ISDA - Le scelte di Mastro Samvise

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Nymeria

unread,
Apr 15, 2005, 10:09:48 AM4/15/05
to
Questo e' per me (e sicuramente non solo per me) uno dei capitoli piu'
dolorosi ed insieme commoventi di tutta l'opera: ogni volta che arrivo a
questo punto risento "fisicamente" dello strazio del povero Sam, e
soffro con lui mentre viene sconvolto da contrastanti emozioni che vanno
dalla disperata aggressivita' nei confronti di Shelob (bello il paragone
con un piccolo animale che affronta un avversario piu' grande in difesa
di un compagno caduto), alla rabbia e momentanea follia che lo portano a
colpire tutto cio' che si trova nel suo raggio d'azione, ed infine al
dolore ed alla piu' cupa disperazione ("night came into his heart, and
he knew no more").
Anche il processo decisionale che lo porta a scegliere di proseguire,
abbandonando Frodo, subisce molte difficili metamorfosi: prima il
desiderio di vendetta nei confronti di Gollum, poi l'ipotesi del
suicidio ed alla fine l'idea di portare a termine il compito – idea che
al buon Sam appare come un'enormita', vista la scarsa stima che nutre
per se' stesso.
E' interessante come senta il bisogno di giustificare la rimozione della
fiala e della spada di Frodo: e' come un'eco delle occasioni in cui
Frodo sperava nell'altrui comprensione in vista di decisioni altrettanto
difficili (il tumulo e l'abbandono della Compagnia).
Le cure e le attenzioni che Sam riserva al corpo di Frodo sono la chiara
evidenza di come, fino alla fine, faccia fatica a rinunciare al suo
ruolo di custode e protettore; solo la totale mancanza di reazione da
parte di Frodo alla rimozione dell'Anello lo convince pienamente della
sua morte.
La decisione che Sam deve prendere e' difficile, tanto difficile che non
credo esista la _corretta_ soluzione al dilemma: il fatto che Sam
effettui una scelta emotiva, contro una razionale, non puo' essere visto
completamente come uno sbaglio – certo, se fosse stato catturato tutto
sarebbe stato perduto, ed in questo consiste il suo "errore": l'avere
messo in pericolo la missione per un moto del cuore; pero', proprio
perche' Sam ha obbedito piu' ai dettami della sua anima che a quelli del
suo cervello, mi piace pensare che sia stato "premiato" con la scoperta
che Frodo non e' morto e con la possibilita' di salvarlo.
Quando Sam sceglie di tornare sui suoi passi, lo fa perche' sente di non
poter completare la missione, <non senza Frodo>: ho gia' espresso la mia
ipotesi sulla relazione simbiotica che lega i due e credo che questa
affermazione la confermi; Sam non vede se' stesso come un eroe o un
guerriero (il sorriso sardonico nell'udire l'ipotesi degli Orchi sul
guerriero elfico la dice tutta), ma come aiuto e sostegno per Frodo – la
lealta' di Sam e' per lui piu' che per la missione, e sono sicura che da
solo non avrebbe potuto completarla, allo stesso modo in cui sarebbe
stato impossibile per il solo Frodo senza il sostegno di Sam.

Ho sempre pensato che la conversazione tra Shagrat e Gorbag fosse una
specie di "sgambetto" giocato da Tolkien ai suoi lettori: ancora di piu'
che nel capitolo "Gli Uruk-Hai" queste creature appaiono ben altro che
semplici automi senza volonta' – la loro scarsa fiducia nelle alte sfere
rasenta il disprezzo, soffrono di rivalita' tra 'colleghi' (vedi il
discorso sui Nazgul), desiderano perseguire le proprie ambizioni
(chiamiamole cosi' ..) in totale indipendenza. Sembra quasi di sentire
le lamentele del classico impiegato nei confronti dei superiori e per un
attimo si e' tentati di vedere in loro un lato umano – fino a quando
affiora il ricordo del compagno intrappolato nella tela di Shelob e
lasciato li', vivo, tra le risate di scherno degli altri; con questa
calcolata (?) doccia fredda Tolkien sottolinea la loro disumanita' (e
dopo le angosciose scelte di Sam il contrasto risulta ancora piu' marcato).

