Parliamo in particolare di una rivista, alla quale sono stato molto
affezionato per tanti anni: Diana Armi. Da sei mesi è diventata illeggibile,
con articoli di scarso interesse, tante foto che non dicono nulla e poche
parole. Anche dal punto di vista grafico non ci si capisce più niente,
impossibile distinguere le pubblicità dagli annunci. Un'orgia di colori
violenti e una serie di primissimi piani di dettagli inutili: non ha senso
che negli articoli relativi alle armi lunghe non si trovi una foto (una!)
dei fucili a figura intera. Avevo deciso di lasciare al nuovo corso un
giusto periodo di adattamento prima di esprimere un giudizio definitivo
(oltretutto, tanto sono abbonato.). Poi. Sull'ultimo numero di dicembre, l'annuncio
che il supplemento "Classica", anziché diventare una rivista autonoma come
era stato promesso, chiude e scompare del tutto, senza neppure rientrare
nella rivista. Davvero un bel regalo per Calamandrei, con tutto quello che
ha fatto per la casa editrice in questi anni e l'impegno che aveva messo in
questa nuova avventura insieme ai suoi collaboratori. :-(
Risultato, per la prima volta, dopo più di un decennio, non rinnoverò l'abbonamento
alla rivista. Peccato.
Diana Armi è oggi, a mio parere, la peggiore pubblicazione armiera italiana,
da ogni punto di vista. Ma anche molte altre, pur in tono minore,
manifestano la stessa tendenza all'imbarbarimento. Fa eccezione, per ora,
solo TAC armi, che infatti continuo ad acquistare puntualmente.
Per noi appassionati di ferri vecchi (o meglio, vecchi ferri) ci sarà ancora
una speranza?
Ciao
Pat
Non conosco "Diana armi" ma ho fatto l'errore di abbonarmi ad "Armi e
tiro", praticamente dopo aver letto i primi due numeri che mi erano
arrivati e la delusione di non trovarci nulla di interessante (oltre ad
alcuni errori) ho deciso di non rinnovare l'abbonamento.
C'è qualche rivista del settore degna di essere letta? Io mi interesso
soprattutto ad armi moderne e stanno iniziando a piacermi
(maledizione!) le ex ordinanza.
Saluti
Fabio
Ho paura che sia una rivista in grossa crisi economica, e stia per
tirare le cuoia. Non credo sia solo un fatto di impostazione.
Pat ha scritto:
> Pat
Le riviste sono lo specchio dell'industria che pubblicizzano, del resto non
è che si vedano VERE novità nel cantiere armiero specialmente quello
Italiano, di conseguenza le riviste tritano e ritritano sempre le stesse
cose, le stesse armi, pubblicizzano quello che gli viene pagato e tirano
avanti.
La stessa industria sportiva dopo un boom iniziale scatenato dal tiro
dinamico a cominciato ad affievolirsi anche in conseguenza dell'entrata in
vigore dell'euro che qui come in altri sport a mietuto le sue vittime. Per
non parlare della caccia, non solo i costi balzati alle stelle ma anche la
diminuzione di selvaggina, la mancata immissione di animali per il
ripopolamento ha fatto si che essa si sia ormai "estinta" lasciando il
cacciatore a rimirare il fucile appeso al chiodo.
Nei paesi rurali dove è ancora vivo l'istinto di caccia un tempo i ragazzi
che si dedicavano a questo sport erano l'80% oggi si arriva a malapena al
10%, la caccia di selezione o in regioni estere ha costi proibitivi e i
costi per l'agonismo, tiro con pistola o fucile, oggi sono più che
raddoppiati.
Le riviste si adeguano e presto chissà che non comincino a parlare di
escursionismo, fotografia con belle foto di scarponi da montagna, giacconi
antipioggia, macchine fotografiche per immortalare il muflone innamorato.
oggi, a mio parere, la peggiore pubblicazione armiera italiana,
> da ogni punto di vista. Ma anche molte altre, pur in tono minore,
> manifestano la stessa tendenza all'imbarbarimento. Fa eccezione, per ora,
> solo TAC armi, che infatti continuo ad acquistare puntualmente.
> Per noi appassionati di ferri vecchi (o meglio, vecchi ferri) ci sarà ancora
> una speranza?
