[Silmarillion] Il Beleriand ed i suoi regni / I Noldor del Beleriand

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Nymeria

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Sep 8, 2006, 1:06:13 PM9/8/06
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In quella che, ad una lettura distratta, potrebbe apparire come una
descrizione poco interessante, Tolkien prepara lo scenario in cui tra
breve si svolgeranno avvenimenti di importanza capitale e lo dipinge in
modo tanto dettagliato da renderlo vivo e reale, a testimonianza del
minuzioso lavoro profuso in quest'opera con cui ha gettato le fondamenta
geografiche e storiche del mondo a cui stava dando vita.
E' interessante notare la similitudine tra l'impostazione di Angband e
quella di Mordor: in entrambi i casi ritroviamo un enorme cancello di
fronte al quale si estende un territorio martoriato avvolto in
un'atmosfera mefitica, pur non mancando qui come nell'Ithilien i segni
della reazione della natura che rifiuta di soccombere alla corruzione
del male; altrettanto interessante e' notare la vicinanza di una regione
dominata dal terrore seminato da Ungoliant, cosi' come il passo di
Cirith Ungol sara' dominato dalla sua discendente Shelob: la differenza
tra le due si vede nel fatto che il puro terrore generato da Ungoliant –
che puo' anche condurre alla follia – diventa nel caso di Shelob
'semplice' corruzione, a dimostrazione della degenerazione operatasi nel
corso del tempo.
Un altro punto di interesse consiste nella struttura del primo regno di
Turgon, che si trova fisicamente isolato dal resto del Beleriand – quasi
si trattasse di una prova generale di quello che sara' il completo
isolamento di Gondolin: sia Turgon che Finrod (senza dimenticare
Thingol) scelgono l'isolamento come forma di difesa, adottando in
sostanza lo stesso atteggiamento dei Valar a suo tempo stigmatizzato da
Feanor; malgrado il sostanziale fallimento della linea difensiva
adottata a Valinor, pare che la scelta di 'chiudere la porta' nei
confronti del resto del mondo sia quella che gode di maggior favore –
faccio fatica a non pensare alla vena di egoismo che permea questo tipo
di atteggiamento, perche' se da un lato mi rendo conto che l'isolamento
fisico dal resto del mondo fornisce un'oasi di tranquillita' e di
sicurezza (per quanto temporanea), dall'altro e' impossibile ignorare il
sostanziale egoistico distacco dai propri simili che questa scelta comporta.
Gli ammonimenti di Ulmo a Turgon contro i pericoli dell'orgoglio ("non
compiacerti troppo dell'opera delle tue mani"), ed a proposito della
salvezza che si trova ad Ovest, sembrano voler indicare che, malgrado
l'ineluttabilita' del giudizio di Mandos, il futuro e' comunque fluido,
che l'uso della saggezza puo' evitare le conseguenze peggiori, e –
cosa ancora piu' importante - che esiste una concreta possibilita' di
perdono, sempre che i Priminati siano disposti ad apprendere dagli
errori del passato anziche' ripeterli.
La rivelazione del massacro di Alqualonde: l'insistenza con cui Melian
tenta di ottenere la verita' da Galadriel mostra un notevole intuito che
pero' non scade mai nella prevaricazione "mi dici molte cose, eppure
molte altre ne intuisco" – Melian come Ulmo preferisce consigliare e
guidare ed e' per questo che le reazioni spesso superficiali di Thingol
appaiono, per contrasto, come il frutto della cieca testardaggine; in
questo caso, come in altri, vediamo che Melian possiede la capacita' di
intuire il futuro e tutte le implicazioni di una data scelta, mentre
Thingol appare piu' radicato nel presente, piu' legato all'immediatezza
delle situazioni e poco propenso a considerare le conseguenze a lungo
termine: per lui i figli di Feanor sono potenti alleati contro Morgoth
ed egli non sembra disposto a dare peso all'ammonimento di Melian "le
loro spade ed i loro consigli sono a doppio taglio" – e neppure ad
ascoltare i suggerimenti del suo inconscio.
Unica eccezione in questo senso e' la sua reazione alla rivelazione
sulla strage dei Teleri: proibire l'uso del linguaggio dei Noldor
significa negare le radici piu' profonde che legano un popolo al proprio
passato ed alla propria identita', perche' se il linguaggio e' un
'attrezzo' con cui forgiare il mondo che ci circonda, la sua perdita
puo' avere conseguenze profonde e durature, i cui effetti saranno sempre
piu' visibili con il trascorrere del tempo.

--
Nymeria

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