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slam-fire (lungo)

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ncor...@ncorsini.it

unread,
Mar 22, 2005, 10:54:56 AM3/22/05
to
Il termine inglese "slam-fire" identifica il malfunzionamento di
un'arma semiatomatica in cui il colpo parte accidentalmente prima che
l'otturatore sia completamente chiuso. Questo tipo di malfunzionamento
è prerogativa di diversi fucili militari in cui il percussore, essendo
libero fino al momento in cui viene colpito dalla catena di scatto,
avanza per inerzia percuotendo lievemente (ma quanto basta per farla
detonare) innanzi tempo la capsula di innesco e ciò avviene quando
l'otturatore rallenta per prendere la cartuccia dal caricatore.

Risultano chiari i rischi di un colpo sparato ad otturatore aperto
(l'otturatore viene "sparato" indietro verso il viso del tiratore)

Questo tipo di malfunzionamento può essere evitato utilizzando gli
appositi innesci a specifice militari che hanno una maggiore
tolleranza ai piccoli colpi inferti dal percussore prima della
chiusura finale dell'otturatore (ad esempio i CCI n° 34)

Conseguentemente chiunque utilizza in arme semiautomatiche di
derivazione militare (come le nostre ex ordinanza) cartuccie nuove di
produzione civile o ricaricati con inneschi non a specifica militare è
esposto a tale rischio.

Ora mi chiedo con che munizioni il Banco di Prova Nazionale effettui
le sue prove ed i casi possibili sono a mio avviso due:

1) se utilizza munizioni civili fabbricate con inneschi che non sono a
norma militare (e penso che quasi tutte le cartuccie civili vendute
in armeria siano assemblate con inneschi non a nspecifica militare)
espone chi acquista i fucili così testati a grossi rischi per
l'incolumità dei tiratori.

2) se utilizza munizioni fabbricate con inneschi a specifica militare
dovrebbe quantomeno avvertire i futuri utilizzatori dell'arma di
utilizzare munizioni assemblate esclusivamente con inneschi a norme
militari o in alternativa imporre una modifica al percussore con una
molla che prevenga lo slam-fire.

Fino ad ora non ho visto nessun avvertimento del Banco di Prova circa
l'utilizzo del munizionamente nelle armi semiautomatiche e, pertanto,
mi pongo il problema della responsabilità a carico del Banco di Prova
e dell'armeria che ha venduto il fucile, in caso di incidente.

Un esempio di comportamento in altri stati: negli USA la Norinco ha
invitato una parte dei possessori del SVD Dragunov da lei prodotti, a
restituire il fucile in quanto era stato rilevato un elevato numero di
Slam-Fire con munizionamento di tipo civile, per apportare una
modifica (una molla del costo massimo di un euro) al percussore.

Aggiungo, infine, che ho deciso di sollevare la questione e chiedere
il Vostro parere, in quanto, Domenica è successo al sottoscritto uno
slam-fire con un SVD Dragunov nuovo di pacca (immaginatevi gli
improperi e gli inni al creatore !!!), fortunatamente nessuna lesione
al sottoscritto e una piccola scheggiatina all'otturatore che non ne
preclude il funzionamento. (sul colpo responsabile dello slam-fire
l'innesco era solo lievemente percosso, mentre il bossolo era
totalmente disintegrato)

Il Banco di Prova dovrebbe forse interessarsi di più all'incolumità
del tiratore, piuttosto che perdersi a verificare se i caricatori, gli
spegni fiamma e i vari lancia granate, sono stati mutilati e segati a
dovere !!!!.

