Re: .Filtro percolatore
Grazie per la tua risposta ma, se hai tempo, avrei delle cose da chiederti..
CD> > Qualcuno mi sa dire precisamente cosa e' un filtro
CD> > perculatore???
Dunque le rese, a parita' di
CD> volume del filtro sono molto piu' elevate rispetto agli
CD> altri filtri biologici. Sono comunque leggermente piu'
CD> complessi degli altri filtri biologici dal punto di
CD> vista idraulico
Con cio' mi vuoi dire che e' consigliato una vasca molto grande per avere un
filtro percolatore (la mia e' di 240 litri)
. Infatti deve essere carantita la caduta
CD> della corrente di acqua e la sua distribuzione
CD> uniforme sul materiale solido e percio', tra l'altro,
CD> non possono essere inseriti direttamente all'interno
CD> della vasca. La loro alta efficienza fa' anche si' che
CD> negli acquari marini, in cui si utilizza uno schiumatoio
CD> per rimuovere gli inquinanti organici, non siano
CD> consigliati da tutti, in quanto trasformano i composti
CD> prima che questi possano essere rimossi dallo
CD> schiumatoio. Poiche' i prodotti ultimi della
CD> trasformazione sono si' meno inquinanti, ma anche
CD> estremamente difficili da rimuovere (si pensi ad esempio
CD> ai nitrati) e comunque non eliminabili attraverso lo
CD> schiumatoio, molti preferiscono non avere filtri
CD> percolatori in acqua marina.
Ok quindi, secondo te, ho fatto bene a prendere uno schiumatoio e un
battericida???
Ma tu tutte queste infoermazioni le hai raccolte da un testo specifico, se si
quale, o dopo anni di esperienza??
Per tutti i "conferenzieri" scusate se mi rivolgo direttamente al mio amico
Giovanni e non li scrivo direttamente in Mail, ma penso che l'argomento
possa interessare a qualcuno d'altro...almeno penso
Giorgio
G.Ors...@agora.stm.it wrote in article <msga...@agora.stm.it>...
>
>
> Re: .Filtro percolatore
>
> Grazie per la tua risposta ma, se hai tempo, avrei delle cose da
chiederti..
> Con cio' mi vuoi dire che e' consigliato una vasca molto grande per
avere un
> filtro percolatore (la mia e' di 240 litri)
Il discorso e' un poco piu' complesso.
Come punto di partenza direi che la maggiore efficienza di un filtro
percolatore consente di ridurre il volume del filtro od il tempo per la
trasformazione dei rifiuti rispetto ad un biologico convenzionale (cioe'
con il materiale filtrante immerso nell'acqua).
Dunque potrebbe essere consigliato per una vasca con un forte carico
organico, cioe' ad esempio un acquario che contiene molti pesci da sfamare
che producono molti rifiuti. Naturalmente questo non significa che si possa
sovrappopolare una vasca, c'e' sempre un limite a cui attenersi, ma
probabilmente questo limite con un filtro percolatore e' leggermente piu'
alto che con un altro tipo di filtro biologico.
Dunque non se ne sente molto il bisogno in acquari con pochi pesci e
percio' non vengono in genere utilizzati in acquari dedicati principalmente
alle piante e in acquari marini per invertebrati.
Gli svantaggi principali sono:
a) non e' possibile inserirlo direttamente all'interno della vasca;
b) occorre avere un prelievo di acqua dall'acquario (o per sfioramento o
con un sifone che pero' in caso di interruzione deve essere in grado di
innescarsi di nuovo), l'acqua deve passare per caduta e distribuirsi
uniformemente sul materiale filtrante ed una pompa adeguata deve riportare
l'acqua in acquario spesso dovendo superare con un'alta portata un
dislivello significativo in quanto generalmente tali filtri sono appoggiati
a pavimento e la vasca sta in alto. Questo significa una maggiore
complessita' idraulica e maggiori spese per il consumo di energia elettrica
della pompa che in genere deve avere una potenza relativamente alta;
c) livello di rumore piu' alto che con altri filtri (pero' ad alcuni piace;
sembra di vivere in vicinanza di un fiume);
d) evaporazione piu' alta;
e) raffreddamento dell'acqua piu' elevato per effetto della maggiore
evaporazione. Questo fenomeno in estate potrebbe rappresentare un
vantaggio, altrimenti si hanno maggiori costi per il riscaldamento
dell'acqua.
f) Per molti sono "fabbriche di nitrati".
