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Aiuto per Discus con vermi

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Giulio

unread,
Dec 4, 1999, 3:00:00 AM12/4/99
to
Ciao , scrivo per la prima volta su questo NG dopo tanto tempo per cui
se la domanda che sto per fare è già stata posta , vi prego di
scusarmi .
Da tre anni posseggo quattro discus Blue Diamond che non mi hanno mai
creato grattacapi fino a quando pochi giorni fa hanno iniziato a
diventare scuri pur mantenendo il solito comportamento di sempre .
Mangiano ancora molto volentieri e in abbondanza ma li ho visti
deperire e il loro addome sta progressivamente dimagrendo .
Io sospetto che siano afflitti da vermi intestinali ma non ne sono
certo perchè è la prima volta che mi capita un fatto del genere ma ho
letto che questi sono i sintomi tipici .
C'è qualcuno che ha avuto questa esperienza e mi sa consigliare su
quali medicinali utilizzare e in che concentrazione nel caso siano
proprio vermi ?

Grazie per l'attenzione
Giulio - Milano

Raffaele Bufo

unread,
Dec 4, 1999, 3:00:00 AM12/4/99
to
Ciao Giulio,

se non hai visto dei vermi fuoriuscire dall'orifizio anale, credo sia più
probabile un'infezione intestinale da flagellati. Ti consiglio di effettuare
una terapia con metronidazolo (Flagyl o Vaginil: 1 gr x 100 litri ,
aumentando la temperatura di 3 gradi; dopo 3 giorni cambio parziale
dell'acqua), curando anche di aggiungere un buon prodotto vitaminico al
cibo.

Ciao

Raffaele

,--~ DISCUS CLUB ITALIA
/ ~ \ www.aquaworldnet.com/dci/
/.)~~~~ \/| ,--~
\ ~~~~ /\| / ~ \,--~
/\ ~~~ / /.)~~~~/ ~ \
`-- ' \ ~~~ /.)~~~~ \/|
/\ ~~ \ ~~~~ /\|
`-- /\ ~~~ /
`-- '

Domenico de Virgilio

unread,
Dec 5, 1999, 3:00:00 AM12/5/99
to
Ciao Giulio
io uso personalmente 2,5g di metronidazolo e non ho mai riscontrato problemi
di alcun genere, i pesci riescono a sopportare bene il trattamento. Al
contrario usando quantità inferiori non ho risolto il problema. Questa è la
mia esperienza è credo debba essere menzionata. Come periodo di trattamento
va bene anche una settimana cioè:
1° giorno la dose che ti ho indicato
3° g. nuova dose senza cambiare l'acqua
7°-8° giorno un bel cambio del 50-70% circa.
Ciao
Domenico
Giulio <ma....@iol.it> wrote in message 38493aaf...@news.iol.it...

massimo paiano

unread,
Dec 5, 1999, 3:00:00 AM12/5/99
to
Ciao Raffaele,
colgo l'occasione innanzi tutto per fare i complimenti a te ed a tutti
coloro che hanno contribuito alla realizzazione del sito
www.aquaworldnet.com/dci/. VISITATELO!
Continuate così, veramente bravi!!! :-)))
(voto 9½, e ti assicuro che da uno veramente polemico come me,
;-))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))))
))
il CAEB conferma, é veramente difficile ottenerlo!)
Now, concordo pienamente con la tua "probabile" (sennò qualcuno potrebbe
mandarmi di nuovo al "negoziante" o peggio a fare l'apprendista mago
:-)))) )
diagnosi, e vorrei chiederti se:
1) è vero, come diceva (se ricordo bene) V. Zupo, che il metronidazolo puro,
é più efficace di quello venduto nel flagyl, deflamon o altri medicinali
simili? Cioè, VERAMENTE non sortisce gli stessi effetti?
2) che tu sappia, ci sono per caso "eventuali" effetti collaterali ad un
sovradosaggio del metronidazolo (sterilità o altro come per il triclorfon
del Neguvon ad es.), a lungo andare?

