Se volete metterla sul piano del numero di articoli pro o contro io
accetto la sfida.
Eccovi un piccolissimo assaggio:
da repubblica.it - ultimora del 10/03/2001 ore 18:50
Lanciano: carabiniere arrestato per violenza sessuale su
diciassettenne
LANCIANO (Chieti) - Accusato di violenza sessuale su una
diciassettenne, un appuntato dei carabinieri, Gaetano Noschese, di 36
anni, di Cassino (Frosinone), è stato arrestato su disposizione della
magistratura di Lanciano. L'arresto è avvenuto il 23 gennaio scorso ma
la notizia è stata tenuta segreta fino ad oggi per consentire
ulteriori approfondimenti di indagine. Noschese è stato rimesso in
libertà l'8 marzo. Il militare dal giorno dell'arresto ha ottenuto la
custodia domiciliare a Cassino, città d'origine. Sospeso dal servizio,
è indagato inoltre di spaccio di ecstasy nei confronti della stessa
vittima del presunto stupro, ma l'arresto per questa circostanza di
reato non è stato convalidato. Alla ragazza potrebbe aver offerto
pasticche di ansiolitici. Il provvedimento di custodia per violenza
sessuale è stato confermato invece dal tribunale del riesame
VERCELLI – Uccide la moglie, il convivente della donna, la suocera e
poi scappa col bambino di quattro anni. I carabinieri lo arrestano in
un centro del Torinese, dopo una fuga disperata durata diverse ore.
L'uomo, Antonio Facini, 37 anni, di Settimo Torinese (Torino), ha
ucciso con la pistola di ordinanza l'ex moglie Maria Pia Coschignano,
35 anni. Ha poi freddato l'attuale convivente della donna, Gianluigi
Pigani, 38 anni, di Santhià (Vercelli) e la madre di lei, Pasqualina
Ciottolo Coschignano, di 54 anni. Nell'abitazione durante la
sparatoria c'era anche il fratello dell'ex moglie. E' stato proprio
lui, ancora sotto choc, a dare l'allarme.Il triplice omicidio è
avvenuto in una casa alla periferia di Alice Castello, un paese ad una
trentina di chilometri da Vercelli. L'abitazione, teatro della
tragedia, si trova sulla strada per il lago di Viverone.Facini, un
carabiniere in servizio al nucleo radiomobile di Menaggio (Como) e ora
in congedo per motivi di salute, era stato colpito da un forte
esaurimento nervoso. Secondo le testimonianze dei conoscenti non si
era mai rassegnato alla separazione. Dopo essere entrato in casa,
l'uomo ha affrontato l'ex moglie da cui si era separato poco meno di
tre anni fa. La scarica di proiettili ha colpito in successione i
membri della famigliola che stavano guardando la televisione. Il
carabiniere ha risparmiato il figlio, al centro di tante contese, ma
in un primo momento non si è accorto che all'interno della casa c'era
ancora l'ex cognato, Daniele.Solo negli attimi della fuga ha notato
della presenza del fratello dell'ex moglie e ha sparato alcuni colpi
che però non sono andati a segno. Faccini aveva già tentato di
irrompere nell'alloggio della moglie quasi un anno fa, il 24 aprile
2002, ma venne bloccato dai colleghi, che gli sequestrarono la
pistola, una Magnum 357. Il gip emise un'ordinanza che vietava a
Faccini (che è indagato a piede libero per porto d'arma abusivo e
minacce) di andare ad Alice Castello, ma il provvedimento, a tempo,
era scaduto a gennaio. All'uomo era stato concesso, però, di vedere il
figlio, ma quando si presentava - così racconta adesso, nessuno gli
rispondeva. Così, alla fine, aveva deciso di andarvi ieri sera e il
destino ha voluto come trovasse la porta aperta perché un trascloco in
corso. La caccia a Faccini è, comunque, scattata immediatamente.
Polizia e carabinieri hanno dato l'allarme in tutto il Piemonte ed
alla fine l'uomo è stato trovato in provincia di Torino. Si era
rifugiato nella casa del cognato ad Almese. E' stato proprio il
parente ad avvisare i carabinieri della stazione di Aviglia che il
bambino scomparso era con lui. I militari sono accorsi e si sono
trovati davanti anche Fucini che si è fatto arrestare senza opporre
resistenza. L'uomo è stato poi portato nella stazione di Almese, dove
è stato sottoposto a un primo lungo interrogatorio dai colleghi della
Compagnia di Rivoli. In seguito è stato anche ascoltato dai magistrati
titolari dell'inchiesta. Il carabiniere si era sposato cinque anni fa.
