1 Gibbiceps (piuttosto imponente per dimensioni)
2 Botia Macracantha (anche loro non scherzano)
1 Crossocheilus siamensis (idem come sopra)
3 Ramirezi (una coppia formata e un "vedovo" ....)
1 Corydoras Aeneus .....ultimo restato di un gruppetto di 5, ma
assieme agli scalari vorrei immettere anche 4/5 cory .....
Vegetazione folta e robusta : vallisneria gigantea, crypto wendtii, felce
di giava in abbondanza ed egeria......Per finire, al centro vasca, una
pianta ormai gigantesca di echinodorus con tre piante figlie.
Immagino di dover sfoltire un poco la giungla, per garantire agli scalari
spazio sufficiente per il nuoto, almeno nella parte anteriore della vasca,
ma questo lo farei comunque volentieri ......Il mio problema, sul quale
non riesco a decidermi è la convivenza con le due "botia" ......
Ho letto di tutto in proposito.....secondo alcuni non ci sarebbero problemi;
Secondo altri, è quasi certo che le botia infastidirebbero gli scalari e nel
peggiore dei casi, potrebbero mutilare le loro lunghe pinne :-((((
In quasi 7 anni, non ho mai assistito a scene di attacco da parte delle
due botia vs nessun ospite ......al massimo qualche spintarella quando
sono in frenesia da cibo (ma nella maggior parte dei casi, le contese
per il cibo avvengono tra loro due ........)
Cosa mi suggerite di fare ?
Se il verdetto dovesse essere di compatibilità a rischio, allora
rinuncerò ad immettere gli scalari !!! Sono troppo affezionato
ai due tigrotti !!!!!
Grazie a tutti coloro che mi vorranno consigliare.
> 1 Gibbiceps (piuttosto imponente per dimensioni)
> 2 Botia Macracantha (anche loro non scherzano)
> 1 Crossocheilus siamensis (idem come sopra)
> 3 Ramirezi (una coppia formata e un "vedovo" ....)
> 1 Corydoras Aeneus .....ultimo restato di un gruppetto di 5, ma
> assieme agli scalari vorrei immettere anche 4/5 cory .....
Secondo me cosi' sei gia' al massimo, io non farei altro che dare un po'
di compagnia ai cory.
Il Gibbiceps potendo arriva a mezzo metro di lunghezza, i Bothia sui
trenta centimetri: gia' loro sono in una vasca piccola.
Serena
Ciao Serena, e grazie per l'immediato responso.
Mezzo metro di Gibbiceps !?!?!
Dovrò rinominarlo da "peter" (suo attuale nomignolo) a Lochness :-)))
Immagino che le misure da te indicate siano quelle riportate dalla
maggior parte dei testi e/o riviste, quindi valide in natura, ma forse
difficilmente raggiungibili in acquario.
Comunque penso che tu abbia ragione, forse la cosa migliore è
quella di ricostituire un piccolo gruppetto di cory e rinunciare agli
scalari, belli, bellissimi, ma anche loro destinati a raggiungere delle
dimensioni piuttosto ragguardevoli.
Astro
> Mezzo metro di Gibbiceps !?!?!
> Dovrò rinominarlo da "peter" (suo attuale nomignolo) a Lochness :-)))
> Immagino che le misure da te indicate siano quelle riportate dalla
> maggior parte dei testi e/o riviste, quindi valide in natura, ma forse
> difficilmente raggiungibili in acquario.
Probabilmente intervengono prima malattie dovute al nanismo indotto.
Quello che ho letto finora dice anche che sono pesci di branco: per
quanto mi riguarda sono belli da fare paura, ma non andrebbero
commercializzati.
Ho presente un garden che ha una vasca gigantesca in cui nuotano dei
pleocostomus (e la loro media e' di 30 centimetri), sono fantastici, ma
e' improbabile poter dare loro condizioni adatte.
Certo, se fossero conosciute le dimensioni finali dei pesci "da
acquario" molte specie sarebbero meno diffuse, pesce rosso per primo
(spero).
Serena
> Certo, se fossero conosciute le dimensioni finali dei pesci "da
> acquario" molte specie sarebbero meno diffuse, pesce rosso per primo
> (spero).
ottimista.
Alessio
--
Alle donne piacciono gli uomini silenziosi; pensano che stiano ascoltando.
ICQ Address: 22369130
Serena ha scritto:
>Probabilmente intervengono prima malattie dovute al nanismo indotto.
>Quello che ho letto finora dice anche che sono pesci di branco: per
>quanto mi riguarda sono belli da fare paura, ma non andrebbero
>commercializzati.
>Ho presente un garden che ha una vasca gigantesca in cui nuotano dei
>pleocostomus (e la loro media e' di 30 centimetri), sono fantastici, ma
>e' improbabile poter dare loro condizioni adatte.
>Certo, se fossero conosciute le dimensioni finali dei pesci "da
>acquario" molte specie sarebbero meno diffuse, pesce rosso per primo
>(spero).
Hai ragione !!! Belli da far paura: ogni volta che ammiro il gibbiceps che
si distende, magari attaccato al vetro, o sul fondo con la pinna dorsale
e la caudale aperte alla massima estensione, resto ancora affascinato
dopo 7 anni .......
Hai anche ragione sul fatto che forse sarebbe meglio non venderli.
Per molti (come fu nel mio caso), si tratta di incauto acquisto, ed i
negozianti si guardano bene dall'avvisare che sono pesci destinati a
raggiungere dimensioni che eccedono le possibilità degli acquari
mediamente presenti nelle ns case !!!
Ho visto anch'io esemplari "enormi" in vasche di stabulazione di molti
negozi,
e certamente si tratta di esemplari "riportati" da clienti che non potevano
più
ospitarli nei loro acquari; Voglio sperare che tali restituzioni non
avvengano
a cuor leggero, poichè ogni volta che ne vedo alcuni nelle vasche di
stabulazione
mi domando che fine facciano poi, visto che i negozianti non possono
tenerseli
se non per periodi limitati ed a tal proposito......ho solo cattivi presagi
:-((((
Per il momento mi consolo per il fatto che il mio Gibby sembra in gran
forma .......Dovrei misurarlo, ma ad occhio direi che ha già superato in
lunghezza (pinna inclusa) i 25 cm ..........
