ISDA - Il campo di Cormallen

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Nymeria

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Jun 25, 2005, 10:07:13 AM6/25/05
to
Ancora una volta Tolkien ci descrive una battaglia utilizzando paragoni
relativi al mare, dimostrando come esso dovesse esercitare una forte
influenza sulla sua immaginazione, e non solo in relazione al noto incubo
sulla 'grande onda': l'esercito dell'Ovest appare quasi "sommerso da un
mare in tempesta" e quello di Mordor si scaglia contro i difensori "come
un'onda" che si infrange rumorosamente contro le colline.
Seguendo Frodo e Sam siamo stati testimoni della fine di Sauron, qui ne
vediamo tutte le conseguenze, soprattutto nella totale disfatta
dell'esercito di Mordor abbandonato al proprio destino dall'Oscuro Signore
(bello il paragone con il formicaio !); se con gli occhi di Sam abbiamo
visto la rovina fisica del regno di Sauron, qui assistiamo alla *sua*
rovina ed insieme al suo estremo tentativo di opporvisi, reso vano da
quella folata di vento che lo disperde irrevocabilmente.
[A questo proposito ho una domanda: con la fine di Sauron cala il silenzio
ed i Capitani dell'Ovest chinano il capo - possiamo considerarla una
dimostrazione di deferenza verso chi un tempo era grande ed e' caduto a
causa della sua malvagita' ? Oppure si tratta piu' semplicemente di una
manifestazione di sollievo per la fine dell'incubo ?]
E' interessante il dialogo tra Gandalf e Gwaihir: come e' apparso chiaro
che Gandalf ha percepito l'arrivo delle aquile tramite una sorta di legame
telepatico, ora l'ammissione di Gwaihir sulla sua volonta' di trasportare
lo stregone in qualunque condizione rinforza la mia teoria che tra queste
due creature deve esistere un potente legame di amicizia e di affinita'
spirituale.
Quando Tolkien ci riporta a Frodo e Sam - riprendendo le loro vicende
esattamente nel punto in cui li avevamo lasciati "alla fine di tutto" -
vediamo che il momento di serenita' di Frodo e' gia' svanito per lasciare
spazio al pessimismo ed alla passivita', quasi si considerasse gia' morto
("le speranze svaniscono" "siamo perduti" "non c'e' scampo"): spetta
ancora una volta a Sam tenere viva la speranza, perche' "darsi per vinto
non e' da lui" e soprattutto perche' il suo compito, contrariamente a
quello di Frodo, non e' terminato - se non fosse per lui Frodo si
abbandonerebbe al suo destino, dimostrando di aver gia' rinunciato alla
vita, mentre Sam pensa ancora al futuro, e vorrebbe ascoltare il racconto
delle loro avventure e sapere cosa "succedera' dopo"; credo inizi da qui
il progressivo ritiro di Frodo dal mondo, ed infatti la scena del
risveglio - chiaramente speculare a quella di Granburrone - lo vede ora
semplice comprimario e Sam protagonista, o meglio ancora erede di Frodo,
che con il desiderio di lasciar indossare Pungolo all'amico lo sta
idealmente indicando come suo successore.
Nella seconda parte del capitolo c'e' una marcata insistenza sulla natura,
come se in essa si trovasse il balsamo che rimargina tutte le ferite: il
letto dei due Hobbit e' stato posto tra gli alberi ed e' in questo luogo
che esplode la splendida risata liberatoria di Gandalf che da' la stura ad
una ridda di opposti sentimenti; Sam - attraverso i cui occhi osserviamo
le celebrazioni - alterna gioia e pianto in un costante flusso emotivo che
e' anche quello del lettore, commosso dal meritato omaggio riservato ai
due Hobbit e poi divertito dall'entrata in scena di Merry e Pipino; e'
facile lasciarsi coinvolgere perche' in queste pagine Tolkien raggiunge il
massimo del lirismo nel descrivere le sensazioni che vuole trasmettere (*).
Alla fine del capitolo, in una sorta di 'chiusura del cerchio', si
riaffaccia la presenza del mare, questa volta con le malinconiche parole
di Legolas ed il suo struggente desiderio che e' anche una sorta di addio
ad un'epoca che sta finendo - non solo per gli Elfi che si apprestano ad
abbandonare per sempre la Terra di Mezzo, ma anche per noi che a nostra
volta stiamo per staccarci da questo mondo e da questi personaggi che
amiamo.

