[HOBBIT] Cap. 14 - Fuoco ed Acqua

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Nymeria

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Dec 18, 2005, 4:36:18 PM12/18/05
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Un altro inizio molto 'visuale' – tipico di Tolkien – in cui le immagini
escono prepotentemente dalla pagina e si formano dinanzi agli occhi del
lettore, creando nello stesso tempo un'atmosfera di ansia e di
aspettativa che denota il grande cambiamento di tono, che si e' fatto
terribilmente serio; mi piace l'ingresso in scena di Bard che
inizialmente e' solo una 'voce austera' che esce dalle tenebre e che non
si lascia facilmente coinvolgere dall'entusiasmo e dalla brama di
ricchezze dei suoi concittadini – vedo nella sua descrizione una forma
embrionale di un altro personaggio altrettanto 'austero', che sara'
senz'altro comparso inaspettatamente nel corso della stesura di ISDA, ma
che qui pare essere gia' presente nell'immaginazione dell'autore, almeno
come definizione di base.
Tutta la descrizione dell'attacco del drago e' semplicemente magistrale
ed e' una lettura che toglie il fiato sia per la suspense che crea sia
per l'ammirazione generata dalle scelte espressive e dalla grande carica
emotiva che riesce a creare.
Dopo la morte di Smaug ci viene presentata una vasta rassegna di
reazioni individuali al disastro che e' anche uno studio dell'animo
umano in situazioni di stress: prima viene riconosciuta l'inefficacia
del Governatore nella difesa della citta' (per tacere del suo altissimo
istinto di conservazione) e poi viene auspicata la guida da parte di
Bard in virtu' della sua azione eroica; l'abilita' politica del
Governatore e' ancora una volta messa in luce quando decide – una volta
che l'ascesa al potere di Bard sembra ineluttabile - di far slittare
l'altrettanto inevitabile polemica sulla sua responsabilita' sulle
spalle dei Nani: ho gia' avuto occasione di accostare questo personaggio
a Saruman ed in questa occasione la similitudine e' ancora piu' marcata,
soprattutto per la maestria con cui manipola i sentimenti della folla
per sfruttarli secondo i propri fini; persino Bard non appare
completamente immune da questa forma di condizionamento: infatti il suo
pensiero corre dalla necessaria ricostruzione della citta' alle
ricchezze che giacciono sotto la montagna e che ora dovrebbero – secondo
le sue incomplete informazioni – trovarsi senza padrone.
Sono queste le prime avvisaglie del conflitto che sta per svilupparsi ed
esse scaturiscono principalmente dalla rappresentazione tutt'altro che
ottimista dell'animo umano: se da una parte si osservano i lati positivi
della vicenda, come la volonta' di ricostruire e la generosita' degli
Elfi nel portare aiuto ai propri vicini, dall'altra la 'febbre dell'oro'
si sta gia' diffondendo a macchia d'olio e non fa presagire nulla di
buono; la situazione dopo la morte di Smaug potrebbe essere paragonata a
quella che si osserva dopo la fine di una dittatura: il senso di
liberazione che ne consegue non riesce a prescindere dai desideri
individuali di vendetta, rivalsa o – come in questo caso – avidita'.
Sono considerazioni molto complesse, nell'ottica di una storia per
l'infanzia – che in questa parte, mi sembra importante ricordarlo,
affronta anche temi seri come morte e distruzione, oppure coraggio e
vigliaccheria - e stanno IMHO a dimostrare non solo la profondita' di
pensiero del narratore, ma anche la sua volonta' di stimolare nel
lettore pensieri altrettanto profondi – in un certo senso il lettore
viene condotto, come Bilbo, in un viaggio avventuroso dal quale
ritornera' piu' maturo e con una diversa (e migliore, si spera)
capacita' di guardare il mondo che lo circonda.

--
I will not say the Day is done, nor bid the Stars farewell

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