Pat, hai ragione, ma i motivi, IMHO, vengono da lontano. Lo scadimento
qualitativo riguarda molti settori della ns società (e perchè no, anche
della politica). Giornalisti TV, avvocati, giudici, insegnanti, ecc. che
fanno "le showgirl" invece di approfondire la loro professione sono
l'effetto però di una sempre maggiore disattenzione generale verso gli
approfondimenti contro una crescente superficiale voglia di apparire...
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Per noi appassionati di ferri vecchi (o meglio, vecchi ferri) ci sarà
> ancora una speranza?
Direi che potrebbe essere Internet, anche se qualcuno non sara' d'accordo.
E' il lavoro che continua su siti come www.radicaebaionette.net a
www.exordinanza.net, magari con meno clamore di un tempo, ma non senza
importanti contributi.
E se sulla vecchia copia di Diana ARMI l'articolo sui revolver della
Mervin & Hulbert e' destinato a rimanere immutabile, in rete nuovi
contenuti possono aggiungersi a quelli esistenti ed aggiornarli.
Anzi, non avrebbe senso tenere attivi siti immutabili.
Bisogna pero' superare l'ostacolo rappresentato dal proprio orgoglio (chi
ha gia' contribuito sa cosa intendo), prima ancora di rinunciare ai
guadagni e pensare alle risorse da spendere nel progetto.
Le riviste, nel settore delle armi, sono ormai meno utili ed autorevoli di
quanto possa essere Quattroruote in quello delle auto.
Mantenere un abbonamento non ha senso, riconosco di aver sbagliato a
rinnovare il mio a Diana ARMI durante l'ultimo Game Fair viterbese.
Sara' per l'anno prossimo.
--
Francesco Mancuso
È un problema comune al settore dell'informazione - e te lo dice uno che per
un po' di anni ci ha lavorato-
siamo pieni di grafici neodiplomati che si credono dei geni ed ai quali si
da credito e spazio solo perché costano meno di un vero professionista.
Così si senton liberi di dar sfogo alle loro velleità artistiche senza avere
l'umiltà di imparare qualcosa dell'argomento sul quale stanno facendo
comunicazione.
Se prendi per esempio una rivista di moda vedrai che il problema è lo
stesso, molta publbicità occulta o semi occulta, molto esibizionismo
grafico. Se poi cerchi di capire come è fatto l'abito rappresentato
difficilmente ci riesci.
Se prendi una delle riviste storiche di moda di trent'anni fa trovi poca
fantasia e molta concretezza, oggi trovi tanti colori, tanti inutili primi
paini, spesso ottime fotografie che farebbero la loro figura sulle riviste
specializzate di fotografia ma assolutamente inutili ai fini delle
presentazione del capo di vestiario.
Allo stesso modo sulle nostre riviste trovi inutillimi particolari
ingigantiti e nessuna informazione su come è fatta l'arma presentata.
Poca professinalità e presunzione debordante stanno accupando il mondo
dell'informazione sicché siamo coperti da TV spazzatura, carta stampata che
non vale la carta con cui è fatta, esibizionismo a go-go e via dicendo.
Che ci puoi fare?
l'unica è disdire gli abbonanenti ed acquistare le riviste dopo aver
controllato in edicola se c'è qualcosa che valga la spesa di quei 5 euro che
poi sono le vecchie diecimila lire (e non son poche!)
A proposito di cose utili (per chi ama la canna liscia e le vecchie glorie)
mi par giusto segnalare l'articolo con la storia del sistema Darne su Armi e
tiro di Dicembre
Ecco un caso per cui ho speso ben volentieri i miei 5 euro !
LMB
L'imbarbarimento culturale del nostro paese è evidente.
E' la logica conseguenza del "mitico" (e maledetto) '68.
Tutto fa cultura, la cultura non è niente.
D'altronde, se ho una serie di bacchette di lunghezza diversa, il modo più
semplice di renderle tutte uguali è quello di tagliarle tutte a misura della
più corta, mica cercare di tirare le altre...
Ciao
Pat
> Mi riallaccio a quanto detto nel post relativo all'excursus storico sulle
> riviste, per sottolineare un aspetto specifico.
cut
ho risposto al thread sopra prima di leggere questo.
quoto
axel
>
> Ciao
> Pat
--
Una rivista soprattutto deve mostrare una conduzione armonica di pezzi ben
fatti ed interessanti che siano corretti e rispettosi verso il lettore e la
sua cultura.
Le prove vere sono essenziali come e quanto il pezzo di informazione
storica, ma non devono essere una palese pubblicità.
I pezzi-marchetta prezzolati, che quasi tutti fanno in quantità, il lettore
li individua e volta pagina all'istante perchè sa che non leggerà nulla di
utile ma solo ruffiane incensate all'oggetto di turno.
