallino da 7 e mezzo, cioè
> 2,5 millimetri.
> E quindi molto meno pericolosi dei 3-4-5 che indichi tu.
> Ecco la tabella:
>
> "La penetrazione del pallino"
> "Circa la penetrazione di pallini in tessuti molli, sono stati fatti
> esperimenti su blocco di gelatina constatandosi che alla distanza di
> 35 metri e pallini da 2,5 mm la penetrazione è attorno ai 60 mm, se di
> 3 mm di diametro, la penetrazione è attorno ai 70 mm, se di 3,5 mm
> attorno agli 80 mm. Con pallini da 2,5 mm si è avuta, alle varie
> distanze, la seguente penetrazione
>
> Distanza in m Penetrazione in mm
> 15 69
> 20 64
> 30 50
> 40 33,6
> 50 23,5 "
> Fonte: lo stesso sito indicato sopra
>
> Quindi un pallino da 2,5 millimetri, che tu per primo non indichi tra
> quelli molto pericolosi (è un 7 e mezzo) a 50 metri penetra nei
> tessuti molli di 23,5 millimetri.
> Insomma... se un pallino sparato da 50 metri ti arriva in un occhio
> mentre stai andando a funghi... penetra nell'occhio per 2,3
> centimetri.
> L'occhio te lo sei giocato.
> Se ti arriva sulla giugulare... non la racconti.
La penetrazione in tessuti molli, così come è impostata non dice nulla.
I tessuti molli, sono di vari tipi ed hanno diverse resistenze
all'avanzamento del pallino, oltretutto devi togliere dalla penetrazione
l'energia usata per forare l'epidermide che è notevolissima per l'effetto
elastico della stessa.
Un pallino del 7,5 da 2,4 mm. a 50 metri ti può certo far perdere un occhio
ma non uccidere, il fatto è grave e viene evitato dalle regole attuali,
infatti nessuna distanza minima di direzione di sparo è ridotta a soli 50
metri, ma bensì a 150.
> Se vuoi posso postare sul NG binario la scansione della radiografia di
> un mio gatto che fu raggiunto da oltre 20 pallini solo alla testa, e
> che rimase cieco da entrambi gli occhi ed ovviamente con gravi
> lesioni.
> Oltretutto gli spararono in un giorno in cui la terra era coperta di
> neve, ed era proibita la caccia.
> Era il 6 gennaio... magari stavano aspettando che passasse la befana,
> per sparare anche a lei!
>
I delinquenti sparano anche ai cristiani e non rispettano, date, distanze e
numerazioni dei pallini, ma non tutti i cacciatori sono delinquenti!
>>> Ovviamente con delle 89 millimetri, e con caricamenti che utilizzino
>>> pallettoni più pesanti, la distanza alla quale un fucile è pericoloso
>>> è un multiplo di quella indicata dai regolamenti, che sono stati
>>> scritti quando le munizioni erano molto meno "toste" di oggi.
>
>>Le munizioni da 89 mm. c'entrano come i cavoli a merenda.
>>Le munizioni a pallini non sono oggi affatto più pericolose di 30 anni fa,
>>la legge 968 che mise il limite dei 150 metri è del 27/12/1977.
>
> Fammi capire... tutti quanti (parlo di Granelli, Vallini e tanti
> altri!) scrivono che la 12 super magnum ha una maggior portata di
> tutte le altre munizioni da 12ga. Sono dei fessi?
Non hai capito la differenza tra portata efficace venatoria in base alla
debnsità di rosata (quella di cui parlano Granelli e Vallini) e portata
pericolosa sull'uomo (quella di cui parli tu) di un pallino in base alla sua
energia residua.
Da qui, tutto ti appare inconcepibile, perchè non conosci la balistica
dell'arma liscia e non la puoi imparare in tre giorni leggendo a destra ed a
manca.
> La Legge è del 1977.
> Nel 1977 io non mi ricordo che esistessero in commercio in Italia
> fucili in calibro 12 super magnum.
> Cerco sul "catalogo Bolaffi del cacciatore e delle armi", che è di tre
> anni prima (1974) e non trovo un solo riferimento ad un solo calibro
> 12 magnum... ci sono solo dei 12ga, e tanti 16ga e 20ga (oggi i 16ga
> ed i 20ga saranno tutti nei negozi di antiquariato, o nelle campagne
> pavesi! :-) ).
> Non mi stupisce se considero che il Franchi SPAS 12, arma in calibro
> 12ga progettata per l'esercito e le Forze dell'Ordine negli anni
> ottanta (usata in Libano dalle truppe comandate dal Gen. Angioni), era
> camerata in 12/70.
> Non pretendendo di sapere un tubo di armi a canna liscia, argomento
> che non mi ha mai appassionato, ma mi resta comunque il fondatissimo
> sospetto che nel 1977 in Italia esistessero in commercio solo armi in
> calibro 12/65 e 12/70.
> Solo successivamente sono apparse in Italia le armi camerate per le
> munizioni 12/76 e 12/89 che, secondo tutti, hanno una "maggior
> portata", che viene definita "lunghissima" (cit. Vallini).
> Però tu mi dici che le munizioni a pallini non sono più pericolose di
> 30 anni fa.
> Io leggo che non solo sono più pericolose le munizioni, ma sono molto
> più pericolosi i cacciatori, visto che i calibri più piccoli sono
> quasi scomparsi e nella mia zona non se ne vede più uno in mano ad un
> cacciatore, sostituiti da calibri molto più performanti e con portate
> maggiori.
> Se prima su cento cacciatori ce ne potevano essere 40 che usavano il
> 12ga., e gli altri usavano calibri inferiori... adesso ce ne sono 40
> che usano il 12ga e gli altri usano CALIBRI SUPERIORI.
>
Massimo, il 12/76 esiste in Europa dagli anni 60, il mio Browning Auto Five
Magnum è stato prodotto a partire dagli anni '60 o poco prima .
Il 12/89, munizione degli anni '80 serve per sparare più piombo, ma non con
maggior potenza sul singolo pallino.
Questo è un concetto che se non capito non ti permette di tradurre che quel
"potenza in più" significa 10 metri in più non in virtù dell'energia residua
ma dei 2 pallini in più sul bersaglio.
> Comunque la domanda non era riferita ai 150 metri, ma ai 50 metri.
> E credo ci sia anche una logica, visto che un cacciatore può camminare
> a 50 metri da una strada comunale tenendosela alle spalle o ai lati,
> ma se una lepre da destra o da sinistra va in direzione della
> strada.... ecco che se non è "superman" si trova a sparare verso una
> strada comunale da una distanza di 50 metri.
> Ed è logica la domanda se a 50 metri un colpo di fucile da caccia sia
> mortale o no.
>
Negativo, ti arrampichi sugli specchi.
La legge dice che tu verso la strada non puoi sparare se non hai i 150 metri
di distanza, punto e basta.
Ed infatti con 150 metri tu elimini tutti i pericoli.
>>> La rivista Armi e tiro ha sul suo sito la "prova" fatta ad un fucile
>>> Remington che, utilizzando munizioni commerciali da 75 mm. (3") a 50
>>> metri realizza una "ottima rosata", smentendo clamorosamente l'ipotesi
>>> che a 40-50 metri i pallini siano già in ricaduta.
>
>>Questo era vero anche 30/40 anni fa.
>>Il pallino n. 4 è pericoloso oltre i 50 metri, infatti il limite è di 150
>>metri.
>
> Come sopra....
> Cammini con la Statale Adriatica sul fianco destro, ti esce una lepre
> da sinistra che ti attraversa la strada andando in direzione della
> scarpata che costeggia la statale. Ti giri appena per seguirla.... e
> spari al tizio che sta preparando le piadine dall'altra parte di una
> strada statale a 4 corsie.