--
Nymeria - FeSTosa #313
Despair is only for those who see the end beyond all doubt

Erynvess

unread,
Apr 17, 2005, 8:40:36 AM4/17/05
to
Nymeria wrote:

> Questo e' per me (e sicuramente non solo per me) uno dei capitoli piu'
> dolorosi ed insieme commoventi di tutta l'opera: ogni volta che arrivo a
> questo punto risento "fisicamente" dello strazio del povero Sam, e
> soffro con lui mentre viene sconvolto da contrastanti emozioni che vanno
> dalla disperata aggressivita' nei confronti di Shelob (bello il paragone
> con un piccolo animale che affronta un avversario piu' grande in difesa
> di un compagno caduto), alla rabbia e momentanea follia che lo portano a
> colpire tutto cio' che si trova nel suo raggio d'azione, ed infine al
> dolore ed alla piu' cupa disperazione ("night came into his heart, and
> he knew no more").

Bellissima la frase citata, potrebbe stare in una poesia.
Sì, il capitolo è veramente terribile. Mi ricordo che la prima volta
l'avevo letto di notte, e il giorno dopo me lo sono riletta di
nuovo...

> Anche il processo decisionale che lo porta a scegliere di proseguire,
> abbandonando Frodo, subisce molte difficili metamorfosi: prima il
> desiderio di vendetta nei confronti di Gollum, poi l'ipotesi del

> suicidio ed alla fine l'idea di portare a termine il compito ? idea che

> al buon Sam appare come un'enormita', vista la scarsa stima che nutre
> per se' stesso.

A me pare che in quel momento l'Anello non eserciti nessuna attrattiva
su di lui, e mi chiedo il perché. Forse perché il suo cuore era pieno
di dolore per la morte del suo amato amico?

> E' interessante come senta il bisogno di giustificare la rimozione della
> fiala e della spada di Frodo: e' come un'eco delle occasioni in cui
> Frodo sperava nell'altrui comprensione in vista di decisioni altrettanto
> difficili (il tumulo e l'abbandono della Compagnia).

Direi di sì. Anche perché si trattava di prendere cose preziose,
"rubarle" al corpo di un morto: un'azione riprovevole per tutti,
credo.

> Le cure e le attenzioni che Sam riserva al corpo di Frodo sono la chiara
> evidenza di come, fino alla fine, faccia fatica a rinunciare al suo
> ruolo di custode e protettore; solo la totale mancanza di reazione da
> parte di Frodo alla rimozione dell'Anello lo convince pienamente della
> sua morte.

Già: non ha ragione di rimproverarsi perché non aveva capito che era
ancora vivo.

> La decisione che Sam deve prendere e' difficile, tanto difficile che non
> credo esista la _corretta_ soluzione al dilemma: il fatto che Sam
> effettui una scelta emotiva, contro una razionale, non puo' essere visto

> completamente come uno sbaglio ? certo, se fosse stato catturato tutto

> sarebbe stato perduto, ed in questo consiste il suo "errore": l'avere
> messo in pericolo la missione per un moto del cuore; pero', proprio
> perche' Sam ha obbedito piu' ai dettami della sua anima che a quelli del
> suo cervello, mi piace pensare che sia stato "premiato" con la scoperta
> che Frodo non e' morto e con la possibilita' di salvarlo.

Di più: con la possibilità di salvare la Terra di Mezzo. Infatti non
credo proprio che Sam da solo ce l'avrebbe fatta, ad arrivare al Monte
Fato: dovevano essere in due, uno a portare il peso dell'Anello e uno
a portare il peso dell'altro, sia in senso materiale che spirituale.
Anche a me colpisce tantissimo la scelta finale di Sam: è quella
irrazionale, ma quella di amore (non abbandonare l'amico, anche se
morto, allo scempio), quindi quella giusta.
Sam poteva pensare giustamente che aveva una grande missione da
compiere, molto più importante anche del suo padrone e amico, ma
quello che doveva decidere in quel momento era se amare il suo amico,
tentando disperatamente di difenderlo, o abbandonarlo.
Che avrei fatto io in quel frangente? Non lo so, ma è in qualche modo
confortante sapere che lui ha fatto la scelta giusta in pochi momenti,
senza pensarci troppo, quasi naturalmente. La sua vita, tutta
improntata a servire e aiutare gli altri, lo ha aiutato a fare lo
stesso anche in quel frangente terribile.

