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Architettura palazzo di Denethor?

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Rocky3

unread,
Oct 22, 2004, 11:21:51 AM10/22/04
to
Ciao a tutti!
Avrei bisogno di sapere, se possibile, a quale genere di architettura si è
ispirato Tolkien per la costruzione/descrizione del palazzo del
sovrintendente (ma immagino che sia anche quello del re) di Gondor, quello
in cui risiede Denethor. Premetto che ho visto solo il film e non ho letto
il libro per intero, del quale mi ricordo solo una dettagliata descrizione
di Minas Thirit a cui peraltro il film corrisponde. Mi interessano sia
l'esterno che l'interno, in particolare quest'ultimo, ma se non riuscite a
chiarirmi tutto non importa, sarebbe già molto se riusciste a darmi qualche
indicazione. Che genere di architettura è? Anglosassone? Gotica? Il film
corrisponde al libro?
Spero possiate aiutarmi! Vi ringrazio in ogni caso per la pazienza che
avete sempre mostrato nei confronti delle mie domande un po' particolari
:-)!
Bye :-)

Rocky3

DON'T@spamovermetin.it Ered Luin

unread,
Oct 22, 2004, 2:36:09 PM10/22/04
to

"Rocky3" <pr...@prova.com> ha scritto nel messaggio
news:1etmlx4l166iv$.e4zh737w49xh.dlg@40tude.net...

> Ciao a tutti!
> Avrei bisogno di sapere, se possibile, a quale genere di architettura si è
> ispirato Tolkien per la costruzione/descrizione del palazzo del
> sovrintendente (ma immagino che sia anche quello del re) di Gondor, quello
> in cui risiede Denethor.

Dovrebbe essere un misto di Alvar Aalto e Oscar Niemeyer, con un tocco di
Wright e Robin Williams.
E.L.


Laurelin

unread,
Oct 23, 2004, 4:52:33 AM10/23/04
to

Rocky3 <pr...@prova.com> wrote

> Avrei bisogno di sapere, se possibile, a quale genere di architettura si è
> ispirato Tolkien per la costruzione/descrizione del palazzo del
> sovrintendente (ma immagino che sia anche quello del re) di Gondor, quello
> in cui risiede Denethor.

Mah... non credo che venga descritta esattamente l'_architettura_ del
palazzo, quanto la _struttura_: ampio piazzale davanti, scalinata, portone,
anticamera, altro portone di bronzo, salone con colonnati laterali, di marmo
nero, finestroni alti e strombati sui lati, che fanno supporre una struttura
"a capanna", con le due navate laterali più basse di quella centrale.
Tuttavia si può provare a ipotizzare qualcosa sullo stile.

Dato che i pilastri vengono descritti come "scolpiti in forme di bestie e
foglie" nei capitelli e si parla di soffitto a volta, si può supporre uno
stile tra il tardo romanico e il gotico, ma anche i Romani usavano i
soffitti a volta. Si potrebbe supporre anche uno stile "bizantino", con
archi e volte a tutto sesto, ma con molte decorazioni scolpite (che l'arte
bizantina derivò dall'arte moresca), e forse l'"oro opaco" con molti "fiori
colorati" che si dice risplendere nella volta potrebbe essere un mosaico (il
testo dice proprio "the wide vaulting gleamed with dull gold, inset with
flowing traceries of many colours"), tipico appunto dello stile bizantino,
anche se i "pilastri" ("pillars") non sono tipici di questo stile
(l'architettura bizantina e romanica prediligono le colonne), e le statue
inframmezzate ai pilastri smbrano più appartenere allo stile di Roma antica.

