ISDA - La cavalcata dei Rohirrim

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Nymeria

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May 12, 2005, 5:16:29 PM5/12/05
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Se prima il povero Merry si sentiva solo e triste, pur circondato da
persone amiche, ora che non vuole e non deve essere notato il suo
isolamento e’ ancora piu’ completo e la sua tristezza ancora piu’ acuta,
inasprita dai dubbi sulla propria reale utilita’ (per tacere della
comprensibile paura); non riesco ad immaginare una pena peggiore per un
solare Hobbit, amante della buona compagnia, del riso e soprattutto
delle comodita’, di questa cavalcata verso un destino molto incerto.
Fortunatamente l’elastica fibra degli Hobbit e’ abbastanza forte da
resistere anche a queste prove, come dimostrato dalla conversazione con
Helfhelm e dallo spirito che la anima: e’ confortante vedere come la
prontezza verbale di Merry ritorni velocemente in superficie quando
serve (“Non sono una radice, signore, ne’ un sacco, ma uno Hobbit
ammaccato”) ed e’ divertente osservare la cocciuta fedelta’ dell’uomo al
suo impegno di restare cieco e sordo alla sua presenza, culminante in
quel “Fai i bagagli, Messer Sacco !”.
L’incontro con Ghan-buri-Ghan e’ uno dei tanti particolari che rendono
la Terra di Mezzo cosi’ viva e reale, con gli accenni ad antiche
civilta’ quasi dimenticate ed a miti che spesso si trasformano in
realta’ concreta; mi piacerebbe azzardare un paragone tra i Woses e gli
Ent: considerati entrambi leggendari, pur essendo vivi e reali, sono
destinati a scomparire – gli Uomini Selvaggi perche’ preferiscono
restare in disparte e gli Ent perche’ avviati all’estinzione – eppure si
dimostrano tutti e due vitali per la sopravvivenza ed il successo dei
Rohirrim.
Trovo molto interessante che Theoden lasci principalmente ad Eomer il
compito di dialogare con Ghan-buri-Ghan, riservandosi un breve
intervento ed esprimendosi solo alla fine, quando giunge il momento
della decisione: puo’ essere sia un modo per far crescere il nipote nel
suo ruolo di leader (non dimentichiamo che il re sente che la sua fine
e’ vicina) sia il mezzo per osservare il proprio interlocutore mentre la
sua attenzione e’ rivolta altrove; l’atteggiamento di Eomer e’ composto
in parte da arroganza ed in parte da diffidenza sulla reale utilita’ di
questi estemporanei “alleati” (vedi il dubbio sulla capacita’ di
contare), mentre Ghan reagisce con grande dignita’ ed autorevolezza e si
rivolge a lui con modi molto diretti, privi di ossequio o paura ed
intrisi di senso pratico, come nella frase sugli uomini morti che non
forniscono amicizia e non fanno regali.
Dai suoi discorsi emerge il “lato oscuro” dei Rohirrim, che oltre ad
aver rimosso ogni conoscenza a proposito dei Woses, come testimoniato
dalla loro ignoranza sulle statue dei Pukel-men sulla via di Dunclivo,
hanno perseguitato (forse per ignoranza, forse per paura) queste
creature che invece dimostrano una ben superiore nobilta’ d’animo
aiutandoli contro il comune pericolo e chiedendo in cambio solo di
essere lasciati in pace e di non venire piu’ “cacciati come bestie”.
Il momento dell’arrivo a Minas Tirith e l’ingresso sui campi del
Pelennor “come il flusso lento ma costante della marea che penetra dalle
crepe di una diga che si credeva solida” offre un perfetto contrasto con
il fiume di torce degli assalitori nel capitolo precedente; anche qui si
profila una possibile sconfitta, con Theoden rimpicciolito ed
annichilito dallo spettacolo che si presenta ai suoi occhi – lo stesso
Merry, nella sua disperazione, e’ convinto che la ritirata sia l’unica
opzione – e come il canto del gallo, ora il vento del mare spazza via
ogni dubbio ed esitazione e Tolkien ci presenta la splendida immagine
del re di Rohan che ritrova vigore e coraggio lanciandosi alla carica
alla testa dei suoi, e lo fa usando brevissime frasi separate da una
serie di ‘and’ che conferiscono al testo un ritmo incalzante e senza
fiato che trascina il lettore come se si trovasse su un cavallo lanciato
al galoppo.

--
Nymeria - FeSTosa #313
I will not say the Day is done, nor bid the Stars farewell

Tarabas Hunnaur

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May 13, 2005, 4:25:34 PM5/13/05
to
Nymeria wrote:
> L’incontro con Ghan-buri-Ghan e’ uno dei tanti particolari che rendono
> la Terra di Mezzo cosi’ viva e reale, con gli accenni ad antiche
> civilta’ quasi dimenticate ed a miti che spesso si trasformano in
> realta’ concreta; mi piacerebbe azzardare un paragone tra i Woses e
gli
> Ent:

Altro punto in comune: l'origine anglosassone.
Dalla Rotome:
"I woses sono forse, prima di tutto, un’ammenda nei confronti del Sir
Gawain, verso 721, in cui wodwos viene interpretato come plurale, mentre
storicamente è un singolare derivato dall’anglosassone wudu-wása. Non
dovette comunque essere sfuggito a Tolkien che il suo ufficio all’
Università di Leeds si trova (esattamente come il mio) molto vicino a
“Woodhouse Lane” che attraversa “Woodhouse Moor” e “Woodhouse Ridge”:
questi toponimi conservano forse in un’errata dizione moderna l’antica
credenza negli “uomini selvaggi dei boschi” che si nascondono sulle
colline sopra all’Aire."
E' invece ormai ben noto che gli Ent prendono il loro nome da un verso
del poema anglosassone Maxim II: "orthanc enta geweorc", abili opere dei
giganti.