Quest'ultimo punto va' approfondito. In realta' visto che anche gli altri
filtri biologici devono portare a completamento il ciclo di
mineralizzazione dell'azoto con i nitrati come prodotto finale, in teoria
non vi dovrebbe essere differenza. In realta', quando si utilizzano in
parallelo altri sistemi di depurazione dell'acqua che rimuovono parte del
materiale organico prima che questo si trasformi (in ammoniaca
inizialmente, poi in nitriti ed infine in nitrati), e' importante che
questi sistemi abbiano il tempo di attuare la desiderata rimozione. Se il
filtro percolatore trasforma i composti organici troppo velocemente in sali
(quali sono i nitrati) l'efficienza degli altri sistemi (principalmente lo
schiumatoio) si riduce drasticamente. Quindi alla fine si avranno piu'
nitrati nell'acqua perche' quasi tutti i composti organici sono stati
trasformati e solo pochi sono stati rimossi prima della trasformazione.
Per questo motivo gli acquari marini di invertebrati (nei quali e'
essenziale che anche la concentrazione di nitrati sia sempre piuttosto
bassa) non usano filtri percolatori e spesso non usano neppure filtri
biologici. Il metodo "Berlin" prevede infatti solo schiumatoio e rocce vive
nell'acquario alle quali sono demandati i processi biologici di
trasformazione degli inquinanti.
Per il controllo dei nitrati, che comunque cominciano a dare fastidio ai
pesci solo a concentrazioni piuttosto alte, oltre ai metodi preventivi (non
sovraccaricare l'acquario evitando di sovrappopolarlo e di sovralimentare i
pesci, rimuovere per quanto possibile i composti organici prima che si
trasformino) i metodi sono i seguenti eventualmente da applicare
congiuntamente:
- cambio periodico e parziale dell'acqua con acqua senza nitrati (dunque da
osmosi inversa).
- filtri denitrificatori (biologici od elettrochimici)
- NNR (Natural Nitrate Reduction) in cui si cerca di creare zone favorevoli
(anaerobiche) alla presenza di batteri denitrificatori nelle rocce vive e
nella sabbia.
La conclusione e' che in genere il filtro percolatore puo' essere
consigliabile, ma non indispensabile, solo per acquari di pesci. E'
opportuno soprattutto se il popolamento e' al limite (ma io consiglio di
non esagerare mai, meglio, anche da un punto di vista etologico, un
acquario non troppo popolato). Rimane comunque una scelta abbastanza
personale che deve tenere in conto tutti i vantaggi e gli svantaggi
discussi.
Se ti interessa esistono diversi schemi fai da' te per la costruzione di
filtri percolatori (in inglese Wet-Dry filters oppure Trickle filters)
rintracciabili su Internet, eventualmente posso fornirti qualche indirizzo
che ora qui non ho.
> Ok quindi, secondo te, ho fatto bene a prendere uno schiumatoio e un
> battericida???
Secondo me, ed e' solo un'opinione personale, un buono schiumatoio
(efficiente e ben dimensionato) e' quasi indispensabile in un acquario
marino. L'impianto battericida, viceversa, lo ritengo potenzialmente
dannoso perche' uccide tutti i batteri (buoni e patogeni indifferentemente)
ed il plancton. Se le condizioni della vasca sono buone non ci dovrebbero
essere comunque agenti patogeni ed inoltre in caso di infezione non
l'impianto battericida non e' pero' in grado di curare da solo i pesci.
Senza considerare che le radiazioni utraviolette delle lampade germicide
utilizzate possono dare luogo a reazioni fotochimiche complesse e poco
conosciute in presenza di medicinali e/o integratori.
> Ma tu tutte queste infoermazioni le hai raccolte da un testo specifico,
se si
> quale, o dopo anni di esperienza??
>
Ho costruito il mio primo acquario marino nel 1978 e da allora continuo ad
averne almeno uno attivo (il secondo da 1100 litri costruito nel 1979 e'
ancora funzionante), ma oltre alla mia esperienza diretta (limitata ad
acquari marini tropicali e mediterranei) ritengo che informarsi su libri ed
articoli di riviste sia indispensabile. La maggior parte di informazioni si
possono trovare anche navigando su internet e sono principalmente in
inglese. Un buon libro (per quanto riguarda il marino con invertebrati) e'
"The Modern Coral Reef" di A.Fossa e A.J.Nilsen (in inglese). In italiano,
anche se datato, io sono affezionato a "L'acquario marino tropicale" di De
Graaf (vado a memoria). Anche "L'Acquario Marino ottimale" di Horst
E.Kipper non e' male anche se, essendo di parte per i prodotti Dupla, non
da' una visione completa per quanto riguarda le alternative non solo di
mercato, ma quel che e' peggio neanche dei processi che non siano
utilizzati dalla Dupla. Altri testi che non ho letto, ma di cui ho visto
ottime recensioni su internet e che vorrei procurarmi appena possibile,
sono: "The Reef Aquarium" di J.C.Delbeek (
http://www2.hawaii.edu/~delbeek/Welcome.html ) e "Simplified Reef Keeping"
di R.M.Metelsky ( http://www.connix.com/~reefkeep/ ).