> In data 25 Aug 2005 01:27:02 -0700, Serena Pilla ha scritto:
>
> > Certo, se fossero conosciute le dimensioni finali dei pesci "da
> > acquario" molte specie sarebbero meno diffuse, pesce rosso per primo
> > (spero).
>
> ottimista.
Si, lo so che mi illudo.
Pero' vedere gente che non crede alle dimensioni da adulti di carassi,
botia e pleco mi fa rabbia, anche perche' si tratta in primo luogo di
ignoranza e poi di pigrizia.
Se degli alieni guardassero dei bambini umani non avrebbero motivo di
pensare che poi crescono, noi facciamo gli alieni con le specie del
nostro mondo!
Serena
Questa č una cosa che ancora non ho capito neanch'io, a dire il vero.
Conosco gente che ha tenuto il pesce rosso in boccia da 10-15 litri per
almeno quattro anni, e il pesce non ha mai superato i 7-8cm di
lunghezza. E non č un caso isolato: se invece che quattro mi limito a
un paio d'anni ne conosco diversi.
Immagino che sia perché l'ambiente ridotto ne limita la crescita. Ma
allora, se č cosě, perché dare le dimensioni massime raggiungibili in
lago, quando quelle dimensioni non saranno mai raggiunte in acquario?
Leggo che qualcuno a questa domanda risponde che il pesce č forzato a
rimanere nano e ne soffre. Ma č vero? Tempo fa Enrico diceva che ci
sono ciclidi africani che in acquario raggiungono dimensioni doppie che
in natura, e altri che si comportano all'opposto. Cosa se ne deve
dedurre?
La risposta piů naturale mi sembra che i pesci, diversamente dai cani,
rispondono alle condizioni ambietali anche modulando la propria
crescita, ma non sono in grado di sapere se questa risposta č sensata.
Questa č una cosa che ancora non ho capito neanch'io, a dire il vero.
> Conosco gente che ha tenuto il pesce rosso in boccia da 10-15 litri per
> almeno quattro anni, e il pesce non ha mai superato i 7-8cm di
> lunghezza.
ti sei risposto da solo.
un pesce rosso puo' vivere decenni.
Alessio
--
Nessuno e' mai fallito per aver sottovalutato l'intelligenza del popolo
americano.
ICQ Address: 22369130
Non è il mio caso.
Non sono nè ignorante nè pigro.
Mi correggo, se per ignorante intendi colui/colei che ignora qualcosa,
allora sono sommamente ignorante.
Nel caso del gibbiceps, è l'unico errore rilevante che ho
commesso in molti anni (ovviamente ne ho commessi molti altri,
ma più sul versante piante).
Comunque non accampo scuse del tipo "non fui avvisato dal
negoziante", alla fine la colpa è di chi commette un incauto
acquisto, quindi mia.
Non so quali siano le tue fonti, ma conosco le mie, e per quanto
riguarda Glyptoperichthys Gibbiceps, le fonti che indicano la sua
lunghezza fino a 50 cm sono diverse, molte delle quali però indicano
che in acquario non possa superare i 30 cm; Semmai il problema è
che omettono di menzionare il "nanismo indotto" e le conseguenze
da esso derivanti, come invece citi tu, e ti ringrazio, anzi se mi puoi
indicare qualche URL o la bibliografia di riferimento, cercherò di
approfondire il tema.
Un discorso simile vale per Botia Macracanthus, solitamente
indicato come lunghezza max a 30cm, salvo poi indicare che in
acquario questa dimensione praticamente si dimezza ......
La mia quindi non era incredulità, ma piuttosto la richiesta di
conferma che i dati da te indicati si riferissero alle dimensioni
in natura.
Infine, il mio post era relativo alla possibile convivenza tra scalari
e botia, e su questo non ho avuto alcun commento.
Il fattore spazio cha ha assorbito la discussione è senz'altro
determinante, e quindi non immetterò gli scalari, ma la mia
curiosità sulla loro possibile convivenza con i botia resta, proprio
perchè le fonti sono altamente contraddittorie, e conoscere il
parere di chi magari ha fatto l'esperienza aiuterebbe gli ignoranti
come me ad evitare errori che sarebbero poi pagati dai pesci.
Non mi pare di ver trovato THREADS specifici nelle FAQ di IHA
ma potrebbe essere stata una mia svista.
Grazie ancora a quanti mi aiuteranno.
> Infine, il mio post era relativo alla possibile convivenza tra scalari
> e botia, e su questo non ho avuto alcun commento.
premesso che per questioni di spazio (e non solo) non ho mai allevato botia
tenderei a dire che se i tuoi esemplari sono pacifici e non disturbano i
loro attuali coinquilini e' /probabile/ che non avrebbero problemi di
convivenza nemmeno con gli scalari.
Il problema e' che se non fosse cosi' dovresti avere una "via d'uscita"
pronta: o botia o scalari a qualcuno li dovrai "rifilare"..
IMHO comunque nel tuo caso hai un sacco di pesci che occupano
/prevalentemente/ la zona bassa della vasca ma nessuno che stia "in alto" e
quindi, a patto di tenere sotto controllo l'inquinamento con un regime di
cambi adeguato (ad occhio direi *almeno* un 40l/settimana ma niente meglio
di qualche test NO3 magari incrociato con PO4 te lo sa dire) due scalari
potresti anche metterceli.
se sono piccoli ne puoi mettere anche 4-5.. ma mettendo gia' a preventivo
di non tenere piu' di una coppia di adulti in 180l, indipendentemente dai
coinquilini.
piuttosto.. nessun problema di convivenza tra ram e gli altri?