Nicola Corsini

gualbo

unread,
Mar 23, 2005, 1:46:39 PM3/23/05
to
Distinguiamo tra due cose:
lo slam fire propriamente detto ed imputabile alla scarsa compatibilità
della cartuccia con l'arma e lo sparo ad otturatore non chiuso, non è la
stessa cosa.
Lo slam fire, quando avviene, di solito si ha ad otturatore già in chiusura
e dipende dall'inerzia del percussore che va a colpire l'innesco con energia
sufficiente a farlo detonare. Ma ripeto, in questi casi, di solito,
l'otturatore è già almeno parzialmente chiuso. I rischi diretti per il
tiratore sono praticamente nulli. Certo, cè il rischio di una raffica non
voluta con potenziali danni per l'arma o per la perdita di controllo della
stessa.
Altro è la partenza del colpo con arma non ancora in chiusura. In questo
caso difficilmente dipenderà dall'inerzia del percussore (per ovvie ragioni
fisiche in sede di cameratura il percussore sarà fisicamente arretrato
rispetto all'otturatore e tenderà ad avanzare solo quando quest'ultimo si
ferma, il che di solito corrisponde con la chiusura dell'arma) ma ad altre
ragioni spesso imputabili al tiratore e/o a difetti costruttivi dell'arma.
Tra quelle causate dal tiratore la più comune è la mancanza di interventi di
manutenzione o di prima pulitura. Mi è capitato spesso di vedere armi
semiauto, soprattutto se nuove o di derivazione militare, con l'otturatore
impastato di grasso nel condotto portapercussore. In quel caso la punta del
percussore resta al di fuori dell'otturatore, quasi incollata dal grasso e
va a colpire l'innesco prima che l'arma sia arrivata in chiusura, con
effetti potenzialmente disatrosi per l'arma e per il tiratore.
Non è un caso che molte ditte consiglino di rimuovere subito l'olio o il
grasso di fabbrica dall'arma.
In altri casi vi può essere una anomala lunghezza del percussore ovvero la
presenza di bave di lavorazione che bloccano lo stesso. Gli eserciti di
tutto il modo fornivano appositi strumenti per verificare la fuoriuscita
della punta del percussore, alcuni a livello di singolo soldato (russi)
altri a livello di reparto.
Da quello che dici sembra che ci troviamo di fronte ad un'esplosione fuori
camera.
Mi domando ora , conoscendo le armi russe, se l'arma in oggetto abbia avuto
una preventiva pulizia, con eliminazione totale dello spesso grasso presente
di solito in quantità industriale, se la stessa fosse nuova ovvero frutto di
riarsenalizzazione.
Non penso che il banco di prova c'entri qualcosa con il problema sollevato.
Gualbo

lmb

unread,
Mar 23, 2005, 1:57:20 PM3/23/05
to
> Non penso che il banco di prova c'entri qualcosa con il problema
> sollevato.
> Gualbo

ovviamente non c'entra!
Al banco su fa la prova con munizione standard e prova forzata.
L'evento descritto può avvenire in modo del tutto casuale ed imprevedibile,
non sistematico e la probabilità che si verifichi con i pochi colpi sparati
al Banco è ben remota.

Garolini Gianluca

unread,
Mar 23, 2005, 3:10:30 PM3/23/05
to

<ncor...@ncorsini.it> ha scritto nel messaggio
news:afc26779.05032...@posting.google.com...
Cut

> 2) se utilizza munizioni fabbricate con inneschi a specifica militare
> dovrebbe quantomeno avvertire i futuri utilizzatori dell'arma di
> utilizzare munizioni assemblate esclusivamente con inneschi a norme
> militari o in alternativa imporre una modifica al percussore con una
> molla che prevenga lo slam-fire.
>
> Fino ad ora non ho visto nessun avvertimento del Banco di Prova circa
> l'utilizzo del munizionamente nelle armi semiautomatiche e, pertanto,
> mi pongo il problema della responsabilità a carico del Banco di Prova
> e dell'armeria che ha venduto il fucile, in caso di incidente.
>
> Un esempio di comportamento in altri stati: negli USA la Norinco ha
> invitato una parte dei possessori del SVD Dragunov da lei prodotti, a
> restituire il fucile in quanto era stato rilevato un elevato numero di
> Slam-Fire con munizionamento di tipo civile, per apportare una
> modifica (una molla del costo massimo di un euro) al percussore.
>
Cut

