[Silmarillion] Tuor e la caduta di Gondolin

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Nymeria

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Nov 15, 2006, 3:25:09 PM11/15/06
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Leggendo la prima parte di questo capitolo sorge spontaneo il parallelo
tra Tuor e Turin; oltre ad essere figli di due fratelli (e sotto questo
punto di vista e' interessante notare le corrispondenze nei nomi:
Huor-Tuor / Hurin-Turin), il loro destino e' inizialmente molto simile:
dopo la Nirnaeth Arnoediad vengono entrambi affidati ad un tutore elfico
ed entrambi trascorrono una giovinezza travagliata - Turin come
guerriero prima e come fuorilegge poi, e Tuor come schiavo degli
Easterlings, e tutti e due devono affrontare la solitudine, che per
Turin e' piu' che altro uno stato spirituale, mentre per Tuor si tratta
di una condizione oggettiva.
Anche se il patrocinio di Ulmo sembra essere alla base della migliore
sorte toccata a Tuor, mi appare evidente come lo spirito di quest'ultimo
sia piu' flessibile e meno incline alla negativita' rispetto al
carattere decisamente ombroso e 'selvaggio' del cugino; forse la grande
differenza tra i due (al di la' della predestinazione voluta da Ulmo)
consiste nel fatto che Turin ha sempre cercato di domare il proprio
fato, mentre Tuor appare piu' disposto ad accettare che esso segua il
proprio corso - in un certo senso si potrebbe dire che egli e' in grado
di sfruttare le maree della sorte (visto il suo amore per il mare mi
sembra un paragone appropriato) piuttosto che tentare di contrastarle.
La netta divergenza tra i loro destini viene evidenziata da
quell'incontro presso gli Stagni di Ivrin, quando i due si incrociano
senza riconoscersi ed il lettore si rende conto di come Turin sia
avviato verso una china discendente e Tuor verso un destino decisamente
diverso.
Sotto questo punto di vista Idril e' perfettamente compatibile con Tuor,
in quanto e' capace di percepire i segnali che il fato fornisce e di
agire in base ad essi con saggezza, anziche' farsi fuorviare
dall'orgoglio o dalla vanita' come invece accade per il padre Turgon, il
quale come Feanor prima di lui segna la propria fine "compiacendosi
dell'opera delle sue mani" - Turgon inoltre ha chiuso le porte al resto
del mondo - e non solo in senso figurativo - cedendo ad un deplorevole
ed egoistico disinteresse per la sorte dei propri simili ("impedivano a
chiunque di entrare" – "Turgon volto' le spalle alle calamita' del mondo
esterno") che qui appare come una colpa ancora piu' grave della stessa
superbia, perche' non ammette compassione e coinvolge anche i cittadini
di Gondolin, la cui salvezza viene anteposta alla conservazione dello
status quo; con la caduta di Gondolin viene cancellata la terza ed
ultima roccaforte degli Eldar nel Beleriand ed anche in questo caso,
come negli altri, l'orgoglio e la mancata lungimiranza sono alla base
della sconfitta.
La narrazione dell'assalto - particolarmente nella versione piu'
completa dei Racconti Perduti - dimostra come il fato della citta' sia
irrimediabilmente segnato, nonostante le numerose azioni di coraggio e
di sacrificio che rendono ancora piu' acuto il senso di sconfitta
imminente: questa cronaca colpisce molto piu' profondamente di quanto
non accada con le simili vicende di Nargothrond e Menegroth, forse a
causa del maggiore coinvolgimento emotivo che traspare da queste pagine.
Un punto di particolare interesse e' dato dalla fine di Maeglin: non
solo perche' si verifica come profetizzata da Eol in punto di morte, ma
perche' ci viene detto che nel corso della sua caduta dalla rupe di Amon
Gwareth il suo corpo rimbalza per tre volte, in una sorta di
contrappasso dantesco che indubbiamente richiama le tre istanze di
colpevole silenzio mantenuto nei confronti del padre.
Morgoth ritorna ancora al 'modus operandi' di optare per un giorno di
festa per lanciare il suo attacco, una scelta che, insieme al fattore
sorpresa, sortisce indubbiamente l'effetto di demoralizzare
ulteriormente gli avversari; la sua soddisfazione finale, unita alla
certezza di avere definitivamente fiaccato ogni resistenza, e' pero' -
ancora una volta - l'errore che gli impedisce di comprendere che la
partita non e' ancora del tutto chiusa…

--
Nymeria

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