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[OT?] Elfi di Gran Burrone: uno stile di vita?

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Adanedhel

unread,
Jan 4, 2003, 2:30:46 PM1/4/03
to
Noi che abitiamo da piu' di vent'anni nel paese che esiste solo nelle
favole.

Si fanno chiamare Elfi del Gran Burrone, come nel "Signore degli
Anelli". Niente luce o tv: dalla casa al cibo, ogni cosa autoprodotta.
Visionari? <<Tutto inizio' dopo il '77...>> / dal nostro inviato
Jenner Meletti /Il Venerdi' di Repubblica n.772 - 3 gennaio 2003.

In fondo alla valle, nei bar a fianco della strada statale, dicono che
quelli che stanno lassu' <<vivono fuori dal mondo>>. <<Si fanno
chiamare gli Elfi del Gran Burrone. Sembrano brave persone, ma come si
fa a vivere come fanno loro? Non hanno niente>>. La strada che sale
sembra quella del Pordoi. Poi si deve lasciare l'auto, camminare nei
sentieri del bosco. Cade la prima neve e Claudia porta in casa le
foglie del tiglio che serviranno per le tisane. <<Si', sono una di
quelle che non hanno nulla. Ma in quale tv potete vedere colori come
questi? La neve che si posa sulle foglie rosse cadute, i caprioli
fermi fra le betulle. Chi puo' raccontare le emozioni della mia
bambina quando all'alba, mentre attraversa il bosco per andare a
scuola, incontra il branco dei cervi?>>.
Eccoli qua, gli Elfi del Gran Burrone. Il nome lo hanno rubato alla
saga di Tolkien, Il Signore degli Anelli, le case se le sono costruite
pietra su pietra in vent'anni di lavoro, sui ruderi delle abitazioni
abbandonate dai contadini dopo l'ultima guerra. <<Dicevano che non
avremmo passato l'inverno, su queste montagne. Dicevano che la voglia
di fare i contadini, a noi della citta', sarebbe passata presto. E
invece siamo qui da 22 anni. Eravamo solo 4, all'inizio, piu' un
branco di capre. Ora siamo quasi duecento, e abbiamo 50 bambini. Ma
non scriva dove siamo. Chi ci conosce sa gia' come raggiungerci. I
curiosi, o quelli che vogliono provare l'emozione di incontrare un
elfo nel bosco, non ci interessano>>.
Sono andati via da casa negli anni della Milano da bere. Hanno
lasciato Genova o Bologna dopo la delusione del '77, quando altri
ragazzi hanno preso le strade del terrorismo o della droga. <<Per
capirci>>, dice Mario, che ha 51 anni ed e' uno dei fondatori
<<dovrebbe restare qui almeno una stagione. Io posso solo dire che,
qui sui monti, mi sento libero e non subisco il ricatto del denaro,
del tempo e del lavoro. "Sviluppo sostenibile", dicono gli esperti.
Nemmeno conoscevamo queste parole quando abbiamo iniziato...>>.
Sul pezzo del crinale dell'Appennino tosco emiliano suona spesso il
corno degli Elfi. Due suoni lunghi, uno breve: c'e' un'emergenza. Due
lunghi, due brevi, uno lungo: c'e' una festa. <<Ormai viviamo in
ventidue case>>, dice Mario. <<Il corno ci chiama a raccolta. Per
assistere una donna che sta per partorire, o dare il benvenuto alle
famiglie che sono tornate dalla raccolta delle olive in Puglia o in
Calabria>>. La comunita' e' divisa in cinque villaggi, che si chiamano
Piccolo e Gran Burrone, Poggiolone, pian Lungone, e un altro che
ancora deve decidere il proprio nome. <<Le regole sono semplici. Si
deve vivere in armonia con gli altri. Se non sei capace di coltivare
l'orto puoi custodire i bambini o prendere l'acqua dalla sorgente, ma
un contributo si deve dare. Gli arroganti non li vogliamo: qualcuno e'
arrivato, ma l'assemblea ha deciso il loro allontanamento>>.
Il <<Parlamento>> degli Elfi si riunisce quando la Luna e' piena.
Tutti in cerchio, attorno a un fuoco, e ognuno puo' dire la sua quando
il vicino gli passa il <<bastone parlante>>. <<In assemblea abbiamo
preso solo le decisioni importanti come quella di costruire una nostra
scuola, cosi' i bambini possono scegliere fra questa e quella giu' in
paese. In assemblea ogni anno decidiamo il bilancio economico>>. Wall
Street e' lontanissima. <<Noi produciamo gli ortaggi ed abbiamo
un'eccedenza di farina di castagne, patate e a volte di olio raccolto
emigrando al Sud. Abbiamo bisogno di grano (100 quintali all'anno), di
riso, di miglio, lenticchie e ceci, e anche miele. Con le eccedenze
facciamo baratti, ad esempio con gli "Zappatori senza padrone" del
forlivese, che prendono la farina di castagne e ci danno aglio e
cipolle che qui non crescono. Ma altre cose bisogna acquistarle, soldi
alla mano. E allora abbiamo costruito i forni di pietra, li abbiamo
messi su un camion e andiamo a concerti o manifestazioni a cuocere le
pizze. Eravamo anche al G8 di Genova. Quando i carabinieri hanno fatto
una carica, noi ci siamo messi a fare i giocolieri con le palle
colorate. Si sono fermati, bloccati dallo stupore>>.
Certo non e' che consumino molto. <<Per vivere qui in 200 persone, con
tanti bambini, ci servono dai 15.000 ai 20.000 euro all'anno. Il costo
di una macchina, per le altre famiglie. Il principio secondo il quale
si distribuiscono il cibo acquistato o il latte delle nostre sei
vacche e' semplice: si contano le bocche da sfamare>>. L'ospitalita'
e' sacra e si prepara il pranzo. Prima i bambini, poi i grandi. Riso,
cavoletti e zucca, cavolo rosso. A tavola oggi ci sono anche i neonati
che tutti chiamano <<i trimelli>>, ossia i tre gemelli Gelsomino,
Tommaso e Ame', che hanno 5 mesi e prendono il latte dalla loro mamma
Roberta.
Il grano viene trsformato in farina con antiche macine di pietra. <<Le
multinazionali che hanno il monopolio e il brevetto dei semi non ci
vogliono bene. Abbiamo tesori nascosti, come i semi del grano marzuolo
o boscherino, e il farro di montagna, le mele Carle e Francesche, le
pere Coscia. Sono sopravvissute nei boschi, lasciate dai contadini del
tempo. Gli altri coltivatori le hanno perse, perche' da anni
acquistano semi ibridi che sono sterili>>.
Una focaccia di farina integrale nello zaino, accanto ai libri. C'e'
chi si alza alle 5.30 per andare al liceo. Una camminata nei boschi,
poi la jeep che porta fino alla strada asfaltata dove passa la
corriera. Elfo, 18 anni, e' il primo nato nella comunita', e gli e'
toccato questo nome. Sta preparando una pasta al ragu' per Iani,
Duende, Inti, Peikko e Tao che stanno tornando da scuola. <<Faccio il
cuoco mezz'ora al giorno e questo e' il mio contributo alla
comunita'>>. Elfo e gli altri ragazzi non hanno scelto questa vita, se
la sono trovata. Ma Inti a 9 anni e' stato portato via da sua madre
che lasciava gli Elfi e adesso che ne ha 14 e' tornato sulla montagna.
<<Non mi piace la vita in citta'. Vai qui, vai la', mai un momento
libero>>. I pannelli solari permettono di dare energia a qualche
lampadina, ma oggi nevica: si accendono le candele.
**************
ICQ: 173677613
**************

