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Caulerpa Taxifolia

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Paolo Bernardi

unread,
Sep 2, 1997, 3:00:00 AM9/2/97
to

Questa estate ho letto su un giornale che la Caulerpa Taxifolia sta
invadendo il mediterraneo. Pare che questa pianta (od alga?) sia "fuggita"
dal museo oceanografico di Montecarlo, probabilmente rilasciata in mare
durante le operazioni di pulizia delle vasche e che abbia trovato un
habitat ottimale lungo tutte le coste francesi. Il giornale riportava la
notizia che probabilmente verranno rilasciate in mare milioni di
chioccioline tropicale che, dopo aver divorato l'alga, dovrebbero morire
con i primi freddi.
Non so quanto veritiera è la notizia della pericolosità delle Caulerpa per
i nostri fondali, ma non vedo l'ora di andare dal mio negoziante che, un
mese fa, si è rifiutato di vendermene un ciuffetto per meno di quindici
mila lire.
Forse tra poco la prenderò a Fiumicino :-))).

P.S. Comunque, a parte lo scherzo, rilasciare in mare, nei fiumi e nei
laghi nostrani, creature tropicali è sempre da considerarsi pericoloso e
incivile.
--
Paolo Bernardi
Piazza Scotti, 17
00151 ROMA
Email: p.ber...@sintecom.com

Maurizio

unread,
Sep 2, 1997, 3:00:00 AM9/2/97
to

> Questa estate ho letto su un giornale che la Caulerpa Taxifolia sta
> invadendo il mediterraneo. Pare che questa pianta (od alga?) sia
"fuggita"
> dal museo oceanografico di Montecarlo, probabilmente rilasciata in mare
> durante le operazioni di pulizia delle vasche e che abbia trovato un
> habitat ottimale lungo tutte le coste francesi.

Non solo francesi, ma di tutto il Tirreno. La cosa ormai e' vecchia, sono
circa tre anni che c'e' questo allarme. Mi ricordo che un paio di anni fa'
ad una trasmissinoe TV fecero un appello ai sub affinche la sbarbassero
quando la trovavano.

> Il giornale riportava la
> notizia che probabilmente verranno rilasciate in mare milioni di
> chioccioline tropicale che, dopo aver divorato l'alga, dovrebbero morire
> con i primi freddi.

Questa e' la classica notizia da giornalista che non sa' piu' come riempire
l'articolo (succede troppo spesso), Cosa fanno, le distribuiscono a caso o
solo nei posti dove e' stata individuata? Questi sono i giornalisti che
fanno sperare in una riduzione della liberta' di stampa :-)))

> Non so quanto veritiera è la notizia della pericolosità delle Caulerpa
per
> i nostri fondali,

Effettivamente e' dannosa. Dove attacca lei non crescono piu' le posidonie
e i pesci non le mangiano perche sono velenose.



> P.S. Comunque, a parte lo scherzo, rilasciare in mare, nei fiumi e nei
> laghi nostrani, creature tropicali è sempre da considerarsi pericoloso e
> incivile.

Basta guardare i nostri fiumi. Per fare le gare di pesca sono stati
introdotti dei pesci che hanno distrutto l'ecosistema :-(

--
Ciao
_______________________________________
| |
| Maurizio Ghelli |
| Firenze |
_| http://www.aspide.it/freeweb/ghelli |_
/ ) ( \
___/ /| _ Ci sono anche le FAQ del gruppo _ |\ \___
(((( ( |_/ )_______________________________( \_| ) ))))
\\\\ \_/ / \ \_/ ////
\ / \ /
) _/ \_ (
/ / \ \
/ __/ \__ \

