--
Claudio....@ASFormula.it
(togliere AS dall'indirizzo)
>dei neon con quello elettronico ricavato dalle lampade ricordate? Com'è
>andata a finire? Sta continuando a funzionare bene? Non mi sembra di avere
Il mio sta funzionando ancora.
Anzi, sto pensando di aggiungerne un secondo.
Ciao
Walter
_______________________________________________________________
Walter Peris
GAEM Home Page: http://www.gaem.com
Antispam attivato :-)). Sostituire "scordatelo" con "iol"
E-mail: walte...@scordatelo.it
Personal Home Page: http://ftpweb.iol.it/walter.pdn
_______________________________________________________________
Non importa quanto costa qualcosa,
ma quanto forte è lo sconto.
_______________________________________________________________
Ciao Walter, ti sei dato anche all'elettronica.
Ed all'ippica, quando??!!??-))))))
Senti, pecche non mi informi, anche via mail se preferisci (visto che
l'argomento è stato più volte dibattuto) di cosa esattamente hai acquistato
e, soprattutto, dei collegamenti elettrici effettuati?
Saluti
Piero
Email: cfa...@TOGLIMIccesse.it
Elimina 'TOGLIMI' per rispondere privatamente.
Emiliano Della Bella
edellab@tin
edola...@hotmail.com
________________________________________
Monni Piero <cfa...@ccesse.it> scritto nell'articolo
<781rg7$knb$6...@lx03.uu.ml.org>...
> Senti, pecche non mi informi, anche via mail se preferisci (visto che
> l'argomento č stato piů volte dibattuto) di cosa esattamente hai
acquistato
> e, soprattutto, dei collegamenti elettrici effettuati?
>
No, no! Cosě non vale !! Il discorso sarebbe meglio PUBBLICO ! :-))
Ciao
Emiliano
Credo di non aver seguito la discussione dall'inizio, ma
vorrei dare il mio contributo di "elettrotecnico"
Le lampade al neon alimentate con i reattori elettronici
hanno i seguenti vantaggi:
--durata circa il doppio
--rendimento maggiorato del 20 percento
--consumo elettrico ridotto del 10 percento, minore spreco
in calore
--minore surriscaldamento
--assenza di sfarfallio, i pesci sono contenti (dicono)
--cabalggio elettrico semplificato (non c'è lo starter)
Non ho capito da dove e come recuperate i reattori
elettronici, in ogni caso sono in vendita, a tutte le
potenze, in qualsiasi grossista elettrico, a prezzi
ragionevoli. Ovviamente senza cablaggio, spinotti, ecc.
Per chi lo desidera posso fornire spiegazioni.
Si tenga presente che esistono anche reattori elettronici
regolabili in luminosità, anche automaticamente a seconda
della luce esterna!!!
Nel mio acquario funzionano da un anno sei tubi al neon con
reattori elettronici, unico problema, i tubi, se vicini a
oggetti metallici (riflettori, coperchi in metallo, ecc.)
"fischiano" e si danneggiano per via della frequenza di
alimentazione.
Giuliano
>Non ho capito da dove e come recuperate i reattori
>elettronici, in ogni caso sono in vendita, a tutte le
Da lampade Circolux o simili.
>potenze, in qualsiasi grossista elettrico, a prezzi
>ragionevoli. Ovviamente senza cablaggio, spinotti, ecc.
Dipende dai punti di vista.
100-120.000 lire a me non paiono molto "ragionevoli" :-))))
Ciao
Per informazione, mi leggi bene?, è da poco che uso il NG
>Per informazione, mi leggi bene?, è da poco che uso il NG
Forte e chiaro :-)))))
>Ciao a tutti.
>
>>Non ho capito da dove e come recuperate i reattori
>>elettronici, in ogni caso sono in vendita, a tutte le
>
>
>Da lampade Circolux o simili.
>
Ciao.
Ho acquistato delle lampade a risparmio energetico Neolux, in offerta
da Castorama, a lire.....boh, mi pare 16Mila.
Al loro interno, il ballast è della Osram.
Sono da 21W e mi chiedo se possono andare bene per dei tubi da 60 cm,
quindi da 18-20W (18=Biolux Osram).
Ciao da Gianni.
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Gianni64 --> gian...@eubia.it
Socio GAEM --> http://www.gaem.com/
----------------------------------------------------------
Quale marca e modello?
Ciao,
Giovanni
ciao Claudio
I modelli per doppia lampada 2x36W, 2x18 W, 2x58 W costano
cadauno lire 78.000 listino più IVA.