(*) Their hearts, wounded with sweet words, overflowed, and their joy was
like swords, and they passed in thought out to regions where pain and
delight flow together and tears are the very wine of blessedness.


--
Nymeria - FeSTosa #313
I will not say the Day is done, nor bid the Stars farewell

Shelidon

unread,
Jun 25, 2005, 12:30:33 PM6/25/05
to
Il 25 Giu 2005, 16:07, Nymeria <nymeria7can...@people.it> ha
scritto:

> [A questo proposito ho una domanda: con la fine di Sauron cala il silenzio
> ed i Capitani dell'Ovest chinano il capo - possiamo considerarla una
> dimostrazione di deferenza verso chi un tempo era grande ed e' caduto a
> causa della sua malvagita' ? Oppure si tratta piu' semplicemente di una
> manifestazione di sollievo per la fine dell'incubo ?]

Propenderei per la seconda ipotesi... credo che pochi, tra i capitani,
potessero avere idea di che cosa fosse Sauron prima di diventare il
Nemico... ma potrei sbagliarmi.

> Quando Tolkien ci riporta a Frodo e Sam - riprendendo le loro vicende
> esattamente nel punto in cui li avevamo lasciati "alla fine di tutto" -

A questo proposito, mi pare che la frase usata da Frodo sia "the end of
ends", o qualcosa del genere... scusatemi, non ho il testo sottomano. Se
ricordo bene, non sarebbe meglio parlare di "suprema fine"? (fine delle fini
è abbastanza orrido, oltre a non voler dire nulla in italiano...)



> vediamo che il momento di serenita' di Frodo e' gia' svanito per lasciare
> spazio al pessimismo ed alla passivita', quasi si considerasse gia' morto
> ("le speranze svaniscono" "siamo perduti" "non c'e' scampo")

Non è la prima volta, su Monte Fato. "Non ce la posso fare, Sam" "Ma sì, ma
sì, padrone, su" "Non ce la posso fare, Sam" "Ma sì, ma sì, padrone, su" E
buttalo nella lava! ;-PPPP

> Nella seconda parte del capitolo c'e' una marcata insistenza sulla natura,
> come se in essa si trovasse il balsamo che rimargina tutte le ferite:

Già era accaduto a Lothlorien, se non sbaglio, dove la natura a detta di
LEgolas avrebbe potuto risanare i loro cuori piagati dalla perdita di
Gandalf...

> Alla fine del capitolo, in una sorta di 'chiusura del cerchio', si
> riaffaccia la presenza del mare, questa volta con le malinconiche parole
> di Legolas

IMHO una delle più belle canzoni del SdA.

-- Shelidon

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Nymeria

unread,
Jun 26, 2005, 5:36:59 AM6/26/05
to
On Sat, 25 Jun 2005 18:30:33 +0200, Shelidon <shel...@iolINVALID.it>
wrote:

>> dimostrazione di deferenza [...] Oppure [..] di sollievo per la fine

>> dell'incubo ?
>
> Propenderei per la seconda ipotesi... credo che pochi, tra i capitani,
> potessero avere idea di che cosa fosse Sauron prima di diventare il
> Nemico...

Il dubbio mi e' sorto in relazione alla fine di Saruman, quando Frodo
ferma Sam dicendogli di non ucciderlo perche' "un tempo era grande", e
dato che Sauron appartiene alla stessa "nobile stirpe" il paragone mi e'
venuto spontaneo ..
Questo non toglie che la teoria piu' semplice non sia anche (come spesso
succede) quella piu' corretta ;-)

>> esattamente nel punto in cui li avevamo lasciati "alla fine di tutto" -
>
> A questo proposito, mi pare che la frase usata da Frodo sia "the end of
> ends", o qualcosa del genere... scusatemi, non ho il testo sottomano.

