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punzoni su Mosin Finlandese P26 e metodo Salerno

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Marco Maccioni

unread,
Aug 30, 2004, 3:56:28 PM8/30/04
to
Durante uno dei miei viaggi per lavoro un Mosin Finlandese 1891 - P26 mi ha
attraversato la strada e sono stato costretto a portarlo a casa :-)).

Ho iniziato a togliere lo strato di grasso secco da togliere e ho iniziato a
ispezionarlo a modo.
Il fucile riporta la stessa matricola dell'otturatore. Chiaramente matricola
ridata dai finlandesi.
L'otturatore ho l'impressione che sia un puzzle di pezzi ripresi da vari
otturatori.
Dunque sulla manetta oltre alla matricola è impresso una R cerchiata quindi
un componente della Remington., inoltre presenta un punzone a forma di una
specie di K. Sulla testa dell'otturatore è visibile una freccia che mi
sembra riconoscere nel punzone dell'arsenale di Sestroretsk.
Sulla parte posteriore dell'otturatore c'è il martello cerchiato di Tula.
Ci sono inoltre punzonati una S e un paio di (viste ad occhio nudo) di
corone piccolissime, punzone che ritrovo sul fucile e anche su un M39.
Ho provato a fargli una macro e ingrandendo al massimo sembra (perdonatemi
la descrizione) una maschera di carnevale sviluppata vero l'alto, con i due
fori per gli occhi sormontati da una specie di N (lo so ho molta fantasia
:-))) Che diavolo di punzone è ?
Ho provato a guardare su http://7.62x54r.net/MosinID/MosinMarks.htm che su
http://www.mosinnagant.net/USSR/mosin_nagant_markings.asp ma non mi sembra
ci sia niente che gli assomiglia.

E' normale trovare questa macedonia di componenti ?

In cosa consisteva/consiste il metodo Salerno per ritubare le canne ?

Sono fucili che si trovano facilmente ?

Ciao e grazie a chi mi può dare qualche informazione.

Marco M.

Francesco Mancuso

unread,
Aug 31, 2004, 2:41:43 AM8/31/04
to
Marco Maccioni ha scritto:

> In cosa consisteva/consiste il metodo Salerno per ritubare le canne ?

Alesare la canna consumata ed inserire in questa una nuovo "tubo" da
portare a misura e rigare.

Ma pensavo che questa denominazione venisse riservata ai nostri 91.

Non avrei mai immaginato che anche altri denominassero allo stesso modo la
ritubatura (tanto da apporre una S come marchio dell'avvenuta lavorazione).

Una nota: la didascalia della foto dice che il nome "Salerno" deriva dal
luogo in cui fu sviluppato il metodo.
Dato che non mi risulta che a Salerno siano mai esistiti stabilimenti
militari, sono portato a pensare che "Salerno" sia in realta' il cognome
di dello sviluppatore.
Agli esperti la parola.

Ciao.


--
Francesco Mancuso

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it

gualbo

unread,
Aug 31, 2004, 8:39:37 AM8/31/04
to
CUT

lo so ho molta fantasia
> :-))) Che diavolo di punzone č ?

> Ho provato a guardare su http://7.62x54r.net/MosinID/MosinMarks.htm che su
> http://www.mosinnagant.net/USSR/mosin_nagant_markings.asp ma non mi sembra
> ci sia niente che gli assomiglia.

Non ho idea, se puoi postare qualcosa in privato (non un file troppo grande)

>
> E' normale trovare questa macedonia di componenti ?

Normalissimo, i finnici producevano i fucili montando i diversi pezzi che
avevano, senza far caso alla provenienza.


>
> In cosa consisteva/consiste il metodo Salerno per ritubare le canne ?
>
> Sono fucili che si trovano facilmente ?

Per niente, sono anni che ne cerco uno.
Gualbo
>
> Ciao e grazie a chi mi puň dare qualche informazione.
>
> Marco M.

Bondino

unread,
Aug 31, 2004, 3:50:26 PM8/31/04
to

> > In cosa consisteva/consiste il metodo Salerno per ritubare le canne ?

> Alesare la canna consumata ed inserire in questa una nuovo "tubo" da
> portare a misura e rigare.

> Ma pensavo che questa denominazione venisse riservata ai nostri 91.

> Non avrei mai immaginato che anche altri denominassero allo stesso modo la
> ritubatura (tanto da apporre una S come marchio dell'avvenuta lavorazione).

> Una nota: la didascalia della foto dice che il nome "Salerno" deriva dal
> luogo in cui fu sviluppato il metodo.
> Dato che non mi risulta che a Salerno siano mai esistiti stabilimenti
> militari, sono portato a pensare che "Salerno" sia in realta' il cognome
> di dello sviluppatore.


