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ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo la storia?

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Ninja Killer

unread,
Mar 4, 2004, 2:44:35 PM3/4/04
to
ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?
Mi sembra che contengano spoiler, sopratutto l'appendice B (annali)
Grazie

bubbo

unread,
Mar 4, 2004, 3:28:58 PM3/4/04
to
Ninja Killer wrote:
>
> ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?

Vanno lette dopo. E' per questo che le mettono alla fine. Il prologo
invece va letto prima. E' per questo che lo mettono all'inizio.

--
bubbo
Membro deI FeSTosi # 100000100b
Per rispondermi in privato prendi il mio indirizzo e-mail e
togli *TIDALL* e *palle*, poi togli anche *.invalid* e decifra
su http://www.rot13.com

Raffaele Castagno

unread,
Mar 4, 2004, 3:32:15 PM3/4/04
to

Sicuramente dovresti leggerti prima le "note sulla pronuncia". Così eviti
di arrivare alla fine del libro e scoprire che Celeborn si legge Keleborn,
e cosucce simili... 8D

Raffaele

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 4, 2004, 3:30:53 PM3/4/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Ninja Killer ha scritto:

> ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?

Dopo, infatti sono alla fine del libro.

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/
La violenza è l'ultimo rifugio degli incapaci.
- Salvor Hardin

Rykhael

unread,
Mar 4, 2004, 3:49:51 PM3/4/04
to

"Raffaele Castagno" <aragorn...@yahoo.SEAL.it> wrote in message
news:pan.2004.03.04...@yahoo.SEAL.it...

> Il Thu, 04 Mar 2004 11:44:35 -0800, Ninja Killer ha scritto:
>
> > ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?
> > Mi sembra che contengano spoiler, sopratutto l'appendice B (annali)
> > Grazie
>
> Sicuramente dovresti leggerti prima le "note sulla pronuncia". Cosě eviti

Rykhael

unread,
Mar 4, 2004, 3:52:44 PM3/4/04
to

"Ninja Killer" <hif...@crosswinds.net> wrote in message

> ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?

La prima volta andrebbero lette dopo il libro, poi le puoi leggere anche
indipendentemente dalla storia quando vuoi, giusto per un ripassino.

Ryk


Rykhael

unread,
Mar 4, 2004, 3:55:37 PM3/4/04
to

"Raffaele Castagno" <aragorn...@yahoo.SEAL.it> wrote in message
> di arrivare alla fine del libro e scoprire che Celeborn si legge Keleborn,

Beh, dipende se lo leggi in italiano oppure in elfico :-)

Ryk


Beleg

unread,
Mar 4, 2004, 4:04:47 PM3/4/04
to
Solo il fragore dell'Ultima Battaglia cancellera` dalla memoria degli
Uomini le parole scritte da bubbo
<ohoob...@palleQRFCNZZRQ.PBZ.invalid> nel giorno Thu, 4 Mar 2004
21:28:58 +0100:

> > ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?
>
> Vanno lette dopo. E' per questo che le mettono alla fine. Il prologo
> invece va letto prima. E' per questo che lo mettono all'inizio.

E l'Introduzione, allora?

(miri, il bimbo alza la cresta, va rimesso a posto in fretta)

Per Ninja Killer:
- Le appendici leggile dopo;
- L'Introduzione leggila TASSATIVAMENTE dopo;
- Il Prologo leggilo prima.
Se hai la nuova edizione... la Prefazione (quella di JRRT) va bene
prima, durante e dopo.
--
Beleg - #1 deI FeSTosi (togli ".bl") (codIce FeSToso negli header)
 
"Ho visto tre ere ad ovest del mondo, molte sconfitte e molte vittorie
inutili."

Gwindor

unread,
Mar 4, 2004, 4:25:41 PM3/4/04
to
bubbo wrote:

>>ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?
>
> Vanno lette dopo. E' per questo che le mettono alla fine. Il prologo
> invece va letto prima. E' per questo che lo mettono all'inizio.

L'introduzione di Zolla invece č meglio che la leggi dopo, nonostante sia
all'inizio.

Bye

Gwindor (che lo scoprě troppo tardi)

--
Togli REMOVEME dall'indirizzo per rispondere

Théoden King

unread,
Mar 4, 2004, 5:23:24 PM3/4/04
to
Ninja Killer

> ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?

Ti racconto la mia personale ed opinabile esperienza: il prologhino
sugli hobbit si può leggere prima, ma perdi moltissimi dettagli se non
conosci la storia, e certe parti ti sembreranno noiose. Tant'è che l'ho
apprezzato solo due anni dopo, quando l'ho riletto per caso e le allusioni a
ciò che ormai sapevo mi erano chiare.
Le appendici: per qualche mese non le ho lette proprio. La storia era
finita, ero soddisfatto, "e tutti vissero felici e contenti..." Scherzi a
parte, se uno legge "Il Signore degli Anelli" con la mentalità di chi legge
un romanzo, fine a sé stesso, se è interessato a leggere una bella storia
punto e basta, l'appendice risulta addirittura inutile, un peso.
L'appendice, come tutte le informazioni sulle lingue, i calendarî... sono
utili a chi vuole immergersi nell'atmosfera della Terra-di-mezzo, a chi ama
l'ambientazione fantasy e magari "continuare a sognare". In ogni caso, se le
vuoi leggere, leggile dopo.
Non so che tipo di lettore sia tu, fa' come credi.

Théoden

--
Giedd sculon singal gléomenn sorgiende on Meduselde.

Cirdan

unread,
Mar 4, 2004, 6:12:38 PM3/4/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> Le appendici: per qualche mese non le ho lette proprio. La storia
TK> era finita, ero soddisfatto

E qui c'è giù un errore: la storia non finisce affatto prima delle
appendici.

Il mio consiglio è di ignorare totalmente la prefazione di Zolla, legere la
nota sulla pronuncia, e poi tutto il resto nell'ordine disposto dall'autore,
appendici incluse.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi
"Susan knew that modern theory said that dreams were only images thrown
up while the brain was filing the day's events. She would have been more
reassured if the day's events had ever included flying white horses, huge
dark rooms and lots of skulls." -- Terry Pratchett
http://www.atrus.terrediconfine.net

Harthael

unread,
Mar 4, 2004, 7:54:14 PM3/4/04
to
On Thu, 4 Mar 2004 21:28:58 +0100, bubbo
<ohoob...@palleQRFCNZZRQ.PBZ.invalid> wrote:

>> ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?
>
>Vanno lette dopo. E' per questo che le mettono alla fine. Il prologo
>invece va letto prima. E' per questo che lo mettono all'inizio.

In questo caso la regola funziona. Purtroppo nel 90% dei libri invece
le introduzioni sono pesantemente ed insopportabilmente
spoileranti....


--
"...e aníra ennas suilannad mhellyn în phain."

Harthael del Lago, # 234 deI FeSTosi
***** on line since 1993 *****

Théoden King

unread,
Mar 5, 2004, 7:26:22 AM3/5/04
to
Cirdan

> E qui c'è giù un errore: la storia non finisce affatto prima delle
> appendici.

Dissento. La "storia" in quanto tale, a dirla tutta, finisce sulle
pendici del Monte Fato, o tutt'al piú poco dopo, se vogliamo aggiungere
qualche pagina di "lieto fine", con l'incoronazione del re.
Tant'è che ho notato che molti che hanno letto solo il libro ma non sono
interessati all'atmosfera, al mondo tolkieniano, normalmente trovano noioso
che, dopo aver raggiunto l'apice dell'emozione, si vada avanti per 150
pagine con fatterelli poco significativi (significativo è invece che nel
film abbiano tolto in toto i problemi della Contea al ritorno dal viaggetto
a Mordor...).
Bisogna capire che non tutti i lettori sono fatti come "noi" che amiamo
l'ambientazione e cui piace immergerci in questo mondo fantastico. Molti
lettori leggono un romanzo perché vogliono leggere una bella storia, e
quindi per loro "Il Signore degli Anelli" contiene parti che non
interessano: le appendici, per esempio, di cui non sanno che farsene. Cosa
gliene importa delle cronologie dei re, o degli alberi cronologici che
riportano centinaia di personaggi, quando solo sei o sette di loro si vedono
davvero nella storia e piú della metà non viene nemmeno nominata? E della
parentesi sulle lingue, che gliene importa? Quello che si dice durante il
romanzo basta e avanza, tutt'al piú possono avere la curiosità di come si
pronuncino certi nomi (ma poi, li diranno mai ad alta voce?).
Se non dico delle eresie, direi quasi che del "Signore degli Anelli"
dovrebbero esistere in commercio due versioni: una "base", ossia la storia,
per chi ama la lettura "usa e getta", e una "completa" per appassionati.
Quella "usa e getta" potrebbe evitare le "lungaggini" che poco apprezzano
alcuni, tipo Tom Bombadil (episodio fine a sé stesso), appendici e
prefazioni, e dovrebbe ridurre all'osso tutto ciò che c'è dopo il Monte Fato
e togliere molti "Tizio figlio di Caio", che a molti dà fastidio. Ribadisco,
non parlo di me, ma ho sentito parecchia gente che non segue il genere
fantasy ma ha letto il libro (vuoi perché consigliato, vuoi perché ha visto
il film) dire che è bello, ma contiene delle parti noiosissime.
Tant'è che molti di questi individui, che conosco personalmente, mi
hanno confessato che a loro il film è piaciuto piú del libro. Io non
condivido, ribadisco, ma bisogna capire le esigenze di tutti, non pensare
che gli altri abbiano necessariamente esigenze identiche alle nostre.

Cirdan

unread,
Mar 5, 2004, 8:19:30 AM3/5/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> Dissento. La "storia" in quanto tale, a dirla tutta, finisce sulle
TK> pendici del Monte Fato,

Al massimo lì finisce la storia dell'Anello. Non finisce però né la storia
di Frodo né quella del resto della Compagnia. La storia 'finisce' con la
partenza di Legolas e Gimli.

TK> si vada avanti per 150 pagine con fatterelli poco significativi

Vuol dire che non han capito il valore del finale della Contea. Alcuni
rileggeranno il libro e magari lo capiranno, altri no; così è la vita.

Riguardo all'idea delle versioni abridged dei libri, sono totalmente
contrario. I lettori, specialmente quelli giovani, non sono idioti: un libro
che non capiscono magari non gli piacerà ma li farà pensare; un libro
castrato è del tutto inutile, soprattutto perché non li invoglierà a leggere
quello completo.

Come disse qualcuno in questo ng, non è colpa dell'autore se non riesci a
finire un libro.

TK> (significativo è invece che nel film abbiano tolto in toto i problemi
TK> della Contea al ritorno dal viaggetto a Mordor...).

Infatti IMHO è una scelta sbagliatissima. Eliminando un sacco di battaglie
inutili il tempo per la battaglia della Contea lo si trovava fuori.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

Quello che non ci uccide ci rende piu` forti.
E quello che ci uccide ci rende morti.
- Terry Pratchett
http://www.loreena.terrediconfine.net

bubbo

unread,
Mar 5, 2004, 8:33:50 AM3/5/04
to
Théoden King wrote:
>
> Se non dico delle eresie, direi quasi che del "Signore degli
> Anelli"
> dovrebbero esistere in commercio due versioni: una "base", ossia la
> storia, per chi ama la lettura "usa e getta", e una "completa" per
> appassionati.

Io approvo la scelta di Tolkien. Un edizione *for dummies*, se non e'
concepita dall'autore, e' una schifezza. Speriamo che mai e poi mai gli
editori inizino a vendere edizioni semplificate dei libri. Neppure le
riduzioni per bambini mi vanno tanto giu'...

Giorgio Melina

unread,
Mar 5, 2004, 8:38:50 AM3/5/04
to
Il 05 Mar 2004, 14:33, bubbo <ohoob...@palleQRFCNZZRQ.PBZ.invalid> ha
scritto:

> Un edizione *for dummies*, se non e' concepita dall'autore, e' > una
schifezza. Speriamo che mai e poi mai gli editori inizino
> a vendere edizioni semplificate dei libri. Neppure le
> riduzioni per bambini mi vanno tanto giu'...

Hanno già fatto il film...

--
Giorgio

--------------------------------
Inviato via http://arianna.libero.it/usenet/

Matteo Namo

unread,
Mar 5, 2004, 9:29:49 AM3/5/04
to
Harthael wrote:
|| On Thu, 4 Mar 2004 21:28:58 +0100, bubbo
|| <ohoob...@palleQRFCNZZRQ.PBZ.invalid> wrote:
||
|||| ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?
|||
||| Vanno lette dopo. E' per questo che le mettono alla fine. Il prologo
||| invece va letto prima. E' per questo che lo mettono all'inizio.
||
|| In questo caso la regola funziona. Purtroppo nel 90% dei libri invece
|| le introduzioni sono pesantemente ed insopportabilmente
|| spoileranti....

Anche in questo caso. Non deve ASSOLUTAMENTE leggere l'introduzione prima,
forse neanche dopo in realtà. Quello che va letto prima è il PROLOGO.


Matteo Namo

unread,
Mar 5, 2004, 9:33:53 AM3/5/04
to
bubbo wrote:
||
|| Io approvo la scelta di Tolkien. Un edizione *for dummies*, se non e'
|| concepita dall'autore, e' una schifezza. Speriamo che mai e poi mai
|| gli editori inizino a vendere edizioni semplificate dei libri.
|| Neppure le riduzioni per bambini mi vanno tanto giu'...

PDA su tutto.

Tra l'altro non che dei "dummies" me ne freghi gran che. Se vogliono
continuare a sguazzare nell'ignoranza facciano pure. ;-)

Matteo Namo


Matteo Namo

unread,
Mar 5, 2004, 9:36:36 AM3/5/04
to

-____- giacchè sono nomi elfici si leggono in elfico, o sei dell'idea che
chiamare John Hawkwood Giovanni Acuto come nel quadro di... di... boh (
Paolo Uccello? forse... si era nel rinascimento, in ogni caso) sia una bella
trovata?

ri -____-

;-P

Matteo Namo


Matteo Namo

unread,
Mar 5, 2004, 9:38:45 AM3/5/04
to
Beleg wrote:
|| Solo il fragore dell'Ultima Battaglia cancellera` dalla memoria degli
|| Uomini le parole scritte da bubbo
|| <ohoob...@palleQRFCNZZRQ.PBZ.invalid> nel giorno Thu, 4 Mar 2004
|| 21:28:58 +0100:
||
|||| ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?
|||
||| Vanno lette dopo. E' per questo che le mettono alla fine. Il prologo
||| invece va letto prima. E' per questo che lo mettono all'inizio.
||
|| E l'Introduzione, allora?

Quella non l'ha scritta Tolkien e quindi non fa parte del libro. Per di più
fa schifo, quindi...

|| (miri, il bimbo alza la cresta, va rimesso a posto in fretta)

Che gente ( tu, non il "bimbo" ;-PP)...

|| Per Ninja Killer:
|| - Le appendici leggile dopo;
|| - L'Introduzione leggila TASSATIVAMENTE dopo;
|| - Il Prologo leggilo prima.
|| Se hai la nuova edizione... la Prefazione (quella di JRRT) va bene
|| prima, durante e dopo.

per quanto riguarda questo... beh... PDA :-)

Matteo Namo


Monica

unread,
Mar 5, 2004, 10:18:05 AM3/5/04
to
> Se non dico delle eresie, direi quasi che del "Signore degli Anelli"
dovrebbero esistere in commercio due versioni: una "base", ossia la storia,
per chi ama la lettura "usa e getta", e una "completa" per appassionati.


su questo non sono d'accordo. non puoi snaturare l'idea dell'autore. se lo
ha pensato cosě č perchč cosě č scaturito dalla sua immaginazione. prendere
o lasciare.


Monica

unread,
Mar 5, 2004, 10:18:06 AM3/5/04
to
> Ti racconto la mia personale ed opinabile esperienza: il prologhino
> sugli hobbit si può leggere prima, ma perdi moltissimi dettagli se non
>conosci la storia, e certe parti ti sembreranno noiose. Tant'è che l'ho
> apprezzato solo due anni dopo, quando l'ho riletto per caso e le allusioni
>ciò che ormai sapevo mi erano chiare.
> Le appendici: per qualche mese non le ho lette proprio.

questa è stata anche la mia esperienza. ho fatto una gran fatica a
continuare la lettura la prima volta e stavo per arrendermi. certe parti
all'inizio possono risultare noiose se non ci entri dentro come mentalità.
la prima volta le appendici non le ho neanche lette tra l'altro.
a una seconda lettura (avendo nel frattempo visto il film, letto tanto qui
da voi, ecc...) mi sto godendo con gusto ogni singolo particolare e mi
sembra tutto molto affascinante. apparte tom bombadil, quello mi annoierà
sempre.
ad ogni modo penso che questo libro non si possa apprezzare a pieno nella
sua complessità, leggendolo una volta sola.

Včon

unread,
Mar 5, 2004, 11:24:55 AM3/5/04
to
On Fri, 05 Mar 2004 15:18:06 GMT, "Monica"
<deluca.mo...@email.it> shared with us this insanity:

>ad ogni modo penso che questo libro non si possa apprezzare a pieno nella

>sua complessitą, leggendolo una volta sola.

Daccordissimo, e consiglierei anche (per chi č in grado) la lettura in
inglese, che aggiunge moltissimo a quella della versione italiana e
testimonia ulteriormente della grandezza del nostro caro Professore.
Inutile dire che la comprensione "totale" del SdA č raggiungibile solo
leggendo tutti i libri, dal Silmarillion in avanti.
Dura la vita dei fan di T.!!!!! :-)

Včon
-----------------------
"Very funny, Scotty...! Now beam down my clothes!"

Barliman Butterbur

unread,
Mar 5, 2004, 11:55:23 AM3/5/04
to
Addi' 4 Mar 2004 11:44:35 -0800, Ninja Killer scrisse:

>ISDA: Le appendici vanno lette prima o dopo della storia?
>Mi sembra che contengano spoiler, sopratutto l'appendice B (annali)

la questione a molti e' sembrata lapalissiana (le appendici sono...
"appese" alla fine del libro!) ma in effetti non e' sempre detto che
valga per tutti i libri. In Dune (il primo), ad esempio, alla fine c'e'
un glossario dei vari nomi, luoghi e riferimenti "storici" che non e'
spoilerante ed e' utile per capirci qualcosa di piu'.

Riassumo la mia idea, in parte gia' detta da altri in parte no

**** Prefazione di JRRT
necessario leggerla: no
consigliato leggerla: si, abbastanza
quando leggerla: in qualsiasi momento, prima, dopo (giorni mesi anni),
durante...
note:non ha riferimenti al contenuto del romanzo.

**** Introduzione di Zolla
necessario leggerla: no
consigliato leggerla: eventualmente
quando leggerla: rigorosamente dopo
note:spoilerante, interessante anche se opinabile

**** Prologo
necessario leggerlo: utile
consigliato leggerlo: abbastanza
quando leggerlo: meglio prima, ma non e' detto
note:qui sto dicendo un po' un'eresia, perché il prologo fa parte del
romanzo, quindi le risposte dovrebbero essere: si,si,prima.
Pero'...
il fatto e' che e' che questo prologo contiene informazioni in parte
quasi indispensabili (Bilbo e l'anello) insieme ad altre del tutto
secondarie (erba pipa e non solo); e' qualcosa di molto diverso dal
resto del romanzo, e potrebbe lasciare perplessi alcuni lettori che si
accostano al libro per la prima volta. A certi amici che non hanno
ancora letto ISDA, e che vedo dubbiosi, quasi consiglierei di saltarlo,
soprattutto se hanno letto l'hobbit. A chi tendesse ad arenarsi gia' sul
prologo, piuttosto che mollare il tomo sul comodino e pensare "vabbe',
riprendo domani", gli consiglio di saltare subito al Cap I

**** Appendici
necessario leggerle: utile, non indispensabile
consigliato leggerle: molto, specie alcune parti
quando leggerla: dopo! In parte di seguito, in parte anche dopo
eventuali riletture del romanzo
note: certe parti vale la pena di leggerle subito a conclusione del
romanzo (Spoiler per chi deve leggere ancora ISDA/appendici). Altre si
possono leggere quando interessano (confesso che ho letto ISDA
un'infinita' di volte, ma certe pagine delle Appendici forse non le ho
mai lette.
Non sono cmq necessarie alla comprensione del romanzo.
.
.
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.


l'Appendice di Aragorn e Arwen, in particolare, mi sembra quasi una
parte integrante del romanzo e la sua perfetta conclusione. La mia prima
edizione non conteneva altre appendici, solo quella, e tutto sommato era
stata una buona scelta perche' cosi' veniva evidenziata e letta di
seguito.
Un altro gioiellino IMO e' la storia della Guerra fra Nani e Orchi.
L'immagine di Thrain che si strappa la barba alla notizia della morte
del padre, rimugina immobile per sette giorni poi dice semplicemente
"questo non puo' esser tollerato" mi ha sempre colpito. Idem la
conlusione della battaglia, con gli altri nani che dicono a Thrain "We
fought this war for vengeance, and vengeance we have taken. But it is
not sweet. If this is victory, then our hands are too small to hold it."

ciao
max

--
Barliman Butterbur (ex Max di Rosalba e Massimo) - #7 deI FeSTosi
Rispondete a: rosamax (presso) fastwebnet.it
"Short cuts make delays, but inns make longer ones." (LOTR 1,4)
www.maxbeer.org Tutto sulla birra | www.abbatya.com Le tue birre online

Tarabas Hunnaur

unread,
Mar 5, 2004, 10:58:50 AM3/5/04
to
Gwindor wrote:
> L'introduzione di Zolla invece è meglio che la leggi dopo, nonostante
> sia all'inizio.

