non so se ne esistono altre: da feltrinelli a bologna ho preso due settimane
fa un paio di volumi di quella harper collins. l'isbn del vol. 12 e'
0-261-10348-2. sono a circa 18e l'uno. grazie al cielo, hanno caratteri un
po' piu' grandi di lotr, hobbit, unfinished tales e silmarillion. cosa non
secondaria, anche se paperback, sia hme sia le altre non sembrano sfasciarsi
sotto uso intensivo.
ciao, a.
> (...) sono a circa 18e l'uno (...)
Se il prezzo e' questo, considera di comprarli on line su
www.play.com: li fanno 11.99 euro l'uno (comprando in sterline un po'
meno), spese di spedizione incluse.
ciao ciao
Fritz aka Giacomo
--
http://babsijones.typepad.com/jutopia/
2006/03/1999_la_guerra__1.html
(ricomporre su una sola riga)
grazie, ottimo suggerimento :)
ciao, a.
Hem, lo sai si che sono 12 volumi (più tredicesimo di indice)?
Io ti consiglio ... quella che trovi
:-)
Battute a parte, i libri piùinteressanti sono, a mio avviso, gli ultimi 3
(volumi 10, 11 e 12) e - se hai intenzione di leggere in versi, il terzo
volume, che contiene le versioni in versi del lai di lethian e del narn i
hin hurin
Ciao e buona Pasqua
--
Mandos - #11 deI FeSTosi, Scribano, LIstaro, IAFo e
Referente dello Smial Proudneck di Roma
"O great glory and splendour! And all my wishes have come true!"
(Sam Gamgee)
sai che tolkien in inglese è tostissimo?beato te se ce la fai a leggerlo, io
LOTR lo leggevo con vocabolario grosso, una pagina all'ora, con una buona
conoscenza dell'inglese....
> sai che tolkien in inglese è tostissimo?beato te se ce la fai a leggerlo,
> io LOTR lo leggevo con vocabolario grosso, una pagina all'ora, con una
> buona conoscenza dell'inglese....
Io lo leggo bene in inglese, quasi come in italiano... talvolta meglio,
soprattutto nei casi di Sabasardite acute nelle traduzioni.
--
Atrus Cirdan, #33 deI FeSTosi
'"Eureka" is Greek for "this bath is too hot".' (The Doctor)
http://ladyblonde.net - L'episodio 15 è online!
strano, a me ha fatto l'effetto opposto. il mestiere di critico (in senso
lato) di tolkien si riflette pienamente nella scrittura, che (a parte la sua
cifra di arcaismi lessicali e sintattici, e ovviamente i suoi mondi
linguistici) e' molto semplice.
specie considerando che di solito l'inglese ha un lessico infinitamente piu'
vasto dell'italiano, sembra appunto di leggere un saggio universitario,
senza particolari escursioni stilistico-linguistiche (le escursioni tolkien
imho le rimanda alle _sue_ lingue). e' un inglese senz'altro molto piu'
piano che -- per prendere qualche suo piu' o meno contemporaneo -- in joyce,
pound, hd o djuna barnes.
quanto agli arcaismi, un dizionario condensato lo trovi qui:
http://www.glyphweb.com/arda/words.html
ma in linea di massima un dizionario monolingue come wordweb e' piu' che
sufficiente.
sulle inversioni (per usare l'esempio che fa tolkien stesso, "'Helms too
they chose' is archaic": lui sostiene che classificarle inversioni e' wrong:
ma resta il fatto che _sono_ inversioni rispetto all'uso di quando scrive
lui, che e' senz'altro uno degli orizzonti d'attesa su cui va confrontata la
lingua), basta prendere il ritmo, e se sei un minimo abituato alla prosa
italiana delle origini non e' difficile.
almeno, a me le sue storie prendono abbastanza da farmi superare le poche
difficolta'.
imho, ciao, a.
> sai che tolkien in inglese č tostissimo?
Dici?
Io concordo con Cirdan. E`fattibile, e "the Silmarillion" č spesso piů
scorrevole de "il Silmarillion"
La citazione in firma mi pare un buon esempio
(il musical di Hurin č una evidente sabasardata)
;-)
--
Mandos - #11 deI FeSTosi, Scribano, LIstaro, IAFo e
Referente dello Smial Proudneck di Roma
"Last of all Hurin stood alone. Then he cast aside his shield, and
wielded an axe two-handed; and it is sung that the axe smoked in the
black blood of the troll-guard of Gothmog until it withered, and each
time that he slew Hurin cried 'Aure entuluva! Day shall come again!'
Seventy times he uttered that cry; but they took him at last alive..."
(The Silmarillion)
dato che ancora sto sul vol. 12 della hme, a play.com ho preso, oltre a
nightwood di djuna barnes, the atlas of t's middle earth, di karen wynn
fonstad. ne avevo intravista una, ehm, demo, e mi e' sembrata una cosa ben
fatta. e' anche con le pagine belle larghe.
libri arrivati in pochissimi giorni.
grazie ancora per il consiglio.