> Certo... puoi dire che non poteva sparargli perchè non è consentito
> sparare in direzione della strada da meno di 150 metri... ma la
> meccanica dell'incidente (annunciato!) è tale che fino a quando non
> verra' unificato il limite di 150 metri di distanza di sicurezza da
> strade (comprese le interpoderali), case, capannoni, coltivazioni
> (ricordo che la caccia inizia PRIMA della raccolta dell'oliva! In
> Italia centrale l'oliva la si sta raccogliendo in questo periodo!), di
> questi morti per caccia continueranno ad essercene TROPPI all'anno.
> E non è giusto che un povero Cristo che sta preparando piadine per
> campare, lungo una delle strade più trafficate d'Italia, si trovi in
> ospedale per una fucilata!
>
La distanza di 150 metri è sufficiente a garantire sicurezza e deve solo
essere rispettata, il resto è faziosa pretesa di limitare i diritti che una
buona legge concede ai cacciatori.
>>> Se da 50 metri tiri contro una persona, la stecchisci" sul posto, e lo
>>> dimostrano gli stessi depliant di remington, Benelli e Beretta.
>
>>Se parliamo di effetti reali e non di mera casualità, con una cartuccia a
>>palla è vero quanto dici, ma con pallini da caccia non stecchisci nessuno,
>>la puoi solo ferire.
>
> L'ultimo morto così l'abbiamo avuto a dieci chilometri da qui a
> settembre, al primo giorno di apertura (in deroga).
> Quindi non si sparava a palla o a pallettoni, ma a pallini!
> Lo sono andati a prendere con la barella coperta di metallo bianco,
> non hanno nemmeno tentato il trasporto in ospedale.
> E gli ha sparato il vicino di capanno.
> Tu puoi chiamarla "mera casualità", io lo chiamo "morto che doveva
> essere evitato".
>
I due capanni devono distare 150 metri uno dall'altro, la legge lo impone,
se fai i due capanni a 20 metri e uno spara verso l'altro ci scappa il morto
e così è stato.
>>> Una volta si potevano scegliere un sacco di calibri (e nei fucili a
>>> munizionamento spezzato, più basso è il numero e più grossa è la
>>> munizione).
>>> In Italia il calibro da caccia più "grande" utilizzabile è il 12ga., e
>>> restano esclusi il calibro 10ga., l'8ga. ecc.
>>> Le aziende si sono adeguate alla continua richiesa di calibri più
>>> lesivi, e non potendo aumentare il diametro della munizione (il .12ga
>>> è il calibro per canna liscia più grande utilizzabile, per la legge
>>> italiana) hanno aumentato la lunghezza della munizione e
>>> conseguentemente la quantità di polvere (e di piombo!).
>>> Ha inciso il fatto che non ci sono più i cacciatori di una volta, che
>>> erano capaci di andare a caccia con munizioni adeguate alla preda.
>
>>Sbagliato.
>>I grossi calibri erano utili per le cacce in zone vallive dove si sparava
>>sul branco posato in acqua ed avere più pallini significava fermare più
>>prede, che allora erano la cena ed il pranzo di alcuni giorni.
>>Nella caccia sportiva di oggi un cal. 8 tra l'altro non spalleggiabile con
>>facilità da tutti non avrebbe senso, infatti è scomparso.
>
> "Caccia sportiva" ovviamente è un termine che "non passa" :-)
> Diventerà "sportiva" quando anche i fringuelli o le pispole avranno un
> fucile :-)
ROTFL, e le vacche, i maiali e le capre un coltello o una pistola da
mattazione e la forza e l'intelligenza per difendersi...!
Dai siamo seri.
> Tu dici che il calibro 8 è scomparso perchè non avrebbe senso.
> Io dico che se non fossero stati proibiti *per legge* i calibri
> superiori al 12ga., sarebbe ancora usato.
> Su Armi e Tiro di Ottobre 2005 c'è un articolo sul Remington 11/87 in
> calibro 12 super magnum, e la presenza di questo fucile viene
> giustificata proprio dal fatto che la legislazione italiana non
> consentiva di importare il semiautomatico SP-10 ("Perfect for
> high-flying geese", scrive la pubblicità, puntando ancora una volta
> sull maggiore portata!) in calibro 10ga, ancora ampiamente usato negli
> Stati americani che non l'hanno ancora proibito.
> Non possiamo nasconderci che la tendenza degli ultimi anni è stata
> quella della costante ricerca di calibri con una maggiore lesività.
> Tra l'altro in diversi di questi articoli sui fucili camerati in 12
> super magnum si parla del mercato di queste armi costituito, in
> Italia, dai cacciatori di colombacci.
> E non mi risulta che i colombacci siano uccelli acquatici :-)
>
Ti ho già spiegato qual'è il senso di portata venatoria.
Se non fossero proibiti i calibri maggiori, non escludo che l'8 Magnum
potrebbe essere usato da qualche vallarolo per ribattere feriti lunghi in
acqua, ma fidati che nessuno sparerebbe regolarmente con armi di 8-9 kg. che
lanciano 90 grammi di piombo a bassa velocità iniziale.
>>> Adesso per andare a sparare ad un cinghialeto si utilizzano calibri
>>> che hanno a malapena senso nelle cacce africane.
>>> La maggior parte dei "big five" uccisi nei safari africani, sono stati
>>> uccisi con calibri di gran lunga meno performanti di quelli che
>>> qualunque cacciatore utilizza per andare a cacciare un cinghialetto di
>>> 30 chili!
>
>>Sai almeno quali sono gli animali compresi nei Big Five e quali sono i
>>calibri elettivi per questi?
>
> La frequentazione di Gaetano mi ha insegnato un sacco di cose che...
> non avrò occasione di mettere in pratica :-)
> Ho anche imparato che il calibro che ha ucciso il maggior numero di
> grandi animali africani è il .303 british.
Per quello anche il 7x57, ma non ti puoi basare sull'eccezione, anche
raymnod caranta per difesa portava una Walther TPH in calibro 22 LR.
Però a cacciare i Big Five, ci si va abitualmente col 375 H&H oppure col 416
Rigby e per difesa si porta minimo u 9 mm., questo è quello che accade nella
realtà.
> Se oggi cerchi di fare usare questo calibro ad un cacciatore che vada
> a cinghiali... non accetterà mai di usare un calibro così misero!
> Non ci sono più i cacciatori di una volta....
>
E chi lo dice?
Gualberto ha fulminato una buona parte dei sui cinghiali proprio con il 303
Br. e moltio anche con il 6,5x55.
Io ho ucciso diversi cinghiali col 243 W.
Poichè non siamo tutti uguali, si può dire che 308 W. e 30-06 sono calibri
perfetti per il cinghiale.
>>> Se scarichi questo depliant:
>>> http://www.benelli-armi.com/Images/Image.asp?ID=1609&Scarica=yes
>>> vedi da sola la notevole varietà di munizionamento utilizzata
>>> nell'attività venatoria.
>>> Quando è stata scritta la legge, le munizioni più performanti non
>>> esistevano.
>
>>Non è assolutamente vero, le magnum di elevata potenza esistevano già da
>>diversi anni prima.
>
> Come ho già scritto, ho sfogliato pagina a pagina tutto il "catalogo
> Bolaffi del cacciatore e delle armi", 4a edizione del 1974.
> Non metto in dubbio che questi calibri esistessero ALTROVE.
> Io, IN ITALIA non trovo traccia della loro commercializzazione e del
> loro uso.