Per rispondermi privatamente togliere xy dal mio indirizzo

Paolo Bernardi

unread,
Sep 5, 1997, 3:00:00 AM9/5/97
to

Maurizio <mau...@xyfi.flashnet.it > scritto nell'articolo
<01bcb927$afa94360$0100007f@default>...
>
> > Inoltre le tossine di cui parlano i Francesi pare siano state trovate
> per
> > ora solo nell'alga, ma non in alcun organismo vivente mediterraneo, per
> cui
> > ci sarebbe da dubitare, in mancanza di prove contrarie, che
> effettivamente
> > possano entrare nel sistema.
>
> Quando venne fuori questo problema fu' detto che la sua tossicita' era
solo
> per i pesci. Essendo tossica non veniva mangiata e quindi era in grado di
> riprodursi indisturbata.
>
Peccato non lo sappia il mio Pomacanthus semicirculatus :-))), che se ne è
dimostrato ghiottissimo per la mia disperazione. Mi risultava che la
tossicità riguardasse tutti i generi di Caulerpa, il "pomy" ha invece
smentito le notizie almeno su Prolifera e Taxifolia.
Ciao.

Maurizio

unread,
Sep 5, 1997, 3:00:00 AM9/5/97
to

> > Quando venne fuori questo problema fu' detto che la sua tossicita' era
> solo
> > per i pesci. Essendo tossica non veniva mangiata e quindi era in grado
di
> > riprodursi indisturbata.
> >
> Peccato non lo sappia il mio Pomacanthus semicirculatus :-))), che se ne
è
> dimostrato ghiottissimo per la mia disperazione.

Scusa ma non mi sono spiegato bene. questo discorso riguardava solo il
Mediterraneo, la pianta e' tossica solo per le specie che ci sono nel
nostro mare. Dato che i pesci del Mediterraneo non la possono mangiare,
c'era il rischio che si estendesse troppo.

G.Camera Roda

unread,
Sep 8, 1997, 3:00:00 AM9/8/97
to


Maurizio <mau...@xyfi.flashnet.it > wrote in article


<01bcb927$afa94360$0100007f@default>...
>
> > Inoltre le tossine di cui parlano i Francesi pare siano state trovate
> per
> > ora solo nell'alga, ma non in alcun organismo vivente mediterraneo, per
> cui
> > ci sarebbe da dubitare, in mancanza di prove contrarie, che
> effettivamente
> > possano entrare nel sistema.
>
>

> Alla fine sara' proprio uno di quei casi che usano i giornalisti per
> riempire le pagine dei giornali d'estate.
>
> --

Io ho un sospetto, non ho prove ma temo che sia vero. Visto che sono
soprattutto gruppi di ricerca francesi che si occupano del problema, questi
stessi riescono ad ottenere finanziamenti di ricerca consistenti fintanto
che riescono a dimostrare in qualche modo che la Taxifolia costituisce un
problema. Altrimenti o finiscono i finanziamenti o non si fa' una bella
figura mostrando che si e' perso tempo e risorse (sicuramente siamo
nell'ordine di almeno alcune centinaia di milioni) lavorando su un falso
problema.
I media fanno da grancassa potendo parlare di un nuovo scandalo, condito
dalla notizia (mai dimostrata realmente) che la diffusione della Taxifolia
e' stata causata da un errore di un ente famoso come il Museo Oceanografico
di Monaco, che dovrebbe avere invece a cuore la tutela del Mediterraneo.
Potrebbe essere la trama di un film dal titolo "l'alga assassina".
Purtroppo serve solo a distogliere l'attenzione da problemi reali di tutela
ambientale, ma di minor effetto sulle masse, quali l'inquinamento da
metalli pesanti di cui quasi nessuno si occupa.

Ciao,
Giovanni

Maurizio

unread,
Sep 8, 1997, 3:00:00 AM9/8/97
to

> Io ho un sospetto, non ho prove ma temo che sia vero.

Non so' se e' vero ma e' moooolto verosimile, un po' come la torre di Pisa
:-(

Maurizio

unread,
Sep 11, 1997, 3:00:00 AM9/11/97
to

> fatto è vero, ma solo in parte. Comunque mi informerò meglio e vi farò
> sapere, se vi interessa. Se no, basta postare un bel NOOO!!

