Si disastro è purtroppo la parola giusta, il 98 è cominciato per me
veramente male.
Veniamo ai fatti:
16 dicembre 1997: mi trovo presso il mio negoziante e vedo in una vasca tre
pesci marini che ritengo splendidi: un pesce scatola (non ricordo il nome),
uno parachanturus hepatus, e soprattutto un pesce balestra pagliaccio
(conspicillum) da sempre nei miei sogni di acquariofilo (si alterna in
realtà a donne nude :-)))
In vista del natale chiedo il prezzo al commesso del negozio il quale mi
dice che i tre esemplari non sono in vendita perchè acquistati per la vasca
di nuova costruzione del titolare del negozio.
Conoscendo all'incirca il prezzo di questi esemplari me ne trono a casa
quasi contento di non averli potuti acquistare.
22 dicembre: torno nel negozio e vedo ancora in quella vasca gli stessi
pesci (piccoli ma magnifici). Chiedo di nuovo al commesso e vengo a sapere
che sono in vendita tutti e tre a Lire 450.000. Lo ritengo un buon prezzo,
gli esemplari sono vivaci, si avvicinano al vetro, mangiano con voracità, il
muco sembra a posto.
Li porto a casa e seguo tutte le solite procedure per l'inserimento (dopo
aver speso mezzo milione le ho seguite con maggiore attenzione).
I nuovi ospiti si trovano subito a loro agio, il solo balestra viene appena
infastidito da un amphiprion clarcki, ma si difende anche troppo. Tutti
mangiano da subito senza nessuna problema.
24 dicembre sul pesce scatola appaiono dei puntini bianchi.
Io possiedo tre acquari, due marini ed un dolce, ho avuto tanti ospiti ed ho
accumulato una discreta esperienza, ma mai mi sono scontrato con nessun tipo
di malattia fino ad ora ed in questo campo sono il più inesperto degli
inesperti, mi rivolgo quindi al negoziante il quale mi consiglia un prodotto
(non ho qui il nome) per Odinium (??).
Nota: i puntini sono biancastri, sottopelle come dei brufoletti.
Sposto il pesce in un secchio provvisto di areatore e riscaldatore (in vasca
ho degli invertebrati) e effettuo un trattamento di 4 ore. Il giorno dopo
ripeto il trattamento.
26 dicembre: me ne vado in vacanza a New York (padre snaturato).
1 gennaio: mi telefona mio padre e mi annuncia la morte del pesce scatola.
2 gennaio: mi telefona ancora mio padre (maledetto) e mi annuncia il decesso
del balestra.
3 gennaio torno a casa e trovo la seguente situazione:
Il parachanturus hepatus non ha puntini bianchi, ma si strofina sulle rocce
e si è rovinato tutta la pelle, un anthias presenta una piccola chiazza
rossa sottopelle, altri ospiti non presentano segni evidenti, ma non
mostrano neanche il solito aspetto "vivo".
Nella vasca, prima dell'inserimento dei nuovi ospiti la situazione era
questa: nitrati 40 mg/l, nitriti assenti, ammoniaca assente, KH 12, GH > 15,
PH 8.2 temperatura 26°C. Non inserivo nessun altro pesce da diversi mesi.
Per finire due domande:
A) cosa devo fare alla vasca.
B) cosa devo fare al negoziante.
Grazie
N.B. Del commesso mi fido, lo conosco da anni e non credo che mi abbia
passato una fregatura volontariamente, e gli esemplari li avevo osservati
attentamente senza notare nulla di strano. In più questi esemplari erano
stati in esposizione per almeno una settimana.
--
Paolo Bernardi
Piazza Scotti, 17
00151 ROMA
Email: p.ber...@sintecom.com
Socio C.I.R. Club Ittiologico Romano
Paolo Bernardi ha scritto nel messaggio <68qjp1$6...@mikasa.iol.it>...
>MESSAGGIO LUNGO
>
>Si disastro è purtroppo la parola giusta, il 98 è cominciato per me
>veramente male.
>Veniamo ai fatti:
[cut]
>Per finire due domande:
>A) cosa devo fare alla vasca.
E' sicuramente un bel casino. Trattamenti per disinfestare la vasca sono
impossibili in presenza di invertebrati. Non mettere pesci (per un mese
almeno) controllando che i rimanenti non presentino sintomi.
>B) cosa devo fare al negoziante.
Non vorrei essere di parte ma in questa situazione ci sono passato tante
volte (sia come cliente che come fornitore). Per prima cosa se il pesce
mangia e non presenta sintomi è impossibile sapere se ha in incubazione
qualche malattia quindi l'unico sistema sicuro (?) è quello di lasciarlo dal
negoziante per un mese prima di acquistarlo. Per seconda cosa mi permetto di
dirti che non mi sembrava il caso di comprare tre pesci marini (tutti
assieme) alla vigilia di un imminente viaggio oltreoceano. Probabilmente se
avessi avuto il tempo di curarli per bene (ci vogliono 10 giorni) si
sarebbero ristabiliti tutti. Ma ormai quel che è fatto è fatto. Speriamo che
non si sia insediata la malattia nell'acquario.