Per forza, stai navigando in un argomento che non conosci nè tecnicamente nè
storicamente.
Il catalogo Bolaffi usalo nella versione filatelica per i francobolli!
Il mio Browning Auto Five Magnum era usato dal suo precedente proprietario
nel 1970 con cartucce Federal e Remington 12/76 con 53 grammi di pallini.
> Sai perfettamente che giro per numerose armerie... eppure continuo a
> trovare fucili degli anni cinquanta in 12/65, fucili degli anni
> ottanta in 12/70... e niente di più.
Il 12/70 era il calibro più diffuso fin dall'inizio del secolo sui fucili da
caccia e tiro, dagli anni '50 il 12/65 è stato completamente soppiantato
anche se soprattutto a livello artigianale qualche produzione di armi 12/65
è rimasta.
> Ovviamente se escludi l'utilizzo assolutamente particolare, e
> riservato a chi vivesse sugli specchi d'acqua, delle spingarde sui
> barchini.
> Nel catalogo Bolaffi del 1974 non trovo, tra i fucili in vendita in
> Italia, uno straccio di fucile in 12/89.
Il magnum è tecnicamente definito il calibro 12/76 con 46/48/50 grammi di
piombo.
Il Super Magnum è il 12/76 con 53/57 grammi di pallini
Il Super Magum 3 1/2 o 12/89 è uscito all fine degli anni '80
> Se mi dici che fucile poteva esserci in Italia in quegli anni... lo
> vado a cercare!
> Ho persino guardato in che calibro era l'aggressivo "High Standard
> modello Ten", arma da difesa degli anni settanta in calibro da caccia,
> trovando un deludente 12 demi magnum.
> E gli americani continuavano a portarsi in trincea come fucili a
> munizionamento spezzato i loro Ithaca ed i loro Mossberg in calibro
> 12/70, come oggi utilizzano ancora i Mossberg 590 in 12/76.
>
>>> Anche perchè si pensava che il rinculo proibitivo di munizioni così
>>> potenti le avrebbe comunque estromesse dal mercato.
>>> L'utilizzo di tecnologie che consentono di ammortizzare il rinculo (il
>>> fucile del depliant è un "Benelli confort" dotato di queste
>>> tecnologie) hanno reso possibile l'utilizzo di munizioni che non solo
>>> non esistevano, ma erano impensabili.
>
>>Non è affatto vero, allora il rinculo di una magnum a 57 grammi era
>>ugualmente ammortizzato da un fucile di maggior peso, le armi attuali con
>>assorbimento passivo del rinculo ti permettono di portare un'arma di
>>uguale
>>potenza ma più leggera, tutto qui..
>
> Traduco....
> Una volta per potere usare un calibro che tirasse 57 grammi di piombo
> senza massacrarti la spalla, dovevi avere un fucile che pesasse
> un'iradiddio.
> Oggi, con le nuove tecnologie, hai un fucile che pesa 3200 grammi e
> che può tirare 66 grammi di piombo con il rinculo di una munizione da
> 28 grammi.
>
Non è proprio così, ma va bene ugualmente.
Tu hai mai sparato nel 12 cartucce con 24-28-32-36-40-42-46-48-50-53-57-66
grammi di pallini?
Perchè se non le hai mai sparate, stiamo sprecando fiato!
> Mi pare giusto sottolineare che con il fucile che pesa un'iradiddio,
> non andavi alla vagante.
> E quindi ALLORA non aveva alcun senso considerarne la lesività, perchè
> lo si usava da appostamento, e non te lo trovavi certo a 50 metri da
> una strada statale!
> Oggi un fucile con una lesività maggiore... lo trovi praticamente come
> "standard" di qualunque cacciatore, e con la scusa che con un Nova
> puoi scegliere se usare una 12/70 da 28 grammi, o 12/76, o 12/89 da 66
> grammi... ce l'ha in spalla chiunque.
> Compreso quello che cammina avendo la Statale Adriatica a 50 metri
> sulla destra.... ma se parte la lepre sono dolori!
>
>>> Quest'anno il primo giorno di apertura (in deroga!) nelle Marche un
>>> cacciatore ha sparato in direzione del suo vicino di capanno, e ad
>>> oltre 40 metri l'ha stecchito.
>>> Era l'apertura alla migratoria, quindi escludo che utilizzasse
>>> pallettoni o comunque munizioni "toste", ma ad oltre 40 metri l'ha
>>> stecchito lo stesso.
>
>>Probabilmente alcuni pallini al collo, emorragia ed una gran sfortuna di
>>chi
>>è stato colpito, pur se 40 metri sono una distanza veramente breve.
>
> Non è sfortuna....
> Se costruisci una casa, non usi come criterio che "al cinquanta per
> cento non crolli"!
> Una casa deve essere costruita in maniera da non crollare!
> La distanza di 50 metri non offre la sicurezza che dovrebbe offrire.
> Non puoi calcorare una distanza di sicurezza basandoti sul fatto che a
> quella distanza *quasi sempre* chi viene colpito non muore!
> La distanza di sicurezza deve essere tale non lasciare spazio alla
> "sfortuna".
>
>>> Se l'altro fosse stato a 50 metri non sarebbe cambiato nulla.
>
>>Una ipotesi non la puoi fare se non conosci la materia; un pallino del n.
>>4-5 passando da 40 a 50 metri perde molta energia e penetrazione, certo
>>che
>>se sei sfortunatissimo, un pallino anche con poca energia che ti entra in
>>una cavità auricolare forse ti potrebbe stecchire anche a 60 metri.
>
> Bene... io non conosco la materia.
> Ma ancora so leggere.
> E per le materie che non conosco (come sottolinei) vado a leggere chi
> è più bravo di me.
ma non impari certo nozioni di una intera e complessa materia in 5 giorni di
letture a collage...!
Infatti fraintendi e capisci solo ciò che ti fa comodo.
> Io non ti sto dicendo "è una mia impressione" o "io ritengo che...".
> E non gioco nemmeno a fare "il fenomeno che sa tutto della balistica".
> Ho postato una tabella relativa alla penetrazione dei pallini in corpi
> molli, che non parla di una indefinita "molta energia e penetrazione",
> ma calcola QUANTA penetrazione in un corpo molle perde, misurandola in
> millimetri.
> Insomma... un parametro oggettivo.
Tralasciando la spesa di energia per attraversare la cute???
> Se fossimo stati seduti alla stessa scrivania.... avrei usato un
> programma di balistica per farti qualunque calcolo ti potesse
> interessare, e di questi programmi (scritti da gente che "conosce la
> materia") ce ne sono tanti.
>
>>Su questa tua ipotesi non ci puoi basare una campagna denigratoria
>>generale
>>e gratuita contro la caccia
>
> Non è una campagna denigratoria.
> E' la realtà che ho vissuto quotidianamente abitando da oltre 15 anni
> in campagna, dove i cacciatori si comportano esattamente così.
> Ci sono *forse* un paio di eccezioni!
> Quando abitavo in città, credevo anch'io che fossero vere quelle balle
> sull'etica venatoria che raccantavano i cacciatori, che i cacciatori
> cacciassero solo dove e quando si poteva, e persino che raccogliessero
> i bossoli sparati.
Solitamente è così!
> La realtà dei fatti è molto diversa, e per fortuna sono due anni che
> sono riuscito ad allontanare i cacciatori ad oltre 100 metri da casa
> mia (cosa che a tuo parere sarebbe dovuta essere implicita per un
> vincolo di legge!).
> Ma per allontanarli... sono serviti i Carabinieri, tanto tempo e
> tantissima pazienza.
> Ma finalmente il passa-parola ha funzionato.