Personalmente, in quarantena o in acquario arredato utilizzo il seguente
trattamento:
Valori dell'acquario per un trattamento più efficace:
ph 6.....................valori acidi favorisconol'effetto del
metronidazolo
conduttività 150-200 m S....al fine di evitare che i sali del
metronidazolo
si leghino ad altri
temperatura 30°C................accellera il metabolismo del pesce per
combattere la malattia
luci possibilmente spente......non vengono alterate le proprietà dei
medicinali in generale
Durata del trattamento: 7-10 gg
1° giorno: dosaggio di metronidazolo nella dose di 2 grammi abbondanti
ogni 100 litri d'acqua;
2° giorno: li osservi, ti prendi un caffè e pensi "...che cavolo ho
fatto?"
3° giorno: guardi la tv oppure ascolti la radio e pensi "...secondo me,
stavano meglio prima."
4° giorno: ridosaggio del metronidazolo nelle stesse dosi del 1° giorno
senza cambiare l'acqua
5° giorno: "... attendere prego"
6° giorno: "... attendere prego"
7°-10°giorno al massimo: cambio d'acqua del 70% (calda) (i valori non
interessano, purchè non si creino eccessivi sbalzi di valori)
Utilizzo queste dosi da circa 3 anni, quando verificai al microscopio che
una cura di quella proposta da Untergasser (250mg/50l), non sfiorò
minimamente i flagellati, presenti a livello di pg. 95 moltiplicato per 100
(o pagina 94 il flagello anteriore sembrava unico, senza coloranti)!!!
E' incredibile ma ripeto, ve lo posso assicurare, continuavano a far festa e
a ballare i maledetti.:-()
Con dosi superiori, in casi veramente disperati, purtroppo li ho uccisi.
(...come diceva Zupo: fish-killer?)

Il metronidazolo puro (viste le dosi), lo uso esclusivamente per motivi
economici 100g --10.000£ (Deflamon 5g--5.000£)

Che ne pensi?

Scusami per esser stato così prolisso!!!
Ciao Max.

P.S.
Salutami Cripezzi, anche da parte di Marco e Roberto.


Raffaele Bufo

unread,
Dec 5, 1999, 3:00:00 AM12/5/99
to
Ciao Massimo,

> 1) è vero, come diceva (se ricordo bene) V. Zupo, che il metronidazolo
puro,
> é più efficace di quello venduto nel flagyl, deflamon o altri medicinali
> simili? Cioè, VERAMENTE non sortisce gli stessi effetti?

beh, diciamo che a seconda dei casi può non sortire gli stessi effetti o
sortirli in modo minore. Nei farmaci preparati per somministrazioni orali(ed
è una regola che vale per tutte le confezioni di qualsiasi farmaco) ci sono
i cosiddetti "eccipienti", sostanze che in pratica sono inerti, non hanno
effetto farmacologico, ma vengono usate soltanto per far sì che la compressa
mantenga inalterata nel tempo la propria forma oppure che venga veicolata
meglio nell'apparato digerente. Ora, in acqua queste sostanze spesso
impediscono una ottimale solubilità del principio attivo stesso, cosa che a
sua volta esita in una minore efficacia di quest'ultimo.


> 2) che tu sappia, ci sono per caso "eventuali" effetti collaterali ad un
> sovradosaggio del metronidazolo (sterilità o altro come per il triclorfon
> del Neguvon ad es.), a lungo andare?

era anche un mio dubbio. Comunque, non esistono casi comprovati in merito.
Ed anche come molecola attiva, il metronidazolo non riconosce simili effetti
collaterali sulle cellule riproduttive, in altre parole quest'ultime non
rientrano fra gli organi "target" del farmaco. Tuttavia, a mio parere
bisogna comunque andarci cauti, perchè il metronidazolo a dosi elevate può
causare insufficienza epatica, neuropatie periferiche, discrasie ematiche .
E spesso quest'ultime si accompagnano ad alterazioni ed ipofunzione delle
cellule riproduttive.

> Personalmente, in quarantena o in acquario arredato utilizzo il seguente

> trattamento [............]

in farmacologia esiste la cosiddetta "Dose minima efficace", ossia come si
evince bene dal nome stesso, la dose minima di un farmaco che riesce ad
ottenere risultati apprezzabili. E' chiaro che riguardo i pesci tutto è
lasciato un pò all'empirismo di noi acquariofili, tuttavia in un caso come
quello di Giulio, in cui se ho ben capito i discus non sono mai stati
sottoposti ad alcun trattamento con metronidazolo e quindi presumibilmente
non presentano "resistenza" al farmaco, personalmente cerco di iniziare con
una dose meno "traumatica", per poi eventualmente ripeterla più rafforzata
nei giorni seguenti. E' vero che le vecchie dosi di Untergasser oggi ormai
fanno ridere a crepapelle i flagellati, però sono convinto che tutto questo
sia legato alla formazione in questi ultimi anni di ceppi resistenti al
metronidazolo, e come ben si comprende di questo passo si arriverà anche a
dosi di un Kg. x 100 litri che però uccidono i parassiti solo perchè
uccidono i pesci!!!!! Personalmente sono poi convinto che per i flagellati
intestinali una terapia anche "atomica" con metronidazolo somministrato solo
in acqua abbia grosse probabilità di risultare inutile se non affiancata
alla somministrazione orale dello stesso farmaco, mescolato col cibo: è
quasi come pretendere di curare un'amebiasi intestinale nell'uomo spargendo
aerosol contenente metronidazolo (guarda caso, farmaco di elezione per
questa malattia umana) nell'aria che egli respira, invece di somministrarlo
per bocca!!! Voglio dire, ti immagini le risate delle amebe???????

