[HOBBIT] Cap. 5 - Indovinelli nell'oscurita'

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Nymeria

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Oct 4, 2005, 3:59:14 PM10/4/05
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Un notevole 'giro di vite' narrativo, soprattutto per quanto riguarda il
tono, che accantona la modalita' fanciullesca per diventare serio e
adulto: lo si vede principalmente nella descrizione della quasi totale
deprivazione sensoriale sperimentata da Bilbo al suo risveglio, oppure
nella gamma dei suoi stati d'animo in cui si alternano disperazione e
sprazzi di speranza ? malgrado il ricorso ad espressioni anche scherzose
(come nel pensiero del cibo) le reazioni di Bilbo ed il raggiungimento
della determinazione che lo convince a proseguire ("Proseguire ? E'
l'unica cosa da fare !") rivestono un rilevante valore didattico per i
lettori piu' giovani.
E' interessante notare come la carenza di luce venga narrativamente
compensata dalla rappresentazione grafica dei rumori: il battito del cuore
di Bilbo, le ali dei pipistrelli, il gocciolare dell'acqua e
l'involontario scivolone nello stagno; altrettanto interessante e' il
fatto che il ritrovamento dell'anello venga presentato come un particolare
quasi secondario, soprattutto sapendo quale grande importanza rivestira'
in futuro questo oggetto apparentemente poco rilevante.
Gollum e' presentato inizialmente solo attraverso i suoi tratti negativi:
e' una creatura dell'oscurita', che ama aggredire le sue prede in silenzio
e ricorre anche all'antropofagia (Goblinfagia?) per sopravvivere; tutto in
lui ispira ribrezzo e disgusto, e' una "viscida creatura" che vive su di
una "viscida isola rocciosa" ed il costante sibilare della sua voce non lo
rende certo attraente.
Eppure da subito viene sottolineata la sua totale solitudine, quella che
lo spinge a dialogare con se' stesso perche' non ha nessun altro con cui
parlare e che lo conduce, insieme alla curiosita', ad indagare su
quest'altra creatura cosi' simile a lui tanto da trovare un terreno comune
tramite il gioco degli indovinelli; quest'ultimo fornisce a Tolkien
un'altra opportunita' per indicare ai suoi lettori che il 'mostro' non e'
poi cosi' diverso da noi, ma solo il prodotto di lunghissimi anni di
solitudine - giocare lo riporta a tempi piu' felici e piu' normali e forse
la sua ricerca di una preda viene momentaneamente arrestata, oltre che
dalla contingente mancanza di appetito, anche dalla candida ammissione di
Bilbo sulla sua totale solitudine ("Ho perso i Nani ed ho perso lo
stregone e non so dove mi trovo"), che probabilmente tocca in lui qualche
corda che da tempo non veniva stimolata.
Tutta la gara degli indovinelli e' giocata sul filo della tensione in
costante crescita, con il pericolo che per Bilbo si fa sempre piu'
concreto e non viene certo stemperato dal frequente ricorso a temi
'alimentari', quasi a sottolineare l'incombenza dello scopo principale di
un contendente e del timore dell'altro; forse e' la paura che porta Bilbo
a barare infrangendo parzialmente le regole del gioco (che scopriamo
essere rigidamente codificato), pero' - in retrospettiva - non e'
difficile pensare che l'Anello stia cominciando ad esercitare la sua
influenza su di lui.
Quando infatti Bilbo ne scopre la proprieta' principale e si salva
dall'immediato attacco di Gollum, 'qualcosa' fa leva sulla sua naturale
paura dell'oscurita' e sul suo desiderio di fuggire: per Bilbo, come per
qualunque Hobbit, e' estremamente innaturale quell'irrefrenabile desiderio
di "pugnalare quell'abominio, cavargli gli occhi, ucciderlo" - non e'
espressione della sua volonta', tanto e' vero che riesce a reagire
immediatamente a quei pensieri estranei, comprendendo prima di trovarsi in
una sleale posizione di vantaggio e poi di avere di fronte una creatura
"infelice, sola e smarrita": qui si affaccia l'importante concetto della
compassione, che in questa circostanza pare essere immediatamente
ricompensata con la capacita' di effettuare un salto di proporzioni
sovrumane (o sovrahobbit ..) che permette a Bilbo di compiere il primo
passo verso la salvezza.

--
Nymeria - FeSTosa #313
I will not say the Day is done, nor bid the Stars farewell

Orso

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Oct 5, 2005, 6:33:24 AM10/5/05
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Nymeria ha scritto:

> forse e' la paura che porta Bilbo
> a barare infrangendo parzialmente le regole del gioco (che scopriamo
> essere rigidamente codificato), pero' - in retrospettiva - non e'
> difficile pensare che l'Anello stia cominciando ad esercitare la sua
> influenza su di lui.
> Quando infatti Bilbo ne scopre la proprieta' principale e si salva
> dall'immediato attacco di Gollum, 'qualcosa' fa leva sulla sua naturale
> paura dell'oscurita' e sul suo desiderio di fuggire: per Bilbo, come per
> qualunque Hobbit, e' estremamente innaturale quell'irrefrenabile desiderio
> di "pugnalare quell'abominio, cavargli gli occhi, ucciderlo" - non e'
> espressione della sua volonta'

E' interessante questa considerazione, sopratutto alla luce del fatto
che in seguito (ISDA) verremo a sapere che l'anello abbandonò Gollum
per rispondere al richiamo dell'Oscuro Signore, ora di nuovo potente e
bramoso di ritrovare l'Unico.

In questa prospettiva è facile immaginare che appena passato di mano
l'anello si metta in azione influenzando il nuovo portatore: la
prorità in quel momento è uscire dalle profondità delle montagne per
iniziare il viaggio di riavvicinamento a Sauron.