>
Felice che sia accaduto.
>>infarcita di imprecisioni e palesi
>>dimostrazioni che non conosci affatto la balistica dell'arma liscia. :-))
>
> Questi sono reclami che devi muovere al Sig. Granelli ed al tuo
> collega Dott. Vallini :-)
Granelli è morto nel 1999 e da allora è stato sostituito presso l'Olimpia da
un altro esperto...
Vallini non mi risulta sia un esperto di balistica, quanto semplicemente il
direttore di A&T.
> Dove era possibile avere un link, l'ho postato.
> Dove non era possibile ho scritto su quale libro, o su quale rivista,
> è scritto quello che riporto.
>
> Ti ricordo ancora che la domanda era se a 50 metri da un cacciatore
> che spara si possa essere sicuri.
Se la distanza di 50 metri non prevede un tiro nella direzione della sagoma
si è sicuri (e lo si è sempre stati).
Oltretutto sono certo che chi ha fatto leggi in merito nel passato fosse
molto più onesto ed obbiettivo di chi le leggi e le regole le vorrebbe
modificare oggi, e non mi riferisco solo a te.
> Io dico di no... ed anche quel poveretto morto il primo giorno di
> caccia sarebbe d'accordo con me.
Chi è morto di piombo in pallini non era a 150 metri (e neppure a 50) questo
è certo.
> Se vuoi fare la prova... sai dove abito.
Anche senza prove, presto con Dodi, verrei volentieri.
> Un paio di fucili in 12/76 dovrei averli.
> Ma il fucile lo tengo io :-)
Negativo, pur fidandomi delle intenzioni, non mi fido delle capacità, con
un'arma a pallini sparo io ed il bersaglio è una sagoma carta e paraffina!
:-)))
Cordialità
G.G.
>>
>>
>
> Massimo, il 12/76 esiste in Europa dagli anni 60, il mio Browning Auto
> Five Magnum è stato prodotto a partire dagli anni '60 o poco prima .
> Il 12/89, munizione degli anni '80 serve per sparare più piombo, ma non
> con maggior potenza sul singolo pallino.
>
> Cordialità
> G.G.
Eh no, eh, giovanotti!! :-)) Parliamo di grandi fucili, magnum nella
fattispecie, e ci dimentichiamo del Breda, anzi, del grande Breda! Intendo
quello a canna rinculante. Il mio primo Breda cal 12, lo acquistai usato nel
'66 cui segì un 20 Magnum l'anno dopo, usato, naturalmente. Penso che fosse
stato costruito nel '62 o '63, se ben ricordo, e sparava fino a 34/35 grammi
di piombo, a bassa velocità, anche se a prezzo di un rinculo sostenuto. Mi
piace ricordare che la cameratura, era un compromesso voluto da Breda, in
73mm, in modo da sparare cartucce da 76mm senza pericolo per la camera
troppo corta ( 70 mm ad esempio) e non soffrire del degrado della rosata,
che si ha per scarsa tenuta del borraggio, sparando un bossolo corto ( 65 o
70mm) in una camera da 76mm. E penso che Breda avesse ragione, visti i
risultai di quelle canne, costose da costruire, ma dalle prestazioni
superlative. Il primo magnum Breda, in cal 12, lo acquistai nel '71, sempre
usato ( i soldi erano quelli di uno studente squattrinato) costruito 6/7
anni prima. Ora ho, fra gli altri, 5 Breda di cui uno in cal.20. Se mi
ricapitasse un magnum di allora, ci farei volentieri un pensierino...:-))
Ciao
dodi
Sei un poeta della bella epoca della caccia italiana e delle armi da caccia
italiane ed hai ragione, il Breda magnum doveva essere menzionato!
La camera Breda magnum era 72 mm. per consentire l'uso dei bossoli da 65 mm.
senza perdite significative di gas.
Cordialità
G.G.
Il 12/89 con 66 grammi di piombo ha mediamente vuzero di 320/350 m/s, quindi
più basse di 40/60 m/s rispetto alle cartucce magnum 12/76 con 50/53 grammi
di piombo e di 70/90 m/s rispetto alle cartucce 12/70 più prestanti con 36
grammi di piombo.
Nella prestazione balistica di ogni cartuccia, nessun pasto è gratis!
Cordialità
G.G.
Ovviamente questo a parità di diametro dei pallini caricati.......
o no ?
ciao
danidane
>> disponibile oggi è mia umilissima opinione che 150 metri siano
>> pochini, quantomeno se dalla parte sbagliata della canna ci sono io!
>>
>
> Sempre con moltissima umiltà, cerchiamo di essere obbiettivi e
> schietti, come siamo sempre stati su questo luogo di discussione.
> La caccia a pallini, non porta pericoli se la distanza dei 150 metri
[snip]
Non metto in dubbio quanto hai scritto, anzi convengo che è sicuramente
più pericoloso il tipo che si china a raccogliere il cd in auto
diciamo che in mezzo a tanti tecnicismi, corretti per carità, ho aggiunto
un punto di vista più "psicologico"
quello che volevo dire è che posso anche leggermi tutti i trattati di
balistica e fisica del mondo, ma se vedo uno a 150 metri che mi punta
continuo a sentirmi leggermente insicuro
>
>:-)
> ma sapete quanta gente si sfascia ogni domenica sui campi da calcio o
> sulle piste da sci? perň non se ne parla...
> Rossella
>
>
se č una provocazione ok, altriment come paragone non ci azzecca molto
un conto č se mi rompo una gamba mentre scio, altro č se il mio compagno
di battuta mi scambia per un cinghiale!
Non me ne volere ma... vaccinarsi e mangiare sono due necessità, la caccia
direi proprio di no...
Chi la pratica lo fa per passione, non certamente per proteggersi da brutte
malattie o per vivere.
Ciao
Sandro
Più che d'accordo con te :-)
E quello che di più fa incazzare è che moltissime volte ci rimette chi con
la discoteca non c'entra niente :-(
Ciao
Sandro
Per puntualizzare meglio:
non voglio dar la colpa alle discoteche ed ai loro frequentatori "normali",
ma alle teste di c... che ci si sballano e poi si mettono al volante...
Ciao
Sandro
>Scusate se mi intrometto, ma mi pare che stiate sproloquiando tutti e due.
>Parlate di lesività, di gittata, ma non parlate di Vuzero. Io da perfetto
>ignorante di caccia, ma da modesto conoscitore di fisica, invece dico che se
>abbiamo due pallini che hanno stessa vuzero, quello con più massa andrà più
>lontano, indipendentemente dalla cartuccia, dalla chiusura, dalla canna, dal
>calcio, dal mirino e dal cane. Stessa cosa se a parità di pallino avrò una
>maggiore vuzero.
Più che postare una tabella (ed il relativo link al sito di Mori) che
indica, per un minuscolo pallino da 2.5 mm., qual è la penetrazione
nei tessuti molli a 50 metri... cos'altro dovevo fare? :-)
La Alliant (che come tutti gli americani deve "stare bassa" nel
fornire le dosi di ricarica!) per la ricarica delle cartucce 12/89 con
1 3/8 di piombo riferisce una velocità alla bocca di 1300 fps.
A sentire Garolini, pare di vedere un film di Don Camillo "sì, erano
pallini, ma erano quelli piccolini, da passerotto".
Ho postato i dati presi da un sito assolutamente attendibile, e mi
pare doveroso ricordare che un pallino da 2,5 pesa solo 0,091 grammi,
contro 0,373 grammi per un pallino da 4 millimetri (quindi un 1).