> Il Banco di Prova dovrebbe forse interessarsi di più all'incolumità
> del tiratore, piuttosto che perdersi a verificare se i caricatori, gli
> spegni fiamma e i vari lancia granate, sono stati mutilati e segati a
> dovere !!!!.
>
> Nicola Corsini

Lo slam fire, quando avviene (nelle rare eventualità) è molto spesso da
imputarsi ad un percussore rimasto bloccato in sporgenza e non rientrato
richiamato dalla energia della propria molla al colpo precedente, per
diversi possibili motivi.
Un percussore che non trattenuto a sufficienza dalla sua molla antagonista
esce per inerzia ed accende un primer (di qualsivoglia tipo) è una vicenda
che non mi convince, come non credo che tutti i grandi progettisti di armi
dei primi del secolo scorso fossero stupidi solo per non aver ideato una
sicura al percussore,... di cui non c'è bisogno salvo si cada da un
grattacielo.
Lo slam fire (non l'autoaccensione) è un malfunzionamento che capita
soprattutto su armi militari di bassa macelleria anche se ne furono vittima
occasionale pure le pistole Glock, che circa dodici anni fa fecero gridare
allo scandalo e saltare un paio di quotate seggiole della sua dirigenza
periferica americana,... fatto in verità poi mai più accaduto.
Io non credo che la soluzione a questi "pseudoproblemi" insorti su "armi"
cinesi o rumene sia in un innesco più duro e meno sensibile alla
temperatura, come i #34 e #41 della CCI.
I cinesi, i rumeni, i bulgari e in parte anche gli ungheresi e gli slavi con
ogni probabilità sapranno fare coloratissimi fuochi artificiali,
impagliare egregiamente col falasco i sedili delle seggiole, creare pomate
ed unguenti di grasso di porco canforato spacciate per vero balsamo di
tigre, distillare ottima slivovitza, produrre pittoresche e lucenti zappe,
vanghe, falci e martelli e molte altre amenità simili, ma di certo non sono
in grado di costruire seriamente ottime ed affidabili armi da guerra come
hanno fatto da sempre i tedeschi, i cecoslovacchi, gli americani e
pochissimi altri popoli.
Ho smontato recentemente alcune armi Norinco, provando una nausea fastidiosa
nel rilevare il livello qualitativo della loro costruzione e mi è divenuto
chiarissimo il motivo del loro ridicolo costo.
Non creiamo problemi che di fatto non esistono ed aspettiamoci da queste
armi quello semplicemente che ci aspettiamo da ogni altro prodotto
proveniente dal terzo mondo.

Cordialità
G.G.

Giovanni Rusticali

unread,
Mar 24, 2005, 4:24:20 AM3/24/05
to

"lmb" <l...@people.it> ha scritto nel messaggio
news:k_i0e.690586$b5.31...@news3.tin.it...

> ovviamente non c'entra!
> Al banco su fa la prova con munizione standard e prova forzata.
> L'evento descritto può avvenire in modo del tutto casuale ed
imprevedibile,
> non sistematico e la probabilità che si verifichi con i pochi colpi
sparati
> al Banco è ben remota.

