ISDA - La Voce di Saruman

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Nymeria

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Feb 17, 2005, 3:05:24 PM2/17/05
to
Dopo il breve interludio Gandalf resetta l'umore su di un tono piu'
serio: l'ultimo compito che gli rimane gli appare, sia pure nella sua
tassativita', difficile da portare a termine - sembra che lo stregone sia
riluttante ad affrontarlo e che ne percepisca la tristezza e/o
l'inutilita': tristezza perche' la caduta di Saruman comporta la fine del
loro rapporto di collaborazione e (forse) anche di amicizia, ed
inutilita' perche', se ritiene giusto e doveroso offrire a Saruman una
possibilita' di redenzione, deve pure intuire che l'orgoglio dell'altro
gli impedira' di riconoscere i suoi errori e di tornare sui suoi passi.
Nello spettacolo della rovina di Isengard si puo' vedere l'immagine
speculare della disfatta di Saruman, che puo' pero' riservare ancora
qualche sorpresa per gli incauti: nello stesso modo in cui Merry avverte
Legolas di fare attenzione a dove cammina, per evitare di cadere in
qualche voragine, cosi' Gandalf avverte gli altri di non avvicinarsi ad
Orthanc a cuor leggero, perche' "l'animale in trappola" che si trova al
suo interno potrebbe ancora rappresentare un pericolo.
L'incontro con Saruman riguarda anche un passaggio di poteri: ora e'
Gandalf a detenere l'autorita' superiore, soprattutto in forza della
compassione e saggezza con cui la esercita; cio' che rimane a Saruman
sono l'arroganza con cui si rivolge agli altri (e che si trasforma
rapidamente in disprezzo al fallimento dei tentativi di persuasione) ed
il potere della voce, ma anche questo ha perduto gran parte della sua
incisivita' se Theoden riesce a resistergli - sia pure con qualche
incertezza - ed addirittura Gimli ed Eomer possono riconoscerlo per
quello che e'.
Credo che l'errore principale di Saruman sia quello di valutare gli altri
in base ai propri parametri: la sete di conoscenza si e' tramutata in
brama di potere e dominio e questo gli impedisce di concepire la mancanza
di tale desiderio in Gandalf - per questo motivo non e' in grado di
riconoscere la generosita' dell'offerta che gli viene rivolta a piu'
riprese; si nota il contrasto tra i due nello stesso atteggiamento di
Gandalf il quale, di fronte al tentennamento di Theoden, non agisce e non
parla, fedele fino in fondo al suo ruolo di consigliere che non forza mai
gli altri (mentre Saruman ha voluto essere "consigliere e tiranno" nello
stesso tempo).
Quella di Saruman non e' una figura 'simpatica' ma c'e' pero' un momento
in cui si svela tutta la sua tragicita' e che fa brevemente provare per
lui la compassione che Gandalf gli dimostra: per un attimo e' incerto se
accettare o no la proposta, esitante tra rifiuto del passato e terrore
per il futuro - lo vedo come l'ultimo barlume di umanita' prima di cadere
definitivamente, ed e' in questo momento che riesco pienamente a capire
il concetto di *pieta'* del cui esercizio Gandalf e Frodo sono maestri.


--
Nymeria - FeSTosa #313
Despair is only for those who see the end beyond all doubt

Gwindor

unread,
Feb 17, 2005, 5:12:29 PM2/17/05
to
Nymeria wrote:

> Credo che l'errore principale di Saruman sia quello di valutare gli altri
> in base ai propri parametri: la sete di conoscenza si e' tramutata in
> brama di potere e dominio e questo gli impedisce di concepire la mancanza
> di tale desiderio in Gandalf

Bella osservazione. Praticamente si compie in questo la "Sauronizzazione" di
Saruman.

Bye

Gwindor

--
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Baccador

unread,
Feb 18, 2005, 3:39:06 AM2/18/05
to

"Nymeria" ha scritto:

> Quella di Saruman non e' una figura 'simpatica' ma c'e' pero' un momento
> in cui si svela tutta la sua tragicita' e che fa brevemente provare per
> lui la compassione che Gandalf gli dimostra: per un attimo e' incerto se
> accettare o no la proposta, esitante tra rifiuto del passato e terrore
> per il futuro - lo vedo come l'ultimo barlume di umanita' prima di
cadere
> definitivamente, ed e' in questo momento che riesco pienamente a capire
> il concetto di *pieta'* del cui esercizio Gandalf e Frodo sono maestri.

Questo aspetto l'avevo solo... uhm, 'percepito', grazie per avermelo
disvelato. :-)

baci

--
Bacca


Nymeria

unread,
Feb 18, 2005, 4:11:55 PM2/18/05
to
Baccador ha scritto:

[...]