Anzi, forse è meglio se non la leggi proprio. ;-)))
Mae aur!
--
Tarabas Hunnaur - 10° deI FeSTosi - Referente Smial Bolgeri
Ordinario di Elettronica di Potenza al Politecnico di Imladris
Se un uomo volta in silenzio la testa e sacrifica un altro, afferma il
diritto di essere sacrificato a sua volta. - Grigorij Baklanov

Ninja Killer

unread,
Mar 5, 2004, 1:50:11 PM3/5/04
to
:(
Ho gia' letto gran parte delle appendici (visto che il prologo
rimandava ad esse).
Ditemi che non mi son rovinato molto.

Ho iniziato ad accorgermi degli spoiler quando ho letto la storia tra
ARAGORN E ARWEN.
Sono andato avanti... ma mi sono fermato all'inizio de I GRANDI ANNI
(a quel punto gli spoiler erano evidenti).

Sono quindi passato all'Appendice D e ora stavo leggendo la E.

Devo dire che gli annali sembravano una sorta di presentazione dei
personaggi e delle vicende precedenti alla storia. Ora, non ditemi che
le stesse informazioni venivano narrate nel racconto...

Grazie

Théoden King

unread,
Mar 5, 2004, 1:35:01 PM3/5/04
to
Matteo Namo

> -____- giacchè sono nomi elfici si leggono in elfico, o sei dell'idea che
> chiamare John Hawkwood Giovanni Acuto come nel quadro di... di... boh (
> Paolo Uccello?

Sí, Paolo di Doni detto Paolo Uccello, navata sinistra del Duomo di
Firenze. Ma non è un quadro, è un affresco. E in ogni caso, la didascalia
dello stesso, se non rammento male, non è in italiano, ma in latino.
un Théoden pignolo

Théoden King

unread,
Mar 5, 2004, 1:49:32 PM3/5/04
to
Cirdan, vorrei evitare spiacevoli fraintendimenti e dissapori.
Mi riferisco a questo:

> Vuol dire che non han capito il valore del finale della Contea. Alcuni
> rileggeranno il libro e magari lo capiranno, altri no; così è la vita.

A scanso di equivoci: NON è la mia opinione, io il libro l'ho letto
tutto, l'ho riletto, e apprezzo *anche* le appendici. Ci sono parti che mi
piacciono di piú e parti che mi piacciono di meno, come in tutte le cose se
chi legge non è un fanatico.
Ma vorrei evitare lodi "sperticate" a tutto ciò che ha scritto Tolkien
soltanto perché l'ha scritto Tolkien. Era un grande, sono il primo a dirlo,
e lo ammiro tantissimo. Ma tra le migliaia di pagine che ha scritto, alcune,
a mio avviso, sono solo "parentesi" poco significative, tutt'al piú ti
possono piacere, ma non contribuiscono affatto al romanzo. Per esempio, se
anche togliessimo Tom Bombadil in loco e facessimo leggere il romanzo cosí
epurato a uno che non ne sa niente, credi che capirebbe meno la storia? O
che il suo giudizio sul romanzo cambierebbe radicalmente?

> Riguardo all'idea delle versioni abridged dei libri, sono totalmente
> contrario. I lettori, specialmente quelli giovani, non sono idioti: un
libro
> che non capiscono magari non gli piacerà ma li farà pensare

Perdonami, ma tanti lettori sono proprio idioti. O comunque si stancano
facilmente. E tantissime volte quello che annoia lo si lascia lí, o non ti
fa pensare affatto.
Vorrei proprio che quello che dici sia vero, e per me stesso lo
considero tale, ma non sono cosí ingenuo da applicarlo all'intera razza
umana.

> un libro castrato è del tutto inutile, soprattutto perché non li
invoglierà a leggere
> quello completo.

Al contrario. Mai sentito parlare di antologie?
Eppoi, scusami tanto, questo non sarà il caso di Tolkien, ma delle
migliaia di libri che ho letto in vita mia, trovo che tanti abbiano solo
alcuni capitoli validi, o alcuni capitoli inutili, che vorrei non aver mai
letto perché ho perso tempo. Smitizziamo l'idea "dell'originale" e del fatto
che quello che ha scritto uno, solo perché l'ha scritto, sia infallibile,
perfetto, intoccabile. A mio avviso, è una forma di ottusità, forse retaggio
dell'impostazione erronea dei nostri licei.
Tutto questo, ribadisco, pur amando Tolkien e pur non muovendogli alcuna
critica.

> Come disse qualcuno in questo ng, non è colpa dell'autore se non riesci a
> finire un libro.

Contesto veementemente: se un libro è scritto male, lo devo leggere fino
in fondo per forza?
Questo è un altro pregiudizio: il tempo è poco, le cose da fare tante.
Se un libro merita, lo si può leggere anche venti volte, ma quando capisci
che una cosa non ti interessa, lascia stare, chi te lo fa fare?

> TK> (significativo è invece che nel film abbiano tolto in toto i
problemi
> TK> della Contea al ritorno dal viaggetto a Mordor...).
>
> Infatti IMHO è una scelta sbagliatissima.

Opinione personale. A parte il fatto che avrebbe richiesto tantissimo
tempo per essere resa coerentemente, a mio avviso (pur avendola letta ed
apprezzata), trovo che, come ha detto saggiamente piú di un critico, quella
parte sia l'ERRORE strutturale maggiore mai commesso da Tolkien. Il quale
non era scrittore professionista, e qui si vede: una delle prime "regole
pratiche" per chi scrive un romanzo è che la conclusione deve venire súbito
dopo aver raggiunto l'apice della tensione, della climax, altrimenti ci si
"adagia" (se non anche annoia) e si perde interesse. Tutt'al piú ci può
essere un capitoletto di conclusioni, tanto per tirare le fila e dire "e


tutti vissero felici e contenti".

Pensa a quasi tutti i capolavori della narrativa mondiale: quanti vanno
avanti per 150 pagine dopo aver raggiunto l'apice? Nessuno, che io sappia.
Da Manzoni a Verne, da Dostoevskij (che l'epilogo di "Delitto e castigo" non
lo voleva nemmeno scrivere proprio per questa ragione!) alle Brontë, fanno
tutti cosí. La narrativa, il genere "romanzo", è fatto cosí, che ci piaccia
o meno.
Quindi, da questo punto di vista, certamente il Signore degli Anelli ha
delle falle strutturali. Che poi a te o a qualcuno non importi, che piaccia
di piú cosí, è un'altra faccenda. Ma certamente quello che viene dopo il
Monte Fato è QUASI TUTTO atmosfera, creazione di un mondo, quella cosa che
affascina cosí tanto gli appassionati del genere fantasy, ma che lascia del
tutto indifferenti (quando non annoiati) i tanti che l'hanno letto per
leggere un bel romanzo fine a sé stesso, e che fino a quel punto si erano
divertiti.
In ogni caso, distinguiamo opinioni personali da considerazioni tecniche
o strutturali e dall'opinione generale del mondo che ci circonda, altrimenti
cadiamo nel fanatismo.
Saluti,

Théoden King

unread,
Mar 5, 2004, 1:51:52 PM3/5/04
to
bubbo

> Un edizione *for dummies*, se non e'
> concepita dall'autore, e' una schifezza.

La mia era una provocazione! Non dico mica che sia un'edizione per
cretini, né tantomeno mi aspetto che mai si modifichi l'edizione rispetto
all'originale. Ma forse chi compra l'opera dovrebbe essere al corrente di
certe cose, per evitare di leggere cose che non gli interessano, tutto qui.

> Speriamo che mai e poi mai gli
> editori inizino a vendere edizioni semplificate dei libri.

Già lo fanno, da decennî...

> Neppure le riduzioni per bambini mi vanno tanto giu'...

Mah, perdonami, ma mi sa un po' di fanatismo, o quantomeno di
estremismo. Spero tu non sia uno di quelli che crede che una volta messo su
carta, un libro sia un'opera sacra e intoccabile.

Théoden King

unread,
Mar 5, 2004, 1:55:54 PM3/5/04
to
Monica

> su questo non sono d'accordo. non puoi snaturare l'idea dell'autore. se lo

> ha pensato così è perchè così è scaturito dalla sua immaginazione.
prendere
> o lasciare.

Beh, se permetti questo è un discorso un po' semplicistico. Prendiamo un
altro libro, uno mediocre: vorresti dire che il libro sia "intoccabile"
perché è un libro mediocre scritto da un mediocre? L'idea dell'autore è da
rispettare se è buona, se non lo è, perché devo perdere tempo con
sciocchezze? In ogni àmbito della creatività umana, chi crea un'opera d'arte
è un povero cristo come tutti noi, non dimentichiamolo. E come posso
apportare modifiche a un palazzo se l'architetto l'ha fatto male, cosí
*devo* poter apportare modifiche (anche solo nella mia lettura personale) a
un libro che leggo, qualora non sia d'accordo con le scelte dell'autore.
E in ogni caso, come ho già detto, anche se le io apprezzo, a molti
lettori le appendici non dicono nulla, anzi le abbandonano dopo poche pagine
annoiatissimi: a loro interessa il romanzo, la narrativa, non l'epica della
creazione di un mondo fantastico. Questo è il punto: che sia in commercio o
meno un'edizione "epurata", per molti lo sarà e basta. E anche se per me non
è cosí, non sono cosí "fanatico e altezzoso" da pretendere che la mia
lettura di Tolkien sia la migliore, o l'unica plausibile.

Théoden King

unread,
Mar 5, 2004, 1:58:48 PM3/5/04
to
Vèon

> Inutile dire che la comprensione "totale" del SdA è raggiungibile solo


> leggendo tutti i libri, dal Silmarillion in avanti.

Beh, dipende da cosa intendi. Si comprendono tante citazioni e
allusioni, ma non è detto che si capisca *meglio* l'opera in quanto tale. Ne
era conscio lo stesso Tolkien, che molto spesso era dubbioso sulla necessità
o meno di "svelare tutto" scrivendo il Silmarillion o altro: la dimensione
narrativa del romanzo funziona benissimo cosí com'è, e un lettore ne è
soddisfatto ed integra con la sua fantasia. I contenuti del romanzo, i
significati simbolici, etc. li capisce qualsiasi lettore accorto, il resto è
solo un "approfondimento", una piacevole attività per appassionati del
genere.

Théoden King

unread,
Mar 5, 2004, 1:59:45 PM3/5/04
to
Monica

> ho fatto una gran fatica a
> continuare la lettura la prima volta e stavo per arrendermi. certe parti
> all'inizio possono risultare noiose se non ci entri dentro come mentalità.
> la prima volta le appendici non le ho neanche lette tra l'altro.
> a una seconda lettura (avendo nel frattempo visto il film, letto tanto qui
> da voi, ecc...) mi sto godendo con gusto ogni singolo particolare e mi
> sembra tutto molto affascinante. apparte tom bombadil, quello mi annoierà
> sempre.

Vedo che ci capiamo appieno. Soprattutto Bombadil, per me se anche quel
capitolo non lo scriveva, il libro non ci perdeva nulla, anzi, ci
guadagnava.

Cirdan

unread,
Mar 5, 2004, 2:50:06 PM3/5/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> Spero tu non sia uno di quelli che crede che una volta
TK> messo su carta, un libro sia un'opera sacra e intoccabile.

Io no: penso però che lo si possa modificare solo con il consenso
dell'autore, e non a sentimento di editori e sedicenti miglioratori
dell'originale.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"No problem is so formidable that you can't
walk away from it." -- Charles M. Schulz
www.auroraproject.net/lk

Rosie Cotton

unread,
Mar 5, 2004, 2:52:00 PM3/5/04
to
Visto che oggi per puro caso avevo la rete, ho potuto leggere le tue
parole, Monica:

> mi sto godendo con gusto ogni singolo particolare e mi
> sembra tutto molto affascinante. apparte tom bombadil, quello mi annoierà
> sempre.

Dai, "sempre" e` una parola grossa :-) Chi lo puo` sapere? Trovo che quella
parte sia bellissima per l'atmosfera di serenita` e pace operosa. Mi fa
pensare all'Eden... Forse proprio per questo la si puo` trovare "noiosa":
siamo talmente lontani da quel modo di vivere, talmente immersi nella
frenesia che facciamo fatica a fermarci.

Ciao,
--
Rosie Cotton, #195 deI FeSTosi, Guerriera di Frodo
"I will take the Ring, though I do not know the way" - Frodo Baggins

Cirdan

unread,
Mar 5, 2004, 2:58:39 PM3/5/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> se anche togliessimo Tom Bombadil in
TK> loco e facessimo leggere il romanzo cosí epurato a uno che non ne sa
TK> niente, credi che capirebbe meno la storia?

Probabilmente no; ma il punto è, possiamo ridurre un libro alla storia che
contiene? IMHO no.

TK> Perdonami, ma tanti lettori sono proprio idioti. O comunque si
TK> stancano facilmente.

E allora non sono lettori. ;)
Così come uno che si addormenta in mezzo ad un film impegnativo non è un
cinefilo.

TK> Al contrario. Mai sentito parlare di antologie?

Sì, e le antologie le metto con le edizioni abridged tra gli abominii
introdotti nel sistema scolastico, sempre create pensando che il lettore
bambino è idiota.

TK> trovo che tanti abbiano
TK> solo alcuni capitoli validi, o alcuni capitoli inutili, che vorrei non
TK> aver mai letto perché ho perso tempo.

Non si perde mai tempo a leggere un libro, si riceve sempre qualcosa. Al
minimo avrai un esempio in negativo che ti fa apprezzare di più le letture
belle. ;)

TK> solo perché l'ha scritto, sia infallibile, perfetto, intoccabile.

No ho mai detto questo. Ho solo detto che un componimento è da leggere
intero, non a pezzi e bocconi, anche se solo una pagina su mille merita la
lettura; altrimenti non lo si legge.

TK> se un libro è scritto male, lo devo leggere
TK> fino in fondo per forza?

Nessuno ti obbliga a farlo. Ma non dire che _non ci riesci_, che è una cosa
diversa.

TK> A parte il fatto che avrebbe richiesto
TK> tantissimo tempo per essere resa coerentemente

Ripeto, togliamo il tempo a certe scene filmicamente e narrativamente
inutili e di finali nella contea ce ne metti tre.

TK> quella parte sia l'ERRORE
TK> strutturale maggiore mai commesso da Tolkien. Il quale non era
TK> scrittore professionista, e qui si vede

Grazie a Dio che non lo era e ci ha risparmiato il lieto fine mieloso e
inutile!

TK> una delle prime "regole
TK> pratiche" per chi scrive un romanzo è che la conclusione deve venire
TK> súbito dopo aver raggiunto l'apice della tensione, della climax,

Non è affatto vero, questa è semplicemente una consuetudine.
Per i fuochi di bivacco, che sono una cosa molto più banale di un romanzo,
ci sono tre diversi metodi di conclusione dopo il climax: in crescendo, che
mantiene il climax, ad esempio se deve seguire un gioco notturno; medio, se
dopo si deve continuare con una attività di breve durata; in calando, se si
va a dormire.

Mi rifiuto quindi di credere che il romanzo debba essere così banalizzato
nella sua costruzione da poter avere un finale solo. Tolkien ha scelto il
finale due, ossia che dopo il climax c'erano altre cose da fare. Se lo
scrittore comune usa solo il finale tre sono affari suoi ma non mi dire che
chi fa diversamente è uno scrittore inabile.

TK> La narrativa, il genere "romanzo", è fatto cosí, che ci piaccia o meno.

Ripeto, che sia la consuetudine non vuol dire che sia l'unico modo
possibile. Grazie a Dio possiamo cambiare e decidere di uscire dai binari
prima di scontrarci contro ad un muro.

Se prendi ad esempio La storia infinita, il climax è sito a metà del libro,
non a un decimo dalla fine come in IsdA, ma sfido a dire che il libro abbia
delle falle strutturali.

TK> Quindi, da questo punto di vista, certamente il Signore degli
TK> Anelli ha delle falle strutturali.

Che sia diverso dagli altri non vuol dire che abbia falle strutturali,
altrimenti dobbiamo dire che Dante come poeta era un fallito. :)

TK> Ma certamente quello che viene dopo il Monte Fato è
TK> QUASI TUTTO atmosfera,

No, affatto: è il finale della crescita psicologica di tutti i personaggi.

TK> che lascia del tutto
TK> indifferenti (quando non annoiati) i tanti che l'hanno letto per
TK> leggere un bel romanzo fine a sé stesso

Mah, io conosco persone che del fantasy se ne fregano ma gli è piaciuto il
finale nella Contea. Sono degli alieni?

TK> distinguiamo opinioni personali da considerazioni
TK> tecniche o strutturali e dall'opinione generale del mondo che ci
TK> circonda

E distinguiamo le consuetudini dalle regole obbligatorie.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"Television is the first truly democratic culture - the first culture
available to everybody and entirely governed by what the people want.
The most terrifying thing is what people do want." -- Clive Barnes
http://legendknights.tk

Tarabas Hunnaur

unread,
Mar 5, 2004, 2:31:26 PM3/5/04
to
Théoden King wrote:
> Dissento. La "storia" in quanto tale, a dirla tutta, finisce sulle
> pendici del Monte Fato, o tutt'al piú poco dopo, se vogliamo
> aggiungere qualche pagina di "lieto fine", con l'incoronazione del re.

La "storia" della Guerra dell'Anello finisce lì, ma il libro che Tolkien ha
scritto con tutti i suoi significati e contenuti finisce con il "Sono
tornato" di Sam. Senza il finale nella Contea si perdono un sacco di
significati importanti e senza l'Appendice A si perde una parte
importantissima per capire il rapporto Uomo-Eru-Morte.

> Tant'è che ho notato che molti che hanno letto solo il libro ma
> non sono interessati all'atmosfera, al mondo tolkieniano, normalmente
> trovano noioso che, dopo aver raggiunto l'apice dell'emozione, si
> vada avanti per 150 pagine con fatterelli poco significativi
> (significativo è invece che nel film abbiano tolto in toto i problemi
> della Contea al ritorno dal viaggetto a Mordor...).

Sì, significativo che gli sceneggiatori non hanno capito una mazza del
contenuto del libro. :-)
Le 150 pagine, cmq, sono importanti.

> Bisogna capire che non tutti i lettori sono fatti come "noi" che
> amiamo l'ambientazione e cui piace immergerci in questo mondo
> fantastico. Molti lettori leggono un romanzo perché vogliono leggere
> una bella storia, e quindi per loro "Il Signore degli Anelli"
> contiene parti che non interessano: le appendici, per esempio, di cui
> non sanno che farsene.

E quindi? Chissenefrega. Il libro è quello, se non gli piacciono alcune
parti le saltino pure.