Sono andata a ricontrollare e Frodo usa la frase "the end of all things" -
riprendendo la coda del capitolo precedente.

[..]


> "Non ce la posso fare, Sam" "Ma sì, ma sì, padrone, su" E buttalo nella
> lava! ;-PPPP

Mi sa che le Guerriere di Frodo verranno quanto prima a farti visita .. :-D
([cit] Oh, Ava, come lava !!!! [/cit])

Baccador

unread,
Jun 27, 2005, 12:43:03 PM6/27/05
to

"Nymeria" ha scritto:

> Mi sa che le Guerriere di Frodo verranno quanto prima a farti visita ..
:-D

Anche se le facessimo visita (lo so, lo so, non sono una Guerriera di
Frodo, ma aspiro ad esserlo ^__^), non riusciremmo ad ottenere nulla,
testarda com'č! ;-PPP

--
Bacca


Tarabas Hunnaur

unread,
Jun 27, 2005, 1:06:18 PM6/27/05
to
Nymeria wrote:
> [A questo proposito ho una domanda: con la fine di Sauron cala il
silenzio
> ed i Capitani dell'Ovest chinano il capo - possiamo considerarla una
> dimostrazione di deferenza verso chi un tempo era grande ed e' caduto
a
> causa della sua malvagita' ? Oppure si tratta piu' semplicemente di
una
> manifestazione di sollievo per la fine dell'incubo ?]

Le due interpretazioni non mi sembrano esclusive: ancora una volta
molteplici livelli di lettura.

> E' interessante il dialogo tra Gandalf e Gwaihir: come e' apparso
chiaro
> che Gandalf ha percepito l'arrivo delle aquile tramite una sorta di
legame
> telepatico, ora l'ammissione di Gwaihir sulla sua volonta' di
trasportare
> lo stregone in qualunque condizione rinforza la mia teoria che tra
queste
> due creature deve esistere un potente legame di amicizia e di
affinita'
> spirituale.

Be', Gwaihir dovrebbe essere il discendente delle Grandi Aquile della
Prima Era, ossia Maiar incarnati, per cui il legame potrebbe ben essere
presente.

> e'
> facile lasciarsi coinvolgere perche' in queste pagine Tolkien
raggiunge il
> massimo del lirismo nel descrivere le sensazioni che vuole trasmettere
(*).

Proprio questo punto è uno dei più discussi dai critici. Questo perchè
Tolkien dovrebbe suscitare queste sensazioni nel lettore, non farle
provare ai suoi personaggi per indurre il lettore ad una reazioen simile
(ne parla anche Shippey nella Rotome).
Mae aur!
--
Tarabas Hunnaur - 10° deI FeSTosi - Referente Smial Bolgeri
"Non scrivo mai di ciò che ho visto, ma solo di ciò che ho sognato."
Lord Dunsany

Nymeria

unread,
Jun 27, 2005, 4:29:09 PM6/27/05
to
On Mon, 27 Jun 2005 19:06:18 +0200, Tarabas Hunnaur <hun...@libero.it>
wrote:

>> massimo del lirismo nel descrivere le sensazioni che vuole trasmettere
>

> Proprio questo punto è uno dei più discussi dai critici. Questo perchè
> Tolkien dovrebbe suscitare queste sensazioni nel lettore, non farle
> provare ai suoi personaggi per indurre il lettore ad una reazioen simile
> (ne parla anche Shippey nella Rotome).

Se era un messaggio subliminale per ricordarmi che devo rileggere la
Rotome, non serve: e' gia' in calendario ;-)
(pero' se mi ricordi in quale capitolo si parla di quelle critiche, andro'
a controllare subito)

Per quanto riguarda la critica, temo di non capire le obiezioni: Tolkien
e' un *narratore*, mi sembra quindi naturale che racconti delle reazioni
dei suoi personaggi a determinate situazioni - se poi il lettore scavalca
la barriera tra se' ed i personaggi, immedesimandosi nella situazione e
nei sentimenti, significa che il narratore sa il fatto suo.