> Questo aspetto l'avevo solo... uhm, 'percepito', grazie per avermelo
> disvelato. :-)

Prego ! :-)
Sono davvero tante le cose che anch'io avevo solo 'percepito' e che ora
tendono a colpirmi dritto in mezzo agli occhi (ahi !) ^__^

Nymeria

unread,
Feb 18, 2005, 4:11:54 PM2/18/05
to
Gwindor ha scritto:

[..]
> Bella osservazione.

Grazie !

> Praticamente si compie in questo la "Sauronizzazione" di
> Saruman.

Mi hai fatto venire in mente quel paragrafo, in "La via che porta ad
Isengard", che e' una condanna senza appello per Saruman e dove viene
sottolineato come il suo desiderio di emulare Sauron non sia altro che un
tentativo malriuscito ("il giocattolo di un bimbo o l'adulazione di uno
schiavo"), frutto non tanto delle sue capacita' quanto dell'influsso -
non percepito - di Mordor.
Una di quelle (tante) frasi che amo alla follia ..

Laurelin

unread,
Feb 19, 2005, 3:55:00 AM2/19/05
to

"Nymeria" <nymeria7can...@people.it> ha scritto

> L'incontro con Saruman riguarda anche un passaggio di poteri: ora e'
> Gandalf a detenere l'autorita' superiore, soprattutto in forza della
> compassione e saggezza con cui la esercita; cio' che rimane a Saruman
> sono l'arroganza con cui si rivolge agli altri (e che si trasforma
> rapidamente in disprezzo al fallimento dei tentativi di persuasione) ed
> il potere della voce, ma anche questo ha perduto gran parte della sua
> incisivita' se Theoden riesce a resistergli - sia pure con qualche
> incertezza - ed addirittura Gimli ed Eomer possono riconoscerlo per
> quello che e'.

Questa tua osservazione mi ha fatto riflettere sull'intera scena, e in
particolare sul dialogo tra Saruman e Gandalf, e ripensandoci mi ha colpito
il fatto che tutti i dubbi degli astanti se ne volino via quando Gandalf
scoppia a ridere. Ho ripensato in quanti punti del romanzo il riso si rivela
una potente arma di difesa contro seduzioni, tentazioni e malvagità in
genere: durante il primo incontro degli hobbit con un Cavaliere Nero, quando
questi viene scacciato da "un suono misto di canti e di risa", oppure
deurante il viaggio dopo Colle Vento, quando le risate davanti ai troll
pietrificati scacciano momentaneamente le tenebre che avvolgono Frodo,
oppure la risata di Galadriel quando respinge la seduzione dell'Anello, o la
risata di Frodo proprio ai piedi di Cirith Ungol...

Il che mi ricorda le osservazioni di Padre Guglielmo nel "Nome della Rosa"
sul riso e sulla comicità: l'arma di difesa dei semplici contro il potere, o
il modo per rendere la verità accessibile al di fuori della ristretta
cerchia dei dotti, per "sgonfiare" la prosopopea e la presunzione di tanti
piccoli Sauron che credono di essere chissà chi (come Saruman) o per rendere
anche il diavolo meno spaventoso e più controllabile. Il male e coloro che
compiono il male sembrano incapaci di ridere (almeno in modo sano): "Il
diavolo è serio perché sa sempre bene dove va, e andando torna sempre da
dove è venuto".

--
Laurelin
#233 del FeSTosi
"Se il mondo non fosse così pieno di stupidi,
avrei molte più difficoltà a farmi passare per uno intelligente"
(Thingol)

Gwindor

unread,
Feb 19, 2005, 6:37:46 AM2/19/05
to
Laurelin wrote:

> scoppia a ridere. Ho ripensato in quanti punti del romanzo il riso si rivela

> una potente arma di difesa contro seduzioni, tentazioni e malvagitą in
> genere

Una risata vi seppellirą...

bye

Nymeria

unread,
Feb 19, 2005, 9:07:47 AM2/19/05
to
Laurelin ha scritto:

> Ho ripensato in quanti punti del romanzo il riso si rivela
> una potente arma di difesa

[...]
Bella riflessione !
Mi hai fatto ripensare anche alla risata liberatoria di Gandalf, al
risveglio di Sam, e per puro caso (ma mi dicono che il caso non esiste
^__^) ho appena riletto il capitolo "Minas Tirith", dove un'altra risata
di Gandalf rasserena un momento molto cupo ("una fonte di allegria che,
se fosse sgorgata, sarebbe bastata per suscitare risa nell'intero
reame").
Difesa, ed anche cura e ristoro ..

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