Grampasso

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Nymeria

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Oct 9, 2004, 9:15:55 AM10/9/04
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Vedo questo capitolo come parte integrante del precedente ed e' per
questo che ho preferito inviarli contemporaneamente.
Il tema della fiducia sfocia in quello dell'accettazione, della
capacita' di ingenerare credibilita' malgrado le apparenze.
Il futuro re Aragorn sta in un certo senso affrontando una prova
generale sulla propria affidabilita': se riuscira' a farsi accettare da
questi Hobbit che stanno imparando il valore del sospetto e della
prudenza, allo stesso modo potra' farsi riconoscere in futuro come
sovrano - non in forza di una manifesta regalita', ma grazie ad una
libera scelta di affidargli la propria vita ed il proprio futuro.
La lettera di Gandalf contribuisce a dissipare i timori che gli Hobbit
ed Omorzo possono ancora nutrire nei confronti di Grampasso, anche se
Frodo li ha gia' superati quasi tutti, forse perche' - oltre a
riconoscere che il nemico si sarebbe presentato in vesti piu'
accattivanti - gli stessi discorsi del Ramingo hanno il suono della
verita', che spesso e' cruda e difficile: Grampasso non promette un
viaggio sicuro e senza rischi, anzi li avverte che andranno incontro a
cose <oscure e sinistre> e che i nemici <vi assaliranno in posti
selvaggi, in luoghi oscuri e senza scampo>.
Non e' da lui glissare sui rischi ed e' probabilmente questo che fa
decidere Frodo - nessuna promessa, nessuna certezza, ma la semplice
offerta di aiuto e protezione, anche a rischio della propria vita.
E poi, piu' o meno inconsciamente, Grampasso si mette a nudo in diverse
occasioni: quando commenta autoironicamente <ho un aspetto piuttosto
losco, che ne dite ?>, oppure quando dice a Pipino che <ci vorrebbe
piu' di qualche giorno per farvi rassomigliare a Grampasso>, oppure
quando afferma che <a volte un uomo braccato e' stanco di diffidare e
anela ad un po' d'amicizia>; in questi tre flash vediamo condensati
tutti i lunghi anni di peregrinazioni e pericoli che hanno inciso non
solo sul suo aspetto fisico ma anche sulla sua anima - nell'ultima
affermazione vedo anche la stanchezza della solitudine e del sacrificio
ed il naturale desiderio di essere apprezzato per cio' che e' e non per
cio' che appare: aspirazione comune alla maggior parte degli esseri
umani.

Insieme alla rivelazione di Aragorn c'e' la conferma che anche Gandalf
e' ben altro rispetto a cio' che sembra: riprendendo idealmente
l'indizio del primo capitolo a proposito del compito ben piu'
pericoloso da lui svolto, Grampasso ci informa che <e' cio' che sta
facendo da anni>; e come Gandalf era apparso momentaneamente a Bilbo
come una figura maestosa e minacciosa, cosi' accade per Aragorn quando
sta per sfoderare la spada - che poi si rivela spezzata ed
inutilizzabile. Vedo in queste due rivelazioni un interessante
parallelo, rafforzato dal fatto che queste sono le due figure piu'
importanti per la sopravvivenza e la maturazione degli Hobbit.

Merry e i Nazgul: c'e' forse un filo conduttore tra il sogno nella casa
di Tom Bombadil, l'episodio della memoria remota nei Tumulilande e
l'interesse che Merry prova per le misteriose figure che 'sente' di
dover seguire ad ogni costo - considerando il ruolo che svolgera' nella
fine del Re Stregone, non credo sia cosi' azzardato parlare di
predestinazione o di 'attrazione fatale' nei confronti del nemico.

--
Nymeria FeSTosa # 313
And all the while I sit and think of times there were before,
I listen for returning feet and voices at the

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