> Se
> non dico delle eresie, direi quasi che del "Signore degli Anelli"
> dovrebbero esistere in commercio due versioni:

[CUT]

Prego, si accomodi, il rogo la attende. ;-)
Sono assolutamente contrario alle versioni ridotte di qualsiasi cosa. Se un
autore compie un'opera, essa deve essere apprezzata nella sua integrità,
perchè se viene tagliata in qualsiasi modo non è più l'opera originale che
l'autore voleva realizzare.

[CUT]


> Ribadisco, non parlo di me, ma ho
> sentito parecchia gente che non segue il genere fantasy ma ha letto
> il libro (vuoi perché consigliato, vuoi perché ha visto il film) dire
> che è bello, ma contiene delle parti noiosissime.

Bon, parere loro, problema loro.
La prossima volta leggeranno qualcosa di più "leggero".

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 5, 2004, 3:47:49 PM3/5/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Théoden King ha scritto:

> se anche togliessimo Tom Bombadil in loco e facessimo leggere il
> romanzo cosí epurato a uno che non ne sa niente, credi che capirebbe
> meno la storia? O che il suo giudizio sul romanzo cambierebbe
> radicalmente?

Probabilmente no, ma non è questo il punto: se tu leggessi un Signore degli
Anelli così mutilato, conoscendone la versione integrale, il *tuo* giudizio
sarebbe lo stesso? Secondo te Tom (per fare un esempio semplice, ma in
realtà con Tom intendo anche il Prologo, le Appendici, il Ritorno nella
Contea, insomma tutto quello che si potrebbe togliere per ottenere un LotR
Abridged) è totalmente inutile? Io lo pensavo le prime volte che ho letto
il libro, ma poi mi sono ricreduto.

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/
Willst du ins Unendliche schreiten,
Geh' nur im Endliche nach allen Seiten.
- Wolfgang Goethe

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 5, 2004, 3:47:51 PM3/5/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Théoden King ha scritto:

> Contesto veementemente: se un libro è scritto male, lo devo leggere fino
> in fondo per forza?

Assolutamente no: smettere di leggere è uno dei diritti fondamentali del
lettore.
(Per saperne di più chiedi a Beleg).

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/

Dire sempre di sì è come non esistere.
- Tahar Ben Jelloun

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 5, 2004, 3:47:53 PM3/5/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Cirdan ha scritto:

> Come disse qualcuno in questo ng, non è colpa dell'autore se non riesci a
> finire un libro.

Dissento: se non riesco a finire un libro è colpa *unicamente* dell'autore.

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/

Definizione:
SEDUTA FIUME - Prolungato attacco diarroico

Harthael

unread,
Mar 5, 2004, 4:15:38 PM3/5/04
to
On Fri, 05 Mar 2004 14:29:49 GMT, "Matteo Namo"
<matti...@libero.it> wrote:

>|| In questo caso la regola funziona. Purtroppo nel 90% dei libri invece
>|| le introduzioni sono pesantemente ed insopportabilmente
>|| spoileranti....
>
>Anche in questo caso. Non deve ASSOLUTAMENTE leggere l'introduzione prima,
>forse neanche dopo in realtà. Quello che va letto prima è il PROLOGO.

Ah ops :-) vero
...ma mi spiegate perche' quegli stronzi inseriscono praticamente
sempre uno pseudoriassunto nell'introduzione???? metterla alla fine
no?? hanno paura che non se la caghi nessuno? e' una cosa che mi ha
sempre fatto imbufalire

--
"...e aníra ennas suilannad mhellyn în phain."

Harthael del Lago, # 234 deI FeSTosi
***** on line since 1993 *****

Rosie Cotton

unread,
Mar 5, 2004, 4:17:07 PM3/5/04
to
Visto che oggi per puro caso avevo la rete, ho potuto leggere le tue
parole, Théoden King:

> Ma tra le migliaia di pagine che ha scritto, alcune,
> a mio avviso, sono solo "parentesi" poco significative, tutt'al piú ti
> possono piacere, ma non contribuiscono affatto al romanzo. Per esempio, se
> anche togliessimo Tom Bombadil in loco e facessimo leggere il romanzo cosí
> epurato a uno che non ne sa niente, credi che capirebbe meno la storia? O
> che il suo giudizio sul romanzo cambierebbe radicalmente?

Probabilmente no. Ma non puoi farne un metro di giudizio sulla
significativita` delle parti di un libro. Imho, non tutto deve essere
funzionale alla storia. Se non ci fosse TB il mio giudizio su ISDA sarebbe
ugualmente piu` che positivo, ma la TdM perderebbe un particolare che
apprezzo molto.



> Perdonami, ma tanti lettori sono proprio idioti. O comunque si stancano
> facilmente. E tantissime volte quello che annoia lo si lascia lí, o non ti
> fa pensare affatto.

Ma un lettore cosi` non leggerebbe comunque ISDA, anche senza appendici o
in una versione "alleggerita", non credi? Per quanto tu possa alleggerirlo,
rimarranno comunque alcune centinaia di pagine. E a che pro farlo? Non deve
per forza piacere a tutti, e se a uno non piace trovera` diletto in altre
cose, senza dover scendere a patti con un qualcosa che non gli e`
congeniale.

> Questo è un altro pregiudizio: il tempo è poco, le cose da fare tante.
> Se un libro merita, lo si può leggere anche venti volte, ma quando capisci
> che una cosa non ti interessa, lascia stare, chi te lo fa fare?

E come fai a capire che non ti interessa? Certo, se ti annoi ancora dopo
aver letto la meta` di un libro, probabilmente e` meglio lasciar stare e
passare ad altro (forse, non e` detto: a volte capita di arrivare alla fine
di un libro quasi vomitando solo per poter essere certi di non toccare mai
piu` un'opera dello stesso autore ;-). Ma le prime pagine spesso sono
difficili, almeno per me nella maggior parte dei libri che piacciono a me.

> Trovo che, come ha detto saggiamente piú di un critico, quella


> parte sia l'ERRORE strutturale maggiore mai commesso da Tolkien.

[8<]


> Pensa a quasi tutti i capolavori della narrativa mondiale: quanti vanno
> avanti per 150 pagine dopo aver raggiunto l'apice? Nessuno, che io sappia.

[8<]


> La narrativa, il genere "romanzo", è fatto cosí, che ci piaccia o meno.

Perche' che ci piaccia o meno? Imho, nell'arte le regole esistono all'unico
scopo di raccogliere esperienza pregressa su come fare un'opera che
piaccia. Se uno riesce a farla piacere senza seguire la tradizione, ben
venga. Probabilmente, anzi, dara` inizio ad un nuovo modo di creare, a
delle *nuove* regole.

> Ma certamente quello che viene dopo il
> Monte Fato è QUASI TUTTO atmosfera, creazione di un mondo, quella cosa che
> affascina cosí tanto gli appassionati del genere fantasy, ma che lascia del
> tutto indifferenti (quando non annoiati) i tanti che l'hanno letto per
> leggere un bel romanzo fine a sé stesso, e che fino a quel punto si erano
> divertiti.

Sicuro? Non sono per niente appassionata del genere fantasy, ho letto e
continuo a leggere ISDA come un bel romanzo fine a se' stesso (come una
storia che mi appassiona molto, ma non come una storia fantasy). Eppure amo
molto il finale nella Contea, e credo che senza di esso il libro perderebbe
molto, avrebbe un banale happy end.

> In ogni caso, distinguiamo opinioni personali da considerazioni tecniche
> o strutturali e dall'opinione generale del mondo che ci circonda, altrimenti
> cadiamo nel fanatismo.

Perche'? La fruizione dell'arte e` fatta di opinioni personali, e non da
considerazioni tecniche. Non vedo perche' debba per forza c'entrare il
fanatismo. Sarebbe fanatismo solo se si assolutizzassero le proprie
sensazioni credendo che tutti gli altri debbano per forza provarle (e le
considerazioni tecniche e strutturali in questo senso sono molto rischiose
;-).

Hehehe, sign assolutamente casuale, giuro ;-)

Ciao,
--
Rosie Cotton, #195 deI FeSTosi, Guerriera di Frodo

Chi trascorreva una vita rude sotto il cielo aperto, conosceva il valore di
un buon libro voluminoso. Che doveva servire ad accendere il fuoco per
cucinare almeno un'intera stagione, se uno stava attento a come strapparne
le pagine. - Terry Pratchett

Rosie Cotton

unread,
Mar 5, 2004, 4:17:06 PM3/5/04
to
Visto che oggi per puro caso avevo la rete, ho potuto leggere le tue
parole, Théoden King:

> Prendiamo un


> altro libro, uno mediocre: vorresti dire che il libro sia "intoccabile"
> perché è un libro mediocre scritto da un mediocre?

Assolutamente si`. Se considero un libro mediocre, non lo tocco ;-)

Ciao,
--
Rosie Cotton, #195 deI FeSTosi, Guerriera di Frodo

"Olorin I era nell'ormai obliato Ovest" - Francesco Saba Sardi

Rosie Cotton

unread,
Mar 5, 2004, 4:16:51 PM3/5/04
to
Visto che oggi per puro caso avevo la rete, ho potuto leggere le tue
parole, Théoden King:

> Soprattutto Bombadil, per me se anche quel


> capitolo non lo scriveva, il libro non ci perdeva nulla, anzi, ci
> guadagnava.

Hai detto bene, *per te*. E` tuo diritto saltare quelle pagine, ma non
credo sia diritto di nessuno far uscire un'edizione senza TB. Per me sono
pesanti certe parti "tecniche" delle appendici (solo per farti capire che
non sono una fanatica ;-), ma non per questo credo che si debba fare
un'edizione ridotta. Sono per la liberta` di leggere e di saltare :-)

Ciao,
--
Rosie Cotton, #195 deI FeSTosi, Guerriera di Frodo

Frodo non ha fallito in quello che poteva fare: ha fallito in quello che
nessuno poteva fare e quindi, in un certo senso, non vi e fallimento. -
Cirdan, 15/06/2003

Cirdan

unread,
Mar 5, 2004, 4:23:59 PM3/5/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Soronel l'Araldo scrisse...

Sl> Dissento: se non riesco a finire un libro è colpa *unicamente*
Sl> dell'autore.

Quindi se diamo i Promessi Sposi in mano ad uno le cui letture medie sono le
vignette della settimana enigmistica e questi non riesce a finire di leggere
il libro la colpa è del Manzoni? :)))

IMHO si può finire di leggere qualsiasi libro, anche se questo non vuol dire
che si debba.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

Datamedia: "...lei conosce lo scrittore di nome Tolkien?"
Soronel: "chi?"
Datamedia: "...Tolkien..."
Soronel: "...lo sceneggiatore di Tinto Brass?"
http://www.haven.terrediconfine.net

Mandos

unread,
Mar 5, 2004, 3:48:49 PM3/5/04
to
Il 04 mar 2004 23:23:24, Théoden King (ro...@middle-earth.it) ha
scritto in news:c28c5e$1posfs$1...@ID-64088.news.uni-berlin.de:

> Le appendici: per qualche mese non le ho lette proprio. La storia
> era finita, ero soddisfatto, "e tutti vissero felici e contenti..."

E l'addio ai Porti Grigi ti pare un happy ending?

E NON leggere la storia di Aragorn ed Arwen ti pare "logico"??

Io, ad una cara cugina cinquantenne, ho INGIUNTO di leggere almeno la
storia di A&A, s non tutta l'appendice.


--
Mandos - # 11 deI FeSTosi, # 157 tra gli IAFi, LIstaro e Scribano
"Is it nice, my preciousss? Is it juicy? Is it scrumptiously crunchable?"
(Gollum)

Cirdan

unread,
Mar 5, 2004, 4:25:33 PM3/5/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Harthael scrisse...

H> inseriscono praticamente
H> sempre uno pseudoriassunto nell'introduzione???? metterla alla fine
H> no?? hanno paura che non se la caghi nessuno?

E` satto.

Contrariamente al pensiero degli editori, però, io in genere leggo le
postfazioni e ignoro le prefazioni.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"Three Rings for the Elven Kings under the Sky..."
http://atrus.bookcrossing.com

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 5, 2004, 4:34:44 PM3/5/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Harthael ha scritto:

> ...ma mi spiegate perche' quegli stronzi inseriscono praticamente
> sempre uno pseudoriassunto nell'introduzione????

Per dimostrare che hanno letto il libro, altrimenti non ci crederebbe
nessuno.

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/

Istruzioni: aprire il pacchetto, mangiare le noccioline.
- Su un pacchetto di noccioline della American Airlines

Mandos

unread,
Mar 5, 2004, 4:55:39 PM3/5/04
to
Il 05 mar 2004 21:47:49, Soronel l'Araldo
(klomp...@katambuto.com.invalid) ha scritto in
news:Xns94A3DC4F0A...@127.0.0.1:

> Probabilmente no, ma non è questo il punto: se tu leggessi un Signore
> degli Anelli così mutilato, conoscendone la versione integrale, il
> *tuo* giudizio sarebbe lo stesso? Secondo te Tom (per fare un esempio
> semplice, ma in realtà con Tom intendo anche il Prologo, le
> Appendici, il Ritorno nella Contea, insomma tutto quello che si
> potrebbe togliere per ottenere un LotR Abridged) è totalmente
> inutile? Io lo pensavo le prime volte che ho letto il libro, ma poi
> mi sono ricreduto.

Me too
(e scusate il pessimo quoting)


--
Mandos - # 11 deI FeSTosi, # 157 tra gli IAFi, LIstaro e Scribano

"I am glad you are here with me. Here at the end of all things, Sam."
(Frodo, on Mount Doom)

Mandos

unread,
Mar 5, 2004, 4:57:32 PM3/5/04
to
Il 05 mar 2004 20:31:26, Tarabas Hunnaur (beo...@libero.it) ha scritto
in news:c2ao2u$1rf04m$2...@ID-147917.news.uni-berlin.de:

> Se un autore compie un'opera, essa deve essere apprezzata nella sua
> integrità

Valutata mi par piu` corretto

Per il rsto, concordo


--
Mandos - # 11 deI FeSTosi, # 157 tra gli IAFi, LIstaro e Scribano

"Yet such is oft the course of deeds that move the wheels of the world:
small hands do them because they must, while the eyes of the great are
elsewhere."
(Elrond)

Rykhael

unread,
Mar 5, 2004, 6:06:21 PM3/5/04
to

"Matteo Namo" <matti...@libero.it> wrote in message

> giacchè sono nomi elfici si leggono in elfico

Mi riferivo alla pronuncia, dato che spesso (io l'ho sempre sentito cosi')
oltre a miriadi di parole in lingua straniera, si legge "all'italiana" anche
il cognome Tolkien, che invece non si legge come si scrive :-)

Ryk


Matteo Namo

unread,
Mar 6, 2004, 4:16:20 AM3/6/04
to
Cirdan wrote:
|| Ascoltavo il rumore del mare quando Harthael scrisse...
||
|| H> inseriscono praticamente
|| H> sempre uno pseudoriassunto nell'introduzione???? metterla alla
|| fine H> no?? hanno paura che non se la caghi nessuno?
||
|| E` satto.
||
|| Contrariamente al pensiero degli editori, perņ, io in genere leggo le

|| postfazioni e ignoro le prefazioni.
||

Oibņ. Pensavo di essere l'unico a leggere solo le postfazioni ( al limite le
prefazioni le leggo dopo, se le leggo).

Matteo Namo


Matteo Namo

unread,
Mar 6, 2004, 4:22:17 AM3/6/04
to
Théoden King wrote:
|| Matteo Namo
||
||| -____- giacchč sono nomi elfici si leggono in elfico, o sei

||| dell'idea che chiamare John Hawkwood Giovanni Acuto come nel quadro
||| di... di... boh ( Paolo Uccello?
||
|| Sí, Paolo di Doni detto Paolo Uccello, navata sinistra del Duomo
|| di Firenze. Ma non č un quadro, č un affresco. E in ogni caso, la
|| didascalia dello stesso, se non rammento male, non č in italiano, ma

|| in latino. un Théoden pignolo
||

Si. Ioannes Acutus. Il senso č sempre quello.E, si. volevo dire affresco (
boh, per me dipinto č uno e dipinto č l'altro in Storia dell'Arte non sono
mai stato una cima). Nota aggiunta: nella navata destra c'č un altro
_affresco_ ( vedi? ho imparato ^___^) equestre ma non di Paolo Uccello se
non erro... di chei fosse non ricordo perň...

P.s. Fai bene ad essere pignolo, la pignoleria permette alla informazioni
esatte di girare e diffondersi. Per di piů qui siamo un gruppo di "saccenti
seriosi" e quindi... ( chi ci defině cosě? quello che č arrivato ha detto
che il film č meglio del libro e se ne andato perche siamo, appunto,
saccenti e seriosi?).

Matteo Namo


Matteo Namo

unread,
Mar 6, 2004, 4:30:21 AM3/6/04
to
Cirdan wrote:
|| Ascoltavo il rumore del mare quando Soronel l'Araldo scrisse...
||
|| Sl> Dissento: se non riesco a finire un libro è colpa *unicamente*
|| Sl> dell'autore.
||
|| Quindi se diamo i Promessi Sposi in mano ad uno le cui letture medie
|| sono le vignette della settimana enigmistica e questi non riesce a
|| finire di leggere il libro la colpa è del Manzoni? :)))
||

Ehi! io non riesco neanche a cominciare quella cosa li... figurati a
finirla. Credo sia stata la cosa più mostruosa che ci abbiamo propinato a
scuola. Maglio Dante, Foscolo o chiunque altro _fino_ all'ottocento. Dopo si
può leggere poco senza provare tendenze suicide...

ovviamente IMVVVHO.
;-)

E le mie letture medie NON sono le vignette della settimana enigmistica, o
beh, si a volte leggo anche quelle... come che sia...

Matteo Namo

Matteo Namo

unread,
Mar 6, 2004, 4:36:59 AM3/6/04
to
Rosie Cotton wrote:
||
|| Hai detto bene, *per te*. E` tuo diritto saltare quelle pagine, ma
|| non credo sia diritto di nessuno far uscire un'edizione senza TB.
|| Per me sono pesanti certe parti "tecniche" delle appendici (solo per
|| farti capire che non sono una fanatica ;-), ma non per questo credo
|| che si debba fare un'edizione ridotta. Sono per la liberta` di
|| leggere e di saltare :-)
||

se posso scegliere io prend sempre la versione piů completa di qualsiasi
testo che voglio ( finanze permettendo) e poi decido se qualcosa va saltato
o meno ( per lo piů, no) ma non riesco a pensare di impedirmi a priori di
leggere un pezzo di qualcosa. Esempio, non comprerei mai un classico latino
senza testo a fronte. Che poi non lo legga in latino ma in italiano e al
latino dia uno sguardo solo nei punti piů interessante č un altro fatto.
Come il Beowulf che sto leggendo in italiano, inglese e anglosassone. Senza
capire piů di qualche parola di anglosassone tra quelle poche che leggo,
magari ma comunque l'ho voluto cosě...

Matteo Namo


Matteo Namo

unread,
Mar 6, 2004, 4:40:26 AM3/6/04
to
Ninja Killer wrote:
|| :(
|| Ho gia' letto gran parte delle appendici (visto che il prologo
|| rimandava ad esse).
|| Ditemi che non mi son rovinato molto.
||
|| Ho iniziato ad accorgermi degli spoiler quando ho letto la storia tra
|| ARAGORN E ARWEN.
|| Sono andato avanti... ma mi sono fermato all'inizio de I GRANDI ANNI
|| (a quel punto gli spoiler erano evidenti).
||
|| Sono quindi passato all'Appendice D e ora stavo leggendo la E.
||
|| Devo dire che gli annali sembravano una sorta di presentazione dei
|| personaggi e delle vicende precedenti alla storia. Ora, non ditemi
|| che le stesse informazioni venivano narrate nel racconto...
||

Se hai saltato i Grandi Anni non dovrebbero esserci problemi... magari se
hai saltato anchedove parla dei destini dei personaggi del libro allora è
anche meglio.

MN


Cirdan

unread,
Mar 6, 2004, 6:30:59 AM3/6/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Matteo Namo scrisse...

MN> Ehi! io non riesco neanche a cominciare quella cosa li... figurati a
MN> finirla.