Oppure mi sfugge qualcosa ?

Nymeria

unread,
Jun 27, 2005, 4:29:03 PM6/27/05
to
On Mon, 27 Jun 2005 18:43:03 +0200, Baccador <bacc...@vecchiaforesta.it>
wrote:

> lo so, lo so, non sono una Guerriera di Frodo, ma aspiro ad esserlo ^__^

Hai provato con l'aspirina ???
(ahime', certi thread sono contagiosi ...)
:-D

Soronel l'Araldo

unread,
Jun 27, 2005, 5:14:36 PM6/27/05
to
Nymeria ha scritto:

> Per quanto riguarda la critica, temo di non capire le obiezioni:
> Tolkien e' un *narratore*, mi sembra quindi naturale che racconti
> delle reazioni dei suoi personaggi a determinate situazioni - se poi
> il lettore scavalca la barriera tra se' ed i personaggi,
> immedesimandosi nella situazione e nei sentimenti, significa che il
> narratore sa il fatto suo.
>
> Oppure mi sfugge qualcosa ?

Un conto è descrivere una situazione con i personaggi che la vivono,
facendo capire dalle loro parole, dai loro gesti e dalle loro reazioni che
il loro stato d'animo è furioso.

Un altro conto è scrivere "il loro stato d'animo era furioso".

Una delle regole del bravo scrittore è: "show, don't tell".

--
Soronel l'Araldo
http://www.soronel.it
Nowhere does time "fly" so fast compared with daily experience as when
sitting and drinking and conversing with dear friends in an inn.

Brandivano

unread,
Jun 27, 2005, 6:16:42 PM6/27/05
to

"Nymeria" ha scritto
...

> On Mon, 27 Jun 2005 18:43:03 +0200, Baccador wrote:
>
>> lo so, lo so, non sono una Guerriera di Frodo, ma aspiro ad esserlo ^__^
>
> Hai provato con l'aspirina ???
> (ahime', certi thread sono contagiosi ...)

occorre esser ben certi circa la posizione dell'apostrofo: un errore
potrebbe essere fatale!


--
Brandivano Soffiatromba, #307 deI FeSTosi
MEDUSA: multimediale difensore americano
della reggia di Meduseld.


Laurelin

unread,
Jun 28, 2005, 3:27:22 AM6/28/05
to

"Soronel l'Araldo" <klomp...@katambuto.invalid> ha scritto

>
> Una delle regole del bravo scrittore è: "show, don't tell".
>

Questa è una delle regole del bravo sceneggiatore, non del bravo scrittore.
Il fatto è che la scrittura narrativa moderna è pesantemente influenzata
dalla struttura mentale indotta da cinema e televisione, quindi
essenzialmente "visiva". Il bravo scrittore non deve "mostrare", deve
"de-scrivere". Eventualmente anche i moti dell'animo, non solo le loro
manifestazioni esteriori. Casomai si può obiettare allo stile della
descrizione "interiore" (una cosa è dire "egli era furioso contro di lui" e
una cosa è dire "la furia lo strangolava, ed egli provava un insopprimibile
desiderio di colpirlo"), ma non al fatto che le emozioni dei personaggi
vengano descritte.

Che poi nella descrizione delle emozioni, in questo passo, Tolkien ceda ad
un lirismo "epico" che rende la scena più simile ad una "sacra
rappresentazione" che ad una situazione genuinamente umana (o almeno è la
sensazione che provo io, e per quanto sia felice degli onori resi a Frodo e
Sam, non riesco veramente a commuovermi), è un'altra questione. Mi commuove
molto di più il punto in cui Sam si rende conto di non sentire "il semplice
suono della letizia" da un tempo che gli sembra infinito, e per questo
piange. Quesa è un'emozione umana, decsritta con pochi tratti, ma viva e
diretta.