bubbo

unread,
Jan 4, 2003, 2:58:10 PM1/4/03
to
[mega-cut]
cacchio, lo volevo postare io ques'articolo.
beh, se ne e' parlato qualche tempo fa. ricordo che in quel periodo
sono andato proprio a pistoia, dove sembra che vivano questi elfi,
ovviamente con maggiori info avrei chiesto alla mamma di portarmi a
dirgli ciao. io spero che la gente non cominci ad affollare i boschi
italiani per poi tornare dopo pochi giorni alla civilta' per nostaligia
dei giochini del cellulare. e poi mi sembra che questi elfi si siano in
pochino immischiati in cose che non centra una ceppa con la vita nei
boschi, come il G8. mah... sicuramente sono persone che hanno capito.
non so cosa, altrimenti l'avrei capito anche io. ;-P

--
bubbo
Membro deI FeSTosi # 100000100b

Umberto De Tomi

unread,
Jan 4, 2003, 4:46:25 PM1/4/03
to
[CUT]

Che dire, sorprendete! Come ha detto Bubbo, gli Elfi dei boschi si
immischiano in cose che con loro hanno poco a che vedere, come il G8 (è da
qui che l' articolo ha cominciato ad infastirmi) . Io non reggerei mai una
vita simile, e non sono nemmeno sicuro che una vita così sia "giusta", visto
che all' uomo servono contatti umani di diverso tipo, e non limitati ad una
cerchia di persone ristretta. Forse è un argomento troppo complesso,
comunque voi che dite?