Ciao Raffaele

P.S.= ti ringrazio per i complimenti al sito DCI. E riguardo il sito CAEB,
un altro pò di pazienza (ora Vincenzo mi fa fuori :))))) e vedrai che non
sarà da meno............

> P.S.
> Salutami Cripezzi, anche da parte di Marco e Roberto.

senz'altro.....


Giulio

unread,
Dec 5, 1999, 3:00:00 AM12/5/99
to
On Sat, 04 Dec 1999 15:57:49 GMT, ma....@iol.it (Giulio) wrote:

Grazie a tutti quelli che mi hanno dato consigli per curare i miei
discus !
Ciao
Giulio


Walter Peris

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to
Ciao ragazzi.

> era anche un mio dubbio. Comunque, non esistono casi comprovati in merito.
> Ed anche come molecola attiva, il metronidazolo non riconosce simili
effetti
> collaterali sulle cellule riproduttive, in altre parole quest'ultime non
> rientrano fra gli organi "target" del farmaco. Tuttavia, a mio parere
> bisogna comunque andarci cauti, perchè il metronidazolo a dosi elevate può
> causare insufficienza epatica, neuropatie periferiche, discrasie ematiche
.
> E spesso quest'ultime si accompagnano ad alterazioni ed ipofunzione delle
> cellule riproduttive.

Stai parlando di esperimenti su che specie animale?

Ciao
Walter
_______________________________________________________________

Walter Peris
GAEM Home Page: http://www.gaem.com
Antispam attivato. Sostituire "scordatelo" con "iol"
E-mail: walte...@scordatelo.it
Personal Home Page: http://ftpweb.iol.it/walter.pdn
FAQ di it.hobby.acquari: http://www.freeweb.org/freeweb/ghelli/FAQ.htm
ICQ#: 29698846
Socio GAF, CIR, IGC, GAL :-)
_______________________________________________________________

Michael Faraday (1791-1867), parlando della corrente elettrica
"A cosa serva, non lo so, ma di certo, un giorno,
qualcuno ci metterà sopra una tassa"
_______________________________________________________________

Raffaele Bufo

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to

sia di osservazioni sperimentali su cavie e topi sia di osservazioni fatte
sull'uomo durante terapia. Come già detto purtroppo riguardo i pesci le cose
sono ancora un pò empiriche, tuttavia credo che molte delle osservazioni
fatte su altre specie animali possano essere prese per buone anche per i
pesci.....


Ciao

Raffaele

Walter Peris

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to
Ciao ragazzi.

Mah...
Io non ne sono molto convinto.
Innanzitutto, il metabolismo è troppo diverso.
Poi la temperatura corporea...

Il tratto digerente, infine, è totalmente diverso.

Raffaele Bufo

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to

> Io non ne sono molto convinto.
> Innanzitutto, il metabolismo è troppo diverso.
> Poi la temperatura corporea...
>
> Il tratto digerente, infine, è totalmente diverso.


d'accordo Walter, ma molte delle funzioni metaboliche intracellulari (ad es.
delle cellule epatiche ed intestinali, degli ematociti e delle cellule
nervose) sono simili ed è proprio degli effetti intracellulari del farmaco
che stiamo parlando.

Walter Peris

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to
Ciao ragazzi.

> d'accordo Walter, ma molte delle funzioni metaboliche intracellulari (ad
es.
> delle cellule epatiche ed intestinali, degli ematociti e delle cellule
> nervose) sono simili ed è proprio degli effetti intracellulari del farmaco
> che stiamo parlando.

Non ho sotto mano l'Informatore e i dati sulla dose da somministrare ai
pesci.
Ma quali sono le dosi in mg/kg per l'uomo e per il pesce?

Raffaele Bufo

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to
> Ma quali sono le dosi in mg/kg per l'uomo e per il pesce?

nell'uomo, a seconda delle patologie per le quali viene usato (Tricomoniasi,
Amebiasi, Giardiasi, infezioni da batteri anaerobi), la posologia in genere
varia dai 1500 mg fino a 2500 mg nelle 24 ore, per terapie della durata da 1
ad un max di 7 giorni (Flagyl, Deflamon, Vagilen, Metronidazolo).
Nei pesci, l'ultima posologia consigliata da Untergasser è di 1500 mg x 100
litri di acqua, somministrati in un'unica soluzione e aumentando di qualche
grado la temperatura, con una durata della terapia di 3 giorni; in seguito,
cambio parziale dell'acqua e filtraggio con carbone attivo.


Ciao

Raffaele

Walter Peris

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to
Ciao ragazzi.

> varia dai 1500 mg fino a 2500 mg nelle 24 ore, per terapie della durata da
1

Nella donna (peso medio 60 kg) siamo da 25 a 42 mg/kg.