--
ciao, a.
- hobbits use their real names
> (...)a play.com ho preso, oltre a
> nightwood di djuna barnes,
Immagino sia "La foresta della notte".
Ho conservato soltanto il (piacevole) ricordo
di un libro stranissimo. Dovrei rileggerlo...
> the atlas of t's middle earth, di karen wynn
> fonstad. ne avevo intravista una, ehm, demo,
> e mi e' sembrata una cosa ben fatta. (...)
Be', di sicuro e' un bell'esercizio.
Imho l'autrice fa l'errore di prendere sul serio
le mappe di Tolkien per quel che riguarda
la forma delle terre, quando invece le si dovrebbero
considerare rappresentazioni distorte al pari
di tutte le mappe antiche (parte del racconto, insomma,
e quindi non necessariamente esatte o veritiere).
Ma forse mi sbaglio e nell'introduzione affronta
la questione.
> libri arrivati in pochissimi giorni.
> grazie ancora per il consiglio.
Mi sono sempre trovato benissimo. L'unico difetto
che ho riscontrato sono gli imballi, talvolta
non all'altezza delle asperita' dell'esistenza
in cui il "pacco qualunque", con la sua fragile
interiorita', viene gettato...
ciao ciao
Fritz aka Giacomo
--
questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad ab...@newsland.it
> Immagino sia "La foresta della notte".
si'. io l'ho sempre chiamato _bosco di notte_, ma anche l'altro titolo
italiano e' abbastanza diffuso. lo lessi molti anni fa, ed e' sempre stato
fra i miei preferiti. in inglese non so cosa ci capiro', ma volevo
provare, in quel libro il suono delle parole conta.
> Imho l'autrice fa l'errore di prendere sul serio
> le mappe di Tolkien per quel che riguarda
> la forma delle terre, quando invece le si dovrebbero
> considerare rappresentazioni distorte al pari
> di tutte le mappe antiche (parte del racconto, insomma,
> e quindi non necessariamente esatte o veritiere).
> Ma forse mi sbaglio e nell'introduzione affronta
> la questione.
appena cominciato. mi sembra dica che, essendo cartografa, un tarlo
tassonomico ha cominciato a roderla abbastanza presto (Immediately I
developed an explorer's need to map and classify this (to me) newfound
world) e ha proceduto nonostante il caveat di jrrt (Tolkien warned us not
to ask to see the "bones" boiled to make the "soup").
anche tralasciando la delicata questione del brodo e del bollito, in
genere non amo queste cose, dare una rappresentazione visiva, grafica, a
persone e luoghi composti da _parole_ (e ora fatico un po' a non
sovrapporre a un frodo 50enne il volto di wood), pero' gia' tolkien
integra una cartografia al racconto, e devo dire che piu' di qualche elfo
l'atlante mi ha aiutato a metterlo al suo (spero :) posto.
la karen mi sembra ecceda solo un filino con le frecce
ocra-buoni/nero-cattivi degli spostamenti, come quando in classe
invadevamo coi pennarelli i banchi confinanti: "legionibus duabus caesar
hostes aggressus..." :)
ciao, a.
> gia' tolkien integra una cartografia al racconto,
Se non sbaglio in realtà è il contrario...
--
Gwenaeth Aeliromë
Easterling
"Ed egli, invero, non mi rispose. A che pro
rispondermi: ero morto,
ero morto, e parlavo! Ero morto, e camminavo!
Nulla più contava, per me. Ero morto, ma cantavo!"
ehm, come dicevo, sono un novellino... :)
puoi chiarirmi, almeno a grandissime linee, la cosa?
mi sembrava di avere letto che lui iniziasse a raccontare a partire da un
_nome_.
che ruolo hanno le cartine?
(ti prego, non dirmi che ci metteva l'erba-pipa :)
grazie, a.
> puoi chiarirmi, almeno a grandissime linee, la cosa?
> mi sembrava di avere letto che lui iniziasse a raccontare a partire da un
> _nome_.
> che ruolo hanno le cartine?
Beh, come tutti sanno Tolkien ha inventato la sua Terra di Mezzo per dare
leggittimazione alle lingue da lui create. Per le mappe il discorso č
simile, sebbene sia in misura minore (meno importante che per le lingue):
Tolkien disegna le cartine, poi scrive le avventure che vi hanno luogo.
Ciao
--
Gwenaeth Aeliromë
Easterling
"Ed egli, invero, non mi rispose. A che pro
rispondermi: ero morto,
ero morto, e parlavo! Ero morto, e camminavo!
Nulla piů contava, per me. Ero morto, ma cantavo!"
> Tolkien disegna le cartine, poi scrive le avventure che vi hanno luogo.
