Sul marino da 200 litri lordi cambio 30 litri a settimana (4 pesci +
invertebrati) con risultati deludenti.
Sugli acquari dolci tropicali vado da un 10 ad un 30% a settimana (il 30%
lo cambio sugli acquari da 50 litri in due sessioni settimanali, il 10% sul
300 litri netti)
leggendo qua e la', quando si parla di quantita' e frequenza dei cambi
d'acqua le cifre sono sempre diverse
vanno dal 30% ogni 15 gg (un depliant di Aquaristica)
al 10% al mese (in questo NG, non mi ricordo chi)
So che principalmente dipende dalla produzione dei nitrati, ma da
qualche parte bisogna pur cominciare per poter poi rendersi conto se
e' troppo poco o e' tutta spesa e fatica inutile.
Per un marino infatti e' da tenere in considerazione anche il costo
del sale, che non e' certo economico come quello del tabaccaio.
Con un 200 litri lordi, 180 netti, si varia, con le cifre sopra
accennate dai 18 ai 120 litri al mese, bella differenza !!
A questo punto, mi piacerebbe che partecipaste ad un sondaggio dicendo
ognuno quanta acqua cambia ed a che frequenza, in modo da stabilire
una media.
Comincio io
il 10% a settimana (ma i nitrati mi si accumulano nonostante i pochi
pesci)
A voi la parola.....
Ciao
Sergio
>Comincio io
>il 10% a settimana (ma i nitrati mi si accumulano nonostante i pochi
>pesci)
Il discorso non è così semplice.
Se la vasca è grande e i pesci pochi e piccoli, un 10% al mese è fin troppo.
Se la vasca è piccola e con tanti pesci, e pure grossi, 10% al giorno è fin
troppo poco.
Se vuoi un parere medio, direi un 20-25% ogni 2-3 settimane.
Ma già io che ho 3 vasche da gestire, spazio da un 20 a un 60% ogni 2 - 3
settimane.
Parti da una media e poi ti adatti alle tue esigenze.
Tu stessi dici, senza dirlo, che un 10% a settimana è poco.
Comunque, aspettiamo altre risposte.
Ciao
Walter
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Walter Peris
GAEM Home Page: http://www.freeweb.org/associazioni/gaem
E-mail: walte...@iol.it
Personal Home Page: http://ftpweb.iol.it/walter.pdn
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Chi non può permettersi di pagare l'affitto, è in affitto.
Chi può permettersi di pagare l'affitto, è proprietario.
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--
Giovanni.
P.S. Togli il testo -zak- dall'indirizzo per eventuali risposte in e-mail.
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>>Comincio io
>>il 10% a settimana (ma i nitrati mi si accumulano nonostante i pochi
>>pesci)
>Parti da una media e poi ti adatti alle tue esigenze.
la media e' proprio cio' che stavo cercando di ottenere, ed e' proprio
per questo che sto provando a fare questa specie di sondaggio....
>Tu stessi dici, senza dirlo, che un 10% a settimana è poco.
>Comunque, aspettiamo altre risposte.
Devo ammettere......che qualche settimana....salta.
Inoltre ho il sospetto di avere un filtraggio troppo buono (troppo
ossidante o troppo riducente ? credo troppo ossidante, confermami)
e lo schiumatoio non fa in tempo a rimuovere i rifiuti prima che
questi vengano trasformati in nitrati.
Ho un biologico classico immerso ed un filtro sotto-sabbia a sabbia
viva con funzionamento inverso.
Poi avevo un test del piffero per cui i primi mesi stavo
immotivatamente troppo tranquillo, convinto che stessero a zero quindi
non facevo proprio i cambi.
Poi sono andato in ferie ed e' saltato un'altro mese,
Insomma, i motivi dell'innalzamento ci sarebbero nonostante i cambi,
quindi non so regolarmi.
Adesso sto rimettendo a posto la situazione con massicci e
ravvicinatissimi cambi d'acqua con acqua RO. Ho comprato un test piu'
serio, ed ho massimizzato l'efficienza dello schiumatoio.
Sono molto indeciso per il sottosabbia......smantellare tutto
l'acquario, no, dai !! Ma spegnere solo la pompa, ho paura che si
creino pericolose zone anaerobiche.
Adesso, oltre a provare il nuovo prodotto della Coral Life "Nitrate
controller", voglio fare il bravo ragazzo e fare gli opportuni cambi
d'acqua. Solo che sono indeciso proprio su quanto ed ogni quanto !!
Ecco il motivo del mio sondaggio.