Il rapporto, felice all'inizio, si era via via incrinato, tanto che la
moglie era tornata a vivere dalla madre, portando con sé il
figlioletto. Il gesto aveva gettato nella disperazione l'uomo, che non
si era mai rassegnato alla perdita. L' uomo, ora trasferito nel
carcere militare di Santa Maria Capua a Vetere, ha confermato di avere
maturato la strage in seguito ai "pessimi rapporti" con la ex moglie
dopo la separazione avvenuta circa 2 anni e mezzo fa e da lui mai
accettata.Il pubblico ministero ha chiesto a suo carico la convalida
del fermo e l' emissione di un ordine di custodia cautelare per
omicidio plurimo premeditato e tentato omicidio.Alcuni mesi fa, aveva
patteggiato una condanna nei limiti della condizionale per detenzione
illegale di armi, che teneva in casa. Inoltre, dopo la separazione, la
ex moglie, che durante il matrimonio lavorava come infermiera
all'ospedale di Menaggio, lo aveva denunciato per minacce. ''Quella
donna mi aveva rovinato'', ha avuto solo la forza di dire quando lo
hanno arrestato. (3 APRILE 2003, ORE 7:40, aggiornato alle 18:25)
RAPINA A PINETO
Raid in banca: poliziotto arrestato da carabiniere
Poliziotto rapinatore arrestato da un carabiniere. È accaduto ieri a
Pineto, in provincia di Teramo, poco prima della chiusura per la pausa
pranzo della banca Popolare Adriatica. Paolo Petrara, 39 anni,
sposato, padre di due bambini e assistente capo della questura di
Pescara, ieri mattina, indossando un passamontagna è entrato nella
banca di Pineto. Sotto la minaccia delle armi si è fatto consegnare i
6mila euro disponibili nelle casse e si è allontanato. Ma uscendo
dalla banca Petrara è stato notato da un maresciallo dei carabinieri,
in quel momento fuori servizio, che ha ingaggiato con il rapinatore un
conflitto a fuoco. Subito dopo però l'ex poliziotto si è arreso e il
carabiniere ha potuto arrestarlo. Soltanto in quel momento si è
accorto che si trattava del poliziotto che è stato subito sospeso dal
servizio.
"Brenno": catturato un altro legionario
Bruno Forzato, uno dei membri della cosiddetta "Legione Brenno",
organizzazione di stampo criminale ed eversivo, è stato arrestato
ieri. Forzato si era rivolto spontaneamente ai carabinieri del nucleo
operativo di Mestre ai quali aveva riferito sulle presunte azioni
compiute dalla Legione Brenno. Fra queste, secondo quanto l'uomo ha
dichiarato, anche l'agguato compiuto a Marghera nel settembre del '95
nel quale rimasero feriti due poliziotti. Forzato è sospettato di aver
avuto un ruolo attivo nell'agguato di Marghera di tre anni e mezzo fa.
L'accusa nei suoi confronti è infatti di concorso in tentato triplice
omicidio. L'arresto è stato eseguito dagli uomini della Digos e della
Squadra Mobile di Venezia. Forzato si trovava nella sua abitazione di
Campalto (Venezia). Nelle dichiarazioni rese in questi giorni al
magistrato, l'uomo ha sempre affermato di aver partecipato all'agguato
ma di non aver materialmente sparato contro i poliziotti. Dagli
elementi raccolti, gli investigatori sono convinti invece che Forzato
abbia diminuito la portata delle sue responsabilità. Le sue
dichiarazioni non collimano con quelle rese da Paolo Cecchetti, 35
anni, ex carabiniere, arrestato a Milano nel '96. Cecchetti, che
attualmente collabora con la magistratura, ha fornito indicazioni che
hanno dato un'accelerazione alle indagini sull'agguato di Marghera e
sostiene che quella sera spararono in due: Marino Sacchetti, ritenuto
la "mente" della legione e ora latitante in Svizzera, e Forzato.