Mio suocero ebbe uno slam fire col sovrapposto, era rimasto incollato fuori
un percussore e chiudendolo (era a caccia) gli partì un colpo, ne è rimasto
fortemente colpito, tanto che ancora oggi se lo maneggia per ungerlo (non
spara da decenni) ha l'istinto di passare un dito sui percussori prima di
chiuderlo:-))
ciao
Rusty

lmb

unread,
Mar 24, 2005, 6:05:23 AM3/24/05
to
>
> Mio suocero ebbe uno slam fire col sovrapposto, era rimasto incollato
> fuori
> un percussore e chiudendolo (era a caccia) gli partì un colpo, ne è
> rimasto
> fortemente colpito, tanto che ancora oggi se lo maneggia per ungerlo (non
> spara da decenni) ha l'istinto di passare un dito sui percussori prima di
> chiuderlo:-))
> ciao
> Rusty

Infatti questa è l'ipotesi più probabile in questi casi ... con le armi
appena acquistate in genere, ed in particolar modo con ex ordinanza ed armi
pseudo-militari prodotte con approssimazione nel terzo mondo è buona norma
procedere ad una accurata ispezione e pulizia prima dell'uso. La medesima
cosa va fatta dopo lunghi periodi di inutilizzo.

Non si può certo pretendere che Importatori e Banco Nazionale di Prova si
faccian carico delle imprudenze degli utenti ... a meno che vogliamo vedere
armi storiche rovinate con tutte le più strane punzonature prudenziali
piazzate sulle superfici disponibili ... come le scritte che sono incise
dugli specchietti retrovisori in U.S.A. che esprimo questo concetto: "stai
attento che le dimensioni reali di quello che vedi nello specchio sono
maggiori dell'immagine"

ncor...@ncorsini.it

unread,
Mar 24, 2005, 3:46:31 AM3/24/05
to
Ringraziando tutti per le opinioni espresse e le utili informazioni
fornite, tengo a precisare che:

1) Il Dragunov in mio possesso è di produzione originale Russa
(Izhmash) e non ha nulla a che vedere con le copie Norinco, per cui
presumo una precisione nella costruzione dell'arma migliore (almeno
secondo standard Russo).

2) L'arma in questione, pur essendo nuova di "pacca", è stata
completamente smontata e pulita meticolosamente (prassi da me
utilizzata sempre con tutte le armi acquistate) da me ivi compreso
l'otturatore e la sede del percussore (il mio armiere di fiducia mi
classifica come un maniaco della pulizia perche controllo e pulisco
ogni singolo pezzo delle armi). Pertanto posso escludere che si tratti
di sporco o grasso nella sede del percussore.

Potrebbe invece trattarsi di una lunghezza fuori standard del
percussore.

Comunque ho trovato sul sito www.dragunovparts.com/firing_pin.htm un
signore che vende percussori modificati per Dragunov con molla di
ritegno atta ad evitare il malfunzionamento. Penso che se qualcuno si
sia preso la briga di costruirlo e venderlo evidentemente qualche
problema con il percussore originale c'è (almeno con le munizioni non
militari russe).

Vero è che il Banco di Prova, effettuando pochi colpi, può
statisticamente non incappare in tale malfunzionamento, però, se il
problema è conosciuto (e penso che lo sia) obbligherei la modifica
dell'arma tramite aggiunta di una mollettina di ritegno dal costo
veramente esiguo.

Cordiali saluti.

Nicola Corsini

gualbo

unread,
Mar 24, 2005, 9:47:45 AM3/24/05
to

<> 1) Il Dragunov in mio possesso è di produzione originale Russa
> (Izhmash) e non ha nulla a che vedere con le copie Norinco, per cui
> presumo una precisione nella costruzione dell'arma migliore (almeno
> secondo standard Russo).
CUT

Al massimo se ex ordinanza sarà dell'arsenale militare di Izhevsk,
altrimenti direi che non è un Dragunov, ma un Tigr, che gli somiglia ma non
è la stessa cosa.
saluti
Gualbo

lmb

unread,
Mar 24, 2005, 11:11:56 AM3/24/05
to

>
> Vero è che il Banco di Prova, effettuando pochi colpi, può
> statisticamente non incappare in tale malfunzionamento, però, se il
> problema è conosciuto (e penso che lo sia) obbligherei la modifica
> dell'arma tramite aggiunta di una mollettina di ritegno dal costo
> veramente esiguo.