Tutti Comprendono un fusibile interno di protezione,
accensione istantanea della lampada, disinserimento
automatico di lampade guaste o esaurite
Serve altro? Giuliano, ciao
Tenete conto che il ballast elettronico di cui parlate voi,
non è la stessa cosa di un reattore elettronico!
Giuliano!
Invece di Walter rispondo io, va bene lo stesso ????. Spero che Walter non
si offenda
Prima riposto il msg di Fabrizio Zellini del 21/10/98 in merito alla
costruzione artigianale di un ballast elettronico:
Dopo aver girato invano molti fornitori di materiale elettrico per
cercare reattori elettronici per luci al neon per il mio acquario, ho
risolto il problema molto semplicemente acquistando (al supermercato)
una lampada a basso consumo di tipo circolina, da 22 Watt, l'ho
smontata, e dentro vi ho trovato un bellissimo "electronic ballast".
E' bastato collegare i fili al mio tubo fluorescente GroLux da 18 W e il
tutto sta' funzionando benissimo e senza scaldare.
Ho alloggiato il ballast in una scatolina di plastica per l'elettronica.
inoltre riposto il msg di G. Camera Roda 21/11/98:
Osservazioni sui ballast elettronici :
I gruppi elettronici richiedono una corrente molto inferiore a quella
richiesta dai gruppi magnetotermici, pur fornendo una resa luminosa
praticamente equivalente. Il confronto tra la potenza attiva assorbita
dall'OSRAM ed il MGNT2 indica che il gruppo elettronico assorbe solo circa
30 W contro i 40 W del magnetotermico, con un evidente risparmio di energia,
anche se la resa luminosa e' praticamente la stessa (878 lx contro 869 lx).
La potenza attiva fornita dal gruppo elettronico Osram e' inferiore alla
potenza nominale di funzionamento della lampada (circa 30 W rispetto a 36
W), per cui si puo' ipotizzare che la lampada sia sottoalimentata (una
leggera sottoalimentazione puo' contribuire a prolungare la durata della
lampada) in quanto la differenza e' superiore a quella che potrebbe
risultare dalla semplice imprecisione dello strumento di misura.
I gruppi TECNA ed OSRAM si comportano in maniera molto simile, tranne che
per il gruppo TECNA 1, che appare difettoso ed in effetti e' stato
immediatamente sostituito in garanzia dal rivenditore.
L'innalzamento di temperatura dei gruppi magnetotermici e' molto piu'
elevato dei gruppi elettronici che rilasciano molto poco calore. Anche le
lampade funzionanti con i gruppi magnetotermici si scaldano molto di piu' e
la sensibile differenza di temperatura soprattutto alle estremita' e'
rilevabile anche al tatto.
I gruppi elettronici hanno un costo di acquisto piu' elevato. I costi sono
di circa 150000 lire per il Tecna, e di circa 100000 lire per il gruppo
OSRAM, che pero' viene venduto con i collegamenti elettrici da realizzare,
al contrario del TECNA che e' gia predisposto al collegamento alla rete ed
ai portalampade stagni utilizzati in acquariologia. Un gruppo magnetotermico
gia' pronto penso che possa costare attorno alle 30-40000 lire oppure meno
se predisposto a partire dai singoli pezzi.
Non sono state condotte prove di durata, ma e' opinione comune che il
decadimento nel tempo delle prestazioni delle lampade azionate da gruppi
elettronici sia significativamente inferiore a quello delle lampade azionate
da gruppi magnetotermici.
Non e' stato possibile misurare la differenza di sfarfallio che puo'
derivare dalla differente frequenza di attivazione generata dai due tipi di
gruppi di accensione (la frequenza degli elettronici dovrebbe essere molto
piu' elevata, attorno ai 30 kHz contro i 120 Hz dei magnetotermici, con
minori effetti stroboscopici per gli organismi
eventualmente in grado di rilevarli).
E adesso ci metto le mie considerazioni personali sulla costruzione di un
ballatst elettronico artigianale:
Per quanto riguarda il tipo di circolina a basso consumo (tipo Osram o
similari) da acquistarsi consiglio vivamente di comprarne una con un
vattaggio superiore al vs. tubo fluorescente, ad esempio se avete un neon da
18 W acquistate una circolina da 23W, il consumo non cambia in compenso non
rischiate che i componenti elettronici interni al ballast, causa una diversa
impedenza di carico si brucino., a me č successo :-((((
I collegamenti sono facilissimi, una circolina ha 4 fili due a sinistra e
due a destra, ricollegate i portalampada del Vs. tubo fluorescente nello
stesso modo.