Se hai fonti sicure e attendibili, mi interessa :-)

> P. S. Sono giornalista anch'io; nel caso qualcuno insultasse la
> categoria...fa bene.

:-)))

Federico Berti

unread,
Sep 11, 1997, 3:00:00 AM9/11/97
to

Marco Ferrari wrote:
>
> Maurizio wrote in article <01bcbc79$b25aefa0$0100007f@default>...>

> >Non so' se e' vero ma e' moooolto verosimile, un po' come la torre di Pisa
>
> A detta dei subacquei che conosco, e ne conosco abbastanza, anche di
> notevolmente informati, la Caulerpa benissimo non fa. In effetti sostituisce
> in alcune zone la Posidonia oceanica, la pianta preferita da molte specie
> dipesci per deporre le uova e come nursery per gli avannotti. Per ora non ci
> sono prove dirette che sia stato l'Acqurio di Monaco, ma i sospetti sono
> moltissimi. E non sono solo i francesi a prendere soldi, ma anche gli
> italiani e forse gli spagnoli. Per quanto riguarda la tossina, anche questo

> fatto è vero, ma solo in parte. Comunque mi informerò meglio e vi farò
> sapere, se vi interessa. Se no, basta postare un bel NOOO!!
>
> Marco Ferrari

>
> P. S. Sono giornalista anch'io; nel caso qualcuno insultasse la
> categoria...fa bene.

Ciao a tutti,
io non sono un esperto di Caulerpa Taxifolia, ma ho seguito la
discussione, così trovando quiesta
notizia sul giornale di Trieste ho pensato di spedirla.
"Pare che verrà demandato ad una piccola lumaca dei Caraibi, la "Oxynoe
azuropunctata", il compito
di debellare il vegetale killer che si sta riproducendo a ritmi
vertiginosi nei fondali del Mediterraneo.
L' azione del piccolo mollusco sulla Caulerpa è stata sperimentata nel
laboratorio di un professore
di biologia dell' Ateneo di Nizza, il Prof. Alexander meinesz, e avrebbe
dato risultati confortanti.
La lumachetta sarebbe particolarmente ghiotta dell' alga, anzi
limiterebbe la sua nutrizione alla sola
Caulerpa, senza degnare d' attenzione le altre specie della flora
marina. Dopo gli esperimenti in
laboratorio si attende l' OK del governo di Parigi per popolare i
fondali francesi con migliaia di lumache
Oxynoe, con la speranza di distruggere l' alga."

Tanti saluti

Massimiliano Flego


fl...@dsch.univ.trieste.it

G.Camera Roda

unread,
Sep 12, 1997, 3:00:00 AM9/12/97
to


Marco Ferrari <mfer...@micronet.it> wrote in article
<5v6udc$ufm$1...@urano.inet.it>...


> A detta dei subacquei che conosco, e ne conosco abbastanza, anche di
> notevolmente informati, la Caulerpa benissimo non fa.

Stai parlando della Taxifolia, vero?
Sarebbe interessante sapere dove l'hanno vista e che cosa hanno osservato.
Personalmente quello che mi e' stato riferito ed il parere di alcuni
ricercatori italiani e' che la Taxifolia ha occupato zone gia' prive di
Posidonia od altre alghe, non che ha spiazzato o soffocato le praterie di
Posidonia. Anche su questo tuttavia ci sono pareri molto contrastanti. I
Francesi (vedi l'articolo dei ricercatori di Nizza riportato sotto)
sostengono il contrario.

> In effetti sostituisce
> in alcune zone la Posidonia oceanica, la pianta preferita da molte specie

> di pesci per deporre le uova e come nursery per gli avannotti.

Anche la Taxifolia sembra che crei un ambiente adatto alla riproduzione di
varie specie.
Non so se i pesci preferiscano la Taxifolia o la Posidonia. Provero' a
chiederglielo.