>Secondo me un pallino nel bossolo da 89 mm andrà più lontano solo se la sua
>vuzero sarà superiore. Nessuno dei due ha detto che sia così o no.
>Ha ragione Garolini se ad un aumento della quantità di pallini resta pari o
>diminuisce la vuzero, ha ragione Max se invece abbiamo ANCHE un aumento di
>Vuzero determinato da polveri e grammature delle stesse più performanti.
>Avete dei dati per confermare o confutare quanto viene detto?
Mettiamola così.... già sono usciti in due o tre (te compreso, e me ne
dispiace!) a suggerire di non postare dati che potrebbero portare
sostegno (quantunque involontario!) a favore dei contrari alla caccia.
D'altra parte non occorre essere un progettista di auto per chiedere
di vietare una strada al traffico... e non occorre essere un esperto
di balistica per capire che se la Winchester per il tiro al tacchino
selvatico a lunga distanza vende delle cartucce 12/89 (e non le
12/70!), ha le sue buone ragioni.
Se anche queste ragioni fossero soltanto la rosata più "piena"... già
basterebbe questo per fare aumentare il pericolo, perchè la
probabilità di subire gravi danni aumenta con il numero di pallini.
Per la cronaca, sempre secondo Mori, che ovviamente posta sul suo sito
le sue fonti, la velocità limite, quella al di sopra della quale il
pallino NON si limita a creare un ematoma, per il 4 millimetri è di 81
m/s se colpisce la cute, e 63 m/s se colpisce un occhio.
E se non ricordo male questo articolo fu anche pubblicato su Diana o
Diana Armi.
Un pallino da 4 mm. a 50 metri dalla bocca viaggia a 202
metri/secondo.
E questo vale per una comunissima cartuccia 12/70.
Se in più è una 12/89 non ti arriverà un pallino, ma te ne arriveranno
trenta!
Se poi la cartuccia fosse una tre zeri (cioè una cartuccia liberamente
venduta in qualunque armeria, e che i cacciatori non sono nemmeno
tenuti a denunciare!), che ha pallettoni da 4,5 mm. del peso di 0,531
grammi, la velocità residua a CENTO metri è di 156 metri al secondo.
Come se ti sparassero a bruciapelo con una carabina ad aria compressa
"liberalizzata".
Stiamo parlando di distanze DI SICUREZZA.
E quando si parla di sicurezza nessuno è così idiota da progettare un
trabattello considerando che un operaio pesi settanta chili.
Perchè troverò operai che ne pesano ottanta, o novanta, e se voglio
parlare di SICUREZZA dovrò per forza di cose considerare come "PESO
MINIMO" il peso massimo possibile di un operaio, e che abbia sulle
spalle un sacco di cemento.
E poi dovrò RADDOPPIARE quei valori. Per sicurezza.
Una nota azienda italiana che vende fucili decisamente costosi testa
(una tantum, visto che si tratta di un test distruttivo!) le proprie
canne da 12ga. supponendo che un cacciatore abbia in tasca delle
munizioni da 20ga., che per sbaglio ne infili una nel 12 e che resti
bloccata lungo la canna.
Il cacciatore se ne dimentica, carica una cartuccia da 12ga., e la
spara.
La canna di un fucile di qualità deve poter resistere a questa
situazione.
QUESTA è sicurezza.
Definire "sicurezza" i limiti imposti in ambito venatorio.... è come
progettare una scala a pioli usando il truciolare per i pioli, e
sperare che non venga mai usata quando piove, o da chi pesa più di
quaranta chili!
Qui:
http://earmi.it/balistica/rosata.htm
trovi tutte le tabelle, con pesi, diametri, velocità ad una
determinata distanza a seconda del diametro del pallino utilizzato
eccetera.
Ma siccome non è una pagina che abbia come scopo quello di evidenziare
i limiti dei margini di sicurezza, i dati li devi andare a recuperare
dalle varie tabelle.
E quando scoprirai che non esiste nessuna sicurezza nei "limiti di
sicurezza"... ti diranno che non capisci un cazzo di balistica, ed è
inutile guardare tabelle fin troppo chiare :-)
Sandro wrote:
> Non me ne volere ma... vaccinarsi e mangiare sono due necessità, la
> caccia direi proprio di no...
> Chi la pratica lo fa per passione, non certamente per proteggersi da
> brutte malattie o per vivere.
Sono d'accordo con te, ma il motivo per il quale ci si espone al rischio
non mi pare rilevante.
Volevo solo sottolineare che andare a caccia non è più pericoloso che
svolgere normali attività, magari anche essenziali alla vita quotidiana.
E lo scrivo da non cacciatore, ma da appassionato di armi, essendo la
pratica venatoria l'attività armiera di fatto più rischiosa.
Garolini Gianluca wrote:
> Granelli è morto nel 1999 e da allora è stato sostituito presso l'Olimpia da
> un altro esperto...
Mi sa che lo conosco... ;-)
Max wrote:
> http://www.promiseland.it/view.php?id=635
"Con riferimento ai dati del 2001 si è calcolato che si verifica un
incidente mortale sul lavoro ogni 3.500.000 circa giornate lavorative e
almeno un incidente mortale di caccia ogni 550.000 circa giornate di
caccia. Ne risulta, dal rapporto fra tali cifre, che si muore di caccia
almeno 6.4 volte più frequentemente che sul lavoro. Inoltre, la
probabilità che che un incidente di caccia abbia esito mortale è 297
volte maggiore che negli incidenti sul lavoro."
Quando si fanno considerazioni simili sulla base di dati non citati e
senza indicazioni delle fonti mi sovviene una famosa frase di Disraeli,
secondo la quale la statistica è "l'arte di mentire con precisione,
ossia una forma raffinata e sottile di menzogna".
Dati e fonti non sono citati neanche nel "sunto esteso".
I links al "testo integrale" sono risultati, al momento, non raggiungibili.
Direi che probabilmente i rapporti sono stati estrapolati da qualche
dato gonfiato tirato fuori dalle associazioni ambientaliste.
L'anno scorso furono controllati, questi dati, poiché parevano
assolutamente esagerati. Si scoprì che si erano classificati come
"incidenti di caccia" i malori, le cadute, i litigi e gli incidenti
automobilistici... persino un incidente causato dallo scontro di due
barche su un lago. Non solo, ma qualsiasi ferimento era stato fatto
passare per incidente mortale. I dati depurati finivano per ridurre gli
incidenti relativi alle armi da fuoco a una frazione, ridotta poi
ulteriormente dal fatto che alcuni episodi risultarono veri e propri
reati mascherati da incidenti.
http://www.cncn.it/novita_011.htm
Comunque, nel 2006, a fronte di 23 decessi direttamente legati
all'attività venatoria, si sono verificati 124 incidenti mortali per
nuoto e balneazione, 91 per escursionismo, 40 nel volo sportivo, 39
nella raccolta funghi, 36 nell'alpinismo, 35 nell'attività subacquea, 23
nella pesca, 13 nello sci e 17 per jogging, calcio e ciclismo.
In Italia ci sono ufficialmente 830.000 cacciatori, che possono cacciare
per circa un centinaio di giornate l'anno. Se consideriamo che i morti
reali per incidenti di caccia nel 2006 sono stati 23, anche con
valutazioni prudenziali siamo ben lontani dalle considerazioni che sono
alla base dello "studio".
Che poi è inficiato alla base, dal momento che non è possibile comparare
nelle loro conseguenze attività disomogenee come la caccia, o
l'escursionismo, con l'attività lavorativa. Vogliamo applicare i criteri
della sicurezza e igiene dei luoghi di lavoro anche alla raccolta di
funghi, che con i suoi 39 morti è un'attività una volta e mezzo più
pericolosa della caccia?