> Quando Sam sceglie di tornare sui suoi passi, lo fa perche' sente di non
> poter completare la missione, <non senza Frodo>: ho gia' espresso la mia
> ipotesi sulla relazione simbiotica che lega i due e credo che questa
> affermazione la confermi; Sam non vede se' stesso come un eroe o un
> guerriero (il sorriso sardonico nell'udire l'ipotesi degli Orchi sul

> guerriero elfico la dice tutta), ma come aiuto e sostegno per Frodo ? la

> lealta' di Sam e' per lui piu' che per la missione, e sono sicura che da
> solo non avrebbe potuto completarla, allo stesso modo in cui sarebbe
> stato impossibile per il solo Frodo senza il sostegno di Sam.

Ecco, abbiamo la stessa idea ^_^
Bellissima la parte del grande guerriero elfico! A parte l'umorismo
della cosa, anche in quella situazione terribile, io l'ho sempre vista
come la trasformazione che può fare la forza dell'amore,
dell'amicizia.

> Ho sempre pensato che la conversazione tra Shagrat e Gorbag fosse una
> specie di "sgambetto" giocato da Tolkien ai suoi lettori: ancora di piu'
> che nel capitolo "Gli Uruk-Hai" queste creature appaiono ben altro che

> semplici automi senza volonta' ? la loro scarsa fiducia nelle alte sfere

> rasenta il disprezzo, soffrono di rivalita' tra 'colleghi' (vedi il
> discorso sui Nazgul), desiderano perseguire le proprie ambizioni
> (chiamiamole cosi' ..) in totale indipendenza. Sembra quasi di sentire
> le lamentele del classico impiegato nei confronti dei superiori e per un

> attimo si e' tentati di vedere in loro un lato umano ? fino a quando

> affiora il ricordo del compagno intrappolato nella tela di Shelob e
> lasciato li', vivo, tra le risate di scherno degli altri; con questa
> calcolata (?) doccia fredda Tolkien sottolinea la loro disumanita' (e
> dopo le angosciose scelte di Sam il contrasto risulta ancora piu' marcato).

Sì, anche io penso che non ci fanno proprio una bella figura: sembra
che nella loro mente ci sia posto solo per odio e rabbia...


Non ho partecipato a tante discussioni partite dai tuoi post, ma li ho
sempre letti: interessantissimi! ^__^
Ciao!

--
Erynvess dei Testadura, FeSTosa #197, V.B.I. cert., Guerriera di Frodo
"Nell'armatura del Fato c'è sempre una crepa, e nelle mura della Sorte
una breccia, e ci sarà sino al pieno compimento, quello che voi
chiamate la Fine. E così sarà mentre io duri, una voce segreta che
contraddice e una luce dove dovrebbe essere oscurità." - Ulmo a Tuor

Tarabas Hunnaur

unread,
Apr 17, 2005, 8:53:40 AM4/17/05
to
Nymeria wrote:
[CUT]

> La decisione che Sam deve prendere e' difficile, tanto difficile che
> non credo esista la _corretta_ soluzione al dilemma: il fatto che Sam
> effettui una scelta emotiva, contro una razionale, non puo' essere
> visto completamente come uno sbaglio – certo, se fosse stato
> catturato tutto sarebbe stato perduto, ed in questo consiste il suo
> "errore": l'avere messo in pericolo la missione per un moto del
> cuore; pero', proprio perche' Sam ha obbedito piu' ai dettami della
> sua anima che a quelli del suo cervello, mi piace pensare che sia
> stato "premiato" con la scoperta che Frodo non e' morto e con la
> possibilita' di salvarlo.

Tutto sommato, la scelta di Sam potrebbe essere un insistere nel seguire
i consigli di Gandalf e scegliere la "follia" al posto del freddo
ragionamento calcolatore che farebbe Sauron.