--
Laurelin
#233 del FeSTosi
"Se il mondo non fosse così pieno di stupidi,
avrei molte più difficoltà a farmi passare per uno intelligente"
(Thingol)


Shelidon

unread,
Jun 28, 2005, 8:11:52 AM6/28/05
to
Il 26 Giu 2005, 11:36, Nymeria <nymeria7can...@people.it> ha
scritto:

> Il dubbio mi e' sorto in relazione alla fine di Saruman, quando Frodo
> ferma Sam dicendogli di non ucciderlo perche' "un tempo era grande", e
> dato che Sauron appartiene alla stessa "nobile stirpe" il paragone mi e'
> venuto spontaneo ..

Trovo che la fine di Saruman sia diversa, molto più drammatica, con quella
ombra che si alza verso ovest... e che un vento impetuoso fa disperdere, con
un sospiro...

> Sono andata a ricontrollare e Frodo usa la frase "the end of all things" -
> riprendendo la coda del capitolo precedente.

Grazie della precisazione.

> Mi sa che le Guerriere di Frodo verranno quanto prima a farti visita ..
:-D

Sarebbero le benvenute: è una vita che non le vedo ;-ppp

Shelidon

unread,
Jun 28, 2005, 8:15:28 AM6/28/05
to
Il 27 Giu 2005, 18:43, "Baccador" <bacc...@vecchiaforesta.it> ha scritto:
> (lo so, lo so, non sono una Guerriera di
> Frodo, ma aspiro ad esserlo ^__^),

Aspiri ad essere guerriera di Frodo o di MASTER FRODO? ;-PPP

> non riusciremmo ad ottenere nulla,
> testarda com'č! ;-PPP

;*

-- Shel

tafkal lasvadel

unread,
Jun 28, 2005, 8:55:30 AM6/28/05
to
Senza ritegno alcuno, Shelidon affermo' in data 28/06/2005 14.11:

> con quell' ombra che si alza verso ovest... e che un vento impetuoso fa disperdere, con
> un sospiro...

Sarà il caldo.... ma quest'immagine mi ha ricordato la celeberrima
barzelletta del nonno sulla sedia...
... scusate la blasfemia ;-PPPPP

bye all,
* tafkal_ *

Shelidon

unread,
Jun 28, 2005, 9:00:11 AM6/28/05
to
Il 28 Giu 2005, 14:55, tafkal lasvadel <taf...@lafkat.invalid>, facendo
riferimento a modelli culturali che non mi appartengono, ha scritto:

> celeberrima
> barzelletta del nonno sulla sedia...

???

-- Shelidon, in attesa di delucidazioni

tafkal lasvadel

unread,
Jun 28, 2005, 9:25:54 AM6/28/05
to
Senza ritegno alcuno, Shelidon affermo' in data 28/06/2005 15.00:


>> barzelletta del nonno sulla sedia...

> -- Shelidon, in attesa di delucidazioni

non voglio togliere il gusto a chi avesse colto l'elegante riferimento....

Shelidon

unread,
Jun 28, 2005, 9:33:20 AM6/28/05
to
Il 28 Giu 2005, 15:25, tafkal lasvadel <taf...@lafkat.invalid>, negandosi
quale la prima donna che è, ha scritto:

> >> barzelletta del nonno sulla sedia...
>
> > -- Shelidon, in attesa di delucidazioni
>
> non voglio togliere il gusto a chi avesse colto l'elegante riferimento....

...


-- Shelidon sempre in attesa di delucidazioni

Baccador

unread,
Jun 28, 2005, 1:06:56 PM6/28/05
to

"Shelidon" ha scritto

> Aspiri ad essere guerriera di Frodo o di MASTER FRODO? ;-PPP

Ohibņ, di Master Frodo gią lo sono... o_O

> > non riusciremmo ad ottenere nulla,
> > testarda com'č! ;-PPP
>
> ;*

:D

--
Bacca


Nymeria

unread,
Jun 28, 2005, 4:03:40 PM6/28/05
to
On Tue, 28 Jun 2005 00:16:42 +0200, Brandivano
<misterIO...@tiscali.it> wrote:

>> Hai provato con l'aspirina ???
>

> occorre esser ben certi circa la posizione dell'apostrofo: un errore
> potrebbe essere fatale!