Ciao.
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
Armondi Marco by AQUARIUM 2000
°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°
è più facile che si tratti di Criptocarion irritans che non di oodinium.
L'Oodinium si presenta con puntini talmente piccoli da non essere
facilmente visibili, infatti è più facile notare una certa infarinatura
biancastra che non i singoli puntini. Il cryptocarion invece è più
visibile: i puntini sono intorno a 1/4 mm. o anche più.
Parliamo quindi di cryptocarion: è un parassita che si insedia sotto la
pelle dei pesci dove inizia a crescere e a produrre spore. Quando le
spore sono mature il puntino scompare, ma in realtà le spore vagano
nell'acqua finchè trovano un nuovo pesce da sfruttare. Altri sintomi
sono: strofinio del pesce sulle rocce (prude!) e in fase terminale
(sigh!) respiro affannoso (attacca anche le branchie). Spesso la causa
di morte è l'insufficienza respiratoria causata dalla ricopertura delle
branchie.
Il ciclo completo sopra descritto dura 20-25 giorni alla temperatura
della tua vasca (26 gradi circa).
Il momento in cui il parassita è vulnerabile è quello che va dal
distacco delle spore fino al momento in cui esse trovano un nuovo ospite
(24-48 ore).
Si combatte con preparati a base di rame che trovi dal tuo negoziante
(se sono azzurrini-bluastri sono a base di rame generalmente).
Il cryptocarion è un parassita, ma la causa che lo scatena va cercata
altrove. Generalmente sia in natura che in cattività questo parassita è
presente, ma non riesce ad attaccare i pesci quando questi sono bene in
forma e poco stressati (non hanno viaggiato, non hanno cambiato vasca,
non hanno subito sbalzi di temperatura nè di salinità nè di pH). Succede
che in natura, ad esempio nel periodo dei monsoni, ci siano sbalzi
violenti di salinità, pH e temperatura causati dalle pioggie immense. In
questi periodi si sono rilevati casi di attacchi di parassiti nei pesci,
che peraltro si riprendono in fretta in breve tempo. La primissima causa
di un attacco è lo shock termico: basta uno sbalzo di un paio di gradi
centigradi in pochi minuti per indebolire un pesce al punto da renderlo
attaccabile (esiste anche una letteratura in proposito). Sarà ridicolo,
ma io ad esempio cerco di non comprare pesci d'inverno e sembra che
aiuti. Considera anche gli scatoloni allineati per ore in aeroporto al
freddo perchè "non ho visto che c'era scritto KEEP WARM sopra", poi in
camion, poi in vasche di stabulazione dove magari restano poco perchè
"siamo indietro con le spedizioni meno male che sono arrivati questi",
poi infine in negozio dove stanno un'oretta sul pavimento "perchè
c'erano clienti da servire", e infine arrivi tu... (Non è sempre così,
ma ha volte non ci allontaniamo tanto).
DIMMI! TU NON SARESTI ESAUSTO?
Gli acanturidi in generale e il Paracanthurus hepatus in particolare
sono molto facilmente vittime di Cryptocarion (hanno squame molto
piccole, quasi invisibili).
TRATTAMENTO
1. Se 1 pesce ha il Cryptocarion, tutti i pesci della vasca ce l'hanno
(ma non vuol dire che non lo superino) quindi o si isolano tutti i pesci
in una vasca da quarantena o nessuno.
2. In vasca da quarantena trattare per almeno 40 giorni con rame
portando LENTAMENTE la temperatura sui 27-28°. Cambiare spesso un 50%
d'acqua e ridosare il medicinale. Eventualmente controllare il dosaggio
con un misuratore di rame.
3. Se si sceglie la terapia "di gruppo" in una vasca con invertebrati
(che non tollerano minimamente il rame, così come non lo tollerano i
batteri nitrificanti...) ci sono due vie: non fare NULLA, ma assicurarsi
che tutti i parametri fisico-chimici siano ideali; se i pesci si
"rilassano" possono farcela da soli. I Pomacentridi, ad esempio, che
sono robustissimi, si prendono qualche puntino poi ce la fanno da soli.
La seconda via è usare un filtro a diatomee (costoso) che è un finissimo
filtro meccanico che trattiene particelle di pochi micron di diametro,
quindi anche le spore. Un filtro di diatomee va pulito ogni girno per
circa 40 giorni.
NOTA FINALE: molti negozianti seri (io ne ho trovato uno per fortuna)
accettano di fare un po' di quarantena in cambio di un acconto. Invece
di dargli 450k lire gli dai 50k-100k lire e loro te li tengono un
mesetto in quarantena. Se muoiono, muoiono a loro -accidenti sono un po'
cinico :-(
Non ti demoralizzare...
