ISDA - L'attraversamento delle Paludi

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Nymeria

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Mar 4, 2005, 11:04:11 AM3/4/05
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Nel breve spazio di questo capitolo si verifica un importante
cambiamento, quello dell'inversione dei ruoli fra Gollum e gli Hobbit:
mentre il rapporto e' iniziato con la sua sottomissione alla loro
autorita' - esposta principalmente nei paragoni di tipo 'canino' con
cui sono descritti i suoi atteggiamenti - ora e' Gollum che si trova in
posizione di vantaggio e gli altri due si devono affidare totalmente a
lui per attraversare un territorio sconosciuto e pericoloso.
La parte di personalita' che appartiene a Gollum tende di conseguenza
ad affacciarsi senza timore, addirittura con atteggiamenti di sfida,
come quello di rievocare il gioco ad indovinelli con Bilbo, quale
indicazione subliminale del fatto che non ha dimenticato di essere
stato ingannato e che progetta di pareggiare i conti; le due meta' sono
ancora in conflitto, come si vede nel 'dialogo' vicino a Frodo
addormentato, con Gollum che allunga la mano verso di lui e Smeagol che
la ritrae - addirittura Gollum tende ad ingannare se' stesso quando
promette a Smeagol che non fara' del male a Frodo e nello steso tempo
gli rammenta il suo odio per *tutti* i Baggins - ed infatti propone di
chiedere l'aiuto di "lei", per la costernazione di Smeagol.
I sospetti di Sam nei suoi confronti si appuntano principalmente sulla
tangibile minaccia creata dalla fame - perdendo completamente di vista
il rischio costituito dall'Anello e riportato drasticamente alla luce
dalla conversazione "a due" ascoltata per caso; e' invece Frodo, che
pure ha concesso fiducia a Gollum, ad essere piu' conscio dei rischi
creati dalla sua presenza.
Un altro mutamento nei ruoli e' quello che avviene tra Frodo e Sam: il
peso dell'Anello si sta facendo insostenibile e Frodo pare estraniarsi
sempre di piu' dal contatto con la realta'; Sam diviene qui la forza
trainante (moralmente ma anche fisicamente) e penso che da questo
dipenda l'acuirsi della sua diffidenza nei confronti di Gollum: in un
certo senso si potrebbe dire che Sam si senta 'proprietario' del
benessere di Frodo e che si comporti come se il suo ruolo fosse
minacciato dall'intrusione di Gollum; e' forse questa percezione che
spinge Frodo - quando ammette di non nutrire grandi speranze di
sopravvivere alla missione - a rassicurarlo sulla qualita' del loro
rapporto con quel "dearest Hobbit, friend of friends".
La perizia narrativa che fino ci ha illustrato paesaggi di insolita
bellezza e' presente anche in questo capitolo al cui centro si trovano
due luoghi che della bellezza sono la negazione, le Paludi Morte e la
desolazione di Mordor: le prime sono un paesaggio triste e nello stesso
tempo repellente - e mi domando se non ci sia un significato
particolare nel fatto che Gollum, cui si possono applicare gli stessi
aggettivi, vi si muova con scioltezza; l'assenza di vita e di
movimento, l'aspetto della luce solare e soprattutto l'apparizione dei
morti sotto la superficie dell'acqua contribuiscono al clima da incubo
in cui si svolge il viaggio e che si rispecchia nella frase "la memoria
non trovava nulla su cui appoggiarsi".
Mordor e' stato fino ad ora un riferimento piu' legato al mito che ad
un luogo reale - ora questa realta' si e' concretizzata nel peggior
modo possibile; come sottolineava Mandos qualche tempo fa, questa
descrizione e' indubbiamente una delle piu' potenti del libro: trovo
molto interessante l'accento sulla difficolta' della luce ad esistere
ed a svolgere la propria vitale funzione, come espresso da diversi
riferimenti in cui essa appare "riluttante" e si manifesta
"lentamente", come se qui il suo naturale compito fosse un'incombenza
ripugnante.

--
Nymeria - FeSTosa #313
Despair is only for those who see the end beyond all doubt

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