Ciao e grazie della risposta
Sergio
Ti parlo solo del marino, naturalmente.
Primo punto: non esistono due acquari uguali (lo chiamerei teorema del
cambio d'acqua "ad hoc")
Secondo punto: nitrati e fosfati dovrebbero essere eliminati in modo diverso
dai cambi d'acqua. Con i cambi d'acqua io punto a reintegrare oligoelementi
persi che non si possono aggiungere artificialmente, ridurre la
concentrazione di oligoelementi che si accumulano, ridurre la concentrazione
di sostanze semi-sconosciute come ormoni o altri che possono inibire la
crescita, riportare alla normalità l'equilibrio tra le decine di ioni che
compongono l'acqua.
Qualche "guru" cambia qualcosa come il 5-10% all'anno (!). Io cambio il 10%
al mese.
Infine, alcune riproduzioni sessuate spontanee di coralli si sono verificate
pochi giorni dopo un "pesante" cambio d'acqua (tipo 25-50%).
Un saluto
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Alessandro Rovero, Torino, Italy
e-mail: aro...@tin.it - ICQ#: 18935000
Personal page: http://space.tin.it/scienza/alrovero
Member of GAEM (Gruppo Acquariofilo Erpetofilo Milanese)
GAEM home page: http://www.freeweb.org/associazioni/gaem
MARINO: 25% ogni mese...schiumatoio in funzione 4 giorni su
7
Dolce-ciclidi africani: 15% ogni 15 giorni...ma in strani
periodi mi trovo i nitrati a 60-70 mg/l e prendo il ritmo
del 20% a settimana!!!
--
Stay tuned :-)
Raffaele *:)
mailto:ra...@gubbernet.com ROMA
Home-page: http://members.theglobe.com/raffaglobe/index.html
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ciao,
marco
Io cambio il 30% una volta al mese
Ciao
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>Secondo punto: nitrati e fosfati dovrebbero essere eliminati in modo diverso
>dai cambi d'acqua.
Sono d'accordo, ma, in mancanza di un denitratore, la vedo l'unica
strada.
Prima o poi devo darmi da fare per la sua implementazione.
Una sola cosa mi frena: avendo un mediterraneo, la bassa temperatura
rallenta tutti i tempi di maturazione del filtro se non addirittura
l'efficacia dello stesso. Pensavo ad un riscaldatore (che gia' ho)
messo nel denitratore, tanto la bassa portata non dovrebbe creare
troppi problemi al refrigeratore, perlomeno in inverno. In estate lo
staccherei, tanto ritengo che andrebbe ben presto a temperatura
ambiente. Come la vedi ?
Il metodo Berlin non lo vedo applicabile ad un acquario con un numero
soddisfacente (per me, ovviamente) di pesci, oltre a costringermi
all'acquisto di uno schiumatoio ben oltre il mio budget.
>Qualche "guru" cambia qualcosa come il 5-10% all'anno (!). Io cambio il 10%
>al mese.
Magari arrivassi a questi valori !! Sarebbe per me un vero successo.
E non per la pigrizia o la spesa, parlo principalmente di stress per i
pesci.
>Infine, alcune riproduzioni sessuate spontanee di coralli si sono verificate
>pochi giorni dopo un "pesante" cambio d'acqua (tipo 25-50%).
COMPLIMENTI !!!
Non credevo fosse possibile la riproduzione sessuata di coralli in
cattivita' !!! Mi immagino la scena !!!
Di nuovo complimenti vivissimi !!
Ciao
Sergio
>Non credevo fosse possibile la riproduzione sessuata di coralli in
>cattivita' !!! Mi immagino la scena !!!
Ma sbaglio o Fosså, proprio domenica, ha detto che è avvenuta più volte dopo
aver simulato le fasi lunari?
Ricordo che ha detto che la prima volta non è andata molto bene perché le
uova erano piccole e non sono maturate, ma l'emissione di uova e sperma c'è
stata (ha fatto vedere le foto delle uova appiccicate ai coralli e
circondate dallo sperma. Una cosa veramente strabiliante).
Dato che poi sono uscito per seguire Wattley :-((( non ho fatto a tempo a
sentire il seguito (anche se nella sala attigua era in funzione l'impianto a
circuito chiuso).
La cosa si è ripetuta? Con successo?
Io procedo :
a cambi di 50-75 l a settimana in vasca da 350 l. netti.
a cambi quindicinali di 25 l. in vasca da 130 l. netti
a cambi mensili di 15 l. in vasca da 65 l. netti.