C'aspita, se e' vero !!!

Nymeria

unread,
Jun 28, 2005, 4:03:50 PM6/28/05
to
On Mon, 27 Jun 2005 23:14:36 +0200, Soronel l'Araldo
<klomp...@katambuto.invalid> wrote:

> Un conto è descrivere una situazione con i personaggi che la vivono,
> facendo capire dalle loro parole, dai loro gesti e dalle loro reazioni
> che il loro stato d'animo è furioso.
>
> Un altro conto è scrivere "il loro stato d'animo era furioso".
>
> Una delle regole del bravo scrittore è: "show, don't tell".

In questo caso credo che Tolkien abbia messo in pratica la regola, perche'
non ci descrive minuziosamente gli stati d'animo, ma li suggerisce
lasciando al singolo lettore il lavoro di interpretazione: mi sembra che
frasi come "joy like swords" e "tears are the very wine of blessedness"
*mostrino* i sentimenti dei presenti, piu' che *descriverli*.

Nymeria

unread,
Jun 28, 2005, 4:03:46 PM6/28/05
to
On Tue, 28 Jun 2005 14:11:52 +0200, Shelidon <shel...@iolINVALID.it>
wrote:

> Trovo che la fine di Saruman sia diversa, molto più drammatica,

Diversa senz'altro - piu' drammatica non saprei .. ma ne riparleremo
quando arrivero' a quel capitolo :-)
(un po' di suspense non fa mai male)

>> Mi sa che le Guerriere di Frodo verranno quanto prima a farti visita ..

> Sarebbero le benvenute: è una vita che non le vedo ;-ppp

""Il pericolo e' il mio mestiere"" :-D

Shelidon

unread,
Jun 29, 2005, 7:53:21 AM6/29/05
to
Il 28 Giu 2005, 19:06, "Baccador" <bacc...@vecchiaforesta.it> ha scritto:
> > Aspiri ad essere guerriera di Frodo o di MASTER FRODO? ;-PPP
>
> Ohibņ, di Master Frodo gią lo sono... o_O

O___o

Mi mandi via e-mail la procedura per arruolarsi?

-- Shelidon

Tarabas Hunnaur

unread,
Jun 29, 2005, 5:26:58 PM6/29/05
to
Nymeria wrote:
> Per quanto riguarda la critica, temo di non capire le obiezioni:
Tolkien
> e' un *narratore*, mi sembra quindi naturale che racconti delle
reazioni
> dei suoi personaggi a determinate situazioni - se poi il lettore
scavalca
> la barriera tra se' ed i personaggi, immedesimandosi nella situazione
e
> nei sentimenti, significa che il narratore sa il fatto suo.

Ti faccio rispondere direttamente da Shippey. :-)

Estratto dalla Rotome:

Mentre si arrampicava faticosamente verso la vetta della sua gerarchia
stilistica, in alcune occasioni Tolkien inserì nel testo le reazioni che
desiderava suscitare nel lettore invece di provocarle davvero. Lo stile
elevato è accompagnato da personaggi che arretrano, che si
ingigantiscono, che si illuminano: quando Aragorn lascia Andúril alle
porte del Palazzo d'Oro e dichiara il suo nome, «La guardia
indietreggiò, con sguardo stupefatto»; qualche riga prima la
«meraviglia» compare nel suo sguardo al solo nome di Lothlórien. Allo
stesso modo, le guardie al Grande Cancello di Gondor «cedettero all'
imperiosità del tono [di Gandalf]», mentre, durante l'ultima ambasceria
vicino al Morannon, «innanzi alla sua mano alzata il Messaggero
indietreggiò». [CUT] Ovviamente, la sua reazione dovrebbe essere anche
la nostra ma, in maniera altrettanto evidente, su questa reazione non si
può contare, per via della chiusura e della sfiducia causate in noi
[CUT] da generazioni di narrativa realistica. Tuttavia, è un errore
pensare che i soli modi letterari esistenti siano quelli che un
determinato periodo sente come familiari. Con il suo continuo
spostamento da un livello di stile ad un altro e con il suo uso
altrettanto continuo dei personaggi come "riflettori interni" di
imbarazzo o di sospetto, Tolkien mostrava, per lo meno, di essere
consapevole di questo errore molto prevedibile e di essere pronto a fare
ciò che poteva per aiutare i suoi lettori ad aggirarlo. Il peggio che si
potrebbe dire è che in alcune scene (quelle di Andúril, il Campo di
Cormallen, la canzone dell'aquila) Tolkien ha sottovalutato la capacità
di resistenza del suo pubblico e ha puntato troppo facilmente ad un
effetto solenne o sublime. La vera difficoltà, tuttavia, non è sua, ma
nostra: nei comuni romanzi moderni di livello "basso-mimetico" tali
caratteristiche non sono consentite e basta.