Alessio
--
"Basta con questa vita, voglio farmi una famiglia". "Esagerato..fatti solo
la più carina di tutta la famiglia" -- Alessandro Bergonzoni
ICQ Address: 22369130
> Il fattore spazio cha ha assorbito la discussione è senz'altro
> determinante, e quindi non immetterò gli scalari, ma la mia
> curiosità sulla loro possibile convivenza con i botia resta,
Ciao, io mi sto sentendo un po' una cacchetta perchè ho 5 botia in acquario
:-) Tempo fa avevo anche gli scalari insieme a loro, e devo dire che
problemi di convivenza non ce ne sono mai stati, i botia anche se vivaci si
stuzzicano tra di loro, le pinne non gliele hanno mai mangiate, nemeno i
lunghi "baffi", e al momento del pasto gli scalari non si facevano
intimorire dalla loro irruenza.
Io però gli scalari li ho dati via, perchè comunque non sarebbero mai
riusciti a riprodursi e a far crescere i loro avannotti con la presenza dei
botia, e quindi sarebbe stata comunque per loro una forzatura.
--
Ciao :-)
Anita - Masone (GE)
www.ithobbyacquari.org
www.vergari.com/AcquariHome.asp
- - -
Per imparare dai propri errori bisogna
prima accorgersi di starli commettendo.
> premesso che per questioni di spazio (e non solo) non ho mai allevato
> botia
> tenderei a dire che se i tuoi esemplari sono pacifici e non disturbano i
> loro attuali coinquilini e' /probabile/ che non avrebbero problemi di
> convivenza nemmeno con gli scalari.
Per curiosità, te che vasca hai Alessio?Non lho mai capito,eppure ebbiamo
conversato tanto..ehehehe :)
Hai ragione su tutta la linea ......Del resto come già dicevo a Serena,
ho abbandonato l'idea, almeno sino al giorno in cui dovessi riuscire
ad allestire una seconda vasca .....che non avverrà a breve :-(
Agli scalari avevo pensato proprio per via del fatto che tenderebbero
a stazionare a mezz'acqua, ma immettendone 5, tre sarebbero poi
di troppo una volta cresciuti .......ed essendo io contrario alla
restituzione
al negoziante (vedi considerazioni sui gibbiceps.....), non mi va l'idea, e
quindi, questa è un'ulteriore ragione per resistere alla tentazione.
Vengo alla tua domanda sui ram .....no, nessun problema.
Anzi, il "Gibby-Lochnes" sembra avere molto riguardo nei loro
confronti .....probabilmente perchè non li considera nemmeno, quindi
quando se la vuole prendere con qualcuno, sono i botia che gli fanno
da bersaglio, ma essendo più agili, battono in ritirata ......
Sui ram, quando li comprai erano davvero piccoli, ed in seguito anche
cresciuti non si formavano le coppie e non avevano sviluppato alcun
comportamento territoriale ......
Una coppia si è poi formata, ma solo quando ho perso una femmina,
semplicemente sparita, ed ora che il comportamento territoriale si è
manifestato, per la coppia il territorio è l'intero acquario, il che
significa
che sia il maschio che la femmina scacciano continuamente il maschio
solitario :-(((( Fortuna che date le loro dimensioni, di spazio e di
nascondigli tra la "giungla" ne trova ......per defilarsi.
Probabilmente, tenterò di riportare equilibrio, immettendo una femmina
non appena trovo un negoziante con esemplari che mi ispirano e che sia
disposto a vendermi la sola femmina.
Ma non so se faccio bene .......visto che la coppia dominante al momento
non vorrà rinunciare al dominio sull'intero acquario !?!?!?
Insomma non vorrei ritrovarmi con due "bastonati" in luogo di uno solo !!
Ciao
Astro
> La risposta più naturale mi sembra che i pesci, diversamente dai cani,
> rispondono alle condizioni ambietali anche modulando la propria
> crescita, ma non sono in grado di sapere se questa risposta è sensata.
Mentre un tacchino che vive in una gabbia grande come lui crsce come uno
che vive in libertà per i pesci è diverso. La differenza sta nel medium
,l'acqua. Un ipotesi è che essi secernono ormoni che quando superano una
certa soglia inibiscono la crescita. Tanto più è piccola la vasca tanto più
tali mediatori si concentrano.
Comunque su questo campo non esiste niente di dimostrato
grazie per questa indicazione, che sembra confermare l'opinione
secondo cui le botia macracantha non attaccano altri pesci se
posono dedicarsi alle lotte rituali tra conspecifici.
Se non ricordo male, quelli che hanno segnalato sui vari news
grps di attacchi, avevano in vasca un solo esemplare di botia.
Non sentirti una cacchetta x avere 5 botia, anzi, credo proprio
che tu abbia fatto la cosa giusta immettendone 5 ....sono pesci
gregari e devono stare in gruppo.
Io limitai a 2 solo e proprio in considerazione delle dimensioni
da adulti (da sommare al gibby e al siamensis), comunque
tra i pesci che ho avuto, sono forse i miei preferiti.
Mi hanno regalato attimi indimenticabili, specie quando erano
piccoli; Sono simpaticissimi e ancora ricordo quando alle 8:30,
ogni sera, puntuali come orologi svizzeri, si rintanavano nell'incavo
di una radice dove dormivano assieme .....come facessero ad
entrarci resta un mistero .....si vedevno solo le due caudali
spuntare ........Peraltro, il fatto che andassero a dormire mi
lasciò interdetto .....pensavo che di notte dovessero essere
persino più attivi che di giorno !?!?1? Come mi pare avvenga
da quando sono adulti ......
Ma che ti sto a dire ????? proprio a te poi ?????
Complimenti per la pagina http://www.vergari.com/Acquariofilia/Botia01.asp
Sottoscrivo al 200%
Ciao
Astro
"biggia" <big...@msn.com> ha scritto nel messaggio
news:104exd9d48zl7$.hh576m326ls3.dlg@40tude.net...
