ISDA - La finestra che si affaccia ad occidente

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Nymeria

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Mar 20, 2005, 9:34:56 AM3/20/05
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All'origine questo capitolo era intitolato "Faramir" ed infatti e'
decisamente incentrato su di lui; apprendiamo molto sul suo conto,
soprattutto da cio' che dice e da come lo dice ed in questo risiede per
me la grande differenza con Boromir: quest'ultimo tendeva a parlare *di*
se' stesso, mentre Faramir lascia che siano le sue azioni a parlare per lui.
Allo stesso tempo Faramir e' capace di grande intuito ed una delle sue
caratteristiche fondamentali e' la comprensione dell'animo umano grazie
ad una abile lettura di cio' che gli altri rivelano o che scelgono di
non rivelare: la reticenza di Frodo nei confronti di Boromir
(soprattutto dopo la scoperta del suo legame con Faramir) e' il nodo
centrale della battaglia intellettuale che si gioca tra i due eppure
serve anche a creare tra loro un primo legame; le obiettive
considerazioni di Faramir su luci ed ombre della personalita' del
fratello (molto rivelatore il discorso con Denethor sulla possibilita'
di diventare re) non prescindono dall'amore che li lega ma lo conducono
ugualmente ad una chiara percezione dei problemi esistenti in seno alla
Compagnia, malgrado la diplomatica scelta di Frodo di parlare di 'dubbi'
piuttosto che di contrasti: la tristezza con cui si rende conto delle
motivazioni che hanno portato alla caduta di Boromir e' intrisa di
affetto e di consapevolezza in ugual misura.
Un'altra importante affinita' e' quella che si crea grazie a Gandalf ed
al legame che entrambi hanno stabilito con lui: quando Faramir afferma
che non gli piace uccidere senza ragione e quando riconosce la qualita'
"elfica" del volto di Frodo, e' inevitabile pensare allo stregone ed
alla somiglianza tra lui e Faramir (che piu' tardi Sam esprimera' come
forma di complimento) - ora lui e Frodo sono accomunati dal dolore per
la sua perdita.
Il desiderio di Frodo e Faramir di testare la reciproca affidabilita' e'
evidenziato dalla volonta' di conoscere quanto piu' possibile delle
rispettive culture e questo offre a Tolkien l'occasione di inserire
altri stralci di storia antica nel racconto; mi piace molto il discorso
sui Rohirrim e sul declino dei Popoli Alti, testimoniato anche dal
famoso discorso "non amo la spada ...":a Faramir, proprio per la sua
affinita' con l'autore, e' affidato il commento sulla fine di un'era,
che e' uno dei temi dell'opera e che ben si addice alla sottile vena di
malinconia che anima questo personaggio.
Non sono solo gli Hobbit ad abbassare la guardia durante la cena, ma
anche il lettore: si rimane distratti dalla bellezza della cascata, ci
si commuove nel momento dell'inchino verso Ovest e la perduta Numenor e
soprattuto si sorride degli Hobbit che "non rifiutano ne' una seconda
ne' una terza porzione", e di Sam che non ha voluto dormire per paura di
"smussare il suo nobile appetito" :-) ed e' per questo che lo scivolone
di quest'ultimo ci prende di sorpresa quanto i protagonisti: eppure il
suo errore gli permette, sia pure con i suoi modi un po' sbrigativi, di
chiarire definitivamente la posizione di Faramir - e di rivelarne
completamente la nobilta' d'animo - dando a Frodo la possibilita' di
scegliere la fiducia: come dice Faramir "era destino", ed infatti tutto
il match verbale che li ha visti impegnati fino ad ora e' servito ad
avvicinarli progressivamente e a condurli a questo punto; quando Frodo
decide di confidare in lui e' come se si liberasse di un peso, per
addormentarsi poco dopo, non solo per stanchezza ma per l'improvviso
rilascio di una tensione a lungo accumulata.

--
Nymeria - FeSTosa #313
Despair is only for those who see the end beyond all doubt

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