Perchè le pubblicità di 30/40 anni fa erano arte e si leggevano volentieri??
Perchè erano garbate e non avevano pretese di convincere ma soprattutto di
fare conoscere, erano staccate nettamente dall'articolo tecnico o dalla
prova di un arma ed avevano la funzione palese e non subdola di mostrare un
prodotto che poi il lettore decideva se acquistare oppure no.
Oggi quasi tutto è infarcito di malcelata pubblicità e la gente se ne è
schifata.
Cordialità
G.G.
sono sicuramente cambiati i tempi...
quando Bonzani faceva gli articoli di ricarica, pubblicava materiale sulle
cartucce metalliche molto interessante. non che oggi non sia più in grado di
scrivere, ma sicuramente un articolo sul 7,65 Para, oggi, interesserbbe a
pochi.
Forse allo stesso numero di persone cui interessa la ricarica del 7 STW, cui
però si aggiunge uno stuolo di curiosi data la relativa rarità della
cartuccia.
articoli di propaganda, foraggiate da importatori? probabilmente sì.
conclusioni devianti volte a convincere il neofita che il ferro da 5000 euro
vale tutti i soldi che costa? spero di no.
certo che quando vedo un bersaglio con 5 colpi distanti 10 cm uno dall'altro
con didascalia "5 colpi a 2 mani a 15 metri con tiro meditato: eccezionale
rosata" mi viene da pensare.
saluti
Marco
Poi. Sull'ultimo numero di dicembre, l'annuncio
> che il supplemento "Classica", anziché diventare una rivista autonoma come
> era stato promesso, chiude e scompare del tutto, senza neppure rientrare
> nella rivista. Davvero un bel regalo per Calamandrei, con tutto quello che
> ha fatto per la casa editrice in questi anni e l'impegno che aveva messo in
> questa nuova avventura insieme ai suoi collaboratori. :-(
Anche io in passato prendevo Diana Armi sopratutto perchè mi piaceva
la sezione "Classica" dove praticamente oltre a parlare di armi da
fuoco del passato parlava di sciabole che a me interessano tanto.
Io partecipai anche al sondaggio al riguardo di far diventare la
sezione "Classica" una rivista a parte, ma purtroppo è stato un
tentativo vano.
Dopo che hanno tolto quella parte io non l'ho comperata più la rivista
Diana Armi.
Comunque è assurdo che in Italia non esista unna rivista dedicata alle
spade e alle sciabole. So che esistono solo due riviste sui coltelli.
Ho tentato di comperare qualche numero ma non menzionavano per niente
le sciabole.
In altri Paesi Europei so che ci sono riviste sulle spade. Ad esempio
in Francia c'è una rivista che si intitola "Exalibur" dedicata a tutte
le armi bianche coltelli, spade e sciabole, qui invece niente. Forse
sono pochissimi gli italiani appassionati di spade e sciabole.
Kellermann
Ho paura che sia una rivista in grossa crisi economica, e stia per
tirare le cuoia. Non credo sia solo un fatto di impostazione.
Sono totalmente della stessa opinione. Vista la doppia crisi che ormai è
arrivata, agli inizia ma è già arrivata, credo che le oche riviste che
rimarranno saranno edite quasi a titolo di volontariato. Stanno venendo a
mancare gli argomenti e cosa che io ho notato, vale per me, in ogni numero
di ogni rivista diverse pagine vanno a girare il coltello nella piaga.
Ovvero non si fa che sottolineare quanto siamo bersagliati e quanto spesso
veniamo indicati come male assoluto dai mass media. Ci sono battaglie che
non possono essere vinte e credo che sta volta la battaglia morale la
perderemo fin tanto che i fatti obblighino la popolazione a cambiare
opinione.
Per ora non si può che fare resistenza passiva continuando finchè è
possibile a seguire i nostri hobby in buona fede e in regola con la legge.
Saluti
Marco Antonio
> Kellermann
la differenza sta solo nel fatto che nei Paesi normali le armi bianche
antiche sono prevalentemente di libera vendita mentre da noi per acquistarle
serve un porto d'armi o la licenza di collezione armi antiche artistiche o
rare.
Questo inibisce la libertà di mercato e quindi il collezionismo di armi
bianche è un fatto elitario
Di conseguenza lo spazio per una rivista dedicata è ridotto.