Questo per dire che non so neanche io qual'è la logica comune o la regola
derivabile da queste mie abitudini, a cui sono giunto empiricamente, ma
tutto sembra funzionare nel migliore dei modi.
Ogni due settimane effettuo la pulizia del fondo.
I pesci, mi sembra, si sono ben adattati a queste operazioni (che effettuo
con molta regolarità) al punto da venire curiosi e per nulla spaventati,
nelle vicinanze delle attrezzature e delle mani (non ho piranha,
ovviamente).
Saluti
Piero
saluti, Mirko.
>vanno dal 30% ogni 15 gg (un depliant di Aquaristica)
>al 10% al mese (in questo NG, non mi ricordo chi)
>
>So che principalmente dipende dalla produzione dei nitrati, ma da
>qualche parte bisogna pur cominciare per poter poi rendersi conto se
>e' troppo poco o e' tutta spesa e fatica inutile.
>
Visto che e' un sondaggio, riporto anche la scelta da me fatta, che riprende
un poco alcune considerazioni fatte in passato sull'argomento, senza voler
dare alcun consiglio definitivo.
I motivi per un cambio d'acqua si possono identificare approssimativamente
nei seguenti:
a) reintegrare composti che sono stati consumati o per i quali comunque c'e'
una carenza in vasca ed invece presenti nell'acqua del cambio.
b) eliminare composti dannosi o comunque indesiderati che appaiono in vasca
e tendono ad accumularsi, in quanto i normali filtri non sono in grado di
eliminarli alla velocita' desiderata.
Per quanto riguarda il punto (a) vi e' da rilevare che alcuni reintegri
possono essere evidentemente fatti anche attraverso l'aggiunta di additivi
appositi, e non necessariamente attraverso un cambio d'acqua, ma anche con
il cambio d'acqua si possono introdurre composti eventualmente presenti in
tracce che producono benefici effetti e questo e' particolarmente vero in
acqua marina.
Penso comunque che la motivazione piu' sentita dall'acquariofilo sia la (b)
e se facendo un cambio d'acqua si ottiene anche un benefico reintegro,
allora tanto di guadagnato.
E qui sorge il dilemma se sia meglio poco e spesso oppure molto e di rado
(molto e spesso e' applicabile solo per situazioni di emergenza, mentre poco
e di rado puo' essere insufficiente). Si tratta in fondo di sostituire al
poco e spesso od al molto e di rado i termini la "giusta quantita' con
l'opportuna frequenza". Impresa improba e come molti hanno fatto rilevare
tali termini non hanno una determinazione assoluta e la loro definizione
sembra essere relativa al caso specifico che si va' considerando.
Ho visto che molti hanno portato il loro contributo sull'argomento, per cui
non ho molto da aggiungere, tranne fare rilevare alcuni aspetti forse
secondari, ma che ad alcuni potrebbero sfuggire.
1) se l'obiettivo e' quello di ridurre la concentrazione di un inquinante
tramite il cambio parziale dell'acqua, l'abbattimento della sua
concentrazione dipende non solo dalla quantita' di acqua complessivamente
cambiata, ma anche dal numero di cambi. Ad esempio se voglio dimezzare la
concentrazione di nitrati in una vasca da 200 litri, posso operare un cambio
solo sostituendo 100 litri di acqua (il 50 %), ma se invece cambio ogni
volta solo 10 litri (il 5 %), dopo 10 cambi (complessivamente sempre 100
litri) la concentrazione non si e' dimezzata, ma si e' ridotta circa solo
del 40 % (supponendo che nel frattempo non si siano formati altri nitrati).
Per ottenere un abbattimento del 50% occorrerebbero 13,5 cambi (approssimati
a 14) del 5% ogni volta. Cioe' da questo punto di vista sembrerebbe che sia
piu' conveniente operare con pochi cambi piu' rilevanti, ma non si sarebbe
tenuto conto dell'impatto negativo che un cambio percentualmente cosi'
consistente puo' avere sull'equilibrio della vasca, per cui occorre arrivare
ad un compromesso. Si e' ancora cosi' al punto di partenza e l'esperienza
personale e' quella che deve guidare fissando una percentuale massima al di
sopra del quale non salire per evitare di sconvolgere l'equilibrio della
vasca.