> Nei pesci, l'ultima posologia consigliata da Untergasser è di 1500 mg x
100

Quanto cacchio pesa un Discus?
100 g? (probabilmente meno...)
Quanto caspio beve un Discus in un giorno?
5 litri? (boh... forse meno :-))))

Se così fosse avremmo un dosaggio di 750 mg/kg.
Una bella botta.

Puoi darmi dei dati più precisi (quanto pesa e quanto beve un Discus)?

Raffaele Bufo

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to
> Nella donna (peso medio 60 kg) siamo da 25 a 42 mg/kg.

in genere si prende come riferimento il peso medio dell'uomo di 70 kg

> Puoi darmi dei dati più precisi (quanto pesa e quanto beve un Discus)?

il calcolo è molto empirico, anche perchè oltre a questi due dati da
valutare (già, quanto beve un Discus?????), niente si sa del catabolismo del
metronidazolo in un ambiente acquatico, di come viene metabolizzato dai
batteri del filtro, di come viene metabolizzato da eventuali piante, di
eventuali reazioni con materiale d'arredamento, fondo ecc. Voglio dire, una
tale quantità di varianti da tener presenti da far venire il capogiro al più
certosino farmacologo! :)
E' chiaro comunque che dosi efficaci così elevate nei pesci sono da
rapportare
alla modalità atipica di somministrazione, certo nessuno si sognerebbe di
infilare in bocca ad un Discus 2 gr al giorno di metronidazolo! :)

resta comunque un dato di fatto.....

>Una bella botta.

sì, proprio quello...... :)).....e non solo ai Discus ma anche all'ambiente
acquario nella sua totalità..........


Ciao
Raffaele

massimo paiano

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to
Ciao Raffaele,
avevo dimenticato:
veramente grazie per la miniera di informazioni che hai regalato a tutti e
che spero continuerai a dare in futuro.

Bye Max.

Raffaele Bufo

unread,
Dec 6, 1999, 3:00:00 AM12/6/99
to
> veramente grazie per la miniera di informazioni che hai regalato a tutti e
> che spero continuerai a dare in futuro.

grazie a te, Massimo! E per il futuro, per quanto ne sarò capace, contaci!
:))))

Ehi, a proposito, ti aspettiamo nel DCI! :))


Ciao
Raffaele

Walter Peris

unread,
Dec 7, 1999, 3:00:00 AM12/7/99
to
Ciao ragazzi.

> in genere si prende come riferimento il peso medio dell'uomo di 70 kg

:-))))
Nella vagina? :-DDD

> il calcolo è molto empirico, anche perchè oltre a questi due dati da
> valutare (già, quanto beve un Discus?????), niente si sa del catabolismo
del
> metronidazolo in un ambiente acquatico, di come viene metabolizzato dai
> batteri del filtro,

Per me se la pappano che è un piacere.

> di come viene metabolizzato da eventuali piante, di

Le piante, secondo me, non ci fanno nulla.

> eventuali reazioni con materiale d'arredamento, fondo ecc.

Mmmmm....
Tolti i batteri, non credo a eventuali interazioni.

> Voglio dire, una
> tale quantità di varianti da tener presenti da far venire il capogiro al
più
> certosino farmacologo! :)
> E' chiaro comunque che dosi efficaci così elevate nei pesci sono da
> rapportare
> alla modalità atipica di somministrazione, certo nessuno si sognerebbe di
> infilare in bocca ad un Discus 2 gr al giorno di metronidazolo! :)

OK.
Però mi resta il dubbio che il modo migliore sia di somministrarlo per
bocca, col cibo.

> sì, proprio quello...... :)).....e non solo ai Discus ma anche
all'ambiente
> acquario nella sua totalità..........

Mah... sai... nell'acquario, col filtro che lavora, non credo faccia più di
tanto (anche se non si hanno indicazioni sulla tossicità del Metronidazolo
su Nitrobacter e Nitrosomonas o Nitrosipra, che dir si voglia).
Resta il fatto che i pesci ricevono una dose VERAMENTE alta.

Raffaele Bufo

unread,
Dec 7, 1999, 3:00:00 AM12/7/99
to
> Nella vagina? :-DDD

come già detto, il metronidazolo viene usato anche in altre affezioni come
la giardiasi, l'amebiasi e varie infezioni da anaerobi che ovviamente sono
"malattie bisex" :), ed in questo caso in genere si considera come standard
un uomo di 70 kg.
Dico, sono medico, fidati no!?? :)))


> Per me ......secondo me.............non credo

infatti, il problema è proprio quello....ne sappiamo poco..........

> Però mi resta il dubbio che il modo migliore sia di somministrarlo per
> bocca, col cibo.

se solo sapessimo le dosi adeguate, non ci sarebbe alcun dubbio. L'infezione
è intestinale e quindi il farmaco dovrebbe avere la possibilità di essere
assimilato in primis dal tessuto infetto.