Una modifica del genere non può spettare al Banco (o allo Stato) ma semmai
essere libera iniziativa migliorativa dell'importatore ove si tratti di
arma nuova di fabbrica (tigr)
-impossibile per le ex-ordinanza che sono di provenienza eterogenea da vari
Paesi mentre in Italia sono circa venti tra grossisti e armerie le
aziende che importano armi -
Se anche il BNP si facesse carico del suggerimento/imposizione di modifiche
del genere non servirebbe assolutamente a nulla perché l'arma può essere
importata già bancata da un banco CEE riconosciuto che apporrà il numero di
catalogo italiano su richiesta dell'importatore ed in quel caso l'arma non
passa per il Banco di Gardone VT.

maurominervini

unread,
Mar 24, 2005, 4:31:26 PM3/24/05
to
Ho evitato finora di entrare in questo discorso, perchè certi
atteggiamenti -mi perdoni chi ha iniziato il tread- mi sembrano veramente
poco costruttivi , per usare un grosso eufemismo, ed incoerenti, e non
volevo dare risposte che possano apparire sgarbate. Ma tant'è, mi ci vedo
tirato pei capelli.Meglio, più di tanto senza addrizzare un quadro che è, o
mi pare, storto, non ci resisto.
Ci lamentiamo dei mille lacci e lacciuoli che l'autorità inventa
quotidianamente per qualsiasi cosa ci riguardi. Poi, invece di stare attenti
a come mettiamo gli inneschi, o alle condizioni delle armi (che sono
potenzialmente pericolose, se questo non ci sta bene giochiamo col Lego) che
usiamo, pretendiamo che lo faccia il banco. Benissimo. Chi ha avuto questa
luminosa idea, oltre ad avere un concetto altamente invasivo dello Stato, si
rende conto di una cosa?
Che una norma del genere, anche se prodotta da un legislatore tecnicamente
grezzo come spesso è il nostro, comporterebbe minimo due conseguenze:
1) grande incasinamento delle bancature estere, con dichiarazioni dell'
importatore, bolli tondi, supervisti eccetera
2)la revisione periodica dell'arma; infatti, se lo stato si deve preoccupare
non solo della legalità, ma anche della funzionalità dei nostri schioppi, è
logico e doveroso che verifichi, ad esempio, se la mannlicher shoenauer mod
1905, la army & navy del 1909, il 98 kar della 1^ e 2^ guerra, ma anche il
sirio del nostro amico o il mio S3, e magari ogni arma con più di 4anni di
vita, debba cominciare a passare revisione.Poii ogni 2? possibile.Dove sta
scritto che un'arma va controllata quando entra in commercio in Italia e
poi, sottoposta ad uso di per sè affaticante, non debba esserlo più?
Istituzione dell'ispettorato della fucilizzazione civile, (con delega agli
armaioli?), il guardiacaccia che ti chiede il libretto di circolazione oltre
la licenza, il decreto che procrastina la revisione, ma non viene comunicato
alle forze dell'ordine, e così via.
Sembra un paradosso, ma non lo è.
E gia che ci siamo, mettiamoci anche una bella tassa di possesso, con gli
oneri che crea a carico dello Stato, mi parrebbe la soluzione più equa e
politicamente corretta.
Caro amico, ma come ti salta in mente?:-)
Mauro

12Magnum

unread,
Mar 25, 2005, 1:59:04 AM3/25/05
to
> "maurominervini" <mauromi...@virgilio.it> wrote in message

> Istituzione dell'ispettorato della fucilizzazione civile

"ispettorato della fucilizzazione civile"

Questa sera parteciperò alla Pia Pratica del Venerdì Santo, ma dovrò
lottare per ripetere le giaculatorie e non ricordare questo nuovo
tormentone, che mi ha colpito, mi ha fatto sorridere in un giorno che
ha d'essere mesto e che di certo mi rimbalzerà nel cervello (vuoto?)
per i prossimi giorni!