2) se l'obiettivo e' invece di fare fronte alla produzione continua di un
inquinante in vasca (e' questo forse il caso piu' interessante), allora
quello che conta e' la quantita' di acqua complessivamente da cambiare in un
certo periodo e non la frequenza con cui in tale periodo si realizza il
cambio. Se poi fissiamo la percentuale massima da cambiare ogni volta (ad
esempio il 10%) per evitare di sconvolgere il funzionamento regolare della
vasca, allora la frequenza risulta automaticamente determinata. Mi spiego
meglio con un esempio riferentesi ad una mia vasca.
Vasca da 200 L, in cui i nitrati tendono a crescere (in assenza di cambi
d'acqua) di 10 mg/L ogni mese (da misure fatte sulla concentrazione di
nitrati), passando dal valore di 20 mg/L (valore che rappresenta
l'obiettivo) al valore di 30 mg/L. Dunque la produzione mensile di nitrati
e' di 10x200=2000 mg= 2 g . Questo vuol dire che, per mantenere piu' o meno
costante la concentrazione di nitrati, dovro' cambiare circa 2000/20 = 100
litri ogni mese nel mio acquario (assumendo cautelativamente che la
concentrazione di nitrati nell'acqua rimossa sia appunto di 20 mg/L). Se
decido di cambiare ogni volta 20 litri di acqua (vale a dire il 10%,
percentuale che dalla mia esperienza non ha mai determinato grossi scompensi
nella mia vasca, ma per altre vasche tale valore potrebbe essere piu' o meno
alto) allora sara' sufficiente operare 100/20=5 cambi al mese, cioe' un
cambio circa ogni 6 giorni. Io mi sono regolato cosi'. Questo e'
semplicemente per riportare la mia esperienza e se qualcuno vuole provare
basta che sostituisca ai miei valori i propri valori.
E' semplicemente un metodo per avere una qualche base di partenza, basata su
considerazioni elementari, che aiuti anche a capire quali sono le
giustificazioni per i valori delle percentuali e delle frequenze dei cambi
che si decide di attuare. Poi l'esperienza aiutera' eventualmente a
ritoccare questi valori. Chi trova troppo fredde queste formule puo'
comunque basarsi unicamente sulla propria esperienza e probabilmente
otterra' comunque buoni risultati. Se viceversa qualcun altro e' piu'
interessato alle semplici formule utilizzate, me lo faccia sapere cosicche'
inviero' di nuovo un vecchio messaggio che avevo postato in passato
sull'argomento e che contiene tali formule.
Saluti,
Giovanni
Dolce tropicale 50 LT netti, abbastanza affollato, per 20 LT a
settimana di cambio che danno 10 mg litro circa di NO3.
Sto pensando di passare a due cambi piu' morbidi settimanali ma ho
dubbi di dosaggio dei biocondizionatori/fertilizzanti....
Ciao,Flavio.
-----------------------------------------------
per contattarmi togliere "NO." dall'indirizzo
-----------------------------------------------
Alex
On Mon, 12 Oct 1998 10:44:32 GMT, rasp...@mail.eng.it (Sergio R.)
wrote:
>Ciao a tutti,
>A questo punto, mi piacerebbe che partecipaste ad un sondaggio dicendo
>ognuno quanta acqua cambia ed a che frequenza, in modo da stabilire
>una media.
>
Maughe.. presto, inserire nelle FAQ! :-)
>a) reintegrare composti che sono stati consumati o per i quali comunque
c'e'
>una carenza in vasca ed invece presenti nell'acqua del cambio.
>b) eliminare composti dannosi o comunque indesiderati che appaiono in vasca
>e tendono ad accumularsi, in quanto i normali filtri non sono in grado di
>eliminarli alla velocita' desiderata.
>
>Per quanto riguarda il punto (a) vi e' da rilevare che alcuni reintegri
>possono essere evidentemente fatti anche attraverso l'aggiunta di additivi
>appositi, e non necessariamente attraverso un cambio d'acqua, ma anche con
>il cambio d'acqua si possono introdurre composti eventualmente presenti in
>tracce che producono benefici effetti e questo e' particolarmente vero in
>acqua marina.
Dubbio.
Reintegrare qualcosa non sempre è salutare.
Mi spiego. Prendiamo gli oligoelementi. Le piante consumano ferro,
manganese, potassio ecc.
Se tu aggiungi questi elementi senza cambiare mai l'acqua, accumuli in vasca
i loro relativi controioni (generalmente cloruri e solfati, ma non solo).
E questo non va bene.
Meglio un cambio d'acqua, con acqua trattata con questi elementi.
Nel marino, ovviamente, le cose sono semplificate dalla presenta elevata di
ioni, le cui concentrazioni non verranno influenzate da queste aggiunte.