CARABINIERE
Arrestato dai suoi stessi colleghi il carabiniere Alberto Cappellu,
comandante della stazione di Sestola (Modena). Spacciava cocaina.
IMPERIA: POLIZIOTTO ARRESTATO PER DROGA
IMPERIA, 5 GIUGNO 2001 - Quattro uomini, tra i quali un agente di
Polizia, sono stati arrestati dalla squadra mobile della questura di
Imperia per un traffico di hascisc e cocaina al dettaglio. Altre otto
persone sono state denunciate a piede libero.Gli arrestati sono
Roberto Crocetta, di 36 anni, che prestava servizio al posto di
guardia della questura imperiese, Roberto Campagna, di 24, Matteo
Mulogna, di 30 e Giuseppe Lavore Papa, di 30, tutti di Imperia. Nei
loro confronti il sostituto procuratore della repubblica Danilo
Ceccarelli ha chiesto e ottenuto dal gip l' emissione di ordini di
custodia cautelare per detenzione a fini di spaccio, in concorso tra
loro, di sostanze stupefacenti. La squadra mobile, che ha indagato per
diversi mesi sul traffico, valuta in circa quattro chili l'hascisc
acquistato e venduto dal gruppo ed in 40 grammi la cocaina; risulta
anche un piccolo traffico di Lsd e marijuana. La droga veniva
acquistata ad Albenga (Savona) e spacciata ad Imperia.
Intercettazioni illegali, arrestato poliziotto
Brescia: con lui sono finite nei guai altre tre persone, tra cui il
titolare di un'agenzia di investigazioni
AGGIORNATO AL 22 Lug 2000 23:16, < HOME. Poliziotto con prostitute
arrestato a
Udine La Dda l'accusa di aver concusso le 'lucciole' chiedendo favori
sessuali. ...
Arrestato il poliziotto anti-clandestini
L'ex comandante del commissariato di Valona, che nel febbraio '98 fu
preso in ostaggio da un gruppo di scafisti ai quali aveva sequestrato
i gommoni destinati al traffico di clandestini, è stato sospeso dal
suo nuovo incarico di comandante della polizia giudiziaria presso la
Procura generale di Tirana. Sokol Kociu, considerato finora come un
incorruttibile super-poliziotto, è stato infatti sorpreso a bordo del
fuoristrada sul quale viaggiava Arben Berballa, boss del traffico
internazionale di cocaina. «Al momento del suo arresto, Berballa era
in compagnia del commissario Kociu a bordo del suo fuoristrada», hanno
rivelato fonti informate. La Procura generale ha così disposto la
sospensione di Kociu dall'incarico ed è probabile che sul suo conto
vengano disposti accertamenti giudiziari. Il fatto, riferito oggi dal
quotidiano di Tirana Gazeta Shqiptare, è accaduto sabato scorso quando
oltre a Berballa era stato arrestato anche Ferdinand Durda, entrambi
accusati di essere a capo di un grosso traffico di cocaina tra
Albania, Europa e paesi del Sud America. In casa di Durda al momento
della cattura era stato trovato 1 milione di dollari, pari a oltre 2
miliardi di lire. Le indagini che hanno condotto all'identificazione
dei due trafficanti sono state coordinate dalla procura antimafia di
Lecce, mentre alcuni agenti di polizia italiani avevano attivamente
collaborato agli arresti.
Poliziotto arrestato dai colleghi
PRATO. Un poliziotto, vicesoprintendente e capoufficio verbali della
stradale di Prato, è stato arrestato dai suoi colleghi con le accuse
di concorso in concussione, falso in atto pubblico e peculato.
L'agente, M. R., si trova agli arresti domiciliari su ordine, emesso
ieri pomeriggio, del sostituto procuratore di Firenze Sabella, a
seguito delle indagini svolte dopo l'arresto, sempre per concussione,
di un poliziotto in servizio alle volanti di Prato, il 7 agosto
scorso, colto in flagranza di reato. Dagli accertamenti svolti dalla
questura di Prato sono infatti emersi altri due episodi, precedenti
quello del 7 agosto, che vedrebbero coinvolto l'agente della
polstrada. La squadra mobile ha trovato tracce documentali di vari
falsi e rintracciato le vittime dei reati, che erano sempre
automobilisti cinesi.Gli extracomunitari venivano fermati a seguito di
un controllo in strada e multati per violazioni come mancanza di
cinture di sicurezza o gomme lisce, in modo da non insospettire il
collega di pattuglia, e successivamente subivano illegalmente il
ritiro della patente o del libretto di circolazione, che veniva loro
restituito in un secondo tempo in cambio di denaro (circa 1.500 euro).