Grazie & a tutti cordiali auguri!

12Magnum

(pretendente Nr. 1 al posto d'usciere dell'Ispettorato della
Fucilizzazione Civile)
[e la faccia dell'Ispettore Generale della Fucilizzazione Civile??? ma
ve la immaginate??? mi vien la voglia di chiederne la descrizione a
Nikolaj Gogol']

ncor...@ncorsini.it

unread,
Mar 25, 2005, 11:33:15 AM3/25/05
to
> Caro amico, ma come ti salta in mente?:-)
> Mauro


No per carità, mi è saltata in mente ma la malsana idea è stata subito
eliminata, infatti, come prima reazione ero seriamente intenzionato a
chiamare il Banco e chiedere chiarimenti sull'effettuazione delle
prove, poi, ragionadoci sopra, ho ritenuto che comunicare al Banco
quanto accaduto
e le possibili responsabilità avrebbe sollevato un vespaio gigantesco
con (come sempre quando si tratta di armi) ricadute restrittive e
vessatorie riguardo il possesso di armi ex ordinanza in mano ai
privati (quindi me compreso) e mi sarei, in questo caso, tirato la
zappa sui piedi.

Considerando quanto sopra, ho reputato opportuno evitare si sollevare
con il Banco un polverone autolesionista, limitandomi a chiedere la
vostra opinione in merito (seguo le news di IHA e IHAM praticamente
dalla sua nascita limitandomi a pochissimi interventi).

Comunque, per quanto mi riguarda ricarico e sparo con armi semiauto da
circa 10 anni (Fal vari, AR15, STgW 57, Garand, M1 Carbine, M14,
Tokarev, SAFN49)e ho sempre posto la massima attenzione nella ricarica
documentandomi preventivamente e così facendo nulla mi è mai successo,
almeno fino ad ora.

Considerando che, su 4 colpi sparati, due evidenziavano una lieve
impronta del percussore sulla capsula di innesco (una civilissima
Winchester WLR), e di questi due uno ha fatto il botto, ottengo una
percentuale di malfunzionamento del 50%, conseguentemente, reputo la
persona che ha effettuato le prove la banco particolarmente fortunata
perchè probabilmente ha imbroccato il 50% dei colpi funzionanti.

Aggiungo che non sono molti anni (5,6 anni ?)che sono in vendita gli
inneschi a specifica militare e non sono sempre reperibili. Immagino
che se prima non erano in vendita e ora si dovrà pur esserci un valido
motivo (motivo che penso di avere scoperto a mie spese)

Mi chiedo ora se le armi exordinanza possano rientrare nella normativa
relativa alla garanzia per vizi e difetti come per tutti gli altri
prodotti venduti in Italia, e nel caso positico chi sarebbe obbligato
a prestare la garanzia ?

Mi sa che per le prossime volte metterò una molla al percussore e
utilizzero quando li trovero inneschi a specifiche militari.

Cordiali saluti.

Nicola Corsini

maurominervini

unread,
Mar 25, 2005, 2:14:59 PM3/25/05
to

"12Magnum" <12Ma...@excite.it> ha scritto nel messaggio
news:fde666a3.05032...@posting.google.com...

>> "maurominervini" <mauromi...@virgilio.it> wrote in message
>> Istituzione dell'ispettorato della fucilizzazione civile
>
> "ispettorato della fucilizzazione civile"
>
CUT

> [e la faccia dell'Ispettore Generale della Fucilizzazione Civile??? ma
> ve la immaginate??? mi vien la voglia di chiederne la descrizione a
> Nikolaj Gogol']

Hai intuito, esattamente, il mio pensiero.
Ma dammi atto che l'ispettorato è logica conclusione dei -non- pii desideri
di controllo espressi dal nostro amico
Mauro

maurominervini

unread,
Mar 25, 2005, 2:20:40 PM3/25/05
to

<ncor...@ncorsini.it> ha scritto nel messaggio
news:afc26779.0503...@posting.google.com...