Alessandro
Non ti so' dare nessun consiglio su quanto ti e' successo, l'unica cosa che
posso fare e' augurarti che l'anno continui meglio di come e' cominciato :-)
Ciao
_______________________________________
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| Maurizio Ghelli |
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(((( ( |_/ )___Buon Natale e Buone Feste___( \_| ) ))))
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Per rispondermi privatamente togliere xx dal mio indirizzo
Paolo Bernardi <p.ber...@sintecom.com> scritto nell'articolo
<68qjp1$6...@mikasa.iol.it>...
> MESSAGGIO LUNGO
e soprattutto un pesce balestra pagliaccio
> (conspicillum) da sempre nei miei sogni di acquariofilo
MA DICO PORCA PUTTANA!!! TI COMPRI UN PESCE DI COTALE CALIBRO E NON LO
QUARANTENI??????? NO GUARDA, IO NUN C'HO PAROLE! (senza offesa
naturalmente)
> (si alterna in realtà a donne nude :-)))
come si alterna? le donne nude dovrebbero sovrastare il pesce, anzi le
donne in genere!
> che sono in vendita tutti e tre a Lire 450.000. Lo ritengo un buon
prezzo,
no dico, ma 'ndo sta sto negozio?
> 1 gennaio: mi telefona mio padre e mi annuncia la morte del pesce
scatola.
> 2 gennaio: mi telefona ancora mio padre (maledetto) e mi annuncia il
decesso
> del balestra.
e ancora non ti eri suicidato?
> A) cosa devo fare alla vasca.
guarda, io direi triplaflavina (se riesci a trovarla dimmi dove sei che
corro a comprarne un tir pieno) a volontè che nun dovrebbe manco far male
agli invertebrati (anzi, ne sono più che sicuro)
> B) cosa devo fare al negoziante.
più che altro quello che devi fare a te! MA LI VOI QUARANTENà STI CAZZO DE
PESCI????? il negoziante, purtroppo per te, per me e per tutti, non ha
colpa alcuna, lui non più sapere se il pesce è sano
Paolo Bernardi <p.ber...@sintecom.com> scritto nell'articolo
<68qjp1$6...@mikasa.iol.it>...
> MESSAGGIO LUNGO
>
> 26 dicembre: me ne vado in vacanza a New York (padre snaturato).
> 1 gennaio: mi telefona mio padre e mi annuncia la morte del pesce
scatola.
> 2 gennaio: mi telefona ancora mio padre (maledetto) e mi annuncia il
decesso
> del balestra.
> 3 gennaio torno a casa e trovo la seguente situazione:
> Il parachanturus hepatus non ha puntini bianchi, ma si strofina sulle
rocce
> e si è rovinato tutta la pelle, un anthias presenta una piccola chiazza
> rossa sottopelle, altri ospiti non presentano segni evidenti, ma non
> mostrano neanche il solito aspetto "vivo".
> Nella vasca, prima dell'inserimento dei nuovi ospiti la situazione era
> questa: nitrati 40 mg/l, nitriti assenti, ammoniaca assente, KH 12, GH >
15,
> PH 8.2 temperatura 26°C. Non inserivo nessun altro pesce da diversi mesi.
> Per finire due domande:
> A) cosa devo fare alla vasca.
> B) cosa devo fare al negoziante.
>
Finita la giusta espiazione mi trovo però ancora a far fronte al problema.
Lo stato della vasca è attualmente questo: mi è morto ieri uno Pseudochromis
Porpyreus (grazioso pescetto simile al gramma loreto). Un amphiprion Clarki
adulto ha gli occhi velati e il muso con le squame abbastanza rovinate. Il
parachanturus Hepatus continua a essere molto vivace e affamato, ma anche a
grattarsi e rovinare le sue squame.
Un Pomachantus imperator, uno zebrasoma flavescens, due pomacentrus e un
premnas biaculeatus sembrano non essere infettati.
La cosa che non mi torna è che in realtà questi maledetti puntini bianchi li
ho notati (e in maniera evidente) sul solo pesce scatola (mi scordo sempre
il suo vero nome, colore champagne e pallini gialli). Nessuno degli ospiti
attuali ne presenta.
Volevo chiedere tra l'altro se non mi convenga spostare nella vasca
aggiuntiva i due anemoni e curare direttamente i pesci nella vasca grande
(tra l'altro prenderli è un'impresa, perchè la vasca è di più di 400 litri e
piena di nascondigli).
Come mi devo comportare con uno stenopus hispidus (?) ed un altro crostaceo
che ho in vasca? possono essere infettati anche loro? E un'oloturia ?
Io possiedo un'altra vasca marina dove tengo solo invertebrati e una coppia
di amphiprion ocellaris, mi sono ben guardato di evitare qualsiasi forma di
contagio tra una vasca e l'altra. C'è un modo di spostare i due anemoni in
questa vasca senza rischiare? magari con un breve periodo in una terza
vasca?