''Abbiamo portato avanti le indagini in collaborazione con gli agenti
di polizia stradale - ha detto il vicequestore aggiunto, Antonino
Mendolia - nell'intenzione di fare luce su questi fatti. L'indagine è
chiusa e non lascia dubbi su sulla possibilità di un coinvolgimento di
altri agenti ne' sulla possibilità che si verifichino altri episodi''.
CONCUSSIONE: ARRESTATO POLIZIOTTO
E' stato accompagnato ieri nel carcere triestino il 41 enne Paolo
Zamparo, ispettore di Polizia in forza alla Questura di Udine,
accusato di concussione L'agente avrebbe segnalato alle prostitute
imminenti retate, in cambio di prestazioni sessuali. L'arresto del
poliziotto è conseguente alle indagini che la Direzione Distrettuale
Antimafia sta conducendo sul racket della prostituzione in Friuli che,
nello scorso marzo, ha portato per la prima volta in regione
all'emissione di 30 ordini di custodia cautelare con l'ipotesi di
associazione a delinquere di stampo mafioso. In quella fase delle
indagini l'agente di polizia arrestato ieri e un carabiniere
del NORM di Udine, attualmente solo indagato, furono già sospesi dal
servizio per rivelazione di segreti d'ufficio. Ora per il
poliziotto la situazione si fa più pesante perché, secondo l'accusa,
avrebbe abusato della sua funzione per ottenere favori .
11/02/2003 19.13.00 - CRONACA / GIUDIZIARIA
Il poliziotto arrestato resta in carcere
Il gip di Bolzano Isabella Martin, ha confermato la custodia cautelare
per Luciano Giua, il comandante della Polizia Ferroviaria di
Bressanone arrestato venerdì scorso con le ipotesi accusatore di
peculato, truffa e abuso d'ufficio. Secondo la magistratura, che dopo
tre mesi di indagini la settimana scorsa aveva chiesto ed ottenuto un
ordine di custodia, il comandante della Polfer avrebbe tenuto un
comportamento scorretto sul suo posto di lavoro. Gli vengono
contestati tra il resto presunti ingiustificati allontanamenti dal suo
ufficio durante l'orario di servizio. Giua è chiamato in causa anche
in qualità di presidente dell'Ac Bressanone. E' sospettato di un
presunto uso improprio di contributi provinciali per una palestra.
Giua, assistito dall'avvocato Carlo Bertacchi, davanti al gip ha detto
di aver sempre agito in buona fede e di essersi dato tanto da fare per
lo sport e per il calcio. Il vice sovrintendente della polizia, ha
sostenuto di non aver mai avuto nessun profitto personale dalle sue
attività sportive, che anzi, lo hanno in più occasioni portato a
rimetterci di tasca propria.E dalle pieghe dell'inchiesta emerge anche
qualche particolare a piccante. In una intercettazione telefonica, il
comandante della polfer, avrebbe parlato di visionare una
videocassetta hard assieme ad una amico.Il difensore di Luciano Giua
ha già presentato ricorso al tribunale del riesame per ottenere la
scarcerazione del suo assistito.
Vero o falso, non ce ne può fregare di meno.
Quello che dici e di cui state discutendo non ha a che fare con questo ng.
Andate a discuterne altrove e smettetela di postare messaggi kilometrici.
Tanti saluti,
Lupin 3°
> Sottovalutare il malessere che si cela dietro le notizie sotto
> riportate o insultarmi e darmi del malato o minacciare denunce (tutti
> fatti pubblicati sui giornali....) è fare come gli struzzi.
A Marce', e' mejo fa' come gli struzzi che come li stronzi, falla finita che
qui s'ha da parla' d'antro e non de 'ste cazzate. Gra'.
Standing ovation
Pat
> Standing ovation
(inchino grazioso al pubblico)
:-)