thanks!
C'è un forum in materia:
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Gualbo
Con le mie armi ho fatto il seguente lavoretto:
1) smontaggio completo calcio e parti in legno.
2) smontaggio quasi completo parti in ferro.
3)bagno di almeno 24 ore in gasolio delle parti in ferro, spazzolatura delle
parti sporche di morchia con spazzolino in bronzo e leggera passata, se
necessario, con paglietta 0000 imbevuta di gasolio delle parti ancora
sporche o con leggere tracce di ruggine.
Successiva soffiatura con aria compressa e lubrificazione con WD40.
4)Applicazione sui legni di sverniciatore energico.
5) Lavaggio dopo alcune ore con acqua e sapone e spazzola da bucato.
6)asciugatura di qualche giorno (almeno uno, con clima secco e caldo).
ripetere le operazioni 4-5-6 due volte se necessario. Per i casi disperati
tante volte quanto basta. Il mio record è di sei volte.
7) passaggio con carta abrasiva grana 320- 360 evitando di grattare marchi e
altri simboli impressi nel legno.
8) 3 Passate di olio di lino crudo a pennello intervallate da alcuni giorni
necessari all'asciugatura della mano e successive energiche grattate con
paglietta 000 e 0000.
L'olio va dato solo sulle parti esterne. Io ho dato una mano anche nelle
parti interne, passando poi con la paglietta 000 e 0000.
9) oliatura finale con grattata (ad olio fresco)con carta vetrata prima
grana 600 e poi grana 800, e ripassata di olio. (Grazie Tersite!!!!!
:-))) )
Asciugatura finale fino a sentire al tatto il legno asciutto (dipende dalla
porosità del legno e dal clima, ma occorrono da tre a 10 giorni)
10) passata finale con paglietta 0000 fino ad eliminazione totale delle
croste di olio secco che affiorano dal legno. Si deve arrivare a sentire la
paglietta scivolare sul legno anziché grattare.
11) pulizia con cacciavite piccolo e punteruolo dei solchi e recessi in cui
si è seccato l'olio in eccesso.
13)spennellata finale con pennello pulito per togliere le tracce di
paglietta e polverino.
14) Passata di cera per mobili non colorata.
15) rimontaggio del tutto con ingrassaggio di tutte le viti e delle parti
coperte con grasso idoneo (io uso quello al rame).
La cosa si è ripetuta per un certo numero di fucili............
ciao
danidane
Ciao
mbrac
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Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/
Faccio la medesima operazione salvo l'uso di olio paglierino incolore
in quanto l'olio di lino (usato al tempo del servizio militare in
armeria sui Garand 308) mi è sempre apparso eccessivamente colloso.
Il risultato è buono.
Provare per credere.
Ciao.
Mauro
> Bene, vedo che il buon Tersite ha fatto proseliti. Tutto giusto, il fucile
> deve essere proprio mal ridotto, perchè altrimenti come trattamento mi
> sembra eccessivo.
uhm... devo andare a rileggere quelle pagine perché forse c'è da fare
qualche precisazione. Nemmeno io amo intervenire più di tanto sul legno
vissuto a meno che non sia assolutamente necessario e i trattamenti di
cui avevamo parlato erano intesi per le armi da caccia nuove o con poca
storia alle spalle (e nemmeno per quelle di gran classe), non per le ex
ordinanze.
Un restauro eccessivo priva il legno della patina "di vecchio" che
l'essenza si è guadagnata in anni di maltrattamenti, rispettarla ed
eventualmente riprodurla è una delle croci dei restauratori di mobili,
quella che fa la differenza tra l'artista e il ciarlatano. Per cui
bisogna stare attentissimi a non rimuoverla.
Con le ex ordinanze secondo me bisogna lasciare le cose il più possibile
come stanno e soprattutto rispettare la patina. Quindi evitare le
"grattate" troppo cattive, non usare aggressivi sbiancanti tipo l'acqua
ossigenata (poi che senso ha sbiancare il legno per poi usare un
colorante, che quasi sicuramente sarà meno bello del legno naturaalmente
invecchiato? Tanto meglio lasciare il legno in patina!) o simili
intrugli. Al limite si cerca di tirare su le ammaccature più fastidiose,
ma senza esagerare. In pratica fare quello che avrebbe fatto un arsenale
in sede di ricondizionamento dell'arma, con un po' più d attenzione ma
nulla più.
