[Silmarillion] Turin Turambar

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Nymeria

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Oct 29, 2006, 9:21:50 AM10/29/06
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Sul personaggio di Turin si e' molto discusso e le diverse opinioni sul
suo conto sono gia' state ampiamente dibattute, per cui ho preferito
focalizzare le mie riflessioni su alcuni degli aspetti salienti della
storia, che forse sono sempre passati in secondo piano a causa della
maggiore attenzione dedicata alla figura di Turin stesso.
Grazie alle numerose citazioni trovate sul NG sono conscia dei legami di
questa vicenda con alcuni temi della letteratura nordica quali l'incesto
ed il suicidio (peraltro comuni anche alla mitologia greca) mentre
secondo me e' il destino il grande co-protagonista della storia, la
forza contro cui molti lottano invano tentando piu' o meno
inconsciamente quanto inutilmente di piegarlo alla propria volonta'; da
un lato potrei ipotizzare che il fallimento di questi tentativi sia la
risposta del cattolico Tolkien alla mancanza di fiducia in una forza al
di sopra del singolo individuo, dall'altro non posso esimermi dal
ricordare come JRRT mostri di giustificare in un certo senso il suicidio
di Turin, riservandogli un ruolo cardine nella Battaglia Finale: dal
punto di vista di un cattolico il suicidio, quale assunzione del
controllo diretto del proprio destino, puo' essere considerato come una
negazione della volonta' divina, mentre il suicidio di Turin apparirebbe
piuttosto un espediente estremo per sottrarsi alla maledizione e – cosa
piu' importante – al *controllo* di Morgoth.
Rinnegando la 'seduzione' del Nemico, Turin ottiene una sorta di perdono
per un atto altrimenti censurabile e nello stesso tempo sembra
rinunciare, per la prima volta nella sua vita, al dominio diretto sulla
propria esistenza (lo proverebbe il fatto che non si uccide da se', ma
lascia che sia la spada a farlo): sino a questo punto Turin si e' sempre
battuto contro il fato – come dimostrato dalla scelta dell'ultimo nome,
Turambar, a scapito del monito di Gwindor “il destino e' in te, non nel
tuo nome” – e solo in questo momento pare voler rinunciare
definitivamente al controllo sul proprio destino, riconoscendo
l'inutilita' di tale atto e forse decidendo di abbandonarsi ad un volere
superiore.
Vedo Nienor come immagine contrapposta a quella di Turin, che ha perso
molto presto alcune necessarie certezze come il sostegno del padre od il
calore della famiglia, al punto tale da essere sempre descritto come
"afflitto" anche nei momenti migliori: in altre parole a Turin e' stata
negata sin dalla piu' tenera eta' quell'innocenza che invece e' una
componente basilare in Nienor – lo vediamo soprattutto nel momento in
cui, riemergendo priva di memoria dallo stato di trance provocatole da
Glaurung, osserva con stupore molte realta' quotidiane come aria, luce e
natura, pur non possedendo i termini con cui definirle (un'altra
implicita affermazione sul potere plasmante della parola); l'innocenza
e' tutto quello che le resta dopo che il drago l'ha privata di cio' che
la definiva come persona, e secondo me e' la perdita irrimediabile di
questa innocenza – ancor piu' che il ritorno della memoria e la
conseguente comprensione di quanto e' accaduto – ad indurla al suicidio.
Un fattore molto importante cui non avevo pensato prima e' la
profondita' dei sentimenti che Turin riesce a generare negli altri:
Beleg e Gwindor ne sono un esempio, come pure Finduilas e Nienor – anche
Mim, per quanto le condizioni del loro incontro siano traumatiche per il
Nano, arriva a provare rispetto e persino amicizia nei suoi confronti,
diventando un traditore soltanto nel momento in cui, con il ritorno di
Beleg, sente minacciata l'esclusivita' di questo rapporto (ed anche
allora intercede con i servitori di Morgoth perche' la vita di Turin sia
risparmiata); tutte queste persone sono accomunate dalla circostanza che
il loro legame con Turin viene pagato a prezzo della vita, pero' ritengo
importante sottolineare il fatto che una persona basilarmente 'negativa'
non potrebbe (e non dovrebbe, nell'universo di Tolkien) generare una
simile lealta': ritengo quindi che il giudizio finale su Turin come
persona possa essere ricavato non tanto dalle sue azioni quanto dalla
devozione dimostratagli da chi gli e' vicino.

--
Nymeria

Norbert

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Oct 29, 2006, 11:17:44 AM10/29/06
to
Nymeria ha scritto:

> Rinnegando la 'seduzione' del Nemico, Turin ottiene una sorta di perdono
> per un atto altrimenti censurabile e nello stesso tempo sembra
> rinunciare, per la prima volta nella sua vita, al dominio diretto sulla
> propria esistenza (lo proverebbe il fatto che non si uccide da se', ma
> lascia che sia la spada a farlo): sino a questo punto Turin si e' sempre
> battuto contro il fato – come dimostrato dalla scelta dell'ultimo nome,
> Turambar, a scapito del monito di Gwindor “il destino e' in te, non nel
> tuo nome” – e solo in questo momento pare voler rinunciare
> definitivamente al controllo sul proprio destino, riconoscendo
> l'inutilita' di tale atto e forse decidendo di abbandonarsi ad un volere
> superiore.