Ah, "il D.L. 626/94" (che poi non era un D. L., bensì un D. Lgs.), alla
data della redazione della pagina linkata (20/08/2008, proprio in
prossimità della preapertura) era già da tempo stato abrogato dal D.lgs
81/2008.
La scientificità non è una pretesa, ma un costo, e l'onestà
intellettuale il primo requisito.
Un 12/89 è meno pericoloso sulla distanza massima di un 12/70 perchè lancia
pallini a vuzero molto minore, l'ho già detto.
Nelle normali cartucce 12/67 e 12/70 i pallini sono numericamente meno, ma
partendo con molte decine di metri al secondo di vantaggio (80/90 m/s),
avranno sempre una penetrazione maggiore rispetto al 12/89 ed al 12/76,
questo è il punto essenziale per la pericolosità.
Che tu sia in fallo lo dice questa frase:
" La Alliant (che come tutti gli americani deve "stare bassa" nel fornire le
dosi di ricarica!) per la ricarica delle cartucce 12/89 con 1 3/8 di piombo
riferisce una velocità alla bocca di 1300 fps."
Tu mi prendi un 12/89 con vuzero di 396 m/s ma con soli 39 grammi di
piombo, quando hai finora citato i 66 grammi.
I 39 grammi in una cartuccia 12/70 te li posso mandare con pressioni
ampiamente nella norma a ben 430 m/s e te lo dimostro quando vuoi!
Perchè non dici quanto riportano di vuzero le tabelle per la massima
grammatura di 2 once e 1/3 pari a 66 grammi!?
Ora se credi che la pericolosità sia data dalle nuove potentissime cartucce
12/89, con LUNGHISSIMA portata, hai preso un abbaglio, perchè la potenza di
queste super prestanti cartucce c'è sicuramente ma è intesa per fornire
vantaggi a caccia sulle distanze tipiche della caccia che sono al massimo
50/60 metri, a queste distanze di estrinsecano i vantaggi della maggior
grammatura dei pallini, con più impatti sul bersaglio, tutto qui.
Ai 150 metri che ci interessano nel caso in questione queste cartucce
maggiorate arrivano con velocità minori e sviluppano minor penetrazione ed
energia di una normale cartuccia 12/70, e come ho detto fin dall'inizio,
sono meno pericolose.
Potrei aggiungere, ma è una finezza che non conoscendo la balistica
dell'arma liscia non prevedevi, che le cartucce magnum e supermagnum che
sviluppano elevate pressioni, in fase di deflagrazione, con l'arroccamento
ad alta pressione della colonna del piombo, creano una forte mutua
deformazione sui singoli pallini, che appaiono molto sfaccettati.
Questo effetto li rende assai meno aerodinamici e sui 150 metri l'effetto di
penalizzazione velocitaria rispetto ad una cartuccia 12/70 è catastrofico.
Vuoi in realtà solo e semplicemente allungare le distanze di rispetto da
case e strade, per penalizzare i cacciatori, non riuscendoci con un mezzo
popolare democratico?
Mi pongo un dubbio, lo fai per faziosità o perchè credi veramente
sia necessario?
Ti sei mai chiesto, come mai solo fino agli anni 70, quando queste attuali
distanze di rispetto non c'erano, non si siano mai verificati casi di
incidenti gravi, in numero apprezzabile?
Perchè gli incidenti di caccia veri, sono assai pochi e non aumentano da
anni.
Ti sei mai chiesto perchè in Svizzera ed altre nazioni, i poligoni di tiro
pur senza quinte e parapalle, non abbiano avuto casi di civili colpiti da un
colpo di 5,56 o di 7,62 o di 7,5x55?
I 150 metri sono una misura a prova di stupido, se adottassimo tale misura
anche per le automobili, non si potrebbe più circolare!
In tutti i campi e non solo a caccia, se usi un arma pericolosamente e
ferisci qualcuno in modo palesemente dovuto alla tua poca attenzione e
prudenza, ti deve essere tolta la facoltà di usare armi, e così è, ma non
puoi invece pretendere di penalizzare tutta una categoria di persone oneste
ed attente per un piccolo numero di idioti.
Massimo, tu sai che l'amicizia che ci lega è tanto sincera e profonda
(almeno da
parte mia) che non viene scalfita da queste banali cretinate, perchè tali io
le reputo, e non mi offendo personalmente se un amico che considero tale, mi
vuol sfottere su queste pagine con una battuta o contraddicendomi proprio in
quella che è la mia materia da oltre 30 anni.
Invece mi dispiace vedere come una persona intelligente, molto intelligente
ed acuta, di cui ho stima, si adegui al gioco sporco basato su falsità
enormi e baggianate a raffica che utilizzano solo e sempre questi tignosi
anticaccia, un gioco che a prescindere dalle idee non rende loro onore se
condotto su concetti volutamente distorti e falsati.
Io rispetto chi la pensa diversamente da me, ma pretendo altrettanto
rispetto.
Niente falsità e niente atteggiamenti faziosi, ... che fortuntamente le
gente vede bene.
Io non credo di essere cieco e sordo, se mi si dimostra realmente e non con
fandonie che la caccia è respinta dalla maggioranza degli italiani (e per
molte
anzi troppe volte non è accaduto) o crea pericoli tali da essere discutibile
per
la sicurezza della gente, mi adeguerò a cacciare in altre nazioni e non è
escluso che decida di andare ad abitare in un'altra nazione.
Magari dove tale attività umana e da sempre conosciuta come
caratteristica dell'uomo è considerata per quello che è realmente.
Ogni giorno per nutrire la gente vengono uccise e sgozzate centinaia di
migliaia di bestie, io credo di poter abbattere un fagiano sotto ferma del
mio cane o 15 allodole allo specchietto, per mangiarmeli con i miei
famigliari alla domenica, senza dare danni a nessuno.
Cordialità
G.G.
Ecco, pensa che la casistica di guai riportata sulla caccia che è
infinitamente minore di quella da discoteca o stadio, è dovuta alle solite
ineliminabili teste di c.... che come possiamo constatare facilmente,
essendo parte del genere umano sono ovunque ci sia l'uomo... però credo di
poter dire che non per queste poche teste di c... dobbiamo penalizzare
l'uomo in generale, chiudendo caccia, stadi e discoteche.
Tralascio chi ruba in ville ed appartamenti massacrando persone che sono in
casa loro e portando via i loro averi, problema affatto puntiforme, sempre
più diffuso, ma meno avvertito di altri che fanno letteralmente sorridere al
confronto ma sono più facili da attaccare, anche adducendo fandonie.
Cordialità
G.G.
Ma LOL !! 39 nella raccolta funghi ma... chissà se prima o dopo averli
mangiati ?
Sembra una domanda scema, ma sarebbe interessante sapere se sta genta è
morta mentre li stava raccogliendo o in seguito all'ingestione di funghi
tossici.
Ciao
Sandro
Max wrote:
> On Thu, 30 Oct 2008 04:54:12 +0100, Panglosse
> <panglo...@infinito.it> wrote:
>
>
>>I links al "testo integrale" sono risultati, al momento, non raggiungibili.
>
>
> Sai leggere o guardi solo le figure?
> Non sono raggiungibili per il superamenti dei limiti di banda.
> Significa che IN TROPPI hanno visto e stanno vedendo il testo
> integrale.
> Suggerire, prima di dare risposte a capocchia, di aspettare che il
> testo integrale sia raggiungibile per vedere se contiene già quello
> che chiedi.
Oh, calmo. Io ti tratto con rispetto, tu vedi di fare altrettanto.