Crdo sia un po'semplicistico
Sicuramente, scrivndo iSdA, si è servito di schemi che, giorno per giorno,
descrivessero dove era chi
E cercava di rendere possibile con l'orografia i tempi di marcia
--
Mandos - #11 deI FeSTosi, Scribano, LIstaro, IAFo e
Referente dello Smial Proudneck - www.proudneck.it
Many that live deserve death. And some that die deserve life. Can you
give it to them? Then do not be too eager to deal out death in
judgement. For even the very wise cannot see all ends." (Gandalf)
sono sopravvissuti e visibili in qualche modo? ho ordinato un libro di
immagini sue, ma la descrizione del contenuto era vaga.
ciao, a.
> "Mandos" <norbe...@vene.ws> ha scritto
>> Sicuramente, scrivndo iSdA, si è servito di schemi che, giorno per giorno,
>> descrivessero dove era chi
> sono sopravvissuti e visibili in qualche modo?
Non rammento che lo siano. Ma potrei sbagliare
In forma definitiva sono nelle Appendici dove, giorno per giorno, viene
detto cosa succede ai vari personaggi della Compagnia dell'Anello
--
Mandos - #11 deI FeSTosi, Scribano, LIstaro, IAFo e
Referente dello Smial Proudneck - www.proudneck.it
"Some who have read the book, or at any rate have reviewed it, have
found it boring, absurd, or contemptible, and I have no cause to
complain, since I have similar opinions of their works..." (J.R.R.
Tolkien)
> sono sopravvissuti e visibili in qualche modo?
Per lo più si trattava di schizzi che Tolkien inseriva nel manoscritto man
mano che lo portava avanti. Comunque, ben presto nel corso della stesura
iniziò a realizzare una mappavera e propria della Terra di Mezzo: è
basandosi su quella che poi suo figlio Christopher realizzò la Mappa della
Terra di Mezzo pubblicata con il libro (almeno nell'edizione inglese, la
mappa italiana è un'altra cosa).
--
Soronel l'Araldo - http://www.soronel.it/
Un giorno portai alla maestra una mela e lei mi diede un bacio. Il giorno
dopo le portai un'anguria e lei non capì.
> Beh, come tutti sanno Tolkien ha inventato la sua Terra di Mezzo per dare
> leggittimazione alle lingue da lui create. Per le mappe il discorso č
> simile, sebbene sia in misura minore (meno importante che per le lingue):
> Tolkien disegna le cartine, poi scrive le avventure che vi hanno luogo.
Non č proprio cosě: Tolkien scrive le aventure, poi quando rilegge e
corregge si rende conto che tutto quel casino di avvenimneti, oltre a
dovere essere ben sincronizzati temporalmente, devono ancor piů esserlo
spazialmente. Comunque, la cartografia svolge un ruolo essenziale nella
creazione della Terra di Mezzo (o ciň che era prima di diventare tale la
terra in cui si svolgevano le storie scritte da Tolkien) fin dal principio,
o quasi: si veda l'Ambarkanta, con le sue mappe.
--
Soronel l'Araldo - http://www.soronel.it/
In a hole in the ground, there lived a hobbit.
(Inglese)
> visto che ho scoperto che le traduzioni italiane coprono solo i primi
> due libri de History of Middle Earth stavo pensando di comprarmi la
> versione inglese. Che edizione mi consigliate?
Esistono molte edizioni. Se oltre al contenuto ti interessa anche l'oggeto-
libro, puoi scegliere fra le edizioni cartonate inglese o americana (le
prime più rare), oppure scegliere di comprare le splendide ediizoni in tre
volumoni cartonati (ma non so se si trovano ancora), che raccolgono ognuno
quattro libri della HoME. Se invece l'oggetto ti interessa poco, allora ti
consiglio di comprare l'edizione Harper Collins in brossura (cioè con
copertina morbida), quella con le copertine nere: in questo modo, senza
spendere cifre folli, avrai tutta la collezione bene assortita, in
un'edizione elegante. Fra l'altro, il tredicesimo volume della HoME, cioè
l'indice complessivo dell'opera, esiste per ora solamente in quest'ultima
edizione.
--
Soronel l'Araldo - http://www.soronel.it/
Se la penna è più forte della spada, e un'immagine vale mille parole,
quanto è pericoloso un fax?
> Non è proprio così: Tolkien scrive le aventure, poi quando rilegge e
> corregge si rende conto che tutto quel casino di avvenimneti, oltre a
> dovere essere ben sincronizzati temporalmente, devono ancor più esserlo
> spazialmente.
Non ho capito.
Allora Vincent Ferré sbaglia (o è poco preciso - o ho capito male io?)
quando scrive: "l’autore ha disegnato la mappa di Thror, e in seguito
quella della Terra di Mezzo, prima ancora di redigere Lo Hobbit e Il
Signore degli Anelli" e "la mappa segue di poco la redazione dell’incipit
su una copia d’esame"?
Oppure bisogna supporre una genesi diversa per i Racconti
Perduti/Ritrovati e il Silmarillion da una parte, e per Lo Hobbit e ISDA
dall'altra?
--
Gwenaeth Aeliromë
Easterling
"Ed egli, invero, non mi rispose. A che pro
rispondermi: ero morto,
ero morto, e parlavo! Ero morto, e camminavo!
Nulla più contava, per me. Ero morto, ma cantavo!"