Per l'alloggiamento consiglio vivamente un contenitore plastico o comunque
non metallico, in questo modo non avrete problemi di isolamento tra la
basetta del ballast e il contenitore stesso. Ritengo che comunque 4 o 5
buchetti per un minimo di aereazione non facciano male.
Non mi viene in mente nient'altro spero che basti quanto ho scritto.
Ciao a tutti
Marco Ruggeri
E-mail: me...@iol.it
Anch'io socio GAEM 1999
Pensi che si possano ri utilizzare gli stessi contenitori che attualmente
vengono usati per i magnetotermici? Sarebbero praticamente sicuri, dotati di
interruttore, areati per gruppi che scalda(va)no di più, non costerebbero
spese aggiuntive(nei casi come il mio che vedrebbero sostituire i gruppi già
usati). O le dimensioni del ballast non lo consentono? E.. quali sono,
mediamente, queste dimensioni?
Potresti fornire numeri di serie o di "Identità" di quelli che hai smontato
dalla circolina? Confronterei con le info ricavabili dal catalogo Osram.
Ce la fai a mandare uno schemino semplificato dei collegamenti (A mio
mao[oooops! se mi becca che lo scrivo minuscolo...!] o sul Ng [sotto forma
di "Firma", lo so che è difficile..] o su it.binari.file), in modo che non
si corrano rischi di fulminare su tutto?
>Ciao a tutti
>Marco Ruggeri
>E-mail: me...@iol.it
>Anch'io socio GAEM 1999
GRAZIE !!!!!!
Inoltre, hai nominato diverse potenze, ma per uno sfigato che puo'
montare solo lampade da 25W, hai qualcosa da consigliare ?
Esiste, come per i reattori tradizionali, il problema di dover
accoppiare reattore e lampada della stessa potenza o si puo'
sovradimensionare il reattore, mettendone per esempio da 36W per le
lampade da 25 ?
Ciao
Sergio
Però di solito un acquario ha almeno due lampade, a questo
punto inizio a vedere la convenienza di un reattore
elettronico acquistato per lo scopo in grado di pilotare due
neon. Come fate per le potenze di 58 W? 40 W.
Tengo a precisare che io non vendo reattori elettronici!
Giuliano
O le dimensioni del ballast non lo consentono? E.. quali sono,
>mediamente, queste dimensioni?
Nel mio caso L=16 cm P= 3cm H=2 cm
>Potresti fornire numeri di serie o di "Identità" di quelli che hai smontato
>dalla circolina?
Non ho il numero di serie ma è chiamato circolux el 28/41 287 Osram (28
sono i Watt) la foto la puoi trovare qui www.osram.it/osramit/OS_cap03.htm
naturalmente è quella rotonda con una linea in mezzo sembra una sonda
spaziale :-)))))))))))
Io ho tubi da 18 Watt e quindi ho scelto le circoline da 28 W.
Confronterei con le info ricavabili dal catalogo Osram.
>Ce la fai a mandare uno schemino semplificato dei collegamenti (A mio
>mao[oooops! se mi becca che lo scrivo minuscolo...!] o sul Ng [sotto forma
>di "Firma", lo so che è difficile..] o su it.binari.file), in modo che non
>si corrano rischi di fulminare su tutto?
Mi dispiace di non poter inviare dei disegni, non ho il tempo di realizzarli
:-(( ma ti garantisco che se hai un minimo di dimistichezza con quelle cose
chiamate attrezzi :-))(giravite, saldatore, stagno e forbice) appena aprirai
il contenitore del ballast vedrai 6 fili 2 per un lato del fluorescente 2
per l'altro lato di rame nudo dove dovrai attaccare i porta lampada; e 2
filini bianchi, dove dovrai collegare il cavo di alimentazione, saldati
all'interno del filetto (attacco lampada di colore cromo lucido).
Ciao Marco Ruggeri
>Non ho capito cosa intendi per lampade a risparmio
>energetico
Le solite che durano tanto e che consumano poco! :-)
>Tenete conto che il ballast elettronico di cui parlate voi,
>non è la stessa cosa di un reattore elettronico!
Umh, dopo tanti discorsi, non ho ancora capito quali sono le
controindicazioni nel caso si utilizzi il ballast di queste lampade,
per alimentare un tubo per acquario.
>Però di solito un acquario ha almeno due lampade, a questo
>punto inizio a vedere la convenienza di un reattore
>elettronico acquistato per lo scopo in grado di pilotare due
>neon. Come fate per le potenze di 58 W? 40 W.
>Tengo a precisare che io non vendo reattori elettronici!