>
> Per curiosità, te che vasca hai Alessio?Non lho mai capito,eppure ebbiamo
> conversato tanto..ehehehe :)
>
Con Alessio se parli di Vasca devi usare necessariamente il plurale ;-)))
PS: ho perso il conto !
Ciao
Paolo
Infatti !!
la stragrande maggioranza delle indicazioni che possiamo leggere nei
manuali ad uso acquariofilo, su riviste di settore e in gran numero sui
siti dedicati a questo splendido hobby, sembrano ammantate di valore
scientifico, ma spesso con la scienza hanno poco a che fare, mentre
più spesso hanno invece a che fare con gli interessi di note case
specialistiche produttrici di prodotti per l'acquario .......
Insomma il panorama è abbastanza sconfortante: pseudoscienza
e "molto marketing" ......
Tornando a bomba, sulle dimesioni, quello che è certo è che alcune
specie in cattività crescono di più che in natura, altre invece crescono
di meno .....Peraltro, gigantismo o nanismo da "habitat" sono noti già
da un paio di secoli .....da prima che esistessero gli acquari.
Due esempi che mi sovvengono: il Persico Sole (comune e diffuso
nei nostri bacini), importato dall'America, da noi ha dimensioni che
sono circa la metà di quelle che raggiunge nel suo habitat originale.
Di contro il Pesce siluro (Silurus glanis, Fam. Siluridae)
nelle acque del Po, cresce di più che non nei fiumi delle regioni
dell'Europa orientale da cui proviene (acque più fredde).
Serena accennava a malattie che si svilupperebbero in conseguenza
del "nanismo" indotto dalla cattività in spazi ristretti.
La cosa in se potrebbe anche essere plausibile, ma sembra che sia
scarsamente documentata ...Io almeno non ho mai trovato articoli
che ne parlassero in termini espliciti, per questo le ho chiesto di
indicarmi siti e/o riferimenti a bibliografia.
Non si finisce mai di imparae !!
Nel frattempo, registro che se ci sono acquariofili che affermano di
aver allevato botia che sono vissuti per 20 anni, e questo senza mai
raggiungere i fatidici 30 centimetri, beh allora delle due l'una, o questi
hanno mentito, oppure queste esperienze "vissute" tendono a
dimostrare che i botia possono campare la loro vita "sani" e "nani" ......
Se vogliamo, diostrano che l'equazione spazio ridotto=nanismo=malattie
non necessariamente si verifica.
Il tema è davvero interessante, grazie a tutti.
Ciao
Astro
> Per curiosità, te che vasca hai Alessio?Non lho mai capito,eppure ebbiamo
> conversato tanto..ehehehe :)
la piu' grande e' un ambiente 120.
la piu' piccola un vaso da meno di 10l.
Alessio
--
Per tutta la vita ho desiderato essere qualcuno, ora mi rendo conto che
sarei dovuto essere più preciso. -- Jane Wagner
ICQ Address: 22369130
> la piu' grande e' un ambiente 120.
> la piu' piccola un vaso da meno di 10l.
>
cosa c'è dentro il 120?E soprattuto il 10,c'è una pianta o cosa?
ciao :)
> cosa c'è dentro il 120?
"fritto misto".
> E soprattuto il 10,c'è una pianta o cosa?
anche.
riccia, vesicularia, neocaridina palmata, subadulto di cynops orientalis.
Alessio
--
Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese. -- Oscar
Wilde
ICQ Address: 22369130
Ma quanto spesso succede? Cioè, di venti pesci in un laghetto, quanti
superano i quattro anni? I decenni sono casi isolati o la norma?
Inoltre: in natura ci sono animali che campano molto meno che in
cattività. Cosa ne possiamo dedurre? Secondo me niente di ovvio. Dove
stanno meglio? In gabbia a poltrire e invecchiare o all'aperto a morire
presto?
> Agli scalari avevo pensato proprio per via del fatto che tenderebbero
> a stazionare a mezz'acqua, ma immettendone 5, tre sarebbero poi
> di troppo una volta cresciuti
l'alternativa e' comprare una coppia gia' adulta. costa un po' i piu'.. ma
non uno sproposito.
> Una coppia si è poi formata, ma solo quando ho perso una femmina,
> semplicemente sparita, ed ora che il comportamento territoriale si è
> manifestato, per la coppia il territorio è l'intero acquario,
premesso che di ram ne so pochissimo: hanno a disposizione degli spazi non
devastabili dal gibbi e dei botia?
mai assistito a deposizioni?
> Ma non so se faccio bene .......visto che la coppia dominante al momento
> non vorrà rinunciare al dominio sull'intero acquario !?!?!?
> Insomma non vorrei ritrovarmi con due "bastonati" in luogo di uno solo !!
boh.
il problema vero e' che secondo me quella coppia non ha scelto quale
dev'essere il suo territorio.
Da sguardi rapidi in vasche di comunita' con ram ho l'impressione che non
sia una cosa rara.
Ad ogni modo ripristinando la parita' dei sessi /male che vada/ gli
attacchi si distribuiscono su due pesci invece che su uno. Dovrebbero avere
spazio sufficiente per entrambe le coppie.. posto che l'esuberanza dei
compagni (botia & c) non sia per loro un problema (in realta' la mia
domanda si riferiva a questo, non ad attacchi diretti).
Alessio
--
Lui e' il tipo di persona che rende nervoso il caffe' -- Leopold Fetchner
ICQ Address: 22369130
Io so che i plecostomo diventano enormi in qualsiasi vasca. Probabilmente ci
sara' qualche specie che si autolimita ma, comunque, e' innaturale. Molto
piu' che tenerli in acquario.