>Penso comunque che la motivazione piu' sentita dall'acquariofilo sia la (b)
>e se facendo un cambio d'acqua si ottiene anche un benefico reintegro,
>allora tanto di guadagnato.
Esatto. Concordo pienamente.
Ciao
Walter
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Walter Peris
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Colui che sorride quando le cose vanno male
ha pensato a qualcuno a cui dare la colpa.
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Aggiungo qualcosina anch'io:
Molti invertebrati sono molto selettivi nell'assorbire quello o
quell'altro singolo oligoelemento, mantenendone nei tessuti
concentrazioni impressionanti. Ricordo l'esempio delle ascidie, anche
se non ricordo di quale oligoelemento si trattava.
Se questo muore, rilascia in vasca quello che ormai puo' essere
considerato un elemento molto poco oligo......
Ciao
Sergio
Il problema è comunque sentito anche nel marino: se usi calcio cloruro
per integrare il calcio che fine fanno gli ioni di cloro? idem per lo
stronzio cloruro, o gli ioni di potassio del potassio ioduro.
Se parti da una concentrazione di Cl di 18000 mg/l, va bene che è una
concentrazione alta, ma alla lunga a furia di addittivi ti ritrovi 18500
o 19000 mg/l di cloro e questo non va bene.
Stesso discorso quando cerci di alzare la durezza carbonatica con sali
di sodio. Gli ioni di carbonato e bicarbonato ti servono, ma il sodio è
in sovrapiù e si accumula.
Con un cambio d'acqua ripristini in parte l'equilibrio ionico dell'acqua
di mare, particolarmente utile se hai usato molti addittivi di questo
tipo.
--
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Alessandro Rovero, Torino, Italy
e-mail: aro...@tin.it
Personal page: http://space.tin.it/scienza/alrovero
Member of GAEM (Gruppo Acquariofilo Erpetofilo Milanese)
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>Se tu aggiungi questi elementi senza cambiare mai l'acqua, accumuli in
vasca
>i loro relativi controioni (generalmente cloruri e solfati, ma non solo).
>
Il senso del mio discorso non era quello di dire che aggiungendo additivi si
puo' fare a meno dei cambi d'acqua (rimane tra l'altro pur vera la
motivazione (b), in cui ricade l'accumulo dei controioni). Mi dispiace di
non essere stato chiaro su questo punto. Quello che volevo dire (e credevo
di avere detto) era appunto che uno potrebbe pensare erroneamente di fare a
meno dei cambi d'acqua, ricorrendo ad additivi che pero' non possono
comunque contenere tutto quello che e' presente (anche se in tracce) in un
buon cambio d'acqua (vedi ad esempio anche Horst Kipper in L'acquario marino
ottimale). Cio' e' testimoniato anche dalla continua ricerca da parte delle
diverse ditte di additivi che diano di tutto e di piu' e che in effetti
rispetto a qualche anno fa' sembrano significativamente migliorati, ma che
(ed e' questo principalmente che volevo comunicare), a mio modesto parere,
ancora non possono completamente sostituire per questo scopo il cambio
dell'acqua. Puo' darsi che sia rimasto indietro rispetto ai recenti
progressi dell'acquariofilia, ma penso che cio' sia ancora vero e mi farebbe
piacere avere altre opinioni in proposito. Che poi utilizzare additivi possa
anche dare luogo ad altri inconvenienti e' un aspetto che non avevo preso in
considerazione e che tu hai fatto bene a puntualizzare. E' infine anche
vero, come penso tutti sappiano, che in certi casi per un buon reintegro di
alcuni elementi od organismi un semplice cambio d'acqua puo' rivelarsi
insufficiente e sia necessario utilizzare gli appositi additivi.
Ciao,
Giovanni
> dell'acqua. Puo' darsi che sia rimasto indietro rispetto ai recenti
> progressi dell'acquariofilia, ma penso che cio' sia ancora vero e mi
farebbe
> piacere avere altre opinioni in proposito. Che poi utilizzare additivi
possa
Aspetta.
Io non voglio dire che non si devono usare gli additivi, anzi.
Gli additivi vanno usati, ma solo in un corretto contesto di regolari cambi
d'acqua.
L'uso di additivi senza cambio d'acqua, provoca solo un accumulo in vasca
di sostanze dannose.
L'additivo, in linea generale, deve essere aggiunto all'acqua del cambio, e
non nella vasca.
Per il marino, lascio la palla a Alessandro o a chiunque possa aiutare.