>
2 neon ????? 2 ballast. :-))))))))))))
Intendo dire che con il metodo "fai da te" non è possibile poter collegare 2
tubi fluorescenti sullo stesso reattore non mi risulta che vendano lampade a
basso consumo fluorescenti con reattore elettronico (ballast) superiori a 36
W, pero non è detto posso sbagliarmi
Per sentito dire vendono ballast elettronici predisposti per 2 lampade ma in
tutta sincerità non mi sono mai informato.
Anch'io ho 2 tubi ma uno è alimentato con un reattore elettromeccanico e
un'altro con il reattore elettronico (ballast) per il momento :-))))
Mi dispiace di non poterti essere utile più di tanto :-((((((((
Ciao Marco!!
>Se con il termine magnetotermico intendevi dire il "reattore
>elettromeccanico" la risposta è si, infatti io ho utilizzato quel
>contenitore.
Facciamo elettromagnetici ed è finita?
Come mai elettromeccanico? Capisco la parte elettro (fino ad un certo
punto), ma in questo caso è proprio il magnetismo che gli permette di
funzionare. Non mi pare abbiano nessuna azione meccanica.
--
>_< ren...@pippo.dsmnet.it
(. .) ICQ 6556706
-+-ooO-(_)-Ooo-+-----------------------------
---- Nota: togli pippo. per rispondermi -----
--------- Pagine di Acquariofilia -----------
--- Homepage http://bonomini.freeweb.org ----
Non so darti una risposta precisa, un costruttore mi ha
detto che i reattori elettronici, rispetto ai ballast,
rendono di più, sono autoprotetti in caso di guasti alla
lampada e lavorano a frequenze maggiori. Ma lui produceva
reattori!!!
A livello di esperienza, ho aperto sia un "ballast" che un
reattore elettronico, quest'ultimo è formato da molti più
componenti.
> Inoltre, hai nominato diverse potenze, ma per uno sfigato che puo'
> montare solo lampade da 25W, hai qualcosa da consigliare ?
> Esiste, come per i reattori tradizionali, il problema di dover
> accoppiare reattore e lampada della stessa potenza o si puo'
> sovradimensionare il reattore, mettendone per esempio da 36W per le
> lampade da 25 ?
>
Purtroppo no, il problema è che le lampade per acquariofilia
molte volte hanno potenze fuori standard. Per la 25 W puoi
provare un reattore da 20 W, dovrebbe accendersi e perdere
un pò di luminosità.
Ciao, Giuliano
ciao.
>Purtroppo no, il problema è che le lampade per acquariofilia
>molte volte hanno potenze fuori standard. Per la 25 W puoi
A parte le lampade da 25W (che tra l'altro si trovano praticamente
solo in Italia) quali altre lampade hanno potenza fuori standard?
>Ciao, Giuliano
Ciao!
Faccio prima a darti le standard (quelle potenze prodotte dalle grandi case
praticamente per tutti i modelli):
18, 36 e 58 W
Un poco meno diffuse (prodotte per molti, ma non tutti i modelli):
30 W
Ancora un poco meno diffuse (stesso significato):
15 W
Ciao,
Giovanni
Ballast per pilotare n.1 lampada da 58 Watt lire 60.000
Ballast per pilotare n.2 lampada da 58 Watt 67.000 :-)))
Ho appena messo in funzionae la mia vasca con 5 neono da 58 watt
pilotati da ballast senza problemi, a parte quelli economici....
:-((((8
Ciao da Marco Croci
Etabeta
togli "eta" per rispondermi in e-mail
_______________________
Socio GAEM dal 1997
(visto che va di moda)
______________________
Ciao
siccome non riesco ad inviarti un email potresti gentilmente inviarmi i dati
del rivenditore dove acquisti i ballast elettronici, considerando il basso
costo, non vale la pena di costrursene uno.
Grazie
Matteo
-----------------------------------------------------
Primo messaggio:
...
Risposta di Alessandro:
In linea di massima non c'è una così netta distinzione tra acquario di
barriera e acquario per soli pesci per cui le fonti sono le stesse. E'
un fatto che gli acquari di barriera siano più numerosi di quelli di
soli pesci per cui anche la letteratura in proposito si è adeguata.
Se leggi l'inglese ti consiglio vivamente un libro: "The Modern Coral
Reef Aquarium" di Fosså e Nilsen, volume 1, costa purtroppo oltre le 100
mila: lo trovi nei negozi che distribuiscono prodotti Aqua Geo. E' un
libro che tratta di tecnica ed è riferito all'acquario di barriera, ma è
utilissimo anche per un acquario di soli pesci perchè affronta tutti gli
aspetti inerenti la tecnica e la chimica. In italiano non mi sento di
consigliare niente di altrettanto valido.