--
Maurizio Ghelli - Firenze
www.maughe.it/faq/faq.htm Ci sono le FAQ del newsgroup
Iscrivetevi numerosi alle associazioni acquariofile
Indirizzi a: http://www.gafonline.it
> Ma quanto spesso succede? Cioè, di venti pesci in un laghetto, quanti
> superano i quattro anni?
io credo che lo faccian tutti senza problemi.
Sempre che il laghetto sia adatto ad ospitare 20 pesci rossi grossi e non
ci siano predatori.
> I decenni sono casi isolati o la norma?
AFAIK la norma.
> Inoltre: in natura ci sono animali che campano molto meno che in
> cattività. Cosa ne possiamo dedurre? Secondo me niente di ovvio. Dove
> stanno meglio? In gabbia a poltrire e invecchiare o all'aperto a morire
> presto?
secondo me si dovrebbe valutare caso per caso.
il discorso e' comunque troppo complesso per essere affrontato da noi qui,
dato che i parallelismi con l'uomo sono facili e sfociano in questioni
etiche irrisolvibili.
Ad ogni modo immagino che se hai scelto di tenere un acquario e' perche' tu
pensi che il pesce stia meglio ingabbiato a invecchiare (e io credo che sia
anche vero, SE gli viene fornito l'ambiente adatto).
L'esempio classico sono i conchigliofili che in natura non si allontanano
di piu' di 30cm dal loro territorio, o i pesci pagliaccio che non si
allontanano dalla loro anemone: questi pesci non possono che trarre
giovamento dall'allevamento in acquario (assenza di predatori e cibo
assicurato) se ne sono rispettate le esigenze.
Piu' difficile e' stabilire se due ancistrus stiano meglio in una vasca da
200l che in natura: io spero sempre che i miei preferiscano il mio acquario
ai fiumi sudamericani, ma chissa'.
Io ho dei dubbi gia' sugli scalari.. una coppia in 200l ci vive bene, si
puo' riprodurre, raggiungere la sua dimensione massima.. ma non puo' vivere
socialmente come farebbe in natura.
con questa premessa credo sia evidente che IMHO costringere un pesce al
nanismo non sia l'atteggiamento giusto con il quale avvicinarsi (o col
quale vivere) l'acquariofilia. Per questo non mi passa nemmeno per la testa
di comprare un botia macracantha e rabbrividisco nel vedere un pesce rosso
in una vaschetta da 10l.
Alessio
--
Bambini? Preferisco cominciarne cento che finirne uno. -- Paolina Bonaparte
ICQ Address: 22369130
Daccordissimo, però la discussione sembra orientarsi verso la
certezza che stiamo parlando di "nanismo" indotto da limiti di spazio
e non più quindi, di eventuali capacità autolimitanti, che potrebbero
anche non comportare "sofferenze" o cagionare "malattie" ai nostri
ospiti pinnuti .....
Non vorrei essere frainteso ....non sto cercando una versione che
sia tranquillizzante per le coscienze .....ma come ho già detto in
questo thread, non mi sono mai imbattuto in un articolo che
trattasse questo tema, indicando in modo non equivoco che il
fenomeno della crescita limitata (o forse dovremmo dire
rallentata), sia da qualificare come "nanismo".
Allo stesso modo, non ricordo alcuna trattazione che qualifichi
come "gigantismo" quei casi di specie che in ambienti diversi dal
loro areale di origine crescono di più (maggiore velocità di crescita
e maggiori dimensioni raggiunte).
Inoltre, i testi e gli articoli che danno indicazioni su dimensioni e
longevità, solitamente indicano che in acquario i pesci campano
più a lungo che in natura (ovviamente assumendo che chi li ospita
sia in grado di garantire le condizioni necessarie e fatte salve alcune
eccezioni alla pseudo-regola); Ebbene, sono scettico......
Mi sembra per l'appunto una versione pro acquariofili, ma questo
è quello che si trova sulla stampa specialistica .....
Spero che Serena Pilla rientri in questo thread, e che magari mi/ci
possa indicare articoli sull'argomento.
Lo stesso vale per chiunque avesse dei riferimenti utili sull'argomento
Ciao
Astro
Una sola volta, e la femmina aveva scelto il fondo, scavando con l'aiuto del
maschio un piccolo avvallamento (chiamarla buca sarebbe eccessivo).
Ho potuto assistere solo ai preparativi e NON alla vera e propria
deposizione, che quindi non so se sia poi veramente avvenuta !?!?
Se così è stato, le uova non hanno resistito una sola nottata (botia gnam
!!)
>> Ma non so se faccio bene .......visto che la coppia dominante al momento
>> non vorrà rinunciare al dominio sull'intero acquario !?!?!?
>> Insomma non vorrei ritrovarmi con due "bastonati" in luogo di uno solo !!
>
> boh.
> il problema vero e' che secondo me quella coppia non ha scelto quale
> dev'essere il suo territorio.
> Da sguardi rapidi in vasche di comunita' con ram ho l'impressione che non
> sia una cosa rara.
> Ad ogni modo ripristinando la parita' dei sessi /male che vada/ gli
> attacchi si distribuiscono su due pesci invece che su uno. Dovrebbero
> avere spazio sufficiente per entrambe le coppie.. posto che l'esuberanza
> dei compagni (botia & c) non sia per loro un problema (in realta' la mia
> domanda si riferiva a questo, non ad attacchi diretti).
>
Scusa, avevo frainteso.
Temo propio che l'esuberanza sia eccessiva ........
Del resto non mi sono mai aspettato di assistere alla schiusa delle uova
di questi come di altre precedenti coppie (es. colisa Laila)
Per questo in un futuro anteriore non prossimo :-(((( mi piacerebbe
allestire un secondo acquario, più piccolo, da adibire ad una coppia
di ram (o altri ciclidi nani) .....
Ciao
Astro wrote:
> Daccordissimo, però la discussione sembra orientarsi verso la
> certezza che stiamo parlando di "nanismo" indotto da limiti di spazio
> e non più quindi, di eventuali capacità autolimitanti, che potrebbero
> anche non comportare "sofferenze" o cagionare "malattie" ai nostri
> ospiti pinnuti .....