> anche dare luogo ad altri inconvenienti e' un aspetto che non avevo preso
in
> considerazione e che tu hai fatto bene a puntualizzare. E' infine anche
> vero, come penso tutti sappiano, che in certi casi per un buon reintegro
di
> alcuni elementi od organismi un semplice cambio d'acqua puo' rivelarsi
> insufficiente e sia necessario utilizzare gli appositi additivi.
Esatto.
Ciao
Walter
_____________________________________________________________________
Walter Peris
Socio GAEM
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La descrizione delle prestazioni di qualsiasi cosa
fornita dal fabbricante deve sempre essere moltiplicata
per un coefficiente di 0.5.
La descrizione delle prestazioni di qualsiasi cosa
fornita dal commerciante deve sempre essere moltiplicata
per un coefficiente di 0.25.
_____________________________________________________________________
Riguardo a questo problema parlavo proprio qualche giorno fa con Francesco
Nardelli dell'Aquageo. Secondo lui quando si aggiunge del Cloruro di Calcio
bisogna sempre in contemporanea aggiungere il carbonato e bicarbonato di
sodio in modo che gli ioni di cloruro che si liberano dal primo integratore
si combinano con gli ioni di sodio del secondo creando quindi un leggero
aumento della salinità (per altro correggibile con i cambi dell'acqua). In
questo modo si avrebbe un equilibrio fra i due i due ioni (Na+ e Cl-).
Secondo voi il discorso ha un senso?
Ciao.
______________________________________________
Marco Armondi by AQUARIUM 2000
E-mail: aquari...@tcstore.it
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______________________________________________
Sì, una teoria era proprio questa che ti hanno esposto e cioè creare degli
integratori di calcio e durezza carbonatica BI-componente ovvero fare un
flacone di calcio cloruro e un flacone di carbonato/bicarbonato di sodio.
Il residuo è cloruro di sodio (sale da cucina) e visto che in un litro acqua
di mare ci sono circa 19000 mg di cloro e 10500 mg di sodio l'effetto
globale dell'aumento di cloruro di sodio SEMBRA limitato e insignificante.
Il problema però sorge dopo un po' di tempo, magari anni, quando si sia
sempre usata questa combinazione per ripristinare i valori di calcio e
alcalinità. In pratica arrivi ad ottenere un miscuglio che non è più acqua
di mare , nelle precise proporzioni che ha immutate da secoli e secoli, ma
un miscuglio di sali in cui il cloruro di sodio è preponderante rispetto
agli altri componenti. Il cosiddetto problema dello squilibrio ionico.
Per ovviare a questo, in altri Paesi, vanno per la maggiore dei prodotti
BI-componente (sempre cioè venduti in due flaconi distinti) dove la
soluzione (A) contiene calcio cloruro e ALTRI sali a base di cloro (magnesio
cloruro, stronzio cloruro, ecc.) mentre la soluzione (B) contiene
carbonato/bicarbonato di sodio e ALTRI sali a base di sodio, o di potassio.
Il residuo di queste soluzioni (tolto il solo calcio e i soli carbonati che
sarebbero il motivo per cui ricorriamo ad esse) è ACQUA DI MARE COMPLETA e
non solo SALE DA CUCINA come nel primo caso esposto.
Per vedere la composizione di uno di questi prodotti :
http://www.petsforum.com/twolilfishies/TLF104.htm
Non ho esperienza diretta, ma questo prodotto (ce ne sono di due marche) va
per la maggiore negli USA, soprattutto per vasche piccole dove usare l'acqua
calcarea è troppo faticoso o comprare un reattore di calcio troppo caro.
Sicuramente è meglio che non usare solo la combinazione calcio cloruro +
bi/carbonato di sodio.
Un saluto
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Alessandro Rovero, Torino, Italy
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> Per ovviare a questo, in altri Paesi, vanno per la maggiore dei prodotti
> BI-componente (sempre cioč venduti in due flaconi distinti) dove la
> soluzione (A) contiene calcio cloruro e ALTRI sali a base di cloro
(magnesio
> cloruro, stronzio cloruro, ecc.) mentre la soluzione (B) contiene
> carbonato/bicarbonato di sodio e ALTRI sali a base di sodio, o di
potassio.
> Il residuo di queste soluzioni (tolto il solo calcio e i soli carbonati
che
> sarebbero il motivo per cui ricorriamo ad esse) č ACQUA DI MARE COMPLETA
e
> non solo SALE DA CUCINA come nel primo caso esposto.
>
> Per vedere la composizione di uno di questi prodotti :
> http://www.petsforum.com/twolilfishies/TLF104.htm
E vai.