Per un 350 litri io ti darei due suggerimenti, uno un po' più complesso
ma che ti dà la possibilità un giorno di trasformare la vasca in
acquario di barriera e uno più economico ma anche un po' più limitato
come espansione futura.
L'ideale sarebbe una vasca su misura, 5 vetri, niente fronzoli, con un
foro in alto simile al troppo-pieno del lavandino. Da questo foro fai
partire un tubo che porta l'acqua in uno scomparto sotto l'acquario, una
vera e proprio vaschetta, dove metterei un buono schiumatoio (es.
Turboflotor della Aquamedic, Berlin della Red Sea) e un filtro
percolatore. Vaschetta e percolatore si possono anche fare in casa se ti
piace il fai-da-te: molto più facile che fare l'acquario. Una pompa (es.
Askoll che sono economiche ma potenti, oppure una EHEIM 1060 che è molto
robusta) riporta l'acqua nella vasca. Come illuminazione basta... poter
vedere i pesci, quindi puoi risparmiare sul numero di lampade: non
mettere lampade fitostimolanti per evitare la proliferazione di alghe,
meglio un misto di luce bianca e luce blu attinica. Metterei nella vasca
un 20-30 Kg. di rocce vive (intorno alle 25-30 mila al Kg) e 5-6 cm di
sabbia corallina grana 2-3 mm. Spero poi di fare presa sulla tua
coscienza ecologica suggerendoti di non usare coralli morti come
arredamento della vasca. Molto facilmente sentirai la necessità di un
filtro denitratore che potrai comunque aggiungere facilmente
all'impianto esistente in un secondo momento.
Se da questa vasca decidessi un domani di passare ad un acquario di
barriera dovresti fare poche modifiche.
Una soluzione più economica prevede l'uso di una vasca di produzione
industriale con filtro incorporato. Ti consiglio comunque fortemente di
dotarla di schiumatoio e di affollarla il meno possibile. Su questa
vasca diventa però più difficile sia sitemare lo schiumatoio sia
collegare un eventuale filtro denitratore. Inoltre diventa difficile
cambiare radicalmente la "destinazione" della vasca nel caso vollessi
poi allevare coralli. Meglio se il filtro incorporato è "asportabile" e
se il coperchio è fatto di plastica termoformata in modo da essere
anch'esso asportabile.
Secondo messaggio:
Ciao Alessandro,
ti ringrazio della tua risposta ed approfitto della tua cortesia per
descriverti un pò meglio la mia "vicenda umana", che immagino sia simile a
quella di molti altri e penso ti farà sorridere.
Intanto, fin da piccolo gli acquari mi hanno sempre incantato ed ho sempre
sognato di averne uno, finchè, arrivato alla bella età di 20 anni (adesso ne
ho 30) mi sono deciso a spaccare il salvadanaio e a comprare il mio primo
acquario, del tutto ignaro di ciò a cui andavo incontro. Non sapevo nemmeno
che esistesse un acquario marino e d'acqua dolce!
Per farla breve, ho comprato, per scelta del tutto casuale, un marino da 100
litri, ed il primo pesce, un amphiprion sebae, è sopravvissuto alla mia
ignoranza per lo scandaloso periodo di 1 (!) giorno.
A questo punto, ho cominciato a prendere coscenza delle cose ed ho iniziato
ad informarmi e a leggere in giro, per cui dopo poco tempo ho preso un
"NEW100" della sera (sempre marino) ed ho cercato di fare le cose fatte
bene.
Man mano però che miglioravano le mie conoscenze, ho cominciato a coltivare
il mio insano proposito:
un 150*70*60, che ho comprato su misura nel seguendo le indicazioni lette su
un articolo di aquarium riguardo gli acquari per invertebrati.
Per due anni tutto è andato bene, e il mio naso lituratus, l'holacantus
passer, lo zebrasoma flavescens, l'amphiprion, il centropyge bispinosus e il
labroides dimidiatus vivevano abbastanza felici nella mia vasca assieme ad
una popolazione di actinodiscus verdi sempre in crescita.
Nel frattempo la mia sensibilità ecologica ed acquaristica miglioravano col
tempo, tanto che ho eliminato dalla vasca tutti i coralli morti di
arredamento, sostituendoli con rocce di travertino (o roccia "di canna"), ed
ho iniziato a litigare sempre più spesso con chi attorno a me vedevo che si
rifiutava di sottostare almeno a delle regole minime di rispetto per gli
animali, non solo marini.