> Ho sempre pensato che la conversazione tra Shagrat e Gorbag fosse una
> specie di "sgambetto" giocato da Tolkien ai suoi lettori:

In effetti è uno degli argomenti che genera più "problemi" alla coerenza
della subcreazione tolkieniana.

> ancora di
> piu' che nel capitolo "Gli Uruk-Hai" queste creature appaiono ben
> altro che semplici automi senza volonta' – la loro scarsa fiducia
> nelle alte sfere rasenta il disprezzo, soffrono di rivalita' tra
> 'colleghi' (vedi il discorso sui Nazgul), desiderano perseguire le
> proprie ambizioni (chiamiamole cosi' ..) in totale indipendenza.
> Sembra quasi di sentire le lamentele del classico impiegato nei
> confronti dei superiori

Spingendosi un po' oltre si potrebbero quasi intravedere le lamentele di
Tolkien verso i propri superiori universitari o verso un tipo di sistema
statale oppressivo... ma forse sto "applicando" un po' troppo. ;-)

> e per un attimo si e' tentati di vedere in
> loro un lato umano – fino a quando affiora il ricordo del compagno
> intrappolato nella tela di Shelob e lasciato li', vivo, tra le risate
> di scherno degli altri; con questa calcolata (?) doccia fredda
> Tolkien sottolinea la loro disumanita' (e dopo le angosciose scelte
> di Sam il contrasto risulta ancora piu' marcato).

In effetti il contrasto è proprio forte.
Mae aur!

Tar all'Ovest


Nymeria

unread,
Apr 17, 2005, 12:30:42 PM4/17/05
to
Tarabas Hunnaur ha scritto :

> Tutto sommato, la scelta di Sam potrebbe essere un insistere nel seguire
> i consigli di Gandalf e scegliere la "follia" al posto del freddo
> ragionamento calcolatore che farebbe Sauron.

Se dico PDA ti devo qualcosa ? :-P

[..]


>>Sembra quasi di sentire le lamentele del classico impiegato nei
>>confronti dei superiori
> >
> Spingendosi un po' oltre si potrebbero quasi intravedere le lamentele di
> Tolkien verso i propri superiori universitari o verso un tipo di sistema
> statale oppressivo... ma forse sto "applicando" un po' troppo. ;-)

Non credo che Tolkien si potesse immedesimare in un orco .. (a meno che
questa non fosse il punto di vista dei suoi studenti .. ^__^)

Nymeria

unread,
Apr 17, 2005, 12:27:21 PM4/17/05
to
Erynvess ha scritto :

>>"night came into his heart, and he knew no more").
>
> Bellissima la frase citata, potrebbe stare in una poesia.

Sotto un certo punto di vista *e'* cosi' ... ;-)

> A me pare che in quel momento l'Anello non eserciti nessuna attrattiva
> su di lui, e mi chiedo il perché. Forse perché il suo cuore era pieno
> di dolore per la morte del suo amato amico?

Anche, ma non solo: proprio in questi giorni sto affrontando "La torre
di Cirith Ungol" e la tentazione di Sam e' davvero di breve durata -
l'Anello non ha nulla da offrire a Sam ed ogni sua lusinga pare davvero
destinata a cadere nel vuoto; e' come se parlassero due lingue diverse e
non riuscissero ad intendersi fino in fondo (per fortuna !)

[...]


> Anche a me colpisce tantissimo la scelta finale di Sam: è quella
> irrazionale, ma quella di amore (non abbandonare l'amico, anche se
> morto, allo scempio), quindi quella giusta.

E forse anche in linea con lo spirito della loro missione, che e' quello
di compiere un atto incredibilmente irrazionale ..

[...]


> confortante sapere che lui ha fatto la scelta giusta in pochi momenti,
> senza pensarci troppo, quasi naturalmente.

Quasi senza sapere che possedeva questa capacita', come la pipa
rinvenuta nello zaino nel corso del suo sogno.

[...]