> Per ora non ci
> sono prove dirette che sia stato l'Acquario di Monaco, ma i sospetti sono
> moltissimi.

E' quello che sostengono i loro vicini di Nizza, ma e' probabilmente
indimostrabile.

> E non sono solo i francesi a prendere soldi, ma anche gli
> italiani e forse gli spagnoli.

Si, ma i primi ed i piu' finanziati sono stati e sono di gran lunga i
Francesi.

> Per quanto riguarda la tossina, anche questo
> fatto è vero, ma solo in parte.

Cosa intendi con solo in parte?
Sembra che le tossine prodotte dall'alga servano principalmente per
proteggersi
dalla famelicita' dei pesci.
Anche se personalmente io ho osservato, come anche Paolo Bernardi ha
rilevato, che numerose specie tropicali mangiano la Taxifolia.
Gli unici mangiatori di Taxifolia in Mediterraneo sono la salpa ed il
sarago (secondo i ricercatori di Nizza). In realta' in Mediterraneo non mi
pare ci siano molti altri pesci specializzati nel cibarsi di alghe, anche
se alcune altre specie di sparidi integrano occasionalmente la loro dieta
con alghe (anche il sarago e' solo un consumatore occasionale di alghe). Se
ne potrebbe concludere che la tossina non e' molto efficace nella
protezione dell'alga. Il pericolo ipotizzato (ma non dimostrato) dai
Francesi e' che nella carne dei pesci mangiatori di Caulerpa Taxifolia le
tossine possano accumularsi e causare avvelenamenti alle persone che se ne
cibano del tipo di quelli determinati dalla Ciguatera. Da quello che mi
risulta non sono finora mai state trovate tali tossine nelle carni dei
pesci, ma se cio' si potesse verificare sarebbe sicuramente un fatto grave.
C'e' da dire che la salpa non e' molto apprezzata per le carni e sono ben
poche le persone che la consumano, mentre il sarago e' uno dei pesci di
maggior valore culinario, anche se, come gia' detto, per questa specie le
alghe costituiscono solo una piccola integrazione della dieta.
A proposito vorrei avvertire il buon Paolo Bernardi di non mangiare mai il
suo Pomacanthus, potrebbe essere tossico :-)), anche se da uno dei lavori
citati in seguito risulta che la tossicita' dell'alga sia molto minore se
tenuta in acquario.

> Comunque mi informerò meglio e vi farò
> sapere, se vi interessa. Se no, basta postare un bel NOOO!!


Facci sapere.

Nel frattempo, visto che in un messaggio precedente ho presentato il punto
di vista di alcuni ricercatori italiani, per completezza riporto qui le
considerazioni di alcuni ricercatori francesi (c'e' anche un contributo di
chimici italiani dell'universita' di Trento), sicuramente molto piu'
catastrofiche riguardo all'effetto della presenza della Taxifolia in
Mediterraneo.
La questione non e' chiusa e sinceramente non so che cosa pensare, anche se
mi sembra che finora le prove portate dall'accusa non siano sufficienti ad
emettere un giudizio di colpevolezza. Anche la difesa ha portato elementi
significativi e l'inattendibilita' e la faziosita' di alcuni testimoni
dell'accusa non depongono favorevolmente presso la giuria. Occorre forse
approfondire le indagini. Per fortuna non sono il giudice.