>
> > sì, proprio quello...... :)).....e non solo ai Discus ma anche
> all'ambiente
> > acquario nella sua totalità..........
>
> Mah... sai... nell'acquario, col filtro che lavora, non credo faccia più
di

> (anche se non si hanno indicazioni sulla tossicità del Metronidazolo
> su Nitrobacter e Nitrosomonas o Nitrosipra, che dir si voglia).

e dici poco!!??

Ciao

Raf

GianGi

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to
Ciao a tutti

Raffaele Bufo <rab...@ferd.ulysse.it> wrote in message 82bkge$lod$1...@fe1.cs.interbusiness.it...


>
> curando anche di aggiungere un buon prodotto vitaminico al
> cibo.
>
> Ciao
> Raffaele
>

Puoi dirmi se posso somministrare un prodotto vitaminico ai miei discus che vedo un pò dimagriti e non ne capisco il motivo visto che mangiano normalmente e con grande avidità?
Quale prodotto e in quale misura? Oppure è meglio evitare se non hanno problemi particolari?
Ti ringrazio sin d'ora della eventuale risposta.
Ciao
Pino

--
*******************************************************
Giuseppe Giannini Bari
Nospam attivato
e-mail << gian...@nospam.it >>
Per rispondere in e-mail sostituire tin. a nospam
********************************************************


Raffaele Bufo

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to
Ciao Pino,

sicuramente una periodica somministrazione di vitamine è ottimale per tutti
i pesci d'acquario ed in particolare per i Discus. Anche se non ci sono
problemi, anzi soprattutto come preventivi. Riguardo i prodotti, io uso sia
prodotti vitaminici specifici per l'acquario sia prodotti liquidi usati in
campo umano, come ad esempio l'Idroplurivit.

miomao

unread,
Dec 8, 1999, 3:00:00 AM12/8/99
to
> campo umano, come ad esempio l'Idroplurivit.

Reperibile in farmacia?
--
Ciao da MioMao!
_______________________________________________________________
Venghi anche lei alla CasaPagina http://www.casapagina.it
___________________________MioTag v1.0___________________________
arj a -r Visco c:\dir -va (e ce lo leviamo dalle... ) :-)))

Raffaele Bufo

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
> Reperibile in farmacia?


yessssssssssssss :))


Ciao
Raf

Stephy

unread,
Dec 9, 1999, 3:00:00 AM12/9/99
to
On Thu, 9 Dec 1999 16:13:32 +0100, "Raffaele Bufo"
<rab...@ferd.ulysse.it> wrote:

>> Reperibile in farmacia?
>
>
>yessssssssssssss :))

Per i neonati 5 gocce al giorno...e per i pesci?

Ciao.

Stefania

Raffaele Bufo

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
Ciao Stefania,

> Per i neonati 5 gocce al giorno...e per i pesci?

in effetti la dose consigliata per i lattanti č di 15 gtt al dě

io uso 3-4 gocce mescolate ad una delle somministrazioni di cibo, a giorni
alterni per 2 settimane. Poi 10 giorni di riposo.
Questa ovviamente la posologia per la prevenzione. In caso di patologia, la
stessa dose ogni giorno + eventualmente 2 gtt ogni 20 litri di acqua a
giorni alterni (nel caso in cui purtroppo i pesci tendano a rifiutare il
cibo) per tutto il tempo necessario.
Ovviamente, ancora posologie empiriche, ma con le quali ho sempre ottenuto
ottimi risultati.

Ciao
Raf


Stephy

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
On Fri, 10 Dec 1999 08:49:10 +0100, "Raffaele Bufo"
<rab...@ferd.ulysse.it> wrote:

>in effetti la dose consigliata per i lattanti č di 15 gtt al dě

I miei due ex-lattanti andavano a 5 gocce...si vede che essendo
allattati artificialmente il pediatra voleva un minimo di
integrazione, giusto per scrupolo :-)

>io uso 3-4 gocce mescolate ad una delle somministrazioni di cibo, a giorni
>alterni per 2 settimane. Poi 10 giorni di riposo.
>Questa ovviamente la posologia per la prevenzione. In caso di patologia, la
>stessa dose ogni giorno + eventualmente 2 gtt ogni 20 litri di acqua a
>giorni alterni (nel caso in cui purtroppo i pesci tendano a rifiutare il
>cibo) per tutto il tempo necessario.
>Ovviamente, ancora posologie empiriche, ma con le quali ho sempre ottenuto
>ottimi risultati.

Anch'io lo usavo (il fondo dei flaconi dei figli :-)) 1 goccia ogni 10
litri. Quasi mai messo nel cibo: i miei pesci parevano non gradire
molto il gusto...

Ciao.