Grazie a tutti per l'aiuto, anche morale
ciao
per il trasporto non ti dovresti preoccupare, non dovrebbero portare
nessuna malattia, magari sciacquali, anzi no, lascia perde che è meglio,
buttali dentro e arrivederci, tanto si porteranno dietro talmente poca
acqua, naturalmente non li butterai dentro con l'acqua dell'altro acquario,
ovvero non li mettterai in una busta e poi li sciaffi nell'acquario se no
grazie al cazzo, prendili in mano e buttali dall'altra parte se i valori
sono simili, altrimenti li acclimi e poi li butti dentro sempre a mano.
secondo me se si tratta solo di anemoni e gamberi li riporti al negoziante
e ti ci fai dare un bel pescetto.... se ci sei affezionato però..... vabhè,
se ti serve qualcosa scrivi, ok?
ciao
MRB(m...@mclink.it)
Paolo Bernardi <p.ber...@sintecom.com> scritto nell'articolo
<693530$l...@mikasa.iol.it>...
Paolo Bernardi wrote in message <693530$l...@mikasa.iol.it>...
>La cosa che non mi torna è che in realtà questi maledetti puntini bianchi
li
>ho notati (e in maniera evidente) sul solo pesce scatola (mi scordo sempre
>il suo vero nome, colore champagne e pallini gialli). Nessuno degli ospiti
>attuali ne presenta.
>
>Volevo chiedere tra l'altro se non mi convenga spostare nella vasca
>aggiuntiva i due anemoni e curare direttamente i pesci nella vasca grande
>(tra l'altro prenderli è un'impresa, perchè la vasca è di più di 400 litri
e
>piena di nascondigli).
>Come mi devo comportare con uno stenopus hispidus (?) ed un altro crostaceo
>che ho in vasca? possono essere infettati anche loro? E un'oloturia ?
ATTENZIONE all'oloturia!
Potrebbe essere un problema sia che tu la trasferisca, sia per il
trattamento con medicinali.
Se sottoposta a forti stress puo' rilasciare tossine mortali nell'acqua, che
ucciderebbero in breve ogni pesce.
Giusto il mese scorso su rec.aquaria.marine.reefs c'era un acquariofilo che
aveva ucciso tutti i suoi pesci perche' aveva tirato fuori dall'acqua la sua
oloturia per pochi secondi per osservarla. Ed anche un altro acquariofilo
aveva risposto che era passato attraverso la stessa esperienza.
Io in passato avevo un'oloturia e non mi aveva mai creato problemi, tuttavia
non si sa mai. Anche perche' spesso piove sul bagnato.
C'e' inoltre il rischio che trasferendo qualsiasi organismo nell'altro
acquario tu trasferisca anche l'infezione.
Non saprei cosa consigliarti, anche se ti sono vicino moralmente. Al tuo
posto forse proverei a rinunciare all'oloturia e farei un trattamento
direttamente in vasca rischiando gli anemoni. Oppure aspetterei e basta, non
e' detto che l'infezione si trasmetta ai pesci ancora sani ed in questo caso
anche senza medicinali i parassiti dopo alcuni mesi sparirebbero. E' una
scelta difficile, auguri.
Ciao,
Giovanni
>MESSAGGIO LUNGO
>
>Si disastro è purtroppo la parola giusta, il 98 è cominciato per me
Ciao Paolo,mi sono accorto adesso del tuo post,infatti più avanti c'è
un mio post identico (URGENTE! MALATTIA?)dove mi sta capitando la
stessa identica situazione,solo che il mio semicirculathus stasera stà
tirando le cuoia ed io non proprio il coraggio di abbreviare la sua
fine...
_______________________
Saluti da Dario Arbulla
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E-Mail ik2...@geocities.com (secondary)
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Home Page http://www.geocities.com/CapeCanaveral/5923
Packet Address IK2WPM@IK2OWT
Aggiornamento: I puntini bianca in realtà sono ricomparsi anche su un
pagliaccio e sul parachantus hepatus. Quindi l'infezione è ancora in atto.
Ho spostato l'oloturia e i due anemoni in una nuova vaschetta esterna
(riempita con l'acqua della vasca principale) e dotata di filtraggio,
areazione e riscaldamento. Probabilmente sposterò su questa vasca anche uno
dei due filtri aspiranti esterni che lavorano sulla vasca principale.
Ditemi se è il caso di spostare anche un riccio presente in vasca.
Ho iniziato quindi da due giorni un trattamento con un prodotto sera per
Oodinium. Ho capito che probabilmente non si tratta di questa malattia, ma
il prodotto è a base di rame e dovrebbe funzionare lo stesso.
Purtroppo il mio termoriscaldatore da 300 watt non riesce a portare la
temperatura dell'acqua sopra ai 27 gradi, vedrò di aggiungerne un altro.
Un problema riscontrato è che alcuni pesci vanno a posizionarsi (solo da
stamani) vicina all'uscita dell'acqua dalle pompe. Immagino si tratti di
carenze da ossigeno, non so se per colpa di una sua diminuzione nell'acqua e
per i parassiti che hanno infestato le branchie. Ho aumentato
l'ossigenazione, anche se sono presenti già 5 pompe che assicurano un
movimento più che buono nell'acqua.
Finora i decessi hanno interessato solo gli esemplari più piccoli (un
pomacentrus melanochir, un anthias, uno pseudochromis porpyreus), sugli
esemplari più grandi osservo solo comportamenti anomali.