Esiste una letteratura in materia. Il "nanismo" e' un fenomeno presente
anche in natura e non ha a che vedere con lo "spazio" ma presumibilmente
con altre esigenze ambientali e piu' probabilmente genetiche.
A questo proposito circola uno studio sul "Persico sole" Lepomis
gibbosus (mi spiace non poter citare a memoria la fonte) dato che questo
pesce e' spesso soggetto al fenomeno e si conoscono biotopi che ospitano
contemporanemanete varieta' "nane" e varieta' "normali".
Credo che solo la genetica possa dare una risposta al quesito sui motivi
di tali alterazioni/evoluzioni.
In definitiva pero' la questione acquariofila pare fuori causa.
Parrebbe che i nanismi da cattivita' non siano "nanismi" ma risposte
biologiche a carenze specifiche, forse ancora totalmente da individuare.
> questo thread, non mi sono mai imbattuto in un articolo che
> trattasse questo tema, indicando in modo non equivoco che il
> fenomeno della crescita limitata (o forse dovremmo dire
> rallentata), sia da qualificare come "nanismo".
Cerchero' di recuperarti il testo citato in precedenza.
Ne avevo stampato una copia per i miei particolari interessi sui Persici
ma temo di averlo smarrito con un trasloco.
> Allo stesso modo, non ricordo alcuna trattazione che qualifichi
> come "gigantismo" quei casi di specie che in ambienti diversi dal
> loro areale di origine crescono di più (maggiore velocità di crescita
> e maggiori dimensioni raggiunte).
Questo e' un altro paio di maniche.
Alcune specie non hanno limitazioni note alla "crescita" e hanno anche
meccanismi di controllo cellulare che sono di enorme interesse per la
comunita' scientifica. E' pero' ovvio che per questi animali solo
particolari e favorevoli condizioni spingono al modificare il
metabolismo verso una crescita maggiore. Francamente non confonderei la
"crescita" con il nanismo, anche se apparentemente puo' sembrare una
banalita' legare questi 2 fenomeni, io penso che invece siano cose
profondamente diverse. La crescita cellulare e' un fenomeno abbastanza
intuitivo, l'inibizione di tale crescita NO (altrimenti avremmo gia'
sconfitto il cancro!!!).
Capacita' inibitorie con soreprendente specializzazione, associate a
capacita di crescita e ricrescita continue, sono ad esempio
riscontrabili negli squali...che sono da anni oggetto di interesse
della scienza per la loro capacita' di non essere affetti da tumori.
> Inoltre, i testi e gli articoli che danno indicazioni su dimensioni e
> longevità, solitamente indicano che in acquario i pesci campano
> più a lungo che in natura (ovviamente assumendo che chi li ospita
> sia in grado di garantire le condizioni necessarie e fatte salve alcune
> eccezioni alla pseudo-regola); Ebbene, sono scettico......
Non c'e' bisogno di essere scettici. E' vero ed e' riscontrabile
facilmente utilizzando le banche dati a nostra disposizione.
Questi studi di solito vengono svolti facendo censimenti delle eta'
presunte del pesce edibile pescato in quantita', per poi incrociare il
dato con quello degli allevamenti di specie analoghe.
Un caso eclatante (crescita e longevita') e' quello del luccio, della
carpa o della spigola, pesci dei quali si ha un buon bacino di osservazione.
I dati non sono dubbi...non ammettono troppi scetticismi.
> Mi sembra per l'appunto una versione pro acquariofili, ma questo
> è quello che si trova sulla stampa specialistica .....
E' anche quello che si trova sui bollettini della FAO riguardo al
ciclide piu' famoso del mondo...la Tilapia
> Lo stesso vale per chiunque avesse dei riferimenti utili sull'argomento
Non ho potuto citare fonti e riferimenti...sono lontano dal mio "studio".
Cerchero' di colmare la mancanza.
Grazie per gli splendidi spunti di discussione.
Andrea
>> Inoltre, i testi e gli articoli che danno indicazioni su dimensioni e
>> longevità, solitamente indicano che in acquario i pesci campano
>> più a lungo che in natura (ovviamente assumendo che chi li ospita
Scusami, ovviamente il mio discorso era esteso a "allevamento e
cattivita'" non all'acquario.
E' comunque un discorso relativo all'ambiente controllato (da un punto
di vista di predazione e batteriologico) e nutrito...vale (nelle giuste
condizioni) sicuramente anche per l'acquario.
Gli acquariofili non hanno una base dati sufficiente a suffragare
l'affermazione che e' ovviamente "rubata" ai grandi allevamenti.
Ciao
Andrea
Ecce Pisces !!!! Ho citato il Persico Sole ed il Siluro, in altro passagio
di questo stesso thread, forse in modo un pò approssimativo, ma si trattava
del vago ricordo di letture fatte 15 anni fa :-(((((
> Credo che solo la genetica possa dare una risposta al quesito sui motivi
> di tali alterazioni/evoluzioni.
> In definitiva pero' la questione acquariofila pare fuori causa.
> Parrebbe che i nanismi da cattivita' non siano "nanismi" ma risposte
> biologiche a carenze specifiche, forse ancora totalmente da individuare.
>
Buono a sapersi !!! Quindi Franceso aveva fondamentalmente dato
la stessa risposta a cui si aggiunge ora la tua.
Siamo lungi dalla certezza, ma aumenta la confidenza !! Thanks
>> questo thread, non mi sono mai imbattuto in un articolo che
>> trattasse questo tema, indicando in modo non equivoco che il
>> fenomeno della crescita limitata (o forse dovremmo dire
>> rallentata), sia da qualificare come "nanismo".
>
> Cerchero' di recuperarti il testo citato in precedenza.
> Ne avevo stampato una copia per i miei particolari interessi sui Persici
> ma temo di averlo smarrito con un trasloco.