Stefania
GAEL e DCI


miomao

unread,
Dec 10, 1999, 3:00:00 AM12/10/99
to
> > Reperibile in farmacia?
> yessssssssssssss :))

Ok, allora stammi a sentire, uomo di magia: l'altra sera stavo rileggendomi
un vecchio numero di Aquarium (1982... per la precisione luglio/agosto) nel
quale un autore "a caso" ;-) scriveva di una tale malattia (presunta) che
aveva colpito i suoi scalari. Si trattava di Ichtyosporidium (sorry per
eventuali errori). Ok... penso tu abbia capito. :-)
Secondo Untergasser non č curabile.
Secondo Zupo "un po' si e un po' no"
Secondo "Il grande libro dell'acquario" (Primaris) "Si ma se presa subito"
(il che mi fa ridere) :-)))))

Bufo... sputa il rospo... e dimmi COME si riconosce con certezza (anche al
microscopio) questa malattia?? I dati che ci sono su quei testi NON mi
bastano.. sono poco chiari.

Sono (quasi) convinto che la mia scalara ha tirato le cuoia proprio per
quella malattia. E sono quasi convinto che il "casino" dei vari Ramirezzini
e, comunque, ciclidini in genere, sia dovuto proprio ad Ichtyosporidium
(magari unita a Branchyomiceti...)

Il Bufo cosa mi dice al riguardo??

--
Ciao da MioMao!
_______________________________________________________________
Venghi anche lei alla CasaPagina http://www.casapagina.it
___________________________MioTag v1.0___________________________

Se Dio t'assista e' un augurio, Madonna tramviera č una bestemmia?

Raffaele Bufo

unread,
Dec 11, 1999, 3:00:00 AM12/11/99
to

> Ok, allora stammi a sentire, uomo di magia: l'altra sera stavo
rileggendomi
> un vecchio numero di Aquarium (1982... per la precisione luglio/agosto)
nel

sì miomao, quella volta si trattò proprio di Ichthyosporidium o meglio
Ichthyophonus hoferi. In seguito, feci sottoporre uno degli scalari defunti
ad un esame microscopico da parte di un laboratorio universitario di
ittiopatologia. La diagnosi fu di "granulomi multipli ictiosporidiosici a
livello di fegato, cervello, milza e reni".
La diagnosi microscopica dell'Ichthyosporidium è in effetti molto
difficoltosa e sicuramente non può essere effettuata con il comune
equipaggiamento hobbistico in genere posseduto da noi acquariofili. La
maggiore difficoltà sta nel differenziarlo dai Micobatteri e credimi, io che
ho assistito ad alcune delle operazioni necessarie, è davvero un bel
papocchio! :)
In parte, Untergasser ne fornisce una buona descrizione nel suo libro edito
dalla Primaris, però ovviamente e giustamente tace delle complicate
operazioni di preparazione e colorazione.
Eseguita da un buon laboratorio specializzato, la diagnosi microscopica di
ittiofoniasi è sicura al 90%. Chiaramente, se si parla di diagnosi
"clinica", che ovviamente nei pesci deve basarsi solo sui sintomi e sul
comportamento anomalo che noi osserviamo (dico, ma quando inventeranno la
TAC per i pesci!!!????? :)))), la difficoltà diagnostica é praticamente
enorme. Ricordo che l'unica soddisfazione di quella strage fu di aver
indovinato la malattia, come ricordo anche che la cosa che più mi colpì
allora fu l'impressionante coesistenza dei sintomi più disparati, come
rifiuto del cibo, movimenti a zig zag e perdita di equilibrio, addome
gonfio......sembrava che tutti gli agenti eziologici delle malattie dei
pesce d'acquario si fossero dati appuntamento nei miei scalari!! Fu proprio
questa assurda coesistenza ad indirizzarmi alla diagnosi, ovviamente dopo
notti insonni sprofondato in testi ed articoli di parassitologia e
ittipatologia. Personalmente, fra le varie tesi da te elencate riguardanti
la possibile terapia, mi sentirei proprio di confermare (ovviamente parlo
sempre secondo le mie esperienze), quella basata sulla precocità di
intervento. Io usai del Liquitox, a base di Fenoxetol, ma probabilmente se
lo avessi usato prima, invece di utilizzare antibiotici (come ben sai
l'Ichthyophonus è un micete, per cui gli antibiotici gli fanno più o meno il
solletico sotto le ascelline.....:)) che sicuramente servirono solo ad
indebolire maggiormente i pesci, ne avrei salvati di più. E' chiaro che se
si lascia il tempo all'infezione di propagarsi al cervello e al fegato,
rimane ben poco da fare.

Anche oggi si tende a pensare all'ittiofoniasi come ad una malattia non
molto frequente nei pesci d'acquario: io non ne sarei così sicuro. Non so se
hai sentito parlare della "whirling disease", una temuta infezione che
sembra star prendendo piede fra i Discus e gli Scalari (in misura minore fra
altri pesci). In pratica, i pesci colpiti sembrano come impazziti, iniziano
a piroettare, a nuotare a scatti e a zig zag con accelerazioni improvvise
per poi bloccarsi nelle posizioni più assurde. Se ricordi bene lo stesso
Gobel disse che lui ed Untergasser "ne avevano sentito parlare". Certo, sono
solo ipotesi, ma vuoi vedere.........