IMHO non vuoi, non è che non riesci. Se fossi obbligato lo faresti.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"Ah. What you mean is, you want to be alone," said Albert.
I AM ALWAYS ALONE. BUT JUST NOW I WANT TO BE ALONE BY MYSELF.
http://legendknights.tk

Théoden King

unread,
Mar 6, 2004, 6:05:26 AM3/6/04
to
Matteo Namo

> E, si. volevo dire affresco (

> boh, per me dipinto è uno e dipinto è l'altro

Infatti se avessi usato "dipinto" non ti avrei corretto, ma confondere
"quadro" (opera da cavalletto, facilmente spostabile) con "affresco" (tipo
di pittura murale) è come confondere nani e hobbit perché sono entrambi
piccoli ;-)

> Nota aggiunta: nella navata destra c'è un altro


> _affresco_ ( vedi? ho imparato ^___^) equestre ma non di Paolo Uccello se

> non erro... di chei fosse non ricordo però...

Per l'essattezza è sempre nella navata sinistra, a poca distanza dal
primo, con cui fa pendant, ed è opera di Andrea del Castagno.

Théoden King

unread,
Mar 6, 2004, 6:09:20 AM3/6/04
to
Soronel l'Araldo

> Probabilmente no, ma non è questo il punto: se tu leggessi un Signore
degli
> Anelli così mutilato, conoscendone la versione integrale, il *tuo*
giudizio
> sarebbe lo stesso? Secondo te Tom (per fare un esempio semplice, ma in
> realtà con Tom intendo anche il Prologo, le Appendici, il Ritorno nella
> Contea, insomma tutto quello che si potrebbe togliere per ottenere un LotR
> Abridged) è totalmente inutile?

Riguardo a Tom Bombadil, non lo posso soffrire come personaggio
(opinione personalissima) e non mi piace quel capitolo. Se fosse per me, non
dovrebbe mai essere stato scritto, e comunque non vedo la benché minima
relazione col resto del romanzo.

Théoden King

unread,
Mar 6, 2004, 6:35:01 AM3/6/04
to
Cirdan

> Probabilmente no; ma il punto è, possiamo ridurre un libro alla storia che
> contiene? IMHO no.

Dipende, dipende. E soprattutto, la "digressione" dovrebbe essere
proporzionata. Se Tolkien interrompe la narrazione per fare una descrizione
del paesaggio di una paginetta, mi sta benissimo: crea atmosfera, non è
eccessivamente lunga. Se le cose "corpose" le rilega nelle appendici, mi sta
altrettanto bene: non interrompo all'infinito la narrazione, e chi non fosse
interessato non leggerà le appendici. Tom Bombadil, a mio avviso, è invece
l'unico punto infelice, perché interrompe gli eventi per decine di pagine
senza relazione col resto.
Trattasi di opinione personale, s'intende.
In scrittori meno capaci di Tolkien, talvolta le digressioni sono
spropositatamente lunghe.

> Sì, e le antologie le metto con le edizioni abridged tra gli abominii
> introdotti nel sistema scolastico, sempre create pensando che il lettore
> bambino è idiota.

No, che non ha tempo di leggere tutto. Intanto gli spieghi com'è l'opera
e gli dài un assaggio, poi se gli piace se la cerca e legge per intero.
Per inciso, a me piace anche la musica. Certi album sono bellissimi (pur
con canzoni che mi piacciono di piú e di meno), e li voglio tutti. In altri
mi piacciono solo alcune canzoni: in questi casi, non mi faccio problemi a
copiare solo quelle o a comprare un'antologia.

> Non si perde mai tempo a leggere un libro, si riceve sempre qualcosa.

Permettimi di dissentire. Io ho letto migliaia di libri ed è una delle
mia attività preferite, ma la mole da leggere è sempre TAAAAANTO piú grande
di quello che riuscirai a leggere in vita tua, e una certa scelta ci deve
essere. Tante cose, anche alcune "blasonate" e consacrata dalla critica, mi
sono sembrate spazzatura.

> Al minimo avrai un esempio in negativo che ti fa apprezzare di più le
letture
> belle. ;)

Se vado in un ristorante mediocre, la cena dopo la apprezzerò molto di
piú, è vero. Ma appena mi accorgo che il ristorante è mediocre, ordino il
meno possibile, non faccio una cena con sei portate, e in quel posto non
andrò piú.

> No ho mai detto questo. Ho solo detto che un componimento è da leggere
> intero, non a pezzi e bocconi, anche se solo una pagina su mille merita la
> lettura; altrimenti non lo si legge.

Su questo non concordo. Che altro posso dirti?

> Grazie a Dio che non lo era e ci ha risparmiato il lieto fine mieloso e
> inutile!

Se era un capitoletto, giusto per rifiatare dopo le forti emozioni del
Monte Fato, non era affatto mieloso.

> TK> una delle prime "regole
> TK> pratiche" per chi scrive un romanzo è che la conclusione deve venire
> TK> súbito dopo aver raggiunto l'apice della tensione, della climax,
>
> Non è affatto vero, questa è semplicemente una consuetudine.

Hai notato le virgolette? Tutte le forme della creatività umana, dalla
letteratura alla pittura, dalla fotografia all'architettura, hanno delle
norme, dei canoni consacrati dalla storia e dai grandi maestri venuti nel
passato.
Non sto dicendo che i canoni non si possano criticare, tutt'altro, ma
non è neanche vero che chiunque possa saltare su e infrangerli a piacimento,
o che qualsiasi alternativa al canone sia di pari valore. E soprattutto, per
infrangere il canone senza fare un'accozzaglia di sciocchezze, ci vogliono
due elementi chiave: un artista abile, e un artista che conosca bene i
canoni che mette in discussione.
Pensa solo agli impressionisti (alcuni dei quali erano diplomati nelle
migliori accademie di pittura di Francia!), o ai varî Ungaretti ed ermetici,
che conoscevano benissimo la tradizione letteraria del loro Paese.
Tolkien ha rischiato, e rischiato grosso. Obiettivamente, perché
potrebbero non avergli pubblicato il romanzo. Sapessi quanti grandi
scrittori hanno dovuto rivedere le loro opere o aggiungere capitoli
conclusivi per soddisfare gli editori! In secondo luogo, perché il pubblico
avrebbe potuto non gradire, o non capire.

Nel caso specifico, chiaramente la storia, quello che ci si aspetta,
quello che si vuole leggere, finisce ben prima dell'ultima pagina, tant'è
che avrebbe benissimo potuto concludere col capitolo seguente il Monte Fato
e scrivere il resto come seguito del romanzo, nessuno si sarebbe accorto
della differenza.

> Mi rifiuto quindi di credere che il romanzo debba essere così banalizzato
> nella sua costruzione da poter avere un finale solo.

Se guardi la produzione letteraria mondiale, quasi tutti i capolavori
degli ultimi dieci secoli hanno una struttura piú o meno analoga. Con
qualche eccezione.
Per inciso, non è un caso che a scuola si studino certe parti di romanzi
invece di altre. Per esempio, gli ultimi due capitoli dei "Promessi Sposi"
quasi sempre si saltano o si fanno brevemente, perché sono il classico
"raccordo per il lieto fine". Non è un caso che l'epilogo di "Delitto e
castigo" (imposto all'autore dall'editore, sennò non glielo pubblicava) sia
la parte meno brillante dell'opera.

> Tolkien ha scelto il
> finale due, ossia che dopo il climax c'erano altre cose da fare.

Non direi "da fare": da suggerire. Perché la storia piena di colpi di
scena, avventura e finale entusiasmante l'aveva già scritta, e lui voleva
andare oltre la scrittura di un "romanzo": voleva creare un mondo, un
genere. Quelle pagine servono essenzialmente per immergersi in quel genere,
per consentirti di "sognare", è un po' un modo di ammiccare al lettore e
dirgli: "Guarda, c'è tanto ancora che non t'ho detto...". Cosí gli
appassionati come noi vanno a cercare altre suo opere o si immaginano il
resto. Ma il "romanzo" in quanto tale è già finito, e da un pezzo.

> Se prendi ad esempio La storia infinita, il climax è sito a metà del
libro,
> non a un decimo dalla fine come in IsdA, ma sfido a dire che il libro
abbia
> delle falle strutturali.

Non l'ho letto, ergo non commento.

> Che sia diverso dagli altri non vuol dire che abbia falle strutturali,
> altrimenti dobbiamo dire che Dante come poeta era un fallito. :)

Non fare l'equivalenza: originale=sbagliato. A parte che Dante non
scrive in prosa, e che ai suoi tempi la letteratura italiana era ancora in
divenire, e i canoni andavano ancora elaborati, non ti rendi conto che mi
hai fornito un'ottima argomentazione.
Dante usa i tre stili dell'epoca (basso, medio, alto) in maniera
perfettamente simmetrica, in crescendo, come si faceva allora. si avvale di
una struttura perfettamente regolare, sia metricamente, sia per quanto
riguarda la divisione interna dell'opera (tre cantiche - tante erano le
opere divise in tre parti! -, ognuna con un numero uguale di canti, piú un
canto di introduzione che ricorda tanto il proemio dei poemi epici), etc.
La Divina Commedia è, strutturalmente, SOLO UN ADATTAMENTO alla nascente
lingua italiana di cose già viste. Non sembra, perché Dante è un genio, e il
genio sta nel rendere uniche le cose semplici, non nell'inventarsi
bizzarrie.
Come vedi, non è che uno scrittore si debba alzare la mattina con
un'idea rivoluzionaria: la rivoluzione si fa in maniera indolore, quasi
senza che nessuno se ne accorga.

Il fatto che Tolkien non rientri in questo settore dimostra
semplicemente che non era uno scrittore professionista. Cosa indiscutibile,
e che non mi sono inventato io: tanti critici hanno rintracciato le
"ingenuità" che un professionista non avrebbe mai commesso. Ciò detto, adoro
Tolkien perché era geniale, e perché anche un naïf può fare qualcosa di
grandioso, se ha talento, ma non sono cosí fanatico da lodare tutto ciò che
è tolkieniano e difenderlo a spada tratta solo perché viene dalla penna di
Tolkien.

> TK> Ma certamente quello che viene dopo il Monte Fato è
> TK> QUASI TUTTO atmosfera,
>
> No, affatto: è il finale della crescita psicologica di tutti i personaggi.

Appunto: non sono "eventi". Dopo qualcosa di epocale, cosa c'è? Una
scaramuccia con quattro zoticoni, e poi un numero di pagine molto maggiore
per dirti che Frodo scrive il libro e Sam si sposa di quante ne abbia
impiegate per descrivere la distruzione dell'anello. Questa io la chiamo
"atmosfera", che include considerazioni psicologiche e altro, non è certo
"azione".

> Mah, io conosco persone che del fantasy se ne fregano ma gli è piaciuto il
> finale nella Contea. Sono degli alieni?

Buon per loro. Prova a "ripetere" l'esperimento, vedrai che i non
appassionati del genere di solito trovano noiose le seguenti cose:

Tom Bombadil
Le appendici
Il finale nella Contea (almeno in parte)
Tutti i patronimici e gli appellativi ricorrenti (figlio di...).

> TK> distinguiamo opinioni personali da considerazioni
> TK> tecniche o strutturali e dall'opinione generale del mondo che ci
> TK> circonda
>
> E distinguiamo le consuetudini dalle regole obbligatorie.

Certamente, spero di essermi chiarito.

Théoden King

unread,
Mar 6, 2004, 6:41:57 AM3/6/04
to
Mandos

> > Le appendici: per qualche mese non le ho lette proprio. La storia
> > era finita, ero soddisfatto, "e tutti vissero felici e contenti..."
>
> E l'addio ai Porti Grigi ti pare un happy ending?

A suo modo sí. E comunque, quando ho detto (ironicamente) "e tutti
vissero felici e contenti" mi riferivo al Monte Fato, che per me è rimasto
per mesi il finale.

> E NON leggere la storia di Aragorn ed Arwen ti pare "logico"??

Mi pare superfluo. Cioè, per la narrazione non ha alcun valore. Serve a
fare atmosfera, a integrare un mondo fantastico, se ti piace. Io l'ho letta
mesi dopo, e anche se mi è piaciuta, non credo proprio di aver capito o
apprezzato maggiormente il romanzo grazie ad essa.

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 6, 2004, 6:55:32 AM3/6/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Théoden King ha scritto:

> Questa io la chiamo "atmosfera", che include considerazioni
> psicologiche e altro, non è certo "azione".

OK, ma il Signore degli Anelli è un libro di atmosfera, non di azione.

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/

Voglio che tutti gli americani sappiano che la responsabilità delle
decisioni che prendo è mia, e anche loro.
- George W. Bush, 20 settembre 2000

Cirdan

unread,
Mar 6, 2004, 6:55:48 AM3/6/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

>> E NON leggere la storia di Aragorn ed Arwen ti pare "logico"??

TK> Mi pare superfluo. Cioè, per la narrazione non ha alcun valore.
[Skipped]
TK> non credo proprio di
TK> aver capito o apprezzato maggiormente il romanzo grazie ad essa.

*sigh*

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"Quanto più in alto ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo
a coloro che non possono volare" -- Friedrich W. Nietzsche
www.auroraproject.net

Cirdan

unread,
Mar 6, 2004, 7:35:01 AM3/6/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> Dipende, dipende.

Da cosa? La storia è parte di un libro, non il libro stesso, altrimenti
andremmo avanti a riassunti invece che romanzi.

TK> crea atmosfera

Questa frase sembra una tua costante. :)
Il lavoro di un romanzo è anche fare atmosfera, oltre che storia; si possono
fare romanzi di sola atmosfera e quel minimo di storia che basta per tirare
avanti.

TK> No, che non ha tempo di leggere tutto. Intanto gli spieghi com'è
TK> l'opera e gli dài un assaggio, poi se gli piace se la cerca e legge per
TK> intero.

Ma che senso ha? A quel punto fai almeno una analisi ragionata dell'autore,
comparazione di più brani, un testo breve completo in sé stesso, ecc.
Dei brani a caso evulsi dal contesto non hanno assolutamente senso, nemmeno
come assaggio.

Nella mia limitata esperienza ho letto molti più autori a scatola chiusa che
dopo averli incontrati in una antologia.

TK> Certi album sono bellissimi
TK> (pur con canzoni che mi piacciono di piú e di meno), e li voglio tutti.
TK> In altri mi piacciono solo alcune canzoni: in questi casi, non mi
TK> faccio problemi a copiare solo quelle o a comprare un'antologia.

Nessuno ti vieta di farlo ma, escludendo i fenomeni da due soldi,
generalmente se un autore mette una serie di brani insieme nello stesso
album è perché sono collegati tra loro, non perché vanno ascoltati
separatamente come se fossero una raccolta.

Poi è chiaro che dopo l'ascolto completo puoi decidere di avere dei
preferiti ed ascoltare solo quelli, ma se non ascolti il resto come puoi
dire che una certa canzone è la tua preferita di quell'album?

TK> Io ho letto migliaia di libri

Andiamo sulla quantità?

TK> la mole da leggere è sempre TAAAAANTO piú grande di quello che
TK> riuscirai a leggere in vita tua, e una certa scelta ci deve essere.

Questo è un altro discorso. Io sto dicendo che non è vero che ci sono libri
che non danno nulla, anche se sono spazzatura. Si impara anche dagli errori.


TK> Ma appena mi accorgo che il ristorante è mediocre,
TK> ordino il meno possibile, non faccio una cena con sei portate, e in
TK> quel posto non andrò piú.

Ripeto: cosa c'entra?
Se leggi un libro brutto nessuno ti obbliga a rileggerlo o legere altri
libri di quell'autore, ma non puoi dire che leggere il libro brutto non ti
abbia dato niente.
Ad esempio, sai che quel libro non ti piace, ed è una comunque una
informazione in più. :)

TK> Se era un capitoletto, giusto per rifiatare dopo le forti emozioni
TK> del Monte Fato, non era affatto mieloso.

Finire a Monte Fato (o peggio ancora con così tanto peso all'incoronazione
come nel film) _è_ mieloso, e banale.

TK> Tutte le forme della creatività umana,
TK> dalla letteratura alla pittura, dalla fotografia all'architettura,
TK> hanno delle norme, dei canoni consacrati dalla storia e dai grandi
TK> maestri venuti nel passato.

Però curiosamente questi maestri sono per la maggior parte innovatori del
loro genere, e quando hanno cominciato il loro lavoro sono stati
ostracizzati proprio perché si allontanavano dai canoni. Pensa agli
impressionisti.

TK> ma non è neanche vero che chiunque possa saltare su e infrangerli a
TK> piacimento,

Certo che può invece, grazie a Dio che si può.
Non è detto che il risultato sarà atuomaticamente buono, ma nemmeno che sarà
automaticamente cattivo. IMHO Tolkien ha fatto benissimo a staccarsi dal canone:
se vi si fosse attenuto il risultato sarebbe stato assai minore.

TK> un artista abile, e un
TK> artista che conosca bene i canoni che mette in discussione.

Penso che Tolkien conoscesse la letteratura molto meglio di tanti scrittori
'professionisti'; e come scrittore non sarà da olimpo della letteratura ma
ce ne sono tanti altri la fuori che sono pubblicati e non mi sembrano assai
più abili.

TK> Pensa solo agli impressionisti

Che, come dicevo sopra, nella loro epoca erano lo zimbello della società.

TK> Nel caso specifico, chiaramente la storia, quello che ci si
TK> aspetta, quello che si vuole leggere, finisce ben prima dell'ultima
TK> pagina

Ecco, il punto è: per quale motivo, a parte quello editoriale, dovrei finire
la storia quando se lo aspetta il lettore? E` banale.
Se ho la fortuna, come Tolkien, di avere libertà di scrittura, lasciamela
prendere più che posso.

TK> Se guardi la produzione letteraria mondiale, quasi tutti i
TK> capolavori degli ultimi dieci secoli hanno una struttura piú o meno
TK> analoga. Con qualche eccezione.

Dio salvi le eccezioni! :)

TK> Non direi "da fare": da suggerire.

No, proprio da fare: salvare la Contea che, come accennato nello specchio di
Galadriel, si trovava in un grande pericolo.

Quel che da fastidio al lettore comune (e a te, pare) è che, per gli hobbit,
salvare la Contea sia tanto importante, o forse di più, che distruggere
l'Anello e salvare Gondor. Ma è quello il punto fondamentale del libro,
invece. Se lo togli non elimini solo un pezzo di storia e di atmosfera, ma
cambi completamente il significato dell'opera.

Il romanzo a quel punto non è per nulla finito. E` finita una delle storie
del romanzo.

TK> Non fare l'equivalenza: originale=sbagliato.

Veramente la stavi facendo tu.

TK> A parte che Dante non scrive in prosa

Embè? Scrive comunque diversamente dai canoni (c'erano anche allora) dei
suoi contemporanei. Per dirne una, scrive poesia alta in volgare e non in
latino, e già questo basterebbe a porlo come pietra di scandalo.

TK> La Divina Commedia è, strutturalmente, SOLO UN ADATTAMENTO alla
TK> nascente lingua italiana di cose già viste.

"Solo"? Ti rammento che, all'epoca, nessuno si sarebbe sognato di scrivere
poesia in volgare, soprattutto un poema che parla di temi religiosi.
La scelta di Dante è stata coraggiosa e brillante, così come il riadattare
la struttura triplice adattandovi anche una triplicità di linguaggio,
accostandola alla Trinità, alla terzina, inondando di 'tre' il poema,
trasformando la consuetudine in chiave di volta.

TK> Come vedi, non è che uno scrittore si debba alzare la mattina con
TK> un'idea rivoluzionaria: la rivoluzione si fa in maniera indolore, quasi
TK> senza che nessuno se ne accorga.

Beh, mi pare che di Dante se ne siano accorti in molti, se no non useremmo
lui come pietra miliare della letteratura italiana, ma parleremmo solo di
una lenta e fluida transizione della letteratura.

TK> Il fatto che Tolkien non rientri in questo settore dimostra
TK> semplicemente che non era uno scrittore professionista.

Dio salvi ecc. ecc. :)

TK> Cosa indiscutibile, e che non mi sono inventato io: tanti critici
TK> hanno rintracciato le "ingenuità" che un professionista non avrebbe mai
TK> commesso.