>
Grande :-))))
spero + per te che x me che tu lo possa ritrovare !!!!
>> Allo stesso modo, non ricordo alcuna trattazione che qualifichi
>> come "gigantismo" quei casi di specie che in ambienti diversi dal
>> loro areale di origine crescono di più (maggiore velocità di crescita
>> e maggiori dimensioni raggiunte).
>
> Questo e' un altro paio di maniche.
> Alcune specie non hanno limitazioni note alla "crescita" e hanno anche
> meccanismi di controllo cellulare che sono di enorme interesse per la
> comunita' scientifica. E' pero' ovvio che per questi animali solo
> particolari e favorevoli condizioni spingono al modificare il metabolismo
> verso una crescita maggiore. Francamente non confonderei la "crescita" con
> il nanismo, anche se apparentemente puo' sembrare una banalita' legare
> questi 2 fenomeni, io penso che invece siano cose profondamente diverse.
> La crescita cellulare e' un fenomeno abbastanza intuitivo, l'inibizione di
> tale crescita NO (altrimenti avremmo gia' sconfitto il cancro!!!).
>
Detto così è l'uovo di Colombo, ma non ci sarei arrivato senza il
tuo aiuto (illuminante) - Thanks again !!!!!
Terzo Grazie di quattro (l'ultimo segue a breve ...)
>
> Grazie per gli splendidi spunti di discussione.
>
> Andrea
>
Sono io che ringrazio, con il Quarto Grazie di Quattro !!!!
Astro
A questo mi riferivo quando dicevo che sulla bibliografia ad uso
acquariofilo, ho avuto spesso la "sensazione" che il taglio di certe
teorie fosse di natura "derivata" da materiale prodotto in altri
contesti: esempio quello industriale e/o scientifico, in quest'ultimo
caso però, con la difficoltà di rendere una buona traduzione dal
gergo "scientifico/specialistico" a quello di noi comuni mortali.
La base dati si incrementerà in modo esponenziale grazie alle
nuove tecnologie informatiche, e i News Group giocano un
ruolo importante.
La mia obiezione di fondo comunque è che anche in presenza
di dati statisticamente probanti, questi saranno autoreferenziati.
In altre parole, potremo forse sapere quale dovrebbe essere il
corso vitale "ottimale" di una data specie in acquario, ma questo
ancora non ci dirà se e quanto questo svolgersi sia simile a
quello "naturale" .......Occorrerebbero dati incrociati, delle
osservazioni in cattività (acquario) ed in natura, per rendere
possibile la comparazione (la faccenda si complica.....)
Questo discorso mi porterebbe ad apripre un'altra discussione,
e considerando che da Lunedì prossimo riprendo a lavorare,
temo di non averne il tempo, comunque mai dire mai :-))))
Ciao
Astro
Ciao
Astro
> Daccordissimo, però la discussione sembra orientarsi verso la
> certezza che stiamo parlando di "nanismo" indotto da limiti di spazio
> e non più quindi, di eventuali capacità autolimitanti, che potrebbero
> anche non comportare "sofferenze" o cagionare "malattie" ai nostri
> ospiti pinnuti .....
in effetti non mi sono spiegato bene.
AFAIK in molti ciclidi le variazioni di dimensione possono essere indotte
dalla presenza di un dominante (e la crescita riprende quando quest'ultimo
viene allontanato).. in questo ed in altri casi questo nanismo indotto non
mi crea particolari disturbi in quanto facente parte di un comportamento
naturale anche piuttosto interessante da osservare.
nel caso del gibbi tu stesso dici che e' cresciuto fino a 25cm anche in
180l.. ed io fatico ad immaginarmi un bestione del genere muoversi sul
fondo della vasca (dopodiche' i motivi che adduci per non riportarlo in
negozio sono sacrosanti.. ma voglio sperare che il giorno che questo
dovesse morire tu non andresti a comprarne un altro).
Lo stesso AFAIK vale per i botia. /Si legge/ che andrebbero tenuti in
gruppi di almeno 4-6 esemplari e per poco che crescano un 15-20cm mi sembra
diventino bene o male in qualsiasi vasca (se non muoiono "nel tentativo").
> Inoltre, i testi e gli articoli che danno indicazioni su dimensioni e
> longevità, solitamente indicano che in acquario i pesci campano
> più a lungo che in natura
in assenza di predatori, catastrofi atmosferiche, carestie e nel rispetto
delle esigenze (anche di spazio) dello stesso e' normale che un pesce viva
piu' a lungo.
Prova a infilare 4 scalari in 100l e dimmi quanti di loro raggiungono le
dimensioni di un pesce adulto.. e quanto vivono.
> Spero che Serena Pilla rientri in questo thread, e che magari mi/ci
> possa indicare articoli sull'argomento.
> Lo stesso vale per chiunque avesse dei riferimenti utili sull'argomento
in realta' a me qualcosa in proposito sembra di aver letto (AFAIR il focus
era proprio sui botia).. ma e' passato del tempo, non saprei proprio dove
andare a cercare.. quindi in pratica (per quanto riguarda il topic).. e'
come se non l'avessi fatto.
Alessio
--
"Drive defensively. Buy a tank."
ICQ Address: 22369130
Sai se questo vale cneh per i ram ?
> nel caso del gibbi tu stesso dici che e' cresciuto fino a 25cm anche in
> 180l.. ed io fatico ad immaginarmi un bestione del genere muoversi sul
> fondo della vasca (dopodiche' i motivi che adduci per non riportarlo in
> negozio sono sacrosanti.. ma voglio sperare che il giorno che questo
> dovesse morire tu non andresti a comprarne un altro).
>
Sbagliare è umano, perseverare è diabolico
> Lo stesso AFAIK vale per i botia. /Si legge/ che andrebbero tenuti in
> gruppi di almeno 4-6 esemplari e per poco che crescano un 15-20cm mi
> sembra
> diventino bene o male in qualsiasi vasca (se non muoiono "nel tentativo").