Le riviste che leggo sono Aquarium (abbonato dal 1978) ed acquario oggi,
che pero' solo in parte contengono articoli veramente di interesse.
Potrebbe essere interessante rivolgersi anche verso riviste straniere (ad
esempio in passato ho consultato spesso con interesse Tropical Fish
Hobbist).
Per testi su acquari di acqua dolce purtroppo non so consigliarti perche'
non ne ho mai letti.
Ciao, Giovanni
G.Ors...@agora.stm.it wrote in article <msga...@agora.stm.it>...
>
> Ma tu tutte queste infoermazioni le hai raccolte da un testo specifico,
se si
> quale, o dopo anni di esperienza??
>
Dimenticavo che puoi trovare on line anche due buoni libri sull'acquario
marino dai titoli:
"THE MARINE FISH AND INVERT REEF AQUARIUM" di ALBERT J. THIEL
"SMALL REEF AQUARIUM BASICS" di ALBERT J. THIEL
Sono in inglese e si chiamano: book1.zip 216kb e book2.zip 116kb. Li puoi
scaricare ad esempio da:
http://www.athiel.com/html/library.htm
Posso anche spedirli via e-mail a chiunque sia interessato e me lo richieda
via e-mail all'indirizzo: cam...@dicm0.ing.unibo.it
Saluti,
Giovanni
Re: .Filtro percolatore
Grazie Giovanni per l'esauriente spiegazione, sei un amico...
Giorgio
P.S. Tu possiedi un denitrificatore o lo ritieni, come me, un pochino
superfluo???
G.Ors...@agora.stm.it wrote in article <msga...@agora.stm.it>...
>
>
>
>
> P.S. Tu possiedi un denitrificatore o lo ritieni, come me, un pochino
> superfluo???
>
Domanda molto interessante, ma come vedrai non sono in grado di rispondere.
Tieni presente che il filtro denitrificatore e' un apparato che e' stato
introdotto solo recentemente in acquariofilia e sicuramente si puo'
affermare che e' ancora in fase di sviluppo. Difatti se osservi le
tipologie esistenti ti accorgi che sono svariate. Probabilmente la
configurazione ottimale ancora non e' stata completamente individuata.
Negli ultimi tempi poi e' apparso, accanto ai filtri biologici, anche un
metodo elettrochimico di eliminazione dei nitrati, che a detta di alcuni
sembra funzionare bene di cui pero' a mio parere non si conosce ancora
appieno il funzionamento, soprattutto in relazione ad eventuali effetti
collaterali che in teoria potrebbero essere importanti.
Il fatto che non sia stato ancora completato lo sviluppo non e' tuttavia un
motivo sufficiente per rinunciare al suo uso se effettivamente esso risulta
necessario, caso mai questo aspetto complica la scelta. Tuttavia la tua
domanda era se il filtro denitrificatore e' necessario.
Ti assicuro che sembra che in giro in acquariofilia sia questo uno degli
argomenti piu' gettonati e di conseguenza esistono pareri svariati e
contrastanti.
Non voglio e non posso quindi essere io a dare un parere definitivo,
percio' mi limito solo ad alcune osservazioni in forma di FAQ.
1. La denitrificazione avviene anche senza filtro denitrificatore?
Sembra assodato che la denitrificazione avvenga anche in vasca
essenzialmente attraverso l'assimilazione dei nitrati da parte di alghe e
piante od attraverso la trasformazione ad opera di batteri.
Nel primo caso occorrera' creare le condizioni favorevoli alla crescita
delle alghe o piante ed eliminarne periodicamente una certa quantita'. Nel
secondo caso occorrera' creare un ambiente adatto all'insediamento dei
batteri denitrificatori. Normalmente si dice che questi si trovano bene in
ambiente anaerobico e dunque all'interno dei pori e canalicoli piu'
profondi delle rocce vive e negli strati piu' profondi della sabbia che
dunque deve essere sufficientemente alta e disposta secondo alcuni
accorgimenti (il metodo NNR o plenum funziona appunto cosi').