Il problema è che i critici vedono _tutte_ questa ingenuità come errori
dello scrittore Tolkien; io dico che _alcune_ sono errori e altre sono state
ottime scelte.

TK> Appunto: non sono "eventi".

Se cerchi 'eventi' vai a leggerti libretti fantasy da due lire o le
riduzioni del film di azione, che ti devo dire. :P

TK> Dopo qualcosa di epocale, cosa c'è? Una scaramuccia con quattro
TK> zoticoni

Che per gli hobbit è molto più importante della cosa epocale: non ti dice
niente?

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"Technically, a cat locked in a box may be alive or it may be dead.
You never know until you look. In fact, the mere act of opening the
box will determine the state of the cat, although in this case there
were three determinate states the cat could be in: these being
Alive, Dead, and Bloody Furious." -- Terry Pratchett
http://ladyblonde.net - Il settimo capitolo è online!

bubbo

unread,
Mar 6, 2004, 8:19:49 AM3/6/04
to
Cirdan wrote:
>
>> Spero tu non sia uno di quelli che crede che una volta
>> messo su carta, un libro sia un'opera sacra e intoccabile.
>
> Io no: penso però che lo si possa modificare solo con il consenso
> dell'autore, e non a sentimento di editori e sedicenti miglioratori
> dell'originale.

Sono d'accordo con Cirdan. E aggiungo, riguardo alle edizioni per
bambini, che le trovo inutili. Attenzione! non dico che fanno
necessariamente schifo. Pero' secondo me, perche' bisogna far leggere a
dei bambini dei libri che potranno leggersi dopo qualche hanno? Non e'
meglio che leggano dei libri scritti ad hoc? Io ISdA l'ho iniziato a 12
anni e l'ho finito a 13 (non c'ho messo molto, pero' l'ho letto nel
periodo che compio gli anni). Se avessi letto una riduzione a 8 anni,
poi avrei letto l'opera originale sapendo gia' il finale e non me la
sarei goduta appieno. Sinceramente non vedo l'utilita' di queste
riduzioni, i libri per bambini non mancano di certo.

--
bubbo
Membro deI FeSTosi # 100000100b
Per rispondermi in privato prendi il mio indirizzo e-mail e
togli *TIDALL* e *palle*, poi togli anche *.invalid* e decifra
su http://www.rot13.com

bubbo

unread,
Mar 6, 2004, 8:32:17 AM3/6/04
to
Soronel l'Araldo wrote:
>
> smettere di leggere č uno dei diritti fondamentali del lettore.
> (Per saperne di piů chiedi a Beleg).

Oppure a Daniel Pennac.

Théoden King

unread,
Mar 6, 2004, 8:36:04 AM3/6/04
to
Cirdan

> Il lavoro di un romanzo è anche fare atmosfera, oltre che storia; si
possono
> fare romanzi di sola atmosfera e quel minimo di storia che basta per
tirare
> avanti.

A mio avviso no: quasi tutte le opere di questo tipo sono scadenti. Il
"romanzo" in quanto genere letterario presuppone l'azione, altrimenti
esistono generi letterarî ben piú idonei, tipo la novella, o la lirica
breve.

> Dei brani a caso evulsi dal contesto non hanno assolutamente senso,
nemmeno
> come assaggio.

Sto giungendo alla conclusione che noi due abbiamo idee alquanto
discordanti... ;-)
E per concludere con una frase accomodante, "il mondo è bello perché..."

> Nessuno ti vieta di farlo ma, escludendo i fenomeni da due soldi,
> generalmente se un autore mette una serie di brani insieme nello stesso
> album è perché sono collegati tra loro

Dissento. Il collegamento tra brani è spesso labile, o aggiunto a
posteriori perché il prodotto finito abbia senso. Alcuni autori onesti, tipo
i Beatles, l'hanno candidamente ammesso, anni dopo: i brani erano stati
composti in momenti diversi, con significati e intenti diversi, sono stati
messi assieme perché serviva un certo numero di brani e una certa durata per
l'album.
Nulla di strano o di nuovo: potrei farti esempî simili da Vivaldi, per
esempio.
Certamente ci possono essere album concepiti come un tutto unico, ma si
tratta di eccezioni, per quello che ho visto io, e comunque non per questo
sono "migliori" di altri che invece raccolgono solo delle belle opere.

> Però curiosamente questi maestri sono per la maggior parte innovatori del
> loro genere, e quando hanno cominciato il loro lavoro sono stati
> ostracizzati proprio perché si allontanavano dai canoni. Pensa agli
> impressionisti.

Due osservazioni:

-la fortuna di un'opera artistica o di un movimento NON dice nulla sulla
sua qualità, anzi, assai piú spesso che non ci si accorge di una buona opera
solo dopo la morte dell'autore, e molti autori non sono nemmeno tanto
fortunati
-come diceva Machiavelli, non c'è cosa piú difficile che introdurre
un'innovazione, perché le sono avversi tutti coloro che hanno fatto bene
nelle condizioni passate e sono suoi tiepidi difensori coloro che potrebbero
fare bene in quelle nuove. Ma non vuol dire che allontanarsi dai canoni sia
un bene. Per nulla: molto spesso chi lo fa si atteggia a intellettuale ma
vale poco. Ci vuole un grande, per creare qualcosa di nuovo. Tolkien secondo
me lo era, per tanti aspetti, intendiamoci.

> TK> ma non è neanche vero che chiunque possa saltare su e infrangerli a
> TK> piacimento,
>
> Certo che può invece, grazie a Dio che si può.
> Non è detto che il risultato sarà atuomaticamente buono, ma nemmeno che
sarà
> automaticamente cattivo.

Certo, ma non fraintendiamoci: ovvio che ognuno è libero di rispettare o
meno le convenzioni, ma per non rispettarle devi essere in grado di ottenere
un certo risultato, altrimenti fai la figura del buffone che si atteggia a
intellettuale.
Non dico affatto che bisogni vestirsi tutti sempre in giacca e cravatta
(io lo faccio solo in poche occasioni molto formali), ma se ti vesti in
maniera "alternativa", devi avere il gusto e la "classe" per farlo. Ho
un'amica che non sarà mai "elegante" in senso convenzionale, ma ha
personalità, e mi piacciono i suoi abbigliamenti bizzarri di vestiario.
Tanti altri giovinastri che vedo per strada si sentono "alternativi" perché
indossano indumenti bislacchi e malconci, ma in realtà sono solo dei
trasandati che si credono piú grandi di quanto sono.
Spero di essermi spiegato.

> IMHO Tolkien ha fatto benissimo a staccarsi dal canone:
> se vi si fosse attenuto il risultato sarebbe stato assai minore.

Tolkien ha violato parecchî canoni. Tante volte il risultato è stato
ottimo, a mio avviso. In un paio di casi, tipo quello della Contea nel
finale, il risultato ha senso, ma solo dal punto di vista di chi "vuole
andare oltre", non aggiunge nulla all'opera letteraria in quanto tale.
Questo a mio avviso, s'intende.

> Ecco, il punto è: per quale motivo, a parte quello editoriale, dovrei
finire
> la storia quando se lo aspetta il lettore? E` banale.

Ci possono essere mille colpi di scena. Per esempio, il fatto che sia
Gollum, di fatto, a distruggere l'anello, mi ha stupito parecchio. O il
fatto che Frodo e Sam vengano salvati quando li davo per gloriosamente
sacrificati m'è parso un altro bell'effetto. Se finiva lí, magari lasciando
aperto uno spiraglio al mistero, per me il "romanzo" sarebbe stato
azzeccatissimo. Il che non toglie che si potesse scrivere un séguito
spiegando gli eventi della Contea, e che gli stessi mi siano piaciuti.

> No, proprio da fare: salvare la Contea che, come accennato nello specchio
di
> Galadriel, si trovava in un grande pericolo.

Chissà perché, nomini sempre i passi del romanzo che mi piacciono di
meno... Dev'essere un segno del Destino... ;-)
Beh, se permetti le visioni dello specchio sono alquanto sibilline, per
cui si potevano benissimo interpretare come "questo è ciò che succederà alla
Contea SE vincerà Sauron". Per inciso, cosí l'avevo interpretato io, che
fino al ritorno dei quattro a casa loro non pensavo: "ora deve succedere
qualcosa perché l'ha visto nello specchio di Galadriel".

> Quel che da fastidio al lettore comune (e a te, pare) è che, per gli
hobbit,
> salvare la Contea sia tanto importante, o forse di più, che distruggere
> l'Anello e salvare Gondor.

Non mi infastidisce. Ribadisco: quella parte mi è piaciuta, solo la
considero "accessoria", un di piú che fa parte dell'ambientazione, tutto
qui.

> TK> Non fare l'equivalenza: originale=sbagliato.
>
> Veramente la stavi facendo tu.

E quando, di grazia? Mi sono espresso tanto male?

> TK> La Divina Commedia è, strutturalmente, SOLO UN ADATTAMENTO alla
> TK> nascente lingua italiana di cose già viste.
>
> "Solo"? Ti rammento che, all'epoca, nessuno si sarebbe sognato di scrivere
> poesia in volgare

Tranne Guinizzelli, Cavalcanti, San Francesco, il Lentini... La poesia
in volgare esisteva già da circa un secolo, ed aveva già raggiunto punte
altissime.

> La scelta di Dante è stata coraggiosa e brillante, così come il riadattare
> la struttura triplice adattandovi anche una triplicità di linguaggio,
> accostandola alla Trinità, alla terzina, inondando di 'tre' il poema,
> trasformando la consuetudine in chiave di volta.

Infatti: coraggiosa per il linguaggio, ma quasi tutto era già stato
inventato. È superficiale ritenere che bisogni sempre "inventare" qualcosa
di nuovo: tutto ciò che si poteva inventare, la razza umana l'ha già
inventato millennî fa. Il grande artista semplicemente reinterpreta, prende
le cose piú banali del mondo e te le fa vedere come se fossero
straordinarie.
Diceva il grande Brecht: "È la facilità, che è difficile a farsi".

> Il problema è che i critici vedono _tutte_ questa ingenuità come errori
> dello scrittore Tolkien; io dico che _alcune_ sono errori e altre sono
state
> ottime scelte.

Condivido.

> TK> Dopo qualcosa di epocale, cosa c'è? Una scaramuccia con quattro
> TK> zoticoni
>
> Che per gli hobbit è molto più importante della cosa epocale: non ti dice
> niente?

Certo, come per tanti al bar sotto casa è piú importante cosa fa
Schumacher al gran premio piuttosto che la cattura di Bin Laden o le guerre
in parti lontane del mondo. Ma questo si poteva esprimere in mille modi. Per
esempio, a me è piaciuto nel film il punto in cui i 4 hobbit tornano a casa
e un veccho hobbit sulla soglia li guarda male: per la Contea non è successo
nulla, che gliene frega a loro delle grandi storie? Mi pare che il senso sia
analogo, solo piú ermetico e sintetico.
A mio parere, s'intende.
Saluti,

Rosie Cotton

unread,
Mar 6, 2004, 9:07:40 AM3/6/04
to
Visto che oggi per puro caso avevo la rete, ho potuto leggere le tue
parole, Cirdan:

> Quel che da fastidio al lettore comune (e a te, pare) č che, per gli hobbit,
> salvare la Contea sia tanto importante, o forse di piů, che distruggere
> l'Anello e salvare Gondor. Ma č quello il punto fondamentale del libro,


> invece. Se lo togli non elimini solo un pezzo di storia e di atmosfera, ma
> cambi completamente il significato dell'opera.

Quoto. Non fosse cosi` lungo lo metterei nella sign :-)

Ciao


--
Rosie Cotton, #195 deI FeSTosi, Guerriera di Frodo

"There are some things that it is better to begin than to refuse, even
though the end may be dark." - Aragorn

Nymeria

unread,
Mar 6, 2004, 9:47:26 AM3/6/04
to
Il giorno Fri, 5 Mar 2004 20:52:00 +0100, Rosie Cotton ha scritto:

>> mi sto godendo con gusto ogni singolo particolare e mi
>> sembra tutto molto affascinante. apparte tom bombadil, quello mi annoierà
>> sempre.
>
> Dai, "sempre" e` una parola grossa :-) Chi lo puo` sapere?

Confermo ^__^
Quando ho letto per la prima volta ISDA la pensavo come Monica, e per di
piu' ho regolarmente saltato tutti i poemi e le canzoni, ritenendoli
superflui .... (no, vi prego, non flagellatemi, l'ho gia' fatto io da
tempo ^__^) - ora non solo ho cambiato idea, ma sono convinta che non ci
siano parti o personaggi inutili nella storia: nel caso di T.B.
basterebbe pensare alle spade prese dal tumulo che egli consegna agli
hobbit ed al ruolo fondamentale che una di esse giochera' piu' avanti
nella storia ;-)

>Trovo che quella
> parte sia bellissima per l'atmosfera di serenita` e pace operosa. Mi fa
> pensare all'Eden...

Oppure alla necessaria fase di transizione, per gli hobbit, dalla pace
insulare della Contea ai pericoli del "mondo esterno" - Tom e' il loro
"traghettatore" ..

--
Nymeria - FeSTosa #313
But all the while I sit and think of times there were before,
I listen for returning feet and voices at the door.

Cirdan

unread,
Mar 6, 2004, 9:48:17 AM3/6/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> A mio avviso no: quasi tutte le opere di questo tipo sono scadenti.
TK> Il "romanzo" in quanto genere letterario presuppone l'azione,

Quindi, che so, Borges non sa scrivere, visto che nelle sue opere c'è in
genere pochissima azione. Mentre invece Terry Brooks è il genio della
letteratura.

TK> Il collegamento tra brani è spesso labile, o aggiunto a
TK> posteriori perché il prodotto finito abbia senso.

Ma se invece l'abum è stato scritto con un tema comune prenderne fuori
tracce a caso è come tirare fuori paragrafi e capitoletti da un romanzo e
ignorare il resto, ossia una operazione che si può fare dopo aver ascoltato
l'album per intero.
Non per nulla autori e discografici in genere discordano su quale canzone
scegliere come singolo: il discografico vuole quella che vende, l'autore
quella che esemplifica l'album.

Poi è chiaro che ci sono anche gli album che racchiudono semplicemente
canzoni slegate tra loro, però quegli album sono praticamente già delle
raccolte.

TK> la fortuna di un'opera artistica o di un movimento NON dice nulla
TK> sulla sua qualità

Concordo. Cosa c'entra con la possibilità o meno dell'autore di andare
contro i canoni?

TK> Ma non vuol dire che allontanarsi
TK> dai canoni sia un bene. Per nulla: molto spesso chi lo fa si atteggia a
TK> intellettuale ma vale poco.

Non vuol dire nemmeno che allontanarsi dai canoni sia un male. Usare o non
usare i canoni sono due diversi mezzi, tutto dipende da come li si usa, non
dai mezzi stessi.

TK> ma per non rispettarle devi essere in grado di ottenere un certo
TK> risultato, altrimenti fai la figura del buffone che si atteggia a
TK> intellettuale.

Il mio punto è che uno _può_ non rispettare le regole punto e basta, perché
è nel suo diritto. Che _debba_ farlo, come dici tu, è un altro paio di
maniche.

Se rompo le regole tanto per sperimentare, ad esempio, un fallimento può
essere per me anche un risultato positivo: mi dice cioè quale strada NON
perseguire. ;)

Però, per cercare di innovare e migliorare, prima o poi qualche regola
bisogna spezzarla.

TK> se ti vesti in maniera "alternativa", devi avere il gusto e la
TK> "classe" per farlo.

Io non mi vesto in giacca e cravatta per il semplice fatto che la cravatta
non ha senso di esistere: non ha utilità pratica e come ornamento da collo è
anche brutto.
Ecco un esempio di un canone che si mantiene da decenni ma non ha alcun
motivo d'essere.

L'estremo opposto dei tuoi giovinetti trasandati sono quelle ditte che
chiedono ai loro dipendenti di indossare giacca e cravatta anche se sono gli
addetti alle fotocopie e non entrano in contatto con i clienti nemmeno per
errore (come se fosse la cravatta, e non l'efficienza, ad essere indice di
qualità).

TK> In un paio di casi, tipo quello della
TK> Contea nel finale, il risultato ha senso, ma solo dal punto di vista di
TK> chi "vuole andare oltre", non aggiunge nulla all'opera letteraria in
TK> quanto tale.

Come ho scritto sotto, quel pezzo della Contea è fondamentale per la
comprensione del libro. Se per te non lo è, forse è il caso che cerchi di
capire perché Tolkien ce l'ha messo, e intendo proprio per motivi di storia,
non di atmosfera.

TK> Se finiva
TK> lí, magari lasciando aperto uno spiraglio al mistero, per me il
TK> "romanzo" sarebbe stato azzeccatissimo.

IMHO il film poteva finire sul monte fato, la scena era perfetta. Il romanzo
no.
Come più volte detto, film e romanzo sono due media molto diversi.

TK> Il che non toglie che si potesse scrivere un séguito spiegando gli
TK> eventi della Contea, e che gli stessi mi siano piaciuti.

No, perché quegli eventi della Contea avevano senso come finale di IsdA, non
come una storia a parte.

TK> Chissà perché, nomini sempre i passi del romanzo che mi piacciono
TK> di meno... Dev'essere un segno del Destino... ;-)

Non ti piace Lothlorien? Ma c'è qualcosa in IsdA che ti piace? :P

TK> Beh, se permetti le visioni dello specchio sono alquanto sibilline,
TK> per cui si potevano benissimo interpretare come "questo è ciò che
TK> succederà alla Contea SE vincerà Sauron".

Era un evento che poteva avvenire o meno, ma poteva anche essere qualcosa di
_già_ accaduto.

TK> E quando, di grazia? Mi sono espresso tanto male?

Ad esempio dicendo che è un errore il finale nella Contea, che invece è
fondamentale nel rendere IsdA un capolavoro invece di una storia qualsiasi.
:)

TK> La poesia in volgare esisteva già da circa un secolo

Ma in genere i registri linguistici erano nettamente divisi: un certo
linguaggio per i temi alti, un certo altro per quelli bassi.
Ti immagini San Francesco che scrive "avea del cul fatto trombetta", seppur
parlando dell'inferno? :)

TK> per la Contea non è successo nulla, che gliene frega a loro delle
TK> grandi storie? Mi pare che il senso sia analogo, solo piú ermetico e
TK> sintetico.

E invece il senso è diametralmente opposto: nel film la Contea non è proprio
toccata dalla guerra, mentre nel romanzo sì, seppure in modo diverso dalle
altre terre.
La Contea del romanzo ne esce cambiata; quella del film rimane
incontaminata, che è l'opposto di quello che Tolkien voleva trasmettere.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

Legge di Cooper: Se non capite una parola in un brano scientifico,
ignoratela. Il brano ne potra` benissimo fare a meno.
http://legendknights.keenspace.com

Monica

unread,
Mar 6, 2004, 11:19:55 AM3/6/04
to
guarda che non ci siamo capiti. io concepisco le 'modifiche apportate alla
lettura personale' e come ti dicevo, l'ho fatto anch'io nella fattispecie di
questo libro, saltando le appendici di cui non mi interessava molto ad una
prima lettura, per esempio.
altra cosa è proporre in commercio un libro riadattato per una versione 'usa
e getta', come l'hai chiamata tu. questo non lo trovo giusto sia nei
confronti dell'autore (al massimo solo lui può proporre due edizioni
differenziate, ma mai nessun altro potrebbe prendersi la libertà di farlo),
sia nei confronti dei lettori (con che criterio decidi cosa togliere? a me e
te bombadil annoia fino alla morte, per altri è geniale), sia nei confronti
dell'opera d'arte in generale (...è come se io semplificassi un quadro di
picasso per tutti quelli che non comprendono quel genere di pittura...).


Monica

unread,
Mar 6, 2004, 11:19:56 AM3/6/04
to
> Dai, "sempre" e` una parola grossa :-) Chi lo puo` sapere?

lo trovo così noioso che difficilmente penso potrà mai affascinarmi...ma in
effetti non si sa mai!