> Dai suoi discorsi emerge il “lato oscuro” dei Rohirrim, che oltre ad
> aver rimosso ogni conoscenza a proposito dei Woses, come testimoniato
> dalla loro ignoranza sulle statue dei Pukel-men sulla via di Dunclivo,
> hanno perseguitato (forse per ignoranza, forse per paura) queste
> creature che invece dimostrano una ben superiore nobilta’ d’animo
> aiutandoli contro il comune pericolo e chiedendo in cambio solo di
> essere lasciati in pace e di non venire piu’ “cacciati come bestie”.

Non so perchè, ma la frase di Ghan-buri-Ghan mi ha sempre ricordato (con
orrore) lo sterminio sistematico degli aborigeni austrialini.
Mae aur!
--
Tarabas Hunnaur - 10° deI FeSTosi - Referente Smial Bolgeri
"Non scrivo mai di ciò che ho visto, ma solo di ciò che ho sognato."
Lord Dunsany

Brandivano

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May 14, 2005, 2:13:22 PM5/14/05
to

"Tarabas Hunnaur" ha scritto > Non so perchè, ma la frase di Ghan-buri-Ghan
mi ha sempre ricordato (con
> orrore) lo sterminio sistematico degli aborigeni austrialini.

Carini, gli austrialini!
Vivono a incastrati a strati in Austrialia, territorio conteso da Austria,
Australia e Italia. Ach, i sacri confini!


--
Brandivano Soffiatromba, #307 deI FeSTosi
PROVERBIO: Can che abbaia non dorme


Brandivano

unread,
May 14, 2005, 2:27:21 PM5/14/05
to

Io, "Brandivano" ho scritto

> Vivono a incastrati a strati in Austrialia, territorio conteso da
> Austria,

ho avuto un eccesso di *a*

--
Brandivano Soffiatromba, #307 deI FeSTosi

PROVERBI:
Chi la fa gli scappa.


Nymeria

unread,
May 14, 2005, 3:41:35 PM5/14/05
to
Tarabas Hunnaur ha scritto :

>> paragone tra i Woses e gli Ent:
>
> Altro punto in comune: l'origine anglosassone.
> Dalla Rotome:

[..]


> del poema anglosassone Maxim II: "orthanc enta geweorc", abili opere dei
> giganti.

Anche 'orthanc' non mi suona nuovo ... ;-)

> Non so perchè, ma la frase di Ghan-buri-Ghan mi ha sempre ricordato (con
> orrore) lo sterminio sistematico degli aborigeni austrialini.

Vero ! ed in effetti l'immagine mentale di Ghan che si crea quando leggo
queste pagine assomiglia molto ad un aborigeno australiano.

Nymeria

unread,
May 14, 2005, 3:42:53 PM5/14/05
to
Brandivano ha scritto :

> ho avuto un eccesso di *a*

Cioe' un a-scesso ??

Brandivano

unread,
May 14, 2005, 7:43:29 PM5/14/05
to

"Nymeria" <nymeria7can...@people.it> ha scritto nel messaggio
news:d65lk7$jnh$2...@area.cu.mi.it...

> Brandivano ha scritto :
>
>> ho avuto un eccesso di *a*
>
> Cioe' un a-scesso ??
si scrive *a' scemo*


--
Brandivano Soffiatromba, #307 deI FeSTosi

MASSAGGIO: prova di autoantropofagia


Nymeria

unread,
May 15, 2005, 10:26:21 AM5/15/05
to
Brandivano ha scritto :

>>>ho avuto un eccesso di *a*
>>
>>Cioe' un a-scesso ??
>
> si scrive *a' scemo*

Ma cosa stai dicendo, Willis ?!? :-D

tafkal lasvadel

unread,
May 15, 2005, 10:30:42 PM5/15/05
to
Senza ritegno alcuno, e quantomeno imprecisa, Nymeria affermo' in data
15/05/2005 16.26:

>>>> ho avuto un eccesso di *a*
>>>
>>> Cioe' un a-scesso ??
>>
>> si scrive *a' scemo*
>
> Ma cosa stai dicendo, Willis ?!? :-D

"Cosa cavolo stai dicendo, Willis?!?"(cit.) , per la precisione.

bye all,
* tafkal_ che porca miseria domani (oggi!) c'è l'iva da pagare, se ne
era dimenticato e ora se ne sta alle 4.30 a fare i conti *