Ciao,
Giovanni


__________________________________________________________________________
TI: Determination of caulerpenyne, a toxin from the green alga Caulerpa
taxifolia (Caulerpaceae).
AU: Valls-R; Artaud-J; Amade-P; Vincente-N; Piovetti-L
CS: Laboratoire d'Analyse de Valorisation des Biomolecules, Universite
d'Aix-Marsielle III, IUT de Satint Jerome, 142 Traverse Charles Susini,
B.P. 147, F-13388 Marseille Cedex 13, FRA
SO: Journal of Chromatography A 663(1): 114-118
PY: 1994
LA: English

TI: Preliminary survey of toxicity of the green alga Caulerpa taxifolia
introduced into the Mediterranean.
AU: Lemee-R; Pesando-D; Durand-Clement-M; Dubreuil-A; Meinesz-A;
Guerriero-A; Pietra-F
CS: Inst. National de la Sante et de la Recherche Med., Unite Mer Sante,
BP 3, 06230 Villefranche sur Mer, FRA
SO: Journal of Applied Phycology 5(5): 485-493
PY: 1993
IS: 0921-8971
LA: English
AB: Caulerpa taxifolia (Vahl) C. Agardh (Ulvophyceae, Caulerpales) is an
alga of tropical origin that was accidentally introduced into the
Mediterranean sea in 1984, where this species can reach an abundance
that has never been described in tropical endemic regions. It is known
that caulerpacean algae can develop an efficient strategy against
grazers consisting of the synthesis of repulsive of toxic secondary
metabolites: we report here the first study of the toxicity of purified
secondary metabolites and raw extracts from C. taxifolia from the
Mediterranean. Toxicity was evaluated on three models: mice (lethality),
mammalian cells in culture (cytotoxicity) and sea urchin eggs
(disturbance of cell proliferation). Aqueous extracts are only active on
fibroblasts and mice. In the three toxicity models a seasonal variation
of toxicity is observed for the crude methanol extract as well as a
decrease of this activity when C. taxifolia from the Mediterranean is
kept in aquaria. Pure compounds exhibit different toxicity depending on
the assay. 10,11-epoxycaulerpenyne is the most active substance on mice
and fibroblasts whereas taxifolial A and D are inactive or only weakly
toxic. Among the four tested compounds caulerpenyne, the major
metabolite of C. taxifolia, is the most active on sea urchin eggs.
Caulerpenyne may therefore represent an ecological risk for
microorganisms and the eggs of multicellular animals living close to
this alga. The ecological impact of this toxicity on marine organisms
and the interaction of this alga with the herbivorous fauna are
discussed.

TI: Introduction of the tropical alga Caulerpa taxifolia and its
invasion of the northwestern Mediterranean.
AU: MEINESZ-A; HESSE-B
CS: Lab. "Environnement Marin Littoral", Univ. Nice-Sophia Antipolis,
Parc Valrose, 06034 Nice Cedex, Fr
SO: OCEANOLOGICA ACTA 14(4): 415-426
PY: 1991
CO: OCACD9
LA: French
LS: In Fr. with Fr. and Engl. summ.
AB: The tropical alga Caulerpa taxifolia (Vahl) C. Agardh has been
displayed over the last fifteen years in tropical aquaria at the
Oceanographic Museum, Monaco. Its accidental introduction into the
natural environment dates from 1984. It developed first in the sea
immediately below the museum, and resisted winter temperatures of 11 to
13 degree C. Gradually the population spread over all types of
substrate, including rock, sand and mud, and over a wide range of depth,
3 to 35 m, on this relatively exposed site. In summer 1990 we became
aware of its presence both to the east and to the west of Monaco. To the
east, it now occurs on the whole of the eastern side of Cap Martin (3 km
from Monaco) and is spreading over the west face. To the west we have
observed it 150 km from Monaco near Toulon. In those sites which it
colonized three years ago, its coverage now reaches 100% over extensive
areas in depths between 5 and 25 m. Areas supporting stands of Cymodocea
nodosa and Posidonia oceanica are covered by fronds of C. taxifolia,
which measure up to 45 cm in length. The development characteristics of
the species in the Mediterranean, such as population density and frond
length, are different from those in its native tropical areas. The rapid
spreading of this alga is probably due both to sexual reproduction. At
the rate of spreading observed at present, further rapid extension of
its range is to be feared. Moreover, whenever it becomes established, it
considerably modifies the vegetal communities in the infralittoral zone.
This species, like most of those in the genus Caulerpa, contains the
toxin, caulepenyn, which may play a role against other organisms such as
grazers, epiphytes and competitors. This alga will be eaten only by
certain animals such as the Mediterranean bream or saupe, Sarpa salpa.
The toxin accumulated by fish which eat Caulerpa can render them
unsuitable for human consumption, as their ingestion produces symptoms
similar to those of Ciguatera poisoning. Never has a species so
potentially harmful to th marine population been introduced into the
Mediterranean. This biological pollution raises the major international
problem of direct discharge of water having passed through aquaria or
mariculture installations containing exotic species. As importing exotic
marine species becomes technically easier, the lack of regulation risks
further similar accidents concerning not only algae, but also metazoa
and micro-organisms