Ered Luin

unread,
Jan 4, 2003, 4:51:04 PM1/4/03
to

"Adanedhel" <saint...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:9gde1v0iqkmtts4t3...@4ax.com...

> Noi che abitiamo da piu' di vent'anni nel paese che esiste solo nelle
> favole.
>

Sě, qualche mia amica anni fa ha fatto una puntata da loro: se sono gli
stessi delle montagne pistoiesi, credo ogni estate facciano una specie di
grande raduno internazionale hippy sui monti, danze attorno al fuoco, poi la
gente (tanta) torna via all'improvviso cosě come all'improvviso era
arrivata.

Poi mi sono giunte qualche notizia, e una volta credo di averne incontrato
qualcuno facendo trekking: cmq se ne sa poco, e le mie ultime informazioni
risalgono a molto tempo fa (6 anni fa, per la precisione).

Ciao.
E.L.


Nemesis

unread,
Jan 5, 2003, 4:24:03 AM1/5/03
to
"Adanedhel" <saint...@hotmail.com> ha scritto nel messaggio
news:9gde1v0iqkmtts4t3...@4ax.com...
> Noi che abitiamo da piu' di vent'anni nel paese che esiste solo nelle
> favole.
>
> Si fanno chiamare Elfi del Gran Burrone, come nel "Signore degli
> Anelli". Niente luce o tv: dalla casa al cibo, ogni cosa autoprodotta.
> Visionari? <<Tutto inizio' dopo il '77...>> / dal nostro inviato
> Jenner Meletti /Il Venerdi' di Repubblica n.772 - 3 gennaio 2003.

[cut]

Wow ! Veramente sorprendente, ne avevo già sentito parlare una
organizzazione
sociale e culturale veramente d'altri tempi.

--
Paolo
------------------------------
email me also at:
paol...@blu.it
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ICQ UIN 167566803
Personal Web Page:
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Mobile: 349 4481834
-----------------------------------

Augusto Pucci

unread,
Jan 5, 2003, 7:21:17 AM1/5/03
to
>vita simile, e non sono nemmeno sicuro che una vita cosě sia "giusta", visto

>che all' uomo servono contatti umani di diverso tipo, e non limitati ad una
>cerchia di persone ristretta. Forse č un argomento troppo complesso,
>comunque voi che dite?

Che Tolkien stesso inorridiva di fronte alle prime manifestazioni
"estreme" legate al suo nome e alle sue opere (ad esempio ai
conviviali ritrovi di gente vestita secondo una improbabile moda
strile terra di mezzo...) immagino che si sganascerebbe dalle risate.
Ma soprattutto... il G8 con la vita nei boschi che c'entra ?
E poi... gli elfi di Rivendell facevano le pizze ?
Ma poi... se sono privi di contatti col mondo come facevano a sapere
del G8 ?
Parlando seriamente... ognuno č libero di vivere come preferisce... ma
imporre ai propri figli una vita sostanzialmente priva di contatti col
mondo esterno la trovo una orribile violazione dei piů fondamentali
diritti della persona.
Ogni individuo ha il sacrosanto diritto di conoscere il mondo, le
opinioni degli altri, persone diverse... questo meccanismo di scambio
di informazioni e visioni č alla base di quella che chiamiamo
evoluzione culturale.
Privarsene č un conto.. scleta stupida ma legittima, privarne altri
individui senza possibilitŕ di scelta č un'altra cosa.

Ah... ma soprattutto... ma chi l'ha detto che gli Elfi di Gran Burrone
vivevano di orticultura e di cultura tardo hippy ?
A me gli Elfi, in particolare i Noldor, hanno sempre dato
l'impressione di una razzanobile e meravigliosa sě, ma complessa, non
priva talvolta di superbia e ira... non certo esserini semplici,
indifesi e dediti a una vita di stenti e isolamento.

Probabilmente questi improbabili "Elfi di Gran Burrone" si ispirano
all'immagine dell'elf della tradizione irlandese... pčer intenderci
quelle creature tra lo sciocco e il melenzo tanto dipsrezzate da
Tolkien (-> "On Fairy Tales").

Augusto Pucci
http://www.neuraldaemon.com/pucci

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