Ho letto un pò tutto quello che avevo a disposizione, a partire dal banale
libro di Baensch per principianti, per finire coi libri di Wilnkens, ma mi
sono sempre scontrato col fatto che non avevo modo di verificare con altri
appassionati l'effettiva applicazione di ciò che leggevo e che a Vicenza era
impossibile ad esempio trovare uno schiumatoio decente.
Purtroppo non sono riuscito mai a fare un vero salto di qualità anche perchè
allora Internet era agli inizi e a Vicenza non ci sono grandi possibilità di
scambi di idee, oltre per il fatto che allora il tutto era finanziato da mio
padre perchè io stavo ancora facendo l'Università.
Dopo due anni però è successo il fattaccio: da scemo quale sono, pensando
che dall'avviamento dell'acquario avevo fatto molti errori dovuti alla mia
ancora breve esperienza (ad esempio un arredamento troppo fitto che aveva
provocato un grosso accumulo di sostanze di rifiuto entro la sabbia nei
punti morti sul fondo) e in considerazione del fatto che da qualche tempo
ero stato poco ligio coi cambi d'acqua, ho pensato bene di fare una pulizia
radicale della vasca, col risultato che tutti i pesci si sono ammalati e
sono morti in brevissimo tempo, senza che io potessi fare niente per
salvarli. A questo punto, tutti i miei dubbi sul diritto che abbiamo noi
acquariofili di sottrarre dei pesci dal loro ambiente naturale per metterli
in mezzo metro cubo d'acqua, facendone morire la metà durante il trasporto,
dubbi fino ad allora messi a tacere dalla considerazione che a parte il
primissimo pesce non avevo mai "ucciso" un mio ospite e che perciò in fondo
non avevo creato danni così irreversibili all'ambiente... questi dubbi
dicevo sono tutti riesplosi sull'onda del magone che avevo, per cui ho
deciso di mollare tutto ed ho venduto l'acquario, mentre la mia ragazza, a
cui avevo ceduto il new100, ha continuato da sola, tenendo solo un
leucosternon ed un premnas che vivono ancora oggi dopo 5 anni.
Nel frattempo ho iniziato a lavorare, mi sono sposato, ho aperto uno studio
mio ed ora ho ritrovato la voglia di riprovarci, possibilmente cercando di
non ripetere gli errori del passato.
Sono partito da queste considerazioni:
- il tempo libero a disposizione è poco e i soldi ancora meno, cosa penso
comune a tutti i trentenni che hanno appena messo su casa ed iniziato
un'attività in proprio;
- un acquario oltre i 300-400 litri comincia a richiedere degli oneri di
tempo e denaro non proporzionali all'aumento di capacità,
- il mantenimento di invertebrati è un'attività "che non perdona", vista la
loro delicatezza, richiede un impegno da "quasi biologo" che per ora non
posso assumermi, anche se in futuro spero che le cose cambino, richiede
un'illuminazione più intensa e perciò più costosa, ecc. ecc.;
- a mio parere, in un acquario di soli pesci in genere più di tanti
ammennicoli servono dei buoni cambi d'acqua frequenti e mettere poco le mani
in vasca; molto spesso si spendono un sacco di soldi in accessori superflui
tralasciando invece le regole base. La mia intenzione è di fare le cose per
bene ma senza assumermi impegni che non sono in grado di mantenere.
Alla luce di tutto ciò, qualche settimana fa ho comprato una vasca usata di
misure 130*50*H55cm, con coperchi in vetro a specchio e filtro biologico
incorporato di dimensioni circa 20*50 cm (a dire il vero non le ho mai
misurate, ma è molto grande rispetto alla vasca, occupa quasi meta del lato
lungo posto lungo la parete).
A dire il vero, l'acquisto è stato fatto un pò senza riflettere troppo,
altrimenti sapevo che se aspettavo avrei ripetuto l'errore di una vasca
enorme
che poi non sarei riuscito a mantenere con le mie scarse finanze; comunque
ho cercato almeno di privilegiare la semplicità, ad esempio di un filtro
biologico incorporato, pensando che una 500 guidata bene va più veloce di
una ferrari guidata da un imbranato.
Alla luce di questo, ho scartato l'uso di schiumatoi, che richiedono
regolazioni molto frequenti, almeno quelli alimentati a pietre porose, e di
filtri esterni. Molti poi dicono che i filtri percolatori sono troppo
efficienti per cui producono troppi nitrati e fosfati. Il vero problema,
soprattutto per un ingegnere come me, è che tutte queste affermazioni non
sono suffragate da numeri, e finchè non si quantificano i fenomeni
l'acquariofilia rimarrà secondo me sempre ad uno stadio troppo empirico.