In effetti fino a questo momento nessuno penserebbe Bilbo capace di
pensieri così violenti ("pugnalare quell'abominio, cavargli gli occhi,
ucciderlo").

D'altra parte è pur vero che Lo Hobbit è stato scritto prima che
Tolkien concettualizzasse la vicenda dell'Unico... ma c'è il
particolare non insignificante che il Professore mise mano allo Hobbit
successivamente, proprio per adattarlo agli eventi de ISDA: mi domando
se questi passaggi furono revisionati in tale occasione. Qualcuno che
abbia accesso ai testi delle primissime edizioni del libro potrebbe
rispondere a questo (per me) affascinante quesito :)

PS: sto mettendo da parte tutti i tuoi commenti ai capitoli dello
Hobbit, continua così che vai forte!

Orso
http://terreselvagge.blogsome.com

Tarabas Hunnaur

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Oct 5, 2005, 7:53:57 AM10/5/05
to
Nymeria ha scritto:

> Eppure da subito viene sottolineata la sua totale solitudine, quella
> che lo spinge a dialogare con se' stesso perche' non ha nessun altro
> con cui parlare e che lo conduce, insieme alla curiosita', ad indagare
> su quest'altra creatura cosi' simile a lui tanto da trovare un terreno
> comune tramite il gioco degli indovinelli;
[CUT]

Il tema della gara di indovinelli è un topos ricorrente della mitologia
norrena (Rotome :-).

> Quando infatti Bilbo ne scopre la proprieta' principale e si salva
> dall'immediato attacco di Gollum, 'qualcosa' fa leva sulla sua naturale
> paura dell'oscurita' e sul suo desiderio di fuggire:

Retrospettivamente potremmo forse dire l'Anello. Ma forse è solo paura e
desiderio di sopravvivenza.
Mae aur!
--
Tarabas Hunnaur - 10° deI FeSTosi
"Non scrivo mai di ciò che ho visto, ma solo di ciò che ho sognato."
Lord Dunsany

Nymeria

unread,
Oct 5, 2005, 4:24:18 PM10/5/05
to
On Wed, 05 Oct 2005 12:33:24 +0200, Orso <orso.so...@gmail.com> wrote:


> D'altra parte è pur vero che Lo Hobbit è stato scritto prima che
> Tolkien concettualizzasse la vicenda dell'Unico... ma c'è il
> particolare non insignificante che il Professore mise mano allo Hobbit
> successivamente, proprio per adattarlo agli eventi de ISDA: mi domando
> se questi passaggi furono revisionati in tale occasione.

Effettivamente mi sono posta anch'io la tua stessa domanda - ricordo di
avere letto qualche accenno in proposito, forse era nei volumi della HoME
che riguardano la genesi di ISDA, ma non ne sono sicura; senza dubbio
qualcuno degli esperti (tm) del NG ci sapra' dire qualcosa di piu'.
Noi attendiamo fiduciosi :-)

> PS: sto mettendo da parte tutti i tuoi commenti ai capitoli dello
> Hobbit, continua così che vai forte!

Grassssie !!!

Nymeria

unread,
Oct 5, 2005, 4:24:26 PM10/5/05
to
On Wed, 05 Oct 2005 13:53:57 +0200, Tarabas Hunnaur <hun...@libero.it>
wrote:

> Il tema della gara di indovinelli è un topos ricorrente della mitologia
> norrena (Rotome :-).

Meglio di un indice analitico e della funzione "trova" messi insieme !
:-)

Tarabas Hunnaur

unread,
Oct 6, 2005, 4:49:54 AM10/6/05
to
Nymeria ha scritto:

> Meglio di un indice analitico e della funzione "trova" messi insieme !

Però non sono sicuro del capitolo... anche se penso sia il 3. :-)

Nymeria

unread,
Oct 6, 2005, 4:26:29 PM10/6/05
to
On Thu, 06 Oct 2005 10:49:54 +0200, Tarabas Hunnaur <hun...@libero.it>
wrote:

>> Meglio di un indice analitico e della funzione "trova" messi insieme !


>
> Però non sono sicuro del capitolo... anche se penso sia il 3. :-)

Vedi che avevo ragione ??!!!! ^__^

Mandos

unread,
Oct 9, 2005, 5:50:08 AM10/9/05
to
In data 5 Oct 2005 03:33:24 -0700, Orso ha scritto:

> mi domando
> se questi passaggi furono revisionati in tale occasione. Qualcuno che
> abbia accesso ai testi delle primissime edizioni del libro potrebbe
> rispondere a questo (per me) affascinante quesito :)

Le note dell'Annotated Hobbit (e della sua traduzione in italiano)
forniscono informazioni utili a chi ne voglia saper di più sulla differenza
tra la prima versione dell'opera e la sucessiva.

Ciao

--
Mandos - #11 deI FeSTosi, Scribano, LIstaro, IAFo e
Referente dello Smial Proudneck di Roma
"They lie in all the pools, pale faces, deep deep under the dark water.
I saw them: grim faces and evil, and noble faces and sad. Many faces
proud and fair, and weeds in their silver hair. But all foul, all
rotting, all dead. A fell light is in them." (Frodo)

Nymeria

unread,
Oct 10, 2005, 4:12:31 PM10/10/05
to
On Sun, 09 Oct 2005 11:50:08 +0200, Mandos <norbe...@vene.ws> wrote:


> Le note dell'Annotated Hobbit (e della sua traduzione in italiano)
> forniscono informazioni utili a chi ne voglia saper di più sulla
> differenza tra la prima versione dell'opera e la sucessiva.

Devo trovare il tempo di leggerlo
Devo trovare il tempo di leggerlo
Devo trovare il tempo di leggerlo
...

PS. Grazie !

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