> Bellissima la parte del grande guerriero elfico! A parte l'umorismo
> della cosa, anche in quella situazione terribile, io l'ho sempre vista
> come la trasformazione che può fare la forza dell'amore,
> dell'amicizia.

Frodo lo aveva predetto che avrebbe potuto trasformarsi in un guerriero,
o uno stregone :-)

> Non ho partecipato a tante discussioni partite dai tuoi post, ma li ho
> sempre letti: interessantissimi! ^__^

Grazie ! :-)

Tarabas Hunnaur

unread,
Apr 17, 2005, 4:09:36 PM4/17/05
to
Nymeria wrote:
> Se dico PDA ti devo qualcosa ? :-P

L'acquisto di almeno 10 copie della traduzione della Rotome. ;-)

> Non credo che Tolkien si potesse immedesimare in un orco .. (a meno
che
> questa non fosse il punto di vista dei suoi studenti .. ^__^)

Ovviamente, per questo dicevo di aver "applicato" un po' troppo. :-)
Mae aur!
--
Tarabas Hunnaur - 10° deI FeSTosi - Referente Smial Bolgeri
"Ah, tutto accade una volta soltanto, ma una volta, sì, deve accadere…"
La Storia Infinita, Michael Ende

Laurelin

unread,
Apr 18, 2005, 4:19:52 AM4/18/05
to

"Tarabas Hunnaur" <mosc...@libero.it> ha scritto

>
>> ancora di
>> piu' che nel capitolo "Gli Uruk-Hai" queste creature appaiono ben
>> altro che semplici automi senza volonta' – la loro scarsa fiducia
>> nelle alte sfere rasenta il disprezzo, soffrono di rivalita' tra
>> 'colleghi' (vedi il discorso sui Nazgul), desiderano perseguire le
>> proprie ambizioni (chiamiamole cosi' ..) in totale indipendenza.
>> Sembra quasi di sentire le lamentele del classico impiegato nei
>> confronti dei superiori
>
> Spingendosi un po' oltre si potrebbero quasi intravedere le lamentele di
> Tolkien verso i propri superiori universitari o verso un tipo di sistema
> statale oppressivo... ma forse sto "applicando" un po' troppo. ;-)

E se invece fossero i discorsi che sentiva fare nelle trincee? Purtroppo la
guerra tira fuori il peggio (e qualche volta il meglio) dagli esseri
umani...

--
Laurelin
#233 del FeSTosi
"Se il mondo non fosse così pieno di stupidi,
avrei molte più difficoltà a farmi passare per uno intelligente"
(Thingol)


Gimmy

unread,
Apr 18, 2005, 12:19:19 PM4/18/05
to
Nymeria wrote:
> Questo e' per me (e sicuramente non solo per me) uno dei capitoli piu'
> dolorosi ed insieme commoventi di tutta l'opera: ogni volta che
> arrivo a questo punto risento "fisicamente" dello strazio del povero
> Sam, e soffro con lui mentre viene sconvolto da contrastanti emozioni che
> vanno dalla disperata aggressivita' nei confronti di Shelob (bello il
> paragone con un piccolo animale che affronta un avversario piu'
> grande in difesa di un compagno caduto)

Confermo, se c'è un punto speciale dove commuoversi, è probabilmente questo.

> Ho sempre pensato che la conversazione tra Shagrat e Gorbag fosse una
> specie di "sgambetto" giocato da Tolkien ai suoi lettori:
>

> per un attimo si e' tentati di vedere in loro un lato umano – fino a
> quando affiora il ricordo del compagno intrappolato nella tela di
> Shelob e lasciato li', vivo, tra le risate di scherno degli altri;
> con questa calcolata (?) doccia fredda Tolkien sottolinea la loro
> disumanita' (e dopo le angosciose scelte di Sam il contrasto risulta
> ancora piu'
> marcato).

Infatti sembrano davvero degli uomini e aggiungo degli uomini moderni:
potrebbe benissimo essere una scena applicata a qualche azienda odierna, i
loro discorsi sui superiori, sulla fiducia, sui colleghi e quant'altro. E
comunque non penso che il ludibrio crudele al quale espongono il loro
compare Orchetto, sia poi molto diverso dalle torture psicologiche che si
praticano oggi nei confronti di alcuni colleghi malvoluti.