Comunque, ho avviato la vasca tre settimane fa, allestendola così:
-filtro caricato con cannolicchi di ceramica e gusci d'ostrica tritati
(questi ultimi inseriti in un sacchetto a maglie molto larghe), oltre a
spugna sintetica e lana, alimentato con due pompre maxi jet da 750 e 450 l;
-una pompa di movimento maxijet da 1000 l direttamente in vasca;
-illuminazione con due tubi al neon da 35W, uno blu dell'interpet ed uno a
luce bianca;
-due pietre porose in legno negli scomparti di anticamera del filtro, nella
probabilmente vana speranza di risolvere il problema di scarsità di ossigeno
che presentano i filtri interni rispetto a quelli a percolazione;
-fondo realizzato utilizzando la sabbia corallina del mio vecchio acquario
che avevo conservato e immettendo intanto tre rocce prese dall'acquario di
quella che nel frattempo è diventata mia moglie (acquario che per ora si
trova a casa dei suoceri, in attesa di traslocare i pesci da noi e quindi
svuotarlo) oltre ad una dose di batteri dupla, in attesa che i nitriti
scendano prima di immettre l'arredamento definitivo.
-probabilmente poi rimetterò in funzione la lampada UV da 30 W che avevo nel
vecchio acquario.
Purtroppo però forse ho gia fatto il primo errore: mi sono lasciato
convincere dal mio negoziante a non utilizzare per il primo riempimento
l'acqua marina invecchiata che lui prepara per i clienti con acqua di
osmosi, ma acqua di rubinetto (io abito al terzo piano senza ascensore e in
effetti portare su per le scale 400 litri d'acqua non è facile). Spero
comunque con due-tre robusti cambi d'acqua di riuscire a riabbassare il
valore dei nitrati. Mi piacerebbe poi provare ad usare le resine che legano
i nitrati che sono uscite da poco in commercio, ma non ho mai avuto
referenze sul loro funzionamento, tu ne sai qualcosa?
Comunque, quando i nitriti saranno finalmente scesi, l'idea era di spostare
le rimanenti rocce del vecchio acquario, che sono sicuramente "vive" come
microrganismi ma hanno ormai perso la patina di alghe calcaree a favore
della solita copertura di alghe verdi, oltre a qualche roccia viva vera e
propria. Ma riguardo a queste ultime, nutro forti dubbi sulla mia
possibilità di controllarne la qualità e la provenienza; come si distingue
una roccia viva buona da una cattiva?
Alla fine, ad acquario stabilizzato, sposteremo il leucosternon ed il
premnas e poi l'idea era di acquistare un paru ed un naso lituratus in
giovane età, con l'idea eventualmente di cederli ad un altro acquariofilo
referenziato se avranno come spero la fortuna di raggiungere dimensioni così
ragguardevoli da richiedere una vasca più grande della mia prima che io
abbia raggiunto la possibilità di tenere io stesso un acquario più grande
(la possibilità di modificare quello attuale mi sembra meno interessante,
visto che col tempo le possibilità tecniche variano molto).
Per quanto riguarda la tua affermazione sulla poca differenza tra acquari di
barriera e di soli pesci, mi permetto di non essere troppo d'accordo: in
teoria è vero, i pesci andrebbero tenuti in acqua di qualità pari a quella
richiesta dai coralli, ma in pratica è molto difficile, e comunque per
fortuna i pesci sopportano tassi di nitrati e fosfati molto superiori senza
grossi disagi (almeno spero!) e non dovrebbero richiedere un'illuminazione
particolare, e (almeno da quanto mi risulta) non richiedono nemmeno
l'aggiunta di calcio, stronzio e acqua calcarea, almeno se i cambi d'acqua
sono regolari. Proprio da queste considerazioni avevo optato per un acquario
di questo tipo, che spero sostenibile dalle mie energie attuali e che perciò
spero di riuscire a mandare avanti bene. Fammi comunque sapere la tua
opinione, se ne hai voglia e se non ti sei ancora addormentato a leggere
'sto poema di lettera che è venuto fuori.
In sostanza, la mia idea era nata dalla voglia di verificare se è vera
l'affermazione che ho letto spesso, ad esempio su aquarium, che un acquario
con solo gli accessori essenziali e con popolazione equilibrata ma con cambi
d'acqua frequenti spesso sorprendentemente funziona altrettanto bene di
tante vasche iperaccessoriate...sarà vero??
ecc. ecc. (!)