Un pomacentrus (di cui non conosco esattamente il nome) e un premnas
sembrano completamente esenti dall'infezione.
Speriamo bene.
Ciao
Se crepa il mio, al quale sono veramente affezionato, riterrò conclusa
l'esperienza marina (almeno con questo vasca).
Per mio consolazione ho un'altra vasca con invertebrati che mi dà grande
soddisfazione.
In bocca al lupo.
>Se crepa il mio, al quale sono veramente affezionato, riterrň conclusa
>l'esperienza marina (almeno con questo vasca).
Non dire cosě che tanto non ci credo!!! Il mio purtoppo č andato,ma la
vita continua,pensa infatti che ripulendo l'acquario mi sono accorto
che ho un nuovo ospite,dentro una conchiglia era nascosto un
granchietto da circa 1 cm di diametro arrivato sicuramente con qualche
roccia viva e pian piano č cresciuto,speriamo non mi dia problemi!
Coraggio non ti abbattere!!!
Ultimo atto:
Speravo bene, ma inutilmente. TUTTI MORTI.
L'acquario è diventato un grande cimitero triste.
E' successo tutto da ormai una settimana, ma non ho avuto la forza di
comunicarlo prima.
Il trattamento è purtroppo risultato completamente inutile, forse
intempestivo. Mi è sembrato addirittura inutile.
Ora mi trovo con una vasca di 400 litri che contiene solo un anemone (che
avevo tolto per la cura), due gamberi, un'oloturia, un paio di lumache ed un
riccio; cioè tutto quello che non somiglia ad un pesce.
Come già detto in passato possiedo un'altra vasca di tipo marino tropicale
che potrebbe ospitare questi animali. Quando e come potrei effettuare il
trasferimento senza correre pericoli.
La vasca principale sarà trasformata in una vasca d'acqua dolce. Non ho
coraggio e soldi per riallestirla marina.
in questi casi non si sa mai cosa dire per non ferire......
>La vasca principale sarà trasformata in una vasca d'acqua dolce. Non ho
>coraggio e soldi per riallestirla marina.
Sei sicuro ? Lascia passare un pochino di tempo, forse la voglia ti
torna e, se avessi gia' riallestito tutto a dolce sarebbe ormai troppo
tardi.
Se e' per questione di soldi e coraggio potresti tuffarti in una nuova
impresa, un pochino piu' economica, un pochino piu' facile, ma ti
assicuro, estremamente appagante: un marino mediterraneo.
Il refrigeratore potrebbe inizialmente non essere necessario,
allevando specie di pozza o comunque dei primi metri dalla riva.
Non credere che cosi' non dia soddisfazione, per esempio i blennidi
sono creature molto intelligenti e l'ecosistema nelle rocce vive e'
uno spettacolo.
Sarei disponibilissimo ad offrirti la mia modesta esperienza, anche se
il tuo nome l'ho sempre associato alle persone da cui imparare e non a
cui insegnare. Eventualmente ho anche qualche "dritta" per rimediare
pesci e materiale a costi piu' che onesti.
Ma mi sta venendo un sospetto: gia' ce l'hai ?
Ciao
Sergio
Il fatto di scambiare le esperienze con altri già aiuta.
>>La vasca principale sarà trasformata in una vasca d'acqua dolce. Non ho
>>coraggio e soldi per riallestirla marina.
>Sei sicuro ? Lascia passare un pochino di tempo, forse la voglia ti
>torna e, se avessi gia' riallestito tutto a dolce sarebbe ormai troppo
>tardi.
Ho già scritto che non abbandono del tutto il marino, l'altra vasca la
mantengo con molta soddisfazione.
Però la decisione, seppure raggiunta solo in occasione di questo triste
accadimento, maturava già da tempo.
Non ho mai del tutto superato i problemi derivanti dall'utilizzo di animali
così brutalmente tolti alla natura per fini di soddisfazione personale. A
volte mi sono illuso di poter comunque in qualche modo compensare questo con
fittizie attività di "studio", ma in occasioni come questa nessuna scusa mi
sembra più valida.
Tra l'altro sono anche pentito dell'acquisto della vasca da 400 litri, credo
sia più entusiasmente possedere diverse vasche "piccole" sulle quale
effettuare tentativi di creazione di habitat specifici e di riproduzione.
Attualmente ho tre vasche, ma sono tutte talmente diverse da renderle
inservibili allo scopo.
>Se e' per questione di soldi e coraggio potresti tuffarti in una nuova
>impresa, un pochino piu' economica, un pochino piu' facile, ma ti
>assicuro, estremamente appagante: un marino mediterraneo.
I soldi non sono il motivo principale, ma comunque sei così sicuro della
economicità e della facilità del mediterraneo?
Io penso questi parametri siano più che altro influenzati dal modo con cui
conduci l'acquario.
>Il refrigeratore potrebbe inizialmente non essere necessario,
>allevando specie di pozza o comunque dei primi metri dalla riva.