>
>> Inoltre, i testi e gli articoli che danno indicazioni su dimensioni e
>> longevità, solitamente indicano che in acquario i pesci campano
>> più a lungo che in natura
>
> in assenza di predatori, catastrofi atmosferiche, carestie e nel rispetto
> delle esigenze (anche di spazio) dello stesso e' normale che un pesce viva
> piu' a lungo.
accordato ....diciamo che la ns logica ci suggerisce che questo debba
"normalmente" accadere, ma citavo la longevità (agevolata dalle ragioni
che tu hai elencato), a sostegno della possibilità che i ns amici pesci
possano vivere a lungo anche se "autolimitando" la loro crescita.
Il punto del contendere era l'assunto carenza spazio=nanismo=malattie,
che sviluppato in altri termine equivarrebbe a "mala-vita e breve"
Ciao
Astro
Beh, tu comincia, poi si vedrą come va a finire!
>> AFAIK in molti ciclidi le variazioni di dimensione possono essere indotte
>> dalla presenza di un dominante
> Sai se questo vale cneh per i ram ?
non lo so.
non credo sia troppo plausibile in una vasca delle dimensioni della tua..
ma la mia e' una sparata "a naso" e non derivata dall'esperienza.
> Il punto del contendere era l'assunto carenza spazio=nanismo=malattie,
> che sviluppato in altri termine equivarrebbe a "mala-vita e breve"
come gia' detto IMHO questo assunto e' valido per alcune specie e non per
altre.. e la sua validita' dipende anche dalle dimensioni delle vasche.
Alessio
--
Viviamo in un epoca di sfrenato consumismo... non fai in tempo a comprare
una cosa che subito la devi pagare. -- Corrado Guzzanti
ICQ Address: 22369130
> Nel frattempo, registro che se ci sono acquariofili che affermano di
> aver allevato botia che sono vissuti per 20 anni, e questo senza mai
> raggiungere i fatidici 30 centimetri, beh allora delle due l'una, o
> questi hanno mentito, oppure queste esperienze "vissute" tendono a
> dimostrare che i botia possono campare la loro vita "sani"
> e "nani" ......
Il nanismo in genere non e' un problema grave, a meno che non siano
avvenut gravi disfunzioni quando erano piccoli che ne possono provocare la
morte. Dipende esclusivamente dall'alimentazione, quanto e come mangiano.
La grandezza della vasca e' spesso irrilevante se l'acqua e' sempre pulita
(ovvio non un botia in 100 litri). Anche in natura la stessa specie puo'
avere dimensioni diversea seconda sel sito di alimentazione. In acquario
puo' esserci pero' un fattore limitante che e' l'aggressivita'
intraspecifica per cui alcuni fermano volontariamente la crescita per poi
riprenderla in mancanza di rivali.
Ciao Enrico
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Spero che Serena Pilla rientri in questo thread, e che magari mi/ci
> possa indicare articoli sull'argomento.
> Lo stesso vale per chiunque avesse dei riferimenti utili sull'argomento
No, non ho riferimenti di articoli riguardo l'argomento, ne ho sentito
parlare senza aver mai avuto tracce concrete.
Vedo pero' che la discussione non si e' minimamente fermata e che studi
del genere, per quanto non propriamente in acquario, sono stati
compiuti: e' sicuramente un buon inizio, e magari il tuo Gibbicepes
potrebbe contribuire...
Serena
Detta cosi', mi sa tanto che mi stai coglionando!
:-DDD
ROTFL
E vai a capire come fanno...:-DDDDD
il sistema endocrino influenzato da afferenze neuronali lo hanno inventato
a quello scopo
Ciao
"AbAcAb" <and...@infogroup.it> ha scritto nel messaggio
news:4312299F...@infogroup.it...
Il mio Gibby è fantastico :-))))
Stimolato da questa discussione, l'altra sera ho approfittato
per misurarlo mentre era attaccato al vetro ........
Mi sa che ad occhio (forse x autosuggestione) lo avevo
allungato un pochino, quando ho detto che aveva già raggiunto
la taglia di 25cm .......In realtà, all'età di 7 anni (trascorsi sempre
in buona salute), misura "solo" 21cm (coda inclusa)
Astro
"Serena Pilla" <lock...@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:1h20zbk.1xsh670ntgpzwN%lock...@inwind.it...
Scherzavo.
Ciao
Non sono esperto ma da quanro leggo non mi sembra la stessa cosa...
Puoi spiegare?
Grazie
Ciao
Andrea
Completo la risposta...mi hai incuriosito e mi sono pescato un po' di
letture...quella che ho adesso per le mani e':
"Ferdinando Valentini La Risposta Neuroendocrina allo Stress"
(si, lo so, lavorare la notte fa strani effetti)
Gli ho dedicato poco tempo ma mi e' subito nato il dubbio del "corto
circuito" analitico...
Io ho cercato di portare avanti la tesi per la quale il "nanismo" che
esiste in natura in biotopi privi di particolari condizioni e dove
convivono esemplari "normali" non ha a che vedere con condizioni
di mancata crescita dovute allo stress che per quanto possibili, io
ritengo molto meno frequenti in natura (cioe' non in cattivita').
Quindi il nanismo in natura e' qualcosa di diverso..per me.
Questo testo, che mi e' ostico ma e' anche interessantissimo, elenca gli
effetti del meccanismo "stress"...effetti devastanti sulle funzioni
biologiche e vitali...incluso il mancato sviluppo con gravi carenze.
Ma allora...e qui provo una parvenza di sintesi, e' vero' che il nanismo
osservato in acquario e' una disfunzione, un malessere (e pure molto grave)?
Dal tuo ultimo intervento, si dovrebbe deudurre di Si'...
Era questo il quesito originario.
Illuminami, o almeno fammi capire tu come la pensi dato che (mi pare)
dimostri di possedere le conoscenze per una visione piu' ampia.
Grazie infinite
Andrea