Risposta:
Vedo che sei sempre stato un acquariofilo marino, un inizio inconsueto.
Non hai mai pensato all'acquario d'acqua dolce? Lo dico perchè
riuscirebbe a mettere d'accordo mancanza di tempo / economicità / poca
manutenzione. Io ad esempio non ho al momento un acquario d'acqua dolce
solo perchè il mio acquario di barriera mi occupa il 100% del budget
concesso da mia moglie ;-) ma sicuramente mi piacerebbe averne uno.
...
Guarda, non sono tanto d'accordo. Sicuramente un acquario di barriera
richiede un investimento iniziale superiore e ha un costo di
mantenimento superiore (corrente elettrica più che altro, il resto delle
spese di mantenimento è irrisorio), ma quanto a lavoro ne richiede anche
di meno di una vasca di soli pesci. A partire
dal fatto che non hai un prefiltro da pulire, che fai cambi d'acqua
molto limitati come quantità e frequenza (o non li fai del tutto)
risparmiando non poco sul sale, che i pesci generalmente non si ammalano
mai e spesso sono da nutrire poco o da non nutrire del tutto.
Anche come "tecnica" direi che l'acquario di barriera è addirittura più
semplice, nel senso che manca del tutto di un filtro biologico, comunque
congegnato.
...
E' un vero peccato, perchè un buono schiumatoio costa molto meno dei
quintali di sale che devi comprare per fare cambi d'acqua sufficienti a
mantenere una qualità dell'acqua accettabile. Ci sono molti modelli di
schiumatoi che sono semplici da regolare (il mio viene regolato ogni 6
mesi solo perchè devo pulirlo in quell'occasione). Qui non siamo nel
campo degli ammenicoli, stiamo parlando di un accessorio fondamentale.
Ancora una volta mi domando: ma perchè invece di fare un acquario
difficile e tentare di semplificarlo, compromettendo la sua buona
riuscita, non fai da subito un acquario facile di acqua dolce e fatto
come si deve?
Terzo messaggio:
...riguardo al tuo suggerimento di passare all'acquario d'acqua
dolce, devo dire che ci avevo già pensato, ma "per brevità" avevo sorvolato
sul particolare per evitare di scrivere una divina commedia!
Infatti, dopo il mio disastro col marino da 150cm, ho provato ad adibirlo a
dolce, con tre coppie di ciclidi (soprattutto per motivi ecologici, visto
che sono pesci non pescati in natura). Ma devo dire che intanto non l'ho
trovato molto più facile, anzi. Se cominci ad addentrarti a comprare il
diffusore di CO2 ecc. ecc., e poi il ph e la durezza sono molto meno stabili
del marino, le piante continuano ad avere bisogno di manutenzione... insomma
mi sembra che se un marino è bene avviato e ben configurato, sia in grado di
arrangiarsi da solo molto più del dolce. E poi, devo dire che nonostante le
soddisfazioni date dalle riproduzioni, dopo aver provato il fascino del
marino, e il rapporto quasi "umano" che si instaura con un pomacantus, è
molto difficile cambiare.
Comunque, stanotte ci ho pensato un pò su e stamattina ho fatto un giretto
al mio negozio di fiducia a fare quattro chiacchiere, per vedere se è
possibile smontare il mio filtro interno per sostituirlo con un percolatore.
Riguardo al filtro percolatore, che meditavo di costruirmi da solo, mi ha
consigliato di lasciar perdere per il costo elevato della vasca (quello
dubla costa 1.500.000 solo il filtro!) , della pompa e delle bioball;
inoltre c'è un problema molto più grave: io non ho a disposizione una camera
apposta per l'acquario, ma lo tengo in sala, e mia moglie non vuole neanche
sentir parlare di filtri percolatori perchè il gorgoglio della pioggia
d'acqua è troppo fastidioso.
Comunque, il negoziante mi ha proposto in alternativa i nuovi filtri esterni
della EHEIM, (di 7.3 litri di volume, consigliati dal produttore per vasche
fino a 600 l) , con un nuovo sistema "wet/dry" di circolazione alternata
dell'acqua, che fa sì che il filtro sia alternativamente immerso ed
asciutto, imitando in un certo modo i benefici del percolatore che sono
l'elevata presenza di ossigeno. In questo modo, potrei eliminare il filtro
biologico dalla vasca recuperando un sacco di spazio, che potrei in parte
adibire per inserire uno schiumatoio direttamente in vasca.
Che ne dici?
...fine, alla buon'ora!