[Silmarillion] L'arrivo degli Uomini all'Ovest

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Nymeria

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Sep 25, 2006, 4:55:23 PM9/25/06
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L'incontro di Finrod con gli Uomini e' l'immagine speculare di quello di
Orome con gli Elfi: sono presenti molti elementi in comune, come il
ritrovamento avvenuto in virtu' del canto, l'improvvisa ondata di affetto
per le creature appena scoperte e la gioia della reciproca conoscenza
anche a dispetto delle barriere linguistiche che, come abbiamo spesso
visto in ISDA, vengono superate grazie ad una sorta di connessione emotiva
che trascende la parola stessa ("il suo linguaggio elfico era interpretato
da ogni mente a seconda delle sue capacita' "); come per i Nani prima di
loro, incontriamo gli Uomini quando hanno gia' costituito una forma di
societa', ma gli accenni sul loro passato sono molto vaghi ed a tratti
anche allarmanti a causa delle inquietanti menzioni dell'oscurita' che si
sono lasciati alle spalle, e che influiranno sulle valutazioni espresse da
molti degli Eldar.
La reazione dei Priminati infatti e' estremamente variegata: come ho gia'
notato alcuni di essi non vedono gli Uomini di buon occhio (il termine
"unfriendship" usato da Tolkien e' davvero illuminante): a questo
proposito e' molto indicativo il comportamento degli Elfi dell'Ossiriand
che - non desiderando questi estranei sul proprio territorio - non si
rivolgono direttamente a loro bensi' a Finrod affinche' agisca da tramite,
come se si ritenessero troppo superiori per stabilire dei contatti; mi
domando se l'uso del termine 'Atani', cioe' 'secondi arrivati' non abbia
condizionato il loro giudizio sugli Uomini, perche' in alcune occasioni
sembra che assuma un tono dispregiativo piuttosto che la semplice
connotazione temporale che doveva essere nelle intenzioni di Eru.
D'altro canto non mi piace neppure l'atteggiamento subordinato degli
Uomini nei confronti degli Elfi con cui stringono amicizia, perche' li fa
apparire dei servitori piuttosto che amici od alleati: forse questa mia
percezione dipende dal fatto che il Silmarillion e' strutturato come una
narrazione dal punto di vista degli Elfi, e quindi e' inevitabile che
possa soffrire di una prospettiva limitata nei confronti di altre
creature, pero' la sensazione spiacevole permane, rafforzata anche da
particolari come la scelta del nome di Beor ("Vassallo"), assunto dallo
stesso in luogo dell'originale 'Balan' una volta entrato alle dipendenze
di Finrod.
Due sono le reazioni degne di nota in questo stato di cose: da un lato la
scelta di Bereg, che toccato dall'oscurita' cui tutti stanno sfuggendo,
oppure facile preda degli inganni di Morgoth, prende la strada
dell'estremo isolazionismo, rifiutandosi di riconoscere che esiste
comunque un mondo al di la' dei propri ristretti confini geografici e
mentali - mi ha colpita l'accenno al timore di questi Uomini per la "luce"
che scorgono negli occhi degli Eldar, perche' mi ha ricordato un simile
timore da parte di Gollum; e' chiaro come Tolkien stigmatizzi la loro
scelta perche' ci informa che queste persone "sono state dimenticate".
Al polo opposto si trova invece una figura femminile, che e' anche quella
che ottiene maggior risalto nelle cronache che si occupano degli Uomini:
Haleth possiede notevoli doti di coraggio, indipendenza e spirito
pionieristico che contrastano decisamente con la sudditanza mentale di cui
parlavo poco fa - non a caso ci viene detto che era poco propensa ad
essere "guidata o governata", mentre la sua risposta alle condizioni poste
da Thingol dimostra anche una notevole inclinazione al sarcasmo; queste
caratteristiche la pongono su di un piano diverso rispetto ai propri
simili e nel contempo smentiscono ancora una volta le solite trite accuse
sulla misoginia di Tolkien.
Ritorna ancora infine l'accenno alla piu' sostanziale differenza tra i due
popoli, costituita dalla mortalita' degli uni in confronto
all'immortalita' degli altri, ed a come questo divario rappresenti per gli
Eldar una fonte di tristezza, perche' per la prima volta sono testimoni di
una morte per cause naturali, ma anche un insondabile mistero a cui tutta
la loro saggezza non sa dare una spiegazione.


--
Nymeria

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