L'ittipatologia è quasi affascinante come la patologia umana, vero!? :))


Ciao

Raffaele
....scusa, Mandrake.... :))))


giovifree

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to
salve a tutti!!!!!!!!!!!
premetto che sono un neofita, posseggo un acquario da un paio di mesi e da
allora seguo anche questo NG, è tutto quello che so l'ho appreso attraverso
di Voi.
dopo aver letto tutti i messaggi con questo oggetto, sono arrivato a queste
conclusioni logiche.
in merito alla somministrazione del flagyl consigliate 2gr ogni 100 lt e si
prende atto che la somministrazione ideale sarebbe quella di dare la pillola
al pesce, quindi ho pensato, se si prende un bicchiere d'acqua dall'acquario
faccio sciogliere una compressa di flagyl che se non sbaglio dovrebbe essere
250mg e metto dentro il bicchiere un po di tubifex liofilizzati, che a
contatto con l'acqua si assorbiranno acqua e flagyl, ed il gioco è
fatto!!!!!!!!!
Ripeto questo è esatto solo a rigor di logica "se la montagna non va da
maometto, ecc.ecc." fatemi sapere le eventuali controindicazioni, o
semplicemente cosa ne pensate.
ciao!!!!!

Raffaele Bufo

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to

> Ripeto questo è esatto solo a rigor di logica "se la montagna non va da
> maometto, ecc.ecc." fatemi sapere le eventuali controindicazioni, o
> semplicemente cosa ne pensate.

sì, è esatto.....e del resto la stessa cosa si può anche fare con il pastone
o con qualsiasi mangime liofilizzato. Il medesimo meccanismo viene sfruttato
anche per gli avannotti, semplicemente tenendo un pò a bagno i naupli di
artemia ("filtratori" per eccellenza") in una soluzione di metronidazolo. Se
non ricordo male, si è già parlato di questo procedimento in un passato
thread.

Tuttavia rimane sempre l'empirismo delle dosi e del numero di
somministrazioni, soprattutto perchè è difficilissimo in tal modo tenere
sotto controllo la quantità effettivamente somministrata. Un'altra
soluzione, ovviamente valida solo per pesci adulti, è quella di
somministrare il metronodazolo in "bolo", ossia prelevando il pesce e
"imboccandolo" con una siringa (priva di ago) contenente la soluzione e
quindi "sparandogliela" lentamente in bocca. A tale proposito, ecco un
articolo in inglese su un'esperienza positiva con questo metodo
http://www.aquaworldnet.com/awmag/obseng.shtml

miomao

unread,
Dec 12, 1999, 3:00:00 AM12/12/99
to
> sì miomao, quella volta si trattò proprio di Ichthyosporidium o meglio
> Ichthyophonus hoferi.

Perfetto. Proprio quello che volevo sentirmi dire! :-)

>In seguito, feci sottoporre uno degli scalari defunti
> ad un esame microscopico da parte di un laboratorio universitario di
> ittiopatologia.

Ottimo...

>La diagnosi fu di "granulomi multipli ictiosporidiosici a
> livello di fegato, cervello, milza e reni".

Quindi: "fegato" sempre come _primo organo_ colpito dal fungo!
Interessante...

> La diagnosi microscopica dell'Ichthyosporidium è in effetti molto
> difficoltosa e sicuramente non può essere effettuata con il comune
> equipaggiamento hobbistico in genere posseduto da noi acquariofili.

Hai idea di quale ottica serva?

>La
> maggiore difficoltà sta nel differenziarlo dai Micobatteri e credimi, io
che
> ho assistito ad alcune delle operazioni necessarie, è davvero un bel
> papocchio! :)

Non ne dubito.... Solo che la cosa mi incuriosisce..... troppo! :-))))

> In parte, Untergasser ne fornisce una buona descrizione nel suo libro
edito
> dalla Primaris,

Se lo dici tu... ti credo :-)))

>però ovviamente e giustamente tace delle complicate
> operazioni di preparazione e colorazione.

Perche' "giustamente"?

> Eseguita da un buon laboratorio specializzato, la diagnosi microscopica di
> ittiofoniasi è sicura al 90%.

Ok.... pero', a volte, penso che ti raccontino cio' che vuoi sapere e cio'
che vogliono.... ;-) :)))))
No... cioe'.. ecco... veramente... io.. Intendo dire che sono come
SanTommaso... :-)))))

>Chiaramente, se si parla di diagnosi
> "clinica", che ovviamente nei pesci deve basarsi solo sui sintomi e sul
> comportamento anomalo che noi osserviamo (dico, ma quando inventeranno la
> TAC per i pesci!!!????? :)))), la difficoltà diagnostica é praticamente
> enorme.