L'estate scorsa il mio acquario ha raggiunto la temperatura di 31°C
nonostante il fatto che fosse scoperto e con grandissima turbolenza
superficiale dell'acqua. Mi sembrerebbe di creare un limbo.
>Non credere che cosi' non dia soddisfazione, per esempio i blennidi
>sono creature molto intelligenti e l'ecosistema nelle rocce vive e'
>uno spettacolo.
Lo so per certo, però penso che anche la riproduzione di un "semplice" guppy
ti possa dare emozioni superiori. Credo che arrivare alla riproduzione sia
quasi un dovere di un acquariofilo.
>Sarei disponibilissimo ad offrirti la mia modesta esperienza, anche se
>il tuo nome l'ho sempre associato alle persone da cui imparare e non a
>cui insegnare.
In effetti un po' d'esperienza ritenevo di averla, ma era la stessa
sensazione di chi ha appena preso la patente e si crede invincibile alla
guida. Del resto l'esperienza nel campo delle malattie si fa solo
sopportando costi altissimi che fortunatamente avevo sempre evitato.
>Eventualmente ho anche qualche "dritta" per rimediare
>pesci e materiale a costi piu' che onesti.
Io ho vissuto quasi due anni rientrando tutte le sere a casa di corsa per
andare a vedere il mio pomachantus semirculatus e dargli un piccolo Krill
liofilizzato che veniva sempre a prendere dalle mie mani. Questo pesce
l'avevo pagato 110.000, ma credi che ora se l'avessi trovato a 1.000 lire
sarebbe cambiato qualcosa?
Certo un discorso simile vale anche per il dolce, ma il solo discorso di
acquistare comunque animali di allevamento allevia molto la mia coscienza.
>Ciao
Ciao Sergio.
Ecco il tipo di messaggi che non vorrei mai leggere. Che ti posso dire... Mi
dispiace sinceramente.
Prova a fare come ha detto Sergio, prova con qualcosa di piu' semplice,
tanto per ripartire, a passare al dolce sei sempre in tempo.
Ciao
_______________________________________
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| Maurizio Ghelli |
| Firenze |
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>Ho già scritto che non abbandono del tutto il marino, l'altra vasca la
>mantengo con molta soddisfazione.
>Però la decisione, seppure raggiunta solo in occasione di questo triste
>accadimento, maturava già da tempo.
>Non ho mai del tutto superato i problemi derivanti dall'utilizzo di animali
>così brutalmente tolti alla natura per fini di soddisfazione personale. A
>volte mi sono illuso di poter comunque in qualche modo compensare questo con
>fittizie attività di "studio", ma in occasioni come questa nessuna scusa mi
>sembra più valida.
Che dirti, hai ragione, e' un problema etico che mi rode dentro in
continuazione. Piu' volte sono stato tentato di passare anche io al
dolce per gli stessi ed identici motivi. Ma puntualmente ci ricasco,
sara' per la mia passione per il mare....
>Tra l'altro sono anche pentito dell'acquisto della vasca da 400 litri, credo
>sia più entusiasmente possedere diverse vasche "piccole" sulle quale
>effettuare tentativi di creazione di habitat specifici e di riproduzione.
>Attualmente ho tre vasche, ma sono tutte talmente diverse da renderle
>inservibili allo scopo.
Su questo aspetto non avevo mai riflettuto, continui ad aver ragione.
Se potessi ricomincire da zero, da quanti litri le faresti queste
vasche ?
>>Se e' per questione di soldi e coraggio potresti tuffarti in una nuova
>>impresa, un pochino piu' economica, un pochino piu' facile, ma ti
>>assicuro, estremamente appagante: un marino mediterraneo.
>
>
>I soldi non sono il motivo principale, ma comunque sei così sicuro della
>economicità e della facilità del mediterraneo?
>Io penso questi parametri siano più che altro influenzati dal modo con cui
>conduci l'acquario.
Be', rispetto ad un dolce e' sicuramente meno economico e piu'
difficile, ma avendo un refrigeratore (non so senza, ho cominciato
subito bene da questo punto di vista) e' sicuramente piu' facile di un
tropicale se non altro perche' i pesci sono abituati molto di piu' a
sbalzi di temperatura e di altri valori, oltre ad inquinanti di tutti
i tipi (specialmente quelli di pozza).
Per quanto riguarda l'economicita' ti posso fare qualche esempio:
Una castagnola va dalle 3000 alle 10000, un anthias dalle 3000 alle
12000, una actinia equina intorno alle 10000, un cerianthus idem,
insomma, non ho mai speso piu' di 15000 per qualsiasi esemplare.
Certo, non ho mai cercato un raro balistide o qualcosa di altrettanto
raro, ma non dimenticare che l'argentario e il circeo stanno a meno di
un'ora e mezza di macchina e le creature li' sono gratis, basta un po
di pazienza per prenderle.
>>Il refrigeratore potrebbe inizialmente non essere necessario,
>
>>allevando specie di pozza o comunque dei primi metri dalla riva.