--
(the animal formerly known as l_eretico) o, come dicevan tutti, tato
[tafkal] [at] [gwava] [dot] [it]-> http://think.gwava.it

'Le ipotesi sulla morte di Lady Diana mi hanno molto turbato...
ho sentito parlare di complotto, ma chi può avere interesse a
eliminare una regina?' 'Mah... forse l'alfiere'. (Quelo)

Laurelin

unread,
May 16, 2005, 3:34:36 AM5/16/05
to

"Nymeria" <nymeria7can...@people.it> ha scritto

>> Non so perchè, ma la frase di Ghan-buri-Ghan mi ha sempre ricordato (con
>> orrore) lo sterminio sistematico degli aborigeni austrialini.
>
> Vero ! ed in effetti l'immagine mentale di Ghan che si crea quando leggo
> queste pagine assomiglia molto ad un aborigeno australiano.
>

Invece io l'ho sempre visto come una specie di UOmo di Neanderthal, con la
pelle chiara, fronte bassa, grande naso e capelli chiari e irsuti.
Deformazione da "Super quark"? ;-))))

Comunque Ghan-Buri-ghan mi è sempre stato molto simpatico, e l'idea dei
Rohirrim che danno la caccia ai Woses ha sempre gettato un'ombra non
indifferente sul "Popolo dei cavalli", il che dimostra che i cosiddetti
"buoni" in Tolkien non sono sempre così buoni. E l'episodio di questo
capitolo è un'ulteriore riprova di uno dei temi della storia, cioè il fatto
che molte inimicizie derivano più da mancanza di conoscenza e incomprensione
che da reali minacce, e che è necessario superare paure e chiusure per
rendere questo mondo un posto migliore. D'altra parte questo non significa
nemmeno omologazione, tanto è vero che i Woses riceveranno da Aragorn
un'immunità territoriale, per cui nessuno potrà più entrare nel loro
territorio senza permesso, e loro potranno continuare a condurre la loro
vita secondo le loro usanze. In questo senso, più che gli aborigeni, fanno
venire in mente gli Indios dell'Amazzonia, che richiedono da tempo qualcosa
di simile.

--
Laurelin
#233 del FeSTosi
"Se il mondo non fosse così pieno di stupidi,
avrei molte più difficoltà a farmi passare per uno intelligente"
(Thingol)


Shelidon

unread,
May 16, 2005, 3:51:40 AM5/16/05
to
Il 16 Mag 2005, 04:30, tafkal lasvadel <taf...@lafkat.invalid> ha scritto:
> * tafkal_ che porca miseria domani (oggi!) c'è l'iva da pagare, se ne
> era dimenticato e ora se ne sta alle 4.30 a fare i conti *

:-(
Povero! Forse aver invitato un gruppo di cazzeggioni (cit.) a pranzo non ha
facilitato la tua memoria? ;-p
-- Shelidon
PS buongiorno

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Nymeria

unread,
May 16, 2005, 2:56:10 PM5/16/05
to
tafkal lasvadel ha scritto :

>> Ma cosa stai dicendo, Willis ?!? :-D
>
> "Cosa cavolo stai dicendo, Willis?!?"(cit.) , per la precisione.

Era l'ora di merenda, e si sa che a quell'ora i cavoli non sono bene
accetti ...

:-DD

Nymeria

unread,
May 16, 2005, 3:06:05 PM5/16/05
to
Laurelin ha scritto :

>>>[ Ghan-buri-Ghan]

>
> Invece io l'ho sempre visto come una specie di UOmo di Neanderthal, con la
> pelle chiara, fronte bassa, grande naso e capelli chiari e irsuti.
> Deformazione da "Super quark"? ;-))))

LOL ! Non so perche' ma non riesco ad associare un Neanderthal alla
saggezza che Ghan possiede in abbondanza: forse si tratta della mia
particolare forma di deformazione ;-)
(ossantocielo ! "forma di deformazione" - che schifezza !!)

> Comunque Ghan-Buri-ghan mi è sempre stato molto simpatico, e l'idea dei
> Rohirrim che danno la caccia ai Woses ha sempre gettato un'ombra non
> indifferente sul "Popolo dei cavalli", il che dimostra che i cosiddetti
> "buoni" in Tolkien non sono sempre così buoni.

Vero - e forse proprio per questo ci appaiono cosi' *reali*, perche'
possiedono anche tutte le umane fragilita' che non trovi mai in un 'eroe
classico', del tipo tutto muscoli, niente paura e nessuna esitazione.

[..]


> D'altra parte questo non significa
> nemmeno omologazione, tanto è vero che i Woses riceveranno da Aragorn
> un'immunità territoriale, per cui nessuno potrà più entrare nel loro
> territorio senza permesso, e loro potranno continuare a condurre la loro
> vita secondo le loro usanze.

Mi piace molto quel passaggio, e mi piace vedere un sottinteso, da parte
di Aragorn: nella premessa che lascia loro spazio e liberta' per vivere
come meglio credono, c'e' forse l'implicito invito ad unirsi agli altri
popoli, se e quando lo vorrano; mi sembra insomma di leggere il
messaggio "la porta rimane aperta, se e quando lo vorrete".

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