Clickando il link alla ricerca complessiva sulla pagina che hai linkato
http://www.gondrano.it/desert/lab/caccia/celav.htm
nelle ultime 24 ore appare costantemente un messaggio di supposto
raggiunto limite di banda. Anche alle 4.54 del mattino di ieri, quando
ho inviato il messaggio di risposta, la pagina era irraggiungibile.
Poiché mi pareva assai improbabile che proprio che a quell'ora IN TROPPI
stessero vedendo il testo integrale, e poiché so leggere, ho fatto
qualche controllo, e ho verificato che l'intero sito non ha una pagina
di visualizzazione di default. In sostanza, su quel sito non c'è nulla,
e se c'è qualcosa non è raggiungibile. Il messaggio di limite di banda
deriva dal fatto che, probabilmente, il limite del numero di connessioni
è fissato a zero. Forse il proprietario non ha rinnovato l'hosting, e lo
hanno "oscurato".
L'altro link riportato nel sunto esteso
http://axdid.mat.uniroma2.it/~schillac/g/desert/lab/caccia/celav.htm
semplicemente non esiste più.
Pertanto ti faccio un'affermazione chiara, e non "a capocchia": i dati
da cui sono state ricavate le estrapolazioni non ci sono, non sono
riportati, né sono citate le loro fonti.
Se e quando saranno disponibili li prenderemo in considerazione.
Max, non ti devi dispiacere. Se vogliamo parlare di caccia si o caccia no,
non se ne può parlare con un verde o un animalista.
Io non sono cacciatore, ma amo la cacciagione, e nei confronti della caccia
non ho nè un atteggiamento positivo nè negativo.
Solo, non considero competenti sull'argomento chi la caccia la denigra a
priori, e che la vorrebbe vedere totalmente abolita. Questi stessi individui
sono quelli che vorrebbero totalmente abolire la detenzione non solo delle
armi da caccia, ma anche di tutte le armi, comprese archi, balestre, fionde,
giavellotti, clave, coltelli ecc. Ovviamente per vivere in un mondo
paradisiaco dove tutti sono buoni perchè non possono (secondo loro) fare bum
neanche con la bocca.
Sai benissimo che non sarebbe comunque così, ma chi pensa in questo modo
semplicistico mi fa venire l'orticaria appena comincia a parlare.
ciao
danidane
>>Poiché mi pareva assai improbabile che proprio che a quell'ora IN TROPPI
>>stessero vedendo il testo integrale, e poiché so leggere, ho fatto
>>qualche controllo
>
>
> Ah beh.... certo.... oltre a tutte le altre qualifiche sei anche uno
> specialista di informatica :-)
Troppe cose non sai Max.
>>e ho verificato che l'intero sito non ha una pagina
>>di visualizzazione di default.
>
>
> Ah, beh... se l'hai verificato tu... allora hai senz'altro ragione....
Certo che ho ragione.
Anzi avevo, perché adesso il sito è visibile, si vede che il
proprietario del dominio ha ricevuto la tua mail e si è dato da fare.
> Cavolo.... strano che la cache mi faccia vedere tutto il contenuto che
> secondo te non c'è :-)
Non giobbare. Nella cache c'è quello che c'era prima sul server, e che
non era più visibile. La cache è nel server cache, che, banale dirlo,
non ha una necessaria corrispondenza col contenuto del server
principale. Altrimenti a che servirebbe?
> L'hosting del sito è su Aruba, rinomato hosting provider di Poppi,
> ridente località appenninica toscana.
No. Aruba è solo il mantainer del dominio .it.
Il sito è in hosting reale altrove. Mi meraviglia che tu, così esperto,
non lo abbia visto. Peraltro è evidente, gli stessi DNS di puntamento
non sono su technorail.
> E' altresì possibile che il sito sia stato oggetto di un eccessivo
> consumo di banda creato ad arte da chi non voleva che fosse
> raggiungibile, mediante i soliti attacchi DDOS che hanno già
> "stranamente" colpito più di un sito animalista, nell'ultimo periodo.
Come no, è stata la CIA istigata dai cacciatori. Attacchi DDOS su Apache
aggiornato? E su un server dotato di NIF e LNT? Per giunta di un ISP
così "cazzuto"? Dai, siamo seri...
>>Pertanto ti faccio un'affermazione chiara, e non "a capocchia": i dati
>>da cui sono state ricavate le estrapolazioni non ci sono, non sono
>>riportati, né sono citate le loro fonti.
>>Se e quando saranno disponibili li prenderemo in considerazione.
>
> Sono disponibili anche adesso.... basta avere un minimo di abilità
> informatica.
> Ma se ti dicessi come fare non impareresti mai, e ti troveresti tra
> vent'anni come certi patetici vecchi inaciditi, incapaci di quotare
> due righe.
> E' meglio se la soluzione la trovi da solo. Bastano dieci secondi :-)
Ecco, qui ti volevo, ci sei cascato con tutte le scarpe.
Il link della cache l'ho inviato ieri sera alla ML privata, quella che
sostieni di ricevere in copia nella tua mailbox.
Adesso finiscila di ritenerti il più bel figo del bigoncio, scendi dal
piedistallino che ti sei costruito e magari riposati un po'.
> Buona giornata.
Buona serata.
Dal testo citato da Max:
"Con riferimento ai dati del 2001 si è calcolato che si verifica un
incidente mortale sul lavoro ogni 3.500.000 circa giornate lavorative e
almeno un incidente mortale di caccia ogni 550.000 circa giornate di caccia.
Ne risulta, dal rapporto fra tali cifre, che si muore di caccia almeno 6.4
volte più frequentemente che sul lavoro. Inoltre, la probabilità che che un
incidente di caccia abbia esito mortale è 297 volte maggiore che negli
incidenti sul lavoro.. "
Chiedo conferma di questi dati. Spesso la loro interpretazione è legata a
che cosa si intende. La frequenza di incidenti mortali a caccia mi pare
molto, troppo alta. Tenendo conto che ci sono qualche milione di cacciatori,
e che ognuno di loro andrà a caccia almeno tre-quattro volte all'anno,
risulterebbe un numero totale di incidenti mortali ben più elevato della
realtà.
Se così non fosse, rimango stupito. Anche perchè occorre vedere cosa si
intende per incidenti mortali. Un cacciatore morto di infarto mentre
passeggia in montagna NON si può considerarlo un incidente di caccia.
Un'altro che ha preso il tetano ferendosi mentre raccoglie dei mirtilli,
neanche. Un cacciatore caduto in uno strapiombo, neppure. In questi casi, la
presenza di un fucile è del tutto marginale.
Quindi chiedo a Garolini se è in grado di darci dei numeri con cui fare
delle valutazioni reali.
Quanti cacciatori ci sono in Italia? Quante giornate di caccia mediamente
farà ogni cacciatore?
Quanti incidenti mortali ci sono mediamente in un anno?
Quanti sono dovuti all'uso dell'arma e quanti sono imputati alla caccia ma
derivano dal solo fatto che siamo tutti esseri mortali?
grazie
danidane
E' esattamente quello il metodo di conteggio usato dagli anticaccia.
Hai la licenza di caccia e ti anneghi al mare a luglio o cadi in un burrone
in montagna durante una passeggiata con moglie e figli, questo a caccia
chiusa?
E' un incidente di caccia! :-((
Indicativo dell'onestà intellettuale di chi vorrebbe spazzare via un diritto
di una milionata di italiani e relativi famigliari ed amici, non trovi?
> Quindi chiedo a Garolini se è in grado di darci dei numeri con cui fare
> delle valutazioni reali.
> Quanti cacciatori ci sono in Italia?