Shelidon

unread,
Jun 30, 2005, 9:32:42 AM6/30/05
to
Il 29 Giu 2005, 23:26, "Tarabas Hunnaur" <hun...@libero.it> ha scritto:
> Ti faccio rispondere direttamente da Shippey. :-)

E figurati... ;-p
Sei il solito spammer, ma - a parte questo - grazie del bel post. Solo un
paio di commenti da "profana" (senza virgolette) e di domande aspettando che
esca l'eccelsa traduzione.

> Lo stile
> elevato è accompagnato da personaggi che arretrano, che si
> ingigantiscono, che si illuminano:

Riporti molti esempi di casi in cui i personaggi arretrano. Shippey
riferisce questo commento solo in relazione a personaggi che mutano
fisicamente? Mi spiego: Galadriel "in tentazione", Gandalf alterato con
Bilbo, Bilbo di fronte all'anello, mutano *fisicamente* e generano in
effetti reazione di stupore descritta, reazione di stupore che dovrebbe
essere uguale a quella del lettore. Shippey si riferisce anche a quei casi
oppure ho travisato io?

> Ovviamente, la sua reazione dovrebbe essere anche
> la nostra ma, in maniera altrettanto evidente, su questa reazione non si
> può contare, per via della chiusura e della sfiducia causate in noi
> [CUT] da generazioni di narrativa realistica.

Com'era la frase completa? (se ce l'hai sottomano, ovviamente)

Nymeria

unread,
Jun 30, 2005, 2:50:23 PM6/30/05
to
On Wed, 29 Jun 2005 23:26:58 +0200, Tarabas Hunnaur <hun...@libero.it>
wrote:

> Ti faccio rispondere direttamente da Shippey.

Quale onore !!! Aspetta che mi metto sull'attenti .. ;-)

> Estratto dalla Rotome:
>
> Mentre si arrampicava faticosamente verso la vetta della sua gerarchia
> stilistica, in alcune occasioni Tolkien inserì nel testo le reazioni che
> desiderava suscitare nel lettore invece di provocarle davvero. Lo stile
> elevato è accompagnato da personaggi che arretrano, che si
> ingigantiscono, che si illuminano: quando Aragorn lascia Andúril alle
> porte del Palazzo d'Oro e dichiara il suo nome, «La guardia
> indietreggiò, con sguardo stupefatto»; qualche riga prima la
> «meraviglia» compare nel suo sguardo al solo nome di Lothlórien. Allo
> stesso modo, le guardie al Grande Cancello di Gondor «cedettero all'
> imperiosità del tono [di Gandalf]», mentre, durante l'ultima ambasceria
> vicino al Morannon, «innanzi alla sua mano alzata il Messaggero
> indietreggiò». [CUT] Ovviamente, la sua reazione dovrebbe essere anche
> la nostra ma, in maniera altrettanto evidente, su questa reazione non si
> può contare, per via della chiusura e della sfiducia causate in noi

> [CUT] da generazioni di narrativa realistica. [...]