Théoden King

unread,
Mar 6, 2004, 1:11:50 PM3/6/04
to
Cirdan

> TK> A mio avviso no: quasi tutte le opere di questo tipo sono scadenti.
> TK> Il "romanzo" in quanto genere letterario presuppone l'azione,
>
> Quindi, che so, Borges non sa scrivere, visto che nelle sue opere c'è in
> genere pochissima azione. Mentre invece Terry Brooks è il genio della
> letteratura.

Mi spiego davvero tanto male? Non ho detto che l'azione è *l'unica cosa*
in un romanzo, né che se ci sbatto un po' d'azione il romanzo è per forza
bello. Un romanzo è bello se l'insieme dei suoi elementi è armonico e riesce
a prenderti.
Ma, e qui proprio non transigo con tanta parte della letteratura
"alternativa" moderna, uno degli elementi che *deve* avere il romanzo è
l'azione. Non necessariamente grandi cose, ma deve succedere qualcosa.
Accompagnata da riflessioni, descrizioni, considerazioni filosofiche e tutto
quello che vuoi, ma senza azione il romanzo ristagna.
Esistono generi letterarî che funzionano benissimo senza azione: per
esempio l'ode (ma non la ballata!), o il sonetto, o... Se decidi di scrivere
un *romanzo*, è implicito che ci sia dell'azione. Altrimenti non è un
romanzo, o è un romanzo mediocre.

A scanso di equivoci, dopo lunghe riflessioni e letture, non esito a
"bocciare" tanti cosiddetti grandi scrittori, che tali sono solamente perché
il sistema scolastico li ha inseriti nei libri di testo. Per esempio, la
prosa dannunziana la stimo quanto sterco: D'Annunzio è un grande poeta, ma i
suoi romanzi sono noiosissimi, non valgono nulla, proprio perché non succede
niente, e quelle stesse (poche, a mio avviso) emozioni che trasmette con
dozzine di pagine fitte di descrizioni le potrebbe trasmettere con pochi
versi in poesia.

> Ma se invece l'abum è stato scritto con un tema comune prenderne fuori
> tracce a caso è come tirare fuori paragrafi e capitoletti da un romanzo e
> ignorare il resto, ossia una operazione che si può fare dopo aver
ascoltato
> l'album per intero.

O dopo esserti fatto consigliare.

> TK> la fortuna di un'opera artistica o di un movimento NON dice nulla
> TK> sulla sua qualità
>
> Concordo. Cosa c'entra con la possibilità o meno dell'autore di andare
> contro i canoni?

Mi riferivo al tuo discorso: tu ci tenevi a farmi notare che gli
impressionisti furono discriminati, al che ho precisato che questo non ha
certo importanza riguardo al valore o meno delle loro opere.

> Il mio punto è che uno _può_ non rispettare le regole punto e basta,
perché
> è nel suo diritto. Che _debba_ farlo, come dici tu, è un altro paio di
> maniche.

D'accordo, su questo non ho nulla da eccepire. Ribadisco, comunque, che
le regole si infrangono dopo lunghe meditazioni e se si hanno i numeri per
farlo, non a cuor leggero.

> Come ho scritto sotto, quel pezzo della Contea è fondamentale per la
> comprensione del libro. Se per te non lo è, forse è il caso che cerchi di
> capire perché Tolkien ce l'ha messo, e intendo proprio per motivi di
storia,
> non di atmosfera.

Ma guarda che apprezzo quel pezzo. Perché Tolkien ce l'ha messo, non
posso saperlo con certezza, ma noto che ha messo mille cose "non
strettamente necessarie" in ogni sua opera, un po' per stile, un po' perché
si parla di un mondo nuovo che sta creando egli stesso, e quindi tante cose
vanno spiegate, non si possono dare per scontate. Solo, quel pezzo sulla
Contea è a mio avviso troppo lungo in quella posizione della narrazione.

> TK> Il che non toglie che si potesse scrivere un séguito spiegando gli
> TK> eventi della Contea, e che gli stessi mi siano piaciuti.
>
> No, perché quegli eventi della Contea avevano senso come finale di IsdA,
non
> come una storia a parte.

Se avevano senso come finale del libro, perché non potrebbero anche
essere lette a parte? Per esempio, nei "Racconti Incompiuti" ci sono varie
storie parallele che si possono benissimo leggere dopo il libro, e che non
cambiano minimamente il significato o il valore del libro. Anzi, lo stesso
Tolkien talvolta le aveva omesse dall'edizione finita o le aveva ridotte
perché si era reso conto che in quel momento avrebbero rallentato la
narrazione, che erano eccessive. A mio avviso anche la storia della Contea
*avrebbe potuto* subire destino analogo.

> TK> Chissà perché, nomini sempre i passi del romanzo che mi piacciono
> TK> di meno... Dev'essere un segno del Destino... ;-)
>
> Non ti piace Lothlorien? Ma c'è qualcosa in IsdA che ti piace? :P

Non mi piace solo l'episodio dello specchio di Galadriel, che trovo un
po' confuso e abbastanza avulso dalla narrazione. Il libro l'ho adorato
quasi per intero, l'unica critica che muovo a Tolkien è che talvolta
interrompe il ritmo della narrazione per digressioni troppo lunghe. Mi
stanno bene le digressioni, intendiamoci, e capisco l'importanza di creare
questo mondo e la sua ambientazione, ma a mio avviso in alcuni punti, pur
scritti assai bene, qualche pagina in meno lasciando alla fantasia del
lettore il cómpito di integrare (o raccogliendo i dettagli omessi in altri
racconti) avrebbe fatto bene.
Mi riferisco (opinioni personali, al solito) a:

-l'inizio, passa troppo tempo da quando parte Bilbo a quando parte Frodo
-Tom Bombadil
-un po' il consiglio di Elrond (bello, ma in un paio di punti un po'
prolisso)
-lo specchio di Galadriel
-il "dopo Monte Fato".

Nota che non c'è alcun episodio delle "Due Torri": a mio avviso, dal
punto di vista della narrazione, si tratta del libro piú perfetto dei tre,
nonostante la difficoltà di fornire un prodotto che si agganci correttamente
all'inizio e alla fine e si sospenda in un punto emozionante, che invogli a
continuare la lettura.
In effetti, Tolkien mi dà l'idea di essere grandissimo a scrivere "la
parte di mezzo" dei racconti, mentre non sempre sono impeccabilissimi gli
incipit e i finali. Opinioni personali, al solito.

> Ad esempio dicendo che è un errore il finale nella Contea, che invece è
> fondamentale nel rendere IsdA un capolavoro invece di una storia
qualsiasi.
> :)

Ma allora mi istighi! Diamine!
Il finale nella Contea è certamente un "errore" da due punti di vista:

-dell'editore: già era difficile che accettassero di pubblicare un libro del
genere, cosí innovativo, e per giunta di grandi dimensioni, aumentarne la
mole con 150 pagine fuori da tutti gli schemi, che potevano benissimo non
essere gradite, avrebbe potuto far cadere sul romanzo la mannaia del rifiuto
editoriale
-della narrazione: la rallenta, smorza i ritmi e le emozioni proprio quando
esse hanno raggiunto l'apice.

Se poi funziona ugualmente, se poi quella parte è ben scritta e
piacevole, se poi tu la adori, sono altre faccende.

> TK> La poesia in volgare esisteva già da circa un secolo
>
> Ma in genere i registri linguistici erano nettamente divisi: un certo
> linguaggio per i temi alti, un certo altro per quelli bassi.

ESATTAMENTE QUELLO CHE FA DANTE! L'Inferno è in stile basso, il
Purgatorio medio, il Paradiso alto. Non si tratta che dell'applicazione "da
manuale" dei precetti della letteratura del tempo. L'unica novità è la
codificazione del volgare per questo tipo di opera letteraria.

> Ti immagini San Francesco che scrive "avea del cul fatto trombetta",
seppur
> parlando dell'inferno? :)

Infatti all'Inferno parlano i diavoli, in stile basso, mentre San
Francesco, che Dante incontra in Paradiso, parla in stile alto. Le parolacce
(merda, cul, fiche...) compaiono tutte all'Inferno, tanto per dirne una.
Gli stili NON sono mescolati nella Commedia, ma obbediscono alle
consuete, tradizionalissime regole della letteratura medievale.

> La Contea del romanzo ne esce cambiata; quella del film rimane
> incontaminata, che è l'opposto di quello che Tolkien voleva trasmettere.

Beh, a me è sembrato tanto che gli hobbit, dopo la scaramuccia, siano
tornati alle loro faccende e alla loro vita. Sí, ora c'è il re, ma il re
stesso non entra nel loro Paese, e per giunta lo vieta a tutti gli altri.
Gli alberi tagliati ricrescono, tutto ritorna grosso modo come prima. Per
giunta, l'unico "elemento di disturbo", quel Baggins tanto singolare,
scompare.
Mi spieghi in che cosa consiste la differenza tra la Contea delle prime
pagine e quella delle ultimissime?

Théoden King

unread,
Mar 6, 2004, 1:16:45 PM3/6/04
to
Monica

> sia nei confronti
> dell'opera d'arte in generale (...è come se io semplificassi un quadro di
> picasso per tutti quelli che non comprendono quel genere di pittura...).

Ma guarda che, storicamente, la STRAGRANDISSIMA maggioranza di tutte le
opere d'arte, in ogni campo, è ed è sempre stata modificata nel corso del
tempo, o per conservarla, o per renderla piú consona ai tempi, o a
discrezione di chi è stato in grado di mutarla. Quasi tutti i monumenti
antichi che vediamo nelle nostre città non sono del tutto originali, e non
sapremo mai come fossero in origine. Di quasi tutti i quadri esposti nei
musei non sapremo mai davvero l'autore, e anche se lo sappiamo, leggere
"Giotto" significa che l'ha fatto la sua bottega, con una messe di allievi
(uno ha fatto l'angelo, l'altro lo sfondo...), e che è stato ritoccato
almeno dodici volte nei secoli a venire... Non si "salva" nemmeno la
letteratura, giacché per secoli era copiata e diffusa a mano, e ogni copista
ci metteva del suo.
Il concetto di "opera d'arte come qualcosa di appartenente all'autore" è
relativamente recente, nasce all'inizio dell'Ottocento coi romantici, ma
fino ad allora era inconcepibile, tant'è che nessuno degli artisti
precedenti (ed anche molti di quelli successivi, ne conosco alcuni di
persona) si scandalizza affatto se qualcuno, nei tempi e nei modi opportuni,
modifica la sua creazione originale.

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 6, 2004, 2:02:15 PM3/6/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Théoden King ha scritto:

> Beh, a me è sembrato tanto che gli hobbit, dopo la scaramuccia, siano


> tornati alle loro faccende e alla loro vita.

Non è così: Tolkien non descrive un ritorno perfetto, ed il tempo della
storia che narra non è circolare. Alla fine la Contea viene sì rinnovata,
ma non è più la stessa di prima: gli Hobbit sanno finalmente che al di
fuori dei confini della Contea c'è qualcosa, e sanno anche che il fatto che
ci sia qualcosa è importante; hanno imparato a difendersi ed a farsi
valere; gli alberi ricrescono, ma non sono gli stessi alberi: c'è il
Mallorn a testimoniare che qualcosa è successo.

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/

Se rubi a un autore è plagio, se rubi a molti è ricerca.
- Wilson Mizner

Cirdan

unread,
Mar 6, 2004, 2:11:18 PM3/6/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> Il concetto di "opera d'arte come qualcosa di appartenente
TK> all'autore" è relativamente recente

Il fatto che sia recente non significa che sia sbagliato. ;)

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"Ed ora, Gerusalemme, giudica tu tra me e la mia vigna:
come potevo amarla di più? che avrei dovuto fare?"
http://atrus.bookcrossing.com

Ninja Killer

unread,
Mar 6, 2004, 3:19:47 PM3/6/04
to
> Se hai saltato i Grandi Anni non dovrebbero esserci problemi... magari se
> hai saltato anchedove parla dei destini dei personaggi del libro allora è
> anche meglio.

Grazie, ci speravo :)
Qualche destino me lo sono letto (gollum, sauron, aragorn, arwen,
morgoth), ma non credo sia un grosso problema...

Cirdan

unread,
Mar 6, 2004, 3:45:19 PM3/6/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> Se decidi di scrivere un *romanzo*, è implicito che ci sia dell'azione.

Certo, ma come hai detto tu non è obbligatorio che siano grandi azioni,
basta che sia il minimo necessario.

TK> O dopo esserti fatto consigliare.

Quindi se qualcuno ti consiglia di leggere solo un capitolo di un libro di
500 pagine tu lo fai? o_O

TK> ci tenevi a farmi notare che gli
TK> impressionisti furono discriminati, al che ho precisato che questo non
TK> ha certo importanza riguardo al valore o meno delle loro opere.

Che è quel che dicevo io: discriminati solo perché andavano contro i canoni,
non perché effettivamente avessero fatto qualcosa di sbagliato.

TK> le regole si infrangono dopo lunghe meditazioni e se si hanno i
TK> numeri per farlo, non a cuor leggero.

Andrò all'inferno per rottura di regole a cuor leggero, che ti devo dire. ;)

TK> "non strettamente necessarie"

Chi è che decide cosa è necessario in un'opera? :)
Quello che per uno può essere un fronzolo non necessario per un altro può
essere un tocco da maestro.

TK> Se avevano senso come finale del libro, perché non potrebbero anche
TK> essere lette a parte?

Perché sono il finale del libro, appunto. Come dire che posso prendere un
libro qualsiasi e dividerlo in due in un punto a caso, tanto le due metà
avevano senso prima della divisione. :)

TK> nei "Racconti Incompiuti" ci sono varie storie parallele
TK> che si possono benissimo leggere dopo il libro, e che non cambiano
TK> minimamente il significato o il valore del libro.

Mentre invece il finale nella Contea cambia il significato di IsdA, quindi
non lo si può leggere a parte.
A parte che gli RI parlano per la quasi totalità di storie ambientate prima
dei Grandi Anni, quindi ben poco 'parallele'.

TK> le aveva omesse dall'edizione finita o le aveva
TK> ridotte perché si era reso conto che in quel momento avrebbero
TK> rallentato la narrazione, che erano eccessive.

Eh? Tolkien non ha pubblicato il Silm. in vita, quindi non può aver ridotto
alcun passo degli RI riguardante le prime due Ere per motivi di
pubblicazione; anzi, la sua intenzione era fare versioni _più estese_ delle
storie che più amava, come il Lai di Leithian, la storia di Turin e Hurin,
Tuor e la caduta di Gondolin, ecc.
La versione quasi finale del racconto dei figli di Hurin avrebbe potuto fare
libro a sé (che forse era ciò che Tolkien voleva).

Le parti riguardanti invece la Terza Era sono quasi tutti scritti
_successivi_ alla pubblicazione di IsdA, come scritto nell'introduzione agli
RI stessi; essendo stati scritti dopo, vedo difficile che siano stati
ristretti per essere inseriti in un libro pubblicato prima.

Le uniche eccezioni, ossia testi scritti al tempo di ISdA ma non entrati
nell'opera finale, mi pare fossero i saggi sugli Istari e sulle Palantiri,
ben poco 'narrativi'.

TK> Non mi piace solo l'episodio dello specchio di Galadriel, che trovo
TK> un po' confuso e abbastanza avulso dalla narrazione.

Adesso mi dirai che si poteva evitare anche Faramir e poi siamo a posto. :))

TK> passa troppo tempo da quando parte Bilbo a quando parte Frodo

Beh, Frodo in effetti è partito in ritardo rispetto a quando doveva, quindi
se ti sembra che sia passato troppo tempo allora la sensazione è quella
giusta. :)

TK> -un po' il consiglio di Elrond (bello, ma in un paio di
TK> punti un po' prolisso)

Mai quanto una lezione di economia e gestione aziendale.

TK> Nota che non c'è alcun episodio delle "Due Torri": a mio avviso,
TK> dal punto di vista della narrazione, si tratta del libro piú perfetto
TK> dei tre

Quali tre libri, di grazia? Il Signore degli Anelli è un romanzo unitario,
diviso in sei libri, raggruppati in tre parti.

TK> -dell'editore: già era difficile che accettassero di pubblicare un
TK> libro del genere, cosí innovativo, e per giunta di grandi dimensioni,
TK> aumentarne la mole con 150 pagine

Qui ci sono due errori:

- Da come la dici sembra che le 150 pagine della Contea siano una aggiunta
dopo il finale vero e proprio a Monte Fato; non è così. La Contea non era
una aggiunta, anzi, SLMNMI una delle poche cose che Tolkien aveva chiare era
che ci doveva essere una avventura al ritorno nella Contea.

-che il costo della pubblicazione se lo sia accollato tutto Unwin, mentre
invece era diviso 50-50 con Tolkien, che quindi aveva il diritto di scrivere
quel che voleva nel suo 50% di pagine. :)

TK> -della narrazione: la rallenta, smorza i ritmi e le emozioni proprio
TK> quando esse hanno raggiunto l'apice.

Innanzitutto non rallenta nulla perché mantiene esattamente lo stesso ritmo
del resto del romanzo. Che poi smorzi le emozioni è perché _a te_ non è
piaciuta. ;)

Per me quelle poche righe dove parla della morte degli hobbit durante la
battaglia della Contea sono tra le più potenti di tutto il romanzo: rendono
spaventosamente l'idea di come la morte in battaglia di pochi hobbit sia
quasi una cosa più tremenda di tutte le migliaia di caduti del resto della
guerra. Non perché quegli hobbit valessero di più, ma perché un angolo di
'quasi eden' viene macchiato dalla guerra e perde la sua purezza, nonostante
la lotta apparentemente più grande sia stata vinta e il nemico sconfitto.

Tremo all'idea che quelle righe non finissero nell'edizione finale del
romanzo solo per far felice un tuo omologo dei tempi. :P

TK> Se poi funziona ugualmente, se poi quella parte è ben scritta e
TK> piacevole, sono altre faccende.

Se sono piacevoli, ben scritti e funzionanti allora ben vengano gli errori.
;)

TK> ESATTAMENTE QUELLO CHE FA DANTE! L'Inferno è in stile basso

No: l'inferno è in uno stile altissimo che usa _anche_ termini di registro
basso o inventati.

Il Belli, ad esempio, sarà (volutamente) in stile basso; e dove appaiono
parole di registro elevato è sempre in scherno.

TK> L'unica novità è la codificazione del volgare per questo tipo di
TK> opera letteraria.

Dici niente.

TK> Beh, a me è sembrato tanto che gli hobbit, dopo la scaramuccia,
TK> siano tornati alle loro faccende e alla loro vita.

A me continua a sembrare che abbiamo letto due versioni diverse del Signore
degli Anelli. Forse tu hai quella scritta dal Tolkien pagano e rapito dagli
alieni. ;)

TK> Gli alberi tagliati ricrescono

No, vengono piantati alberi nuovi. Il vecchio albero della festa è morto per sempre:
non ha avuto la fortuna dell'Albero Bianco di avere semi e germogli in
attesa del primo dunadan di passaggio.

Al suo posto però è nato un Mallorn: una cosa bella, ma diversa, nuova.

TK> Per giunta, l'unico "elemento di
TK> disturbo", quel Baggins tanto singolare, scompare.

Direi che passa un bel po' prima che quell'elemento di disturbo se ne
vada...

TK> Mi spieghi in che cosa consiste la differenza tra la Contea delle
TK> prime pagine e quella delle ultimissime?