Per quel che riguarda i marchi l'esperto è Gualbo ed a lui va l'onere
della risposta ma non mandategli files grandi: ha una connessione che va a
carbone :-))))

Il metodo Salerno viene chiamato così proprio dal cognome del suo
inventore e venne testato prima all' Officina di costruzioni d'Artiglieria
di Roma e poi applicata soprattutto a Terni.
Tale metodo venne applicato prima sui Vetterli (circa 1916) per modificare
il calibro dei modello 70/87 ordinanza italiana calibro 10,4 in 6,5 Carcano
trasformandoli appunto nei Vetterli
1871(monocolpo)/87(caricatore)/16(cambio calibro)
Il procedimento venne usato poi anche a fine ww1 sui '91 un pò "stanchi";
come detto più sopra il procedimento consisteva nel separare canna dal
castello, alesarla, inserire la nuova a pressione quindi smartellare
delicatamente per sentire il suono (!!!!) Se suonava "bene" era lavoro era
a posto e si poteva eseguire la rigatura e rimontare il tutto. Inutile
dire che il procedimento era più lungo che realizzare una canna nuova. Ma
allora la manodopera era la spesa minore.
I fonlandesi che non navigavano nell'oro apprezzarono tale soluzione e la
applicarono anche loro. I numeri di questi Nagant /P sono comunque esigui:
non più di 13.000 canne ritubate, i cui fucili che vennero poi usati nella
ww2 e di conseguenza molti si sono persi.
Trovarne uno è una botta di c__o notevole, complimenti!!!

Paolo

--
Aver ricevuto una buona educazione, oggi è uno svantaggio: ti esclude da
tante cose.... Oscar Wilde

zorro

unread,
Aug 31, 2004, 3:32:47 PM8/31/04
to
La S punzonata in alto sul castello con le piccole coroncine sono il
simbolo della Guardia Nazionale Finlandese, una specie di riservisti non
militari che lo avevano in dotazione.
Ciao

Francesco Mancuso

unread,
Sep 1, 2004, 1:46:01 AM9/1/04
to
Bondino ha scritto:

> Il metodo Salerno

Incidentalmente: ieri, tornato a casa, ho trovato nella posta il numero di
Settembre di Diana Armi, e che ti ci trovo dentro?

Un bell'articolo, con foto interessanti, a firma di Livio Pierallini che
parla dei '91 ritubati col metodo Salerno!

Sulle canne dei quali veniva apposto il marchio "tubata" riferito alla
canna cosi' "recuperata".

E vi si annuncia anche la prossima pubblicazione di un testo dedicato al
"nostro", redatto da W. Riepe.

Chi non ha la rivista vada a comprarla, ne vale la pena.

Ciao.

--
Francesco Mancuso

filippo

unread,
Sep 1, 2004, 5:11:53 AM9/1/04
to
frankm...@email.com (Francesco Mancuso) wrote in message news:<ch16j8$2mi$1...@news.newsland.it>...

> Marco Maccioni ha scritto:
>
> > In cosa consisteva/consiste il metodo Salerno per ritubare le canne ?
>
> Alesare la canna consumata ed inserire in questa una nuovo "tubo" da
> portare a misura e rigare.
>
> Ma pensavo che questa denominazione venisse riservata ai nostri 91.
>
> Non avrei mai immaginato che anche altri denominassero allo stesso modo la
> ritubatura (tanto da apporre una S come marchio dell'avvenuta lavorazione).
>
> Una nota: la didascalia della foto dice che il nome "Salerno" deriva dal
> luogo in cui fu sviluppato il metodo.
> Dato che non mi risulta che a Salerno siano mai esistiti stabilimenti
> militari, sono portato a pensare che "Salerno" sia in realta' il cognome
> di dello sviluppatore.
> Agli esperti la parola.
>
> Ciao.

Non sono "esperto", ma forse questa notizia puň servire per altre
ricerche:

"By 1924 the amount of corroded rifle barrels in depots of Armed
Forces and Suojeluskunta had reached 200,000 while Finnish Armed
Forces had yet no equipment for repairing damaged rifle barrels. Only
possible repair available for rifles with damaged barrels were
replacing the barrel or relining it with Salerno method (method
typically used with artillery pieces). As Finns had no experience of
either, both methods were tried. Between 1925 - 1927 Gun Depot 1
relined over 13,000 rifle barrels, while at the same time also new
rifle barrels were bought and used to replace damaged ones. Relining
basically meant boring the existing barrel and installing a new inner
barrel inside it (also ammunition chamber demanded some re-tooling
when this method was used)."