Mi unisco al coro di complimenti per queste analisi Chapter by Chapter, ho
letto anche le precedenti naturalmente, e mi sembra giusto tributare gli
onori dovuti.
Magari un giorno le raccoglierai in un unico saggio vero? ;-)

--
Gimmy


Nymeria

unread,
Apr 18, 2005, 3:44:25 PM4/18/05
to
Tarabas Hunnaur ha scritto :


>>Se dico PDA ti devo qualcosa ? :-P
>
> L'acquisto di almeno 10 copie della traduzione della Rotome. ;-)

Quando sara' pronta ... :-PPP

Nymeria

unread,
Apr 18, 2005, 3:41:51 PM4/18/05
to
Gimmy ha scritto :

> Confermo, se c'è un punto speciale dove commuoversi, è probabilmente questo.

Ed un altro e' il canto di Sam, nella torre di Cirith Ungol - l'altro
giorno, abbozzando le prime note, facevo fatica a trattenere le lacrime ..

>> la conversazione tra Shagrat e Gorbag
>

> Infatti sembrano davvero degli uomini e aggiungo degli uomini moderni:
> potrebbe benissimo essere una scena applicata a qualche azienda odierna, i
> loro discorsi sui superiori, sulla fiducia, sui colleghi e quant'altro.

Si', avevo pensato anch'io ad un paragone del genere :-)

> comunque non penso che il ludibrio crudele al quale espongono il loro
> compare Orchetto, sia poi molto diverso dalle torture psicologiche che si
> praticano oggi nei confronti di alcuni colleghi malvoluti.

Non ho esperienza (ne' diretta ne' indiretta) di questo aspetto della
vita aziendale, per fortuna, ma da cio' che si sente raccontare non e'
forse un paragone cosi' esagerato ..

> Mi unisco al coro di complimenti per queste analisi Chapter by Chapter, ho
> letto anche le precedenti naturalmente, e mi sembra giusto tributare gli
> onori dovuti.

Ma grazie !!
E' stata, e continua ad essere, una splendida passeggiata e i vostri
complimenti mi incoraggiano moltissimo: insomma, oggi ISDA, domani ...
il mondo !!!! (bwahaahaa !! ^__^)

> Magari un giorno le raccoglierai in un unico saggio vero? ;-)

Expect it when you see it ... :-DDD

Erynvess

unread,
Apr 20, 2005, 6:09:58 AM4/20/05
to
Nymeria wrote:

> > Bellissima la frase citata, potrebbe stare in una poesia.
>
> Sotto un certo punto di vista *e'* cosi' ... ;-)

PDA!



> > A me pare che in quel momento l'Anello non eserciti nessuna attrattiva
> > su di lui, e mi chiedo il perché. Forse perché il suo cuore era pieno
> > di dolore per la morte del suo amato amico?
>
> Anche, ma non solo: proprio in questi giorni sto affrontando "La torre
> di Cirith Ungol" e la tentazione di Sam e' davvero di breve durata -
> l'Anello non ha nulla da offrire a Sam ed ogni sua lusinga pare davvero
> destinata a cadere nel vuoto; e' come se parlassero due lingue diverse e
> non riuscissero ad intendersi fino in fondo (per fortuna !)

Sì, per fortuna!
Eppure la tentazione c'è stata anche per Sam, eccome. Forse uno dei
fatti che l'hanno aiutato è stato anche aver visto gli effetti
dell'Anello su Frodo, giorno dopo giorno.

> > Anche a me colpisce tantissimo la scelta finale di Sam: è quella
> > irrazionale, ma quella di amore (non abbandonare l'amico, anche se
> > morto, allo scempio), quindi quella giusta.
>
> E forse anche in linea con lo spirito della loro missione, che e' quello
> di compiere un atto incredibilmente irrazionale ..

Verissimo!

> Frodo lo aveva predetto che avrebbe potuto trasformarsi in un guerriero,
> o uno stregone :-)

Ma lo sappiamo che Frodo ha le premonizioni :-)

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