> Mi sa che per le prossime volte metterò una molla al percussore e
> utilizzero quando li trovero inneschi a specifiche militari.
> Peccato, 12 magnum era già pronto a ricoprire incarichi qualificati nel
> costituendo "ispettorato della fucilizzazioine civile"> Ciao
Mauro

XXVIII Ottobre

unread,
Mar 25, 2005, 7:51:20 PM3/25/05
to
Il 25 Mar 2005 08:33:15 -0800, ncor...@ncorsini.it ha scritto:

>Comunque, per quanto mi riguarda ricarico e sparo con armi semiauto da
>circa 10 anni (Fal vari, AR15, STgW 57, Garand, M1 Carbine, M14,
>Tokarev, SAFN49)

E queste sono ex ordinanza... mentre in questo caso parli di un
"Izmash Dragunov".... e la dicitura Izmash mi dice che non e' un
Dragunov (ex ordinanza) ma un Tigr (fucile civile da caccia),
costruito per il mercato civile e non militare.

>Aggiungo che non sono molti anni (5,6 anni ?)che sono in vendita gli
>inneschi a specifica militare e non sono sempre reperibili. Immagino
>che se prima non erano in vendita e ora si dovrà pur esserci un valido
>motivo (motivo che penso di avere scoperto a mie spese)

Mi e' difficile ricordare quando ho cominciato ad usare gli inneschi
CCI 34 e 41, ma direi che si tratta di molto piu' tempo dei 5 o 6 anni
dei quali parli.
Per la reperibilita' non ho mai avuto problemi, forse grazie al fatto
che vivo in una zona dove le armerie sono ben fornite.
Malgrado i CCI 34 e 41 non manchino mai nello scaffale del materiale
di ricarica (ne tengo sempre una scatola piena di scorta per ogni
tipo, che se non ricordo male e' da 5.000 pezzi), uso spessissimo
inneschi civili senza avere mai avuto problemi di slamfire.
Tra l'altro ritengo che il maggiore spessore della coppetta non abbia
tanto una funzione preventiva nei confronti di un ipotetico slamfire
(credo di avere sparato svariate migliaia di munizioni nei piu'
diversi fucili negli ultimi anni), quanto per evitare il rischio della
perforazione dell'innesco da parte di fucili con una percussione
particolarmente vigorosa (e mi viene in mente un mio Arisaka che
"massacra" gli inneschi) .

>Mi chiedo ora se le armi exordinanza possano rientrare nella normativa
>relativa alla garanzia per vizi e difetti come per tutti gli altri
>prodotti venduti in Italia, e nel caso positico chi sarebbe obbligato
>a prestare la garanzia ?

Ovviamente si... la legge non esclude le armi dalla garanzia, che deve
essere prestata dal venditore.

Marco Maccioni

unread,
Mar 26, 2005, 1:16:49 AM3/26/05
to

"XXVIII Ottobre" ha scritto nel messaggio :

> Mi e' difficile ricordare quando ho cominciato ad usare gli inneschi
> CCI 34 e 41, ma direi che si tratta di molto piu' tempo dei 5 o 6 anni
> dei quali parli.
> Per la reperibilita' non ho mai avuto problemi, forse grazie al fatto
> che vivo in una zona dove le armerie sono ben fornite.

Ho ancora qualche centinaio di inneschi CCI 34 ma hai notizie se sono
tornati reperibili a S.Marino ?
Per mesi li ho cercati inutilmente, ultimamente alla GMB e a Fiorentino mi
hanno detto o che non sono più importati o comunque non sono più nei
cataloghi.
Sparo molto poco con i semiauto però un pò di scorta se riesco a farla ....

Ciao e Buona Pasqua.
Marco

p.s. la settimana scorsa ho provato a cercarti senza riuscirci, ci sentiamo
per qualche prossimo sabato.

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