>
>
>L'estate scorsa il mio acquario ha raggiunto la temperatura di 31°C
>nonostante il fatto che fosse scoperto e con grandissima turbolenza
>superficiale dell'acqua. Mi sembrerebbe di creare un limbo.
Certo, un refrigeratore cambia parecchio le cose, averlo e'
DECISAMENTE meglio (non la penso proprio cosi' quando parte mentre mi
sto ascoltando un bel disco a basso volume.....) ma, per iniziare e
vedere come va con qualche animale di pozza anche senza refrigeratore
esistono alcuni accorgimenti che ti permettono di ridurre i problemi
(per esempio tenendo bassa la densita').
31 gradi; ma hai mai messo un piede in una pozza al mare d'agosto ? e
hai visto che dentro ci sono delle splendide ed intelligentissime
bavose pavonine ?
>>Non credere che cosi' non dia soddisfazione, per esempio i blennidi
>>sono creature molto intelligenti e l'ecosistema nelle rocce vive e'
>>uno spettacolo.
>
>Lo so per certo, però penso che anche la riproduzione di un "semplice" guppy
>ti possa dare emozioni superiori. Credo che arrivare alla riproduzione sia
>quasi un dovere di un acquariofilo.
Quasi ce l'avevo fatta con dei blennidi (esattamente dei blennis rouxi
- bavosa bianca)! Ma non so perche' le uova non si sono schiuse.
Certo, e' difficilissimo ed anche su questo punto hai perfettamente
ragione.
>>Sarei disponibilissimo ad offrirti la mia modesta esperienza, anche se
>>il tuo nome l'ho sempre associato alle persone da cui imparare e non a
>>cui insegnare.
>
>In effetti un po' d'esperienza ritenevo di averla, ma era la stessa
>sensazione di chi ha appena preso la patente e si crede invincibile alla
>guida. Del resto l'esperienza nel campo delle malattie si fa solo
>sopportando costi altissimi che fortunatamente avevo sempre evitato.
Sei d'accordo con me che la maggior parte delle malattie e' dovuto a
stress causato dalla poca stabilita' dei parametri dell'acqua ? I
pesci mediterranei sono estrememente piu' resistenti da questo punto
di vista, molto piu' vicino a quelli d'acqua dolce che a quelli marini
tropicali (a maggior ragione quelli di pozza). Poi, ristabilendo le
condizioni di habitat ottimali (vedi liberta'), hanno ottime speranze
di riprendersi, e non lo vedere come un "lavarsene le mani", non e'
cosi' che lo intendo.
>
>>Eventualmente ho anche qualche "dritta" per rimediare
>>pesci e materiale a costi piu' che onesti.
>
>
>Io ho vissuto quasi due anni rientrando tutte le sere a casa di corsa per
>andare a vedere il mio pomachantus semirculatus e dargli un piccolo Krill
>liofilizzato che veniva sempre a prendere dalle mie mani. Questo pesce
>l'avevo pagato 110.000, ma credi che ora se l'avessi trovato a 1.000 lire
>sarebbe cambiato qualcosa?
>Certo un discorso simile vale anche per il dolce, ma il solo discorso di
>acquistare comunque animali di allevamento allevia molto la mia coscienza.
Anche a me e' capitato qualcosa del genere proprio con una bavosa
pavonina, che, fra l'altro avevo pescato piccolissima all'argentario e
avevo visto crescere. Poi, l'indebolimento causato dalla fame (mi si
sono scaricate le pile del distributore automatico di cibo mentre
stavo in vacanza !!!!) ha causato la morte per oodinium. Mi sono
letteralmente messo a piangere :-(((
Hai sempre piu' ragione, forse, se avro ancora altri problemi,
passero' anch'io al dolce.
Dovevo essere io a risollevarti ed a suggerirti il mediterraneo,
invece qui sta succedendo il contrario. Che dirti ?
>>Ciao
>
>
>Ciao Sergio.
Ciao Paolo
PS: Gia' una volta, visto che non abitiamo lontani ti avevo buttato
li' un invito per venire a dare un'occhiata al mio mediterraneo.
Rinnovo.
Io penso che evitando sicuramente pesci di taglia eccessiva 150/200 litri
per un marino e 70 per un dolce sono più che sufficienti per avere qualcosa
che dia soddisfazione.
Ma la cosa a cui ho pensato ora è quella di ospitare nell'acquario grande
alcune coppie di ciclidi nani del genere Apistogramma. A questa vasca vorrei
associare delle vaschette per la riproduzione della capacità di circa 30
litri.
Nell'acquario aggiungerò il solito branchetto di Corydoras, che amo
moltissimo, e una cinquantina di cardinali e/o Petitella.
>>I soldi non sono il motivo principale, ma comunque sei così sicuro della
>>economicità e della facilità del mediterraneo?
>
>Per quanto riguarda l'economicita' ti posso fare qualche esempio:
>Una castagnola va dalle 3000 alle 10000, un anthias dalle 3000 alle
>12000, una actinia equina intorno alle 10000, un cerianthus idem,
>insomma, non ho mai speso piu' di 15000 per qualsiasi esemplare.