Che gli Hobbit hanno dovuto lottare per difendere la propria casa; che hanno
conosciuto la guerra; che, anche se non li tocca, sanno che un re _è_
tornato; che scoprono, dopo tanto tempo, che c'è qualcuno che li protegge;
che tante cose vecchie sono andate perdute; che sono state fatte tante cose
nuove; che le opinioni su tante persone sono cambiate; che grazie a tutto
questo Sam finirà di scrivere il Libro Rosso e i suoi discendenti lo
tramanderanno nei secoli fino a noi. :P

Certo che con l'opera di confronto che fai tu possiamo andare a dire: "Che
differenza c'è tra il mondo prima del peccato originale e il mondo dopo il
giudizio universale? Nessuna! Allora Dio farebbe meglio ad eliminare tutta
la parte in mezzo perché tanto non serve ad un tubo." :)))

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

No one was avoiding him, it was just that an apparent random Brownian
motion was gently moving everyone away. -- (Terry Pratchett, Reaper Man)

Laurelin

unread,
Mar 6, 2004, 6:22:37 PM3/6/04
to

"Rosie Cotton" <tan...@inwind.it> ha scritto

> > mi sto godendo con gusto ogni singolo particolare e mi
> > sembra tutto molto affascinante. apparte tom bombadil, quello mi
annoierà
> > sempre.
>
> Dai, "sempre" e` una parola grossa :-) Chi lo puo` sapere? Trovo che

quella
> parte sia bellissima per l'atmosfera di serenita` e pace operosa. Mi fa
> pensare all'Eden... Forse proprio per questo la si puo` trovare "noiosa":
> siamo talmente lontani da quel modo di vivere, talmente immersi nella
> frenesia che facciamo fatica a fermarci.

Ma il problema posto da Theoden è diverso: anche io trovo che l'atmosfera e
le descrizioni di quel brano siano molto belle (anche se TB in quanto
personaggio l'ho sempre trovato, e lo trovo tuttora, un po' ridicolo), e
anzi è stato rileggendo per l'ennesima volta quella parte che ho capito uno
dei motivi per cui mi piace tanto ISDA. Ma _ai fini della storia_, ossia
della successione e logica narrativa degli eventi, è necessario? No, IMO. E
non venitemi a raccontare la faccenda delle spade dei Tumuli: T. avrebbe
potuto dotare di spade gli Hobbit in altri punti, magari a Gran Burrone,
tanto prima di Moria non hanno mai occasione di usarle (anche a Colle Vento
i Nazgul attaccano Frodo, non gli altri Hobbit). No, TB aveva altri motivi
d'essere: 1) per stessa ammissione di T., per far avere agli Hobbit
"un'avventura" prima di arrivare a Brea, insomma per movimentare un po' il
viaggio, che altrimenti sarebbe stato troppo tranquillo e noioso; 2) per
esprimere alcune idee dell'autore riguardo alla natura come entità con una
vita indipendente dagli eventi degli Uomini, degli Elfi e dei Nani.

Ora, ciò detto, c'è anche da dire che un romanzo non è fatto solo di una
successione di "eventi": è fatto di descrizioni, approfondimenti
psicologici, flashback, "atmosfera". E in realtà è su questo, spesso, che un
romanzo si differenzia da un altro, e che spesso se ne può valutare la
qualità. Prendiamo proprio l'esempio dei "Promessi Sposi": la storia in sé e
per sé è di una semplicità e banalità spaventosa: due giovani popolani
devono sposarsi, ma un malvagio signorotto invaghito della ragazza cerca di
impedire il matrimonio, poi di rapire la ragazza, fino a costringere i due a
fuggire e separarsi per un po'; a questo punto lui va nella grande città e
rimane coinvolto nei casini della rivolta ed è costretto a riparare
all'estero; lei cerca riparo in un convento, ma viene tradita e rapita, solo
che il suo rapitore, colpito dalla sua innocenza, finisce per pentirsi della
sua malvagità e decide di cambiare vita, ecc... Prendi questi eventi e
mettili in mano ad uno scrittore di feuilleton dozzinali e ne uscirà
un'operina superficiale ed enfatica o edificante, con psicologie tagliate
con l'accetta, colpi di scena inverosimili, ecc. In mano a Manzoni ne è
uscito un romanzo pensoso e meditativo sulle molte sfaccettature dell'animo
umano, sulle possibilità di redenzione e perdono dei malvagi, sul ruolo dei
"piccoli" nella Storia e sul modo in cui la Storia viene da questi
percepita, ecc. Ehi, tutto questo mi ricorda un altro libro! :-P

Il Ritorno nella Contea può esser valutato da due punti di vista: dal punto
di vista narrativo e psicologico è necessario per mostrare la crescita dei
veri protagonisti della storia, cioè gli Hobbit, e inoltre per far capire
ciò per cui, alla fin fine, gli hobbit hanno lottato e sofferto: la
possibilità di una vita degna di essere vissuta, e che questa vita degna è
quanto di più "normale" si possa immaginare: una casa, un paese tranquillo e
pulito, una famiglia serena. Di conseguenza l'intera faccenda del pericolo
corso dalla stessa Contea e sventato dai nostri eroi è giusta e necessaria
per concludere _veramente_ la storia.

Ma dal punto di vista _drammatico_, ossia dell'azione, per così dire,
"scenica" e della tensione che in qualsiasi rappresentazione scenica
dovrebbe crearsi (tensione tra i personaggi, o dovuta a situazioni in cui i
personaggi si trovano), è effettivamente un anticlimax spaventoso, o meglio,
fa l'effetto di una "aggiunta", qualcosa di posticcio, messo perché non si
sa come "sistemare" questi personaggi.

Ora, noi a volte (specialmente da quando esiste il cinema) tendiamo a
leggere opere *narrative* (cioè fatte per essere "raccontate") come se
fossero opere *drammatiche* (ossia fatte per essere "rappresentate"), mentre
la forma e la struttura di queste due tipologie sono molto diverse. Con ISDA
è particolarmente vero, proprio perché presenta molti punti incredibilmente
"drammatici", adattissimi ad una rappresentazione, e in particolare ad una
rappresentazione cinematografica. Ma ISDA NON è un'opera drammatica, è
un'opera narrativa, quindi presenta un numero spropositato di descrizioni,
flashback, digressioni, eventi raccontati per interposta persona anziché
mostrati, allusioni ad altro, personaggi che appaiono una sola volta e poi
più, eventi non indispensabili allo svolgimento della storia, ecc., tutte
cose assolutamente da evitare in un'opera drammatica. Perciò gli eventi
della Contea, che narrativamente sono validi e anzi necessari,
drammaticamente funzionano male. La scelta di tralasciarli nel film, per
quanto possa apparirci riprovevole, non è del tutto fuori luogo, _da un
punto di vista drammatico_. Anche perché, grazie a Dio, l'effetto "lieto
fine hollywoodiano" è stato evitato mostrando comunque il resto della storia
_dopo_ l'incoronazione: il film non si chiude sul trionfo del "ritorno del
re", ma sugli Hobbit, e in particolare dando al loro ritorno nella Contea un
taglio da "reduci del Vietnam" che aggira le secche di un dolciastro "e
vissero felici e contenti": non vivono affatto felici e contenti, o almeno
non tutti, e comunque si porteranno sempre dentro delle ferite, o se non
altro il dolore per la partenza di Frodo.

--
Laurelin
#233 de IFeSTosi
"Piccole mani agiscono per necessità
mentre gli occhi dei grandi sono rivolti altrove"


Rosie Cotton

unread,
Mar 6, 2004, 7:01:23 PM3/6/04
to
Visto che oggi per puro caso avevo la rete, ho potuto leggere le tue
parole, Laurelin:

> Ma il problema posto da Theoden è diverso

Non stavo rispondendo a Theoden, ma a Monica :-)

Taglio tutto il resto, lo rileggero` sicuramente domani, che' ora capisco
poco ;-)

Ciao,


--
Rosie Cotton, #195 deI FeSTosi, Guerriera di Frodo

Frodo non ha fallito in quello che poteva fare: ha fallito in quello che
nessuno poteva fare e quindi, in un certo senso, non vi e fallimento. -
Cirdan, 15/06/2003

Matteo Namo

unread,
Mar 7, 2004, 3:07:30 AM3/7/04
to
Théoden King wrote:

||| Nota aggiunta: nella navata destra c'è un altro
||| _affresco_ ( vedi? ho imparato ^___^) equestre ma non di Paolo
||| Uccello se non erro... di chei fosse non ricordo però...
||
|| Per l'essattezza è sempre nella navata sinistra, a poca distanza
|| dal primo, con cui fa pendant, ed è opera di Andrea del Castagno.
||
|| Théoden

Mi sembrava fossero uno di fronte l'altro... ( mi sembrava da quello che ho
studiato che non li ho mai visti dal vivo)...

Mi sbaglierò... grazie ^___^

Matteo Namo


Matteo Namo

unread,
Mar 7, 2004, 3:12:09 AM3/7/04
to
Cirdan wrote:
|| Ascoltavo il rumore del mare quando Matteo Namo scrisse...
||
|| MN> Ehi! io non riesco neanche a cominciare quella cosa li...
|| figurati a MN> finirla.
||
|| IMHO non vuoi, non è che non riesci. Se fossi obbligato lo faresti.
||

Visto che son stato obbligato al liceo a leggerne buona parte, beh... si. A
costo di disfunzioni psichiche magari, oltre a una colossale rottura di
parti basse, devo dire. In effetti dovrei dire che è un libro che NON
sopporto e che ODIEREI a dover leggere, e non essendo obbligato da forza
maggiore, non lo leggo neanche se mi pagano... ... ... beh, forse se mi
pagano si.
;-P

Matteo Namo


Elendil

unread,
Mar 7, 2004, 5:19:18 AM3/7/04
to
Théoden King wrote:
> No, che non ha tempo di leggere tutto. Intanto gli spieghi com'è
> l'opera e gli dài un assaggio, poi se gli piace se la cerca e legge
> per intero. Per inciso, a me piace anche la musica. Certi album
> sono bellissimi (pur con canzoni che mi piacciono di piú e di meno),
> e li voglio tutti. In altri mi piacciono solo alcune canzoni: in
> questi casi, non mi faccio problemi a copiare solo quelle o a
> comprare un'antologia.

Come paragone non regge tanto; un romanzo è un tutt'uno unitario, un album,
tranne i cosiddetti "concept album" che però sono poche eccezioni e
soprattutto da tempo passate di moda, no. Se proprio vuoi fare un paragone,
un album è una raccolta di racconti; Saltare le pagine di un romanzo è
invece come mettere l'avanti veloce nei momenti noiosi di una sinfonia di
Beethoven :-)
è perfettamente legittimo e tuo pieno diritto, ma davvero non trovo un
singolo buon motivo per pubblicare un'edizione "ridotta" di ISDA, così come
mi pare sensa senso un'edizione in CD della pastorale cui manchi l'adagio.

> Nel caso specifico, chiaramente la storia, quello che ci si
> aspetta, quello che si vuole leggere, finisce ben prima dell'ultima
> pagina, tant'è che avrebbe benissimo potuto concludere col capitolo
> seguente il Monte Fato e scrivere il resto come seguito del romanzo,
> nessuno si sarebbe accorto della differenza.

Guarda, ti sbagli di grosso; tutto quel finale nella contea e poi i rifugi
oscuri e le partenze hanno dei motivi di essere ben precisi, e senza di essi
il "senso" del romanzo non sarebbe lo stesso; forse hai sottovalutato questo
finale perché dopo il "momento clou" ti sei rilassato e non ti aspettavi
altro da ISDA, ma non si tratta solo di "fare ambientazione", si tratta di
chiudere un discorso.


--
Elendil, #44 deI FeSTosi, FIFeDe #1 e IAFo #181
Un giorno la paura bussò alla porta, il coraggio andò ad aprire e non
trovò nessuno. - M.L. King


Elendil

unread,
Mar 7, 2004, 5:29:06 AM3/7/04
to
Laurelin wrote:
> Ma il problema posto da Theoden č diverso: anche io trovo che

> l'atmosfera e le descrizioni di quel brano siano molto belle (anche
> se TB in quanto personaggio l'ho sempre trovato, e lo trovo tuttora,
> un po' ridicolo), e anzi č stato rileggendo per l'ennesima volta

> quella parte che ho capito uno dei motivi per cui mi piace tanto
> ISDA. Ma _ai fini della storia_, ossia della successione e logica
> narrativa degli eventi, č necessario? No, IMO.

Su questo hai ragione; d'altra parte Theoden commette un errore a mettere
sullo stesso piano Tom ed il ritorno alla contea, considerandole due
divagazioni messe lě per fare atmosfera: il ritorno č necessario per il
romanzo.

--
Elendil, #44 deI FeSTosi, FIFeDe #1 e IAFo #181

Il mondo condanna i bugiardi che non fanno altro che mentire anche
sulle cose infime e premia i poeti, che mentono soltanto sulle cose
grandissime.
Ottone a Baudolino


Théoden King

unread,
Mar 7, 2004, 4:40:37 AM3/7/04
to
Matteo Namo

> Mi sembrava fossero uno di fronte l'altro... ( mi sembrava da quello che
ho
> studiato che non li ho mai visti dal vivo)...

L'ultima volta che sono entrato nel Duomo di Firenze è stato
nell'ottobre 2002... Ma ricordo che sono nella stessa navata. Ma è vero che
sono rivolti in modo tale da sembrare che si guardino, e nei libri spesso
sono l'uno su una pagina, l'altro sulla pagina opposta, il che spiegherebbe
il tuo errore in buona fede.
Comunque vacci, a Firenze, a guardare quegli affreschi...

Théoden King

unread,
Mar 7, 2004, 4:50:22 AM3/7/04
to
Soronel l'Araldo

> Alla fine la Contea viene sì rinnovata,
> ma non è più la stessa di prima: gli Hobbit sanno finalmente che al di
> fuori dei confini della Contea c'è qualcosa, e sanno anche che il fatto
che
> ci sia qualcosa è importante; hanno imparato a difendersi ed a farsi
> valere; gli alberi ricrescono, ma non sono gli stessi alberi: c'è il
> Mallorn a testimoniare che qualcosa è successo.

Sarà una mia interpretazione personale, ma ho proprio l'impressione che
siano "fatterelli" di poco conto, che interessano gli hobbit nel momento
contingente, ma che poi sono destinati a cadere nel dimenticatoio o quasi.
Voglio dire, anche prima c'era stata un'incursione di orchi nella
Contea, e gli hobbit si erano difesi. Dopo relativamente poco tempo, se ne
ricordavano in pochi, e ancor meno se ne curavano. Anche nel mondo "vero",
noto che tanta gente che ha vissuto le guerre sulla sua pelle (la maggior
parte di loro, quantomeno) torna al suo tran tran e non ci pensa piú dopo
gli eventi.
Si ha notizia di qualche coinvolgimento della Contea in altri eventi
dopo la storia dell'Anello? Non mi risulta. Oltretutto il re la "chiude"
agli stranieri, facilitando, a mio modo di vedere, l'oblio.
Se ci spingiamo avanti di cent'anni con l'immaginazione, credete che la
successiva generazione di hobbit se ne importerà nulla delle scaramucce
della Contea? Io direi proprio di no: come quella prima ricordava a mala
pena dell'incursione degli orchi o altre cose, o al massimo le considerava
storielle, cosí faranno gli hobbit del futuro. Se per quella generazione gli
alberi sono nuovi, per quella successiva gli alberi saranno quelli "di
sempre", i loro alberi.
Diceva Lucrezio che ai romani della sua epoca non importava NULLA delle
guerre contro Cartagine, eppure dovevano essere state notevoli...

Théoden King

unread,
Mar 7, 2004, 5:14:02 AM3/7/04
to
Cirdan

> TK> Il concetto di "opera d'arte come qualcosa di appartenente
> TK> all'autore" è relativamente recente
>
> Il fatto che sia recente non significa che sia sbagliato. ;)

No, certamente no, ma come tutte le cose, occorre:

-esserne consapevoli in prospettiva storica. Oggi si tende a restaurare
pochissimo, o a non ricostruire parti distrutte perché "sarebbe un falso".
Enorme kazzata, scusate il termine, giacché quell'opera d'arte era già stata
ritoccata mille volte, e nessuno sa che cosa sia originale e cosa no, e non
ha nemmeno importanza: l'autore non si curava certo del fatto che qualcuno
l'avrebbe ritoccata, sapeva bene che sarebbe successo.
-non essere estremisti. Oggi ci piace sapere chi ha fatto un'opera d'arte,
ma a parte questioni legali (diritti d'autore, etc.), non c'è nulla di male
se qualcun altro interviene, in maniera garbata, per migliorare un'opera
d'arte altrui. Non a capriccio, non un capolavoro che va già bene cosí, e
possibilmente (i tempi lo richiedono) in maniera tale che si distingua la
parte originale da quella moderna, o che si possa distinguere prendendosi la
briga di farlo.

Non so se hai mai visto la puntata di "Passepartout" sul restauro
critico, l'avresti trovata illuminante.

Théoden King

unread,
Mar 7, 2004, 5:09:55 AM3/7/04
to
Cirdan

> TK> Se decidi di scrivere un *romanzo*, è implicito che ci sia
dell'azione.
>
> Certo, ma come hai detto tu non è obbligatorio che siano grandi azioni,
> basta che sia il minimo necessario.

Io NON (ribadisco NON) ho detto cosí: ho detto che l'azione del romanzo
può essere poca cosa, cioè non è detto che siano grandi guerre o eventi
epocali. Non ho mai detto che può essere il minimo indispensabile, cosa che
nego veementemente.
L'azione ci vuole, e deve essere un pilastro dell'opera, altrimenti non
si tratta di un romanzo.

> Quindi se qualcuno ti consiglia di leggere solo un capitolo di un libro di
> 500 pagine tu lo fai? o_O

Se me lo consiglia qualcuno di cui mi fido, posso anche farlo. Poi,
magari, mi verrà la curiosità di leggere il resto, chissà. E se comincerò a
leggere il resto e non mi piacerà, lascerò stare.

> Chi è che decide cosa è necessario in un'opera? :)
> Quello che per uno può essere un fronzolo non necessario per un altro può
> essere un tocco da maestro.

Beh, se vogliamo buttarla sul soggettivismo piú sfrenato, allora è ovvio
che non posso obiettare nulla. Ma è altrettanto ovvio che non c'è ragione di
discutere: basta che uno chiunque dica "mi piace" o "non mi piace" e la
discussione finisce lí.
Fornire un giudizio estetico (lato sensu) è sempre un'operazione
spinosa, tant'è che spesso si finisce a discutere (talvolta in maniera
costruttiva, come in questo filone, tante altre volte in maniera meno
piacevole). Ma bisogna farlo, e la preparazione in materia ha un suo peso,
ritengo.

> Perché sono il finale del libro, appunto. Come dire che posso prendere un
> libro qualsiasi e dividerlo in due in un punto a caso, tanto le due metà
> avevano senso prima della divisione. :)

Non un punto a caso: uno in cui la narrazione comunque funziona. Per
inciso, funziona con tanti testi, c'è anche chi ha proposto la lettura di
romanzi non integrali senza informare i lettori di questo fatto, a scopo
sperimentale, e nessuno si è accorto del taglio.

> A parte che gli RI parlano per la quasi totalità di storie ambientate
prima
> dei Grandi Anni, quindi ben poco 'parallele'.

Se la memoria non mi tradisce, ci sono almeno due punti in cui
Christopher Tolkien afferma che nell'originale doveva comparire anche un
certo passaggio poi eliminato. Uno credo sia il discorso di Gandalf al
termine della guerra, in cui racconta i "retroscena" (il drago, Thorin,
etc.). Insomma, anche Tolkien si era reso conto, giustamente, che certe
storie di per sé valide avrebbero stonato in un certo contesto.

> TK> Non mi piace solo l'episodio dello specchio di Galadriel, che trovo
> TK> un po' confuso e abbastanza avulso dalla narrazione.
>
> Adesso mi dirai che si poteva evitare anche Faramir e poi siamo a posto.
:))

Quella è una parte che adoro. Per inciso, devo aver già accennato che
considero "Le Due Torri" la parte narrativamente piú efficace del romanzo.
Proprio non riesci a capirmi, eh? :-)

> TK> -un po' il consiglio di Elrond (bello, ma in un paio di
> TK> punti un po' prolisso)
>
> Mai quanto una lezione di economia e gestione aziendale.

Confesso di non aver mai seguito una lezione di economia e gestione
aziendale, ma non fatico a crederti. Il bello di una sana argomentazione è
che alla fine su qualcosa si concorda sempre...

> TK> Nota che non c'è alcun episodio delle "Due Torri": a mio avviso,
> TK> dal punto di vista della narrazione, si tratta del libro piú perfetto
> TK> dei tre
>
> Quali tre libri, di grazia? Il Signore degli Anelli è un romanzo unitario,
> diviso in sei libri, raggruppati in tre parti.

Lo so, lo so, ma speravo che, con un po' di elasticità mentale, si
capisse ciò che intendevo...