Lo dicevo che la targa di acquariofilo dell'anno la meritavi tu e non quel
vanesio di Maurizio Gelli.:-)))))) ehm, Ghelli
:-)))))))))))))))))))))))))))
Continua cosě, e l'anno venturo non te la toglie nessuno :-))))
Ciao a tutti.
Intromettersi in una discussione con si tanti luminari è sicuramente folle;
soprattutto per chi, come me, ha una conoscenza, in materia, molto limitata.
Vorrei, comunque, far notare, o soprattutto ricordare, che l'acquario non è
come un computer, nel senso che ogni vasca è sempre differente dalle altre
anche se dovessero coincidere dimensioni, pesci, accessori ecc.
Quindi, pur facendo mie le vostre dichiarazioni (dice bene mio mao
"un'enciclopedia"), ritengo di dover enunciare un famoso proverbio: chi
molla il vecchio per il nuovo, sa cosa lascia ma non sa cosa trova.
Ciò per dire che è sempre l'esperienza della nostra vasca che ci dovrà far
intervenire anche in maniera diversa da altri.
In particolar modo per i cambi d'acqua (inutile ricordarlo ma è l'elemento
primario delle nostre vasche) penso sia impossibile fissare delle regole che
possano, anche nella media, poter coincidere con tutte le situazioni diverse
dei nostri acquari.
Per la cronaca io faccio cambi di un terzo d'acqua ogni mese (è attivo un
biodenitratore) e aggiungo gli oligoelementi ogni 15gg.
Il tutto funziona da poco più di un anno e tale situazione mantiene corretti
e, soprattutto, stabili tutti i valori.
******************************************************
Roberto Jimmy Morelli: ro...@tin.it - siu...@tin.it
http://space.tin.it/edicola/robmo
******************************************************
GRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!! Intanto per quest'anno l'avete data a me e guai a
chi me la tocca!!!!!
:-))))))))))
Ciao
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| Maurizio Ghelli |
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Per rispondermi privatamente togliere xx dal mio indirizzo
Nessuno mi pare abbia detto che cio' che funziona per una vasca debba andare
bene anche per un'altra e nessuna regola generale mi pare sia stata
enunciata. E' evidente che la soluzione dipende da diversi fattori che
variano da vasca a vasca (volume della vasca, tipo di filtraggio, numero,
dimensione e tipo di pesci, numero e tipo di piante, caratteristiche
chimico-fisiche che si desidera mantenere ecc., ecc.) .
Io penso che praticamente tutti concordino sul fatto che l'acquario e' in
effetti un sistema estremamente complesso, ma questo non esclude che alcuni
possano pensare che per la gestione dello stesso si possa pero' tentare di
ricorrere ad un approccio sistematico, che, evidentemente, e' perfettibile e
non puo' comunque trascendere dall'esperienza pratica. C'e' chi preferisce
invece affidarsi ad un metodo per lo piu' empirico (l'aggettivo non e'
denigrativo) basato, come dici, sulla propria esperienza di gestione della
vasca. Anche questo approccio e' sicuramente perseguibile e puo' certamente
dare buoni risultati, ma a mio parere non si dovrebbe tuttavia affermare che
si tratta dell'unico approccio possibile.
Direi anche che un sostanziale metodo sistematico traspare anche dallo
spirito che anima la stragrande maggioranza di domande e risposte che
compaiono su questo newsgroup.
La mia esperienza in acquariofilia e' sicuramente molto limitata, ma anche
acquariofili di maggiore esperienza sembrano ormai condividere questo tipo
di approccio. A tale proposito vorrei citare Horst E.Kipper, che in
"L'acquario marino ottimale" scrive :
> di approccio. A tale proposito vorrei citare Horst E.Kipper, che in
> "L'acquario marino ottimale" scrive :
>
Cosa scrive?
Diccelo, diccelo ... :-))))))
Ciao
Walter
_____________________________________________________________________
Walter Peris
Socio GAEM
GAEM Home Page: http://freeweb.org/associazioni/gaem
Personal Home Page: http://ftpweb.iol.it/walter.pdn
Il solito server ha tagliato il messaggio. Ecco comunque cio' che scrive
Kipper:
> Il solito server ha tagliato il messaggio. Ecco comunque cio' che scrive
> Kipper:
:-)))))
Ancora tagliato. Riprovo di nuovo, speriamo
Kipper scrive:
Non c'e' niente da fare il messaggio viene troncato, per oggi riprovo un
(omissis) lo scopo e' quello di trasformare l'insicurezza in sicurezza e di
SFATARE il concetto che tra i giardinieri viene chiamato <<POLLICE VERDE>>.