Ottima considerazione.
Aggiungo che - forse nei Racconti Incompiuti, sicuramente in una nota -
gli elfi messaggeri di Ulmo rimproverano a Turin proprio la sua superbia,
la sua incapacità di ascoltare consigli e suggerimenti. Nel suicidio,
forse per la prima volta, mostra di capire che non può sperare di
resettare tutto; capisce di essere responsabile del male che ha fatto,
malgrado spesso non lo abbia compiuto volutamente


> Un fattore molto importante cui non avevo pensato prima e' la
> profondita' dei sentimenti che Turin riesce a generare negli altri:
> Beleg e Gwindor ne sono un esempio, come pure Finduilas e Nienor

Gwindor, se rammento bene, ne ha pietà, principalmente.

> pero' ritengo
> importante sottolineare il fatto che una persona basilarmente 'negativa'
> non potrebbe (e non dovrebbe, nell'universo di Tolkien) generare una
> simile lealta': ritengo quindi che il giudizio finale su Turin come
> persona possa essere ricavato non tanto dalle sue azioni quanto dalla
> devozione dimostratagli da chi gli e' vicino.

Anche da quelle, direi

In effetti è una figura complessa: e anche nell'analisi dei suoi atti - un
po' come per frodo a Monte Fato - ci si può chiedere quanto ci abbia messo
di suo e quanto sia colpa del potere di Morgoth.

Lui ci mette sicuramente del suo. ma mai con cattiveria. Sempre, a me
sembra, per una sorta di "immaturità" che non gli consente di capire che
non può realisticamente pensare di "resettare tutto e ricominciare
daccapo", non puo pensare che sia sempre solo totalmente colpa degli altri.


I miei 5 cent

--
--
Norbert

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Soronel l'Araldo

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Oct 29, 2006, 11:38:12 AM10/29/06
to
Norbert ha scritto:

> Aggiungo che - forse nei Racconti Incompiuti, sicuramente in una nota -
> gli elfi messaggeri di Ulmo rimproverano a Turin proprio la sua superbia,
> la sua incapacità di ascoltare consigli e suggerimenti.

Non ti stati confondendo con Turgon, re di Gondolin?

--
Soronel l'Araldo - http://www.soronel.it/
L'intelligenza non è non commettere mai errori, ma scoprire subito il modo
di trarne profitto.

Nymeria

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Oct 29, 2006, 10:59:27 AM10/29/06
to
Norbert ha scritto:

(...)


>> ricavato non tanto dalle sue azioni quanto dalla
>> devozione dimostratagli da chi gli e' vicino.
>
> Anche da quelle, direi

Avrei piu' correttamente dovuto scrivere "non soltanto dalle sue azioni"
.. :-)

> In effetti è una figura complessa: e anche nell'analisi dei suoi atti - un
> po' come per frodo a Monte Fato - ci si può chiedere quanto ci abbia messo
> di suo e quanto sia colpa del potere di Morgoth.

Fifty-fifty ?

> Lui ci mette sicuramente del suo. ma mai con cattiveria. Sempre, a me
> sembra, per una sorta di "immaturità" che non gli consente di capire che
> non può realisticamente pensare di "resettare tutto e ricominciare
> daccapo", non puo pensare che sia sempre solo totalmente colpa degli altri.

O, come avrebbe detto mia nonna, capire che il problema non e'
nell'asse, bensi' nella lavandaia :-D
La reazione classica di Turin a fronte delle catastrofi personali e'
quella di assumere un nuovo nome e di ricominciare da zero - in effetti
la tua definizione di _immaturita'_ e' molto calzante, perche' ricorda
quella di un bambino che cerca nei fattori esterni la motivazione dei
guai che ha combinato.

--
Nymeria

Nymeria

unread,
Oct 29, 2006, 10:59:28 AM10/29/06
to
Soronel l'Araldo ha scritto:

> Norbert ha scritto:
>
>> Aggiungo che - forse nei Racconti Incompiuti, sicuramente in una nota -
>> gli elfi messaggeri di Ulmo rimproverano a Turin proprio la sua superbia,
>> la sua incapacità di ascoltare consigli e suggerimenti.
>
> Non ti stati confondendo con Turgon, re di Gondolin?

Forse si ricordava del passo che ho trovato nell'Appendice al "Narn", in
cui si parla dei due messi Gelmir ed Arminas che portano a Nargothrond
il messaggio di Ulmo a proposito di non avventurarsi fuori dalla citta'
e di rimuovere il ponte: alle repliche decisamente arroganti di Turin
essi replicano ""you, it seems, will take counsel with your own wisdom,
or with your sword only; and you speak haughtily"".

Non che Turgon non sia altrettanto .. ehm .. fermo nelle sue convinzioni :-D

--
Nymeria

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