TI: Isolation of toxic and potentially toxic sesqui- and monoterpenes
from the tropical green seaweed Caulerpa taxifolia which has invaded the
region of Cap Martin and Monaco.
AU: GUERRIERO-A; MEINESZ-A; D'AMBROSIO-M; PIETRA-F
CS: Inst. Chimica, Univ. Trento, I-38050 Povo-Trento
SO: HELVETICA CHIMICA ACTA 75(3): 689-695
PY: 1992
CO: HCACAV
LA: English
AB: The green seaweed Caulerpa taxifolia (Vahl) C. Agardh (Caulerpales),
which, after its recent accidental introduction, is growing in the
region of Cap Martin much more vigorously than in the tropics, is shown
to contain the known sesquiterpenic toxins caulerpenyne (1) - in larger
amounts than in tropical Caulerpales - and oxytoxin 1 (2). Novel,
potentially toxic products isolated in small amounts from this seaweed
include the sesquiterpenes taxifolial A
(=(5E)-6,10-dimethyl-2-((E)2-oxoethylidene)undeca-5,9-dien-7-yne-1,3-diy
diacetate; 3), taxifolial B (=
(1E,6E,10E)-3-((Z)-acetoxymethylidene)-7,11-dimethyl-12-oxododeca-1,6,10
trien- 8-yne,1,4-diyl diacetate; 4), 10,11-epoxycaulerpenyne (=
(1E,6E)-3-((Z)-acetoxymethylidene)-10,11-epoxy-7,11-dimethyldodeca-1,6-d
en-8- yne-1,4-diyl diacetate; 1:1 diastereoisomer mixture; 5), and
taxifolial C (=
(2Z,6E)-3-formyl-7,11-dimethyldodeca-2,6,10-trien-8-yne-1,1,4-triyl
triacetate; 6), besides, as the first example of a monoterpene from the
Caulerpales, taxifolial D (=(2Z)-3,7-dimethylocta-2,6-dien-4-ynal; 7).

Paolo Bernardi

unread,
Sep 15, 1997, 3:00:00 AM9/15/97
to

G.Camera Roda <cam...@dicm0.ing.unibo.it> scritto nell'articolo
<01bcbf68$80e497e0$3c03...@cameraroda.ing.unibo.it>...
>
> .................

> C'e' da dire che la salpa non e' molto apprezzata per le carni e sono ben
> poche le persone che la consumano, mentre il sarago e' uno dei pesci di
> maggior valore culinario, anche se, come gia' detto, per questa specie le
> alghe costituiscono solo una piccola integrazione della dieta.
> A proposito vorrei avvertire il buon Paolo Bernardi di non mangiare mai
il
> suo Pomacanthus, potrebbe essere tossico :-)), anche se da uno dei
lavori
> citati in seguito risulta che la tossicita' dell'alga sia molto minore se
> tenuta in acquario.

Peccato!!! Visto che ultimamente si attacca ai preziosi invertebrati
pensavo proprio di organizzare una grigliata :-))))))))

>
> Ciao,
> Giovanni

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