Quello che ancora non e' completamente chiaro e' quali tipi di batteri
operino questa trasformazione. Per alcuni in effetti sembra che le
conoscenze a proposito delle popolazioni di batteri in acquario siano da
completare se non da rivedere completamente. A proposito qual e' uno dei
punti fermi nella nostra conoscenza dei batteri? Probabilmente tutti
risponderemmo che nel ciclo dell'azoto e' assodato che la trasformazione
dell'ammoniaca in nitriti avviene ad opera dei batteri nitrosomonas e
quella dei nitriti in nitrati ad opera dei Nitrobacter. Ebbene tenetevi
forte perche' abbiamo sbagliato, non e' piu' cosi'. Questo almeno secondo
Timothy Hovanec che, nell'articolo: "Comparative Analysis of Nitrifying
Bacteria Associated with Freshwater and Marine Aquaria" pubblicato sul
numero diagosto '96 del Journal of Applied and Environmental Microbiology,
asserisce che in acqua dolce Nitrosomonas e Nitrobacter bacteria NON sono i
completi responsabili del processo di denitrificazione, mentre in acqua
salata Nitrosomonas e' presente, ma NON ci sono Nitrobacter !!
D'altra parte su "the modern coral reef aquarium" di Fossa e Nilsen a
pag.242 trovate che nella popolazione di batteri in un filtro biologico si
trovano in diversa entita': batteri aerobici che idrolizzano gli amidi,
batteri anaerobici che idrolizzano gli amidi, batteri che decompongono
gelatina, batteri che riducono i solfati, batteri che decompongono la
cellulosa, batteri che decompongono l'urea, batteri denitrificanti, batteri
che riducono l'ammonio, batteri aerobici che riducono i nitrati a nitriti,
batteri anaerobici che riducono i nitrati a nitriti, batteri nitrificanti
da ammoniaca a nitriti, batteri nitrificanti da nitriti a nitrati. La
conclusione e' che allo stato attuale la confusione sembra regnare sovrana
ed e' difficile individuare dei punti fermi e fare affermazioni assolute
del tipo questo sistema e' meglio di quell'altro. Questo non significa che
non ci siano metodi o processi che possano funzionare, e' solo presto per
trarre le conclusioni e l'invito a tutti e' di sperimentare e cercare di
osservare i risultati.
2. La crescita della concentrazione dei nitrati puo' essere controllata a
monte?
Si' limitando il carico organico a cui deve fare fronte l'acquario. Se il
carico e' basso appare superfluo fare ricorso ad un filtro denitrificatore,
soprattutto per acquari senza invertebrati.
3. Ci si puo' limitare a controllare la crescita della concentrazione dei
nitrati con cambi di acqua?
Sicuramente si', pero' si va' incontro a tutti gli svantaggi (ed anche i
vantaggi) propri di questo sistema, gia' oggetto di discussione piu' volte
in questo newsgroup. In effetti uno degli obiettivi principali con
l'utilizzo di un filtro denitrificatore e' quello di ridurre i cambi
dell'acqua.
4. Fare funzionare il filtro denitrificatore e' piu' impegnativo che
ricorrere agli altri sistemi per il controllo dei nitrati?
Dipende da molti fattori. Certamente il filtro denitrificatore: a) ha un
certo costo; b) ha bisogno di energia per funzionare (ad esempio puo'
essere azionato da una pompa); c) ha bisogno di nutrienti per alimentare i
batteri (le fonti di carbonio organico possono essere anche il carbonio
endogeno nell'acqua, ma limitandosi a questo le rese sono molto piu'
basse); d) ha bisogno di controlli, sostituzioni e pulizia periodici cioe'
di manutenzione. La quantificazione di queste voci puo'essere sicuramente
difficile.
Mi accorgo di non avere risposto alla tua domanda, ma non mi era possibile.
L'unica cosa che posso dirti e' che se non hai un carico biologico notevole
che ti fa' crescere i nitrati rapidamente nella vasca, forse ti conviene
aspettare, anche perche' la maggior parte dei filtri denitrficatori
esistenti ora sul mercato mi sembrano non ancora ottimizzati.
