Benché siamo abituati a pensarlo come arma in mano ai briganti, il
trombone era piuttosto un'arma per difendersene, nelle mani dei
postiglioni.
C'è stata per lungo tempo l'abitudine di considerarlo nato in Olanda,
dove era in uso verso la fine del sedicesimo secolo. La prima arma da
fuoco capace di sparare contemporaneamente parecchie palle comparve
tuttavia in Germania verso la metà del XVI secolo, ne troviamo
menzione a partire dal 1566. Le armi citate avevano la canna del
diametro "di un piccolo uovo di gallina" e si caricavano con
dodici-quindici palle da fucile, guarda caso la stessa quantità di
palle tirate da un trombone ad acciarino.
E' probabile che questo tipo di arma sia stato esportato dai Paesi
Bassi in Inghilterra verso il primo quarto del diciassettesimo
secolo. E' appunto durante il periodo del Commonwealth (1649-1660) che
si incontrano i primi frequenti riferimenti ai tromboni. Nel 1654, e
nella lista di provvigioni necessarie per la spedizione a Hispaniola
(Haiti), erano inclusi "100 Brass Blunder Busses".
Una nota sull'impiego dei tromboni si trova nei Saggi Militari di Sir
James Turner, pubblicati nel 1683 e citati da D.R.Baxter "Alcuni
invece della carabine portano tromboni, che sono corti schioppi
maneschi di gran calibro, che si possono caricare con parecchie palle
da pistola o da carabina, o con quadrettoni di ferro. Credo che la
parola sia una corruzione di un termine tedesco che potrebbe essere
Donnerbuchs, cioè schioppo tonante".
I tromboni vennero ben presto distribuiti alla Marina, e la quota era
proporzionata al numero di cannoni della nave. Non si conosce
l'impiego a cui erano destinati, ma probabilmente era per la difesa
dall'abbordaggio.
Negli esemplari più antichi si trova il gancio di sicurezza del cane,
assente in quelli posteriori; i fornimenti dei tromboni da marina sono
invariabilmente in ottone e la contropiastra è molto elaborata. Il
calcio è molto robusto e anche l'impugnatura è molto più solida di
altre armi della stessa epoca. D'altra parte già Fronsperger aveva
scritto che essi "devono essere grossi e forti anche per picchiare".
L'anima della canna fu sempre conica. Va notato che una canna con
anima cilindrica e bocca strombata non è precisamente un trombone, ma
solo un'arma ad avancarica a caricamento facilitato. I primi tromboni
non avevano nemmeno la strombatura: l'esterno della canna era
perfettamente cilindrico e solo il diametro particolarmente grande e
il risalto in culatta fanno riconoscere a prima vista il trombone.
Le pistole-trombino dei primi tempi seguono il modello degli esemplari
più grandi: il calcio e il calciolo sono simili a quelli delle pistole
da fonda e solo la canna ha talvolta una strombatura più pronunciata.
Un'interessante variante è il pistolone, prototipo di numerose armi
che furono prodotte per il mercato turco e successivamente dalla
Turchia stessa. A parte la forma della piastra e lo stile dei
fornimenti il trombone rimase sostanzialmente immutato per tutto il
XVIII secolo. Fu durante questo secolo e nel primo quarto del XIX che
il trombone si guadagnò la sua fama quasi mitica di arma da difesa
sulle diligenze.
Dopo la prima metà del Diciottesimo secolo la canna iniziò a diventare
più corta, e verso la fine addirittura fu adottato in almeno un caso,
in Gran Bretagna, come arma militare, dal 23° Reggimento Light
Dragoons. Queste armi avevano canne da 16 pollici, con bocca ellittica
di un pollice per un pollice e mezzo, il che ne rende l'adozione ancor
più strana perché la bocca ellittica non fu molto comune in
Inghilterra, ma ebbe grande favore in continente, e particolarmente in
Austria.
La baionetta a scatto così frequente sui tromboni fu brevettata nel
1781 da John Waters, che ne equipaggiò le pistole di propria
produzione ma si dimenticò di estendere il brevetto anche ai fucili.
Forse non poteva, per la presenza di un brevetto precedente. Nel resto
d'Europa non risultano brevetti in proposito. Il brevetto continentale
dovrebbe essere anteriore, perché all'epoca della patente di Waters la
baionetta a scatto risultava nota, se non altro in Italia e in
Germania, da almeno mezzo secolo. Una variante introdotta verso la
fine del Diciottesimo secolo e all'inizio di quello successivo è il
trombone a due canne parallele, con baionetta a scatto montata sulla
bindella.
L'introduzione dei sistemi a percussione non mutò la forma
fondamentale del trombone. Molte armi a pietra esistenti vennero
convertite al nuovo sistema, così come avvenne in campo militare, ad
esempio, con i fucili piemontesi che di modifica in modifica
passeranno, sempre più logori, dalla pietra focaia al sistema Carcano
ad ago. Sulle diligenze tuttavia si conservò sempre il sistema a
pietra, ad onta di qualche sparo accidentale che poteva avere effetti
molto sgradevoli se la guardia portava con sé i trombone carico
all'interno di una osteria. Durante il Diciannovesimo secolo il
trombone subì pochi miglioramenti di rilievo. Se ne costruì anche
qualcuno a retrocarica - invenzione di origine francese brevettata dal
Barone Charles Edouard d'Est - ma già alla metà del secolo l'arma era
virtualmente superata. Pistole-trombino a retrocarica, con una
speciale cartuccia a 12 pallettoni in forma di segmenti di cilindro,
furono prodotte dalla ditta Wilkinson, e sappiamo, anche se l'arma non
è stata conservata, che Rigby costruì un trombone a percussione a
canne sovrapposte in damasco ritorto, con bocche ellittiche e
baionetta a scatto sotto la canna inferiore.
Probabilmente l'ultima evoluzione dell'arma si ebbe con il trombone
corto a retrocarica, con cartuccia a spillo, prodotto a Liegi in pochi
esemplari, pare per il mercato inglese, nel 1860.