Fonte: http://www.ankkurinvarsi.com/jaeger/RIFLES1.htm (mi sembra un
sito niente male, tra l'altro)

Sembra dunque che il procedimento sia stato inizialmente utilizzato
per ritubare canne di pezzi di artiglieria.

Saluti.

Filippo

Francesco Mancuso

unread,
Sep 1, 2004, 9:02:40 AM9/1/04
to
filippo ha scritto:

> Fonte: http://www.ankkurinvarsi.com/jaeger/RIFLES1.htm (mi sembra un
> sito niente male, tra l'altro)

Grazie della segnalazione.

Bel sito. Certo, il commento sul 38 in 7,35x51 e' un po' duro.
Lo si comprende meglio pensando ad una "utenza" piu' sofisticata della
media in fatti di armi e tiro (e quindi poco propensa a considerare come
pregio le caratteristiche di un mero strumento da combattimento).

> Sembra dunque che il procedimento sia stato inizialmente utilizzato
> per ritubare canne di pezzi di artiglieria.

Altrove su certi pezzi di artiglieria fu previsto in partenza che la parte
interna potesse essere sostituita dopo un certo numero di "tiri".

Procedimento da non confondere con la doppia camicia di altri pezzi di
artiglieria (es. il 105/51) volta invece a creare uno stato di tensione
sul tubo interno indotto al fine di ridurre lo stress che quest'ultimo
subisce al momento dello sparo.

lmb

unread,
Sep 1, 2004, 11:00:02 AM9/1/04
to

> Sulle canne dei quali veniva apposto il marchio "tubata" riferito alla
> canna cosi' "recuperata".

sull'argomento devo fare alcune verifiche, certamente nel primo dopoguerra
vennero RItubati con detto metodo molti fucili mod 1891, ma nel 1917-1918
"forse" vennero prodotti ex-novo fucili con canna di ferro ed anima
d'acciaio per sopperire alla penuria di materiale attuando la disposizione
citata nell'articolo e che qui riporto per intero (contiene altre chicche da
approfondire)
---
ESPERIENZE E STUDI IN CORSO SUI MATERIALI DI ARTIGLIERIA, ARMI PORTATILI E
BOMBE, ALLA DATA 25 AGOSTO 1917. (Dispaccio n°4187 del 24 luglio 1917)
-CUT-

G) - ARMI PORTATILI.

Tubature di canne per fucili M. 91 - Lo studio é stato fatto dall'Officina
di Costruzione di Artiglieria di Roma per ovviare alla enorme deficienza di
sbarre di acciaio grezze per canne di fucile. Detta officina ha studiato e
sperimentato con esito favorevole la costruzione di canne per fucile mod. 91
mediante sbarre di ferro omogeneo e tubatura di acciaio. Dopo tali
esperimenti, fu proposto che fosse considerato normale l'allestimento di
canne di ferro omogeneo con tubatura di acciaio, allorchè riusciva
impossibile di rifornirsi di barre di acciaio. -

Circa l'applicazione dell'otturatore M. 91 ai fucili Manlicher vennero
iniziate, presso la scuola di applicazione di Fanteria di Parma, esperimenti
con alcuni esemplari.

Serbatoio mobile per fucile mod. 91 - E' capace di 25 cartucce; concretato
dal Magg. Saccani della Fabbrica di Armi di Terni in base ad un tipo tedesco
segnalato all'ufficio informazioni. Dopo l'esito favorevole delle prove
fatte presso la Scuola di Parma ne furono ordinati 500 alla fabbrica d'armi
di Terni.

Serbatoio in lamiera per fucile M. 91 - Proposta dalla fabbrica d'armi di
Terni allo scopo di semplificare la lavorazione del serbatoio formandolo con
un lamiera tranciata, stampata e saldata. Provata con buon esito a Parma. La
Fabbrica d'Armi di Terni ne sta allestendo 10.000 a titolo di prova di
lavorazione.

- CUT -


Questi fucili portavano la stampigliatura TUBATA posta ad arco di cerchio
nella parte anteriore della faccetta superiore della culatta mobile e,
almeno l'esemplare che ho visionato, non hanno punzoncini con anni
successivi come invece dovrebbe essere sui ritubati che mi pare portino
sempre l'anno di ritubatura in punzoncino ovale. (simile a quello presente
sui 91/24)

L'articolo in questione nega siano stati effettivamente prodotti i TUBATI
con canna in ferro.
Basterà appena possibile verificare la durezza delle canne di tubato e
ritubato per vedere se quella del primo è meno dura di quella del secondo
testimoniando così che il tubato della IGM esisteva.