>Certo, non ho mai cercato un raro balistide o qualcosa di altrettanto
>raro, ma non dimenticare che l'argentario e il circeo stanno a meno di
>un'ora e mezza di macchina e le creature li' sono gratis, basta un po
>di pazienza per prenderle.
Sempre sicuro che poi l'economicità dipenda dal costo dei pesci e non, come
la vedo io, da altri parametri quali attrezzature, consumi etc.
Quanto costa per esempio un sistema di regolazione di PH permanente con CO2
per acqua dolce?
Quanto costa un (fondamentale) refrigeratore per mediterraneo e quanto
consuma?
>Sei d'accordo con me che la maggior parte delle malattie e' dovuto a
>stress causato dalla poca stabilita' dei parametri dell'acqua ?
Non avendo mai avuto prima malattie nelle vasca non ho un'idea molto
precisa, ma anche in questo caso l'elemento scatenante è stata l'immissione
di nuovi ospiti. Io credo che la casua primaria di molte malattie, o almeno
di quello dovute a funghi o parassiti, risieda nell'odissea che ogni pesce
affronta per arrivare nelle nostre vasche, con conseguente perdita di muco e
quindi di difese.
>pesci mediterranei sono estrememente piu' resistenti da questo punto
>di vista, molto piu' vicino a quelli d'acqua dolce che a quelli marini
>tropicali (a maggior ragione quelli di pozza). Poi, ristabilendo le
>condizioni di habitat ottimali (vedi liberta'), hanno ottime speranze
>di riprendersi, e non lo vedere come un "lavarsene le mani", non e'
>cosi' che lo intendo.
Il problema etico con il mediterraneo mi sembra ancora più evidente (non lo
è, si tratta solo di apparenza), andare a prendere un pesce nel suo
ambiente, portarlo nella proprio vasca e poi vederlo morire per un banale
incidente .... :-(( come fare a non pensare che se lo avessimo lasciato lì
se la sarebbe cavata?
Penso anche che comunque uno di questi pesci ha più probabilità di
sopravvivenza in vasca che non in mare.
>Hai sempre piu' ragione, forse, se avro ancora altri problemi,
>passero' anch'io al dolce.
>Dovevo essere io a risollevarti ed a suggerirti il mediterraneo,
>invece qui sta succedendo il contrario. Che dirti ?
Io mi sono sempre battuto, anche se con riserva, per il marino. Ora ho
parzialmente cambiato idea, ma non mi metterò sicuramente a combattere per
il dolce :-))
Ciao
>PS: Gia' una volta, visto che non abitiamo lontani ti avevo buttato
>li' un invito per venire a dare un'occhiata al mio mediterraneo.
>Rinnovo.
Contattami via Email.
>Sempre sicuro che poi l'economicità dipenda dal costo dei pesci e non, come
>la vedo io, da altri parametri quali attrezzature, consumi etc.
>Quanto costa per esempio un sistema di regolazione di PH permanente con CO2
>per acqua dolce?
>Quanto costa un (fondamentale) refrigeratore per mediterraneo e quanto
>consuma?
Insisto sul fatto che e' un accessorio UTILISSIMO, ma non
fondamentale. Posso citarti un paio di testi in cui ci sono tutti i
suggerimenti per permettere ai pesci di passare l'estate. Certo, gli
spirografi te li scordi !
Per il costo, io l'ho trovato sotto il milione, ma con una portata
limitata (per un acquario fino a 250 litri); il consumo ? Non ci credo
neanche io ! Loro dicono 10W
>>pesci mediterranei sono estrememente piu' resistenti da questo punto
>>di vista, molto piu' vicino a quelli d'acqua dolce che a quelli marini
>>tropicali (a maggior ragione quelli di pozza). Poi, ristabilendo le
>>condizioni di habitat ottimali (vedi liberta'), hanno ottime speranze
>>di riprendersi, e non lo vedere come un "lavarsene le mani", non e'
>>cosi' che lo intendo.
>Il problema etico con il mediterraneo mi sembra ancora più evidente (non lo
>è, si tratta solo di apparenza), andare a prendere un pesce nel suo
>ambiente, portarlo nella proprio vasca e poi vederlo morire per un banale
>incidente .... :-(( come fare a non pensare che se lo avessimo lasciato lì
>se la sarebbe cavata?
E non mettere il dito nella piaga !!!
>Penso anche che comunque uno di questi pesci ha più probabilità di
>sopravvivenza in vasca che non in mare.
Vero; vero anche che per il mare nostrum c'e' molta gente ha MOLTO
meno riguardo di noi (vedi reti a strascico, spadare, navi
volontariamente affondate con scorie tossiche o radioattive, ecc.,
ecc..)
Sinceramente mi sento un po in colpa, ma non un criminale !!!
>>PS: Gia' una volta, visto che non abitiamo lontani ti avevo buttato
>>li' un invito per venire a dare un'occhiata al mio mediterraneo.
>>Rinnovo.
>Contattami via Email.
Sara' fatto.
Ciao
Sergio