> - Da come la dici sembra che le 150 pagine della Contea siano una aggiunta
> dopo il finale vero e proprio a Monte Fato; non è così. La Contea non era
> una aggiunta

Ci proviamo a guardarlo con gli occhî dell'editore? Questo era il mio
discorso. Ho letto alcuni saggi su come Tolkien sia stato fortunato a
riuscire a pubblicare il romanzo, giacché all'epoca, per ragioni tecniche e
di mercato, un libro nuovo, di un autore sconosciuto, difficilmente avrebbe
potuto avere una tale mole (tant'è che l'hanno diviso in tre, mentre
l'autore l'avrebbe voluto come volume unico). A tanti altri autori in quelle
circostanze è stata negata la pubblicazione, oppure sono stati imposti
cambiamenti radicali. A Tolkien no. Io stesso me ne rallegro, intendiamoci,
ma di certo se Tolkien fosse stato uno scrittore piú esperto, non avrebbe
mai commesso l'ingenuità di presentarsi con un manoscritto di quel tipo:
l'avrebbe rielaborato, magari prevedendolo come collana di libri di piccole
dimensioni e leggibili anche singolarmente.

> -che il costo della pubblicazione se lo sia accollato tutto Unwin

Ho detto questo? Guarda che le editrici sono tirchie! (Io ci lavoro, di
quando in quando). Pagano poco, in ritardo, e fanno storie su ogni possibile
complicazione. Addirittura alcune addebitano a redattori o traduttori le
spese di correzione degli errori di battitura se essi superano una certa
quantità.

> Per me quelle poche righe dove parla della morte degli hobbit durante la
> battaglia della Contea sono tra le più potenti di tutto il romanzo:
rendono
> spaventosamente l'idea di come la morte in battaglia di pochi hobbit sia
> quasi una cosa più tremenda di tutte le migliaia di caduti

Certo, è proprio per questo che piace anche a me. E certamente è piú
facile piangere per pochi che si conoscono che per tanti "anonimi": è per
questo che "Il Diario di Anna Frank" è piú commovente della maggior parte
delle cronache di guerra e dei bollettini sui morti.
Anche io la trovo valida, e la apprezzo proprio per questo motivo, non
fraintendermi. Solo che, obiettivamente, è una parte rischiosa, e dal punto
di vista della narrazione presta il fianco ad alcune critiche, sempre a mio
avviso. Sono due piani diversi.

> Tremo all'idea che quelle righe non finissero nell'edizione finale del
> romanzo solo per far felice un tuo omologo dei tempi.

Guarda che non sono un editore o un redattore, e anzi non provo grande
stima per la categoria...

> No: l'inferno è in uno stile altissimo che usa _anche_ termini di registro
> basso o inventati.

Allora dobbiamo metterci d'accordo su terminologia e concetti, onde
evitare di sprecare fiumi di parole senza capirci. In ogni caso, diverse
edizioni della Commedia che ho consultato (ho fatto pure il tema su Dante
alla maturità, il Paradiso era il mio cavallo di battaglia), anche con
commenti illustri, definiscono lo stile dell'inferno "basso".
Ma forse qui stiamo andando fuori tema.

> TK> Gli alberi tagliati ricrescono
>
> No, vengono piantati alberi nuovi. Il vecchio albero della festa è morto
per sempre:

E ne cresceranno altri. Quegli hobbit implicati nella battaglia se lo
ricorderanno, gli hobbit della generazione successiva daranno per scontato
che è sempre stato cosí e per loro quelli saranno i loro alberi. La vita va
cosí...

> Al suo posto però è nato un Mallorn: una cosa bella, ma diversa, nuova.

Per i successivi trenta-quarant'anni, poi tutti penseranno che
quell'albero sia lí da sempre.
Prova ad andare nel giardino di casa tua: quali alberi sai che sono lí
da sempre e non da cinque minuti prima che ci andassi a vivere tu? E di
quanti te ne importa? E se un giorno avrai bambini, per loro quegli alberi
non saranno "i loro alberi"?

> Certo che con l'opera di confronto che fai tu possiamo andare a dire: "Che
> differenza c'è tra il mondo prima del peccato originale e il mondo dopo il
> giudizio universale? Nessuna! Allora Dio farebbe meglio ad eliminare tutta
> la parte in mezzo perché tanto non serve ad un tubo." :)))

Grazioso paragone, ma mi pare che non sia granché calzante.

Théoden King

unread,
Mar 7, 2004, 5:18:18 AM3/7/04
to
Laurelin

> Il Ritorno nella Contea può esser valutato da due punti di vista: dal
punto
> di vista narrativo

[...]

> Ma dal punto di vista _drammatico_, ossia dell'azione, per così dire,
> "scenica" e della tensione che in qualsiasi rappresentazione scenica
> dovrebbe crearsi (tensione tra i personaggi, o dovuta a situazioni in cui
i
> personaggi si trovano), è effettivamente un anticlimax spaventoso

Complimenti, concordo appieno. È bello vedere che c'è gente che la pensa
come me, ormai temevo di essere l'unico ;-)

Ciao,

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 7, 2004, 5:54:10 AM3/7/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Théoden King ha scritto:

> Voglio dire, anche prima c'era stata un'incursione di orchi nella


> Contea, e gli hobbit si erano difesi. Dopo relativamente poco tempo,
> se ne ricordavano in pochi, e ancor meno se ne curavano. Anche nel
> mondo "vero", noto che tanta gente che ha vissuto le guerre sulla sua
> pelle (la maggior parte di loro, quantomeno) torna al suo tran tran e
> non ci pensa piú dopo gli eventi.

Io invece non penso che si sia trattato di "fatterelli", né che il popolo
della Contea li consideri tali. Tolkien infatti fa più di un accenno al
fatto che gli "storici della Contea" daranno agli avvenimenti di quegli
anni una grande importanza imparando a memoria i nomi dei partecipanti alla
Battaglai di Lungacque e così via.

Inoltre, anche riguardo al "riprendersi" dopo le difficoltà ed al tornare
ad un tran tran quotidiano, spiega trattarsi di una caratteristica degli
Hobbit: che non dimenticano le sofferenze passate, ma riescono a non
pensarci.

> Si ha notizia di qualche coinvolgimento della Contea in altri
> eventi
> dopo la storia dell'Anello? Non mi risulta. Oltretutto il re la
> "chiude" agli stranieri, facilitando, a mio modo di vedere, l'oblio.

Si potrebbe anche dire che dopo la storia dell'Anelo non si hanno notizie e
basta, se non di Rohan e Gondor.

Quanto alla chiusura, secondo me è destinata a durare poco e comunque a
cambiare profondamente significato: scopo dela chiusura infatti non è
quello di dare alla Contea uno "splendido isolamento", ma quello di
permettere agli Hobbit di vivere in pace, anche e soprattutto perché negli
anni a seguire sarebbero giunti su nel Nord molti uomini a ricolonizzare le
Terre Selvagge.

> Se ci spingiamo avanti di cent'anni con l'immaginazione, credete
> che la
> successiva generazione di hobbit se ne importerà nulla delle
> scaramucce della Contea? Io direi proprio di no: come quella prima
> ricordava a mala pena dell'incursione degli orchi o altre cose, o al
> massimo le considerava storielle, cosí faranno gli hobbit del futuro.

Un conto è una scaramuccia, o una battaglia, ed un altro conto è
un'occupazione.

> Se per quella generazione gli alberi sono nuovi, per quella successiva
> gli alberi saranno quelli "di sempre", i loro alberi.

"E dopo alcuni anni, quando crebbe in grazia e bellezza, la sua fama
dilagò, e la gente veniva da lontano per vederlo: l'unico mallorn ad ovest
delle Montagne e ad est del Mare, ed uno dei più belli delmondo."

> Diceva Lucrezio che ai romani della sua epoca non importava NULLA
> delle
> guerre contro Cartagine, eppure dovevano essere state notevoli..

La mia impressione è che gli Hobbit siano molto più attenti a queste cose
dei Romani.

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/

Definizione:
LORD - Signore inglese molto sporco

Soronel l'Araldo

unread,
Mar 7, 2004, 5:54:12 AM3/7/04
to
Mentre lottavo con un hoovit ubriaco, Théoden King ha scritto:

> -esserne consapevoli in prospettiva storica. Oggi si tende a


> restaurare pochissimo, o a non ricostruire parti distrutte perché
> "sarebbe un falso".

Oppure a ricostruire esattamente le cose distrutte, compiendo un falso
doppiamente grave (es: La Fenice di Venezia).

--
Soronel l'Araldo - 49° deI FeSTosi - http://members.xoom.it/soronel/

Bill Gates ha eseguito un'operazione non valida, ma non ti illudere, non
sarà terminato.

Elendil

unread,
Mar 7, 2004, 5:55:58 AM3/7/04
to
Théoden King wrote:
> Complimenti, concordo appieno. È bello vedere che c'è gente che
> la pensa come me, ormai temevo di essere l'unico ;-)

?
Ma se tu sono dozzine di messaggi che dici che il finale del ritorno alla
contea ha dei difetti sul piano _narrativo_?
Laurelin ha detto tutt'altro!

--
Elendil, #44 deI FeSTosi, FIFeDe #1 e IAFo #181

Colui che rompe un oggetto per scoprire cos'e', ha abbandonato il
sentiero della saggezza.


Cirdan

unread,
Mar 7, 2004, 8:42:00 AM3/7/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Matteo Namo scrisse...

MN> Visto che son stato obbligato al liceo a leggerne buona parte, beh...
MN> si.

Idem, obbligato al liceo, e ne avrei sinceramente fatto a meno. ;)

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"Nessuno effetto è in natura sanza ragione; intendi la
ragione e non ti bisogna sperienza." -Leonardo Da Vinci
http://legendknights.tk

Cirdan

unread,
Mar 7, 2004, 8:48:17 AM3/7/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> a parte questioni legali (diritti
TK> d'autore, etc.), non c'è nulla di male se qualcun altro interviene, in
TK> maniera garbata, per migliorare un'opera d'arte altrui.

Beh, c'è anche il rispetto per l'autore moderno, che NON si aspetta che la
sua opera sia modificata senza il suo assenso. Non importa che sia morto o
meno, se avesse voluto che l'opera fosse modificata l'avrebbe detto.

Ci sono varie licenze open e creative commons che permettono la modifica
dell'originale; chi decide di non usare quelle licenze ha il diritto legale
ma anche artistico di vedere la sua opera sopravvivere inalterata.

Per l'opera antica può essere sensato quello che dici tu ma, ad esempio, c'è
anche un fascino artistico dell'opera incompleta o solo parzialmente
arrivata a noi; spero che nessuno si sogni di andare a ricostruire Pompei in
nome dell'architettura, perché a me piace così com è. :)

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

In My Humble Opinion, ovvero "secondo la mia modesta opinione".
Solitamente e` scritto da qualcuno che intende in realta` dire
"le cose stanno cosi` come dico io, e basta". -- Soronel
http://www.auroraproject.net/cube/

Cirdan

unread,
Mar 7, 2004, 9:15:43 AM3/7/04
to
Ascoltavo il rumore del mare quando Théoden King scrisse...

TK> Non ho mai detto che può essere il minimo
TK> indispensabile, cosa che nego veementemente.

Immagino che i romanzi della Yoshimoto a te non piacciano, quindi. :)

TK> L'azione ci vuole, e deve essere un pilastro dell'opera, altrimenti
TK> non si tratta di un romanzo.

Rileggi meglio il post di Laurelin su testo narrativo e testo drammatico.

TK> Fornire un giudizio estetico (lato sensu) è sempre un'operazione
TK> spinosa,

Ma tutte le arti, alla fin fine, si riducono al puro lato estetico.
L'estetica della narrazione usata nella Bibbia, ad esempio, è totalmente
diversa da quella moderna: se un autore scrivesse un romanzo moderno con lo
stesso stile di Giobbe verrebbe probabilmente dichiarato un pessimo
scrittore; di Giobbe diciamo invece che è il libro più poetico dell'intera
Bibbia.
L'arte non è altro che relativa, ahimè. :)

TK> c'è anche chi ha proposto la
TK> lettura di romanzi non integrali senza informare i lettori di questo
TK> fatto, a scopo sperimentale, e nessuno si è accorto del taglio.

Operazione poco sensata, perché appunto un romanzo non è fatto solo dalla
storia. Tagliando IsdA a Monte Fato non elimini solo un pezzo di storia ma
anche un pezzo di significato: ossia crei un romanzo che potrò anche stare
in piedi da solo, ma è un altro romanzo completamente diverso dal primo.

TK> Uno credo sia il discorso di Gandalf
TK> al termine della guerra, in cui racconta i "retroscena"

Ridotto, ma appare. Ed è appunto solo uno dei due testi sulla Terza Era
rispetto a tutti quelli che appaiono nei RI.

TK> Quella è una parte che adoro. Per inciso, devo aver già accennato
TK> che considero "Le Due Torri" la parte narrativamente piú efficace del
TK> romanzo. Proprio non riesci a capirmi, eh? :-)

No, è che non ti piacciono la Contea e lo Specchio, che sono due delle mie
parti preferita, allora ho provato a vedere se per caso non ti piaceva anche
una terza. ;)

TK> Ci proviamo a guardarlo con gli occhî dell'editore?

Solo se l'editore non fa un contratto speciale come per Tolkien. ;)
Per fortuna al giorno d'oggi uno può essere editore di sé stesso, nel bene e
nel male.

TK> E certamente è
TK> piú facile piangere per pochi che si conoscono che per tanti "anonimi":

Che _non_ era il senso della mia frase.

TK> dal punto di vista della narrazione presta il fianco ad alcune
TK> critiche, sempre a mio avviso.

Come ha detto Laurelin, dal punto di vista della drammatizzazione, non della
narrazione.

TK> gli hobbit della generazione successiva daranno per
TK> scontato che è sempre stato cosí e per loro quelli saranno i loro
TK> alberi. La vita va cosí...

Gli Hobbit sono duri a dimenticare: se hai letto bene ricorderai che erano
amanti di calendari, annali, genealogie, storie ecc.
IMHO hanno la memoria più lunga anche dei Gondoriani. ;)

TK> Per i successivi trenta-quarant'anni, poi tutti penseranno che
TK> quell'albero sia lí da sempre.

L'unico Mallorn ad ovest di Lorien e ad est di Eressea non penso fosse tanto
comune anche per gli hobbit stessi. :)

TK> Prova ad andare nel giardino di casa tua: quali alberi sai che sono
TK> lí da sempre e non da cinque minuti prima che ci andassi a vivere tu?

Caschi male: ho sempre vissuto in questa casa e tutti gli alberi ancora in
piedi sono stati piantati una 80ina di anni fa da mio nonno e suo padre, a
parte il melograno che è stato trapiantato 3 anni fa da quello nell'altro
orto, l'agave che ha circa la mia età e il pino nano che ha 12 anni circa.
Ecco, non so quanti anni abbia il melo. ;P

TK> Grazioso paragone, ma mi pare che non sia granché calzante.

E perché, di grazia? Ho solo cambiato la tua frase mettendo gli estremi
della storia umana secondo la Bibbia al posto di quelli della storia della
Contea in ISdA.

--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi

"Logic, logic, logic. Logic is the beginning
of wisdom, Valeris, not the end." -- Spock
http://legendknights.tk

Monica

unread,
Mar 7, 2004, 10:05:30 AM3/7/04
to
| Ma guarda che, storicamente, la STRAGRANDISSIMA maggioranza di tutte
le
| opere d'arte, in ogni campo, è ed è sempre stata modificata nel corso del
| tempo, o per conservarla, o per renderla piú consona ai tempi, o a
| discrezione di chi è stato in grado di mutarla.

Ma nessuna di queste motivazioni si avvicina a quella che proponi tu
(semplificare il libro per crearne una versione più digeribile)
Credo comunque che sia un vero scempio modificare un'opera d'arte e
strapparle l'anima che l'autore che le ha donato. A meno che l'autore stesso
non sia consenziente. E comunque non mi hai detto quale potrebbe essere il
criterio per decidere cosa mantenere e cosa tagliare di un libro.


Monica

unread,
Mar 7, 2004, 10:05:31 AM3/7/04
to
>non c'è nulla di male
>se qualcun altro interviene, in maniera garbata, per migliorare un'opera
>d'arte altrui.

ma chi può avere la presunzione di poter migliorare un'opera d'arte
altrui?!! è pazzesco! e secondo quale criterio poi?

>Non a capriccio, non un capolavoro che va già bene cosí

e chi lo decide se va già bene così o no? come si possono oggettivare certi
concetti?

Théoden King

unread,
Mar 7, 2004, 11:50:39 AM3/7/04
to
Elendil

> è perfettamente legittimo e tuo pieno diritto, ma davvero non trovo un
> singolo buon motivo per pubblicare un'edizione "ridotta" di ISDA

A scanso di equivoci, lo ribadisco: la mia era una provocazione. Trovo
che le provocazioni intellettuali siano stimolanti e possano dare adito a
discussioni valide, se cadono sul terreno giusto. Forse non mi sono spiegato
bene, o forse il mezzo di cui ci stiamo avvalendo (un newsgroup, senza la
compresenza fisica dei partecipanti) ha complicato le cose.

> Guarda, ti sbagli di grosso; tutto quel finale nella contea e poi i rifugi
> oscuri e le partenze hanno dei motivi di essere ben precisi, e senza di
> essi il "senso" del romanzo non sarebbe lo stesso

Beh, direi che i principali temi del romanzo (dalla lotta tra bene e
male, la facilità con cui ci si corrompe, il fatto che in -quasi- tutti ci
sia comunque un barlume di bontà e la possibilità di redimersi, etc.) sono
già sviluppati a dovere. Rimarrebbe esclusa una parentesi lirica, tutto qui.
Un significato in meno, ma il romanzo funzionerebbe lo stesso. A prescindere
dal fatto che poi quei capitoli ci piacciano o meno.

> non si tratta solo di "fare ambientazione", si tratta di
> chiudere un discorso.

Quale discorso da chiudere? A me sembra che il discorso si apra e si
chiuda in quegli stessi capitoli, non che resti qualcosa pendente se li
ometti. Se chiudiamo il libro prima di Monte Fato, sí che manca qualcosa!
Dopo 1000 pagine su una certa missione, non sappiamo come vada a finire. Se
chiudiamo prima dell'incoronazione, anche qui manca qualcosa che ci
aspettiamo, ma almeno in questo caso possiamo sopperire con l'immaginazione.
Se chiudiamo dopo l'incoronazione, perdiamo qualche episodio (bello,
peraltro, non discuto), ma la storia ha un suo senso, funziona anche cosí,
non credo che nessuno penserebbe "ma allora poi che succede"?

Tarabas Hunnaur

unread,
Mar 7, 2004, 12:37:19 PM3/7/04
to
Mandos wrote:
> Valutata mi par piu` corretto

Sě, certo, intendevo "apprezzata" in questo senso.
Mae aur!

Tarabas all'Ovest


Tarabas Hunnaur

unread,
Mar 7, 2004, 12:37:19 PM3/7/04
to
Cirdan wrote:
[CUT]
> Io non mi vesto in giacca e cravatta per il semplice fatto che la
> cravatta non ha senso di esistere: non ha utilità pratica e come
> ornamento da collo è anche brutto.
> Ecco un esempio di un canone che si mantiene da decenni ma non ha
> alcun motivo d'essere.


Invece ce l'ha. :-)
La cravatta serve a proteggere la gola dal freddo e dai colpi d'aria,
evitando fastidiose laringiti a chi è debole di gola.
D'altra parte la cravatta nasce come abbigliamento militare: pare che sia
stata introdotta in occidente nel '600 da soldati a cavallo croati che
sevivano nell'esercito francese portando al collo dei nastri di stoffa per
proteggere la gola. La "croat" fu poi copiata dai civili trasformandosi
nella nostra cravatta (l'assonanza dei termini è evidente).

Tarabas Hunnaur

unread,
Mar 7, 2004, 12:37:20 PM3/7/04
to
Matteo Namo wrote:
[CUT]
> Come il Beowulf che sto
> leggendo in italiano, inglese e anglosassone.

Bravo, bravo... ottima scelta. ;-)

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