Premesso che non sono assolutamente in grado di confutare le tesi di
Shippey (e neppure ci penso !), mi domando se questa reazione non dipenda
piuttosto dal fatto che noi lettori sappiamo gia' *chi* e' Aragorn, siamo
gia' stati abbagliati da Lothlorien e rispettiamo e ammiriamo Gandalf -
sopratutto da quando e' diventato il Bianco ^__^ ; siamo insomma gia'
passati attraverso queste emozioni e non sentiamo a questo punto la
necessita' di riviverle attraverso gli occhi altrui: puo' essere questo il
motivo per cui questo espediente narrativo viene percepito come
artificioso ?

Tarabas Hunnaur

unread,
Jun 30, 2005, 4:10:55 PM6/30/05
to
Nymeria wrote:
> mi domando se questa reazione non dipenda
> piuttosto dal fatto che noi lettori sappiamo gia' *chi* e' Aragorn,
siamo
> gia' stati abbagliati da Lothlorien e rispettiamo e ammiriamo
Gandalf -
> sopratutto da quando e' diventato il Bianco ^__^ ; siamo insomma gia'
> passati attraverso queste emozioni e non sentiamo a questo punto la
> necessita' di riviverle attraverso gli occhi altrui: puo' essere
questo il
> motivo per cui questo espediente narrativo viene percepito come
> artificioso ?

In parte forse sì, ma se è vero che sappiamo chi è Gandalf, leggendo
solo ISdA non possiamo dire altrettanto per Gandalf e
Lothlorien/Galadriel.

Tarabas Hunnaur

unread,
Jun 30, 2005, 4:10:56 PM6/30/05
to
Shelidon wrote:
> Sei il solito spammer, ma - a parte questo - grazie del bel post.

Prego, spammare è sempre un piacere. :-)

> Riporti molti esempi di casi in cui i personaggi arretrano. Shippey
> riferisce questo commento solo in relazione a personaggi che mutano
> fisicamente? Mi spiego: Galadriel "in tentazione", Gandalf alterato
con
> Bilbo, Bilbo di fronte all'anello, mutano *fisicamente* e generano in
> effetti reazione di stupore descritta, reazione di stupore che
dovrebbe
> essere uguale a quella del lettore. Shippey si riferisce anche a quei
casi
> oppure ho travisato io?

No Shippey riporta altri esempi senza mutazioni: ad esempio Eomer che
arretra dopo che Aragorn sfodera la spada e snocciola tutta la sua
genealogia.

>> Ovviamente, la sua reazione dovrebbe essere anche
>> la nostra ma, in maniera altrettanto evidente, su questa reazione non
si
>> può contare, per via della chiusura e della sfiducia causate in noi
>> [CUT] da generazioni di narrativa realistica.
>
> Com'era la frase completa? (se ce l'hai sottomano, ovviamente)

Uff... ;-)
Manca solamente un "(come in Eomer)" che avevo tagliato perchè non
l'avevo riportato come esempio (per eccessiva lunghezza, vedi sopra).

Nymeria

unread,
Jul 1, 2005, 11:39:44 AM7/1/05
to
On Thu, 30 Jun 2005 22:10:55 +0200, Tarabas Hunnaur <hun...@libero.it>
wrote:

> In parte forse sì, ma se è vero che sappiamo chi è Gandalf, leggendo


> solo ISdA non possiamo dire altrettanto per Gandalf e
> Lothlorien/Galadriel.

Quello che trovo molto difficile, a questo punto, e' mettermi nei panni di
un lettore 'vergine': sono stata in un certo senso 'rovinata' dalla
conoscenza (per quanto imperfetta) che ho della TdM, per poter comprendere
quelle che dovrebbero essere le corrette reazioni di questo ipotetico
lettore :-)

Tarabas Hunnaur

unread,
Jul 1, 2005, 1:42:56 PM7/1/05
to
Nymeria wrote:
> Quello che trovo molto difficile, a questo punto, e' mettermi nei
panni di
> un lettore 'vergine':

Idem. :-)

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