[Silmarillion] La quinta Battaglia: Nirnaeth Arnoediad

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Nymeria

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Oct 19, 2006, 4:19:47 PM10/19/06
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Il profondo cambiamento avvenuto in Beren e Luthien dopo il loro
ritorno dalla morte (evidenziato da quell'accenno all'indifferenza per
la fame e la sete, che li pone su un diverso piano rispetto agli altri
mortali) conferisce un risvolto amaro alla conclusione della loro
vicenda ed introduce una delle parti piu' tristi e dolorose dell'intera
opera, perche' la sensazione di inutilita' che pervade qualunque
iniziativa dei Noldor, conseguenza della Profezia di Mandos, permea
queste pagine vanificando amaramente anche le gesta piu' eroiche:
infatti, contrariamente a quanto avviene in ISDA, qui Tolkien anticipa
le conclusioni togliendo ai lettori qualunque barlume di speranza.
La precisa collocazione degli opposti schieramenti e l'altrettanto
precisa descrizione delle manovre tattiche della battaglia rendono
questa cronaca estremamente vivida ed interessante sia dal punto di
vista narrativo, poiche' l'evento costituisce un'importante svolta
nell'equilibrio di forze del Beleriand, sia dal punto di vista
personale; senza dubbio JRRT deve aver attinto alle sue esperienze
belliche per quanto riguarda lo sviluppo della vicenda e cio' e'
particolarmente evidente nel momento in cui mostra al lettore uno degli
aspetti piu' terribili del conflitto: il mancato ritorno a casa degli
appartenenti all'esercito di Fingon o degli Uomini del casato di Hador
e' una chiara trasposizione dell'altissimo costo in vite umane del
primo conflitto mondiale.
E' interessante notare come in questa storia sugli Elfi, idealmente
narrata da Elfi, il perno degli eventi sia costituito da due razze
'outsider': prima di tutto gli Uomini, che si mettono in luce sia per
il tradimento delle alleanze che per il coraggio ed il sacrificio, a
dimostrazione di quanto il loro ruolo possa essere decisivo; questa
impressione e' confermata dal dialogo fra Huor e Turgon, in cui il
primo manifesta la propria forza d'animo e la fede per il futuro –
tanto da esprimere un'importante profezia - mentre il secondo appare
rassegnato alla fine di tutto e meno predisposto a combattere a
dispetto dell'esito scontato.
Gli altri sono i Nani, che dimostrano qui le qualita' di forza e di
valore che impareremo a conoscere bene in Gimli – malgrado cio'
rimangono comunque un gruppo a se' stante, ben distinto dagli altri non
solo per armi ed armature ma soprattutto per il comportamento, come
evidenziato nel momento della morte del loro re: la processione
funeraria che ne trasporta il corpo lontano dal campo di battaglia e'
raffigurata come un'isola in un mare di confusione, a rafforzare
l'impressione di riserbo e distacco che sono propri di questo popolo e
che forse ne costituiscono anche la difesa nei confronti della
discriminazione di cui sono stati oggetto da parte degli Elfi; la loro
partecipazione alla battaglia ed il loro eroismo sono la testimonianza
di quanto quei pregiudizi fossero sbagliati.
La conclusione dello scontro viene sottolineata con il cadere
dell'oscurita' ("Night fell in Hitlum") che ha anche il sapore della
fine di un'era; mi incuriosisce la "tempesta di vento dall'Ovest" – un
caso o forse un significato particolare legato ai Valar ?
Ancora una volta viene svelato come la crudelta' di Morgoth sia basata
sui suoi timori ed incertezze: il desiderio di distruggere Gondolin – e
Turgon in particolare – scaturisce dall'antico presagio di sconfitta
che la vista di quest'ultimo ha sempre evocato in lui, ed e' nel
perseguire questo scopo che Morgoth rivela chiaramente i propri limiti;
convogliando la sua attenzione (e le sue forze, che sappiamo non essere
infinite) solo su una singola pedina del campo di gioco – Hurin ed i
suoi familiari – anziche' approfittare della situazione di sbando e
totale frammentazione degli avversari, egli commette l'errore di non
sbaragliarli completamente nel momento in cui sono piu' deboli; forse
non a caso questa incompleta vittoria del Male e' testimoniata, nella
desolazione dell'Anfauglith, dalla crescita dell'erba sul tumulo che
raduna le spoglie dei vinti e dalla riluttanza delle creature di
Morgoth nel calpestare quel terreno.