Ma non bisogna dimenticare che in una delle sue lettere T. paragona i
Gondoriani agli antichi Egizi "per la passione per i monumenti grandiosi e
per le tombe". I pilastri monolitici ("monoliths" nel testo originale) che
nella descrizione della sala del trono formano le due navate laterali
possono essere paragonati alle possenti colonne monolitiche dei templi egizi
(ma gli Egizi non conoscevano né l'arco né la volta), e il "marmo nero" di
cui sono costituiti fa pensare al granito nero e al basalto utilizzati
spesso dagli Egizi (ma più per le sculture che per l'architettura). Anche
l'uso delle statue inframmezzate alle colonne a formare una sorta di viale è
tipicamente egizio. Anche le decorazioni dei capitelli ("great capitals
carved in many strange figures of beasts and leaves") potrebbero essere
ascritte allo stile egizio. Per non parlare naturalmente degli Argonath (le
enormi statue lungo il Fiume Anduin), che se non ricordano i colossi di Abu
Simbel, non so proprio cos'altro potrebbero ricordare...

> Premetto che ho visto solo il film e non ho letto
> il libro per intero,

E ciò è moooolto male....

> del quale mi ricordo solo una dettagliata descrizione
> di Minas Thirit a cui peraltro il film corrisponde.

Bah... la descrizione della struttura sì (nove cerchie di mura, ingressi
sfalsati e strada principale che si arrampica dall'uno all'altro con
tornanti, cittadella, sperone di roccia "simile alla prua di una nave"): è
talmente minuziosa che ha fatto la gioia degli illustratori, e se non
l'avessero ricreata precisamente nel film sarebbe stato da cretini.

> Mi interessano sia
> l'esterno che l'interno, in particolare quest'ultimo, ma se non riuscite a
> chiarirmi tutto non importa, sarebbe già molto se riusciste a darmi
qualche
> indicazione. Che genere di architettura è? Anglosassone? Gotica? Il film
> corrisponde al libro?

Riguardo all'esterno, Tolkien stesso ci dà un indizio in una sua lettera:
parlando di un suo viaggio a Venezia la pargona a Minas Tirith, per cui si
può supporre uno stile "gotico fiorito" declinato alla mediterranea, ossia
più "orizzontale" e luminoso, con marmi traforati e un tocco di stile
moresco e bizantino (forse se avesse visto il duomo di Amalfi avrebbe
pensato la stessa cosa che pensò a Venezia).

Riguardo all'interno, ti ho già detto prima: uno stile "bizantino" (archi,
volte, mosaici, struttura basilicale), ma con la rigida grandiosità e
solennità dello stile egizio (marmo nero, possenti pilastri monolitici,
grandi capitelli scolpiti, viali di statue).

Ah, per piacere: lascia stare il film e prova a usare la tua immaginazione.
E' questo il bello dei libri. E LEGGILO!

--
Laurelin@work
#233 dei FeSTosi
"Se il mondo non fosse così pieno di stupidi, avrei molte
più difficoltà a farmi passare per uno intelligente" (Thingol)

Daeron

unread,
Oct 24, 2004, 6:22:18 AM10/24/04
to
"Rocky3" ha scritto nel messaggio

> Che genere di architettura è? Anglosassone? Gotica?


Architettura "gotica" e "anglosassone" sono praticamente sinonimi, dal
momento che gli inglesi non hanno saputo elaborare altro per quasi un
millennio...
:-)


Ciao
D


Nienna

unread,
Oct 24, 2004, 8:54:32 AM10/24/04
to
Daeron ha scritto:

> Architettura "gotica" e "anglosassone" sono praticamente sinonimi, dal
> momento che gli inglesi non hanno saputo elaborare altro per quasi un
> millennio...

Temo che qui si stia facendo un po' di confusione. La dicitura
"anglosassone" si riferisce al periodo precedente alla conquista normanna
(1066), e di architettura anglosassone non è rimasto praticamente nulla,
se non un paio di chiesette molto semplici che con il gotico non hanno
nulla a che fare. L'architettura del periodo normanno è quella romanica,
come si può vedere da alcune splendide cattedrali rimaste sul territorio
britannico (l'esempio migliore è la cattedrale di Durham, nel nord-est
dell'Inghilterra). Il gotico è venuto almeno un secolo dopo la conquista
normanna, ed è comunque iniziato in Francia.