Salerno era il nome dell'inventore della ritubatura, antesignano del Grande
Ritubatore che ben conosciamo!
lmb

Francesco Mancuso

unread,
Sep 1, 2004, 12:15:31 PM9/1/04
to
lmb ha scritto:

> sull'argomento devo fare alcune verifiche,

Gia' finite le ferie?

> (contiene altre chicche da approfondire)

Tipo quella dei caricatori, immagino.

> Detta officina ha studiato e sperimentato con esito favorevole la
> costruzione di canne per fucile mod. 91 mediante sbarre di ferro omogeneo
> e tubatura di acciaio.

Se ci si sofferma a pensare in che condizioni abbiamo affrontato due
guerre, il fatto che la nostra baionetta pesasse una frazione di quelle
alleate ed avversarie fa quasi tenerezza.

> L'articolo in questione nega siano stati effettivamente prodotti i TUBATI
> con canna in ferro.

Sono questi gli aspetti del collezionismo che intrigano di piu': sara'
stato cosi', no, non puo' essere, e invece si...

> Basterà appena possibile verificare la durezza delle canne di tubato e
> ritubato per vedere se quella del primo è meno dura di quella del secondo
> testimoniando così che il tubato della IGM esisteva.

Forse sai gia' dove rivolgerti, in caso contrario potrei contribuire.
Magari a titolo di ringraziamento per le preziose info.

> Salerno era il nome dell'inventore della ritubatura, antesignano del
> Grande Ritubatore che ben conosciamo!

Nei confronti del quale non nascondo un zinzino di invidia.

Ciao.

E grazie.

filippo

unread,
Sep 3, 2004, 4:46:34 AM9/3/04
to
>
> > Fonte: http://www.ankkurinvarsi.com/jaeger/RIFLES1.htm (mi sembra un
> > sito niente male, tra l'altro)
>
> Grazie della segnalazione.
>
> Bel sito. Certo, il commento sul 38 in 7,35x51 e' un po' duro.
> Lo si comprende meglio pensando ad una "utenza" piu' sofisticata della
> media in fatti di armi e tiro (e quindi poco propensa a considerare come
> pregio le caratteristiche di un mero strumento da combattimento).
>

A proposito: proprio su questo sito viene detto che nel 1926 i
finlandensi acquistarono 39.900 Mosin Nagant M/91 in Italia.

Qualcuno ha idea di quale ne potesse essere la provenienza?

Forse dalla Serbia (che ne aveva ricevuti dalla Russia, tanto che nel
1939 altri M/91 vennero venduti dalla Jugoslavia)?

O forse li avevamo presi in Austria-Ungheria, che di Mosin Nagant ne
doveva avere catturati parecchi (tanto che ne avevano ricamerati in
calibro 8 mm.)?

Saluti

Filippo

Francesco Mancuso

unread,
Sep 3, 2004, 9:24:15 AM9/3/04
to
filippo ha scritto:

> A proposito: proprio su questo sito viene detto che nel 1926 i
> finlandensi acquistarono 39.900 Mosin Nagant M/91 in Italia.

> Qualcuno ha idea di quale ne potesse essere la provenienza?

> Forse dalla Serbia (che ne aveva ricevuti dalla Russia, tanto che nel
> 1939 altri M/91 vennero venduti dalla Jugoslavia)?

> O forse li avevamo presi in Austria-Ungheria, che di Mosin Nagant ne
> doveva avere catturati parecchi (tanto che ne avevano ricamerati in
> calibro 8 mm.)?

Non so dare indicazioni, vado a dare un'occhiata ai pochi testi che ho
parlano di Mosin Nagant.

Se a questo tuo post non rispondono Gualbo o l'ormai latitante Absolut,
forse e' il caso che tu faccia un nuovo post su questo argomento (in modo
da aumentarne la visibilita').

gualbo

unread,
Sep 3, 2004, 4:40:13 PM9/3/04
to
CUT

> O forse li avevamo presi in Austria-Ungheria, che di Mosin Nagant ne
> doveva avere catturati parecchi (tanto che ne avevano ricamerati in
> calibro 8 mm.)?
>
> Saluti
>
> Filippo

OK, questa era la provenienza, ovviamente roba catturata ai serbi ed ai
russi, tant'è che non è difficile trovare M39 con la C serba.
Gualbo

gualbo

unread,
Sep 3, 2004, 4:41:53 PM9/3/04
to

"zorro" <zo...@tiscali.it> ha scritto nel messaggio
news:4134D25F...@tiscali.it...

si, una specie.... (ma con dei marroni cosě) anche perchč erano dei veri
fanatici del tiro ed il fatto che Simo Haya fosse uno di loro la dice
lunga...
Gualbo

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