E' vero... ci sono troppi sintomi anomali e fuorvianti...

>Ricordo che l'unica soddisfazione di quella strage fu di aver
> indovinato la malattia, come ricordo anche che la cosa che più mi colpì
> allora fu l'impressionante coesistenza dei sintomi più disparati, come
> rifiuto del cibo, movimenti a zig zag e perdita di equilibrio, addome
> gonfio......sembrava che tutti gli agenti eziologici delle malattie dei
> pesce d'acquario si fossero dati appuntamento nei miei scalari!!

Pensa che la mia scalara ha mostrato i primi sintomi a febbrario ed è
deceduta a novembre.

>Fu proprio
> questa assurda coesistenza ad indirizzarmi alla diagnosi, ovviamente dopo
> notti insonni sprofondato in testi ed articoli di parassitologia e
> ittipatologia. Personalmente, fra le varie tesi da te elencate riguardanti
> la possibile terapia, mi sentirei proprio di confermare (ovviamente parlo
> sempre secondo le mie esperienze), quella basata sulla precocità di
> intervento. Io usai del Liquitox,

Che, se non erro, non esiste piu' in commercio. Era quello nei flaconcini di
gomma di colore viola?? (giallo era per il Gyrotox, vero?)

>a base di Fenoxetol, ma probabilmente se
> lo avessi usato prima, invece di utilizzare antibiotici (come ben sai
> l'Ichthyophonus è un micete, per cui gli antibiotici gli fanno più o meno
il
> solletico sotto le ascelline.....:)) che sicuramente servirono solo ad
> indebolire maggiormente i pesci, ne avrei salvati di più.
>E' chiaro che se
> si lascia il tempo all'infezione di propagarsi al cervello e al fegato,
> rimane ben poco da fare.

A me la cosa che ha fatto pensare all'ichthyophonus sono stati dei sintomi
di squilibrio mentale che questa femmina ha iniziato a manifestare alla fine
di settembre. Aveva scarsissima adattabilità al cambio di intensità
luminosa, con perdita dell'equilibrio e anomalie comportamentali (scatti
improvvisi, ribaltamenti a vortice, posizioni strane ed anomale assunte
delle pinne ecc..). Purtroppo era un po' tardi per la diagnosi (che,
comunque, è ancora ipotetita e tardiva).

> Anche oggi si tende a pensare all'ittiofoniasi come ad una malattia non
> molto frequente nei pesci d'acquario: io non ne sarei così sicuro.

Inizio a pensare la stessa cosa... Inoltre, io non sono proprio convinto che
sia necessario che i pesci si cibino di carne infetta da Ichthyophonus, ma
che si propaghi in qualche altro modo (spore?) La cosa che piu' mi allibisce
è che normalmente miete una o due vittime alla volta. Se si tratta di pesci
piccoli, decedono in un paio di giorni al max (dalla comparsa dei primi
sintomi evidenti), mentre ha un decorso piu' lungo su esemplari di taglia
maggiore.

Una domanda: ne parlavo venerdi sera con Walter. Lui ha buttato li un: "ed
usare una lampada UV? Dovrebbe bruciare le spore...". io sono un po'
scettico, pero' sempre attento alle idee altrui. Tu che ne pensi?

>Non so se
> hai sentito parlare della "whirling disease", una temuta infezione che
> sembra star prendendo piede fra i Discus e gli Scalari (in misura minore
fra
> altri pesci).

Humm... non ci avevo pensato.. penso tu abbia ragione... :))))

>In pratica, i pesci colpiti sembrano come impazziti, iniziano
> a piroettare, a nuotare a scatti e a zig zag con accelerazioni improvvise
> per poi bloccarsi nelle posizioni più assurde.

Aahahaha :-))) Ti sto ripondendo "di getto", cioe' senza avere ancora letto
tutto il msg. Quindi, cio' che ho scritto piu' su non pensare che sia
influenzato da cio' che hai scritto tu. E quindi: confermo, i sintomi SONO
esattamente quelli!!! .....PORCAZOZZA! :-(

>Se ricordi bene lo stesso
> Gobel disse che lui ed Untergasser "ne avevano sentito parlare". Certo,
sono
> solo ipotesi, ma vuoi vedere.........

Se avessi i mezzi e le conoscenze necessarie mi piacerebbe approfondire la
questione. Purtroppo.. penso non sia il caso! :-))))) Comunque... mi piace
"curiosare" ugualmente... :)))

> L'ittipatologia è quasi affascinante come la patologia umana, vero!? :))

No... è piu' interessante perche' non puo' riguardarmi direttamente
ehehehehehe :))))))))

> Ciao
> Raffaele
> ....scusa, Mandrake.... :))))

Mandrake?? Dov'e'?? Dove è andato?? C'era anche Lotar??
Se li vedi FERMALI! Mi devono... un paio di centomila! :-)))))


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Ciao da MioMao!
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