[HOBBIT] Cap. 12 - NOTIZIE DALL'INTERNO

3 views
Skip to first unread message

Nymeria

unread,
Dec 2, 2005, 10:28:59 AM12/2/05
to
Quasi in risposta alle mie considerazioni del capitolo precedente,
Tolkien ricorda ai suoi lettori che i Nani sono in fondo dei 'buoni
diavoli', malgrado la loro propensione ad accumulare ricchezze – la
precisazione non allevia comunque il senso di fastidio provocato dalla
mancanza di volontari che accompagnino Bilbo nella tana di Smaug: e'
evidente come il povero Hobbit sia considerato sacrificabile, e questo
non depone certo a favore dei suoi compagni di viaggio, malgrado lui non
si stupisca ormai piu' di tanto perche' ha evidentemente smesso di
crearsi delle aspettative.
La misura della trasformazione di Bilbo da Hobbit casalingo e
conformista a coraggioso sfidante di draghi e' data dal commento sulla
sua totale indipendenza da ogni tipo di comfort, grande o piccolo che
sia ("Erano secoli che non aveva piu' un fazzoletto"): non sono le
grandi gesta che creano un eroe, ma anche e soprattutto i piccoli
sacrifici quotidiani, la capacita' di superare le privazioni e le
avversita' senza permettere che esse intacchino le nostre forze; un
grande insegnamento, come quello che valuta il coraggio di Bilbo alla
luce della sua ignoranza su cio' che lo attende: la sua forza d'animo
acquista maggior valore perche' non frenata dalla paura dell'ignoto.
Nello stesso tempo apprendiamo pero' che Bilbo e' fallibile come
qualunque essere umano: la vista dell'oro accende in lui il desiderio –
o forse lo ri-accende, perche' quel gesto inconsulto di afferrare la
coppa ricorda il simile gesto di raccogliere l'anello perduto da Gollum
e ne condivide la stessa connotazione inconscia.
Smaug e' un personaggio davvero complesso ed affascinante: in un primo
momento vediamo di lui solo la violenza e la rabbia generate
dall'avidita' e rese piu' meschine dal fatto di non derivare dal
desiderio delle cose, ma dall'assenza delle stesse se vengono sottratte;
quando invece Bilbo parla con lui vediamo un altro aspetto del drago,
piu' sottile e quindi piu' pericoloso, perche' l'apparente
disponibilita' al dialogo nasconde la capacita' di irretire la vittima.
Questo e' senza dubbio uno dei passi che preferisco, sia per il gioco di
volonta' ed intelligenza tra i due contendenti, sia per l'abilita' con
cui e' reso: viene spontaneo pensare che il gioco di indovinelli con
Gollum sia stato un sorta di preparazione a questo 'combattimento' con
Smaug, perche' in effetti Bilbo racconta molto di se' stesso senza
realmente dire nulla al drago – che a sua volta e' incuriosito da questa
creatura che non ha mai "annusato" prima d'ora; nel suo stupore si vede
gia' una forma embrionale di quello che sara' il ruolo degli Hobbit
nella storia futura della Terra di Mezzo: piccole, ignote creature che
potranno comunque compiere grandi gesta e – cosa piu' importante –
opporre una notevole resistenza al fascino di forze esterne, in questo
caso l'incantesimo che i draghi usano per soggiogare le loro vittime.
Un altro tema che ritroveremo in ISDA e' quello del pericolo
dell'orgoglio, che conduce a sottovalutare l'avversario grazie alla
suprema confidenza nella propria superiorita': come fara' il Re Stregone
con Merry, anche Smaug non prende in considerazione il rischio
rappresentato dal suo antagonista e si mostra in tutto il suo splendore
(bellissimo il "devastating sound" di quella sprezzante risata)
rivelando cosi' anche il suo unico punto debole.

--
I will not say the Day is done, nor bid the Stars farewell

Reply all
Reply to author
Forward
0 new messages