Se il mercato fosse libero ci sarebbe possibilità per una rivista perché ci
sarebbe anche interesse per la medesima come veicolo pubblicitario.
LMB
> articoli di propaganda, foraggiate da importatori? probabilmente sě.
> conclusioni devianti volte a convincere il neofita che il ferro da 5000 >
euro vale tutti i soldi che costa? spero di no.
Bah, ho visto recensire (non reclamizzare, per carita'!) un ferro
superaccuratizzato per il tiro di straprecisione in 300 WM fare rosate, a
pari distanza, grandi il doppio di quelle fatte davanti a me da una
bistrattata bolt action dell'est.
Il tutto proposto ad un costo piu' che quattro volte maggiore...
> certo che quando vedo un bersaglio con 5 colpi distanti 10 cm uno
> dall'altro con didascalia "5 colpi a 2 mani a 15 metri con tiro
> meditato: eccezionale rosata" mi viene da pensare.
Per l'appunto.
Ciao.
--
Francesco Mancuso
Certo. :-) Guarda come è censito l'articolo:
4783; CRISTIANO SIVIERI; L'ULTIMO DEI FINLANDESI; DIANA ARMI; 2004; 11; 46;
ARMI DA FUOCO; ; LUNGHE; ; FUCILI; MILITARI; EX ORDINANZA; FINLANDIA; SAKO;
ARSENALE VKT (Valtion Khivaaritehdas - Fabbrica di armi di Stato. Oggi
VALMET); m/39; 7,62x53 R; NO; NO; MOSIN-NAGANT; 1930; VERSIONE SNIPER -
ARTICOLO FORTEMENTE CONTESTATO SU IT.HOBBY.ARMI.MODERATO (VEDI ALLEGATI)
Ciao
Pat
Mi ha scritto Vallini e abbiamo chiarito che di errore non si trattava
(anche se la risposta in cui avevo ravvisato l'errore è equivoca e si
presta ad interpretazioni errate), quindi mi scuso con Vallini (lo
faccio pubblicamente anche se non richiesto) anche per il tono con cui
critico la rivista; il messaggio è stato uno sfogo personale verso una
rivista che ha deluso le mie aspettative.
Purtroppo anche dallo scambio di e-mail rimane il fatto che non riesco
a trovare una rivista che mi soddisfi nel trattare di armi (corte in
particolare) e tiro (tiro a segno e tiro dinamico) in modo tecnico.
Saluti
Fabio
Vi racconto una cosa carina.
Ero l'altra mattina in anticipo alla consueta riunione della squadra
dei cinghialai. Mi siedo ad un tavolo e vedo una rivista. Si tratta
dello speciale fucili ( mi pare si chiamasse così ) di Diana uscito
adesso.
Mi metto a sfogliarlo. Dopo poche pagine faccio un salto: vedo il mio
fucile. Non uno uguale, il mio. Sfoglio ancora, è proprio il mio
remington 700 in 223 che il mio amico giornalista aveva fotografato,
diceva così, tante volte gli servissero le foto, una volta che era
venuto con me a caccia.
Leggo la prova del mio fucile. Del mio fucile, mai provato da nessuno
altro che da me. Apprendo le varie difficoltà di taratura che chi
scrive ha incontrato, il perchè ha scelto quel canocchiale, perchè lo
ha mimetizzato e, in fondo ma non ultimo, gli animali che avrebbe
ammazzato con il mio fucile, con che palla e con che effetti
terminali.
Un fucile che chi scrive non ha mai tenuto in mano.
Amen
Lorenzo
Beh, se l'articolo è ben fatto e veritiero, il giornalista è stato corretto
con i lettori.
Molto meno con te, anzi, direi decisamente scorretto, poichè non ti ha
neanche chiesto una autorizzazione.......
ciao
danidane
A me non interessa dell'autorizzazione. Quello che mi infastidisce è
che uno legge una prova totalmente inventata. COme se quattroruote
inventasse la prova delle automobili. Magari scrivendo anche cose
sensate...
Lorenzo
Una prova vera e propria non è, ma ha riportato le tue esperienze (reali) su
quell'arma, quindi non ha detto delle falsità.
Certo che se ti interpellava, poteva avere dati più esatti e precisi.
E magari l'articolo lo facevate insieme con qualche prova reale.
Probabilmente è uno di quei giornalisti sbrigativi che non vogliono perdere
tempo.
Aveva dei dati, e ha fatto in articolo informativo sull'arma, anche se non è
definibile come tecnico.
ciao
danidane