[Silmarillion] La distruzione del Doriath

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Nymeria

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Nov 6, 2006, 2:58:07 PM11/6/06
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Il tema principale di questo capitolo sembra essere la reazione
dell'individuo alle prove cui viene sottoposto - purtroppo nessuno dei
protagonisti di queste pagine riesce a superare il test, neppure la Maia
Melian, che dopo la morte di Thingol sceglie di abbandonare al proprio
destino non solo il regno cosi' gelosamente protetto, ma anche i suoi
abitanti.
Hurin, dopo aver resistito per lunghi anni alle sofferenze inflittegli
da Morgoth, cede alla fine alle suggestioni del nemico prestando fede
alle informazioni alterate che questi gli fornisce ed osservando cio'
che lo circonda attraverso la lente distorta della menzogna: difficile
non pensare alle visioni offerte dal Palantir a Denethor ed alle
sconsiderate reazioni di quest'ultimo - analogamente, Hurin diventa
un'arma nelle mani di Morgoth, fornendogli la chiave per la distruzione
del Doriath e di Gondolin.
In queste pagine Hurin dimostra tutta la sua umana fragilita', che
appare ancora piu' marcata se confrontata con i lunghi anni di
resistenza, e soccombe all'amarezza ed alla disperazione ma soprattutto
alla solitudine ed all'isolamento: Morgoth non si e' limitato a
rovesciare lutti e disperazione sulla sua famiglia ed a causare la morte
dei figli, ma lo ha privato del rispetto e dell'ammirazione di cui
godeva trasformandolo in una sorta di spettro che incute solo paura e
sospetto, cosi' aggiungendo un altro crudele tassello al quadro delle
sofferenze che gli ha inflitto; anche l'incontro con Morwen appare privo
di qualunque gioia, per quanto fugace, perche' sentendosi prossima alla
morte, ed essendo in preda all'angoscia per la sorte dei figli, la
moglie gli risponde quasi con lo stesso genere di distacco che si
potrebbe riservare ad un estraneo.
Quest'ultima perdita sembra la classica goccia che fa traboccare il vaso
e che permette alla collera di prendere il sopravvento sulla ragione: il
silenzio e la solitudine in cui Hurin e' imprigionato si impossessano
della sua anima ("non udiva alcun suono, non vedeva e non sentiva
nulla") e lo privano di ogni possibile residuo di umanita' e di
compassione, abbreviando drammaticamente il passo da martire ad
esecutore dei disegni di Morgoth - che fedele al proprio 'modus
operandi' preferisce che le vittime stesse portino a compimento i suoi
piani: cio' che piu' sgomenta a questo punto e' la totale indifferenza
manifestata da Hurin quando comprende, con l'aiuto di Melian, il vero
ruolo che e' stato costretto a giocare – egli e' stato "privato di ogni
scopo e desiderio" e questo rende vane sia la ritrovata liberta' che
l'orrore nel comprendere di essere stato un semplice strumento nelle
mani del nemico.
Anche Turgon fallisce la prova cui gli eventi lo sottopongono:
l'opportunita' di aiutare l'antico amico ed alleato mi appare come
un'ultima chance di salvezza per Gondolin - i velati ammonimenti di
Thorondor mi fanno pensare che probabilmente i Valar lo stanno testando
per controllare se e' ancora capace di un moto di generosita' o se e'
invece irrimediabilmente chiuso nel proprio isolamento fisico e mentale;
purtroppo i passati consigli di Ulmo sono rimasti inascoltati ed a nulla
vale il tardivo pentimento di Turgon, perche' il richiamo disperato di
Hurin serve solo a firmare la condanna a morte della citta'.
Ed infine Thingol, che appare notevolmente ammorbidito nei suoi
atteggiamenti rispetto al passato: lui, un tempo cosi' orgoglioso ed
altero, ora comprende lo stato d'animo di Hurin e non reagisce alle
ingiuste accuse ed agli insulti dell'uomo; eppure questo cambiamento non
lo salva dalla maledizione dei Silmaril e da una fine cruenta, mostrando
come questi oggetti di grande bellezza e valore siano anche potenti
catalizzatori per il 'lato oscuro' che si cela indifferentemente
nell'animo di tutti coloro che ne vengono in contatto e che non sono
capaci di ignorarne il richiamo - Feanor, Melkor e persino il piu'
'puro' Beren ed i suoi discendenti sono incapaci di affrancarsi da
questa catena pressoche' ininterrotta di cupidigia e di violenza.

--
Nymeria

Mandos

unread,
Nov 6, 2006, 5:23:48 PM11/6/06
to
Il Mon, 06 Nov 2006 20:58:07 +0100, Nymeria ha scritto:

> Il tema principale di questo capitolo sembra essere la reazione
> dell'individuo alle prove cui viene sottoposto - purtroppo nessuno dei
> protagonisti di queste pagine riesce a superare il test

<doloroso snip>

standing ovation

--
Mandos - IAFo# 157, FeSToso, LIstaro, Scribano e
Referente dello Smial Proudneck - www.proudneck.it
Oh Boromir! The Tower of Guard shall ever northward gaze
To Rauros, golden Rauros-falls, until the end of days.

Nymeria

unread,
Nov 7, 2006, 3:12:50 PM11/7/06
to
Mandos ha scritto:

> standing ovation

Addirittura !!!!
Ma grasssie ! :-)

--
Nymeria

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