(omissis) Come gia' accennato, ci mancano ancora molte nozioni nel campo
dell'acquariofilia marina (omissis) Questo e' un appello a tutti gli
acquariofili
e scienziati per colmare con il loro SAPERE e la loro ESPERIENZA questa ed
altre lacune in modo da ottimizzare il piu' possibile l'acquario marino.
Scusate le sottolineature che ho fatto attraverso l'uso di maiuscole.
Ciao, Giovanni
Ho paura che ci sia qualcuno che si diverte a farti gli scherzi :-))))
Non so se riusciremo mai a scusarti per un simile affronto, accidenti
:-))))))
Ciao Giovanni! :)
Volevo solo chiederti cio' (è per una mia curiosità): nel msg avevi forse
usato dei "punti di sospensione"? Come sai io ne uso a kili...:)) e mi è
capitato alcune volte che, iniziando una frase con quei tre punti, il msg
venisse troncato.
Probabilmente un punto come primo carattere in una stringa viene
interpretato dai mailer come EOM (End of Message).
Puo' capitare uno di questi punti finisca al "primo posto" in una stringa
nel caso in cui si lasci uno spazio tra la parola antecedente ed i tre
punti (sai.. i mailer hanno un "corpo" messaggio da rispettare, quindi
vanno a capo appena possono).
E' solo a titolo informativo...
>Nessuno mi pare abbia detto che cio' che funziona per una vasca debba
andare
>bene anche per un'altra e nessuna regola generale mi pare sia stata
>enunciata.
Giovanni il mio non era un appunto ad una tua dichiarazione o a quella di
chi partecipava alla discussione, era semplicemente ricordare a chi, come
spesso faccio io, legge i messaggi senza intervenire (e forse avrei fatto
meglio a continuare :-)))
>C'e' chi preferisce
>invece affidarsi ad un metodo per lo piu' empirico (l'aggettivo non e'
>denigrativo) basato, come dici, sulla propria esperienza di gestione della
>vasca. Anche questo approccio e' sicuramente perseguibile e puo' certamente
>dare buoni risultati, ma a mio parere non si dovrebbe tuttavia affermare
che
>si tratta dell'unico approccio possibile.
Infatti. L'esperienza a cui volevo riferirmi non deve intendersi solo come
quella personale, ma è anche quella acquisita dal lavoro degli altri che,
come afferma l'esimio Kipper, diventa SAPERE.
Ritengo, comunque, che non si debba puntare tutto sul sapere, altrimenti
potremmo definirci dei professori, degli scienziati e non dei "praticanti"
dell'acquariologia.
>Direi anche che un sostanziale metodo sistematico traspare anche dallo
>spirito che anima la stragrande maggioranza di domande e risposte che
>compaiono su questo newsgroup.
Concordo pienamente e aggiungo che il mio sapere, iniziato a settembre dello
scorso anno, lo tratto quasi tutto da questo NG.
>Volevo solo chiederti cio' (è per una mia curiosità): nel msg avevi forse
>usato dei "punti di sospensione"? Come sai io ne uso a kili...:)) e mi è
>capitato alcune volte che, iniziando una frase con quei tre punti, il msg
>venisse troncato.
Si' e' cosi', alla fine ho capito ed ho sostituito ai puntini la parola
"omissis" e finalmente il messaggio e' andato. Ci sono voluti 5 messaggi, ma
alla fine c'ero arrivato. Questi mailer stanno cercando di diventare troppo
intelligenti, dovrebbero essere piu' umili e non dimenticare che, come
diceva un mio professore, i computer sono solo "cretini ad altissima
velocita' " :-)
Ciao, Giovanni
Io ho iniziato con il marino grazie al libro "L'acquario marino ottimale" di
Kipper. Più passa il tempo e più mi trovo a accumulare dubbi su molte sue
teorie, ma da qui a censurarlo in questo modo vergognoso :-))))))))))))
:-))))))))))))
Ciao
--
Paolo Bernardi - Piazza Scotti, 17 ROMA
Coordinatore C.I.R. Club Ittiologico Romano
Coordinatore informatico U.I.C.A.E.
Unione Italiana Club Acquariofili e Erpetologici
http://UICAE.freeweb.org
Nell'acquario con i discus a riposo cambio l'acqua il 30% a settimana, in
quella con i discus in accrescimento il 10% giornaliero.
Ciao
Alessandro