Che cacciano regolarmente in una stima cauta sono circa 750.000.
Il numero delle licenze di caccia (un certo numero di persone hanno la
licenza ma non la usano) è più alto.
Quante giornate di caccia mediamente
> farà ogni cacciatore?
Non lo so, dipende molto dalle zone, credo che 10-12 uscite annue siano una
media attendibile.
> Quanti incidenti mortali ci sono mediamente in un anno?
Una frazione di quanti vengono dichiarati da LAC, Vuvueffe, Lipu,
Cacciailcacciatore, verdi ed affini! :-)))
> Quanti sono dovuti all'uso dell'arma e quanti sono imputati alla caccia ma
> derivano dal solo fatto che siamo tutti esseri mortali?
Di cacciatori morti per colpi d'arma da fuoco, credo se ne possano contare
mediamente circa 15/20 all'anno, francamente non credo siano tanti di più o
di meno.
> grazie
> danidane
>
>
Cordialità
G.G.
Non per avvelenamento ma per incidente durante la raccolta. Cadere in una
forra o in dirupo mentre si gira con la testa "nel fungo" è facile.
Dai dati di GG si estrapola quindi che le giornate di caccia in Italia
all'anno sono circa 8.250.000, con circa 17 morti anno:
totale: 485.000 giornate di caccia per morto.
quindi i dati all'incirca
CORRISPONDONO!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
:-((
Andare a caccia quindi è più pericolosos che andare a lavorare (ovviamente
dipende da lavoro a lavoro) e tenuto conto che un terzo dei morti (questa è
una mia supposizione, forse sono pessimista) sono persone che si beccano una
fucilata solo per il fatto di essere nel punto sbagliato al momento
sbagliato, se ne deduce che andare a funghi è due volte più pericoloso che
andare a lavorare.... :-((((
non sono delle belle conclusioni, a mio avviso!!!!!
ciao
danidane
Max wrote:
> Credo che dovrai ripassare quel poco che sai dei DNS :-)
> O scegliere meglio i tuoi consulenti... sennò rimedi altre figure di
> m.... :-(
Vedi Max, la gente non è sempre stupida come tu la consideri.
Ma, con serenità, va considerato che il problema è a monte.
La vera questione è: perché sei così conflittuale? Perché non riesci ad
avere pulsioni comunicative senza inquinarle con l'aggressività?
Perché parti sempre dal presupposto che gli altri ne sappiano meno di
te, siano meno capaci o abbiano meno esperienza, o comprendano meno bene
le cose, e su tutti gli argomenti?
Perché quando un altro aggredisce una posizione o un'idea che tu
condividi la prendi come un'aggressione diretta verso di te?
Perché non abbandoni mai le tue posizioni, e non ammetti mai di esserti
sbagliato? Perché la stessa idea di poterti sbagliare ti risulta
inaccettabile?
Non è che tu debba ammettere i tuoi errori per dare soddisfazione agli
interlocutori... ma solo per mantenere aderenza alla realtà, e coerenza
tra una dimensione interiore ed esterna, tra le cose e la percezione e
l'idea delle stesse.
La conoscenza è lo strumento che ci serve a condividere cose e idee con
gli altri, e Internet sempre appunto a condividere cose e idee. Se non
lo si riesce a fare, e si usa la conoscenza come strumento di conflitto,
si rischia di esser vissuti invano.
Io stimo la tua intelligenza e il tuo senso critico, per quel che se ne
intravvede, e ho continuato a interloquire con te nonostante le
aggressioni che subisco ogni volta, e una sistematica intolleranza verso
le mie idee.
Ma sopravvalutare se stesso, o sottovalutare gli altri, è
irrimediabilmente causa ed effetto di un conflitto relazionale, sul
quale ti invito a riflettere.
Tutto ciò te lo scrivo absit iniuria verbis, e, credimi, senza alcuna
volontà di aggressione, detrimento o di gestione del consenso di chi
legge, così come mi scuso per essere entrato nel personale... ma direi
che dopo quel che hai scritto di me me lo posso anche permettere :-)
Se me lo concedi, ti inviterei, come spunto critico, a leggere:
Mitchell, S.A. (1986) “The wings of Icarus. Illusion and the problem of
Narcissism”. In Contemporary Psychoanalysis, 22(1), pp. 107-132.
Oltre agli abstract, sul sito di un istituto americano (che ora non
ricordo) c'è il testo completo. Sono certo che non avrai difficoltà a
reperirlo.
Per il futuro, se desideri discutere delle cose con serenità e rispetto,
sono sempre disponibile. Ma tenere bordone alla tua aggressività, sono
spiacente, non credo sia giusto nei miei e nei tuoi confronti.
Questo mi pare scontato, ma comunque andare a caccia è un'attività
relativamente poco pericolosa se pensiamo ai morti causati dalla guida in
stato di ebbrezza, che a dispetto della patente a punti e dell'uso delle
verifiche con l'etilometro arrivano a grappoli ogni due o tre giorni...
allora che facciamo?
Chiudiamo tutti i bar, le fiaschetterie e vuotiamo gli scaffali dei negozi e
supermarket da alcolici di ogni tipo e gradazione, tipo America di Al
Capone?
Il vero problema è l'uomo!
Lo è sempre stato e sempre lo sarà.
Tanto diverso singolarmente dai suoi simili nel carattere,
nell'intelligenza, nella prudenza e nelle intuizioni da rendere vana ogni
misura di prevenzione per quanto spinta, e questo non solo non lo si vuole
capire, ma faziosamente lo si vuole usare per limitare la libertà
individuale di tutta la massa!
Io credo che pochi si rendano conto della pericolosità di questo
ingranaggio...
Siamo sicuri di essere oggi più intelligenti e razionali di chi gestiva la
legge, la norma e la disciplina in passato?
Cordialità
G.G.
Garolini Gianluca wrote:
> Il vero problema è l'uomo!
Già. Credo si possa dire, senza tema di smentita, che:
1. ciò che accade per una tragica fatalità (ossia per una combinazione
imprevedibile di fattori causali che prescindono dalla volontà dell'uomo
di determinare l'evento o la sua causa) è imponderabile, e può accadere
in qualsiasi momento in qualsiasi attività (è un evento "ambiguo" e non
"rischioso");
2. la gran parte degli incidenti mortali a caccia sono determinati dal
mancato rispetto di norme, giuridiche, di "buona tecnica" o di prudenza;
la soluzione è definire tali regole e farle rispettare.
In sostanza, a prescindere dall'imponderabilità, occorre ridurre il
rischio e non eliminare l'attività per azzerarlo.
--
Saluti
Mauro
www.radicaebaionette.net
LE BELLE ARMI IN RETE
Bravuomo, le ho detto di chiedere permesso prima di uscire a fare colazione)
"Egosumquisum" <sonofa...@bigfoot.com> ha scritto nel messaggio
news:Xns9B469EA7E53D6eg...@130.133.1.4...
> rossella mar, 28 ott 2008 15:29:18 GMT it.hobby.armi
> news:49072fce$0$40306$4faf...@reader5.news.tin.it incastrando i
> neuroni scrisse:
>
>>
>>:-)
>> ma sapete quanta gente si sfascia ogni domenica sui campi da calcio o
>> sulle piste da sci? però non se ne parla...
>> Rossella
>>
>>
>
> se è una provocazione ok, altriment come paragone non ci azzecca molto
> un conto è se mi rompo una gamba mentre scio, altro è se il mio compagno
> di battuta mi scambia per un cinghiale!
>
> --
> teseopippero<AT>postele.zzn.com
>
> God saves, but Buddha makes incremental backups
>