Ti rivelo per finire che personalmete ho installato da pochi giorni nel mio
acquario un filtro denitrificatore biologico, ma solo fra qualche mese
sapro' come funziona. La mia scelta comunque e' stata un poco forzata,
perche' il mio acquario sta facendo fronte ad un carico organico che e'
cresciuto in maniera veramente notevole negli ultimi tempi. Fino a poco
tempo fa' la crescita della caulerpa nell'acquario era sufficiente a
contenere la crescita dei nitrati, ora non e' piu' cosi'. Altrimenti
probabilmente non l'avrei installato o forse l'avrei fatto ugualmente ma
solo per il desiderio di sperimentare.
Ciao,
Giovanni
G.Camera Roda <cam...@dicm0.ing.unibo.it> scritto nell'articolo
<01bc5c91$e82b5ae0$3c17...@cameraroda.ing.unibo.it>...
>............
> L'unica cosa che posso dirti e' che se non hai un carico biologico
notevole
> che ti fa' crescere i nitrati rapidamente nella vasca, forse ti conviene
> aspettare, anche perche' la maggior parte dei filtri denitrficatori
> esistenti ora sul mercato mi sembrano non ancora ottimizzati.
> Ti rivelo per finire che personalmete ho installato da pochi giorni nel
mio
> acquario un filtro denitrificatore biologico, ma solo fra qualche mese
> sapro' come funziona. La mia scelta comunque e' stata un poco forzata,
> perche' il mio acquario sta facendo fronte ad un carico organico che e'
> cresciuto in maniera veramente notevole negli ultimi tempi. Fino a poco
> tempo fa' la crescita della caulerpa nell'acquario era sufficiente a
> contenere la crescita dei nitrati, ora non e' piu' cosi'. Altrimenti
> probabilmente non l'avrei installato o forse l'avrei fatto ugualmente ma
> solo per il desiderio di sperimentare.
>
> Ciao,
> Giovanni
>
Per la prima volta sono riuscito a trovare, in un negozio di Roma, della
Caulerpa prolifera.
L'ho messa nel mio acquario 300 lt netti marino con coralli molli al fine
di ridurre il carico di nitrati.
Il mio problema č che possiedo un Pomachantus Semicirculatus ed un
Zebrasoma Flavescens che hanno immediatamente scambiato la Caulerpa per una
gradita variazione di menů.
Tra l'altro ho paura che la distruzione della Caulerpa porti ad una sua
marcescenza che andrebbe a peggiorare il problema dei nitrati.
Si puň utilizzare un sistema meccanico (retina?) di protezione per dare il
tempo alla Caulerpa di attecchire?
Mi sai consigliare un altro metodo?
Grazie
--
Paolo Bernardi - ROMA
Paolo_B...@compuserve.com
Paolo Bernardi <paolo_b...@compuserve.com> wrote in article
<01bc5d24$b6a4f100$be1914c2@commerciale>...
> Per la prima volta sono riuscito a trovare, in un negozio di Roma, della
> Caulerpa prolifera.
> L'ho messa nel mio acquario 300 lt netti marino con coralli molli al fine
> di ridurre il carico di nitrati.
> Il mio problema č che possiedo un Pomachantus Semicirculatus ed un
> Zebrasoma Flavescens che hanno immediatamente scambiato la Caulerpa per
una
> gradita variazione di menů.
> Tra l'altro ho paura che la distruzione della Caulerpa porti ad una sua
> marcescenza che andrebbe a peggiorare il problema dei nitrati.
Non credo che anche se marcisce possa fare aumentare sensibilmente la
concentrazione di nitrati, a meno che tu non abbia introdotto una quantita'
veramente altissima di caulerpa. Piu' del 95 % in peso dell'alga e' acqua e
il rimanente non e' sicuramente tutto azoto
.
> Si puň utilizzare un sistema meccanico (retina?) di protezione per dare
il
> tempo alla Caulerpa di attecchire?
> Mi sai consigliare un altro metodo?
Non saprei, anche perche' penso che anche attecchita poi sarebbe mangiata
ugualmente. Quello che posso consigliarti e' di provare, invece che con la
Prolifera, con la Taxifolia, che in base a quello che ho osservato nel mio
acquario tropicale e' molto meno appetita della Prolifera ed e' anche a
crescita piu' veloce in un tropicale. La prolifera e' mediterranea e pur
sopportando bene temperature abbastanza elevate, non puo' raggiungere la
crescita della Taxifolia. In relazione alla presunta tossicita' della
Taxifolia, in realta' sembra che non possa creare nessun problema in
acquario e d'altra parte e' la piu' diffusa negli acquari marini di tutto
il mondo. Ormai ho raccolto molto materiale su questo argomento (presunta
tossicita' della Taxifolia) e se anche voi avete esperienze od informazioni
potete comunicarle.
Ciao, Giovanni