E' vero che nei Paesi del Nord Europa il gotico è durato in alcuni casi
almeno fino alla metà del XVI secolo, quando in Italia si era in pieno
Rinascimento - ma quanto al fatto che gli inglesi non abbiano saputo
elaborare nulla per quasi un millennio (fino a quando, poi?) non
corrisponde affatto a verità. Nel Cinquecento abbiamo l'architettura
Tudor, in alcuni sensi tardo-gotica, ma già con presentimenti del
Rinascimento. Poi, nel XVII secolo, ci sarà la vera e propria esplosione
dell'architettura inglese con Inigo Jones prima e poi Christopher Wren
(autore tra l'altro della Cattedrale di San Paolo a Londra), e la
tradizione non si interromperà più.

--

questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it


Soronel l'Araldo

unread,
Oct 24, 2004, 3:35:16 PM10/24/04
to
Il mio avvocato samoano di 120 kg mi dice che Laurelin ha scritto:

> Riguardo all'esterno, Tolkien stesso ci dà un indizio in una sua
> lettera: parlando di un suo viaggio a Venezia la pargona a Minas
> Tirith, per cui si può supporre uno stile "gotico fiorito" declinato
> alla mediterranea, ossia più "orizzontale" e luminoso, con marmi
> traforati e un tocco di stile moresco e bizantino (forse se avesse
> visto il duomo di Amalfi avrebbe pensato la stessa cosa che pensò a
> Venezia).

A me più che Venezia mi viene in mente Ragusa (quella in Dalmazia, nota
anche come Dubrovnik, non quella in Sicilia).

--
Soronel l'Araldo - http://xoomer.virgilio.it/soronel/

"Un eccesso di semantica vicaria i denti"

Rocky3

unread,
Oct 25, 2004, 9:10:09 AM10/25/04
to
Il Fri, 22 Oct 2004 15:21:51 GMT, Rocky3 ha scritto:

Vi ringrazio tutti per avermi dato delle informazioni più che sufficienti,
siete stati molto esaurienti come sempre.
Grazie davvero!!

Rocky3

Laurelin

unread,
Oct 25, 2004, 11:54:57 AM10/25/04
to

Laurelin <claudia.m...@tiscalDOLACENA.it> wrote

> e forse l'"oro opaco" con molti "fiori
> colorati" che si dice risplendere nella volta potrebbe essere un mosaico
(il
> testo dice proprio "the wide vaulting gleamed with dull gold, inset with
> flowing traceries of many colours"),

Pardon, avevo letto "flowering". In realtà sarebbe "l'ampia volta riluceva
d'oro opaco, intarsiato di fluenti arabeschi (non va bene come parola, ma
non trovo di meglio) dai molti colori"

Gwindor

unread,
Oct 25, 2004, 5:31:49 PM10/25/04
to
Laurelin wrote:

>>testo dice proprio "the wide vaulting gleamed with dull gold, inset with
>>flowing traceries of many colours"),
>

> Pardon, avevo letto "flowering". In realtā sarebbe "l'ampia volta riluceva


> d'oro opaco, intarsiato di fluenti arabeschi (non va bene come parola, ma
> non trovo di meglio) dai molti colori"

"Tracery" vuol dire molte cose, tutte aventi a che fare con l'architettura
gotica, tra cui "intarsio", "traforo", e credo anche quello che noi chiamiamo
"rosone". Letteralmente sarebbe:

"l'ampia volta riluceva d'oro opaco, con inserti di fluenti intarsi
multicolori",

dove "intarsi" sta per "traceries" e "inserti" sta per "inset", che in inglese č
un verbo ma in italiano va reso con un nome. In alternativa si potrebbe anche
usare il pių semplice:

"l'ampia volta riluceva d'oro opaco, con fluenti intarsi multicolori",

che elimina gli arabeschi, che nell'originale non ci sono, unifica "inset" e
"traceries", che in italiano possono benissimo essere resi con una sola parola,
e produce un risultato molto simile a quello che tu proponevi.

Bye

Gwindor

--
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