--
Nymeria


Mandos

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Oct 19, 2006, 4:48:29 PM10/19/06
to
Il Thu, 19 Oct 2006 22:19:47 +0200, Nymeria ha scritto:

<snip>

Al solito, splendida analisi.

Ma dissento su un punto

Quando scrivi:

> Ancora una volta viene svelato come la crudelta' di Morgoth sia basata
> sui suoi timori ed incertezze:

Mi sembra, invece che si possa applicare a questo fatto quello che Gandalf
dice di Sauron, nel commentare che sauron si sia limitato a levare a
Thrain (?) l'anello senza preoccuparsi d'altro: che una piccola svista
risulterà fatale

> convogliando la sua attenzione (e le sue forze, che sappiamo non essere

> infinite) solo su una singola pedina del campo di gioco - Hurin ed i
> suoi familiari - anziche' approfittare della situazione di sbando e
> totale frammentazione degli avversari

Ma riesce a annientare il Nargothrond proprio 'sfruttando' Turin: non mi
pare, quindi, che si accanisca solo su uno. Sfrutta tutte le occasioni
generate dalla caparbietà di Turin. E si giova delle malfatte dei figli
di Feanor


--
Mandos - IAFo# 157, FeSToso, LIstaro, Scribano e
Referente dello Smial Proudneck - www.proudneck.it
Oh Boromir! The Tower of Guard shall ever northward gaze
To Rauros, golden Rauros-falls, until the end of days.

Nymeria

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Oct 20, 2006, 12:27:43 PM10/20/06
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Mandos ha scritto:

> Al solito, splendida analisi.

Grasssssie ..

> Ma dissento su un punto
>
> Quando scrivi:
>
>> Ancora una volta viene svelato come la crudelta' di Morgoth sia basata
>> sui suoi timori ed incertezze:
>
> Mi sembra, invece che si possa applicare a questo fatto quello che Gandalf
> dice di Sauron, nel commentare che sauron si sia limitato a levare a
> Thrain (?) l'anello senza preoccuparsi d'altro: che una piccola svista
> risulterà fatale

Ho parlato di "timori ed incertezze" perche' vedo nel comportamento di
Morgoth la stessa paura cui accennavo nel capitolo sulla morte di
Fingolfin: il suo scopo principale e' si' di annientare Turgon per una
serie di motivi 'politici' (ora e' a capo dei Noldor ed appartiene
all'odiata stirpe di Fingolfin) ma il suo accanimento nasce dal fatto
che sin dai tempi di Valinor la vista di Turgon gli provocava un
..forte senso di disagio :-) [**]
Cedendo ai propri timori nei confronti di Turgon, e concentrandosi
principalmente sull'annientamento suo e di Gondolin, perde un po' di
vista quella che normalmente viene definita "the big picture".

>> convogliando la sua attenzione (e le sue forze, che sappiamo non essere
>> infinite) solo su una singola pedina del campo di gioco
>

> Ma riesce a annientare il Nargothrond proprio 'sfruttando' Turin: non mi
> pare, quindi, che si accanisca solo su uno. Sfrutta tutte le occasioni
> generate dalla caparbietà di Turin. E si giova delle malfatte dei figli
> di Feanor

Senz'altro; pero' - considerando il quadro generale - sono battaglie
vinte che non gli permetteranno comunque di vincere la guerra(e meno
male, aggiungo io .. :-D )

[**]
Come sempre, dovrei smetterla di consultare la traduzione di Saba
Sardi: dove Tolkien scrive "for of old in Valinor his eye had lighted
upon him", CSS traduce "in tempi antichi infatti, l'occhio di questi
l'aveva investito della sua luce" - gia', non era riuscito a frenare in
tempo..

--
Nymeria


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