Altrimenti si rischia di avere lo stesso effetto di quei k98
commemorativi assemblati dalla Mauser con fondi di magazzino qualche
anno fa, molto belli ma così lucidi e asettici non mi dicevano
assolutamente nulla.
ciau
marco
--
... e qualcuno dirà che c'è un modo migliore.
Spero di non dire fesserie, ma mi pare che l'olio paglierino sia un tipo di
olio di lino raffinato......
ciao
danidane
E' ovvio che quel trattamento lo riservo ad armi che mostrano i loro anni.
Che mostrano una coloritura del legno che non č piů quella originale ma č
impastata con la morchia che č penetrata nel legno stesso.
Insomma per armi che hanno visto negli anni ben poche manutenzioni radicali.
Io ad esempio lascio integralmente tutte le ammaccature e le vicissitudini
che ha subito il legno, ma non sopporto di toccare qualcosa di untuoso o
appiccicaticcio.
Cerco di tirare fuori il colore del legno e di renderlo anche un pň piů
vellutato (anche per merito della cera) di quello che avrebbe
originariamente.
Il mio Mauser Uruguaiano non č stato toccato......non ne ha bisogno, e cosě
pure il Mauser Persiano o lo Steyr M95 o lo Schmit Rubin.
Altro discorso per il Garand, l'Enfield, o alcuni Carcano di cui sono venuto
in possesso.
La mia carabina M1 ad esempio č abbastanza scura e sporchetta, ma in questo
caso ho preferito lasciarla com'č, perchč č comunque presentabile.
ciao
danidane
siccome a terni mi hanno omaggiato anche una decina di calci, faro' le
debite prove utilizzando questi come campioni....
ma penso che, visto che lo stato delle armi e' sicuramente trascurato ma non
disastrato, sia meglio iniziare col metodo meno invasivo, e sperare bene.
anche a me le mie ex ordinanza, che ho la fortuna di poter tenere belle
esposte in una stanza blindata, piacciono con la loro patina di storia....
thanks!
spero avessero scarpe leggere!!:-))))
Mauro
le tue lezioni erano chiarissime, e anche le finalità.
Io le applico solo molto parzialmente sulle ex-ordinanza, perchè mi danno
risultati che mi aggradano.
Non uso olio di tung, ad esempio, e non faccio tutti i passaggi che tu
indichi, e levigo con l'olio di lino con carte piuttosto grosse per non fare
calci zombie, ma confesso di apprezzare il contatto con legni vellutati e
morbidi.
Ma per questo basta anche una buona passata di cera.
Adesso con lo Steyr carabina appena presa ho solo il problema se eliminare o
no la verniciatura di riarsenalizzazione (o dell'importatore?) simil
laccatura.
Una grattatina per togliere quell'aspetto lucido e una passata di olio di
lino mi sembrano doverosi.
ciao
danidane
> Adesso con lo Steyr carabina appena presa ho solo il problema se eliminare o
> no la verniciatura di riarsenalizzazione (o dell'importatore?) simil
> laccatura.
> Una grattatina per togliere quell'aspetto lucido e una passata di olio di
> lino mi sembrano doverosi.
premetto che il tapum è forse il ferrovecchio che mi appassiona di più,
il preferito alla pari al limite con i p17.
Francamente se l'arma fosse mia non credo che toglierei la gommalacca.
Se è vero (come mi sembra plausibile) che quella finitura è lì a causa
di una riarsenalizzazione operata dai nuovi proprietari, allora come la
sconfitta in guerra, la cattura, la confisca, il restauro (con i mezzi
propri del nuovo padrone) e il riutilizzo al servizio della nuova
patria, quella gommalacca fa parte ormai della loro storia, forse non
sarà bellissima, ma testimonia silenziosamente una immensa catena di
tragedie e di trasformazioni. Non mi sentirei in diritto di grattarla
via, nonostante il mio diritto di proprietario.
Ma, ovviamente, è un punto di vista del tutto mio e personalissimo, non
deve valere per chiunque.